mercoledì 26 marzo 2008

CONSIDERAZIONI FINALI SUI TORNEI A VARESE

BARILA' E GARBOSI VERE SCUOLE DI VITA E SPORT


Quando mi vengono a dire che la scuola è importante per i giovani d'oggi e che bisogna dare una impronta decisiva nella programmazione dell'attività sportiva giovanile dei nostri atleti, ad appannaggio appunto dei nostri istituti scolastici oltre a venirmi da sorridere, mi vengono in mente anche altre mille considerazioni.

E' vero che la scuola è importante (secondo ambiente educativo dopo la famiglia), è vero che la cultura è uno dei metodi più sostanziosi per far progredire la società civile, ma è altrettanto vero che una attività sportiva di alto livello come quella vista in questi giorni a Varese (durante il Memorial Barilà) non può che esaltare in modo sostanziale le caratteristiche individuali dando nei fatti quella progressione umana che nella scuola viene letta, studiata e alle volte memorizzata, ma che in realtà non viene quasi mai sperimentata in prima persona dagli studenti. Di fatto l'educazione fisica a scuola sta proprio in mezzo tra la prassi e la teoresi. Muoversi in una certa maniera è cultura, come il pensare a risolvere una equazione o citare l'interpretazione dei sogni di Freud. Non si capisce perchè per certi aspetti si ha rispetto e per altri no.

L'eucazione alla cultura non può essere fine a se stessa come capita nella maggior parte delle scuole, grazie ai programmi ministeriali di 40 anni fa. La preparazione alla miglior vita possibile è il nuovo concetto da intraprendere per fare le differenziazioni del caso. C'è chi sarà portato per la matematica e chi per la filosofia. Ma porca miseria possibile che in Italia quelli che sono portati per lo sport non abbiano nessuno strumento per poter progredire se non il volontariato di persone volentorose (e meno male che esistono) che costruiscono società sportive di livello.

Ecco allora l'esempio della squadra proveniente da Ulm (Germania) che ha creato un programma apposito di Liceo Sportivo reclutando in giro per la Germania prima e l'Europa dopo i migliori prospetti possibili ed immaginabili per quanto riguarda il basket, facendo vivere a questi ragazzi una full-immersion di basket e studio per cinque lunghi anni, determinanti per il loro avvenire.

Allora ecco che la Scuola si mette a completa disposizione di fisici nati per il basket, si sforza di esaltare le doti tecniche-tattiche di questi giovani giocatori, mettendo in primo piano la persona e non la cultura generalizzata.

In Italia questo tipo di idea non esiste, ma negli altri paesi europei (e non solo quelli della ex jugoslavia) questa cultura sportiva esiste e le cose si fanno seriamente.

Non si capisce cosa si aspetti in Italia a intraprendere una iniziativa del genere.

mercoledì 19 marzo 2008

BELLA LA NUOVA CANZONE DI JOVANOTTI

MA SORGE INESORABILE UN FORTE DUBBIO

Bella l'ultima canzone di Jovanotti "A te", ma ascoltando le parole di questa dolce melodia il dubbio rimane forte.
A che cosa si riferisce veramente Jovanotti??

Se vuoi ascoltare la canzone clicca QUI.

Ecco il testo:

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un' immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...

DA GIOVEDI' VARESE CAPITALE DEI GIOVANI

GARBOSI E BARILA' TORNEI UNICI


dalla Prealpina (Giuseppe Sciascia)

(G.S.) - Scaldano i motori le ventotto protagoniste dell'edizione 2008 del Memorial "Graziano Barilà", appuntamento ormai classico con il meglio a livello nazionale ed internazionale della categoria Under 17 che da giovedì 20 a lunedì 24 marzo trasformerà la provincia di Varese nel principale "polo d'attrazione" per il basket giovanile d'èlite. La capacità della "macchina organizzativa" capitanata da Giuseppe Livio di portare attrazioni nazionali ed internazionali all'attenzione di una platea ormai abituata a realtà d'èlite è stata una delle chiavi del successo di un torneo che - insieme con il "fratello minore" Garbosi - rappresenta un eccezionale biglietto da visita per il movimento di Varese e provincia, rappresentato in tutta Italia ed anche all'estero - vista la portata sempre più "internazionale" della kèrmesse - dalla fama raggiunta dal torneo...


Prendere parte a tornei e manifestazioni del genere ogni volta che vi partecipi ti rigenera e ti rintempra lo spirito. Vivere per qualche giorno tra una palestra e l'altra, tra la gioia di una partita vinta in volata e subito dopo quella persa per la maledizione di un pallone che non ne ha voluto sapere di entrare in quel funesto canestro. Tutto questo genera emozioni infinite, pensieri che si confondono nella grande marasma delle diverse edizioni.
Giornate che iniziano presto con le prime gare alle 9.00 e che fino a tarda sera con le gare dei più grandi veramente non finiscono mai. Giornate uniche ed indimenticabili che hanno il minimo comune denominatore di far vivere al meglio la propria la passione per il basket.

Ecco forse uno dei messaggi pubblicitari più belli in assoluto per il bene della pallacanestro giovanile.

Chi non ha vissuto una esperienza del genere non sa davvero quello che si è perso. E non c'entra neppure avere 12 o 40 anni. Ve lo assicura uno che dal 1980 vive sempre con la stessa ansia della vigilia e con il solito spirito da sportivo appassionato il perpetuarsi delle varie giornate prima e delle varie stagioni dopo.

Chi non sa cosa significhi tutto questo perde il vero gusto di giocare lo sport. E in un mondo che ogni giorno che passa sta di fatto perdendo il gusto dell'idendità e delle origini una bella cosa come questa va rimarcata e sperimentata.

Buon torneo a tutti.

martedì 18 marzo 2008

RECALCATI IN AMERICA DA BARGNANI E BELINELLI


Articolo tratto dal sito fip.it

Carlo Recalcati sta smaltendo il fuso orario al rientro dagli Stati Uniti: due notti insonni, prima di ripigliare il giusto ritmo, tra notte e giorno.
Recalcati, ct azzurro, è stato a San Francisco e a Los Angeles con Claudio Silvesti, responsabile delle squadre nazionali, per incontrare gli azzurri Andrea Bargnani, Marco Belinelli e Daniel Lorenzo Hackett: "Al di là delle cose circolate nei giorni scorsi -ha dichiarato Recalcati- mi fa piacere dire che i ragazzi mi hanno dato una risposta positiva ed incondizionata. Andrea, Beli e Daniel vogliono far parte del progetto azzurro. La loro disponibilità va rapportata, però, alla delle disponibilità delle due franchigie Nba e di Usc per Daniel. In pratica è ancora presto per avere una risposta precisa.

"Sono contento -ha continuato Recalcati- anche di come li ho trovati. Beli è contento della Nba anche se gioca poco. Sa però che Golden State ha rifiutato di cederlo, per cui sa che vogliono investire su di lui. Infatti la prossima estate dovrà essere a disposizione per la summer league. Bargnani ha voglia di giocare con la Nazionale, ma finita la stagione dovrà affrontare un lavoro personalizzato atletico e tecnico. Bryan Colangelo, general manager dei Toronto Raptors, mi ha assicurato che se Andrea dovesse rinunciare alla Nazionale sarebbe solo per le esigenze e la volontà del club. Infine il futuro di Hackett in Nazionale dipende dai programmi universitari. Non fanno sconti a nessuno: il suo coach Tim Floyd, che tra l'altro è stato contento di come Daniel è migliorato lo scorso anno, mi ha detto che per tutti gli studenti universitari il 25 agosto iniziano le lezioni. Vedremo cosa si potrà fare, ma avere la disponibilità dei giocatori era di per se importante."

Ufficio Stampa Fip

Tutto bello. Per dirsi tutte ste robe non si potevano scambiare una mail??

venerdì 14 marzo 2008

PAUSA DAL BASKET - IMPRESSIONANTE

PURA COINCIDENZA O TUTTO PROGRAMMATO


1) New York City ha 11 lettere.

2) Afghanistan ha 11 lettere

3) Ramsin Yuseb (il terrorista che minacciò di distruggere le Torri Gemellle nel 1993) ha 11 lettere.

4) George W Bush ha 11 lettere. Questo può essere pura coincidenza, però ora la cosa si fa più interessante

1) New York è lo stato numero 11.
2) Il primo aereo che si schiantò contro le Torri Gemelle fu il volo numero 11.

3) il volo numero 11 aveva 92 passeggeri. 9 +2 = 11

4)Anche il volo numero 77 si schiantò contro le T Gemelle,
e portava 65 passeggeri. 6+5 = 11

5) La tragedia accadde l' 11 Settembre, o meglio: 9/11.
9+1+1=11

6) Il giorno è uguale al numero di emergenza della polizia negli Stati Uniti 911. 9+1+1=11.
Pura coincidenza??? Continua a leggere...

1) Il numero totale di vittime in tutti gli aerei fu
di 254. 2+5+4= 11.

2) L'11 Settembre è il giorno 254 del calendario. Di nuovo 2+5+4=11.

3) Le esplosioni di Madrid accaddero il giorno 3/11/2004. 3+1+1+2+4= 11.

4) La tragedia di Madrid accadde 911 giorni dopo l' incidente delle Torri Gemelle 9+1+1=11....

Ora è quando la cosa si fa più misteriosa.

Uno dei simboli più conosciuti degli Stati Uniti,
dopo le stelle e le strisce, è l' Aquila.

La seguente strofa è tratta dal Corano, il libro sacro Islamico 'Perchè è stato scritto che il figlio dell' Arabia sveglierà una terribile Aquila. La forza dell' Aquila si sentirá in tutte le terre di Allah, mentre alcune persone tremeranno di disperazione però in fondo si rallegreranno: perchè la forza dell' Aquila pulirá le terre di Allah e ci sarà pace .'

Questa strofa è la numero 9.11 del Corano.

Ancora non sei convinto....?!

Fai questo e poi me lo dici:

Apri Microsoft Word e:

1. Scrivi maiuscolo Q33 NY . Questo è il numero di
volo del primo aereo che si schiantó contro le Torri Gemelle.

2. Cambia la dimenzione del carattere a 48.

4. Cambia il carattere a WINGDINGS.

E ORA CHE PENSI?!?!!?

mercoledì 12 marzo 2008

MASSIMO GALLI TRACCIA LE SUE LINEE GUIDA

PER MIGLIORARE L'ATTIVITA' GIOVANILE


Massimo Galli al momento è Assistente Allenatore dei Crabs Rimini in Lega due. Nel passato però oltre a ricoprire il ruolo di Referente Tecnico Territoriale in Lombardia per il SSNM è stato anche Responsabile del Settore Giovanile della Pallacanestro Varese prima e del Campus Varese dopo, allenando in prima persona i migliori prospetti della città giardino. Due titoli italiani vinti e tanta attività giovanile di alto profilo. Ecco il suo intervento:

Leggendo l'indubbia interessante discussione e avendo (nel passato purtroppo) svolto attività giovanile ad alto livello ecco le mie idee:

Attività giovanile:

Under 19 d'eccellenza: Non credo che aumentando le squadre si migliori la qualità delle partite perchè aumentando le squadre inevitabilmente diminuisce la qualità tecnica delle stesse. Meglio secondo me creare un circuito di 4/5 tornei ad inviti in diversi periodi dove le squadre migliori si possono confrontare(esempio: Piombino, Rho, Lissone dove però spesso capita che le squadre migliori non vanno perchè o troppo impegnativi o come succede concomitante con seconda fase del campionato o perchè magari al confronto con realtà internazionali si rischia di perdere).

Per aumentare il numero delle partite di qualità organizzare un evento dove le squadre che passano all'interzona giocano semifinale e finale con assegnazione di titolo di campione regionale.

Under 17 d'eccellenza: Si puo' seguire la traccia di quest'anno.

Under 15 d'eccellenza: Fase regionale e poi delle conference magari nord, centro, sud. Posti da assegnare poi per le finali nazionali a seconda della qualità delle regioni (esempio 2 posti per il sud, 6 per il centro, 8 per il nord). Così ci sarebbe più qualità nelle partite sia della seconda fase, sia alle finali.

Under 14: Fase regionale e poi finali nazionali con due Conference Centro nord e Centro Sud da 16 squadre ognuna (32 squadre qualificate) Per ragazzi di questa età è stimolante e gratificante prendere parte a manifestazioni del genere.

Le vincenti delle due conference poi si incontrano per stabilire la vincente nazionale, partita da giocare prima di un grande evento (esempio: prima della super coppa, o di una partita della nazionale oppure prima di una partita di una squadra nba).

Under 13: Fase regionale più tornei vari.

Attività settore squadre nazionali:
Under 19-17: da fare nelle festività e non in concomitanza con i tornei. Farei un indagine per sapere quanti tra i ragazzi ospitati in foresteria da parte dei club vanno bene a scuola.
Incentrare l'attività nei mesi estivi.

Under 15: Attività prevalentemente estiva, raduni solo nelle vacanze scolastiche

Under 14: torneo delle province e poi delle regioni con raduni giornalieri. Camp estivi a invito per i migliori con allenatori qualificati.

Under 13: Selezioni provinciali più torneo tra province della stessa regione.

lunedì 10 marzo 2008

FINALI NAZIONALI UNDER 14

RIPRISTINO O ABOLIZIONE?? ECCO I PARERI

Ho chiesto un parere alle Società che hanno preso parte alle ultime Finali Nazionali Under 14 a Bormio vinte dal Campus Varese. Ripristinare o abolire questo tipo di attività! Ecco le risposte: (la news si aggiorna appena ricevo pareri...)

Invito tutti a dire la propria cliccando su commenti. Lasciate pure il messaggio. Verrà pubblicato appena possibile.

Massimo Galli (Assistente Crabs Rimini): Fase regionale e poi finali nazionali con due Conference Centro nord e Centro Sud da 16 squadre ognuna (32 squadre qualificate) Per ragazzi di questa età è stimolante e gratificante prendere parte a manifestazioni del genere.

Le vincenti delle due conference poi si incontrano per stabilire la vincente nazionale, partita da giocare prima di un grande evento (esempio: prima della super coppa, o di una partita della nazionale oppure prima di una partita di una squadra nba).

Andrea Villa (Allenatore di Varese): ho preso parte da vice allenatore alle finali nazionali Bam nella stagione sportiva 1999-2000 a Bormio. E' stata una esperienza unica e irripetibile che mi ha formato decisamente come giovane allenatore. Al mio secondo anno di attività non capita spesso di vincere uno scudetto. Ripristinare le finali under 14 dev'essere una necessità più che una possibilità. La necessità è quella di stare al passo con i tempi e visto che le finali c'erano non si capisce come mai sono state tolte facendo un bel colpo di mano alla crescita dei nostri ragazzi appassionati di basket.

Enzo Belloni (Responsabile Settore Giovanile Scavolini Pesaro): La mia personalissima opinione riguardo le finali nazionali per gli Under 14 è: ASSOLUTAMENTE DA FARE!!!!!!
Permette anche alle piccole società di darsi una vetrina ed ai ragazzi di farsi una esperienza importante. La delusione per una partita persa passa con il tempo... mentre i ricordi positivi di una esperienza intensa restano!!
In ultimo forse è meglio andare a fare le finali nazionali (anche se sarebbe meglio che una famiglia non debba sostenere i costi) che partecipate ad un camp. Capisco l'interesse economico che ci sta dietro, ma una Finale Nazionale è un momento unico, irripetibile e storico per la formazione caratteriale, umana e tecnica dei nostri giovani giocatori!!
Enzo Belloni

Mario Fioretti e Stefano Bizzozero (Armani Jeans Milano): L'esperienza delle Finali Nazionali rappresenta un momento molto importante e certamente positivo nella crescita dei giovanissimi giocatori. I ragazzi hanno sicuramente dei vantaggi a prendere parte a delle manifestazioni del genere e il consiglio alla FIP è quello del ripristino di questo evento.

Matteo Cara (Responsabile Settore Giovanile Oleggio): Le Società importanti cercano sempre di partecipare a Tornei Nazionali ed Internazionali con le loro squadre U13 ed U14, a volte anche con gli Esordienti. Anche le Società più piccole quando hanno dei buoni gruppi cercano sempre delle manifestazioni di buon livello per far competere i loro giovani atleti contro squadre di valore. Ritengo che per un gruppo Under 14 sia una bellissima esperienza sportiva e di vita partecipare ad un Torneo d'alto livello "fuori casa". Credo che riproporre le Finali Nazionali per la Categoria Under 14 non sia inutile o diseducativo...

Credo sia giusto riproporre nuovamente le Finali Nazionali Under 14 anche per dare delle soddisfazioni a quelle piccole Società che lavorano bene nelle fasce basse, producendo tanti giovani atleti interessanti, atleti che un giorno forse saranno reclutati da Società importanti. Credo sia giusto anche per ringraziare quei giovani atleti che si allenano quotidianamente insieme al "talentino" della loro Società che un giorno verrà reclutato, permettendogli di lavorare in ogni caso nel modo migliore possibile, anche se è molto più bravo dei suoi compagni.

Sono pro Finali Nazionali Under 14.

Sono però contro all'utilizzo della difesa a zona fino alla Categoria Under 15. Renderei "legale" la difesa a zona solo dall'Under 15 in poi però c'è il solito problema della scarsa preparazione degli arbitri e la loro incapacità (o poca volontà) di riconoscere quando un nostro collega sta facendo il "furbo" andando contro il regolamento e schierando in campo una "finta difesa ad uomo". Come cerchiamo di affrontare questo problema con l'Under 13 possiamo farlo tranquillamente anche con l'Under 14.

Matteo Cara

Gianfranco Ucelli (Play ABC Robur et Fides Varese): Ai miei tempi si chiamavano “Finali Nazionali categoria Allievi d’eccellenza”, ricordo ancora oggi la grande attesa con cui ci si avvicinava a quell’evento.
Il campionato a livello regionale era filato via liscio condito solamente dalle sfide contro Milano, l’avversario per eccellenza, contro Pavia e contro Cantù. Ora, però, c’era la possibilità di sfidare tutte “le più forti d’Italia”.
Ricordo l’interminabile mese di preparazione dove in campo ci si allenava come non mai e in spogliatoio, ogni volta che si pronunciavano “le finali nazionali”, ci si illuminavo gl’occhi.
Per affinare la preparazione avevamo partecipato anche al Torneo Internazionale “Giove”, dove arrivammo in finale, contro il Cibona Zagabria, nonostante il brutto infortunio alla gamba che purtroppo occorse a “Lollo Gergati” e che non gli permise di giocare le imminenti finali.
Finalmente era giunto il giorno della partenza e della prima partita: destinazione BPA PALAS di Pesaro (palazzetto da 12000 posti!!) sfidanti: Roma Monterotondo. Qualche notizia (o forse meglio leggenda!) ci era giunta: si fantasticava su un certo “Fagiani, uno dei più forti giocatori al mondo”. Era buffissimo perché si andava a giocare contro dei ragazzini come noi, ma per il fatto che fossero le finali nazionali e che si giocasse in quel palazzetto si aveva la sensazione di andare incontro a dei marziani imbattibili. I più temuti erano il suddetto Fagiani e Suero della Fortitudo Bologna; come squadra invece si parlava un gran bene della Muller Verona, poi vincitrice della manifestazione.

Sul campo è andata benissimo, peccato solo per la sconfitta in finale contro Verona, fuori dal campo: un’esperienza indimenticabile. Con i miei compagni (anzi i miei amici!) si stava insieme tutto il giorno: c’era il tempo per divertirsi con qualche mattinata al mare, i giri in Risciò o, ad esempio, incollati al televisore a tifare per la vittoria dell’Italia; quello in cui si attendeva la partita e si cercava di stemperare la tensione facendoci forza l’un l’altro (ricordo la mattina della finale le facce di tutti a colazione!); quello delle immense gioie dopo le vittorie e ahimè quello delle delusioni dopo le sconfitte.

Non so se si è capito ma ho solo dei gran bei ricordi di quell’esperienza perché, senza alcun dubbio, è stata una delle prime volte in cui ho capito veramente che cosa volesse dire far parte di una squadra!

Gianfranco Ucelli.

domenica 9 marzo 2008

VERBALE TAVOLA ROTONDA DI CARAVAGGIO

PROPOSTE CONCRETE - BASKET GIOVANILE


Cercherò di trascrivere le cose più importanti emerse durante la tavola rotonda di sabato. E' chiaro che se ci fosse qualche intervento non riportato correttamente prego i diretti interessati a farmi avere gli eventuali aggiustamenti del caso.

Benvenuto inziale sia da parte di Enrico Ragnolini che di Fausto Maifredi.

Alberto Mattioli (Responsabile Nazionale A): E' essenziale salvaguardare gli investimenti (sia in termini economici che in termine di forza lavoro) che le Società di pallacanestro fanno per la crescita dei propri giovani.

Paolo Andreini (Presidente Bluorobica): Prima domanda considerazione: Questi sistemi di selezione non è che per caso alimentano di fatto più il "sistema" reclutamento delle società di serie A, lasciando solo in secondo piano l'effettivo miglioramento dei giovani coinvolti? Seconda considerazione: L'effettivo coinvolgimento di tante persone (Atleti, RTT, Allenatori, Allenatori Under 25, Arbitri) sarebbe tutto bello se ci fosse anche il coinvolgimento delle Società. A volte queste ultime sono lasciate ai margini. Basterebbe che il SSNM fosse più presente sul territorio con i propri massimi rappresentanti per dare segnali di crescita (e anche indirizzo, se si vuole) per i vari dirigenti sportivi e non solo.

Enrico Rocco (RTT Lombardia - Responsabile Settore Giovanile Aurora Desio): Per l'annata 94 in Lombardia abbiamo copiato di fatto il PQN riportandolo in piccolo alla nostra realtà. Così faremo con l'annata 95 partendo proprio dalla riunione di questa mattina svolta con i referenti CNA provinciali. Monitorare il territorio in tutte le sue parti e dare imput positivi su come fare attività di base è la nostra missione.
Per quanto i ragazzi coinvolti concordo con la proposta di aumentare il confronto agonistico per i ragazzi dell'annata 94. Abbiamo visto in questi giorni giovani atleti davvero interessanti sia dal punto di vista fisico che tecnico che hanno tutto il diritto al massimo confronto possibile.
Riguardo alla regola del NON trasferimento di tesserati in regioni diversi sotto l'Under 16 mi sembra inutile dire che fatta la regola trovato l'inganno. Non porto neppure esempi eclatanti in tal senso, capitati negli anni passati. Pertanto lasciamo decidere alle famiglie cos'è bene e cos'è male per i propri figli e non deve essere la FIP ad auto eleggersi patria potestà su tesserati under 16.

Gaetano Gebbia (Responsabile PQN): Sono contento di questo utile confronto che reputo importante per poter progredire. Partiamo dall'obiettivo base però: il ragazzo prima e il giocatore che subentrerà in lui durante il perpetuarsi delle sua attività.
Nell'ultimo periodo sembrava che avessimo intrapreso la strada meritocratica della crescita. Tutto a tutti in modo diverso e con i tempi giusti. Dare certamente modalità di confronto è uno dei nostri obiettivi.
Un altro obiettivo importante però è la crescita anche degli allenatori che hanno a che fare tutti i giorni con questi ragazzi. Più faremo grandi gli uni e più saranno grandi gli altri.
Per non fare danni ci vuole più cultura sportiva. Seguiamo le esigenze effettive di queste persone e diamo loro la possibilità di crescere.
Il PQN si sta sforzando di migliorare tutto il nostro movimento dalla base. Oltre 150 allenatore coinvolti, molti arbitri che crescono insieme ai nostri giovani giocatori.
Riguardo alla regola che potrebbe entrare nelle DOA per la non possibilità di reclutamento tra giocatori con residenza tra regioni diverse, la considero una forzatura che il movimento non ha bisogno.
Ci sono località che sono a mezz'ora dalla città della regione limitrofe rispetto a città della stessa regione con distanze ragguardevoli (esempio: Messina-Reggio Calabria, rispetto a Trapani).

Massimo Faraoni (Responsabile SSNM): Sperimentiamo le nuove proposte in cantiere e poi eventualemte dopo aver valutato che non vanno bene torniamo indietro nelle scelte.
I ragazzi giovani Under 15, Under 14 e Under 13 subiscono a mio avviso troppa pressione. Genitori, Società sempre più inclini al successo, Allenatori in carriera che alle volte oltrepassano quella linea deontologica necessaria e insita nel dna di qualsiasi educatore, procuratori sempre più pronti a scovare il talento in erba... tutti fattori che danno implicazioni negative al movimento giovanile. Detto questo diamo tempo al tempo e non esasperiamo l'attività.
I vari Comitati Regionali devono essere da supporto per migliorare le Società sportive della propria regione. Su venti regioni il 40% non è riuscita a terminare il PQN. Non tutte le regioni sono come la Lombardia o il Veneto.
Si per il campionato Under 21 provinciale.
Si per più presenza fattiva degli allenatori SSNM
Si per fare di tutto per poter migliorare i risultati delle nazionali giovanili e non solo per poter ottenere più richiamo mediatico, più importanza a livello europeo e più contributi da parte del CONI.
Si per l'allungamento delle secondi fasi a livello Under 19 aumentando il numero delle squadre ammesse alla seconda fase (da 30 a 40).

Federico Danna (RTT Piemonte - Responsabile Settore Giovanile Biella): Al centro di tutto c'è il Ragazzo, la sua crescita e l'aspetto umano. Di conseguenza grande importanza la darei alla scuola. Non possiamo danneggiare questi ragazzi con una attività troppo pronunciata per poi cadere nel tranello di trasformare dei giovani giocatori di basket in piccoli professionisti.
L'attività sportiva dev'essere modellata quindi alla scuola. Minibasket attività ludica. Scuole Medie attività di formazione e semina. Scuola Superiore vera e propria attività agonistica.
No alle finali nazionali Under 14, si gioca solo per il risultato e non per far crescere le persone.
No alla zona nell'Under 14
Accorpare le regioni limitrofe per la seconda fase Under 19
Meno giorni di scuola persi per i raduni del SSNM durante la stagione

Germano Foglieni (Giornalista Video Bergamo - L'Eco di Bergamo): Non si capisce come mai venga denigrata la zona a livello Under 14 e non vengono denigrate quelle difese a tutto campo di pressione che fanno finire alcune gare 150 a 10. Se vietiamo la zona cerchiamo anche di vietare anche atteggiamenti del genere che sono forse più gravi di fare un po' di zona a livello giovanile.
Mi domando davvero che cosa serva il Trofeo delle Regioni? Poi forse qualcuno mi risponderà in merito.
Inutili i diritti divini per le Società di Serie A per i campionati d'eccellenza. Se una Società fa attività giovanile ad alto livello fa l'eccellenza perchè il campo lo premia, se un altra Società non lo vuole fare fatti loro. Perchè dobbiamo far cadere dall'alto questi diritti divini??
Gestioni date finali nazionali. Da un lato si predica bene (scuola) dall'altro si tolgono i libri in mano ai maturandi prima degli esami con le finali Under 19. Forse un po' di programmazione migliore non sarebbe male.

Alberto Mattioli (replica): In questo senso aver allungato l'attività fino a livello Under 19 ha proprio creato questo problema. Se tutto fosse rimasto come prima... con le annate parificate all'attività FIBA non si sarebbe posto il problema.

Giusppe Zucconi (Referente Territoriale Pavia - Responsabile Sportevents): In Spagna la Federazione promuove incontri tra Società e Nazionali all'interno del lavoro quotidiano all'interno delle stesse Società. Sono gli stessi allenatori giovanili del settore squadre nazionali spagnoli che si recano in giro per la Spagna a fare addestramento. In questo modo non vengono toccate le attività alternative alla pallacanestro: scuola e famiglia.
In Spagna a Pasqua il trofeo delle Regioni vedrà coinvolti i ragazzi del 96 del 97 e del 98. Selezioni regionali che si sfidano ad altissimo livello per quattro, cinque giorni di torneo. In Italia siamo a quelli del 93.

Claudio Albanese (Presidente CNA Veneto): Quando c'erano poche regole si stava meglio. Questa nuova regola del NON trasferimento mi sembra non positiva. La vera differenza tra una attività discreta e una ottima passa attraverso la formazione degli allenatori. Dobbiamo concentrare gli sforzi li.
Dobbiamo inoltre cercare di arrivare in tutte le parti delle nostre zone in Italia. Spesso ci accontentiamo di far progredire le solite note, dando pochi strumenti a chi forse ha già meno possibilità.
Di agonismo ne abbiamo bisogno, non abbiamo bisogno di esasperazione all'agonismo.
Sono d'accordo per l'abolizione della possibilità di fare zona Under 14 perchè si approffitta della debolezza dell'avversario. In Veneto Under 13 stiamo sperimentando la regola che se il mio avversario è dentro l'area il difensore può stare dentro l'area. Se l'attacante è fuori dall'area, il difensore deve stare fuori.

Carlo Recalcati (Commissario Tecnico Nazionale A): Al centro di tutta questa attività c'è certamente il ragazzo e la sua crescita. Come organo centrale dobbiamo quindi avere a cuore la migliore formazione degli allenatori che poi avranno a che fare con questi ragazzi. Pertanto ecco la motivazione alla tessera di "Allenatore" per i campionati d'eccellenza. Gli allenatori più formati e qualificati alleneranno i giocatori più evoluti.
I sacrifi economici e non solo per fare i corsi allenatori sono inevitabili. Gli hanno fatti tutti e in questo senso non vedo alternative.

Andrea Schiavi (Responsabile Comark Bergamo): In questo senso non si capisce come mai allora gli ex giocatori con un po' di storia alle spalle da giocatore debbano saltare a piè pari la maggior parte di questi corsi presentandosi solo per gli esami. Non sarebbe meglio far affrontare anche a loro (alle stregua degli altri) questi secrifici?

Fausto Maifredi (Presidente FIP): Sono convinto della bontà del confronto per migliorare il più possibile la nostra attività. Sul ripristino delle Finali Nazionali appare difficile che si possa arrivare al dunque essendo molte Società non d'accordo e poi c'è una programmazione date che diventerebbe complicata.
La proposta dei 12 giocatori e referto mi sembra irrealizzabile.
Il limiti dei doppi tesseramenti è fatto perchè alcune Società se ne approffiterebbero di fatto dismettendo la propria attività giovanile.
Solo in Lombardia ed Emilia la prima fase dell'Under 19 è equilibrata, quindi appare sensato allungare le seconde fase creando più possibilità di confronto.



A seguito della tavola rotonda ricevo e pubblico gli interventi di persone che possono dare una mano al miglioramento qualitativo della discussione:

Roberto Cecchini (Allenatore di Pallacanestro da sempre): Un caro saluto a tutti coloro che hanno a cuore le sorti, l'avvenire e lo sviluppo dell'attività giovanile della pallacanestro italiana. Ho con grande piacere partecipato alla tavola rotonda sull'attività giovanile. Premetto che la mia presenza è avvenuta essenzialmente in qualità di uditore. Ho ritenuto che fosse meglio stare ad ascoltare i diretti interessati che fare interventi da puro spettatore. Sono fermamente convinto che solo il mestolo sa cosa c'è nella pignatta e, in questo momento io vedo solo dal di fuori quel che è diventata la pallacanestro giovanile.

Dopo aver appreso da Andrea i contenuti delle proposte portate all'attenzione della FIP, ho con attenzione ascoltato tutti coloro che hanno attivamente portato la loro testimonianza. Devo dire che ogni intervento ha espresso contenuti importanti. Ci vorrebbe molto tempo per cercare di sviluppare i tanti temi che sono emersi dagli interventi. Limitandomi a circoscrivere il tutto entro i limiti posti dall'ordine del giorno stilato da Andrea, credo che tutte le proposte fatte siano da analizzare attentamente. Andrea, nell'esporre i punti in questione, non si limita ad elencare gli argomenti ma spiega il perché e, a volte il come arrivare a modificare lo stato attuale delle cose.Saltando a piè pari tutti i dubbi e le perplessità che le varie parti coinvolte nella discussione hanno posto sul tavolo, credo che lo scoglio principale che emerge è quello che l'Italia e un paese formato da realtà eterogenee ed ogni decisione sul modificare regole di ogni genere deve essere ben ponderato.

Partendo della questione relativa alla reintroduzione delle finali nazionali Under 14, voglio fare qualche considerazione.Ammetto che prendere decisioni potendo analizzare con attenzione le conseguenze che ogni modifica potrebbe portare è cosa assai saggia. Ritengo però che anche ritardare ogni decisione sia una sorta di rallentamento allo sviluppo di un movimento che oggi sembra risentire della concorrenza di altri sport che si stanno affermando, oltre che dell'antagonismo delle nazioni europee che già hanno dimostrato di aver saputo superare alcuni limiti che l'Italia si è auto imposta ( l'intervento di Zucconi ha contribuito a chiarire come in Spagna sono impostati i campionati e le relative finali).Il mio lavoro è sempre stato il fare il coach. Il mio compito è da sempre il cercare di creare grandi opportunità. Aumentare le occasioni di confronto è sicuramente meglio che escluderle a priori. Incrementare i raffronti aiuta a crescere, questo è indubbio. Non venite quindi a chiedermi se è opportuno organizzare finali nazionali per ragazzi di terza media sia giusto o meno. La risposta sta nella domanda. Senza voler fare esempi che riguardano la fattispecie in esame, faccio una associazione di idee riguardante un altra tipologia di competizione. Mi sembra di ricordare che se non fossi stato così poco atletico, avrei potuto pure io partecipare ai giochi della gioventù organizzati dalla mia scuola ai tempi delle medie inferiori. Un mio amico che li ha fatti, ne parla ancora come se avesse fatto le Olimpiadi. Non è diventato uno “spostato”, anzi... ha avvicinato i propri figli allo sport.

Era presente Carlo Recalcati. Il suo intervento, pacato, corretto, equilibrato come sempre, mi ha portato a riflettere su questioni più ampie.Se le regole che ci auto imponiamo devono servire a far crescere il movimento pensando che la “qualità” sia scorporabile dalla “quantità”, ossia che occorra avere una base ampia per poter poi scegliere il maggior numero possibile di talenti, esse (le regole) non devono poi essere limitanti e produrre l'effetto contrario. Ho la sensazione che tutti gli scrupoli che ci poniamo per non andare a creare “mostri”, “spostati”, “falliti”, alla lunga siano servite maggiormente per tutelare “fannulloni”, “viziati”, “menefreghisti”.

Per anni abbiamo cercato di fare in modo che l'esasperazione della competitività non facesse danni disumani, dimenticando che il “buonismo”, a tutti i livelli, ha fatto forse maggiori rovine.Alla tavola rotonda sul basket giovanile ho rivisto persone che da almeno 20 anni sono protagonisti attivi nella pallacanestro. Gente che ha fatto sacrifici per arrivare e far giungere a soddisfazioni coloro che hanno “sposato” il loro modo di intendere lo sport. Persone che hanno sacrificato tempo, salute e carriere nel mondo del lavoro per inseguire il sogno di contribuire ad innalzare il livello del nostro sport. Per loro non sono state fatte leggi speciali dello stato. Non riceveranno pensioni maggiori o gratifiche. Siamo in un mondo competitivo. I nostri giovani, tra qualche anno dovranno confrontarsi, in ambienti diversi, in situazioni lavorative molto concorrenziali. Possiamo anche tutelare i ragazzi con regole ad hoc fin che saremo in grado di farlo, ma poi il confronto ci sarà. Non posso prevedere se tutti i partecipanti di una finale under 14 potranno diventare grandi campioni di basket. Forse neppure uno diventerà un giocatore incredibile. Sono però convinto che l'esperienza sarà incancellabile e propedeutica ad uno sviluppo umano ineguagliabile. Sono altresì convinto che il fatto che qualcuno abbia partecipato ad una finale nazionale scateni quella sana competizione che viene innescata dal processo di emulazione e poi competitivo che è la base per ogni miglioramento evolutivo.

Concludo il mio intervento facendo i miei complimenti a Andrea che non solo è capace di sollevare i problemi ma anche di proporre soluzioni, lasciando la responsabilità delle scelte future a chi ha avuto la fiducia del movimento cestistico nazionale per la guida dell'attività giovanile.

Roberto Cecchini

Massimo Farinatti (Presidente ASD Robbiate): Ho partecipato con piacere alla proficua tavola rotonda di ieri dove si sono discussi parecchi ed interessanti contributi per il miglioramento del movimento giovanile del
nostro basket.
Ho rilevato un grande interesse dei partecipanti, anche con posizioni contrastanti, al momento di formazione e sviluppo del giocatore non disgiunto dalla formazione e sviluppo dell'individuo.
Riprendendo i punti che hai proposto alla riflessione comune, vorrei dare il mio contributo per due punti che mi paiono importanti. Sono d'accordo sul fatto di ripristinare le finali nazionali per gli U14, con anche la possibilità di accesso delle migliori formazioni provinciali.

In più, a mio parere, i comitati regionali dovrebbero farsi carico, dopo il lavoro di selezione svolto nell'anno, della creazione di una rappresentativa regionale
formata dai giocatori esclusi con le proprie società dalle seconde e terze fasi per proseguire nel processo di crescita tecnica iniziato.

Sorvolo sui punti intermedi, dove mi pare siano scaturite posizioni piuttosto interessanti, per arrivare all'ultimo punto relativo alla zona.
Sono in completo disaccordo sull'uso che se ne può fare negli U14 ed anche negli U15. Trovo che l'applicazione della zona, in queste annate, sia in contrasto con quanto asserito dai più.

In ultimo trovo che un miglioramento del categoria arbitrale, sia di fatto motivo di vivo interesse sia per la FIP che per tutte le componenti di questo sport (società, allenatori, dirigenti e gli stessi ragazzi). Già le vocazioni nel settore sono poche... se poi ci permettiamo di trattare male le persone e di non apprezzarne il fattivo contributo... torna tutto a nostro danno.

Massimo Farinatti

Matteo Cara (Responsabile Settore Giovanile Oleggio): Di tutto quanto discusso in queste pagine di blog (grazie Andrea) non entro nel merito avendo preso atto degli autorevoli interventi precedenti. C'è un argomento in particolare però su cui vorrei avere dei chiarimenti precisi però: divieto di reclutare giocatori da fuori regione prima del sedicesimo anno di età.

Mi interessa perchè per il Responsabile del Settore Giovanile di Oleggio, che dalla Stagione 2007-08 ha iniziato a fare "reclutamento" nella sua zona, è un argomento importatissimo per la programmazione del lavoro per la prossima stagione e quelle a seguire.

Il confine dell'estremo est del territorio della città di Oleggio dista esattamente 1 km dalla Lombardia. Per una Società come la nostra è importantissimo creare e mantenere buoni rapporti con le Società del varesotto più vicine alla nostra zona (Casorate Sempione e Lonate Pozzolo ad esempio). Lonate Pozzolo - Oleggio sono 10 minuti di strada. Per noi è molto più facile convincere un ragazzo di Lonate a venire a giocare da noi piuttosto che uno di Trecate ad esempio.

Non sto parlando di reclutamento d'alto livello. Sto parlando di completare i nostri gruppi con ragazzi volenterosi e di discreto valore che possono alzare il livello qualitativo dei nostri allenamenti e quindi aiutare nella loro crescita i nostri atleti e quelli "reclutati".

Le prime volte che ho letto le nuove proposte/idee non ho dato tanto peso alla cosa per quanto riguardava il "nostro" lavoro. Ho pensato subito alle Società importanti ed ai trasferimenti di lunga distanza, al Renzi, il Rotondo di turno, ecc.. Ho letto il pensiero di Enrico Rocco e sono d'accordo con lui quando dice che anche se dovessero mettere una regola verrebbe raggirata facilmente. Con questa regola tenterebbero di limitare le "spese estive" di MPS, Benetton, ecc.. Rovinerebbero anche il lavoro dell' Oleggio Basket di turno però. Ad Oleggio potremmo far giocare un 94 si Cuneo (almeno 3 ore di macchina) e non potremmo far giocare un 94 di Lonate Pozzolo (10 minuti di macchina)??? Mi sembra il colmo!

sabato 8 marzo 2008

ECCO LE PROPOSTE CONCRETE PORTATE

ALL'ORDINE DEL GIORNO DELLA TAVOLA ROTONDA


Vi allego le mie personali proposte concrete portate all'attenzione delle referenti FIP e di tutti gli appassionati che non hanno voluto mancare alla tavola rotonda a Caravaggio.

Ripristino finali nazionali Under 14:
- prima fase regionale (gironi open o anche provinciali con finali regionali)
- seconda fase conference (ammesse le migliori squadre regionali in base anche al numero dei tesserati)
- terza fase – finali nord est-ovest (Bormio) e finali centro-sud (Barletta) 16+16

perché:
- a 14 anni i ragazzi hanno il diritto al confronto
- nel calcio nella pallavolo le finali nazionali esistono e la concorrenza è forte
- fatto l’esame di terza media le squadre hanno tutto il tempo per fare i propri allenamenti e i primi di luglio fare le finali
- le società medie hanno ancora la possibilità di emergere
- esperienza che rimarrà per tutta la vita
- l’agonismo non è negativo… anzi! È l’esasperazione che è sbagliata

Abolizione Campionato Under 21 d'eccellenza:
- visto il poco interesse da parte delle società
- abolizione totale del campionato d'eccellenza (Under 21 Provinciale si)

Possibilità 12 giocatori e referto anche per i campionati senior (B1-B2-C1-C2-D):
- vista che la possibilità è data alle società di Serie A
- vista che la possibilità è data nei campionato giovanili
- visto che nessuna restrizione è dovuta, anzi aumenterebbe la possibilità di schierare i giovani del proprio settore giovanile
- visto che la maggior parte degli allenamenti delle squadre senior è svolta da giovani che poi non vengono nemmeno convocati per la partita lasciando spazio ai senatori
- visto che chi non vuole usufruire della regola può andare in 10 tranquillamente
- sarebbe utile e intelligente dare anche questa possibilità alle società delle minors

Libera circolazione giocatori Società satellite-Società madre:
- equiparare i giocatori della società satellite di fatto ai giocatori della società madre

Aumentare limite giocatori in doppio tesseramento (adesso è 3):
- visto l’utilità del doppio tesseramento aumentare il limite a 5 giocatori per società
- non considerare però i doppi tesseramenti come prestiti

Trofeo delle Regioni – per la categoria Under 14:
- visto l’inutilità di organizzare il trofeo delle regioni per ragazzi Under 15
- visto anche che il SSNM non ha di fatto modificato la propria attività
- visto che anche il trofeo delle regioni rappresenta un valido e sostanzioso contributo alla crescita dei giovani atleti e che questo contributo dev’essere dato quando ce ne sia effettivamente bisogno e non quando già le attività di club e del SSNM sono già particolarmente sostanziose
- si propone di ritornare con il trofeo delle regioni alla categoria Under 14 (1995)
- in via transitoria per la stagione prossima 2 tornei di 4 giorni con annate 1994 e 1995

Campionato Under 19 d’eccellenza:
- nessuna modifica sostanziale alla formula già esistente
- 2° fasi più lunghe? Aumentare il numero della squadre ammesse fa crescere il numero delle partite di livello medio, non quelle di elevata eccellenza. Lasciando 30 accessi facendo 4 gironi anziché 6 fa aumentare in maniera ancora più importante il numero delle trasferte da serie A che pochi si possono permettere (e non solo per problemi economici)
- se vogliamo proprio aumentare le partite di assoluta eccellenza, basterebbe accorpare le regioni limitrofe (come già spiegato in un post precedente)

Utilizzo della zona nei campionati Under 14:
- vista la difficoltà nel riconoscimento della difesa a zona da parte degli arbitri
- visto anche che attaccare una zona crea situazioni tecniche che non possono essere risolte con la sola penetrazione (passaggi, tiro da fuori, uso degli spazi) l’eventuale utilizzo della zona va mantenuto. Parlando per paradossi andrebbe obbligato l’utilizzo almeno per un quarto in ogni gara della zona, sia a livello under 14 che under 15.

Tempi da 10 minuti per la categoria Under 13:
- visto che appare anacronistico l'utilizzo dei tempi da 8 minuti per la gare Under 13
- visto anche che in certe regioni sta aumentando l'organizzazioni dei gironi open
- visto che per una partita si fanno diversi km e che ci sono 12 ragazzini che giocherebbero per ore, invece che per pochi minuti a testa
- si dovrebbero portare a 10 i munuti di gioco per la categoria

SVOLTA LA TAVOLA ROTONDA SULLE GIOVANILI

DIBATTITO UTILE E COSTRUTTIVO


Si è svolta a Caravaggio presso l'Hotel Verri la tavola rotonda voluta da Bluorobica e dal Comitato Regionale Lombardo con presenti i vertici della Federazione e del Settore Squadre Nazionali con ampia discussione dei presenti per migliorare ulteriormente l'attività giovanile.

Discussione certamente serena, utile e costruttiva (anche se non sono mancati momenti di confronto serrato) tra gli illustri presenti che non hanno voluto mancare ad un appuntamento importante (per la prima volta aperto al pubblico) a cui per poter riversare il proprio contributo per migliore la nostra attività.

Presenti alla tavola rotonda il Presidente della Federazione Fausto Maifredi, il Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Carlo Recalcati, il Presidente del Comitato Regionale Lombardo Enrico Ragnolini, oltre a Gaetano Gebbia Responsabile Tecnico del PQN, Massimo Faraoni Responsabile SSNM, Alberto Mattioli Responsabile Nazionale A e tanti altri prestigiose personalità del nostro movimento come Federico Danna, Enrico Rocco, Euclide Insogna, Giuseppe Zucconi per finire a Paolo Andreini e Stefano Carminati, rispettivamente Presidente di Bluorobica e della Scuola Basket Treviglio di fatto padroni di casa.

Appena possibile daremo ampio resoconto della riunione con il verbale della riunione.

mercoledì 5 marzo 2008

BACK STAGE FOTO DI SQUADRA UNDER 17


Dopo aver visto la faccia di Matteo Cancelli (secondo in piedi da destra) vi potete dare una spiegazione di come mai tutti gli altri ridano come pazzi!!

lunedì 3 marzo 2008

DALLA PREALPINA DI LUNEDI' 3 MARZO 2008

RADUNO INTERREGIONALE PQN 1994


Raduno Interregionale a Treviglio e Cassano
Selezione 1994 da giovedì a domenica


Cinque giocatori lombardi inseriti nell'elenco dei 24 convocati da Gaetano Gebbia per il raduno interregionale con i "pezzi pregiati" dell’area Nord (Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino) per l'annata 1994 Da giovedì 5 a domenica 9 marzo si lavorerà prima a Treviglio e poi a Cassano d'Adda in una iniziativa "griffata" Blu Orobica: tra i chiamati spiccano i nomi di Niccolò De Vico (Monza), Andrea Seratoni (Milano), Stefano Magni (Cantù) e dei bresciani Alessandro Baroni e Mirco Tedoldi (Iseo).

A margine del raduno azzurro da segnalare l'interessante convegno in programma sabato presso l'hotel Verri di Misano Gera d'Adda (dalle 14 alle 16 prima dell’allenamento della selezione al centro "Sansiona" di Cassano d’Adda): "proposte concrete per migliorare l'attività" giovanile alla presenza di tutti i referenti tecnici ed i presidenti Fip delle regioni coinvolte dal raduno interregionale, oltre ai vertici dirigenziali e tecnici del basket italiano (da Fausto Maifredi a Massimo Faraoni, passando per Carlo Recalcati e Gaetano Gebbia).

Sul tavolo ci saranno temi decisamente "scottanti" come ad esempio il miglior tipo di attività agonistica da proporre per le fasce basse e sull'utilità delle selezioni provinciali e regionali, ampiamente dibattuti nel corso degli ultimi incontri tra responsabili dei settori giovanili professionistici, i cui documenti hanno dato vita ad un frizzante ma proficuo "scambio di vedute" con Andrea Schiavi, responsabile del vivaio Blu Orobica che propone a gran voce la reintroduzione delle finali nazionali per la categoria Under 14.

sabato 1 marzo 2008

TAVOLA ROTONDA SUL BASKET GIOVANILE

SABATO 8 MARZO 2008 - TREVIGLIO

In occasione del Raduno Interregionale del Settore Squadre Nazionali nell'ambito del Progetto di Qualificaizone Nazionale che vedrà coinvolti i milgiori prospetti dell'annata 94 anche della vostra regione (raduno che si svolgerà a Treviglio dal 5 al 9 marzo 2008) siamo felici di poter invitare tutti gli Allenatori e Istruttori con a cuore il migliormamento del movimento giovanile ad un incontro conviviale, modello tavola rotonda a tema "Proposte concrete per migliorare l'attività giovanile"

L'incontro che si terrà nella giornata di sabato 8 marzo presso l'Hotel Verri con ritrovo fin dalle ore 14.00 si occuperà di portare a conoscenza del Settore Squadre Nazionali in prima istanza e della FIP in seconda, proposte tecniche concrete per meglio porgrammare e gestire l'attività di base e d'elite dei nostri settori giovanili.

Queste a nostro avviso le domande che dobbiamo porci in fase di programmazione:
- Che tipo di attività agonisitca è meglio predisporre per le fasce Under 13 e Under 14?
- E' giusto predisporre all'interno delle proprie regioni gironi Open dove poter annoverare le migliori formazioni regionali?
- Le selezioni provinciali e regionali in queste categorie servono al movimento giovanile per poter progredire?
- Quale le proposte concrete per poter esaltare il gioco e il sano agonismo, togliendo spazio ad eventuali comportamenti non consoni per le così dette "fasce basse"?

Dettaglio Programma:
- ore 13.45.00 ritrovo presso Hotel Verri - Via Beato Angelico 4 Misano di Gera D'Adda (BG)
- ore 14.00 Inizio tavola rotonda
- ore 16.00 Visione degli allenamenti della selezione - Palasport di Cassano d'Adda

mercoledì 27 febbraio 2008

DOPO PRESSIONI DI PUBBLICARE QUALCOSA

ECCO NUOVA STORIELLA CHE FA RIFLETTERE


Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo.

Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare piu tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra sè pensò: "Ma tu guarda se solo avessi un po più di coraggio gli avrei già dato un pugno..."

Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: "Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!"

L'uomo prese l'ultimo biscotto e lo divise a metà! "Ah!, questo è troppo pensò e comincio a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa.

Quando si sentì un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando................. nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.

Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell'uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.

Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo?

Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, GUARDA attentamente le cose. Molto spesso non sono come sembrano!!!!

Esistono cinque cose nella vita che difficilmente si recuperano:
Una pietra dopo averla lanciata nel mare; una parola brutta dopo averla detta; una bella opportunità dopo averla sprecata; il tempo dopo verlo perso e l'amore di chi non vuole più lottare.

martedì 26 febbraio 2008

TANTI ALLENATORI AI CLINC DI PALLACANESTRO

OBBLIGATI DAL CNA O PURO INTERESSE?


Mai visti così tanti allenatori coinvolti nelle ultime riunioni CNA. Perchè? Come mai nella lezione tecnica teneuta da Gaetano Gebbia a Cantù ci sono state quasi 700 allenatori o il più recente clinic di Enrico Rocco a Desio ha raggiunto 400 tecnici presenti? Perchè gli allenatori hanno ritrovato il gusto di presenziare a queste riunioni?

Quanto di questo interesse esploso negli ultimi mesi con la delibera dei crediti formativi voluta da Recalcati ha un interesse vero e puro per il proprio aggiornamento tecnico e quanto invece è stato indotto dalla norma dei crediti che ogni allenatore deve raggiungere in due anni?

Mi domando ancora: perchè prima i vari CNA provinciali o regionali erano davvero immobili nella ricerca del miglior aggiornamento per i propri tecnici con riunioni alle volte annuali o semestrali con tra l'altro poca partecipazione dei tesserati.

Purtroppo solo un pazzo potrebbe pensare che gli allenatori abbiano ritrovato la voglia di confrontarsi e di mettere in gioco il proprio bagaglio tecnico prendendo parte alle varie riunioni giusto per il gusto di migliorarsi. Purtroppo infatti la maggior parte delle presenze è stata indotta dal sistema crediti che ha comunque avuto il merito di smuovere qualcosa.

Di fatto questa norma ha creato un movimento che in pochi si aspettavano così repentino e prorompente, almeno in fase iniziale. In effetti con i CNA provinciali e regionali che in questo ultimo periodo sfornano raduni e clinic ogni due o tre giorni è facile aspettarsi che presto molti allenatori saranno a posto con i crediti e che quindi le riunione svolte nel secondo biennio verranno svolte, come accadeva nel apssato, per pochi intimi.

Allora, dobbiamo essere bravi a mio avviso (e questo lo può fare solo Recalcati) a motivare gli allenatori a presenziare alle riunioni anche avendo raggiunto i crediti necessari e anche quando la tessera gare della stagione successiva è salva. Come?

Beh... in questa prima parte di clinc gli argomenti sono spesso gli stessi. Miglioramento individuale, metodologia di allenamento per migliorare i fondamentali degli interni, degli esterni, l'uso del piede perno... tutte belle robe che però dopo una, due, tre volte ti fanno veramente arrivare all'esasperazione non solo tecnica, ma anche mentale.

Nella seconda parte del biennio creiamo argomenti più complessi, dove anche chi ha magari più esperienza possa verificare le proprie convinzioni e le proprie certezze magari conclamate da decenni.

Costruiamo attacchi diversi dal - tutti fermi per 15 secondi e poi pick and rool - che ormai dilagano in serie a e non solo. Facciamo sperimentare la costruzione di una zona press o di una match-up con allenatori con esperienza che possano portare davanti a tutti i segreti di anni di palestra, partite, rapporti umani con giocatori evoluti. Diamo la possibilità del confronto a chi si vuole confrontare, portando a tema, metologie diverse per raggiungere obiettivi simili.

Solo così, forse, potremo continuare a vedere tanti allenatori (e non solo quelli giovani) frequentare le palestre delle nostre province per poter progredire.

Oltre che la deontologia (spesso poco considerata dalla categoria) lo impongono i giovani che dovremmo allenare, educare e informare.

giovedì 21 febbraio 2008

RADUNO INTERREGIONALE NORD ITALIA

5-9 MARZO A TREVIGLIO CON I 94


E' ormai ufficiale che il raduno interregionale del nord Italia per l'annata 1994 si svolgerà a Treviglio dal 5 al 9 marzo 2008.

Una bella occasione per poter vedere all'opera i migliori 24 prospetti dell'annata under 14 e per tastare con mano il polso della situazione "talenti" che riguarda il nord italia per i prossimi anni.

Allenamenti a Treviglio il 6 e il 7 di marzo mentre 8 e 9 la truppa sarà di scena a Casanno d'adda.

Probabile nella giornata dell'8 marzo l'organizzazione di una tavola rotonda sul basket giovanile a cui possano prendere parte tutti gli addetti ai lavori che hanno a cuore la crescita del movimento giovanile in italia.

Appena possibile darò seguito a queste anticipazioni con qualcosa di più sicuro.

CONTINUANO GLI INTERVENTI IMPORTANTI

GIOVANNI TODISCO (CAMPUS VARESE) DICE LA SUA


Lo spirito di competizione è insito nella natura dell’uomo e si comincia a sviluppare sin dalla nascita, nei confronti di sé stesso e degli altri. Nell’età evolutiva cresce di pari passo alla voglia di affermare il proprio Io. Lo sport, inteso proprio come momento di confronto con sé stesso (verifica dei propri miglioramenti) e soprattutto con gli altri, rappresenta sicuramente un grande momento di crescita (accettazione dei propri limiti) perché stimola l’individuo ad incrementare il proprio impegno per raggiungere traguardi sempre più significativi.

E’ ovvio ed evidente che ci saranno dei gradi per ottenere il massimo delle proprie performances, ma la presenza di istruttori esperti e qualificati saranno in questo senso fondamentali. Il problema quindi, a mio avviso, non è tanto quello di eliminare le finali nazionali under 14(un anno dopo le problematiche non saranno certo molto differenti), quanto quello di prestare molta più attenzione alle esigenze fisiche, tecniche e psicologiche dei ragazzi di questa età. Se i ragazzi vengono guidati nel modo corretto, e con loro anche i genitori, ed a volte anche qualche dirigente accompagnatore, è giusto che un gruppo che ha raggiunto un certo livello di preparazione si confronti con altri gruppi dello stesso livello. A volte ci si nasconde dietro una maschera e non ci si rende conto che l’esasperato agonismo è presente non solo nei campionati open o d’eccellenza che vengono disputati in alcune regioni, ma anche nei campionati provinciali…per non parlare di incontri mini-basket dove si assiste a scene davvero inqualificabili!!!

Per concludere, ritengo quindi personalmente che ragazzi che frequentano la terza media sono assolutamente in grado di affrontare un impegno agonistico e che, in base al livello raggiunto al termine dell’annata sportiva , possano confrontarsi con altre realtà(sono i ragazzi stessi che ci richiedono questo tipo di esperienze)...e senza creare danni di alcun tipo!!!....

Tutto questo però, con un preciso impegno da parte nostra ad aiutare a crescere i ragazzi senza pensare troppo alla nostra immagine…..I protagonisti, com’è giusto che sia, sono e saranno sempre loro!!!!

Giovanni Todisco

mercoledì 13 febbraio 2008

IMPORTANTE DOCUMENTO SUL BASKET GIOVANILE

RIFLESSIONI DI GAETANO GEBBIA

RIUNIONE RESPONSABILI SETTORI GIOVANILI - FIP

In relazione al documento emerso dalla Riunione dei Responsabili Tecnici Giovanili
delle società della Lega Basket di Serie A tenutasi il 12 gennaio 2008, mi sembrano opportune alcune riflessioni che spero possano essere opportunità di un confronto corretto che possa portare al miglioramento della pallacanestro giovanile.

ATTIVITA’ GIOVANILE

L’attività giovanile coinvolge non solo le società di Serie A ma soprattutto quelle minori, quelle società che spesso lavorano in condizioni disagiate, trovando a fatica le ore nelle palestre, senza poter disporre di risorse e strutture adeguate, dove lavorano anche degli ottimi allenatori, dove ci sono anche bravi dirigenti, quelle società dove comunque le altre di vertice vanno spesso a pescare dei giocatori.
L’investimento cumulativo delle suddette società minori è di gran lunga superiore a quello delle società di vertice, ulteriore motivo per cui sarebbe interessante, utile ed opportuno ascoltare anche e soprattutto la loro opinione in merito alle questioni sollevate.
Ogni società di vertice dovrebbe, nel proprio territorio, svolgere un ruolo di riferimento per le piccole società, in termini di organizzazione, di sviluppo di programmi di lavoro, di comportamenti, di indicazioni tecniche e didattiche.
Le società di vertice hanno o meglio dovrebbero avere questo ruolo così come la federazione ce l’ha rispetto a tutto il movimento.
Le istanze presentate sembra tutelino invece gli interessi delle sole società di vertice ed anzi riducono le opportunità di crescita ai giocatori dei piccoli club, quasi a voler rappresentare come soltanto in un club professionistico possono realizzare la loro crescita.

SELEZIONE ED AGONISMO

Possiamo tutti concordare sul fatto che l’agonismo è un elemento sano che va salvaguardato; quello che invece è negativo è l’esasperazione agonistica, quando si superano i limiti.
Ma l’esasperazione agonistica non si trova nei giocatori; l’esasperazione agonistica non è in quel tipico atteggiamento dei ragazzini, la chiamiamo voglia di vincere?, che si manifesterebbe anche solo a fare uno scatto di corsa, ma piuttosto nei comportamenti di molti tecnici che pur di ottenere il loro principale obiettivo (vincere) non tralasciano di assumere comportamenti non consoni al ruolo occupato (urla, gesti, tatticismi esasperati).

La selezione, allo stesso modo dell’agonismo, non è di per sé dannosa, anzi può rappresentare un momento importante di crescita; credo che in tutti i club si faccia selezione, fin dai primi anni di attività giovanile:
- fanno selezione quelle società che gestendo direttamente l’attività di minibasket devono fare delle scelte sui bambini che escono appunto dal settore minibasket e che non possono tutti essere coinvolti nelle squadre giovanili;
- fanno selezione quelle società di Serie A che hanno rapporti di collaborazione con società minori dello stesso territorio e da cui reclutano i migliori giocatori.

E’ piuttosto importante come qualsiasi attività di selezione venga gestita, facendo intendere come il momento delle scelte (selezione, valutazione, comparazione, giudizio, voto), rappresenti un momento formativo e mai un momento finale come accade nella vita: si sceglie un amico o si è scelti come rappresentanti di classe, si viene valutati su un compito in classe o una ragazzina decide di uscire con uno piuttosto che con un altro.

Se in tutti questi momenti di “selezione” il giovane troverà una guida che gli farà apprezzare il loro reale significato il percorso sarà realmente formativo.
Se un allenatore del settore giovanile guiderà così il proprio gruppo avrà meno difficoltà nel far comprendere ad ognuno il proprio ruolo e quello degli altri, perché poi la natura ci ha fatti uno diverso dall’ altro.

Non è dannosa la selezione, lo diventa se no viene ben gestita.

Diventa diseducativa o anche dannosa ove, come accade spesso in occasione dei “tagli” in cui vengono coinvolti tanti giocatori a vantaggio di giocatori reclutati da altre società limitrofe; tagli che nulla hanno in comune con il rispetto per lo sviluppo psico-fisico di pre-adolescenti che in molti casi, anche grazie alla poca attenzione ed ai modi spesso discutibili per forma e tempistica con cui il taglio viene loro comunicato e motivato, smettono di giocare.
Poi a proposito sempre di questo mostro che si chiama SELEZIONE, mi sembra anche qui che il problema venga affrontato senza un adeguato attenzione: attraverso l’osservazione analitica di due finali nazionali giovanili svoltesi a M.Franca (TA) negli anni scorsi, si è osservato come tutte le sedici finaliste utilizzassero, ad eccezione di una, sempre sei al massimo sette giocatori, riservando agli altri pochi attimi di gioco solo a risultato compromesso: questa vogliamo chiamarla scelta strategica!!! O giocano i migliori, cioè selezione!
Credo che tutto ciò sia sufficiente a spiegare il perché spostare di un anno cronologico sia assolutamente privo di fondamento: spiegare a tal proposito la differenza nei meccanismi di comprensione di un ragazzo nato a dicembre 93, sottoposto al trauma della selezione, ed un ragazzo nato a gennaio 94, salvato dalle torture.

ATTIVITA’ SSN

Credo che non sia stata compresa l’essenza dell’attività svolta dal SSN negli ultimi anni, attività che non è stata finalizzata a valorizzare un gruppo ristretto di pochi giocatori ma bensì è stata molto attenta alla crescita del movimento di base, convinti che soltanto con un miglioramento dello stesso si possono avere più giocatori , più bravi e di conseguenza squadre più forti.
Si spiegano, di conseguenza, i tanti giocatori coinvolti, i tanti allenatori chiamati a vivere esperienze a tutti i livelli (squadre nazionali, attività regionali, raduni interregionali, territoriali, centro di qualificazione, camp di perfezionamento, etc.), il coinvolgimento di tanti giovani allenatori (under 25), il coinvolgimento, da quest’anno, anche di giovani arbitri.
Tutto orientato al movimento e non alle singole squadre, una visione un po’ più ampia, interpretando il ruolo della federazione che deve essere attenta a tutta l’attività, di base e di vertice.
Un’analisi sulle convocazioni dal SSNM nelle stagioni 2005-2006 e 2006-2007 degli U15 e U16 effettuate da settembre a maggio ( in periodo di attività di club e scolastica) rileva che:
a) su 122 giocatori convocati, 56 appartengono a settori giovanili di serie A (46%), i restanti 66 (54%) a settori giovanili minori;
b) su 1386 giornate di convocazioni complessive, i giocatori che appartengono a settori giovanili di serie A sono stati coinvolti 750 giorni (54%), i restanti 638 (46%) gli altri atleti;
c) mediamente un giocatore di settore giovanile di serie A è stato coinvolto come U16 (annata 90 nella stagione 05-06, annata 91 nella stagione 06-07) per 17.2 giorni l’ anno;
d) un giocatore di altri settori giovanili nello stesso periodo e con le stesse annate è stato coinvolto mediamente per 13.6 giorni l’ anno.

Dai dati emerge che, per lo meno, andrebbero ascoltate anche le opinioni di chi opera nelle società non di serie A.
Ci sono realtà (anche di società di serie A), che vorrebbero un incremento dell’attività delle squadre nazionali, ci sono dirigenti ed allenatori che sarebbero ben contenti di poter dare ai loro giocatori maggiori opportunità di confronto, non vivendo quotidianamente un contesto ugualmente competitivo.

Non si possono ritenere di fatto "dannosi" o quantomeno "inutili" i raduni del SSN durante l'anno scolastico quasi dipendesse da un raduno di tre giorni , il successo scolastico di uno studente o, ancora più grave, che il suo rendimento sportivo, piuttosto che la programmazione individuale e/o di squadra dipendesse da uno o due giorni di riposo (sia fisico, che emotivo, oltrechè per studiare), che con assoluta semplicità basterebbe prevedere al ritorno di un "mini-raduno" con il SSN (ammesso che siano necessari per tutti i casi e per tutti i ragazzi) per far "assorbire" la "perdita delle lezioni scolastiche "e la "fatica fisica" di tre giorni di raduno.

Non credo si possa affermare che ragazzi sono stati danneggiati nel loro rendimento scolastico dalle convocazioni nelle squadre nazionali, anzi si sono sempre create le condizioni affinché il partecipare ad un raduno potesse costituire un’ulteriore motivazione allo studio; in poche parole, se ci tieni alla nazionale allora devi studiare, altrimenti non sei sufficientemente motivato e quindi è meglio se non partecipi.
D’altronde sarebbe interessante capire in che misura le presunte ore dedicate allo studio vengono sacrificate in talune occasioni (partite vinte con margini abissali, partecipazione ad allenamenti con il gruppo di categoria superiore solo perché a catena qualcuno della categoria superiore è finito a fare riscaldamento con la prima squadra), occasioni che realmente fanno sacrificare del tempo allo studio.

In definitiva si ritiene che la collaborazione fra club e SSN, che non può essere interpretata a senso unico, possa costituire un’ulteriore occasione di crescita per i ragazzi.

CAMPIONATI GIOVANILI

Il ridurre il numero delle squadre dei gironi della prima fase nei campionati U17 e U19 d’eccellenza va nell’ottica di rendere sempre più qualitativo il lavoro delle poche squadre di vertice e sempre meno quello delle squadre non di vertice; quelle partite che sono valutate inutili per le squadre di prima fascia sono importanti, e non soltanto in termini di confronto tecnico, per le altre squadre.
L’aumentare il numero delle squadre della seconda fase U19, risponde alla logica di avere una maggiore attività di qualità, ma non bisogna dimenticare che, in considerazione delle distanze, potrebbero aumentare i giorni di scuola sacrificati.

Sarebbe interessante capire meglio che cosa si intende per eventi (ancora una volta non solo agonistici) in grado di dare maggiore visibilità: forse parliamo di concerti, sfilate, saggi finali dove ragazzini ammaestrati fanno capovolte o saltano nei cerchi?
Oppure parliamo di formule di gioco diverse, come squadre combinate fra loro, con tecnici anch’essi che allenano gruppi diversi.
Perché quello che è importante è che alle finali provinciali, regionali che siano, si giochi pallacanestro e pallacanestro giovanile.

REGOLAMENTI

Obbligo della difesa individuale

Si ritiene che anche l’uso della difesa a zona possa essere formativo; anche in questo caso non è il tipo di difesa in sé ma l’uso che se ne fa, ed anche in questo caso sarebbe interessante l’uso che anche nelle società di vertice se ne fa e l’esempio che viene dato dagli allenatori di vertice (con le dovute eccezioni) agli allenatori della base.
Sarebbe interessante comunque sentire il parere dei tanti allenatori.

Canestri

Si ritiene che i canestri alti vanno bene anche per la categoria esordienti.

Regola del giocatore marcato da vicino

Si ritiene, come da anni proposto, che possa essere utile, estendere, anche solo nei campionati U14 ed U15 ed U17, la regola del giocatore marcato da vicino anche nel caso in cui il giocatore palleggi.
Questo invoglierebbe ad una maggiore pressione difensiva (se lo tengo per 5 secondi recupero la palla) e di conseguenza stimolerebbe l’uso del passaggio e del gioco senza la palla, entrambi aspetti del gioco che devono essere assolutamente miglioratii.

Tiro da 3 punti

In via sperimentale si potrebbe adottare per i campionatii esordienti ed U13 una diversa distribuzione nell’assegnazione dei punti:

- tiro da dentro l’area dei 3 secondi: 2 punti
- tiro da fuori l’area dei 3 secondi: 3 punti

Il che servirebbe a rendere meno allettante il tiro attuale da 3 punti per ragazzini che spesso sono costretti a scomporre la propria tecnica di tiro per tirare da troppo lontano e favorirebbe invece il miglioramento del tiro dalla media, di cui, anche in giocatori evoluti, si ha carenza.

Considerazioni finali

Mi sembra che l’interpretazione fatta dai responsabili dei settori giovanili di alcuni club di serei A sia abbastanza restrittiva, nel senso che si ragiona soltanto nell’ottica di pochi club seppure di vertice e che inoltre si restringa il periodo di crescita e formazione a solo il periodo dell’attività giovanile; le problematiche esposte devono essere inserite in un quadro più ampio che coinvolga anche i campionati senior, ai diversi livelli.
Un giocatore si forma nel periodo giovanile ma sarebbe limitante non valorizzare anche quanto può fare successivamente in termini di miglioramento individuale, ragione per cui sarebbe opportuno un approccio, che pur partendo dall’attività giovanile, non si limiti soltanto alla regoluccia o al numero delle squadre dei campionati giovanili, ma offra una visione più ampia delle problematiche che coinvolgono la formazione di un giovane giocatore.

Restando in attesa di riscontri possibilmente confortati da dati invio a tutti cordiali saluti e un sincero augurio di buon lavoro, ne abbiamo tutti bisogno.


Considerazioni personali al documento:

Il documento di Gebbia mi sembra contenga ottimi spunti. Appare molto forte la presa di coscienza che quello che è venuto fuori dalla riunione dei responsabili dei settori giovanili di serie a, siano di fatto considerazioni parziali con pochissima attenzione verso la base del movimento. Prendiamo atto che dare più voce alla base è una delle priorità anche del SSNM.

Nelle considerazioni intravedo anche la possibilità del ripristino delle finali nazionali under 14, che non sono di per se negative, ma che potrebbero diventarlo per colpa di eventuali atteggiamenti deviati di allenatori troppo esuberanti;

Ottima l'idea a mio avviso del tiro che vale tre fuori area nei campionati esordienti e under 13;

Da prendere in serie considerazione anche la regola dei 5 secondi su uno che palleggia nella metà campo offensiva. Nelle categorie Under 13, 14 e 15 potrebbe limitare quella serie di penetro e scarico troppe volte abusato da allenatori e ragazzi. Regola: se sei in possesso del pallone nella metà campo offensiva e stai palleggiando hai 5 secondi per liberarti del pallone. I secondi partono e finiscono solo nel momento del palleggio.

E visto che ormai ci siamo aggiungo altre proposte concrete da poter inserire nelle DOA:

- libertà assoluta di passaggio giocatori tra società satellite
- visto le incomprensioni degli ultimi tempi tornei a pensare al trofeo delle regioni per la classe under 14 e non under 15. Quattro giorni di torneo con 16 squadre (con qualche accorpamento di regioni con meno popolazione) con 5 partite in 4 giorni. Arrivo il primo giorno, partita, secondo giorno due partite, si finisce il girone di qualficazione. Terzo giorno semifinali. Quarto giorno finali.
- per le categorie giovanili da abolire l'orario delle 21.30 come termine ultimo per le gare di campionato infrasettimanale. Massimo alle 21.
- seconde fasi under 19 anche leggermente più lunghe, ma con partite con squadre di regioni limitrofe. (Lombardia-Piemonte; Liguria-Toscana; Emilia-Veneto; Friuli-Trentino; Marche-Abruzzo-Umbria; Lazio-Campania-Molise; Puglia-Basilicata-Calabria; Sicilia-Sardegna.) Otto coppie di regioni. Le prime due o tre classificate (in base al numero di tesserati presenti in quelle regione) alla finali nazionali.

e per ora è tutto... ma solo per ora però!!

ALTRO PARERE AUTOREVOLE

ENRICO ROCCO DICE LA SUA

Ciao Andrea,
dopo aver letto le tue riflessioni e le riflessioni di Federico Danna, mi permetto di esprimere anch'io un mio piccolo pensiero:

negli ultimi anni la società (intendo scuola, sport, catechismo, etc) che si occupa della crescita dei ragazzi, non ha fatto altro che togliere responsabilità a questi ultimi, togliendoli da verifiche come gli esami, creando agevolazioni per i loro percorsi di crescita senza rendersi conto che è il sistema più facile per creare dei piccoli "falliti" senza la capacità di affrontare difficoltà e di vivere emozioni.
E poi i bambini vivono di agonismo, ho una figlia e tre nipoti che vedo quotidianamente tra i 4 e i 9 anni, non fanno altro che fare gare, misurarsi, competere tra di loro e cercano di barare ogni volta per vincere.
Il mio compito di padre e zio è quello di spiegare loro che le regole vanno rispettate e che la sconfitta va accettata, questo è anche il mio compito di allenatore ed istruttore giovanile, non è certo quello di proibirgli di confrontarsi evitando di incontarsi, non bisogna evitare che le persone cadano, bisogna semplicemente aiutrale a rialzarsi.

In merito alle selezioni vorrei ricordare a Danna che realtà come la Spagna, la Francia, la Lituania, stanno già lavorando a livello Nazionale sulle annate 95, cioè sono in vantaggio di 2 anni, volete dirmi che i ragazzi spagnoli e francesi sono più evoluti dei nostri?
Avete ragione che molte volte si creano aspettative nei genitori, ma perchè allora non ci impegnamo a fare capire ai genitori che la vita sportiva dei loro figli appartiene ai figli stessi e non devono realizzare i fallimenti degli adulti. Si parla di scene assurde viste al Trofeo Bulgheroni, mi dispiace però ribadire che sono scene di alcuni e non la regola, inoltre avete mai assistito al Trofeo delle Regioni? Bene allora dobbiamo impegnarci a parlare con i genitori e fare capire loro le regole di vita sportiva visto che noi ci impegnamo a insegnarle ai ragazzi.

E poi permettetemi di dire che non ritengo ne la scuola ne il basket le cose più importanti, ritengo invence essenziale la crescita dell'individuo che passa attraverso degli strumenti.
La scuola, lo sport, il catechismo, l'amicizia, etc., sono strumenti che servono alla loro crescita e sono complementari.
Non sono molto vecchio ma nella mia vita ho incontrato ingengneri molto bravi che erano dei "piccoli" uomini e "contadini" (senza offesa) con poca cultura che erano dei grandi uomini.


Enrico Rocco


Ringrazio Enrico per il suo spunto di riflessione. Rimando tutti al forum di basketcafè dove la discussione sta prendendo sempre più forma. Per poter continuare a leggere le considerazioni esposte potete cliccare qui

martedì 12 febbraio 2008

FEDERICO DANNA RISPONDE ALLA QUERELLE

CONFRONTO SERRATO MA ONESTO


Ecco la risposta di Federico Danna (Responsabile Settore Giovanile di Biella) sul post pubblicato ieri sul resoconto della riunione di Bologna

Caro Andrea,

mi sento in dovere di risponderti; mi sembra che il tuo resoconto non sia così corretto nel riportare le argomentazioni presentate alla riunione di Bologna.
Ti ringrazio, presenti la società di cui sono responsabile per il settore giovanile, come un esempio da seguire, ma non riporti bene ciò di cui si è discusso.
Parto dal basso: torneo Bulgheroni, nessuna revisione, ognuno, società o comitato può organizzare ciò che crede, ma non è compito del responsabile tecnico territoriale (RTT) occuparsi di questa attività. Nè deve essere intesa come una attività legata al SSN, come a volte la si fa passare. Un anticipo del PQT, che diventa un anticipo del trofeo delle Regioni. A volte sembra che si programmi tre anni per quest'appuntamento. Ogni comitato regionale invitato, se attraverso il suo Presidente, decide di aderire all'iniziativa, lo faccia, ci mancherebbe altro. Continuo a pensare che a 13 anni(quest'anno il 95) queste "selezioni", nella pratica, facciano più male che bene(aspettative dei genitori in particolare). Ciò che nasce con un intento, continua poi in modo totalmente diverso: la storia ci racconta di partite dove la strategia ha prevalso sull'aspetto ludico-educativo, altro che esperienza positiva.

Ho tre figli, due dei quali hanno partecipato con la rappresentativa regionale piemontese(uno dell'88 e uno del 90), in passato a questo torneo. Non ho assistito a scene molto edificanti.
Allora penso che l'attività del SSN debba partire dalla 1° superiore(quest'anno il 93), due anni per preparare l'europeo.
Conosco reali problemi causati a piccole società dalla cattiva applicazione di questa attività.

Per la stessa ragione sono convinto che l'attività fino alla terza media(ragiono sempre per anno scolastico, poichè la scuola è ciò che condiziona più di tutto il giovane) debba essere tenuta senza esasperazioni, selezioni, maglie Italia...Piemonte ...., si anche senza finali nazionali; basta ed avanza l'attività regionale. I mille tornei "amichevoli" che ci sono in giro, sono perfetti per confrontarsi con realtà più lontane, per vivere esperienze di "squadra".
Non credo che si voglia togliere la possibilità di confronto, credo che la si voglia razionalizzare in base all'età dei ragazzi.

Con i più grandi, secondo me ci dimentichiamo di avere a che fare con ragazzi, non con oggetti: la facilità con cui un ragazzo "promettente" possa uscire dal seminato è altissima, allenamenti con la squadra superiore, spesso con la "nostra" prima squadra, la nazionale......chiediamo loro sempre di più, senza badare se l'attività è adeguata. Poi arrivano a 19 anni e sono "vecchi", fisicamente "logori". Non critico solo l'attività del SSN, critico la "nostra" attività. Non ne soffre solo la scuola, ma la scuola resta l'attività principale. Il rischio di creare "spostati " è altissimo

Sono d'accordo, a volte li sentiamo "nostri "e c'è invidia non solo con l'allenatore della nazionale, ma anche con quello della prima squadra.
Ma spesso siamo noi che ci rendiamo conto dei problemi dei ragazzi a chiediamo che possano vivere un'esperienza ancora una volta relazionata all'età.
I raduni facciamoli, il più possibile, nelle vacanze scolastiche e facciamo quelli che ha senso fare: che senso hanno avuto tutti questi raduni "preliminari" dell'under 20?

Spero di essere utile al dibattito.
Federico Danna


Certamente utile al dibattito.

Certo non dovrei essere io a difendere l'istituzione del Trofeo Bulgehroni o l'attività del SSNM... ma quello che posso fare e portare all'attenzione generale la mia esperienza personale.

Ho vissuto sulla mia pelle tutto il percorso formativo, Selezioni Provinciali, Bulgheroni, Selezioni Regionali, Interregionali, Trofeo delle Regioni, Raduni Nazionali... con i "miei" (ci risiamo) pargoli del 93 Carnovali e Tomasini.

Ti posso assicurare che seppur con le dovute differenziazioni sia nella metodologia, sia nei contenuti, sia nell'espressione personale dei Valori, tra il sottoscritto e il modo di fare e di pensare degli allenatori del SSNM ho avuto (abbiamo avuto, ci metto dentro anche Tommy e Simo) grande efficacia da tutta questa attività.

Entrambi in piena evoluzione e tutti e due con problematiche completamente diverse sia dal punto di vista tecnico che caratteriale, hanno avuto un grande giovamento da queste attenzioni in più del SSNM. Potrei scommettere che nel caso in cui non si fosse svolto tutto quanto fatto in questi ultimi due anni e mezzo (anche se con sacrifici, viaggi, infortuni e anche però allenamento e divertimento...) i due ragazzi sarebbero certamente più indietro.

Poi è vero che se a livello Under 19, o alla fine del settore giovanile ti arrivano in prima squadra ragazzi "vecchi" di testa, o senz apiù la necessaria voglia di lottare ed emergere, allora a mio avviso non è tanto quello che gli abbiamo fatto fare che è stato negativo, ma è quello che gli abbiamo detto nel motivarli a farglelo fare che è sbagliato.

Mi spiego. Molti allenatori giovanili usano motivare le proprie squadre di ragazzini con discorsi da grandi. Come se allenassero degli atleti evoluti. In realtà a volte queste motiviazioni (per ragazzi a cui non gli frega nulla avere delle motivazioni supplementari a quella semplice semplice di giocare per divertirsi) non servono altro che a sconfiggere le paure intime proprio dell'allenatore.
Quindi a mio parere ci vorrebbero meno discorsi macchiavvellici superando di slancio il complesso di edipo da parte degli allenatori, lasciando liberi di liberarsi a dei giovani che già a scuola, in famiglia, in parrocchia e magari anche con gli amici subiscono storture della realtà e poca propensione allo sviluppo della propria migliore personalità.

Liberi di liberarsi, non schiavi (io non c'entro) di situazioni precostituite. Niente gabbie cui rinchiudere anime libere, pensieri stupendi e voglia di sognare. Solo aiuto nella conoscenza del gioco e della tecnica, lasciando ampio sapzio alla sperimentazione personale e trovando il miglior modo per essere una foresta che cresce, senza il pericolo attuale del repentino disboscamento...

D'altronde... "Chi mai chiederà ad un bimbo perchè gioca a palla, chi mai chiederà ad un equilibrista perchè cammina sul filo e chi mai chiederà ad un amante perchè ama?

"Il gioco è una attività fisiologica perchè esige un movimento, è una attività psichica perchè coinvolge l'immaginazione e l'affettività, è una attività spirituale perchè si realizza soltanto nella libertà, con la libertà e per la libertà.
(Paolo Viotto - mio professore di pedagogia all'Isef)