giovedì 11 giugno 2009

SI TORNA ALLE CARICA DEL BASKET GIOVANILE
QUALCHE CHICCA DOPO LE FINALI A SALSO


Dopo qualche giorno dalle Finali Nazionali Under 19 a Salsomaggiore prendo carta e penna come si faceva una volta per scrivere le impressioni sulla massima manifestazione giovanile. Userò come già successo nel passato il mitico alfabeto per richiamare gli argomenti più appetitosi.

A come Arbitri: a mio parere ottimo livello. Ho avuto 4 coppie una meglio dell’altra. Tutti arbitri che ho visto arbitrare durante la stagione regolare della serie A dilettanti e che sono certamente il miglior ricambio generazionale per quelli che stanno ai piani superiori. E’ chiaro che posso essere stato fortunato nelle designazioni (ho letto qualche commento negativo sui grigi sul forum di basket caffè) mi sembra però di aver visto gente disponibile al dialogo e non chiusa in un silenzio difficile da penetrare. Voto 9

B come gruppo B: continuo a non capire la sostanza del gruppo B. E’ vero che le regioni che non organizzano le fasi d’eccellenza di fatto non avranno mai la possibilità di una ribalta nazionale (come successo per esempio per Francavilla quest’anno) però mi sembra un po’ eccessivo (e anche illusorio) organizzare tutta sta roba per questa motivazione. Piuttosto facciamo le Final Four delle squadre sotto età, con i rispettivi Comitati Regionali che organizzano la fascia open B Under 18. Voto 4

C come Coach: è chiaro che alle Finali Under 19 ci dovrebbero essere i migliori allenatori in giro per l’Italia a livello giovanile. Se mi posso permettere una piccola osservazione (non ho gli strumenti, ne la presunzione di giudicare i colleghi) è difficile sentire dalla panchina consigli, sgridate, modi di dire… utili da aggiungere al proprio bagaglio. Non ho potuto vedere tante partite, ma quelle poche che ho visto, ho sentito solo cose scontate. Un po’ di fantasia dai. Voto 6

D come Deretano: quello che abbiamo avuto noi di Bergamo alle seconda e decisiva partita contro Biella. Due secondi dalla fine del secondo quarto, rimessa da fondo, due palleggi di Lele Deligios, tiro da metà campo, ciuff netto. Quelli di Biella mani nei capelli. Noi tutti in gas. Un bel segnale visto poi come è finita la gara (vittoria Bergamo ndr). Ogni tanto un po’ di culo ci vuole.

E come Eugenio: ho visto Eugenio Crotti (Presidente del Consiglio Direttivo del Settore Giovanile) vestito ogni giorno con colori sgargianti o con abiti “da prima”. Ogni giorno qualche particolare sorprendente. Voto 10 per l’esuberanza.

F come Fabio: mi hanno raccontato di un Fabio Corbani un po’ in difficoltà sul meno 8 nel secondo periodo nella finalissima contro Siena. Beh, penso che sia stato un bene, un momento di debolezza e anche un po’ di crisi, visto che vincere l’ennesima partita di 30 o 40 punti di scarto non avrebbe dato un po’ di sale ad una vittoria annunciata. Alle volte mantenere le premesse iniziali è già un bel successo. Da valutare meglio la polemica contro gli allenatori dai pantaloni corti. Voto 8 ½

G come Girone B: il girone B quello nostro di Biella, Bergamo, Rimini e Stella Azzurra, non aveva sulla carta una squadra che potesse vincere il girone a mani basse. Questa era stata la considerazione degli addetti ai lavori prima dell’inizio. E in effetti dopo due giornate tutte e quattro le squadre potevano arrivare prime e ultime. Sulla carta Bergamo doveva essere la quarta e Roma la prima. Alle volte però le quotazioni iniziali non bastano. Voto 10 ai primi dieci minuti di fuoco di Stella Azzurra contro di noi (7/8 da tre e grande intensità)… poi però voto 5 per i restanti 11 periodi.

H come Hotel: Grazie all’imboccata di Cristian (allenatore di Udine), siamo stati molto bene all’Hotel Bolognese. Un 4 stelle, anche se non eccezionale, bello e confortevole. Grazie. Voto 9

I come Italia: durante le finali ci sono stati diversi giocatori che possono far gola alla nazionale di Ramagli e Galli in vista per l’europeo in Francia. Qualcuno anche magari non proprio conosciuto e visionato perfettamente dal SSNM come ad esempio Torgano di Desio. Giocatore quadrato, utile, ben “fisicato” e con buon talento. Peccato che la lista dei 24 sia già stata consegnata alla FIBA.

L come Livorno: pare abbastanza scontato che il giudice sportivo abbia visionato il filmato della gara Livorno Palestrina prima di prendere i provvedimenti disciplinari, dopo il famoso parapiglia verso fine gara. Anche perché dopo la beffa della sconfitta in volata per Palestrina in effetti il danno poteva bastare.

M come Melli: è chiaro che Niccolò avrebbe fatto carte false per giocare con i suoi amici queste finali. E’ altrettanto chiaro che a guardare da lontano sulla scelta di Reggio Emilia c’era il Settore Squadre Nazionali con convocazione probabile con la Nazionale A, quella certa dell’Under 20 e quella obbligatoria dell’Under 18. Quindi capisco la difficoltà di affrontare l’argomento con la dovuta leggerezza. Sarebbe stato bello vedere Niccolò in campo con Reggio Emilia alle finali, perchè il basket è soprattutto giocare con passione con i propri amici, per poi rivederlo in Francia con i ragazzi dell’Italia Under 18… ma alle volte al cuore bisogna anteporre gli affari.

N come NOOOOO!: a 2 munti dalla fine più sette con Udine per l’accesso alle semifinali. Due triple di Udine (Maganza e Contento) partita prima riaperta e poi persa. Ma no cazzo!!

O come Oltretomba: molti i personaggi delle prima repubblica del basket resuscitati anche in questa nuova legislatura (e qualcuno presente anche a Salso). Ora bisogna capire se è meglio avere a che fare con uno che capisce di basket affossato dalla vecchia legislatura e che cerca di ricostruirsi un ruolo per provare a spiccare di nuovo il volo, oppure uno che chiamato a rappresentare il nuovo non sa nemmeno se il basket si gioca in 5 o in 6? Giusto per farmi qualche amico in più, voto 3 a entrambi.

P come Procuratori: fino a qualche anno fa i ragazzi fino a 20 anni non se li filava nessuno. Solo magari il talento più futuribile veniva avvicinato da questa o quell’altra agenzia. Adesso invece mi sembra che si stia esagerando. Troppo spesso i procuratori hanno un modo di avvicinarsi ai giocatori minorenni che potrebbe far incorrere in segnalazioni alla procura della repubblica. Stiamo attenti a quello che succede perché passare da una richiesta di amicizia su face-book ad una denuncia per pedofilia con titolone sul giornale è cosa molto più probabile di quello che si pensi.

Q come Querelle: durante le giornate di Salso molte sono state le querelle. Momenti più o meno simpatici tra gli addetti ai lavori. Il massimo però è quando vedi due addetti che parlano in amicizia tra di loro e dopo pochi secondi li ritrovi in posti diversi con persone diverse che sputtanano l’amico “presunto” di prima. Che tristezza.

R come Ridimensionamento: in molti hanno parlato durante le finali di ridimensionamento delle spese nel mondo del basket più in generale, ma anche nel mondo giovanile. Qualche squadra di serie A, vorrebbe spendere meno ottenendo però qualcosa in più. Per ora tutta questa crisi ha portato molti allenatori professionisti a non avere ancora la panchina. Per cui a parità di qualità (è chiaro che tra Messina e Schiavi le differenza si notano) quello che costa meno, magari professore di educazione fisica o proprietario di una farmacia con altro reddito a disposizione, quest’ultimo abbassando l'ingaggio ha salva la panca. Voto 6

S come Salsomaggiore: ho sempre sostenuto la candidatura di posti come Salsomaggiore o Montecatini per l’organizzazione delle Finali nazionali giovanili. Posti comodi da raggiungere un po’ per tutti, grande ricettività alberghiera e palestre capienti. E’ vero che il Palazzetto di Salso avrebbe bisogno di un restyling però non accetto le critiche a prescindere. E’ vero c’era il 24 secondi che non funzionava bene… ma per carità meglio stare a Salso (con tutti gli addetti ai lavori presenti e con una finalissima davanti a 1.500 spettatori) piuttosto che andare nel profondo sud con il palazzetto nuovo di zecca ma con nessuno in tribuna. Piuttosto non capisco cosa aspetti la FIP a “vendere” l’organizzazione delle Finali nazionali a chi fa di questa passione il proprio lavoro. Tutte le Finali da quelle Under 19 a quelle (speriamo) Under 14 del prossimo anno dovrebbero essere organizzate da Giuseppe Zucconi e la sua band. Cosa aspettiamo. Abbiamo visto che funziona… con un Trofeo delle Regioni impeccabile nell'organizzazione... perché non proseguire su quella strada!!! Voto 9

T come TV: Starchannel con il mitico e instancabile Ginaluca Menini ha fatto un gran lavoro. Purtroppo per problemi legati alla connessione data da Telecom, molte delle partite che dovevano andare in diretta non si sono potute vedere per il grande afflusso nella home page di Starchannel. Si parla di oltre 30 mila contatti al giorno. Vi assicuro che non è poco. Complimenti a Starchannel. Non mollate. Anche se c’è qualche furbo che vi ha chiesto il dvd per ridarvelo dopo qualche minuto facendo la copia a sbaffo e senza pagarlo, sappiate che ci saremo sempre noi e Desio che usufruiremo del vostro servizio consapevoli del grande lavoro che fate. Grazie. Voto 10

U come Udine: la Snaidero Udine Under 19 è stata la grande sorpresa della Finali Under 19. Ha vinto nel girone contro la Virtus Bologna. Ha raggiunto le semifinali, lottando fino all’ultimo pallone con Siena per l’accesso alla finalissima. E’ stata l’unica squadra delle quattro arrivate alle semifinali a giocare tutti i giorni. Ha vinto 5 partite all’ultimo minuto durante le finali e ne ha vinte almeno altre cinque nella fase interregionale. Dopo l’eliminazione negli ultimi due anni per differenza canestri (Montecatini e Barletta) la buona sorte ha ridato indietro tutto quello che Contento e Maganza avevano in credito. Coach Braidotti ha fatto in 4 anni un grande lavoro e gran parte del merito per questa splendida vittoria sportiva è suo. Peccato che al momento non sia confermato a Udine e che cerchi una panchina. Voto 10

V come Virtus Bologna: nel ranking iniziale della Finali di Salso era dietro le altre due big (Siena e Treviso) avendo tutta la squadra (tranne Mantoan) sotto età. E’ chiaro che la sconfitta nel girone con Udine e i troppi punti di scarto in semifinale con Treviso non solo un bel segnale per un gruppo di giocatori che fino a qualche mese fa era paragonato ai migliori tra i prospetti che ci sono in Europa. Non vorrei che tra un paio d’anni ci fosse la solita differenza di valore tra i nostri (relegati ai campionati di serie B e C) e quelli dei club stranieri invece protagonisti assoluti in Eurolega. Speriamo in bene. Voto 6

Z come Zelante: se sono state troppo zelante fatemelo sapere…

A presto.

giovedì 4 giugno 2009

A SALSOMAGGIORE IL MEGLIO DEI GIOVANI
OTTIMO IL LIVELLO DEGLI ARBITRI PRESENTI


Nei prossimi giorni avrò più tempo e anche modo di parlare un po' più in maniera approffondita di quello che sta succedendo in questi giorni a Salsomaggiore, nell'ambito delle Finali Nazionali Under 19.

Oggi volevo solo dire che nelle prime tre giornate ho avuto con la mia squadra tre arbitraggi davvero buoni. A mio modo di vedere al limite della perfezione. Lo dico non solo nelle due gare vinte (Rimini e Biella) a cui forse sarebbe facile fare abbinare considerazioni del genere, ma anche nella partita con Stella Azzurra Roma persa in volata, seppur i due arbitri (uno tra l'altro sosia di Paparesta) abbiano lasciato un po' correre sull'eccessiva aggressività iniziale di Roma, il livello medio delle chiamate è stato certamente sopra categoria.

E' chiaro che gli arbitri presenti rappresentino il meglio che ci sia a livello di fischietti in carriera, ma altrettanto vero che le note polemiche sul ricambio generazionale denunciato dalla categoria non ha proprio tutti i fondamenti, vedendo i fischietti presenti a Salso.

Gli arbitri ci sono e sono anche bravi. Come con i giovani, alle volte basta un po' di coraggio in più e un po' di faziosità in meno.

La nota più positiva a mio parere è stata in queste tre partite, il possibile dialogo e il buon rapporto di vicinato tra arbitri e allenatori. Se l'allenatore di turno con educazione e buon senso vuole dire la sua, i due grigi sono li anche per quello e magari una battuta al momento giusto e nel modo giusto può diventare spunto di riflessione anche per gli arbitri.

Per ora nelle mie partite è stato così. E' facile per gli arbitri (la maggior parte con poca esperienza) nascondersi dietro ammonizioni, tecnici o sguardi intimidatori da lontano. E' più difficle invece (ma forse anche più intigrante) mettersi a disposizione di allenatori e giocatori per far migliorare il movimento, ascoltando e capendo le ragioni degli uni e degli altri... Quindi grazie.

ps. volete sapere una delle battute giusta di ieri? eccola:

Io: Baldini, Baldini (arbitro di Firenze), ma non erano passi quelli del lungo?
Baldini: Senza la palla in mano è dura fare passi! E comunque non mi chiamare Baldini.
Io: Ah scusa, anche perchè altrimenti il collega lo dovrei chiamare Fiorello e non è bello!
...tutti e due a ridere...

giovedì 28 maggio 2009

DALLA PREALPINA DI LUNEDI' 25 MAGGIO 2009


Rimadesio si conferma ai vertici nazionali

In attesa di definire la posizione di Rocco



Conferma importante ai vertici del movimento nazionale per il settore giovanile dell’Aurora Desio. Le finali nazionali Under 19 raggiunte dal gruppo 1990-1991-1992 grazie al terzo posto nel girone D dell’Interzona interregionale riportano infatti la cittadina brianzola tra le migliori 16 d’Italia a 9 anni di distanza dall’ultima "comparsata" (legata al gruppo 1980 - rafforzato da Matteo Formenti, oggi in LegAdue a Casale Monferrato - di Enrico Ferrari che si qualificò per le finali di Reggio Calabria nell’ormai lontano 99/2000).

Risultati che fanno nuovamente inserire il vivaio della società bluarancio tra i migliori in assoluto della Lombardia, come conferma il coach Enrico Rocco:
«Lo scorso anno abbiamo raccolto tantissimo in termini di risultati, conquistando l’accesso a due finali nazionali più lo scudettino B con gli Under 19 ed il titolo provinciale Under 14; per la stagione ancora in corso possiamo comunque essere altrettanto soddisfatti, considerando il ritorno tra le migliori 16 squadre d’Italia Under 19 - sostiene il referente regionale Fip - Pur con qualche alto e basso di troppo per le categorie Under 17 ed Under 14 il nostro settore giovanile resta un punto di riferimento molto importante. I motivi di soddisfazione sono quelli di vedere 6 giocatori delle giovanili avere minutaggi e ruoli importanti in prima squadra, e quello di portare alle finali Under 19 un gruppo composto quasi interamente da atleti "sotto età". Anche se ribadisco che il vivaio di Desio è paragonabile ad una eccellente scuola superiore ma il ruolo delle università dovrebbe toccare ai club di serie A».

In vista della fase finale dell’annata sportiva in corso - tra le finali di Salsomaggiore e l’Interzona Under 15 al via domenica a Fossò - tra le priorità della società del presidente Papaianni c’è proprio quella di definire il ruolo di Rocco, che al di là dell’opzione-Milano ormai sfumata (potrebbe invece essere il "cavallo di ritorno" Marco Gandini - attualmente vice di Marco Crespi a Casale Monferrato - il candidato per il ruolo di responsabile delle giovanili dell’Armani Junior) vuole "delimitare" di più e meglio i suoi impegni con l’Aurora:

«L’obiettivo della società è quello di proseguire il rapporto ma al momento è giusto concentrarsi sui prossimi impegni e definire le strategie dopo le finali Juniores - conferma il tecnico di Desio che quest’anno ha guidato la prima squadra di C1 ed i gruppi Under 19 ed Under 17 - In linea di massima sarei disponibile a mantenere l’incarico alla guida della prima squadra con un gruppo giovanile, però gli impegni con la Nazionale A mi terranno lontano per qualche mese e pensare di fare l’allenatore-manager come lo scorso anno non è possibile. Resta comunque chiaro che il vivaio dell’Aurora sarebbe ottimo anche qualora io dovessi prendere altre strade: in questi anni sono cresciuti in casa allenatori molto validi come Federico Castoldi e Davide Villa, e lo stesso Gabriele Ghirelli sta seguendo un percorso di formazione e crescita assai importante, non trascurando il ruolo fondamentale di Turati ed Illiano per formare giocatori nelle fasce basse dell’attività».

mercoledì 20 maggio 2009

RISOLUZIONI DEL TEST SCRITTO PER L'AMMISSIONE AL PRIMO ANNO DEL CORSO ALLENATORI

Grazie alla collaborazione di un corsista che come me ha preso parte il 20 aprile a Milano al pre-esame del corso allenatori (primo anno), posso pubblicare finalmente le risposte esatte al test. Dopo aver avuto la certezza delle risposte confermo anche che la "bagarre" e le lamentele un po' di tutti i corsisti erano ampiamente giustificate. Ha fatto bene quindi il Consiglio Direttivo del CNA a trasformare le zero errori per l'ammissione a due errori possibili.

In rosso le risposte esatte. Per visualizzare meglio potete cliccare sull'immagine.

martedì 19 maggio 2009

IL SETTORE GIOVANILE (FORSE) COMPONE I GIRONI DELLE FINALI NAZIONALI UNDER 19 A SALSO

Alle ore 21.00 circa di lunedì 18 maggio con una mail a tutte le Società coinvolte nelle finali di Salso sono usciti i gironi della Finali Nazionali Under 19 d'eccellenza. Ecco il comunicato del Settore Giovanile:

Il Settore Giovanile, sentito il Responsabile Tecnico del Settore Squadre Nazionali maschili, ha composto i 4 gironi eliminatori di 4 squadre ciascuno, che si incontreranno con la formula all’italiana con gare di sola andata, vale in via definitiva per la classifica dei quattro gironi l’art. 113 R.E.

Le prime classificate dei quattro gironi saranno ammesse direttamente ai quarti, le seconde e terze classificate disputeranno degli spareggi. Le vincenti degli spareggi saranno ammesse ai quarti. Le vincenti dei quarti saranno ammesse alle semifinali. Le due perdenti delle semifinali disputeranno la finale per il 3° e 4° posto, le due vincenti delle semifinali disputeranno la finale 1° e 2° posto. Alla prima classificata sarà assegnato il titolo di Campione d’Italia 2009.

Girone A
US Palestrina
Snaidero Udine
Pall. Don Bosco Livorno
Medusa Virtus Pall. Bologna

Girone B
Basket Rimini Crabs
Stella Azzurra Roma
Banca Sella Pall. Biella
Comark Bergamo

Girone C
Virtus Siena
Benetton Treviso
Banca Tercas Teramo
Victoria Lib. Pall. Pesaro

Girone D
Montepaschi Siena
Virtus Roma
Trenkwalder Pall. Reggiana
Rimadesio Pall. Aurora Desio

Fin qui non ci sarebbe nulla di male se non che ieri (lunedì 18 maggio) verso le ore 14.00 mi arriva una telefonata di un allenatore toscano che mi chiede filmati video della Snaidero Udine che è inserita nel loro girone alle finali nazionali e che era nostra avversaria nel girone interregionale.

Finisco la telefonata, dicendogli che non riprendiamo le partite e che quindi non ho nulla da dare, e mi collego alla casella di posta elettronica della mia Società, essendo certo della comunicazione dei gironi e del calendario da parte della FIP. Invece, a sopresa, nessuna comunicazione.

Allora ritelefono all'allenatore toscano e gli chiedo come avesse saputo la composizione dei gironi, visto che ufficialmente non era uscito ancora nulla. "Ma sai mi ha chiamato il nostro dirigente e me gli ha detti!"

Un noto allenatore lombardo di taglia XXL, con cui avevo parlato di sta roba, a quel punto chiama la FIP di Roma, ufficio Settore Giovanile e la gli dicono che il comunicato non è ancora pubblico in quanto stavano aspettando il risultato di una partita.

"Ma se un allenatore toscano mi ha già detto il loro girone e il nostro" - questo il commento del "grande" allenatore lombardo al telefono con la FIP. Silenzio dall'altra parte.

Va beh... avete già capito tutto. Il problema non è tanto che il coach toscano con il suo dirigente amico del solito ex federale che gli ha fatto sapere i gironi prima ancora che li pubblicassero... quello alla fine ci sta... anche Moggi sapeva gli arbitri della sue partite prima ancora che ci fossero le designazioni...

Il problema è che il comunicato è chiaro: Il Settore Giovanile, sentito il Responsabile Tecnico del Settore Squadre Nazionali ha redatto...". In realtà bisognerebbe scrivere: "Il Settore Giovanile sentito il Responsabile Tecnico del Settore Giovanile che a sua volta ha sentito l'allenatore più ricco d'Italia, quello più rosso, quello più verde, per poi sentire anche il dirigente X piuttosto che quello Y ha redatto i gironi...

che ridere che mi fanno... ma va bene così...

Buon divertimento a Salso...!!

sabato 16 maggio 2009

PILLASTRINI: AMORE PER LA PALL. VARESE
PRIMA PERO' VOTO DI FIDUCIA!!!


Riporto una frase sibillina di coach Pillastrini sul suo futuro a Varese. Non mi è piaciuta per niente, non perchè l'ha detta, ma perchè dietro a quella frase si nascondono problemi economici che se non verranno superati metterebbero a rischio il progetto intrapreso il giorno dopo la retroccesione. Queste parte dell'intervista (che potete leggere interamente su www.laprovinciadivarese.it)

Articolo di Caielli: ... Però è arrivato il momento di parlare un po' del futuro: tre settimane fa, dopo la partita con Veroli, ci aveva pregato di non chiedergli nulla su quello che sarebbe successo da lì in avanti, perché aveva voglia di godersi quel momento meraviglioso. Ora è passato un po' di tempo, e il Pilla non ha problemi a guardare avanti, provando a rispondere a qualcuna delle domande che tutti in città si stanno facendo: «Ci sono - dice - delle scadenze burocratiche di competenza della società: bisogna chiudere l'annata scorsa e assolvere gli adempimenti per iscrivere la squadra al prossimo campionato».

"Assolvere gli adempimenti" a casa mia significa solo una cosa e la frase non è bella per iniziare a programmare il futuro.

mercoledì 13 maggio 2009

ESISTE UNA DEONTOLOGIA DELL'ALLENARE?
MEGLIO VALUTARE ALLENATORI O PERSONE?


Sono andato alla ricerca di un codice deontologico degli allenatori. Non solo quelli di pallacanestro, ma più in generale degli Allenatori di qualsiasi sport, non a caso Allenatori con la A maiuscola.

Nel mondo web ci sono diversi documenti che riguardano per lo più codici di autoregolamentazione di Allenatori che si associano tra di loro per salvaguardare interessi comuni.

E' difficile però trovare un codice etico deontologico che riguardi l'attività di Allenatore fine a se stessa, senza associazioni o contornismi vari.

Dovrebbe essere il CONI forse, che dovrebbe farsi carico di una editto del genere.

Uno degli aspetti deontologici di un Allenatore, dovrebbe essere quello di non parlare mai male in pubblico (ma forse anche in privato) di un collega. Ma questa volta non esiterò alla poca osservanza di questa regola, per mettere a frutto quello che ormai sto pensando da giorni.

Dicevo, non si dovrebbe mai parlare mai di colleghi. Però mi permettto di dissintire su atteggiamenti di "qualcuno" visto e incontrato nelle ultime settimane per un semplice fatto di cronaca che riporto.

Quando si affronta una partita, ognuno di noi ha più o meno motivazioni in base alla gara che devi giocare, agli avversari con cui ti devi confrontare e all'altro allenatore che devi cercare di "fregare" (in termini sportivi naturalmente). Ci sono state partite quest'anno, ma più in generale, nel corso della mia ormai quasi trentennale carriera, in cui ero comunque poco motivato a dare il mio contributo alla causa e altre invece dove fin dall'inizio, con l'argento vivo addosso, mi muovevo saltando di qua e di la lungo il box della panchina.

Tutto questo penso faccia parte del gioco e la gioia e il divertimento di sedermi in panchina quasi 100 volte all'anno, mi ha fatto passare con allegria e felicità questi miei primi 40 anni.

Passiamo alla cronaca. In tutti questi anni di militanza non mi era mai capitato di vedere un allenatore avversario così carico per affossare gli avversari e l'altro allenatore che sono rimasto non solo stupito, ma anche molto deluso e "arrabbiato".

Cercare di vincere una partita ci sta. Farlo con ardore e passione sono la base dello sport, ma superare nei modi, negli atteggiamenti e nelle parole in campo (e fuori) quelle norme non scritte di correttezza e lealtà allora qua si precipita da un altra parte.

L'esaltazione immotivata, il fomentare le persone al seguito e il mancato rispetto degli avversari sono cose che non dovrebbero far parte dei comportamenti di nessuno. A maggior ragione quando si parla di Allenatori giovanili.

Nel passato ho commesso molti errori, alle volte giustamente ho dovuto tornare indietro e chiedere scusa. Ma questa volta, caro amico, hai sbagliato pure tu di grasso... cioè grosso.

martedì 12 maggio 2009

VARESE: 11 MAGGIO 1999 - 11 MAGGIO 2009
UNO SCUDETTO CHE VALE UNA STELLA


Non posso non festeggiare una giornata storica per la pallacanestro a Varese. Non posso non fermarmi un attimo e ricordare quella serata dell'11 maggio a Varese. La serata dello scudetto numero 10 di Varese. La serata della stella.

Gara tre a Varese: Varese Rooster-Benetton Treviso. Un ora prima della partita seduto sui gradini zona distinti, con il solito biglietto omaggio degli allenatori della giovanili. Dopo poco tutto esaurito. Palazzetto oltre quota 5.000, forse 6.000. Tutti stipati per vedere scrivere la storia.

Il ricordo più vivo, oltre al balletto di Pozzecco con il naso rotto, dopo un canestro pazzesco con l'inerzia tutta biancorossa, il rumore di quelle migliaia di bombolette... Un rumore assordante per ore, che non durò ovviamente solo durante la gara, ma anche prima, oltre tutto il riscaldamento... ma che rimase dentro le mie orecchie per due-tre giorni.

Rumore... rumore... gioia di un azione e rumore che già alto, si alzava ancora di più. Rumore assordante per minuti interi che diventava ancora più forte quando Varese segnava.

Difficile ritrovare momenti simili. Saranno emozioni uniche e irripetibili.

Che ricordi. Che gioia. Grazie Varese. Grazie Rooster.

Articolo Varese News
Rooster Campioni d’Italia

giovedì 7 maggio 2009

PROCURATORI ALL'ASSALTO DEI GIOVANI
DUBBI E PERLPESSITA'!! FORSE SOLO GELOSIA!!


Nella mia carriera come allenatore giovanile non sono mai stato contattato da nessun procuratore. Neppure negli ultimi anni, dopo il trasferimento da Varese a Bergamo, che poteva aprire potenzialmente un mercato del sottoscritto nelle varie panchine libere di impegni, nessuno mai si è fatto avanti.

Questo disinteresse mi ha sempre riempito di tristezza perchè:

1) di fatto significa e conferma (ma alle volte lo scordo) che non conto davvero un caizer, e come mi disse un tempo un mio ex giocatore del 78 della Robur, sono l'ultima ruota del carro...
2) perchè mi sarebbe piaciuto ascoltare la proposta e poi dire: "No grazie, non m'interessa!".

Ma non è di me che volevo parlare.

Volevo fare quattro chiacchere parlando di procuratori più o meno famosi all'assalto dei giovani, alle volte giovanissimi giocatori del basket giovanile d'eccellenza in giro per l'Italia, ma anche e soprattutto in giro nella nostra regione.

Penso che con il dilagare di queste figure fantomatiche, dovuto al grande mercato che lo svincolo (sul tesseramento) ha posto nella legge della domanda e dell'offerta del mercato giocatori, il moltiplicarsi di agenzie più o meno serie e più o meno valide sia di fatto un segnale molto difficile da controllare e da gestire, sia da parte della FIP (che ha istituito l'esame per procuratori per tutelarsi) sia per gli stessi giocatori, "vecchi", ma sopratutto nell'ultimo periodo "giovani" o "molto giovani".

Le agenzie (con all'interno procuratori e relativi collaboratori) sono aumentate e la loro concorrenza una con l'altra di fatto ha aumentato in maniera (a mio parere preoccupante) la ricerca del talento nascosto o di quello ancora acerbo, che avrebbe bisogno di tutto, ma non certo di una procura.

In ultimo le grandi potenzialità dei mezzi telematici ti permettono al giorno d'oggi nel giro di pochi minuti di cercare e trovare tutte le persone che vuoi. E questo facilita molto i contatti e le relazioni (alle volte segrete agli stessi genitori).

Tutto questo sarebbe un bene, se portasse ad un migliormaneto del movimento. Ma di fatto non vedo che cosa ci possa essere di positivo per un ragazzino (tra l'altro magari non ancora maggiorenne) oppure maggiorenne ma alle soglie della sua carriera cestistica affidarsi ad una persona che deve curare i suoi interessi senza conoscere storia, vita, necessità, potenzialità e peculiarità.

Mi sembra qualcosa che sia forzatamente prematura e decisamente pericolosa se non gestita nella giusta maniera da famiglia, società di appartenenza, giocatori/compagni di squadra, allenatori e persone care vicine.

Tra l'altro l'articolo 13 del Regolamento dei Procuratori scrive testualmente al punto 1: E’ vietato al Procuratore svolgere qualsivoglia attività contrattualmente formalizzata e comunque retribuita a favore o nell’interesse di atleti appartenenti ai settori giovanili di società italiane e estere, con età inferiore ad anni 18.

Altro punto importante che pochi sanno: Articolo 1 punto 2: Si definisce Procuratore la persona fisica che, dietro compenso e avendo ricevuto specifico mandato o incarico scritto, nel rispetto di quanto disciplinato nel presente Regolamento e dalle norme FIP, rappresenta un Giocatore in vista della stipula di un contratto di
prestazione sportiva con una Società ai sensi della Legge, 23 marzo 1981, n. 91 e succ. modif.


Questo se non vado errando significa che possono essere sotto procura giocatori maggiorenni che stanno per firmare contratti con società di Serie A e Legadue professionistiche. Ma non giocatori dilettanti che giocano nelle minors

Potrei sbagliare, ma se è così... come al solito la realtà supera davvero la fantasia, anche quella più incallita.

Qua stiamo parlando che tra un po' Alessandro Spatti del 1995 (giusto per fare un esempio che potrebbe riguardarmi, visto che lo alleno) convocato per due volte dal SSNM riceva telefonate, oltre che da qualche responsabile di settore giovanile di Società di serie A, magari del (quasi) nord Italia (ma qui siamo nella norma) per convincerlo ad andare a evoluire da loro, anche mail, richieste di amicizia su face-book, messaggi su msn e quant'altro... da procuratori che con fare da maniaci della procura si fanno sotto per migliorare (a dir loro) la vita, e non solo, di sto povero ragazzo.

Ma giocare, divertirsi, migliorare, crescere... come i ragazzini di una volta no e...!!!

Anche qua, mi spiace proprio ma stiamo rasentando la follia...

E via con nuovi amici!!!

Questa volta a letto presto... evvai!! Notte.

Per opportuna conoscenza: Regolamento dei procuratori italiani cliccando QUI

martedì 5 maggio 2009

LA FIBA APPROVA CINQUE NUOVE REGOLE
DAL 2010 SEGNARE DA TRE VALE DI PIU'


Regole Ufficiali 2010

Sono cinque i cambiamenti approvati dalla FIBA che entreranno in vigore dalla stagione sportiva 2010-2011. Eccoli:

Art. 2.2.3: Area dei tre secondi
Le aree dei tre secondi devono essere rettangolari e non più trapezoidali.

Art. 2.2.4: Area di tiro da tre punti
La distanza della linea da tre punti deve essere tracciata a m 6,75.

Art. 2.2.6: Linee delle rimesse
Le due piccole linee devono essere tracciate fuori dal campo, sul lato opposto dal tavolo degli Ufficiali di campo e panchine, con il bordo esterno a m 8,325 dal bordo interno della linea di fondo, in altre parole in corrispondenza del punto della linea da tre punti più vicino alla linea di metà campo.

Durante gli ultimi due minuti sia del tempo regolamentare sia del tempo supplementare, a seguito di un time-out richiesto dalla squadra in possesso di palla nella propria metà campo, la rimessa successiva deve avvenire dal lato opposto del tavolo degli UdC, dalla linea della rimessa e non dalla linea di metà campo.

Art. 2.2.7: Semicerchi “no-sfondamento”
I semicerchi “no-sfondamento” devono essere tracciati sul campo di gioco, sotto i canestri. La distanza del bordo interno del semicerchio dal centro del canestro (sul campo) deve essere di m 1.25 .

Un fallo di sfondamento (offensivo) non deve MAI essere fischiato se il contatto del giocatore in attacco avviene con un difensore all’interno del semicerchio.

Art. 29: Ventiquattro secondi
Per una rimessa da effettuare nella propria metà campo, se richiesto dalle regole di riferimento, il cronometro dei 24 secondi deve essere resettato a 24 sec.

Per una rimessa da effettuare nella metà campo d’attacco, se richiesto dalle regole di riferimento, il cronometro dei 24 secondi deve essere resettato come segue:
• Se quando il tempo viene bloccato il display segna 14 sec o più, il cronometro dei 24 non va resettato e deve rimanere com’è.
• Se quando il tempo viene bloccato il display segna 13 sec o meno, il cronometro dei 24 sec. deve essere resettato a 14 sec.

lunedì 4 maggio 2009

PRESENTAZIONI DELLE FINALI U.17 A BARLETTA
LA PUGLIA REGINA NELLE SCELTE FIP


Riprendo l'articolo pubblicato su fip.it sulla presentazione delle Finali Nazionali a Barletta a livello Under 17:

Presentata a Palazzo di Città di Barletta la Finale Nazionale del campionato under 17 maschile (trofeo Mario Monti), che si svolgerà nella cittadina pugliese dal 15 al 21 giugno. E’ il secondo anno consecutivo che Barletta ospita questo importante manifestazione. «La finale Under 17 maschile è un appuntamento importante – ha dichiarato Carlo Recalcati, ct della Nazionale maschile, che è intervenuto alla presentazione- che permette ai giocatori e alle società di confrontarsi ad alto livello, crescendo a prescindere dai risultati che si otterranno. Sono felice di presentare a Barletta questa manifestazione e farlo tra due pugliesi come il presidente del Comitato Regionale Puglia Margaret Gonnella e il consigliere federale Angelo Barnaba, che ogni volta che c’è da supportare il proprio territorio profondono il massimo impegno».
Per questa seconda volta di Barletta con le Finali Nazionali U17 soddisfatto il consigliere federale, Angelo Barnaba: «Portare un evento come la finale under 17 maschile al Sud è sempre difficile, perché si deve superare lo scetticismo generale. Ma vista la buona esperienza fatta sempre a Barletta lo scorso anno, è stato certamente più facile riportare in questa città un evento di prestigio come la finale del torneo Monti».
«Il nostro Comitato Regionale – ha quindi aggiunto il presidente del Comitato Regionale Puglia Margaret Gonnella - non può che essere soddisfatto che queste manifestazioni tornino in Puglia, perché il nostro movimento ha estremo bisogno di guardare bella pallacanestro, in particolar modo giovanile. Proprio per questo abbiamo tutti lavorato perché, dopo il trofeo “Impariamo Insieme”, in questi giorni e fino al 3 maggio in corso nel Brindisino, a luglio avessimo anche il raduno delle nazionali Under 16 maschile a Cisternino (BR), Under 20 maschile a Molfetta (BA), Under 16 femminile a Lucera (FG) e Under 20 femminile a Taranto».


Non ho nulla di personale contro la Puglia e tutti i suo referenti politici e tecnici inseriti nella Federazione... per loro in questi mesi il lavoro è stato duro e capisco la gioia di poter presentare alla stampa un evento del genere. Però (come al solito) non posso sottacere a un diffuso malumore comune degli addetti ai lavori e quindi non esprimere il mio personale scetticismo per una scelta che rasenta l'incredibile.

Ci sono almeno 10 buone ragioni per non fare le Finali Nazionali Under 17 a Barletta. Come ce ne sono almeno altre 10 per non svolgere il torneo "Impariamo Insieme" (torneo organizzato dal SSNM per l'annata 1995) nel brindisino.

Presumo che siano scelte politiche, ma che stridono alla grande con la recessione economica che il nostro paese sta attraversando e soprattutto allontanano le gente comune dal nostro sport. Perdurare una causa persa in partenza è certamente beneficio di pochi. Ecco noi siamo così! Facciamo di tutto per perdere le nostre cause, anche quelle belle e coinvolgenti come possono essere delle Finali Nazionali.

Giusto per far capire ai federali che la loro scelta non è condivisa, ecco alcuni motivi validi per non andare in Puglia a fare le finali:

1) Distanza impossibile da percorrere con pulmini e macchine per le squadre che si qualficano. Quindi tutti in aereo con costi aggiuntivi non preventivati.

2) Logistica impossibile a Barletta da affrontare senza i mezzi di proprietà, tra trasporti aereporto-albergo; albergo-campo da allenamento; albergo-campo per le partite...! Quindi squadra in aereo e autisti che viaggiano per 10 ore per raggiungere la squadra con i pulmini della squadra, con l'aggiunta di altri costi.

3) Impianto numero due assolutamente non idoneo per una Finale Nazionale. Anche se a pochi metri di distanza dal primo impianto, tribuna troppo piccola e solo dietro un canestro, pochi posti, aria condizionata inesistente... Ricordo l'anno scorso che alla rottura di un canestro Desio e Siena hanno dovuto aspettare in mezzo al caldo delle tre del pomeriggio della Puglia più di due ore prima di poter riprendere il gioco.

4) Pochissime possibilità per i genitori di seguire le squadre durante la manifestazione per la distanza dalle proprie città che non permette viaggi in giornata e neppure in due giorni. Di fatto uno o prende le ferie per una settimana oppure le partite se le vede sul net casting della fip (e meno male che c'è quello!)

5) Pochissime possibilità per gli addetti ai lavori di seguire le squadre durante il torneo. In ogni finale nazionale che ho avuto la fortuna di poter frequentare allenatori di altre squadre, arbitri, dirigenti ma anche semplici appassionati di pallacanestro sono sempre presenti per vivere in prima persona belle manifestazioni giovanili. A Barletta niente di tutto questo. Qualche procuratore e poco altro.

6) Cittadini di Barletta alle partite davvero pochi. Tutti gli appassionati della palla a spicchi della città, la maggior parte giustamente dentro nel Comitato Organizzatore, ma la città e i suoi abitanti sono lontani da questo tipo di manifestazioni

7) Logistica alberghiera per lo meno rivedibile. In questo caso non parlo del nostro albergo dell'anno scorso comunque accettabile (anche se il ristorante era da un altra parte a 5 minuti a piedi) ma per certe altre squadre è stata dura

8) Mi sembra una follia che alla fine del girone eliminatorio le squadre che passano ai quarti di finale debbano cambiare albergo? Così è stato l'anno scorso.

In ultimo (visto che ci siamo) organizzare un torneo come quello inserito nel progetto di qualficazione nazionale in una zona del sud così lontana da tutti a prescindere dai convocati (tra l'altro oltre i 100) è una vera e propria follia collettiva. In aggiunta i soldi per i rimborsi aerei non ci sono e non ci sono neppure i soldi per i rimborsi del treno per gli accompagnatori...

Va beh... buona notte!

sabato 2 maggio 2009

INSEGNARE I FONDAMENTALI? SI MA COME?
MERA RIPETIZIONE O ESALTARE LE QUALITA'?


Un noto professore universitario, David Ausubel (non so chi sia però l'ho letto da qualche parte) lanciò questa provocazione: "Se volete avere degli alunni che vi seguano nelle lezioni e che da voi impareranno tutto, iniziate ad insegnare le cose che loro già conoscono!"

"La conoscenza è costruita nella mente di colui che impara"

Sono rimasto folgorato che da questa intuizione di sto tipo che di fatto esalta l'allievo e depone meno potere all'insegnante.

Nella formazione degli allenatori di basket, ma si potrebbe tranquillamente parlare di qualsiasi altro tipo di formazione, la lezione "Ex cathedra" dove il professore di turno possiede la verità e la spiega a quelli di fronte a lui, è il metodo più diffuso per concepire insegnamento e apprendimento.

Ho sempre sostenuto e lo ribadisco ancora di più oggi, che il vero insegnante di pallacanestro non è colui che cerca di travasare quello che lui ha imparato dai libri, dai corsi o dalla propria esperienza personale, vomitandolo addosso ai suoi inermi allievi, ma al contrario il vero insegnante è colui che con capacità sopraffina pone le basi dell'apprendimento cooperativo, dando "soltanto" degli spunti di crescita.

Giusto per farmi nuovi amici arrivo al dunque del titolo: "Insegnare i fondamentali? Si ma come? Mera ripetizione o esaltare le qualità!"

Nel passato, fino a 15 anni fa, credevo che la mera ripetizione di esercizi uno contro zero potesse portare ad un miglioramento dei fondamentali dei miei ragazzi. Ero convinto di sta roba, ci credevo e passavo le ore a pensare nuovi esercizi, a studiare progressioni sempre più interessanti e non mi rendevo conto che perdevo solo del gran tempo.

Da un po' di anni a questa parte ho abbandonato questa politica e con esercitazioni sempre più mirate e complesse, cerco di far esplorare ai ragazzi che alleno, in parte quello che loro già conoscono bene, rinforzando le certezze ed esaltando le qualità, e in parte cerco di allenare le persone a eseguire scelte e movimenti più velocemente del pensiero che le accompagna. Tutto questo per: 1) dare qualche certezza in più (vale il discorso del professore di prima) 2) trovare il modo di entrare nell'intimo degli allievi 3) aperta la porta della mente entrare a fare ordine 4) cuorisità, interesse e divertimento possono essere una buona base di partenza, per poter progredire.

Cose difficili in effetti da spiegare.

Faccio un esempio che così io per primo mi chiarisco le idee.

Ho avuto nel recente passato un ragazzo che pur essendo uno dei più forti giocatori che io abbia mai allenato, non pallaggiava mai con la mano debole. Non lo faceva neppure con la pistola puntata alla tempia.

Tutti gli allenatori del mondo l'avrebbero preso e gli avrebbero legato la mano forte, per obbligarlo a usare anche l'altra mano.

A contrario di questa logica comune e largamente condivisa dalla maggior parte delle persone normali, (di cui io non faccio parte) in un primo momento non ho fatto nulla di particolare, se non cercando di migliorare ancora di più l'utilizzo della sua mano forte, dandogli qualche strumento in più per superare il problema di usare una mano sola.

Ma come? Dirà la maggior parte di voi. In effetti è stato così. Ho rinforzato ancora di più le sue qualità cercando di nascondere le debolezze. In un secondo momento è stato lui stesso (sinceramente non so ancora il perchè e mi guardo bene dal chiedere a lui sta roba) a venire da me a chiedere di poter migliorare la sua mano debole.

A questa richiesta ho ceduto volentieri perchè la situazione a volte era davvero imbarazzante e da "bravo" allenatore mi sono messo a disposizione per poter farlo migliorare anche da quella parte. Il risultato conseguito ad oggi è sufficiente, anche se si potrebbe fare certamente meglio, però quello del risultato finale è un altro tipo di discorso. Mi interessa chiarire il concetto di insegnamento-apprendimento.

Cosa ho ottenuto da questo fatto?

Beh semplice. Se fossi stato io il primo a fare la prima mossa (come la maggior parte dei bravi allenatori avrebbe fatto) avrei posto la mia figura sopra la sua, con tutti i problemi che una gestione di questo tipo comporta. Qua si parla di un problema relativamente semplice, tipo l'utilizzo della mano debole, ma con un po' d'immaginazione e di fantasia sarà facile per voi trasferire questa veduta delle cose a fattori e o a prerogative un più importanti. La forte personalità di un ragazzo a contrasto con quella dell'allenatore, la caparbietà che a volte si trasforma in egoismo pericolosa per la crescita di un gruppo, il troppo affidarsi al talento a discapito della concretezza... potrebbero essere tutti temi importanti per cui a volte nascono conflitti determinanti per carriere di giocatori o allenatori stroncate sul nascere.

Nel nostro caso quindi la scelta personale di questo giovane di chiedermi di farlo migliorare ha cambiato le carte in tavola e mi sono ritrovato con uno che voleva a tutti i costi migliorare, perchè lui riteneva un problema questo stato delle cose. Non io, lui!

Potrà sembrare banale, ma vi assicuro che se applicato a molte delle cose che facciamo, diciamo e pensiamo tutti i santi giorni, questo piccolo trucchetto fa cambiare la veduta di molte cose. Non siete voi che volete insegnare ai vostri giocatori come si gioca, sono loro che vogliono imparare. Cambia la prospettiva.

E' diverso. E questa diversità, alle volte fa la differenza!

Non fate ripetere a vuoto ore e ore i fondamentali che vi hanno insegnato nei corsi allenatori, esaltate le qualità dei vostri ragazzi e vi ritroverete delle menti aperte in mano da poter far progredire.

martedì 28 aprile 2009

LA VARESE DEL BASKET TORNA NELL'OLIMPO
IL CUORE BATTE SEMPRE PER VARESE



Come si fa a non festeggiare una squadra come quella di Varese, promossa meritatamente in serie A dopo un campionato condotto in testa alla classifica dalla prima all'ultima giornata.

I ragazzi che dieci anni fa (l'anno della stella) erano in galleria a festeggiare le scorribante dei vari Pozzecco, Mrsic, Meneghin e Vescovi adesso sono li in prima linea con canotta bianco-rossa e pantaloncini a mettere orgoglio, tecnica, e tanto impegno per riportare nel posto che merita di stare una squadra come quella della Cimberio.

Un progetto serio e lungimirante prima che vincente, qualità morali indiscutibili nelle persone, prima che piena di campioni, gioia e passione per uno sport praticato fin da piccoli nella propria città. Questi gli ingrediendi che vedo in una vittoria che rilancia la città giardino.

Grazie ai vari Lollo Gergati, Marco Passera e Niccolò Martonini, tre esempi di cosa significa praticare uno sport e far avverare un sogno. Giocare nella propria città, vincere davanti alla propria gente. Idee e contenuti che appartengono al passato e che ritrovati dalla dirigenza varesina non potranno più essere persi nel futuro.

Grazie Ragazzi. Bentornati in A/1

domenica 26 aprile 2009

ESITO DEL PRE-ESAME CORSO ALLENATORI
AMMESSO A SOSTENERE LA PROVA PRATICA


Ricevo dal CNA Nazionale

La commissione didattica del CNA, valutati gli esiti dei pre - esami di ammissione al primo anno del corso allenatore, ha ritenuto di ammettere alla successiva prova pratica tutti i candidati che hanno risposto positivamente ad almeno otto domande.

E’, dunque, ammesso a sostenere la prova pratica.

Con una comunicazione successiva saranno fornite indicazioni su sede e data del pre esame.


Cordiali saluti.

Giovanni Piccin
PRESIDENTE C.N.A.

venerdì 24 aprile 2009

IDEE E CONTENUTI DELLA RIUNIONE DEL SETTORE GIOVANILE DEL 18-19 APRILE A ROMA


Come promesso fungo da addetto stampa del Consiglio Direttivo del Settore Giovanile della FIP, di cui ampia presentazione è stata fatta in un mio post precedente e pubblico le notizie che è stato possibile raccogliere della riunione del 18-19 aprile.

Grazie alla collaborazione di alcuni amici presenti e dei referenti istituzionali che rappresentano anche la mia società penso sia importante portare a conoscenza di tutti, quanto deliberato durante questa riunione. Di fatto rappresenta il primo passo verso un cambiamento che definire storico forse è troppo, ma che si avvicina a qualcosa di grande per il movimento giovanile in Italia.

Trovare persone che con competenza, intelligenza e passione discutono per migliorare il nostro movimento, senza per questo perseguire (troppo) gli interessi di questa o quella società sportiva è bene comune irrinunciabile.

E' chiaro che all'inizio di un processo di cambiamento come quello voluto da Dino Meneghin e dal nuovo Consiglio Federale e che Eugenio Crotti (Presidente del Settore Giovanile) sta interpretando nel migliore dei modi (almeno in questa prima fase di avvio) bisogna dare grande fiducia a queste persone che con il loro operato e le loro scelte possono davvero indirizzare il nostro movimento in un aspirale di crescita perpetua.

Se in questi prossimi mesi ci dovessimo accorgere (guardando da lontano, ma con le dovute attenzioni) che qualcosa non va, non faremo certo mancare il nostro grido d'allarme come è sempre stato fatto nel passato.

Ma passiamo al concreto:

Proposte per le DOA stagione 2009-2010

1) Campionati Open: le singole Regioni potranno presentare progetti specifici sui campionati Open. L'istituzione di categorie "alternative" come ad esempio l'Under 16 potranno rientrare in un piano strategico per evitare l'abbandono e la migrazione verso altre discipline di molti giovani atelti

2) Doppio tesseramento: allargare la forbice delle annate coinvolte, fino all'Under 17 (1993)

3) Doppio tesseramento per giocatori sotto contratto professionistico: con il termine di "prestito tecnico" i legali della FIP e del CONI proveranno a baipassare le restrizioni di legge che al momento non permettono ad un giocatore sotto contratto di poter giocare anche in un campionato dilettante

4) Società Satellite: libero interscambio dei giocatori tra Società madre e Società satellite. Questo interscambio potrà avvenire anche per tesserati CNA e per i Dirigenti

5) Giocatori Stranieri: le società potranno schierare al massimo due atleti tesserati per ogni squadra iscritta ad un campionato giovanile a norma degli articoli 37, 37 bis e/o 38-38bis anche per le seconde fasi dei campionati giovanili eccellenza. E' concesso quindi di giocare le seconde e le terze fasi ai giocatori provenienti da paesi FIBA purchè: a) al loro primo anno di tesseramento in Italia abbiamo i tempi teorici per concludere i 4 anni di formazione Italiana; b) abbiano disputato le 14 gare di stagione regolamentare previste dalla formazione italiana.

6) Campionato Under 19 d'eccellenza: svolgimento del campionato Under 19 d'eccellenza sostanzialmente simile a quello effettuato nella stagione in corso (fase regionale, fase interregionale 4 gironi da 8 squadre e finali nazionali). Potrebbe essere buona cosa anticipare i tempi della fine della fase regionale (fine dicembre) per anticipare il più possibile la fine della fase interregionale (fine aprile) garantendo lo svolgimento delle Finali Nazionali in un periodo creato appositamente per questo evento (inizio maggio).

7) Campionato Under 21: per rilanciare questo campionato nelle regioni dove non si raggiunge il numero minino di 6 squadre, queste ultime verranno inserite nei gironi dell'ultimo campionato di riferimento regionale con l'assolvimento dell'obbligo dei campionati giovanili. I tesseramenti per l'Under 21 avranno la detassazione dei premi. Ammessi fino ad un massimo di 6 doppi tesseramenti.

8) Questioni tecniche Under 14 e Under 13: No difesa a zona, no raddoppi, pallone numero 5 Under 13, tempi da gioco da 10 minuti nell'Under 13.

giovedì 23 aprile 2009

SPUNTI DI RIFLESSIONE SULLA FORMAZIONE CNA
COME SVOLGERE MEGLIO IL COMPITO DELLA FORMAZIONE IN ITALIA


Prendo spunto dalla partecipazione come corsista al pre-esame del corso allenatori (Milano 20.04.2009) per tornare sull'argomento della formazione degli allenatori e degli istruttori in Italia.

Nel passato ne avevo parlato già qui con una lunga elucubrazione sui possibili migliormamenti (a mio modesto parere) che il movimento poteva aver bisogno per progredire velocemente.

Mi sembra che il nuovo Consiglio Direttivo del CNA (per chi non lo sapesse composto da: Zappi, Bocci, Ticchi, Boero e Meneguzzo, visto che ogni tanto devo fare anche l'addetto stampa della Fip...) mi sembra ben intenzionato a voler in qualche maniera sistmare alcune cose dopo anni d'immobilismo generalizzato prodotto dall'era Pozzati.

Detto questo mi sembra importante dire che il pre-esame al corso del primo anno allenatore può essere una cosa utile. L'ottica di fermare fin da subito quegli allenatori di base che per numero limitato di anni (alle volte mesi) di esperienza, per capacità tecniche inadeguate o magari per poca possibilità di confronto o di tutoraggio in zone depresse cestisticamente, non siano in grado di avere quel "patrimonio genetico" indispensabile per perseguire una tessera che una volta a Bormio o a Norcia è difficile non dare.

Ammettere tutti indistintamente, far spendere un sacco di soldi per gli alberghi e per le tasse d'iscrizione, far prendere ferie, sconvolgere l'organizzazione di famiglie che devono sottostare obbligatoriamente alle regole della formazione, per poi avere anche la possibile sorpresa di una bocciatura mi sembra una follia.

La meritocrazia deve prevalere per carità (quindi se c'è uno che è stato valutato male in avvio lo si boccia), ma se il formatore CNA di turno (al pre-esame) vede che un aspiranate allenatore non riuscirà a superare il corso e i suoi step, allora meglio fermarlo subito. A quel punto meglio non sconvorgerli la vita e affinacarlo a qualche tutor (nella propria città o provincia) che lo possa far migliorare nelle lacune viste, prima di potersi ripresentare al nuovo pre-esame.

Diversamente se a un aspirante allenatore si riconsocono le doti di poter proseguire la propria formazione con il passaggio alla catgeoria superiore, allora ai corsi si fa di tutto per far migliorare: persone, formazione e passione.

I tre termini persone, formazione e passione non sono parole a caso. A mio modo di vedere spesso in questi corsi si fa di tutto per riempire gli allievi di nozioni e di convizioni (tecnichce-tattiche) andando poco a scavare invece nel passato tecnico personale degli allievi, lasciando poco sapzio al dialogo e offrendo molto spesso una sola verità assoluta. Questo è un po' quello che succede agli allenatori troppo autoritari. Allenano la squadra, tutti ascoltano, poi di fatto ognuno fa quel che vuole. Oppure peggio ancora, tutti fanno quello che dice il capo, ma con paura.

Questo aspetto è per me importante. E' facile per il corsista di turno fare la bella faccia davanti, durante il tirocinio, svolgendo il compitino assegnato andando poco fuori dalle righe, ma di fatto interiorizzando poco o nulla di quello che viene proposto dalla cattedra di turno, mentre mi sembrerebbe più efficace svolgere una formazione di tipo attivo.

Se la finalità generale del CNA è quella di trasformare l'insegnamento della pallacanestro da una procedura di trasmissione di conoscenze consolidate nella costruzione di ambienti di apprendimento dove gli aspiranti allenatori guidino, incoraggino e supportino i giocatori nella costruzione di una conoscenza allargata dei fondamentali e dei contenuti tattici del gioco, dobbiamo modificare i sistemi di formazione di questi nuovi futuri allenatori.

In poche parole non possiamo pensare di migliorare i nostri giocatori se non miglioriamo i nostri allenatori. E in questi senso migliorare la formazione che per decenni è stata: "io sono l'istruttore ti dico delle cose scritte sul libro, tu sei l'alunno e le devi imparare a memoria e poi ripeterle" finchè sarà così non andremo da nessuna parte.

Detto questo... mi sto dilungando un po' troppo... l'ultima idea è una proposta che Silvio Devicenzi (Formatore CNA a Bergamo) mi ha fatto poco tempo fa. Tutte le persone che svolgono qualsiasi compito formativo e non, in ambito pallacanestro (dirigenti di società, allenatori, arbitri, ufficiali di campo, dirigenti federali...) dovrebbero svolgere il primo corso di base (allievo allenatore) obbligatoriamente. Chi vuole proseguire nella carriera di coach dovrà poi sostenre un esame, mentre per gli altri sarà riconosciuta la presenza al corso con un attestato (obbligatorio per avere la tessera gare come dirigente o come arbitro) ma migliorare la formazione anche degli addetti ai lavori e non solo degli allenatori mi sembra passo fondamentale per progredire nel nostro movimento.

Alla prossima.

mercoledì 22 aprile 2009

LETTERA APERTA AL CNA NAZIONALE
PRE-ESAME CORSO ALLENATORI RIVEDIBILE

Sulle mia pochezza come allenatore c'erano pochi dubbi. Ho sempre riconosciuto di non essere un allenatore preparato come si dovrebbe e soprattutto un allenatore che possa insegnare in termini convenzionali quello che c'è scritto sul libro della pallacanestro. Da questo concetto chiaro e lampante riuscire ad arrivare a non passare un pre-esame per il corso del primo anno allenatori (i risultati non ci sono ancora ma la certezza di aver commesso almeno 3-4 errori è lampamte). pensavo ci fosse parecchia strada.

Da quanto sperimentato presso la sede del CONI a Milano lunedì 20 aprile con lo svolgimento dell'esame teorico del pre-esame del corso allenatori (che avrebbe consentito l'accesso alla prova pratica) tutte queste certezze si sono sgretolate in pochi minuti.

Il pre-esame consisteva in dieci domande (8 a risposta multipla) e 2 a risposta aperta in cui, dopo aver visionato dei filmati bisognava dare delle risposte precise a domande secche.

E' chiaro che adesso sparare a zero su questo test potrebbe sembrare una classica ricerca dell'alibi per una non ammissione davvero improbabile prima della prova. Però sappiate che le considerazioni che farò ora sono comunque ampiamente dimostrabili. Basta per chi lo volesse svolgere il test come l'abbiamo svolto noi. Vi assicuro che la maggior parte dei formatori CNA non supererebbe il test!!

In questo senso entrando nel merito della questione mi sembra improbabile riuscire a dare tutte risposte esatte su un test dove:

a) difficile capire le domande, soprattutto quando le possibilità di scelta ti vengono dette dopo aver già visto il filmato (es. prima domanda);

b) difficile capire il colore del giocatore che sbaglia la tecnica di un passaggio quando non solo i colori delle varie magliette non si riconoscono, ma i passaggi sono almeno 50-60 e gli errori sono stati diversi (esercizio passaggi a tre);

c) difficile capire che tipo di errore fa un giocatore se esegue quattro volte una entrata a canestro con ricezione, partenza e conclusione e per quattro volte esegue con sfumature diverse lo stesso movimento (prima domanda). Qua forse era semplice far vedere la stessa azione per 3-4 volte.;

d) difficile capire che tipo di metodologia didattica sia giusta nei tre esempi di Gebbia, quando tutte e tre le possibilità sono sbagliate. Spiegazione, dimostrazione e correzione che mi sembrano tre concetti inequivocabili per una buona metodologia didattica non c'erano nell'esempio che il CNA ha prodotto;

Mi fermo qui per non entrare troppo nel particolare e per non essere troppo pesante ma quando a una domanda specifica 40 allenatori si suddividono quasi equamente nelle tre possibilità di risposta forse c'è qualcosa che non va nella domanda, piuttosto in chi risponde!!

Cordialmente.

Andrea Schiavi
Allenatore di Base 015083

domenica 19 aprile 2009

COMMISSIONE ATTIVITA' GIOVANILE
NUOVO CHE AVANZA O VECCHIO CHE NON MUORE?

Devo dire che con un bel comunicato fip.it ha reso noto uno degli appuntamenti più importanti del nostro movimento giovanile (eccolo: Si riunisce a Roma, presso la sede federale, dal 18 al 19 aprile il nuovo direttivo del Settore Giovanile. Ufficio Stampa Fip).

Un po' pochino questo comunicato visto l'importanza che questa riunione riveste per il nostro movimento e soprattutto visto anche che in campagna elettorale il migliormanento dell'attività del Settore Giovanile è stata messa ad uno dei primi posti per il rinnovamento di una Federazione nel recente passato allo sbando. Se questa voglia di comunicare e di rendere partecipi tutti è il nuovo che avanza non siamo certo partiti con il piede giusto... se invece la comunicazione bulgara citata in precedenza fa parte del solito progetto del vecchio che ritorna... allora nulla di nuovo sotto il sole.

Faccio io l'addetto stampa:

Il Settore Giovanile, è l’organismo preposto dal Consiglio Federale al coordinamento ed all’attuazione delle iniziative tendenti a diffondere, incrementare e migliorare l’attività giovanile. La gestione del settore è affidata ad un Presidente (Eugenio Crotti - Veneto) ed a un Vicepresidente (Giuseppe Cassì), ed a un Consiglio Direttivo costituito in rappresentanza delle varie entità operative interessate al movimento giovanile e di base.

Ecco i nomi del Condiglio Direttivo:

Antonio Bocchino (Settore Squadre Nazionali)
Margaret Gonnella (Comitati Regionali - Puglia)
Bruno Perra (Comitati Regionali - Sardegna)
Alberto Bennati (Comitati Regionali - Liguria)
Massimo Faraoni (Lega Serie A)
Alessandro Della Salda (Legadue)
Julio Trovato (Lega Nazionale Pallacanestro)
Michele Di Lorenzo (Rappresentative Regionali)
Maurizio Cremonini (Tecnico Federale Minibasket)

Il Consiglio Direttivo si avvale per le questione tecniche di un Comitato (composto da allenatori) che si riunisce tre volte all'anno. Questo Comitato Tecnico che può sviluppare autonomamente proposte da presentare al Consiglio Direttivo, oltre che recepire tutte le istanze provenienti dal territorio è composto da cinque persone:

Antonio Bocchno (Settore Squadre Nazionali)
Giulio Griccioli (Lega Serie A - Siena)
Massimo Galli (Legadue - Rimini)
Umberto Vangelisti (Lega Nazionale Pallacanestro - Lucca)
Roberto Chieppa (Comitati Regionali - Torino)

Come diceva appunto il comunicato fip.it proprio in questo fine settimana si sono riunite queste persone per poter avvallare in qualche maniera (in via provvisoria naturalmente, fino alla ratifica del Consiglio Federale) le Disposizione Organizzative Annuali 2009-2010, in procinto della pubblicazione che dovrebbe avvenire dopo il 18 maggio, data del prossimo Consiglio Federale che dovrebbe ratificare il tutto.

Appena possibile darò notizie dettagliate su quanto scaturito da questa riunione e sui suoi sviluppi futuri.

TUTTE PALLE! PER FARE I GIOCATORI BISOGNA VINCERE LE PARTITE!!


Purtroppo per ragioni legate al poco tempo a disposizione non sono riuscito a scrivere sul mio blog come avrei voluto. Cercherò di rifarmi in questo periodo, prima della partenza per Follonica.
Faccio subito boom con un post che non mi renderà certo molto simpatico agli addetti ai lavori (ambito pallacanestro) ma non posso più tacere dopo tanta falsa ipocrisia.

Ho letto con attenzione e con molto interesse le interviste che il sito fip.it ha voluto riservare e pubblicare nei giorni scorsi a tutti gli allenatori della squadre Under 19 d'eccellenza che proprio in questi giorni stanno concludendo la loro fase interregionale.

Passo al dunque. Tranne rere eccezioni, la maggior parte degli allenatori intervistati dall'ufficio stampa della fip, (ma questo avviene anche più in generale quando gli allenatori giovanili parlano della propria attività) ha portato come primo punto dei loro obiettivi stagionali il migliormamento individuale dei propri giocatori, (e di fatto questo non sarebbe mica un male) ... lo diventa quando si dice: "anche a discapito del risultato di una gara".
I risultati di squadra quindi secondo questi sedicenti signori allenatori, passano molto spesso in secondo piano. Prima c'è la crescita individuale del giovane giocatore da formare, poi ci sono i rusultati.

C'è però qualcosa che a mio parere non torna in questo dictat molto diffuso. Come allenatore, come addetto ai lavori e come appassionato mi domando: ma io allenatore della Comark che cerco di vincere tutte le partite che alleno e m'incazzo ogni volta che perdo, alleno forse per il peggioramento dei miei giocatori? Ma la mia Società che giustamente mi chiede di vincere più partite possibili, senza per questo fare o dire cose che non devono essere ne fatte ne dette a ragazzi di 18/16/15/14 anni, mi chiede qualcosa che va al di la di etica e morale?

La risposta è NO!

Quale allenatore allena una squadra per perdere una gara? Quale scelta di un coach nelle categorie giovanili può portare alla perdita di una partita ma nello stesso tempo alla crescita di un giocatore?

Sono così fuori dalla realtà io e la mia Società che pensiamo che sia un bene vincere una partita, un torneo un campionato in più degli altri? Oppure sono gli altri che adducono finte motivazioni, di fatto per pararsi il culo, vendendo concetti che arrivano da luoghi comuni convincenti solo in parte?

Per costruire i migliori giocatori a mio parare bisogna cercare di vincere costruendo le migliori squadre. Il numero più alto di partite vinte è una testimonianza concreta e importante della buona programmazione e del buon andamento dell'attività. Vincere una partita o un campionato non solo non è di per se fattore negativo come alle volte, molti coach ben pensanti (che la maggior parte delle volte non ha mai vinto nulla) cercano di vendere, ma al contrario dimostra con i fatti che si stanno compiendo quei passi giusti per essere i migliori per esempio nel tuo quartiere, oppure nella tua regione, o addirittura nella tua nazione...

Diffidate da chi dice: "Ma io alleno il miglioramento dei miei giocatori e non m'interessa vincere le partite". Tutte palle!!

Quando trovate uno che dice una cosa del genere chiedetegli il perchè partecipi a dei campionati giovanili?. Non sarebbe meglio a questo punto allenare i giocatori senza prendere parte a nessuna competizione agonistica? Il confronto e la competizione ti fa rendere subito conto a che punto sei della tua crescita e soprattutto ti fa capire che se anche cerchi di dare il massimo, d'impegnarti a fondo, di dare tutto per crescere come giocatore, come atleta e come persona... da qualche parte del mondo con ogno probabilità ci sarà sempre qualcuno che queste cose le farà meglio di te, e che quindi tutto quello che fai può non bastare per essere il migliore.

giovedì 9 aprile 2009

ISCRIZIONI PER FOLLONICA A QUOTA 800
ASPETTIAMO ANCORA NUOVI ISCRITTI


Siamo ad un passo da quota 800 iscrizioni già confermate per la prossima stagione estiva a Follonica. Un buon numero quello raggiunto in poco più di tre settimane di pubblicazione della circolare.

Un numero che sarà integrato dalle oltre 300 iscrizioni dei ragazzi provenienti dalle Banche Estere e da paesi stranieri del Gruppo Intesa San Paolo, ma che però non basta a riempire una struttura che tra ragazzi italiani e stranieri può arrivare fino a 1.400 ospiti.

Questa è la nuova CIRCOLARE con una veste grafica sicuramente più accattivante di quella pubblicata il 19 marzo scorso che potrete inoltrare eventualmente a tutte le persone e le famiglie a cui una iniziativa del genere può interessare.

Al momento la situazione iscritti è la seguente:

Primo turno: 95 iscritti (55 femmine - 40 maschi)
Secondo turno: 171 iscritti (95 femmine - 76 maschi)
Terzo turno: 191 iscritti (96 femmine - 95 maschi)
Quarto turno: 98 iscritti (52 femmine - 46 maschi)
Quinto turno: 56 iscritti (34 femmine - 22 maschi)
Sesto turno: 182 iscritti (113 femmine - 69 maschi)

Appare quindi chiaro che le maggiori disponibilità sono per il primo, quarto e quinto turno (anche se in questi turni sono previste maggiore presenze straniere) e tutti i bambini e ragazzi con la voglia di farsi una vacanza in autonomia e libertà con mille momenti di vero svago saranno i benvenuti a Follonica.

mercoledì 18 marzo 2009

ESTATE 2009 IL VILLAGGIO DI FOLLONICA APRE
ECCO LA NUOVA CIRCOLARE ON-LINE!!!!!



Il Consiglio Direttivo Agoal ha deliberato l'indirizzo per la ripertura del Villaggio Marino per l'estate 2009. Ecco on-line la nuova circolare!!!

Per scaricare la circolare ed effettuare l'iscrizione basta cliccare QUI

domenica 15 marzo 2009

FOLLONICA: ATTO DECISIVO MARTEDI' 17 MARZO
APERTURA O CHIUSURA PER LA STAGIONE 2009?


Sembra davvero una telenovela televisiva, ma quella del Villaggio Marino di Follonica è una storia veria, una storia che riguarda davvero tante persone che sta per avere il suo epilogo finale.

Dopo settimane ad aspettare una decisione definitiva sulla eventuale apertura della Colonia di Follonica finalmente martedì sarà presa la decisione definitiva (speriamo). Al momento per quanto riguarda il "sentore" di un addetto ai lavori, non ho la più pallida idea di che cosa ci si possa aspettare dal Consiglio Direttivo di Agoal che chiamato in seduta straordinaria, proprio martedì 17, dovrà gioco forza deliberare qualcosa sul Villaggio.

I tempi di organizzazione della struttura toscana lo impongono (a dir la verità siamo ben oltre il termine ultime fissato dal sottoscritto del 28 febbraio) ma per salvaguardare l'eventuale nuova stagione abbiamo "sopportato" e "supportato" un naturale travaglio dovuto a situazioni complesse di gestione.

E' chiaro che c'è in seno a questa decisione un fronte del no e un fronte del si. Appena possibile ne darò notizia personalmente.

Nel frattempo spero soltanto che i quasi 1.400 ragazzi iscritti dell'anno scorso non si siano già tutti accasati in altre strutture per la prossima estate, altrimenti sarebbe un bel problema in caso di apertura.

E' importante far vivere Follonica per quest'estate, è importante farla vivere alla grande, per meglio rilanciarla per il futuro. Credo in questa struttura, e credo che come me, in molti altri sarebbero felice di aiutare la Colonia a sopravvivere.

Grazie a tutti quelli che hanno saputo pazientemente aspettare.

Per meglio rappresentare questo senso di impotenza creato dalla situazione, pubblico la foto di due persone che nell'anonimato della loro riservatezza, negli ultimi 25 anni hanno "servito" la Colonia con il sudore della propria fronte pur mantenendo inalterato l'entusiasmo del primo giorno di lavoro di qualche annetto fa. Sandra (capo cuoca) e Maria (addetta alla lavanderia e non solo) sono li che aspettano da settimane di sapere che ne sarà del loro lavoro, della loro passione e della loro speranza.

In bocca al lupo.

BASKET E VIOLENZA. DALLE PAROLE AI FATTI


Dopo che Enrico Ragnolini (Presidente del Comitato Regionale Lombardo) ha lanciato l'appello a tutti gli operatori della Pallacanestro a tutti i livelli contro la violenza nel Basket (articolo che si può leggere QUI) sono stati molti i siti internet o i forum in cui sono state spese parole contro la violenza e contro atti che non hanno nulla a che fare con l'ambito sportivo in cui operiamo.

Naturalmente anche il sottoscritto (per quello che può contare) condanna l'evento, stigmatizza episodi gravi che sfociando in violenza e che di fatto danneggiano tutto il movimento. Non esiste alzare le mani, non esiste picchiare arbitri, giocatori, avversari... Queste cose non devono esistere. E' chiaro e lampante!

Non volevo scrivere nulla sull'accaduto, non per sottacere un fatto importante, ma perchè mi rendo conto di essere il primo a sbagliare in certi atteggiamenti "negativamente brillanti" in singoli episodi di lunghe stagioni piene di fatti, partite, emozioni... e quindi non sono certo la persona più adatta a fare la così detta "predica".

Però dopo diversi giorni dal fatto e dopo diverse prese di posizioni in merito, l'ultima delle quali la trovate QUI inizio ad avere i crampi allo stomaco, quando da un fatto concreto e circoscritto s'iniziano a fare i processi alle intenzioni. Questo non mi sta bene, sopratutto quando viene presa di mira gratuitamente la categoria degli allenatori.

Se un allenatore ha un atteggimaneto sbagliato, va punito quell'atteggimaneto e vanno presi gli opportuni provvedimento per quella persona specifica, non per tutti gli allenatori in generale. Se un allenatore arriva ubriaco ad una partita, non tutti gli allenatori sono degli ubriaconi. Questo semplice concetto putroppo alle volte sfugge.

Non sono le categorie (allenatori, dirigenti, giocatori, arbitri, genitori...) ad avere la ragione o il torto dalla loro parte. Sono soltanto le persone a distinguersi per episodi positivi o negativi.

Non sono gli allenatori delle giovanili, anche quelli più aggressivi o "vincenti" (come recita l'articolo a firma Staff APG) ad avere l'esclusiva dei "disturbatori" o dei "picchiatori" o chissà cos'altro. Tra l'altro ci sarebbe da ridire a questo punto su certi atteggiamenti anche di allenatori che hanno vestito o che vestono proprio la maglia azzurra, quindi... lascerei perdere.

Sarebbe facile fare i nomi di dirigenti feferali, dirigenti di società, anche degli stessi dirigenti o istruttori facenti parti di staff CIA, insomma di persone altolocate al di sopra di ogni sospetto che alle prese con il problema di turno, saltano per aria e mutano il finto bon-ton a atteggiamenti poco razionali e a comportamenti che nessuno mai si aspetterebbe da loro.

Proprio per questo motivo (qualcuno più famoso di me disse: " se qualcuno è senza peccato scagli la prima pietra") lascerei proprio stare a suddividere in categorie i buoni e i cattivi. Ci sono 99 genitori perfetti e un cretino. Ci sono 99 arbitri perfetti ed irreprensibili e uno cretino. Questo è il mondo.

Diciamo che nella vita ci sono mille possibilità d'incontrare fatti e persone e se in quel momento incontri la persona sbagliata al momento sbagliato e nell'ambito sbagliato, probabilmente avvengono fatti del genere che è giusto criminalizzare, ma anche che è giusto circoscrivere a eventi particolari.

Non vado oltre. Mi sembra di essere stato chiaro. Non criminalizziamo categorie di persone perchè altre persone della stessa "categoria" commettono degli errori... anche perchè tutti nella nostra vita siamo sia figli, sia genitori, sia giocatori, sia arbitri, sia giudici, sia allenatori, sia... ubriaconi...

Notte.

venerdì 13 marzo 2009

ANCORA LIBERO SI OCCUPA DI FOLLONICA
SCOPPIA IL CASO FOLLONICA A INTESA...


Anche oggi con dovizia di particolari certamente più precisi nei dettagli il quotidiano "Libero" ha trattato il caso Follonica. Al momento posso farvi leggere solo la prima dell'articolo. Appena possibile lo pubblicherò tutto.

da libero-news.it: Scoppia il caso Follonica. “Intesa Sanpaolo chiude la colonia di Follonica, niente mare gratis per i figli dei dipendenti”, titolava l’articolo apparso il 10 marzo su Libero. Articolo che, pur stando dalla parte dei bancari e non dei banchieri, ha scatenato un putiferio. Sul sito Internet del nostro giornale è arrivata una raffica di mail da parte di dipendenti della banca imbufaliti per quel “gratis” e scatenati contro la chiusura di una struttura storica. Fra le lettere è arrivata anche quella del direttore della struttura, Andrea Schiavi, che ci ha chiarito alcuni punti: ieri c’è stato un Consiglio Direttivo di Agoal che prenderà la decisione in merito definitiva riguardo all’apertura o meno della struttura in toscana. Ed è solo Agoal, proprietaria al 99% di Agoal Intesa Vacanze srl, e non la banca che può prendere questo tipo di decisione. Ma soprattutto non è vero che i figli dei dipendenti di Intesa San Paolo possano mandare i figli gratis in vacanza: «Nel 2008 i dipendenti hanno pagato 550 euro per 15 giorni di soggiorno...

Questo è il link dell'articolo di oggi con relativi commenti

mercoledì 11 marzo 2009

DAL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI VARESE
LOLLO A 11 ANNI FACEVA PIANGERE GLI AVVERSARI


dal quotidiano "La Provincia di Varese" di mercoledì 11 marzo 2009

Andrea Schiavi fu il primo maestro di Gergati: "I grandi lo picchiavano e lui al tiro li uccideva"


VARESE Lui Lorenzo Gergati lo conosce bene. L'ha preso in mano che era ancora un bambino, lo ha allenato per cinque anni insegnandogli tutto quello che c'è da sapere per diventare un giocatore di basket, lo ha visto crescere e lo ha visto vincere. Andrea Schiavi: un allenatore che per quanto ha saputo fare con le squadre giovanili che ha allenato è da considerarsi patrimonio dello sport varesino (e infatti oggi allena a Bergamo). Gergati è sempre stato un pupillo di Schiavi: parlarne con lui oggi, con Lollo sempre più protagonista decisivo in maglia biancorossa, è il giusto tributo a una persona che ha fatto tantissimo per il basket varesino.

IO LO SAPEVO GIA'
Andrea Schiavi non è stupito: sapeva benissimo che Lollo sarebbe diventato un giocatore, era solo questione di aspettare un po' di tempo e di cogliere il momento giusto. «Sapevo - racconta - che sarebbe arrivato, non avevo il minimo dubbio. Tre anni fa Lorenzo ha giocato in A1 a Biella, ma probabilmente era troppo giovane per confrontarsi con la massima serie e si erano affrettati un po' i tempi. Ora Gergati è al top, sta esprimendo alla grande il suo potenziale e sta vivendo gli anni migliori della sua carriera: sì, Lollo è arrivato». Schiavi sostiene che se lo aspettava, che lo sapeva: certo, se lo dice lui che lo conosce da quando era un bambino c'è da credergli. «Era un ragazzino basso è un po' sfigato, ma già a undici anni gli si leggeva dentro una determinazione fuori dal comune. Io lo facevo giocare con quelli più grandi di lui, e regolarmente li batteva perché aveva qualcosa in più. Quel qualcosa era la voglia di arrivare: spessissimo capitava di vederlo in lacrime per i falli durissimi che subiva da gente più grossa di lui, ma con quelle lacrime ritornava regolarmente in campo per farla pagare all'avversario di turno con un canestro impossibile». Determinazione, voglia di vincere, ma anche freddezza glaciale: ormai Lollo sta abituando tutti con la sua capacità di risolvere le partite. «Questa qualità l'ha sempre avuta, ce l'ha scritta nel dna e va al di la della tecnica e del talento: ci sono i vincenti, e ci sono gli sfigati. Lui è un vincente, perché non ha mai avuto paura di prendersi i tiri decisivi: poi magari qualche volta li ha sbagliati, però ha sempre messo in campo gli attributi e il coraggio, mentre altri si nascondevano».

PEPE E AMBIZIONE
Lorenzo Gergati è una persona chiara e schietta: se gli dai tutto, lui ti restituisce la fiducia con gli interessi. «E' sempre stato così: Lollo ha un bel caratterino, è uno abituato a dire le cose come stanno anche quando sono scomode o non fanno piacere, e per questo in passato si è scontrato con qualche allenatore. Però è sincero: quando avverte attorno a sé la fiducia di tutti, non si tira indietro e per la sua squadra si butterebbe in un burrone». Se lo stanno chiedendo un po' tutti: Gergati è pronto per fare il protagonista in A1? «Conosco la persona, conosco il giocatore, e credo che Lollo a questo punto possa davvero tentare il salto: dieci, quindici minuti in A1 non glieli toglie nessuno. L'importante, però, è che tutto questo succeda con la maglia di Varese». E perché? «Perché lui sa cosa vuol dire».

Francesco Caielli
11/03/2009

martedì 10 marzo 2009

SUCCESSO ENORME DELLA PETIZIONE ON-LINE
RAGGIUNTA QUOTA MILLE PER SALVARE FOLLONICA


Volevo spendere soltanto due parole per il successo davvero enorme che la Petizione On-Line lanciata da due amici come Silvia e Mattia sta ottenendo. Ogni giorno che passa altri consensi, oltre mille nomi, tante frasi, tantissime nuove motivazioni per cercare di far compiere il miracolo, cercando di salvare la Colonia Marina di Follonica.

Dopo i molti messaggi scritti dai genitori dei ragazzi iscritti a Follonica in questi ultimi anni e dopo i nomi riconosciuti dei ragazzi un po' più grandi che pur non potendo più partecipare attivamente alla Colonia, hanno creato un vero e proprio "passaparola" mediatico per far visita al sito della petizione, nelle ultime ore, sono scesi in campo anche i ragazzi stranieri che da Ungheria, Slovacchia, Romania, Russia, Serbia, Albania, Slovenia, Croazia... stanno iniziando a firmare e a lasciare messaggi di speranza.

Signori, ero già sicuro che la Colonia fosse nei cuori di tante persone. Ero sicuro che Follonica per molti rappresentasse davvero qualcosa di unico e di magico. Ma ora dopo aver letto fiumi di parole, ascoltato decine di telefonate, avvertito un senso di mancanza, ancora prima di aver perso qualcosa, sono ancora più convinto che il Villaggio Marino di Follonica non può e non deve chiudere assolutamente.

In tal senso sono ancora più determinato nel cercare tutte le strade possibili per trovare soluzioni a problemi che anche se importanti possono e debbono essere risolti da persone ragionevoli e che hanno prima ancora che la responsabilità amministrativa di società, anche e sopratutto la responsabilità "umana" di non far spegnere i sogni a nessuno.

Ora più che mai (e non voglio illudere nessuno) mi sento più forte e fiducioso rispetto a qualche giorno fa. A presto.

IN 5 MINUTI FOLLONICA GIA' IN VENDITA
IMMOBILIARE CERCA POSSIBILI ACQUIRENTI


Altro articolo su Follonica. Questa volta è la Nazione nell'edizione di Grosseto che scrive di una chiusura dopo 54 di una delle strutture più prestigiose in maremma. Tra l'altro il giornalista ben informato evidentemente, scrive anche di un sito internet di una immobiliare che ha già pubblicato le foto della nostra colonia in vendita on-line.

Non ci credevo. Invece ecco il link: risorseimmobiliari.it

Mi verrebbe da chiedere chi ha dato l'autorizzazione a questa immobiliare di pubblicare questo annuncio. E mi sa tanto che tra poche ore questa vendita on-line sparirà per sempre... o almeno fino a quando la vendita dell'immobile non sarà una decisione presa dall'assemblea dei soci Agoal. Del resto come poteva capitare durante l'assemblea del 7 febbraio, ma che poi in realtà è stato tutto bloccato.

Aspettiamo il fine settimana ancora una volta fiduciosi.

DAL QUOTIDIANO LIBERO DI VITTORIO FELTRI
INTESA CHIUDE LA COLONIA DI FOLLONICA


Parto subito con il dire che nell'articolo apparso questa mattina su libero che come Direttore ha uno come Vittorio Feltri che fino a questa mattina mi risultava essere anche simpatico, ci sono diversi errori e molte inesattezze ed è pertanto poco credibile.

Non è vero che Intesa San Paolo ha chiuso Follonica, in quanto proprio giovedì ci sarà un Consiglio Direttivo di Agoal che prenderà (speriamo) la decisione in merito definitiva riguardo all'apertura o meno della struttura in toscana. Ed è solo Agoal (proprietaria al 99% di AIV srl) e non la banca che può prendere questo tipo di decisione.

Ma soprattutto non è vero che i figli dei dipendenti di Intesa San Paolo possano mandare i figli gratis in vacanza. I Dipendenti pagano la vacanza per i propri figli con un prezzo concorrenziale è vero (nella stagione 2008 € 550 per 15 giorni di soggiorno) ma se la pagano. Quindi niente soggiorno gratis. Rette agevolate, soprattutto per chi ha più figli e che nel periodo di giugno-luglio sarebbe in difficoltà nella gestione dei pargoli.

Invece così con la colonia attiva, tutti sono tranquilli, genitori, figli, portafoglio e anche Feltri, a questo punto, senza le maledizioni di 18 mila soci per un articolo poco corretto, strumentale e anche decisamente poco giornalistico!!

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