sabato 1 marzo 2008

TAVOLA ROTONDA SUL BASKET GIOVANILE

SABATO 8 MARZO 2008 - TREVIGLIO

In occasione del Raduno Interregionale del Settore Squadre Nazionali nell'ambito del Progetto di Qualificaizone Nazionale che vedrà coinvolti i milgiori prospetti dell'annata 94 anche della vostra regione (raduno che si svolgerà a Treviglio dal 5 al 9 marzo 2008) siamo felici di poter invitare tutti gli Allenatori e Istruttori con a cuore il migliormamento del movimento giovanile ad un incontro conviviale, modello tavola rotonda a tema "Proposte concrete per migliorare l'attività giovanile"

L'incontro che si terrà nella giornata di sabato 8 marzo presso l'Hotel Verri con ritrovo fin dalle ore 14.00 si occuperà di portare a conoscenza del Settore Squadre Nazionali in prima istanza e della FIP in seconda, proposte tecniche concrete per meglio porgrammare e gestire l'attività di base e d'elite dei nostri settori giovanili.

Queste a nostro avviso le domande che dobbiamo porci in fase di programmazione:
- Che tipo di attività agonisitca è meglio predisporre per le fasce Under 13 e Under 14?
- E' giusto predisporre all'interno delle proprie regioni gironi Open dove poter annoverare le migliori formazioni regionali?
- Le selezioni provinciali e regionali in queste categorie servono al movimento giovanile per poter progredire?
- Quale le proposte concrete per poter esaltare il gioco e il sano agonismo, togliendo spazio ad eventuali comportamenti non consoni per le così dette "fasce basse"?

Dettaglio Programma:
- ore 13.45.00 ritrovo presso Hotel Verri - Via Beato Angelico 4 Misano di Gera D'Adda (BG)
- ore 14.00 Inizio tavola rotonda
- ore 16.00 Visione degli allenamenti della selezione - Palasport di Cassano d'Adda

mercoledì 27 febbraio 2008

DOPO PRESSIONI DI PUBBLICARE QUALCOSA

ECCO NUOVA STORIELLA CHE FA RIFLETTERE


Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo.

Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare piu tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra sè pensò: "Ma tu guarda se solo avessi un po più di coraggio gli avrei già dato un pugno..."

Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: "Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!"

L'uomo prese l'ultimo biscotto e lo divise a metà! "Ah!, questo è troppo pensò e comincio a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa.

Quando si sentì un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando................. nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.

Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell'uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.

Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo?

Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, GUARDA attentamente le cose. Molto spesso non sono come sembrano!!!!

Esistono cinque cose nella vita che difficilmente si recuperano:
Una pietra dopo averla lanciata nel mare; una parola brutta dopo averla detta; una bella opportunità dopo averla sprecata; il tempo dopo verlo perso e l'amore di chi non vuole più lottare.

martedì 26 febbraio 2008

TANTI ALLENATORI AI CLINC DI PALLACANESTRO

OBBLIGATI DAL CNA O PURO INTERESSE?


Mai visti così tanti allenatori coinvolti nelle ultime riunioni CNA. Perchè? Come mai nella lezione tecnica teneuta da Gaetano Gebbia a Cantù ci sono state quasi 700 allenatori o il più recente clinic di Enrico Rocco a Desio ha raggiunto 400 tecnici presenti? Perchè gli allenatori hanno ritrovato il gusto di presenziare a queste riunioni?

Quanto di questo interesse esploso negli ultimi mesi con la delibera dei crediti formativi voluta da Recalcati ha un interesse vero e puro per il proprio aggiornamento tecnico e quanto invece è stato indotto dalla norma dei crediti che ogni allenatore deve raggiungere in due anni?

Mi domando ancora: perchè prima i vari CNA provinciali o regionali erano davvero immobili nella ricerca del miglior aggiornamento per i propri tecnici con riunioni alle volte annuali o semestrali con tra l'altro poca partecipazione dei tesserati.

Purtroppo solo un pazzo potrebbe pensare che gli allenatori abbiano ritrovato la voglia di confrontarsi e di mettere in gioco il proprio bagaglio tecnico prendendo parte alle varie riunioni giusto per il gusto di migliorarsi. Purtroppo infatti la maggior parte delle presenze è stata indotta dal sistema crediti che ha comunque avuto il merito di smuovere qualcosa.

Di fatto questa norma ha creato un movimento che in pochi si aspettavano così repentino e prorompente, almeno in fase iniziale. In effetti con i CNA provinciali e regionali che in questo ultimo periodo sfornano raduni e clinic ogni due o tre giorni è facile aspettarsi che presto molti allenatori saranno a posto con i crediti e che quindi le riunione svolte nel secondo biennio verranno svolte, come accadeva nel apssato, per pochi intimi.

Allora, dobbiamo essere bravi a mio avviso (e questo lo può fare solo Recalcati) a motivare gli allenatori a presenziare alle riunioni anche avendo raggiunto i crediti necessari e anche quando la tessera gare della stagione successiva è salva. Come?

Beh... in questa prima parte di clinc gli argomenti sono spesso gli stessi. Miglioramento individuale, metodologia di allenamento per migliorare i fondamentali degli interni, degli esterni, l'uso del piede perno... tutte belle robe che però dopo una, due, tre volte ti fanno veramente arrivare all'esasperazione non solo tecnica, ma anche mentale.

Nella seconda parte del biennio creiamo argomenti più complessi, dove anche chi ha magari più esperienza possa verificare le proprie convinzioni e le proprie certezze magari conclamate da decenni.

Costruiamo attacchi diversi dal - tutti fermi per 15 secondi e poi pick and rool - che ormai dilagano in serie a e non solo. Facciamo sperimentare la costruzione di una zona press o di una match-up con allenatori con esperienza che possano portare davanti a tutti i segreti di anni di palestra, partite, rapporti umani con giocatori evoluti. Diamo la possibilità del confronto a chi si vuole confrontare, portando a tema, metologie diverse per raggiungere obiettivi simili.

Solo così, forse, potremo continuare a vedere tanti allenatori (e non solo quelli giovani) frequentare le palestre delle nostre province per poter progredire.

Oltre che la deontologia (spesso poco considerata dalla categoria) lo impongono i giovani che dovremmo allenare, educare e informare.

giovedì 21 febbraio 2008

RADUNO INTERREGIONALE NORD ITALIA

5-9 MARZO A TREVIGLIO CON I 94


E' ormai ufficiale che il raduno interregionale del nord Italia per l'annata 1994 si svolgerà a Treviglio dal 5 al 9 marzo 2008.

Una bella occasione per poter vedere all'opera i migliori 24 prospetti dell'annata under 14 e per tastare con mano il polso della situazione "talenti" che riguarda il nord italia per i prossimi anni.

Allenamenti a Treviglio il 6 e il 7 di marzo mentre 8 e 9 la truppa sarà di scena a Casanno d'adda.

Probabile nella giornata dell'8 marzo l'organizzazione di una tavola rotonda sul basket giovanile a cui possano prendere parte tutti gli addetti ai lavori che hanno a cuore la crescita del movimento giovanile in italia.

Appena possibile darò seguito a queste anticipazioni con qualcosa di più sicuro.

CONTINUANO GLI INTERVENTI IMPORTANTI

GIOVANNI TODISCO (CAMPUS VARESE) DICE LA SUA


Lo spirito di competizione è insito nella natura dell’uomo e si comincia a sviluppare sin dalla nascita, nei confronti di sé stesso e degli altri. Nell’età evolutiva cresce di pari passo alla voglia di affermare il proprio Io. Lo sport, inteso proprio come momento di confronto con sé stesso (verifica dei propri miglioramenti) e soprattutto con gli altri, rappresenta sicuramente un grande momento di crescita (accettazione dei propri limiti) perché stimola l’individuo ad incrementare il proprio impegno per raggiungere traguardi sempre più significativi.

E’ ovvio ed evidente che ci saranno dei gradi per ottenere il massimo delle proprie performances, ma la presenza di istruttori esperti e qualificati saranno in questo senso fondamentali. Il problema quindi, a mio avviso, non è tanto quello di eliminare le finali nazionali under 14(un anno dopo le problematiche non saranno certo molto differenti), quanto quello di prestare molta più attenzione alle esigenze fisiche, tecniche e psicologiche dei ragazzi di questa età. Se i ragazzi vengono guidati nel modo corretto, e con loro anche i genitori, ed a volte anche qualche dirigente accompagnatore, è giusto che un gruppo che ha raggiunto un certo livello di preparazione si confronti con altri gruppi dello stesso livello. A volte ci si nasconde dietro una maschera e non ci si rende conto che l’esasperato agonismo è presente non solo nei campionati open o d’eccellenza che vengono disputati in alcune regioni, ma anche nei campionati provinciali…per non parlare di incontri mini-basket dove si assiste a scene davvero inqualificabili!!!

Per concludere, ritengo quindi personalmente che ragazzi che frequentano la terza media sono assolutamente in grado di affrontare un impegno agonistico e che, in base al livello raggiunto al termine dell’annata sportiva , possano confrontarsi con altre realtà(sono i ragazzi stessi che ci richiedono questo tipo di esperienze)...e senza creare danni di alcun tipo!!!....

Tutto questo però, con un preciso impegno da parte nostra ad aiutare a crescere i ragazzi senza pensare troppo alla nostra immagine…..I protagonisti, com’è giusto che sia, sono e saranno sempre loro!!!!

Giovanni Todisco

mercoledì 13 febbraio 2008

IMPORTANTE DOCUMENTO SUL BASKET GIOVANILE

RIFLESSIONI DI GAETANO GEBBIA

RIUNIONE RESPONSABILI SETTORI GIOVANILI - FIP

In relazione al documento emerso dalla Riunione dei Responsabili Tecnici Giovanili
delle società della Lega Basket di Serie A tenutasi il 12 gennaio 2008, mi sembrano opportune alcune riflessioni che spero possano essere opportunità di un confronto corretto che possa portare al miglioramento della pallacanestro giovanile.

ATTIVITA’ GIOVANILE

L’attività giovanile coinvolge non solo le società di Serie A ma soprattutto quelle minori, quelle società che spesso lavorano in condizioni disagiate, trovando a fatica le ore nelle palestre, senza poter disporre di risorse e strutture adeguate, dove lavorano anche degli ottimi allenatori, dove ci sono anche bravi dirigenti, quelle società dove comunque le altre di vertice vanno spesso a pescare dei giocatori.
L’investimento cumulativo delle suddette società minori è di gran lunga superiore a quello delle società di vertice, ulteriore motivo per cui sarebbe interessante, utile ed opportuno ascoltare anche e soprattutto la loro opinione in merito alle questioni sollevate.
Ogni società di vertice dovrebbe, nel proprio territorio, svolgere un ruolo di riferimento per le piccole società, in termini di organizzazione, di sviluppo di programmi di lavoro, di comportamenti, di indicazioni tecniche e didattiche.
Le società di vertice hanno o meglio dovrebbero avere questo ruolo così come la federazione ce l’ha rispetto a tutto il movimento.
Le istanze presentate sembra tutelino invece gli interessi delle sole società di vertice ed anzi riducono le opportunità di crescita ai giocatori dei piccoli club, quasi a voler rappresentare come soltanto in un club professionistico possono realizzare la loro crescita.

SELEZIONE ED AGONISMO

Possiamo tutti concordare sul fatto che l’agonismo è un elemento sano che va salvaguardato; quello che invece è negativo è l’esasperazione agonistica, quando si superano i limiti.
Ma l’esasperazione agonistica non si trova nei giocatori; l’esasperazione agonistica non è in quel tipico atteggiamento dei ragazzini, la chiamiamo voglia di vincere?, che si manifesterebbe anche solo a fare uno scatto di corsa, ma piuttosto nei comportamenti di molti tecnici che pur di ottenere il loro principale obiettivo (vincere) non tralasciano di assumere comportamenti non consoni al ruolo occupato (urla, gesti, tatticismi esasperati).

La selezione, allo stesso modo dell’agonismo, non è di per sé dannosa, anzi può rappresentare un momento importante di crescita; credo che in tutti i club si faccia selezione, fin dai primi anni di attività giovanile:
- fanno selezione quelle società che gestendo direttamente l’attività di minibasket devono fare delle scelte sui bambini che escono appunto dal settore minibasket e che non possono tutti essere coinvolti nelle squadre giovanili;
- fanno selezione quelle società di Serie A che hanno rapporti di collaborazione con società minori dello stesso territorio e da cui reclutano i migliori giocatori.

E’ piuttosto importante come qualsiasi attività di selezione venga gestita, facendo intendere come il momento delle scelte (selezione, valutazione, comparazione, giudizio, voto), rappresenti un momento formativo e mai un momento finale come accade nella vita: si sceglie un amico o si è scelti come rappresentanti di classe, si viene valutati su un compito in classe o una ragazzina decide di uscire con uno piuttosto che con un altro.

Se in tutti questi momenti di “selezione” il giovane troverà una guida che gli farà apprezzare il loro reale significato il percorso sarà realmente formativo.
Se un allenatore del settore giovanile guiderà così il proprio gruppo avrà meno difficoltà nel far comprendere ad ognuno il proprio ruolo e quello degli altri, perché poi la natura ci ha fatti uno diverso dall’ altro.

Non è dannosa la selezione, lo diventa se no viene ben gestita.

Diventa diseducativa o anche dannosa ove, come accade spesso in occasione dei “tagli” in cui vengono coinvolti tanti giocatori a vantaggio di giocatori reclutati da altre società limitrofe; tagli che nulla hanno in comune con il rispetto per lo sviluppo psico-fisico di pre-adolescenti che in molti casi, anche grazie alla poca attenzione ed ai modi spesso discutibili per forma e tempistica con cui il taglio viene loro comunicato e motivato, smettono di giocare.
Poi a proposito sempre di questo mostro che si chiama SELEZIONE, mi sembra anche qui che il problema venga affrontato senza un adeguato attenzione: attraverso l’osservazione analitica di due finali nazionali giovanili svoltesi a M.Franca (TA) negli anni scorsi, si è osservato come tutte le sedici finaliste utilizzassero, ad eccezione di una, sempre sei al massimo sette giocatori, riservando agli altri pochi attimi di gioco solo a risultato compromesso: questa vogliamo chiamarla scelta strategica!!! O giocano i migliori, cioè selezione!
Credo che tutto ciò sia sufficiente a spiegare il perché spostare di un anno cronologico sia assolutamente privo di fondamento: spiegare a tal proposito la differenza nei meccanismi di comprensione di un ragazzo nato a dicembre 93, sottoposto al trauma della selezione, ed un ragazzo nato a gennaio 94, salvato dalle torture.

ATTIVITA’ SSN

Credo che non sia stata compresa l’essenza dell’attività svolta dal SSN negli ultimi anni, attività che non è stata finalizzata a valorizzare un gruppo ristretto di pochi giocatori ma bensì è stata molto attenta alla crescita del movimento di base, convinti che soltanto con un miglioramento dello stesso si possono avere più giocatori , più bravi e di conseguenza squadre più forti.
Si spiegano, di conseguenza, i tanti giocatori coinvolti, i tanti allenatori chiamati a vivere esperienze a tutti i livelli (squadre nazionali, attività regionali, raduni interregionali, territoriali, centro di qualificazione, camp di perfezionamento, etc.), il coinvolgimento di tanti giovani allenatori (under 25), il coinvolgimento, da quest’anno, anche di giovani arbitri.
Tutto orientato al movimento e non alle singole squadre, una visione un po’ più ampia, interpretando il ruolo della federazione che deve essere attenta a tutta l’attività, di base e di vertice.
Un’analisi sulle convocazioni dal SSNM nelle stagioni 2005-2006 e 2006-2007 degli U15 e U16 effettuate da settembre a maggio ( in periodo di attività di club e scolastica) rileva che:
a) su 122 giocatori convocati, 56 appartengono a settori giovanili di serie A (46%), i restanti 66 (54%) a settori giovanili minori;
b) su 1386 giornate di convocazioni complessive, i giocatori che appartengono a settori giovanili di serie A sono stati coinvolti 750 giorni (54%), i restanti 638 (46%) gli altri atleti;
c) mediamente un giocatore di settore giovanile di serie A è stato coinvolto come U16 (annata 90 nella stagione 05-06, annata 91 nella stagione 06-07) per 17.2 giorni l’ anno;
d) un giocatore di altri settori giovanili nello stesso periodo e con le stesse annate è stato coinvolto mediamente per 13.6 giorni l’ anno.

Dai dati emerge che, per lo meno, andrebbero ascoltate anche le opinioni di chi opera nelle società non di serie A.
Ci sono realtà (anche di società di serie A), che vorrebbero un incremento dell’attività delle squadre nazionali, ci sono dirigenti ed allenatori che sarebbero ben contenti di poter dare ai loro giocatori maggiori opportunità di confronto, non vivendo quotidianamente un contesto ugualmente competitivo.

Non si possono ritenere di fatto "dannosi" o quantomeno "inutili" i raduni del SSN durante l'anno scolastico quasi dipendesse da un raduno di tre giorni , il successo scolastico di uno studente o, ancora più grave, che il suo rendimento sportivo, piuttosto che la programmazione individuale e/o di squadra dipendesse da uno o due giorni di riposo (sia fisico, che emotivo, oltrechè per studiare), che con assoluta semplicità basterebbe prevedere al ritorno di un "mini-raduno" con il SSN (ammesso che siano necessari per tutti i casi e per tutti i ragazzi) per far "assorbire" la "perdita delle lezioni scolastiche "e la "fatica fisica" di tre giorni di raduno.

Non credo si possa affermare che ragazzi sono stati danneggiati nel loro rendimento scolastico dalle convocazioni nelle squadre nazionali, anzi si sono sempre create le condizioni affinché il partecipare ad un raduno potesse costituire un’ulteriore motivazione allo studio; in poche parole, se ci tieni alla nazionale allora devi studiare, altrimenti non sei sufficientemente motivato e quindi è meglio se non partecipi.
D’altronde sarebbe interessante capire in che misura le presunte ore dedicate allo studio vengono sacrificate in talune occasioni (partite vinte con margini abissali, partecipazione ad allenamenti con il gruppo di categoria superiore solo perché a catena qualcuno della categoria superiore è finito a fare riscaldamento con la prima squadra), occasioni che realmente fanno sacrificare del tempo allo studio.

In definitiva si ritiene che la collaborazione fra club e SSN, che non può essere interpretata a senso unico, possa costituire un’ulteriore occasione di crescita per i ragazzi.

CAMPIONATI GIOVANILI

Il ridurre il numero delle squadre dei gironi della prima fase nei campionati U17 e U19 d’eccellenza va nell’ottica di rendere sempre più qualitativo il lavoro delle poche squadre di vertice e sempre meno quello delle squadre non di vertice; quelle partite che sono valutate inutili per le squadre di prima fascia sono importanti, e non soltanto in termini di confronto tecnico, per le altre squadre.
L’aumentare il numero delle squadre della seconda fase U19, risponde alla logica di avere una maggiore attività di qualità, ma non bisogna dimenticare che, in considerazione delle distanze, potrebbero aumentare i giorni di scuola sacrificati.

Sarebbe interessante capire meglio che cosa si intende per eventi (ancora una volta non solo agonistici) in grado di dare maggiore visibilità: forse parliamo di concerti, sfilate, saggi finali dove ragazzini ammaestrati fanno capovolte o saltano nei cerchi?
Oppure parliamo di formule di gioco diverse, come squadre combinate fra loro, con tecnici anch’essi che allenano gruppi diversi.
Perché quello che è importante è che alle finali provinciali, regionali che siano, si giochi pallacanestro e pallacanestro giovanile.

REGOLAMENTI

Obbligo della difesa individuale

Si ritiene che anche l’uso della difesa a zona possa essere formativo; anche in questo caso non è il tipo di difesa in sé ma l’uso che se ne fa, ed anche in questo caso sarebbe interessante l’uso che anche nelle società di vertice se ne fa e l’esempio che viene dato dagli allenatori di vertice (con le dovute eccezioni) agli allenatori della base.
Sarebbe interessante comunque sentire il parere dei tanti allenatori.

Canestri

Si ritiene che i canestri alti vanno bene anche per la categoria esordienti.

Regola del giocatore marcato da vicino

Si ritiene, come da anni proposto, che possa essere utile, estendere, anche solo nei campionati U14 ed U15 ed U17, la regola del giocatore marcato da vicino anche nel caso in cui il giocatore palleggi.
Questo invoglierebbe ad una maggiore pressione difensiva (se lo tengo per 5 secondi recupero la palla) e di conseguenza stimolerebbe l’uso del passaggio e del gioco senza la palla, entrambi aspetti del gioco che devono essere assolutamente miglioratii.

Tiro da 3 punti

In via sperimentale si potrebbe adottare per i campionatii esordienti ed U13 una diversa distribuzione nell’assegnazione dei punti:

- tiro da dentro l’area dei 3 secondi: 2 punti
- tiro da fuori l’area dei 3 secondi: 3 punti

Il che servirebbe a rendere meno allettante il tiro attuale da 3 punti per ragazzini che spesso sono costretti a scomporre la propria tecnica di tiro per tirare da troppo lontano e favorirebbe invece il miglioramento del tiro dalla media, di cui, anche in giocatori evoluti, si ha carenza.

Considerazioni finali

Mi sembra che l’interpretazione fatta dai responsabili dei settori giovanili di alcuni club di serei A sia abbastanza restrittiva, nel senso che si ragiona soltanto nell’ottica di pochi club seppure di vertice e che inoltre si restringa il periodo di crescita e formazione a solo il periodo dell’attività giovanile; le problematiche esposte devono essere inserite in un quadro più ampio che coinvolga anche i campionati senior, ai diversi livelli.
Un giocatore si forma nel periodo giovanile ma sarebbe limitante non valorizzare anche quanto può fare successivamente in termini di miglioramento individuale, ragione per cui sarebbe opportuno un approccio, che pur partendo dall’attività giovanile, non si limiti soltanto alla regoluccia o al numero delle squadre dei campionati giovanili, ma offra una visione più ampia delle problematiche che coinvolgono la formazione di un giovane giocatore.

Restando in attesa di riscontri possibilmente confortati da dati invio a tutti cordiali saluti e un sincero augurio di buon lavoro, ne abbiamo tutti bisogno.


Considerazioni personali al documento:

Il documento di Gebbia mi sembra contenga ottimi spunti. Appare molto forte la presa di coscienza che quello che è venuto fuori dalla riunione dei responsabili dei settori giovanili di serie a, siano di fatto considerazioni parziali con pochissima attenzione verso la base del movimento. Prendiamo atto che dare più voce alla base è una delle priorità anche del SSNM.

Nelle considerazioni intravedo anche la possibilità del ripristino delle finali nazionali under 14, che non sono di per se negative, ma che potrebbero diventarlo per colpa di eventuali atteggiamenti deviati di allenatori troppo esuberanti;

Ottima l'idea a mio avviso del tiro che vale tre fuori area nei campionati esordienti e under 13;

Da prendere in serie considerazione anche la regola dei 5 secondi su uno che palleggia nella metà campo offensiva. Nelle categorie Under 13, 14 e 15 potrebbe limitare quella serie di penetro e scarico troppe volte abusato da allenatori e ragazzi. Regola: se sei in possesso del pallone nella metà campo offensiva e stai palleggiando hai 5 secondi per liberarti del pallone. I secondi partono e finiscono solo nel momento del palleggio.

E visto che ormai ci siamo aggiungo altre proposte concrete da poter inserire nelle DOA:

- libertà assoluta di passaggio giocatori tra società satellite
- visto le incomprensioni degli ultimi tempi tornei a pensare al trofeo delle regioni per la classe under 14 e non under 15. Quattro giorni di torneo con 16 squadre (con qualche accorpamento di regioni con meno popolazione) con 5 partite in 4 giorni. Arrivo il primo giorno, partita, secondo giorno due partite, si finisce il girone di qualficazione. Terzo giorno semifinali. Quarto giorno finali.
- per le categorie giovanili da abolire l'orario delle 21.30 come termine ultimo per le gare di campionato infrasettimanale. Massimo alle 21.
- seconde fasi under 19 anche leggermente più lunghe, ma con partite con squadre di regioni limitrofe. (Lombardia-Piemonte; Liguria-Toscana; Emilia-Veneto; Friuli-Trentino; Marche-Abruzzo-Umbria; Lazio-Campania-Molise; Puglia-Basilicata-Calabria; Sicilia-Sardegna.) Otto coppie di regioni. Le prime due o tre classificate (in base al numero di tesserati presenti in quelle regione) alla finali nazionali.

e per ora è tutto... ma solo per ora però!!

ALTRO PARERE AUTOREVOLE

ENRICO ROCCO DICE LA SUA

Ciao Andrea,
dopo aver letto le tue riflessioni e le riflessioni di Federico Danna, mi permetto di esprimere anch'io un mio piccolo pensiero:

negli ultimi anni la società (intendo scuola, sport, catechismo, etc) che si occupa della crescita dei ragazzi, non ha fatto altro che togliere responsabilità a questi ultimi, togliendoli da verifiche come gli esami, creando agevolazioni per i loro percorsi di crescita senza rendersi conto che è il sistema più facile per creare dei piccoli "falliti" senza la capacità di affrontare difficoltà e di vivere emozioni.
E poi i bambini vivono di agonismo, ho una figlia e tre nipoti che vedo quotidianamente tra i 4 e i 9 anni, non fanno altro che fare gare, misurarsi, competere tra di loro e cercano di barare ogni volta per vincere.
Il mio compito di padre e zio è quello di spiegare loro che le regole vanno rispettate e che la sconfitta va accettata, questo è anche il mio compito di allenatore ed istruttore giovanile, non è certo quello di proibirgli di confrontarsi evitando di incontarsi, non bisogna evitare che le persone cadano, bisogna semplicemente aiutrale a rialzarsi.

In merito alle selezioni vorrei ricordare a Danna che realtà come la Spagna, la Francia, la Lituania, stanno già lavorando a livello Nazionale sulle annate 95, cioè sono in vantaggio di 2 anni, volete dirmi che i ragazzi spagnoli e francesi sono più evoluti dei nostri?
Avete ragione che molte volte si creano aspettative nei genitori, ma perchè allora non ci impegnamo a fare capire ai genitori che la vita sportiva dei loro figli appartiene ai figli stessi e non devono realizzare i fallimenti degli adulti. Si parla di scene assurde viste al Trofeo Bulgheroni, mi dispiace però ribadire che sono scene di alcuni e non la regola, inoltre avete mai assistito al Trofeo delle Regioni? Bene allora dobbiamo impegnarci a parlare con i genitori e fare capire loro le regole di vita sportiva visto che noi ci impegnamo a insegnarle ai ragazzi.

E poi permettetemi di dire che non ritengo ne la scuola ne il basket le cose più importanti, ritengo invence essenziale la crescita dell'individuo che passa attraverso degli strumenti.
La scuola, lo sport, il catechismo, l'amicizia, etc., sono strumenti che servono alla loro crescita e sono complementari.
Non sono molto vecchio ma nella mia vita ho incontrato ingengneri molto bravi che erano dei "piccoli" uomini e "contadini" (senza offesa) con poca cultura che erano dei grandi uomini.


Enrico Rocco


Ringrazio Enrico per il suo spunto di riflessione. Rimando tutti al forum di basketcafè dove la discussione sta prendendo sempre più forma. Per poter continuare a leggere le considerazioni esposte potete cliccare qui

martedì 12 febbraio 2008

FEDERICO DANNA RISPONDE ALLA QUERELLE

CONFRONTO SERRATO MA ONESTO


Ecco la risposta di Federico Danna (Responsabile Settore Giovanile di Biella) sul post pubblicato ieri sul resoconto della riunione di Bologna

Caro Andrea,

mi sento in dovere di risponderti; mi sembra che il tuo resoconto non sia così corretto nel riportare le argomentazioni presentate alla riunione di Bologna.
Ti ringrazio, presenti la società di cui sono responsabile per il settore giovanile, come un esempio da seguire, ma non riporti bene ciò di cui si è discusso.
Parto dal basso: torneo Bulgheroni, nessuna revisione, ognuno, società o comitato può organizzare ciò che crede, ma non è compito del responsabile tecnico territoriale (RTT) occuparsi di questa attività. Nè deve essere intesa come una attività legata al SSN, come a volte la si fa passare. Un anticipo del PQT, che diventa un anticipo del trofeo delle Regioni. A volte sembra che si programmi tre anni per quest'appuntamento. Ogni comitato regionale invitato, se attraverso il suo Presidente, decide di aderire all'iniziativa, lo faccia, ci mancherebbe altro. Continuo a pensare che a 13 anni(quest'anno il 95) queste "selezioni", nella pratica, facciano più male che bene(aspettative dei genitori in particolare). Ciò che nasce con un intento, continua poi in modo totalmente diverso: la storia ci racconta di partite dove la strategia ha prevalso sull'aspetto ludico-educativo, altro che esperienza positiva.

Ho tre figli, due dei quali hanno partecipato con la rappresentativa regionale piemontese(uno dell'88 e uno del 90), in passato a questo torneo. Non ho assistito a scene molto edificanti.
Allora penso che l'attività del SSN debba partire dalla 1° superiore(quest'anno il 93), due anni per preparare l'europeo.
Conosco reali problemi causati a piccole società dalla cattiva applicazione di questa attività.

Per la stessa ragione sono convinto che l'attività fino alla terza media(ragiono sempre per anno scolastico, poichè la scuola è ciò che condiziona più di tutto il giovane) debba essere tenuta senza esasperazioni, selezioni, maglie Italia...Piemonte ...., si anche senza finali nazionali; basta ed avanza l'attività regionale. I mille tornei "amichevoli" che ci sono in giro, sono perfetti per confrontarsi con realtà più lontane, per vivere esperienze di "squadra".
Non credo che si voglia togliere la possibilità di confronto, credo che la si voglia razionalizzare in base all'età dei ragazzi.

Con i più grandi, secondo me ci dimentichiamo di avere a che fare con ragazzi, non con oggetti: la facilità con cui un ragazzo "promettente" possa uscire dal seminato è altissima, allenamenti con la squadra superiore, spesso con la "nostra" prima squadra, la nazionale......chiediamo loro sempre di più, senza badare se l'attività è adeguata. Poi arrivano a 19 anni e sono "vecchi", fisicamente "logori". Non critico solo l'attività del SSN, critico la "nostra" attività. Non ne soffre solo la scuola, ma la scuola resta l'attività principale. Il rischio di creare "spostati " è altissimo

Sono d'accordo, a volte li sentiamo "nostri "e c'è invidia non solo con l'allenatore della nazionale, ma anche con quello della prima squadra.
Ma spesso siamo noi che ci rendiamo conto dei problemi dei ragazzi a chiediamo che possano vivere un'esperienza ancora una volta relazionata all'età.
I raduni facciamoli, il più possibile, nelle vacanze scolastiche e facciamo quelli che ha senso fare: che senso hanno avuto tutti questi raduni "preliminari" dell'under 20?

Spero di essere utile al dibattito.
Federico Danna


Certamente utile al dibattito.

Certo non dovrei essere io a difendere l'istituzione del Trofeo Bulgehroni o l'attività del SSNM... ma quello che posso fare e portare all'attenzione generale la mia esperienza personale.

Ho vissuto sulla mia pelle tutto il percorso formativo, Selezioni Provinciali, Bulgheroni, Selezioni Regionali, Interregionali, Trofeo delle Regioni, Raduni Nazionali... con i "miei" (ci risiamo) pargoli del 93 Carnovali e Tomasini.

Ti posso assicurare che seppur con le dovute differenziazioni sia nella metodologia, sia nei contenuti, sia nell'espressione personale dei Valori, tra il sottoscritto e il modo di fare e di pensare degli allenatori del SSNM ho avuto (abbiamo avuto, ci metto dentro anche Tommy e Simo) grande efficacia da tutta questa attività.

Entrambi in piena evoluzione e tutti e due con problematiche completamente diverse sia dal punto di vista tecnico che caratteriale, hanno avuto un grande giovamento da queste attenzioni in più del SSNM. Potrei scommettere che nel caso in cui non si fosse svolto tutto quanto fatto in questi ultimi due anni e mezzo (anche se con sacrifici, viaggi, infortuni e anche però allenamento e divertimento...) i due ragazzi sarebbero certamente più indietro.

Poi è vero che se a livello Under 19, o alla fine del settore giovanile ti arrivano in prima squadra ragazzi "vecchi" di testa, o senz apiù la necessaria voglia di lottare ed emergere, allora a mio avviso non è tanto quello che gli abbiamo fatto fare che è stato negativo, ma è quello che gli abbiamo detto nel motivarli a farglelo fare che è sbagliato.

Mi spiego. Molti allenatori giovanili usano motivare le proprie squadre di ragazzini con discorsi da grandi. Come se allenassero degli atleti evoluti. In realtà a volte queste motiviazioni (per ragazzi a cui non gli frega nulla avere delle motivazioni supplementari a quella semplice semplice di giocare per divertirsi) non servono altro che a sconfiggere le paure intime proprio dell'allenatore.
Quindi a mio parere ci vorrebbero meno discorsi macchiavvellici superando di slancio il complesso di edipo da parte degli allenatori, lasciando liberi di liberarsi a dei giovani che già a scuola, in famiglia, in parrocchia e magari anche con gli amici subiscono storture della realtà e poca propensione allo sviluppo della propria migliore personalità.

Liberi di liberarsi, non schiavi (io non c'entro) di situazioni precostituite. Niente gabbie cui rinchiudere anime libere, pensieri stupendi e voglia di sognare. Solo aiuto nella conoscenza del gioco e della tecnica, lasciando ampio sapzio alla sperimentazione personale e trovando il miglior modo per essere una foresta che cresce, senza il pericolo attuale del repentino disboscamento...

D'altronde... "Chi mai chiederà ad un bimbo perchè gioca a palla, chi mai chiederà ad un equilibrista perchè cammina sul filo e chi mai chiederà ad un amante perchè ama?

"Il gioco è una attività fisiologica perchè esige un movimento, è una attività psichica perchè coinvolge l'immaginazione e l'affettività, è una attività spirituale perchè si realizza soltanto nella libertà, con la libertà e per la libertà.
(Paolo Viotto - mio professore di pedagogia all'Isef)

lunedì 11 febbraio 2008

SVOLTA UNA NUOVA RIUNIONE A BOLOGNA

CON I RESPONSABILI DEI SETTORI GIOVANILI

Si è svolta una nuova riunione a Bologna con i Responsabili dei Settori Giovanili di Serie A con i vertici della FIP ad ascoltare le proposte portate all'attenzione un po' di tutti.

Riduzione drastica dell'attività delle Nazionali Giovanili e revisione del Trofeo Bulgheroni i due temi più trattati dai presenti.
Alcuni allenatori delle Società maggiori hanno portato all'attenzione di Maifredi, Cardullo e Faraoni la necessità di ridurre l'attività delle squadre nazionali per incompatiblità che queste attività hanno con il rendimento scolastico dei ragazzi coinvolti.

A volte 20-30 giorni di scuola portati via dalla Nazionale in più 20-30 giorni portati via dalle esigenze e dell'attività del club sono troppi per essere sostenuti dai ragazzi in questione.

Il problema è alquanto complesso e di difficile soluzione però propongo un paio di considerazioni:

1) ho l'idea che sia da una parte (allenatore di società) sia dall'altra (allenatori-dirigenti del SSNM) si faccia di tutto per ostacolare il lavoro dei colleghi. In pratica poca stima reciproca per il lavoro svolto sugli atleti.
Sarebbe auspicabile invece cercare di trovare quell'armonia e quella comunione d'intenti che diventa indispensabile per poter migliorare un giocatore di altro profilo. Se non ci fosse tutta questa gelosia insomma sarebbe meglio...
Oltretutto il pensiero per cui i ragazzi che alleno sono miei ragazzi (errore che a volte faccio anch'io) se da un lato aiuta lo spirito di appartenenza ad un gruppo che ha cmq obiettivi comuni, dall'altro ci dovrebbe far ricordare invece che i ragazzi che allenaimo appartenengono alle nostre società sportive a cui noi cmq siamo legati solo da un contratto (scritto o verbale poco importa) ma senza nessun riferimento di proprietà sui giocatori e sopratutto che i ragazzi non appertenegono di fatto a nessuno se non a loro stessi.

2) gli allenatori di società si lamentano della pochezza del confronto a carattere regionale e nazionale negli incontri settimanale nei vari campionati? Cosa c'è di meglio allora della partecipazione ad allenamenti e tornei di alto livello con la Nazionale in cui questi ragazzi di sicuro futuro possano confrontarsi con il meglio che c'è in europa...??

3) gli allenatori della nazionali dovrebbero a mio avviso prendere parte (con la propria assidua presenza) agli allenamenti e partite dei vari giocatori interessati durante lo svolgimento dell'attività normale di club, quella di tutti i giorni, per meglio capire il ruolo di ognuno dei prospetti conclamati adeguandosi anche a problematiche relative alla crescita, alla maturazione e anche al rendimento scolastico di ognuno. Invece poco o nulla di tutto questo. Le valutazioni sui giocatori vengono fatte per telefono... e poi partono i raduni. Quindi troppo poca presenza sul territorio, nonostante la bella idea dei referenti tecnici territoriali...

4) in ultimo pochi dirigenti che sappiano realmente mettere mano e dare impulsi positivi a tutta questa attività. Faccio il bell'esempio di Biella. La squadra allenata di Federico Danna Under 19 gioca in C/2. Grande cosa. Questi ragazzi sperimentano sul campo ogni giornata del proprio campionato un effettivo e repentino migliormamento. Questa scelta è una bella scelta fatta a tavolino da allenatori e dirigenti con la testa sulle spalle. Altro esempio: Aver messo Melli in prima squadra dando del minutaggio importante al giovane reggiano, poteva ad inizio anno essere quantomeno azzardato. Invece questa scelta fatta dai dirigenti di reggio emilia è risultata essere molto utile sia a Niccolò che alla Società.
In realtà molti dirigenti si riempiono la bocca con la propria attività... ma di fatto facendo poco per la base... la Lega scrive che sono stati investiti 10 milioni di euro per l'attività giovanile, quando tutti sanno che di questi 10 milioni, tre sole Società in Italia ne spendono praticamente la metà già loro, reclutando il melgio con i relativi costi alle stelle...

Insomma... idee poche e per lo più confuse!!

Per quanto riguarda invece il Trofeo Bulgheroni gli allenatori presenti hanno posto l'accento sulla effettiva possibilità di smettere di creare avvenimenti del genere che di fatto a loro avviso creano agonisomo esasperato non rispettando l'età anagrafica ed evolutiva dei giovani atleti.

Sapete già come la penso ma aggiungo:

1) tenere i nostri ragazzi chiusi nelle nostre palestre fino a 15 anni a fare fondamentali individuali, fa perdere a questi giovani atleti un periodo florido e molto istruttivo per il proprio migliormamento... e non parlo a livello di tecnica. Far sperimentare con continuità e attitudine esperienze formative e agonistiche e di vita comunitaria di alto profilo come possono essere tornei in giro per l'itlaia e finali... fortifica la persona, rende più maturo un carattere che si sta formando... e di sicuro comunque non deprime la mente di questi ragazzi!!

2) tutti quelli che hanno un figlio sanno che a 8-9-10 anni i bambini chiedono di poter fare le prime partite... chiudeono un confronto con avversari dello stesso livello.... chiedono di poter sperimentare!!
Lo chiedono loro perchè si divertono e perchè imparano. S'impara a giocare, s'impara a vincere e soprattutto a perdere, s'impara a confrontarsi...
Ma se la nostra scelta politica chiude la possibiltà a questa prospettiva che fine faremo.

3) a 14 anni questi ragazzi, sotto certi aspetti, la sanno già molto più lunga di noi. Dobbiamo infatti anche prendere in considerazioni che se in qualche maniera non riusciamo a soddisfare le loro esigene e le loro richieste, questi ultimi cercherenno altre strade, come il cambio per esempio della propria pratica sportiva, o altre strade... per soddisfare queste necessità.

Appena possibile, in previsione della definitiva stesura delle disposizioni organizzative per il prossimo anno, cercherò un ampio consenso tra società e allenatori interessati per il ripristino delle finali Under 14. Chi volesse partecipare a questa proposta concreta può farlo scrivendo al mio indirizzo di posta elettronica: andrea.schiavi at libero. it

sabato 9 febbraio 2008

PUBBLICATE TUTTE LE INTERVISTE DEL TORNEO

BRUNA MALAGUTI A SAN LAZZARO


Sono state pubblicate on-line tutte le interviste dell'ultimo torneo Malaguti svolto durante le scorse vacanze di Natale a San Lazzaro di Savena.

Oltre alle interviste nel post partita di ogni incontro, da segnalare una lunga intervista al sottoscritto sull'attività che Bluorobica ha svolto e sta svolgendo in questi ultimi anni della sua neonata attività

La potete cercare cliccando qui.

giovedì 7 febbraio 2008

ECCO IL VERO SPIRITO DI GRUPPO

TROVARE LA STRADA GIUSTA PER STARE INSIEME


Lo spirito di gruppo è l’elemento che fa la differenza nei moneti cruciali. Riuscire in qualche modo a divertirsi, godendo della compagnia reciproca, accresce il capitale d’intesa che intercorre tra i vari elementi e ne fortifica le intenzioni. Tutto ciò fa si che nei momenti difficili, il gruppo, con questa forza maggiore possa superare ostacoli che all’apparenza sembrerebbero insuperabili.

Per essere un vero gruppo una squadra dovrebbe possedere delle caratteristiche fondamentali:
- numero ristretto di persone (fino a 13-14 potrebbe funzionare)
- storie differenti con un fine comune
- profili e competenze complementari
- molto uniti nella crescita di squadra ma capaci di gestire l’interdipendenza
- condivisione di obiettivi, mezzi e scopi
- responsabilità del proprio agire, rispetto al risultato finale

Chi gioca per se gioca per gli avversari. Chi gioca per la squadra gioca per se! (Gianni Asti)

Affinché le persone si sentano riconosciute all’interno di un gruppo è importante che ogni componente consideri i propri punti di forza e le proprie debolezze come elementi distintivi e caratterizzanti sui quali fondare sia la crescita del gruppo in quanto tale, sia anche la propria maturazione.

Ogni gruppo infatti a mio avviso dovrebbe avere delle persone tipo che ora elencherò grossolanamente che fanno parte integrante di un gruppo e che ne certifichino in qualche maniera sia la diversità individuale, sia la grande armonia complessiva:
- IL LEADEAR: colui il quale approva o non approva (anche in maniera non palese ma solo con atteggiamenti) quello che viene costruito dall’allenatore
- IL REALIZZATORE: colui il quale avendo l’approvazione più o meno palese del leadear cerca di rendere operativo il progetto del coach
- IL FACILITATORE: colui che rende semplice, con la proprie qualità, quello che viene approvato e progettato
- L’INNOVATORE: colui che magari un po’ fuori dagli schemi, cerca e spesso trova soluzioni migliori rispetto a tutti gli altri
- L’ESECUTORE: colui che inizia per primo e finisce per ultimo. Di solito è quello che si prende sempre il primo e l’ultimo tiro di una partita equilibrata
- L’ESEMPIO: colui che da sempre l’esempio in quello che pratica. Difficile farlo andare fuori dagli schemi
- L’ETERNA PROMESSA: nel gruppo c’è sempre qualcuno considerato da tutti gli altri come quello che pur avendo dei mezzi molto alti non risponde ancora per quello che gli altri si aspettano da lui
- IL JOLLY: colui che riesce per caratteristiche personali e per qualità morali ad essere un po’ tutti questi ruoli
- LA PEDINA: possono essere più d’uno all’interno della squadra. Paragonabili alla pedina degli scacchi, non hanno magari all’interno del gruppo un ruolo primario, ma se messi in condizioni possono anche diventare la regina
- LA LUNA NERA: c’è sempre qualcuno all’interno di ogni gruppo che non riesce ad esprimersi per quello che vale realmente.

Per fare un gioco divertente e un po’ crudele, se volete potete abbinare ad ogni ruolo un componenete della vostra squadra.

REGOLA DEL 18/40/60

Credete in voi stessi – Regola del 18/40/60

La regola del 18/40/60 di Daniel Amens.
Quando hai 18 anni ti preoccupi di quello che gli altri pensano di te. Quando ne hai 40, non ti interessa nulla di quello che pensano gli altri di te. Quando arrivi a 60, ti rendi conto che effettivamente nessuno ti ha mai pensato.

DAL SEMPLICE PENSIERO AL DESTINO

Attento ai tuoi pensieri, diventano parole.
Attento alle tue parole, diventano azioni.
Attento alle tue azioni, diventano abitudini.
Attendo alle tue abitudini, diventano carattere.
Attento al tuo carattere, diventa il tuo destino.

(Frank Otlaw)

STORIA CHE FA RILFETTERE

“La vita è un lungo cammino pieno di sorprese e di sfide. Va seguito con la curiosità di un bambino, l’energia di un campione e la saggezza di un anziano.”
Quando ero giovane e libero e la mia immaginazione non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo. Crescendo e diventando più saggio mi resi conto che il mondo non sarebbe cambiato e così decisi di accorciare i miei orizzonti e cambiare solo il mio paese. Ma anche questo sembrava immutabile. Appena entrai negli anni d’argento, in un ultimo tentativo disperato, sperai di poter cambiare la mia famiglia e quelli vicini a me, ma anche questo caso nessuno ne voleva sapere.

Adesso sono qui sul mio letto di morte e mi rendo conto, forse per la prima volta, che se solo avessi cambiato me stesso per primo, poi come esempio avrei potuto influenzare la mia famiglia e con il suo incoraggiamento e supporto avrei potuto cambiare in qualche modo il mio paese e chissà: avrei potuto cambiare anche il mondo!

sabato 2 febbraio 2008

TANTI CONSIGLI PER ESSERE MIGLIORI

C'E' SEMPRE QUALCUNO CHE NE SA PIU' DI NOI


1. Mantieni in forma il tuo fisico
Un esperimento eseguito su alcune cavie (roditori) lo ha dimostrato, questo può essere spiegato dal fatto che correre, prepararsi per un evento sportivo o anche giocare a calcetto con gli amici riduce lo stress e aumenta la soddisfazione, nelle cavie si sono anche formati nuovi neuroni a seguito di queste attività che però vanno svolte solo se ne abbiamo la voglia, non dev’essere una forzatura.

2. Esercita la tua mente
Il cervello non si sviluppa solo allenando il proprio corpo. Importante è anche sforzarsi di pensare e ragionare in modi sempre nuovi in modo da stimolare diverse aree del cervello, anche contemporaneamente. Stare attenti a profumi e odori che ci circondano, toccare le cose cercando di riconoscerle senza guardarle, fare i gesti abituali con la mano non dominante, percorrere nuove strade per raggiungere il lavoro (o la scuola), queste sono tutte cose e situazioni che ravvivano e migliorano il cervello.

3. Domanda perché
I nostri cervelli sono fatti per essere curiosi, la nostra mente ha il bisogno naturale di conoscere le cose ma soprattutto il loro funzionamento. Domandati il perché delle cose, come mai esse succedono, chiedilo anche a persone più competenti di te; anche se di un argomento conosci tutto prova a scoprire cose nuove, rimarrai esterrefatto di quante cose non sai.

4. Ridi
Gli scienziati dicono che ridere fa bene, vero. La risata in quanto tale non è importante, ma con questo gesto viene rilasciata una grande quantità di una sostanza che rivitalizza il corpo e ci fa sentire meglio.

5. Sii una testa di pesce
Gli oli Omega-3 che sono stati trovati in certi animali come i pesci danno un grande aiuto al cervello e non solo perché aumentano la circolazione d’ossigeno, sembra anche che aiutino direttamente i neuroni e questo sarebbe spiegato dal fatto che le popolazioni che consumano più pesce soffrono meno di depressione, demenza e deficit di attenzione. E’ possibile quindi che le prestazioni del tuo cervello migliorino sensibilmente consumando questi alimenti.

6. Ricorda
Riesuma una vecchia foto del liceo o della tua compagnia di amici, il tuo cervello è una macchina della memoria, dagli quindi di che lavorare!. Spendi del tempo a ricordare con più particolari possibili eventi e vicende del passato e in più scrivile, oltre ad uno sforzo (proficuo) otterrai una mini-autobiografica fatta con passione.

7. Elimina il grasso
Ridurre il consumo dei grassi è un’ottima pratica per migliorare lo stile di vita e l’intelligenza, recenti studi hanno confermato che queste sostanze riducono la percentuale di ossigeno che il sangue può trasportare e così c’è una variazione in negativo anche delle potenzialità.

8. Fai un puzzle
Non conta se sono puzzle, cruciverba o giochi matematici, ma passare il tempo libero a esercitarsi in questi giochetti fa molto bene alla mente, soprattutto se fatti con regolarità e costanza.

9. L’effetto Mozart
In tanti lo affermano, ma in pochi ci credono, eppure ascoltare le melodie e la musica di Mozart fa bene. Attenzione però, non tutti i soggetti su cui si è sperimentato hanno risposto allo stesso modo, in certi casi si notano miglioramenti sostanziali, in altri minimi.

10. Migliora le tue capacità nelle cose che già sai fare
Tutte le attività comunemente classificate come hobby sono utili al cervello, ma importante è migliorare il modo in cui si fanno e scoprire nuove tecniche per farle.

11. Sii un pensatore, non un bevitore
L’idea che l’alcool uccida le cellule celebrali è vecchia e sbagliata, però un recente studio su uomini giapponesi ha sottolineato il fatto che bere moderatamente, tipo un bicchiere al giorno, a lungo andare aumenta le capacità sensoriali e la memoria, invece gli alcolizzati hanno seri problemi dato che l’alcool impedisce la creazione di nuovi neuroni e connessioni (non le distrugge, però).

12. Gioca
Prenditi del tempo per giocare, organizza tornei di carte, sfida i tuoi amici ai videogiochi, crea presupposti per avvincenti partite di Risiko, in sostanza giocare migliora sia animo che cervello.

13. Impara e dormici su
Se devi imparare certi argomenti per il giorno dopo, può essere un esempio un esame o un concorso pubblico, dormi la notte prima dell’evento stesso e se proprio non riesci a chiudere occhio scrivi tutto ciò che ti passa per la testa, questo ti aiuterà a prendere sonno.

14. Fai l’amore per il tuo cervello
In una serie di studi è stato scoperto che regolari rapporti sessuali hanno un importante impatto sulla psiche e le emozioni di una donna. In questi studi l’occorrenza di un orgasmo non è importante come l’attività sessuale stessa, infatti contano molto di più l’intimità e le emozioni che il sesso porta. Altri studi sul cervello hanno mostrato che la diminuizione del livello degli estrogeni porta ad una diretta diminuzione dell’attività celebrale e di memorizzazione.

15. Gioca con passione
Non puoi fare un gran lavoro senza appagazione personale. Quando le persone aumentano la loro esperienza e la creatività sono più appagate e danno il 127% in più nel loro lavoro. Diverti te stesso e diverti il mondo. Ricorda cosa ti piaceva fare da bambino e porta l’essenza di questa/e attività nel tuo lavoro. Questo è importantissimo per il tuo genio, per le tue capacità naturali e per i tuoi talenti. Leonardo da Vinci, Edison, Einstein e Picasso amavano giocare ed esplorare.

16. Impara qualcosa di nuovo
Questo potrebbe sembrare ovvio, ma non è così. Imparare cose nuove è il miglior modo per migliorare la resa del cervello, ad esempio ci potrebbe essere qualcosa a lavoro di cui conosci poco o nulla, ottimo, approfondisci quell’argomento.
Se non hai argomenti a cui pensare, prova a imparare una nuova parola presa a caso dal vocabolario, ogni giorno. C’è una stretta correlazione tra il nostro personale dizionario (le parole che si conoscono) e la nostra intelligenza, infatti parole nuove significano anche nuovi modi di esporre le proprie idee e nuovi modi di pensare. Metti il tuo cervello a lavorare, questa è una delle migliori cose che puoi fare.

17. Scrivi per essere letto
E’ molto soddisfacente scrivere per se stessi, ma scrivere per gli altri o per essere letto è un’attività che valorizza di gran lunga il cervello e lo fa lavorare continuamente. Il più grande beneficio dello scrivere è che esso espande le tue capacità celebrali, potresti trovare nuovi modi di esporre le cose, raccontare aneddoti sulla gioventù o anche mantenere un blog.

18. Bevande alternative
Il caffè e le bevande che contengono caffeina aiutano molto a migliorare i risultati dei ragazzi nei test scolastici, ma non sono ancora chiare le conseguenze che può avere sul cervello e soprattutto le conseguenze al lungo termine sul fisico e la mente. Invece del caffè si potrebbero allora consumare bevande come gingko biloba e i tè alle erbe gotu kola. Entrambi aumentano le capacità celebrali migliorandole.

19. Esercita, esercita, esercita
Circondarsi di persone con hobby e passioni diverse dalle tue aumenta è un modo per aumentare la creatività. Compra delle riviste di cui non conoscevi neppure l’esistenza, crea delle connessioni tra persone, posti e cose per scoprire nuove opportunità, trova soluzioni ai problemi.

Ricorda che non conta la tua età o il tuo lavoro, il tuo cervello ha bisogno di essere costantemente messo alla prova per essere sempre al suo massimo in termini di prestazioni. Fai giochi di logica, memorizza frasi linee di poesie di Shakespeare, impara una nuova lingua, tieni insomma il tuo cervello occupato, se non vuoi che diventi come una macchina senza ruote. Inutile.

giovedì 31 gennaio 2008

IL CONFRONTO E' LA STRADA GIUSTA

PER PROGREDIRE E MIGLIORARE

RISPOSTA AL VERBALE DEL 12 GENNAIO

Avendo a cuore le questioni mi permetto di avanzare un commento personale al verbale ricevuto dando un segnale certamente positivo per l’iniziativa intrapresa da questi 11 Allenatori. Sono convinto che effettivamente solo discutendo e proponendo “cose nuove” si possa in effetti migliorare la nostra attività. Quindi un plauso a queste persone che con passione e dedizione si sono prodigate per trovare spunti di miglioramento per la nostra attività.

Nel dettaglio delle considerazioni emerse da questa riunione che ha coinvolto 11 responsabili di settore giovanile di serie A, tra cui Virtus Bologna, Montepaschi Siena, Benetton Treviso, Scavolini Pesaro, Snaidero Udine, Premiata Montegranaro, Upim Bologna, Eldo Napoli… su molte cose però mi trovo in antitesi con quanto verbalizzato.

Farò considerazioni, certe magari dure, ma comunque motivate, che non hanno nessun interesse di sorta alle spalle. Non faccio politica per la “poltrona”, ma scrivo delle cose (come del resto le hanno scritte queste persone liberamente) per il gusto del buon senso. Per poter in qualche maniera migliorare un movimento in crescita che però spesso smarrisce la propria strada di maturazione, anche grazie al cambio repentino delle persone che indirizzano la politica di crescita dell’attività giovanile.

E’ già capitato nel passato. Cambiando le persone che influiscono sull’indirizzo politico cambiano anche le regole. Questa continua rivoluzione di prospettive non aiuta certo il movimento a crescere e maturare.
Comanda uno. Pone delle regole. Tutti si adeguano. Arriva al “potere” un altro. Cambia queste regole e tutti di nuovo si devono adeguare. Allora non mi sta più bene. Eclatante in questo senso il cambio delle annate voluto nella scorsa estate dopo anni di battaglie per equiparare i nostri campionati al livello europeo.
Allora il bene comune non è più un ideale da raggiungere, ma è solo il tornaconto della propria attività che la fa da padrona. Questo non lo accetto. Se diciamo delle cose che coinvolgono tutti, non possiamo dirle o scriverle solo guardando al nostro piccolo orticello. Abbiamo il dovere di guardare ad ampio respiro a zone in Italia molto diverse, che per caratteristiche storiche, sportive e pratiche, non hanno tutte le stesse peculiarità.

Fare considerazioni generali per il miglioramento del bene comune è missione di tutte le persone a cui la crescita e la maturazione del nostro movimento sta a cuore. E’ anche per questo che do seguito a questa lettera dei responsabili di Società di Serie A che inevitabilmente hanno sotto i propri occhi realtà comunque di alto livello e poco vicine alla consuetudine della maggior parte delle piccole o medie Società Sportive sparse in giro per l’Italia. Fare delle proposte concrete significa saper guardare con occhi critici e mentalità aperta da Moncalieri a Palermo dando il giusto peso alle diversità strutturali di ognuno.

Nel verbale viene scritto: “si ritiene necessario che i giovani della fascia d’età corrispondente alle scuole medie inferiori (fino under 14) debbano essere preservati da ogni tipo di esasperazione agonistica. In questo senso: si approva che l’attività agonistica abbia termine a livello regionale; si chiede che venga evitata qualsiasi di tipo di attività di selezione a qualsiasi livello.” e ancora: “si auspica che le finali regionali di categoria under 13 ed under 14 diventino eventi (non solo agonistici) in grado di dare maggiore visibilità, supporto ed opportunità di crescita alle piccole società ed ai giovani allenatori, confidando anche nel coinvolgimento dei tecnici del SSN e degli istruttori CNA;”

A mio parere preservare i ragazzi da ogni esasperazione agonistica a 14 anni significa in poche parole svilire il movimento. Nei paesi più inclini a far progredire i giovani a livello cestistico, a 16 anni quelli buoni giocano già in serie A (grazie a Melli di esistere). Noi aboliamo le Finali Nazionali Under 14 per preservarli dall’agonismo!! Mah.

Non si capisce del tutto, il concetto per cui finire le fasi dei campionati a livello regionale preservi dall’esasperazione agonistica.
Come dire che giocare per un titolo regionale o per una partita a livello anche locale, provinciale, è meno importante e motivante dal punto di vista strettamente competitivo di una gara di una Finale Nazionale.
I ragazzi che giocano a Basket s’impegnano a prescindere dalla competizione dove stanno giocando. E’ chiaro che arrivare a giocarsi una Finale Nazionale non può che migliorare uno stato mentale di progressione al miglioramento insito nei giovani. Ma farlo a livello locale, regionale o nazionale poco importa.
E come se un insegnate dicesse ai propri alunni: “Ragazzi vi insegno le addizioni e le sottrazioni però le moltiplicazioni e le divisioni no, perché vorrei preservare la vostra mente dagli sforzi che dovrebbe fare per reggere questi grandi ostacoli. Il discorso a mio avviso non sta in piedi.

Tutti sanno che le società medio/piccole, quelle del paese o della piccola città, quelle costruite dal minibasket o quelle di piccole aggregazioni come stanno ormai nascendo un po’ in ogni dove, non aspettano altro che arrivare a questi importanti appuntamenti agonistici per avere un confronto “alla pari” con le Società più blasonate e titolate, prima che queste ultime usurpino con un reclutamento alle volte selvaggio proprio i roster di queste piccole realtà. Togliere questi confronti è una mortificazione del basket e non solo di quello giovanile. Ripristiniamo le Finali Nazionali Under 14 al più presto. Ogni anno perso è uno passo indietro nella crescita del movimento. Vi prego. In allegato proposta concreta per le suddette finali da inserire già nelle DOA 2008-2009 in stesura in queste settimane.


Nel verbale appaiono anche queste considerazioni: “In merito all’organizzazione dei campionati giovanili si avanzano le seguenti richieste: Campionato Under 17 Eccellenza e Under 19 Eccellenza: si chiede di ridurre il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 1° fase. Campionato Under 19 Eccellenza: si chiede di aumentare il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 2° fase.”

Non capisco veramente la motivazione di queste richieste. Ogni regione organizza la propria prima fase regionale in base alle proprie caratteristiche. C’è chi ha due gironi, chi ha un girone a 16, chi ha un girone a 14, c’è chi per scarsità di squadre non fa nemmeno l’eccellenza e si adatta ai campionati provinciali.
Molte regioni, molte realtà. E’ chiaro che l’obiettivo è cercare partite equilibrate e con scarti di punteggio non del tanto a pochi. Ma ridurre le squadre e di conseguenza le partite non è a mio avviso la strada giusta per evitare gli scarti oceanici. Cercare avversari del proprio livello è l’obiettivo di ogni allenatore a inizio stagione.
Pensando di poter contare su un gruppo eccezionale a livello Under 17, l’obiettivo sarà magari quello di giocare contro squadre Under 19. Se dovessi avere un buon gruppo Under 19 cercherò di poter far giocare i miei ragazzi a livello di squadre di Serie C/2 o D. Questa potrebbe essere una buona logica. Non ridurre le partite, ma trovare avversari di livello.


Apro una parentesi. Capita già in alcuni paesi europei. Le partite che superano i 40 punti di scarto vengono continuate a giocare senza tenere più il punteggio sul tabellone. Prosegue la partita, si finisce con il tempo, ma la gara viene omologata con il punteggio con il massimo scarto di 40 punti. Questa potrebbe essere una iniziativa positiva per cercare di limitare e livellare le differenze.
Ci sono allenatori in gamba e con competenza che questa tattica l’adottano già da diverso tempo, senza regole scritte. E’ chiaro che una partita con potenziali 60 punti di scarto, facendo le giuste rotazioni o non convocando i ragazzi più bravi verrebbe vinta di 20 o di 30. Questa è la giusta filosofia. Se poi ci fosse qualcuno che vuole continuare nell’abusare dell’avversario, allora mettiamo la regola del limitatore. Sopra di 40 si chiude il referto!

“Seconde fasi più lunghe.” Ma questi allenatori che nella prima parte del verbale danno indicazioni morali sulla qualità della vita e dello studio dei giovani giocatori non si rendono conto che le seconde fasi più lunghe rovinano di fatto la vita scolastica (e non) dei ragazzi coinvolti obbligati a trasferte “da serie A” con partenza mattutine e rientri in nottata, con la conseguenza ovvia dell’assenza scolastica anche per il giorno successivo alla partita?
Possibile che non ci si renda conto che per fare una partita interregionale (tralasciando l’aspetto puramente economico) il costo dell’operazione crea vantaggi di natura tecnica, inducendo però a dei sacrifici enormi a livello di vita quotidiana per i ragazzi e le proprie famiglie!

Nel verbale si prosegue con: “Difesa a zona proibita fino a livello under15 compreso”

Prima ancora che prendere una posizione sull’utilità o meno dell’insegnamento della zona a livello Under 15 e Under 14, la proposta in questione potrebbe essere meritevole di considerazione se ci fosse la possibilità di far rispettare eventualmente la regola.
Siccome sappiamo tutti benissimo che questa regola non è pensabile farla rispettare perché la classe arbitrale e le competenze tecniche dei giovani arbitri che evoluiscono in questi campionati non è in grado di valutare la questione, proseguirei nella scelta fatta già un paio di anni fa.
A mettere regole, che poi non possono essere rispettate per mancanza di controlli, ci pensa già il Parlamento… non mi ridurrei a questo livello.

Si prosegue con: “si chiede di valutare con i tecnici del SSN e del Settore MiniBasket l’opportunità di disputare il campionato “esordienti” con i canestri bassi.”

Non prendo neppure in considerazione il fatto che la maggior parte degli impianti sportivi e di conseguenza molte delle Società che fanno del Basket e del Minibasket la propria attività non hanno la possibilità di avere nelle proprie dotazioni i canestri bassi, ma voglio far solo riferimento ad un altro ragionamento.

Da una parte il verbale pone l’accento sulla non esasperazione agonistica a livello di categorie giovanili di fascia bassa, dall’altra con questa proposta si esalta di fatto la forza fisica abbassando i canestri con la ovvia conseguenza che l’esasperazione agonistica non solo raddoppierebbe, ma si creerebbero di fatto dei veri e propri tornei di serie A in miniatura.
Parlo per esperienza personale. Ho visto e ho partecipato a tornei con i canestri bassi con schiacciate, forza fisica all’eccesso, scontri molto duri per avvicinarsi al canestro… insomma vere e proprie partite senior in miniatura. Anche se il ragionamento iniziale teorico è giusto, l’implicazione pratica è a mio modo di vedere altamente negativa.

Rimanendo a disposizione di chiunque per le delucidazioni del caso, esorto tutti gli allenatori e istruttori con idee innovative (ma anche no) e con motivazioni forti, a emergere dal silenzio di regime che spesso accompagna le nostre stagioni agonistiche. E’ facile far finta di niente e pensare che sia sempre qualcun altro a decidere per noi. E’ più difficile riordinare le idee e cercare di prospettare il miglior bene comune per le nuove generazioni. Vi assicuro che ve ne saranno grate.

E per ora è tutto.

Grazie dell’attenzione.


Puoi aggiungere un commento cliccando poco sotto.

mercoledì 30 gennaio 2008

11 RESPONSABILI DI SETTORE GIOVANILE

PROPONGONO QUANTO SEGUE

Pubblico il verbale di una riunione svolta da 11 responsabili di settore giovanile di società di serie A, in cui gli esimi allenatore fanno considerazione e proposte per il bene comune, da consegnare ai vertici federale per la messa in atto. Pubblico dapprima integralmente il verbale. In un secondo momento aggiungerò i miei commenti personali.


Il 12 gennaio 2008 si è tenuta la riunione dei responsabili Tecnici dei Settori Giovanili delle società della Lega di serie A; erano presenti i rappresentanti di 11 club ed il delegato della Lega di SerieA nella Commissione Attività Giovanile della FIP.

Scopo dell’incontro era di confrontare le esperienze di chi quotidianamente si misura con le tematiche relative alla crescita ed alla formazione dei giovani giocatori, con l’obiettivo di elaborare proposte volte al miglioramento di tale attività.

Le prime esigenze emerse con grande forza e condivisione sono quelle relative al rispetto dello sviluppo psico-fisico dei ragazzi, alla tutela della loro attività scolastica ed alla tutela della possibilità dei club di programmare efficacemente l’attività tecnica, fisica ed agonistica dei giovani atleti.

In quest’ottica si ritiene necessario che i giovani della fascia d’età corrispondente alle scuole medie inferiori (fino under14) debbano essere preservati da ogni tipo di esasperazione agonistica.
In questo senso:
• si approva che l’attività agonistica abbia termine a livello regionale;
• si chiede che venga evitata qualsiasi di tipo di attività di selezione a qualsiasi livello.

Si ritiene che l’attività di selezione (raduni regionali, Torneo delle Regioni e raduni SSNM) debba iniziare solo a livello di primo anno di scuola superiore (da under15) e comunque solo nei periodi di sospensione dell’attività scolastica ed agonistica.
Per quanto riguarda la fascia di età fino ad under19 (scuole superiori), si è valutato come nell’ultimo decennio il SSNM abbia svolto (in un periodo di riconosciuta latenza dell’impegno nell’attività giovanile da parte dei club di serieA) un importante ruolo, anche formativo, nei confronti dei giovani giocatori.
Attualmente, l’auspicata e realizzata ripresa dell’impegno e degli investimenti delle società di vertice sui vivai, garantisce di nuovo un’attività formativa di alto livello che, si ribadisce, necessita di un’adeguata possibilità di programmazione.
Si richiede di conseguenza che il SSNM programmi l’attività delle Nazionali Under16 ed Under18 al termine dell’attività agonistica e scolastica.

In merito all’organizzazione dei campionati giovanili si avanzano le seguenti richieste:
• Campionato Under17Eccellenza e Under19Eccellenza: si chiede di ridurre il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 1° fase
• Campionato Under19Eccellenza: si chiede di aumentare il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 2° fase
• Difesa a zona proibita fino a livello under15 compreso;
• si auspica che le finali regionali di categoria under13 ed under14 diventino eventi (non solo agonistici) in grado di dare maggiore visibilità, supporto ed opportunità di crescita alle piccole società ed ai giovani allenatori, confidando anche nel coinvolgimento dei tecnici del SSN e degli istruttori CNA;
• si chiede di valutare con i tecnici del SSN e del Settore MiniBasket l’opportunità di disputare il campionato “esordienti” con i canestri bassi.

FINALI NAZIONALI GIOVANILI UNDER 14

ECCO L'IDEA PER IL RIPRISTINO

Premesso che:
1) il movimento giovanile in Italia ha certamente bisogno di momenti formativi per poter crescere;
2) che se le finali Under 14 sono state ripristinate nel 2000 dopo diversi anni di buco un motivo valido ci sarà pure stato;
3) che le finali della categoria Under 21 andranno inesorabilmente a scomparire visto la poca attenzione delle maggior parte dei club
4) che a livello Under 14 la competizione agonistica ha la sua importanza;
5) che la maggior parte delle Società di medio livello hanno la possibilità di competere a discreti livelli, prima che le Società a caratura più elevata facciano reclutamento;
6) che può essere un momento valido per poter visionare i futuri atleti anche per il Settore Squadre Nazionali.

Considerato anche:
A) che i costi per l’organizzazione di una Finali Nazionale per la Federazione non penso incidano per nulla o quasi sul budget di spesa corrente della FIP;
B) che i tempi tecnici per inserire nel calendario una nuova Finale Nazionali ci sono;
C) che la caratura del campionato resterebbe comunque a carattere regionale, senza per questo far incidere la regola della tessera “Allenatori” (2009-2010) per lo svolgimento di questo campionato, dando la possibilità di confronto ai giovani allenatori con la tessera di Allenatore di Base;

Si propone il ripristino delle Finali Nazionali Under 14 da inserire nelle DOA per la stagione 2008-2009 e seguenti.

PROPOSTA:

1° fase: (entro il 30 Aprile) Campionato a livello regionale (come avviene normalmente)

2° fase: (metà maggio) Ammissione di 32 Squadre alla seconda fase in base al numero delle squadre iscritte presso i vari Comitati Regionali (i Comitati Regionali che hanno più squadre iscritte al Campionato Under 14 avranno più accessi a questi 32 posti)

32 Squadre ammesse. (Ipotetico passaggio del turno: Piemonte+Valle d’Aosta 2, Abruzzo+Molise 1; Basilicata+Calabria 1; Liguria 2; Lombardia 4; Trentino 2; Veneto 2; Friuli 2; Emilia Romagna 3; Toscana 3; Marche 2; Lazio 3; Campania 2; Sicilia 1; Sardegna 2)

Da 32 a 16 con spareggio secco in campo neutro. Spareggi interprovinciali con carattere geografico.

3° fase: (dopo le finali Under 15) 16 Squadre Ammesse

mercoledì 23 gennaio 2008

LOMBARDIA TERRA DI SACCHEGGIO??

PER EMERGERE MEGLIO EMIGRARE??


Di certo in questo ultimo periodo le domande fatte nel titolo della news nascono in effetti spontanee e repentine.
Veniamo al nocciolo della questione. Con la dismisisone parziale o totale dei vivai da parte dei settori giovanili delle Società di Serie A Lombarde (Varese, Milano e Cantù) in controtendenza invece con le realtà di prima fascia a livello nazionale come Siena, Treviso e Bologna, ad un giovane giocatore di belle speranze, che con la propria attitudine al basket voglia emergere ad alto livello in Lombardia cosa viene proposto?

Poco. In effetti. Molto poco. Varese, oltre al problema "retrocessione", nell'ultimo anno si sta aggrappando al settore giovanile del Campus e della Robur per poter integrare almeno le risorse umane dell'undicesimo e del dodicesemo giocatore per poter affrontare gli allenamenti con la serie A senza per questo schierare giovani provenienti dai campionati provinciali. Cantù ha in teoria rilanciato il progetto giovanile con in testa Pierluigi Marzorati, poco più di annetto fa; ma a tutt'oggi i vari allenatori delle giovanili canturine stanno facendo quello che possono con delle squadre che nascono di fatto dal minibasket e da un reclutamento locale e provinciale che il più delle volte è però difficoltoso e pieno di ostacoli, e non solo per la vicinanza geografica ad alte realtà locale emergenti. Milano sembra sempre alla ricerca di qualcosa o qualcuno che possa definitivamente far cambiare i rusultati di gestioni che seppur con qualche acuto importante non hanno nella critica degli addetti ai lavori il miglior giudizio.

In effetti le passate esperienze di Masciadri e Mantoan di Desio ceduti alla Virtus, Martinoni dalla Robur a Treviso, Da Ros passato da Monza a Bologna (e non solo per le pressioni di Pillastrini allenatore in Nazionale e allenatore anche di club a quel punto) nel passato i travasi evitati solo per ragioni regolamentari di Rosignoli a Siena e quello poi in effetti concretizzato di Francesco Gergati, sono solo gli ultimi casi di tanti esempi che si potrebbero fare dislocandoli in un tempo maggiore.

E allora non stupiamoci se poi De Vico del 94 di Monza vada a Treviso per poter svolgere un torneo natalizio con la Benetton Treviso, oppure se la Virtus Bologna si presenta a Treviglio a fare un torneo Under 13 con un ragazzino di Nerviano alto 1.96.

Le belle realtà minori e locali come Desio, il nuovo progetto Pentabasket, la stessa Monza... non parlo per conflitto d'interesse chiaramente di Bluorobica... ma Società sana e floride a livello giovanile come Bernareggio, Gorgonzola, Cremona, Lonato e tante altre... cosa possono proporre ai massimi livelli per giovani che in prospettiva (almeno iniziale) possano davvero pensare al meglio. E' vero che è sempre più difficile diventare giocatori di serie A facendo le giovanili e arrivando in prima squadra direttamente come ha fatto Andrea Meneghin o Antoniutti o Mancinelli o tanti altri che non sono passati dalle minors per lo svezzamento... ma è altrettanto vero che questo appiattimento di ideali e motivazione porta inevitabilmente ad un abbassamento del movimento davvero critico.

Se non si pensa in grande in Lombardia (prima regione in Italia per tante belle cose) e se le Società di Serie A non ci mettono un po' del loro per poter essere motori trainanti in un sistema che sotto certi aspetti, vive proprio di fatti concreti e di risorse investite, la recessione stigmatizzata all'orizzonte ci farà certamente visita sempre più con preoccupante vicinanza.

domenica 20 gennaio 2008

DEDICATO A TUTTI GLI ADULTI MODERNI

UN PO' NEURO-IPOCONDRIACI


Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio. Anche un'arancia per la vitamina C e una tazza di tè verde senza zucchero, per prevenire il diabete.
Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d'acqua (sí, e poi pisciarli, che richiede il doppio del tempo che hai perso in berteli).
Tutti i giorni bisogna mangiare un Actimel o uno yogurt per avere gli “L. Casei Immunitas”, che nessuno sa bene che cosa cavolo sono, peró sembra che se non ti ingoi per lo meno un milione e mezzo di questi batteri tutti i giorni, inizi a vedere sfocato.

Ogni giorno un'aspirina, per prevenire l'infarto, e un bicchiere di vino rosso, sempre contro l'infarto. E un altro di bianco, per il sistema nervoso. E uno di birra, che giá non mi ricordo per che cosa era.
Se li bevi tutti insieme, ti puó venire un’emorragia cerebrale, peró non ti preoccupare perché non te ne renderai neanche conto.

Tutti i giorni bisogna mangiare fibra. Molta, moltissima fibra, finché riesci a cagare un maglione. Si devono fare tra i 4 e 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone. Facendo i calcoli, solo in mangiare se ne vanno 5 ore.
Ah, e dopo ogni pranzo bisogna lavarsi i denti, ossia: dopo l'Actimel e la fibra lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo il banano i denti... e cosí via finché ti rimangono dei denti in bocca, senza dimenticarti di usare il filo interdentale, massaggiare le gengive, risciacquarti con Listerine...
Meglio ampliare il bagno e metterci il lettore CD, perché tra l'acqua, le fibre e i denti, ci passerai varie ore lí dentro.

Bisogna dormire otto ore e lavorare altre otto, piú le 5 necessarie per mangiare = 21. Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico. Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno...
Giá, ma non si puó, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz'ora (per esperienza: dopo 15 minuti torna indietro, se no la mezz'ora diventa una).

Bisogna mantenere le amicizie perché sono come le piante, bisogna innaffiarle tutti i giorni. E anche quando vai in vacanza, suppongo.
Inoltre, bisogna tenersi informati, e leggere per lo meno due giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica.
Ah!, si deve fare sesso tutti i giorni, peró senza cadere nella routine: bisogna essere innovatori, creativi, e rinnovare la seduzione. Tutto questo ha bisogno di tempo. E senza parlare del sesso tantrico (in proposito ti ricordo che bisogna lavarsi i denti dopo che si mangia qualsiasi cosa!).

Bisogna anche avere il tempo di scopar per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane o ... dei FIGLI???
Insomma, per farla breve, i conti mi danno 29 ore al giorno. La unica possibilitá che mi viene in mente é fare varie cose contemporaneamente; per esempio: ti fai la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta cosí ti bevi i due litri d’acqua. Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l'amore (tantrico) al compagno/a, che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi anche per terra.

Ti é rimasta una mano libera? Chiama i tuoi amici! E i tuoi! Bevi il vino (dopo aver chiamato i tuoi ne avrai bisogno). Il BioPuritas con la mela te lo puó dare il tuo compagno/a, mentre si mangia la banana con l'Actimel, e domani fate cambio.
E meno male che siamo cresciuti, se no dovremmo trangugiare un ALPINITO Extra Calcio tutti i giorni.

Uuuuf!

Adesso vi lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d’acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, giá non so piú cosa sto facendo, sento peró che devo andare urgentemente al cesso. Così ne approfitto per lavarmi i denti....

UN GRAZIE SPECIALE A MARCO PASSERA


Grazie Marco.

Grazie di cuore per quello che ho potuto vedere questa sera in tv contro Treviso.

Grazie per non aver ceduto alla tentazione di essere prestato in qualche squadra di Legadue, dopo diversi ne nella nuova gestione di Bianchini.

Grazie perchè i quotidiani sportivi e non, dopo la gara di questa sera si occuperanno tanto della bella prova di Lloreda, Sky come accade spesso, esalterà la solita prova tutta sostanza di Galanda, il gossip avrà Holland come bersaglio principale, ma tu nonostante questa poca attenzione mediatica sei riuscito stando nel cuore alla stragande maggiornaza dei tifosi di Varese a giocare ogni azione della tua partita al massimo del potenziale, con la consapevolezza di aver dato tutto e forse qualcosa in più, per la tua città, per la tua squadra del cuore.

Grazie perchè in un mondo di professionisti, il fatto di vedere un ragazzo di Casciago poter lottare alla pari di tutti gli altri diventando importante per la propria squadra e per la propria società ci fa certamente sentire meglio ridandoci anche molta fiducia per il futuro.

giovedì 17 gennaio 2008

ESERCIZI DI RISCALDAMENTO

ECCO IL TIRO


Nei miei allenamenti, sopratutto quelli che precedeno una partita faccio molti esericizi di tiro. Le mie squadre dal primo giorno di raduno fino all'ultima partita di campionato usano molto il tiro dal perimetro, ma più in generale penso che un buon giocatore per essere completo abbia la necessità d'inserire nel proprio bagaglio un tiro che gli permetta di affrontare ogni situazione tecnica e tattica.

Nel corso degli anni per questo fondamentale mi sono sempre attenuto su tre o quattro principi. Uno: importanza della posizione dei piedi e delle spalle. Due: lasciar tirare liberamente a livello tecnico il proprio atleta con la massima naturalezza e semplicità nel gesto, nel suo gesto (non sempre quello che è scritto sul libro può essere applicato a tutti i giocatori) Tre: fiducia incondizionata nei mezzi a disposizione. Quattro: molte ripetizioni con diversi angoli, velocità, ritmo, pressione, situazioni... e pochi consigli utili.

Pur pretendendo una base solida tecnica di meccanica di tiro, magari affinata nei primi anni di settore giovanile, penso proprio che per il tiro sia necessaria molta pratica. E allora se è vero che i grandi tiratori, si mettevano li tutti i giorni a tirare mille e mille volte ancora, per i nostri ragazzi è un po' più difficile. In poco tempo dobbiamo cercare di liofilizzare un prodotto bello e pronto.

Allora poche parole, molti esercizi. Se partite dall'esrcizio di mio nonno quello della palla tirata con una mano e l'altra dietro la schiena ecc... per favore cercate di motivare la gente che lo fa con una gara. Niente mano dietro la schiena e si fa veloce. Si tira sempre ad una mano, ma chi segna 6 canestri da una parte va dall'altra e chi finisce per primo vince.

Poi fate spesso tirare da tre punti. Gare di squadra o individuali, poco importa, ma create abitudine al poter tirare liberamente.

Infine ogni tanto fate esercizi di tiro non convenzionali. Per esempio, tiro da tre di tabella, tiro da dietro il tabellone, l'altro giorno durante l'allenamento della selezione della Lombardia un ragazzino in azione di gioco ha tirato con le spalle al canestro effettuando un vero e proprio tiro al contrario spezzando pure il polso. Insomma un genio. Mai visto prima. Ma prenderò spunto per fare un esercizio con questo tipo di tiro...

Nella gare di tiro tra squadre, ponete (se vedete che le cose vanno per le lunghe) limiti di tempo. Secondo il mio parere a livello giovanile (under 14 o 15) direi che 15 canestri da tre si dovrebbero fare sotto i tre minuti. Magari per gli under 17 due minuti dovrebbero bastare.

Inoltre nelle gare oltre l'arco dei tre punti mettete dei bonus per chi compie l'impresa di fare tre o quattro canestri a fila. Per esempio: si arriva a 15 di squadra, dal terzo di fila il punto vale doppio. Vi assicuro che se si apre una serie di 4, 5 canestri il primo che sbaglia si sentirà una merda... e sarà molto più motivante per lui quella sensazione che piuttosto mille vostri suggerimenti...

Nella mia esperienza di istruttore ho visto spesso tre diversi tipi di tiratori: Uno: quello che ha il canestro a casa e che lo usa tutti i giorni per allenarsi. Questo di solito è il più sicuro. Si allena per conto suo. Meglio di così... Di solito è anche quello che se messo in ritmo da una bella azione di squadra non sbaglia mai. Due: quello che tira da ignorante. Questo è quello che pensa: "sono il più forte, tiro e segno." Ecco questo tenetevelo da parte per i tiri decisivi. Serve anche lui. Tre: tutti gli altri. Cioè gente normale che se ha un buon allenatore nelle giovanili diventerà uno dei due casi precendenti, altrimenti potrà ringraziarvi per averlo fatto rimanere nella mediocrità.

Ecco alcuni esercizi di squadra per milgiorare il tiro da tre:

Due squadre 6 giocatori, 5 palloni. Partenza in angolo. Un tiro a testa, si arriva al 15 il terzo vale doppio. gara sulle 5 posizioni.

Due squadre 6 giocatori 6 palloni. Partenza in angolo. Chi segna cambia posizione, deve però aspettare che tutti i suoi compagni abbiano segnato.

Due squadre da 5 giocatori, un giocatore per ogni posizione, 3 palloni. Si arriva al 25 chi tira prende il suo rimbalzo e passa la palla a quello libero che è già fuori da tre per tirare.

Due squadre da 6 giocatori, 5 palloni. Partenza in angolo. Tre su quattro per cambiare posizione. gara sulle 5 posizioni

Due squadre da 6 giocatori, 5 palloni. Partenza in angolo. Tre su quattro più un canestro appena fuori dall'area per cambiare. Se si sbaglia quello da due si torna da tre per fare 3/4.

5 giocatori in angolo con la palla. Ognuno va per se. Chi segna cambia posizione (5 posizioni). Chi finisce in un canestro va nell'altro.

Stessa cosa con un canestro da tre e uno appena fuori area, quindi 10 posizioni.

Di solito evito il classico esercizio a coppie, quello di toccare la metà campo e poi tirare. Dopo 1 minuto la gente non è più motivata a correre fino a metà campo e l'intensità scende, fino al deprimente raggiungimeto del traguardo, che è chiaramente stato rubato aggiungendo canestri inesistenti. Inoltre tirare quando un altro tira non è bello...

E per oggi è tutto...

Ah, dimenticavo... nella foto Mattia che proprio ieri sera ha fatto registrare alle cronache un 5 su 6 da tre, di cui 4/4 nel primo tempo quando la gara era cmq ancora bella viva. Beh... in ritmo Mattia è veramente micidiale. Il resconto fotografico cmq ne rende già abbastanza l'idea.

lunedì 14 gennaio 2008

ESERCIZI DI RISCALDAMENTO

ECCO IL PASSAGGIO


Come promesso. Esercizi alla rinfusa sul fondamentale più bello da insegnare:

A coppie (come nella foto) Un pallone. Uno corre indietro, l'altro in avanti. Passaggi dal petto, da sopra la testa, al volo, fra le gambe. Tenere la distanza iniziale 4-5 metri. Passaggi tesi e forti.

4 file in una metà campo. 2 palloni agli angoli opposti. Chi ha la palla fa dai e vai con il compagno sullo stesso lato passando poi alla fila dove era partito l'altro compagno con l'altro pallone. Poi si scala per poter ruotare. Esercizio, alemeno da 12 ragazzi. Preso il ritmo, secondo e terzo passaggio anche al volo. Poi terzo passaggio con un giro dorsale. Poi usare solo mano debole. Poi cambiare anche senso nei passaggi e nelle rotazioni.

3 file sulla riga di fondo. Ogni terzetto ha un pallone in angolo. Ogni lato del campo ha tre punti. Angolo-Centro-Angolo. I ragazzi s'iniziano a passare la palla, chi passa corre sul punto successivo, disegnano un otto su tutto il campo. Si può fare anche a metà campo. Usare i perni necessari. Dopo la ricezione obbligatorio fare un palleggio, prima di passare al compagno al posto successivo. Si può fare anche tutto campo andata e ritorno senza fermarsi.

4 file sulla riga di fondo. Angolo-Spigolo. Gara di passaggio. Corsa al massimo passandosi la palla, normale, al volo, dietro schiena, in tap-in... una coppia contro l'altra.

A terzetti. Disporsi a triangolo. Tutti con il pallone. Al via passare la palla a quello a sinistra, schiacciato, al volo, dietro schiena... Cambiare giro. Oppure al fischio del coach si cambia giro.

A terzetti. Disporsi a triangolo. Uno solo con tre palloni. Passaggio dei tre palloni al compagno successivo in maniera veloce. Chi riceve mette il primo pallone tra le gambe, il secondo e il terzo in mano. Poi passa i tre palloni al compagno successivo.

A terzetti. Disporsi a triangolo. Tutti con un pallone in mano. Passaggi con un quarto pallone, dove si vuole e a chi si vuole. Stessa cosa palleggiando.

A terzetti. Disporsi a triangolo. Tutti con un pallone. Il pallone del giocatore A viene passato a sorpresa o a B e o C che deve rispondere immediatamente passando il proprio pallone al passatore iniziale.

Se fate la treccia dovete fare obbligatoriamente la controtreccia. Quattro file. Al contrario della treccia dove chi passa la palla corre dietro a colui a cui la passata, nella contro treccia chi passa la palla corre dietro all'opposto del passaggio.

Discesa a tre: nella discesa a tre solo andata, la palla non parte nella fila centrale, ma parte su un lato, possibilmente a sinistra. Infatti correndo al massimo e passandosi forte la palla tirerà proprio quello che aveva la palla sulla riga di fondo. Quindi 4 passaggi. Matematico.

In tutti gli esercizi di andata e ritorno in contropiede con passaggi tesi e forti, esericzi di condizionamento che possono essere fatti durante l'anno per prendere confidenza anche con questi fondamentali, chi tira prende l'apertura continuando la propria corsa, chi passa al tiratore prende il rimbalzo e apre, chi non fa nulla tocca la riga laterale (di solito sul prolungamento del tiro libero) e poi torna indietro per tirare a sua volta.



...continua