sabato 12 settembre 2020

CON BEN 25 VOTI SU CIRCA 1.700 AVENTI DIRITTO AL VOTO SONO STATO ELETTO DELEGATO DEGLI ALLENATORI DILETTANTI!

 


Volevo semplicemente avvisare che l’obiettivo di diventare Delegato degli Allenatori dilettanti per la Circoscrizione 1 (Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle D’Aosta, Bolzano e Trento) alle prossime Elezioni Nazionali FIP dovrebbe essere stato raggiunto dopo aver saputo i risultati in maniera ufficiosa (!).🏀


Grazie alla quasi trentina di Allenatori che mi hanno votato. Qualcuno di Milano ma altri sono arrivati da Bergamo e da Varese dimostrando grande cuore. Grazie anche al sostegno dei tanti amici/sostenitori che si sono fatti sentire per darmi coraggio e fiducia.🙏

♨️ 


Adesso viene il bello. Naturalmente vi terrò aggiornati in tempo reale!


Votazione Ufficiosa Circoscrizione 1: Schiavi (Lombardia) voti 24, Caputo (Piemonte) voti 23, Jacomuzzi (Piemonte) voti 19, Meneguzzo (Lombardia) voti 19, Ferrari (Lombardia) voti 12.


domenica 6 settembre 2020


 📌 Come sapete domenica 6 settembre al Mediolanum Forum di Assago in orario compreso tra le 7.30 e le 14.30 con ingresso al Gate 35 ci saranno le Elezioni degli Allenatori che si sono candidati per svolgere il ruolo di Delegato all’Assemblea della FIP a novembre.


🗣 Invito tutti gli Allenatori che hanno diritto di voto ad andare a votare.

🙏🏻 Ringrazio in anticipo chi lo farà superando le difficoltà di recarsi in un seggio elettorale magari non proprio sotto casa e con la consapevolezza che forse c’era qualcosa di meglio da fare.

Ringrazio soprattutto chi lo farà contro voglia, pensando che è difficile modificare certi aspetti della Federazione, che spesso è già tutto deciso e che a noi Allenatori viene chiesto tanto (spesso tutto) ma viene dato poco (a volte niente).

So però di contare su molti colleghi a cui piace la politica delle idee, dei pensieri felici e delle visioni. Sarebbe bello partire dall’esempio di queste persone per arrivare a salvaguardare il centro della nostra opera: i giocatori del Settore Giovanile.🎯

Mi sono candidato al ruolo di Delegato perché vorrei trovare altri Allenatori e altre persone che la pensino così, per un futuro migliore della nostra Pallacanestro 🏀

sabato 29 agosto 2020

IN PREVISIONE ELEZIONI FIP A ROMA 12/13 NOVEMBRE
DALLA LOMBARDIA TRE CANDIDATI DELEGATI ALLENATORI

 


Sono state pubblicate dalla Segreteria della FIP le candidature per l'elezioni dei Delegati che saranno a Roma il 12 e il 13 novembre prossimo in occasione dell'Assemblea Nazionali, per il rinnovo del Consiglio Federale con elezione del prossimo Presidente della FIP.

Andiamo con ordine.

Domenica 6 settembre dalle ore 07.30 alle ore 14.30 presso Mediulanum Forum, Via Di Vittorio ad Assago, (ingresso gate 35) sarà possibile per tutti gli allenatori (che però abbiano già pagato la tessera CNA per la stagione 20-21) votare il sottoscritto (ovviamente)!

Perchè?

Se fossi il più votato della mia circoscrizione (Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Trento e Bolzano) potrei a mia volta eleggere il Consigliere Federale che rappresenta tutti gli Allenatori nel massimo organo della FIP.

Ci sono altri candidati?

Certamente si! In Lombardia sono in ottima compagnia avendo come "avversari" Massimo Meneguzzo e Mattia Ferrari. Ma ci sono anche i candidati delle altre regioni della nostra circoscrizione: Renato Caputo e Luca Iacomuzzi, entrambi residenti in Piemonte.

Chi verrà eletto?

Verranno eletti i primi due candidati che ottengono più preferenze. Considerando che ogni allenatore che andrà a votare può esprimere una sola preferenza, una bella sfida per il sottoscritto.

Perchè mi sono buttato in questa cosa?

Per sapere propria tutta la storia, ti consiglio di leggere QUI. Riassumendo direi che la programmazione e la visione del Settore Giovanile deve tornare al centro dell'attenzione delle Istituzioni. Non vedo alternative per la sopravvivenza del nostro movimento.

Per votare a Limbiate cosa bisogna fare?

Basta aver pagato la tessera CNA entro il 4 settembre e presentarsi presso il Collegio Elettorale disposto presso il Mediolanum Forum, avendo un documento in corso di validità.

Devo presentare la contabile del pagamento della tessera CNA?

Se non ti vedi inserito in questa lista (QUI), di aventi diritto al voto, porta con te anche la contabile del pagamento della tessera.

Ti chiedo parecchio?

Si! So bene che sto chiedendo parecchio a dei colleghi e amici che domenica 6 settembre (dalle 7.30 alle 14.30) avrebbero tutt'altro da fare anzichè andare a Limbiate a fare una cosa che nessuno gli ha mai chiesto di fare, cioè votare un delegato FIP.

So anche però che lo sforzo di andare a votare è la base per poter pensare di aumentare in maniera tangibile e concreta una rappresentanza libera!


Se vuoi conoscere altri dettagli guarda il video qui sotto






martedì 25 agosto 2020

MI PRESENTO PER FARE IL DELEGATO DEGLI ALLENATORI
ALLE PROSSIME ELEZIONI DELLA FIP


Nella giornata di lunedì 24 agosto sono stato presso il Comitato Regionale della Lombardia della FIP per presentare la mia candidatura come Delegato degli Allenatori dilettanti per la circoscrizione Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Trento e Bolzano.

In pratica (se votato ed eletto il prossimo 6/09 a Limbiate) sarò presente a Roma il 12 e il 13 novembre per l’elezione del prossimo Consiglio Federale della Federazione Italiana Pallacanestro.
Lo Statuto della Federazione permette a tutti gli Allenatori, in regola con il pagamento della tessera CNA, (che sia mai!) con tre semplici moduli di candidatura di altri Allenatori di poter essere nella lista dei potenziali delegati.

Dopo aver vissuto nel periodo del lockdown, insieme a tanti altri Allenatori sparsi per l’Italia, diverse ore davanti al computer su zoom a parlare di pallacanestro giovanile a 360°, mi sento in dovere (e anche in diritto) di provare ad essere nel posto giusto al momento giusto. Come Allenatore di Settore Giovanile e Uomo libero, con la bandiera del bene comune in mano mi piacerebbe difendere il futuro, la programmazione e la visione dei Settori Giovanili.

Avendone facoltà una volta (eventualmente) eletto, (insieme agli altri 6 delegati Allenatori presenti a Roma, provenienti dalle altre circoscrizioni in giro per l’Italia) mi piacerebbe infatti poter individuare un Allenatore che abbia a cuore il Settore Giovanile per il ruolo di Consigliere Federale. Lo voterei a mia volta senza esitazione.

Mi piacerebbe che i problemi legati allo sviluppo e alla salvaguardia dei Settore Giovanili siano al centro dell’agenda del prossimo Governo Federale. La situazione era già critica prima dell’emergenza sanitaria di questi ultimi mesi, ma nel post Covid, senza un impulso forte economico e sociale da parte della FIP, del CONI e delle Istituzioni in generale, nei confronti del movimento di base, perderemo molto del futuro del nostro sport.

Mi sono sempre occupato di attività giovanile e mi sento in dovere verso le nuove generazioni di giocatori, di allenatori e di dirigenti, di preparare (per quanto possibile) una strada meno impervia per vivere e giocare la passione per il Basket.

martedì 10 marzo 2020

UN PENSIERO FELICE PER TUTTI QUELLI CHE MERITANO UN PENSIERO FELICE



Un pensiero felice ai giocatori che salutano quando entrano in palestra. Un pensiero felice a chi sta attento con gli occhi e la mente quando l'allenatore parla. Un pensiero felice a chi quando deve uscire per un cambio, corre verso il compagno che deve entrare lo incoraggia e gli da un cinque. Un pensiero felice ai giocatori che mettono via i palloni quando non servono più. Un pensiero felice ai giocatori che si allenano al tiro anche fuori dagli orari di allenamento. Un pensiero felice ai giocatori che aiutano un compagno in difficoltà. Un pensiero felice ai giocatori che non protestano con l'arbitro. Un pensiero felice a tutti quelli che hanno anteposto il proprio tornaconto personale con quello dello squadra. Un pensiero felice a chi si sacrifica difendendo sempre sul più forte. Un pensiero felice ai giocatori che fanno bene i blocchi. Un pensiero felice a quelli che seppur giocando poco non ti fanno mai mancare il loro impegno e il loro sorriso. Un pensiero felice ai giocatori che capiscono che anche l'allenatore può sbagliare e lo comprendono. Un pensiero felice ai giocatori che nel momento decisivo fanno la cosa giusta. Un pensiero felice ai giocatori che chiedono scusa. Un pensiero felice ai giocatori che sono d'esempio per gli altri. Un pensiero felice ai giocatori che la borsa di fianco alla panchina non la buttano a caso ma le depongono in ordine di fianco al muro. Un pensiero felice ai giocatori che ti mandano gli auguri di Natale perchè sei una persona importante per loro. Un pensiero felice ai giocatori che ti chiedono di poter fare un allenamento in più. Un pensiero felice ai giocatori che in allenamento si accusano del fallo che fanno. Un pensiero felice ai giocatori che anche quando non sei più il loro allenatore non ti fanno mai mancare il loro rispetto. Un pensiero felice ai giocatori che ti guardano seduti in panchina con la voglia di entrare e dare il massimo. Un pensiero felice ai giocatori che si siedono in panchina vicino agli allenatori per ascoltare i suggerimenti detti agli altri. Un pensiero felice per tutti i giocatori che non hanno invidie ma apprezzano e cercano di imitare le virtù dei compagni. Un pensiero felice ai giocatori che organizzano bene il riscaldamento della propria squadra. Un pensiero felice a tutti i giocatori che anche se non c'è l'allenatore si comportano perfettamente comunque. Un pensiero felice ai giocatori che sono felici se un loro compagno è stato selezionato. Un pensiero felice ai giocatori che ascoltano tutti con attenzione, ma che poi fanno le cose con la propria testa e coscienza. Un pensiero felice ai giocatori che hanno pensieri felici.

martedì 26 febbraio 2019

CONVEGNO PRESSO L'OSPEDALE DI BERGAMO IL 15 MARZO
LIBERI DI SOGNARE, LE PARILE E LE IMMAGINI CHE CURANO


L'Associazione conGiulia Onlus, è lieta di invitarVi al Convegno dal titolo “Liberi di Sognare. Le parole e le immagini che curano”.

Il convegno si articolerà in due momenti della giornata del prossimo venerdì 15 marzo 2019, presso l'auditorium “Lucio Parenzan” dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, uno la mattina dalle ore 9 alle 12, riservato alle scuole secondarie di secondo grado, ed uno la sera alle 20.30, aperto a tutta la cittadinanza

L’obiettivo è rendere pubblico un progetto che vede coinvolti bambini e ragazzi in cura nel Reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale di Bergamo e alcuni adulti tra cui medici, infermieri e famiglie.

Queste le linee guida.
Ci sono diversi modi di vivere la malattia. Annichiliti dalla sofferenza, isolati dal mondo (per scelta voluta o subita), chiusi in se stessi nel silenzio. Oppure pronti a combattere, a guardare in faccia il “nemico”, ad elaborare, verbalizzare, condividere con la comunità che ti circonda ansie, speranze, fatiche. Tutte le reazioni emotive ed esistenziali di chi è malato meritano il massimo rispetto. Nessuno può giudicare il modo di vivere e di elaborare la sofferenza. Qui si parte tuttavia dall’assunto che la seconda modalità, quella che implica un’elaborazione condivisa della malattia, sia essa stessa un’importantissima forma di cura, finalizzata, quando è possibile, alla guarigione, e comunque preziosissima per garantire una migliore qualità della vita ai malati.
Il convegno si articolerà in tre momenti forti.

Le fotografie
In collaborazione con il fotografo Settimio Benedusi è stato allestito un set fotografico all’interno dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Ad alcuni bambini, ragazzi, operatori sanitari e ai genitori è stata offerta la possibilità, attraverso costumi di scena, di rappresentare, in un personaggio, il sogno della propria vita: cosa voglio, cosa vorrei e cosa avrei voluto diventare.

Il video
Attraverso il videomaker Nazareno Cortinovis è stato realizzato un filmato, una sorta di backstage permanente, che racconterà il progetto in tutte le sue fasi
preparatorie. Un escamotage narrativo che strada facendo permetterà di raccogliere e restituire pubblicamente le testimonianze di tutti i protagonisti del progetto.

Le parole
Saranno selezionati alcuni testi tra quelli prodotti dai concorsi letterari promossi in questi anni dall’associazione e tra i messaggi affidati al “diario di bordo” messo a disposizione di tutti nel reparto di Oncoematologia pediatrica. Nel progetto saranno inoltre coinvolti insegnanti volontari e studenti della scuola estiva in ospedale, promossa dall’Associazione, impegnati in un laboratorio di scrittura sul sogno. Gli elaborati più significativi saranno proposti alla lettura in pubblico.

lunedì 21 gennaio 2019

CLINIC PAO TENUTO A VARESE DURANTE IL MEMORIAL GIANNI ASTI
UN GRANDE ONORE PARLARE IN RICORDO DI GIANNI ASTI



Venerdì 4 gennaio 2019 nell'ambito dell'annuale edizione del Memorial Gianni Asti a livello Under 13, ho avuto l'onore di fare da relatore durante il Clinic PAO organizzato dalla Robur et Fides e dal CNA di Varese.
Parlo di onore, perchè essere invitato a parlare di pallacanestro davanti ad amici e colleghi, oltretutto a Varese e in ricordo di Gianni Asti è certamente qualcosa che va ampiamente oltre quello che merito.

Ho già scritto su questo blog parole di ricordo per Gianni Asti, ma non mi stancherò mai di dire che Gianni è stata una figura fondamentale per il mio percorso di giovane allenatore alla Robur.

In ogni situazione critica riusciva sempre a trasformare il problema in una bella opportunità e questo è stato un suo marchio di fabbrica con tutto ciò che affrontava... persino la malattia, fino alle ultime ore della sua vita. Che Uomo!!

Durante il clinic, parlando di Gianni Asti, ho riferito che le tre cose che più di altre hanno lasciato il segno dentro di me sono state:

  1. allenare e dedicare sempre più tempo al miglioramento della mano debole
  2. al centro della nostra attività ci sono prima le persone e poi i giocatori...
  3. la pazienza di aspettare i frutti e che con i giovani non possiamo/dobbiamo avere fretta... ogni cosa arriverà a suo tempo.
Grazie Gianni!!

Un grazie speciale anche a tutti gli allenatori presenti e soprattutto a quelli che mi hanno fatto avere la propria opinione su quanto ho cercato di dire e comunicare.




giovedì 13 dicembre 2018

GRAZIE A SIMONE TOMASINI PER IL BEL RICORDO
IL PERCORSO GIOVANILE RIMANE UN MARCHIO DI FABBRICA




Nei giorni scorsi su Bergamo Post in questa pagina: http://www.bergamopost.it/che-succede/punto-sul-basket-bergamasco-stop-bb14-applausi-levolut/ Simone Tomasini (classe 2003) ha rilasciato una breve intervista rispondendo anche sul suo passato come giocatore di Bluorobica.

Ringrazio Simone per aver speso parole importanti per il sottoscritto ma soprattutto per Raffa Martini suo primo maestro ed allenatore con le squadre Blu.


Ecco parte dell'articolo:
Da parte dello stesso Tomasini anche qualche battuta sul suo passato giovanile nella filiera blu-arancio della BluOrobica Bergamo: «L’ambiente trevigliese e in particolare la BluOrobica avranno sempre un posto speciale nel mio cuore: ricordo tutti con affetto, dai primi tornei con l’indimenticato Raffaele Martini agli ultimi anni sotto la guida tecnica di Andrea Schiavi e Mauro Zambelli, per non parlare della finale scudetto persa contro la Mens Sana Siena… Emozioni indelebili. In particolare rimango molto legato proprio ai coach Schiavi e Zambelli: insieme abbiamo svolto un percorso tecnico e umano incancellabile, che mi ha portato a diventare il giocatore che sono ora».

IL VALORE ASSOLUTO DI UNA STRETTA DI MANO
NEL BASKET GIOVANILE IN CHE DIREZIONE STIAMO ANDANDO?


Alle volte le strette di mano hanno un valore assoluto molto importante. Con la stretta di mano condividi pensieri, progetti, idee, prospettive.

Ma la domanda a cui non riesco veramente a dare risposta è quanto possa valere questa stretta di mano per il mondo della pallacanestro giovanile in Italia?



FINALMENTE SEMBRA CHE IL VENTO STIA CAMBIANDO
LA DEMOCRAZIA NON E' PER I CANDIDATI UNICI (GIA' ELETTI)



Sembra che il vento stia cambiando e la sensazione è finalmente quella che ci sia qualcuno con gli attributi che possa per lo meno mettere un dubbio un sistema che ha retto per tanti (troppi) anni.
La mancanza di alternative a candidature uniche nel mondo dello sport deve finire. La democrazia non è questa e se volete anche il miglioramento dello sport non è questo.

Proprio nello sport dove la sana competizione è valido strumento di miglioramento, assistiamo inermi alla passerella, sempre più stucchevole delle stesse facce.

Ovviamente chi si permette di provare a creare una alternativa viene per così dire isolato... 

Ma come diceva un mio grande maestro di sport: "Gira e rigira la freccia torna in culo a chi la tira...".


MA VEDERE UNA VOLTA PREMIARE CHI MERITA VERAMENTE?
TROPPO SPESSO AMICI DEGLI AMICI E BASTA



Ero già convinto che in questo mondo, ma in modo particolare in Italia, vedere premiato il merito sia un'idea che appartiene a pochi. Purtroppo ancora una volta la dimostrazione dei fatti è rappresentata da scelte che apparentemente vanno al contrario dell'applicazione di un merito.

Vestire la maglia azzurra e rappresentare l'Italia in giro per l'Europa e per il mondo non può avvenire per amicizia. Per amicizia invito una persona a cena, al limite, faccio un regalo per il compleanno... ma non posso pensare di fargli guidare un aereo solo perchè da piccolo voleva fare il pilota.



domenica 21 ottobre 2018

DAL VIVAIO URANIA I PRIMI PUNTI IN SERIE B PER MORGAN RASHED
DOPO CINQUE ANNI ECCO LA PRIMA GEMMA



Sabato 20 ottobre 2018, durante la partita Urania-Lugo valevole per il Campionato di Serie B, girone B terza giornata, negli ultimi quattro minuti della gara è entrato in campo Morgan Rashed, atleta Urania anno di nascita 2002.
Morgan in un finale già scontato ha realizzato due triple in rapida successione (nel tripudio generale) e per lui sono stati i primi punti in Serie B.

I primi punti di Morgan mi hanno subito riportato il ricordo al primo allenamento Under 13 di cinque anni fa. Arrivato in Urania da poco come responsabile e allenatore di quella squadra in quella occasione ho conosciuto Morgan e i suoi compagni tutti dell'annata 2002 per iniziare la stagione Under 13.

Alla fine del primo mese di attività con quel gruppo, ho cercato di immaginare un possibile scenario futuro utile per i ragazzi e per la Società. L'idea che mi ero fatto e che avevo condiviso con i miei collaboratori era appunto quella di vedere di li a 5 anni qualche ragazzo di quella squadretta, gregario (o qualcosa di più) in prima squadra in Urania. E così è stato.

Sono molto contento di quanto successo sabato sera al PalaIseo perchè i pensieri (sogni?) prendono forma sempre più rapidamente. I primi punti in Serie B per Morgan rappresentano un segno tangibile e concreto che tutto quello che abbiamo fatto in Urania in questi anni sta iniziando a portare i frutti più belli, più visibili e anche più maturi. Ovviamente è un primo (piccolo) segnale ma ormai ci siamo.

Come allenatore di Settore Giovanile, abbiamo la fortuna di vedere crescere generazioni intere sotto i nostri occhi e tanto più la situazione è difficile e complicata e tanto più ci adoperiamo perchè il risultato sia sempre lo stesso. Portare al massimo del proprio potenziale (umano e tecnico) ogni singolo atleta che alleniamo. Ovviamente condito con i nostri limiti ed inevitabili errori.

Non mi sbilancerei troppo con confronti scomodi, ma i primi punti di Morgan (in Urania) li potrei benissimo paragonare ai primi punti di Marco Planezio a Treviglio che nell'era Bluorobica di fatto hanno aperto un ciclo importante di produzione giocatori di alto livello.

Il tempo e la pazienza sono certo ci porteranno altri preziosi frutti sotto gli occhi... e di questo abbiamo sia la fiducia che la certezza di chi vede tutti i giorni in palestra i ragazzi.

Per ora Grazie Morgan


venerdì 28 settembre 2018

VIDEO INTERVISTA DI SPORT TODAY SUL PERCORSO DI MIGLIORAMENTO DEL SETTORE GIOVANILE URANIA MILANO



Grazie agli amici di Sport Today per questa video intervista svolta nell'ambito della giornata NBA Gatorade Challange svolta a Milano martedì 25 settembre 2018

Intervista Sport Today


venerdì 14 settembre 2018

15 SETTEMBRE 2018 CLINIC PAO A MARTINENGO
IN SINTESI GLI ESERCIZI CHE FARO' VEDERE


Ecco nella foto la sintesi degli esercizi che farò vedere durante il clinic a Martinengo nella mattinata di sabato 15 settembre dalle ore 11.00 alle ore 12.30.



giovedì 13 settembre 2018

CLINIC PAO A MARTINENGO IL 15 SETTEMBRE 2018
VI ASPETTIAMO PER DIVERTIRCI PARLANDO DI BASKET



Sarà una mattinata spero utile, divertente e non scontata, quella che passeremo sabato 15 settembre dalle 9.30 alle 12.30 presso la palestra di Martinengo per il clinic Pao organizzato dal CNA di Bergamo in occasione dell'annuale Torneo "Città di Martinengo".
Insieme al sottoscritto, come relatore un caro e vecchio amico di scuola Bluorobica, Seba Guzzetti, Preparatore Fisico della Blu Basket Treviglio, ma non solo.
L'invito è ovviamente per tutti gli amici allenatore che hanno voglia e tempo di divertirsi con il Basket del Settore Giovanile.

Ecco il link della notizia: FIP Bergamo

sabato 14 aprile 2018

LA FINE DI UNA STORIA SPECIALE. ECCO LE ULTIME FOTO SCATTATE A FOLLONICA AD AGOSTO 2016

Dopo mesi per elaborare la fine di una Storia Speciale come quella del Villaggio Marino di Follonica, penso sia giusto pubblicare le fotografie scattate negli ultimi giorni in cui la colonia ha avuto vita. Prima che le ruspe abbiano iniziato il loro lavoro di demolizione (si parla di fine agosto 2016), ho avuto la fortuna di assaporare per l'ultima volta odori e sensazioni di un posto che ci ha fatto diventare grandi.
Grazie di tutto Follonica.





























giovedì 11 gennaio 2018

BREVE MA INTENSO RESOCONTO DEI MIEI PRIMI 50 ANNI DI VITA DAL 29/12/1967 AL 29/12/2017



Tutto nasce (e veramente il caso di dirlo) il 29 dicembre 1967. Un bel percorso che arriva ad oggi, 29 dicembre 2017. Con spirito critico e con il dono della sintesi ecco un resoconto dei miei primi 50 anni

A come Andrea: quello nelle foto è la trasformazione chiara e netta tra un cucciolo d'uomo e un "simpatico" uomo attempato arrivato ormai alla veneranda età dei 50 anni. Mamma mia 50...

B come Bluorobica: per nove anni sono stato Responsabile di uno dei Settore Giovanili più importanti in Lombardia e in Italia. Costruire dal nulla, insieme a tanti amici, il sistema Bluorobica, è stato un capolavoro di cui andare fiero per l'eternità. Nove anni splendidi, pieni di colore e di persone speciali. Una bella parentesi (rispetto ai 50 appena compiuti) che rimane, in ambito sportivo, il periodo più qualitativo e intenso della mia carriera di allenatore. Un grande Grazie di cuore a tutte le Persone con cui ho condiviso quegli anni. Chapeau.

C come Casa: sono nato a Varese in Via Masaccio (Biumo Superiore), ma ero piccolino e ricordo poco... poi sono passato in centro a Varese prima in Via Rossini al 5° piano (dormendo nella stessa stanza con mio fratello e mia sorella), poi in Via Cavour (con mia sorella emancipata nella sua stanza privata ed io con mio fratello), poi Via Garibaldi (stanza singola wow, con i miei fratelli praticamente sistemati). Nel frattempo per il Basket due anni ad Arezzo in Via Benedetto Varchi (3 piano senza ascensore, che gioia), a Bergamo un anno a Longuelo (in un open space nel sottotetto dell'edificio), poi in Via Baioni (che traffico...). Poi sempre a Bergamo la prima casa acquistata. Zona San Tomaso,Via Tobagi (10 anni splendidi) e da settembre 2017 in Via Francesco Guerrazzi, finalmente la casa sognata, immaginata e realizzata.

D come Daniela: dal momento in cui Daniela (mia moglie dal 08/07/07) è entrata a far parte della mia vita (fidanzamento ufficiale 15/07/05) molto è cambiato in maniera positiva. Prima gli anni del corteggiamento a distanza (che pazienza). Poi gli anni di fidanzamento (che emozioni) e infine 10 anni splendidi di matrimonio, festeggiati con un succulento pranzo a Bergamo Alta l'8/09/1017. In ogni rapporto ci sono alti e bassi (come è giusto e normale che sia). Per quanto mi riguarda dopo i 30 anni ho sempre sognato di poter tornare alla sera a casa, ritrovando persone care che erano li ad aspettarti. In questi anni è sempre successo così e posso ritenermi una persona molto fortunata. Ripercorrendo gli ultimi 12 anni devo dire che a Daniela devo molto. Molto amore, molta riconoscenza e molto affetto per tutto quello che ha fatto (e fa) per me e che adesso fa anche per Giulia.

E come Everardo: nome strano, ma non per me però visto che mio padre si chiamava così. Da quando è mancato (ormai 4 anni fa) in maniera così veloce e repentina mi manca. Negli ultimi anni della sua vita, dopo la pensione dal suo lavoro in banca, si è dimostrato sempre più disponibile ad aiutarmi e questo per quanto mi riguarda è stata una grande cosa. Devo molto a mio padre. So che ha lavorato duramente per il bene della nostra famiglia e non si è mai risparmiato per farci felici. Grazie papà.

F come Follonica: anche la colonia di Follonica ha rappresentato un gran pezzo della mia vita. Sei lunghe estati in vacanza come bambino, poi 13 anni da istruttore sportivo e infine 16 da direttore. Un posto magico e speciale che mi ha fatto diventare grande. Mi ha aiutato e rendermi autonomo da bimbo. Mi ha aiutato negli anni della giovinezza ad essere sempre più responsabile e infine da direttore mi ha aperto un mondo... quello del lavoro. Anche a Follonica ho conosciuto tantissime persone. Molte veramente Speciali che mi hanno aiutato a gestire una attività complessa. Ecco l'occasione dei 50 anni è anche per ringraziare tutte quelle persone che si sono adoperate per me e che insieme al sottoscritto hanno fatto vivere giorni di vacanza e di gioia a tanti bambini e ragazzi che ancora oggi a distanza di tempo pubblicano sui social frasi, foto, ricordi positivi di un luogo davvero magico. Il Villaggio Marino di Follonica adesso non c'è più materialmente, ma per noi che l'abbiamo amato e vissuto intensamente, sarà sempre un pensiero felice incancellabile.

G come Giulia: il 21/12/2013 alle ore 9.36 è nata all'Ospedale Papa Giovanni di Bergamo mia figlia Giulia. Da poco ha compiuto 4 anni e sono veramente fortunato ad essere il papà di una bambina che si dimostra ogni giorno, brava, simpatica, furba e intelligente. Giulia è al centro della nostra vita e tutto si programma per lei e con lei. Una grande gioia che non voglio farmi mancare per nulla al mondo. Vivere con i figli e per i figli (soprattutto momenti come il Natale) rende la vita molto più bella e colorata. Giulia, grazie per quello che sei e che sarai. Ti voglio bene.

I come Istruttore: All'età di 15 anni, grazie al Corso di Tecnico Regionale organizzato dalla FIP di Varese (capo istruttore Beppe Regni - un grande) ho iniziato ad allenare e ad arbitrare. Ho modificato profondamente il mio modo di stare in palestra come Istruttore/Allenatore. Nel passato ero molto più deciso rispetto a quello che volevo insegnare, cercando di convincere i miei giocatori che quello che dicevo era (l'unica) retta via. Negli ultimi anni ho modificato la strategia cercando di addestrare molto di meno cercando invece di farmi convincere molto di più dalle qualità intrinseche dei giocatori che allenavo in palestra tutti i giorni. In questo il talento naturale e la predisposizione al gioco di ragazzi come Falccadori, Marulli, Carnovali, Tomasini, Planezio, Spatti, Savoldelli, ... e tanti altri, mi ha convinto che era meglio fare un passo indietro da allenatore canonico (della serie so tutto io) esaltando di più le qualità dei giocatori, dando loro il giusto spazio e il palcoscenico necessario a esprimersi.
Per i ragazzi forse è più complicato perchè mette a nudo tutte le proprie qualità. Sono però convinto che i ragazzi delle ultime generazioni abbiano molto di più la necessità di essere responsabili delle proprie azioni, rispetto al passato e questo "modus operandi" ha dei presupposti di quel tipo.

L come Lombardia: Grazie alla pazza vision di Enrico Ragnolini ed Enrico Rocco per cinque anni ho rivestito il ruolo di Referente Tecnico Territoriale della Lombardia. Praticamente l'allenatore referente per conto del Settore Squadre Nazionali sul territorio. E quello della Lombardia, come numero di giocatori coinvolti, è di gran lunga il territorio più fertile in Italia. Una grande responsabilità, ma anche un grande onore. Ho cercato di dare tutto quello che avevo in termini di competenze e affidabilità. Ho certamente commesso errori di valutazione, ma sempre nello spirito di oggettività che ha contraddistinto il mio/nostro operato. Mi sono divertito parecchio perchè avere a che fare con i migliori giocatori (e anche con i migliori allenatori, Gebbia e Capobianco su tutti) è cosa bella e gustosa. In diverse occasioni sono stato collaboratore delle Nazionali Giovanili e ancora di più l'orgoglio di poter indossare umilmente la maglia ITALIA è vanto di cui posso andare fiero ancora per lungo tempo.
Non ci sono però solo parole dolci, perchè quando sei dentro in un sistema come quello di una Federazione ti rendi conto di tanti (troppi) limiti. Certamente una grande macchina organizzativa ha difficoltà croniche a rimanere sempre sul pezzo ma in questo caso la FIP a mio parere è vecchia dentro. Ha poco senso del cambiamento e dell'innovazione con troppa politica e poco bene comune.

M come Mamma: chi non vorrebbe una mamma come la mia. Non posso/voglio dire l'età di mia madre perchè altrimenti si arrabbia, ma vi assicuro che è ancora oggi Mamma è un moto perpetuo efficacemente inesauribile. Ha cresciuto praticamente da sola tre figli. Negli ultimi 20 anni ha dato una grande mano ai miei fratelli a crescere nel migliore dei modi i suoi 4 nipoti. Solo la distanza che c'è tra Varese e Bergamo impedisce a mia madre di essere presente e attiva anche con Giulia, ma nelle occasioni di incontro non le fa mai mancare le giuste attenzioni. Se devo ringraziare una persona in occasione dei miei primi 50 anni, questa è proprio mia Mamma. Grazie di cuore di tutto quello che hai fatto, che fai e che farai.

N come Nipoti: finchè ho vissuto a Varese ho visto crescere nella loro fanciullezza Federico e Alessandro (figli di mia sorella Monica), Giorgia e Michela (figli di mio fratello Stefano). Quattro giovani (ora) che si stanno affermando alla grande. Negli ultimi anni la distanza tra Bergamo e Varese ha reso i rapporti interpersonali più complicati tra Zio e Nipoti, ma da quello che vedo nelle occasioni d'incontro è una grande e apprezzata crescita di personalità. Orgoglioso di voi. 

O come Oratorio: nella mia giovinezza l'Oratorio ha rivestito una grande importanza. Prima nel periodo della fanciellezza a San Vittore con tante giornate passate a giocare in Via San Francesco d'Assisi, poi dall'estate dei miei 17 anni presso l'Oratorio di Masnago. Ecco a Masnago ho avuto la fortuna di conoscere tante belle persone. Oltre a Stefano Zorzan e Franco Daverio miei testimoni di nozze e veri fratelli di amicizia per tanti anni in Oratorio... anche altre persone importanti come Don Luigi, Fabio Corradi, Mario Stefanoni, Maurizio Mombelli, Paola Marangon... e tanti altri. Ecco, loro insieme a tanti altri amici, mi hanno insegnato a vivere. In Oratorio mi sono formato una identità che ancora oggi pesa sul mio modo di intendere vita e modi di fare. Grazie mille Oratorio. 

P come Pallacanestro: beh che dire... molti anni di questi 50 gli ho passati felicemente in palestra. Prima come giocatore con una carriera assai modesta, poi come Istruttore e Allenatore. Allenamenti, partite, tornei, riunioni tecniche, trasferte, manifestazioni, camp, corsi di aggiornamento, raduni... davvero tante cose.
Tutto è iniziato da un incidente in bicicletta. All'età di 11 anni infatti mi sono rotto il legamento crociato e collaterale del ginocchio destro facendo un grande cross con la mia bici "Saltafoss". Da li, dopo l'operazione chirurgica (eseguita al pronto soccorso di Varese dal mitico Dott. Montoli) e la relativa rieducazione una felice intuizione di Bruno Brumana ex Responsabile del Settore Giovanile della Pallacanestro Varese mi portò presso la mitica palestra di Via Rainoldi con un coach di nome Manuel Campiglio.
La Pallacanestro è la mia vita e sono felice ancora oggi di poter andare in palestra ad allenare con lo stesso sorriso e la stessa voglia di quando avevo ancora i capelli lunghi. Fare della propria passione il proprio lavoro è una fortuna che in pochi hanno e io sono uno di quelli.

Q come

R come Raffa Martini: al mio arrivo in Bluorobica nel 2004 la prima persona che mi ha aiutato a gestire l'ingresso nella Città dei Mille e in Bluorobica in modo particolare è stato proprio Raffaele. Carattere deciso, allenatore di qualità, persona schiva ma presente e capace di tessere sempre la tela nel verso giusto, Raffaele è stato uno dei fautori del progetto Bluorobica come modello per aggregare e fare qualità a Bergamo. Sia pur con modi di fare diversi abbiamo fin da subito capito che le nostre due metodologie differenti potevano essere un valore aggiunto ai ragazzi che ci passavamo come allenatori da una categoria all'altra nel percorso giovanile. Poi ad un certo punto la notizia del suo melanoma, uno dei tumori più bastardi che esista, ha sconvolto tutto e tutti. E così in qualche mese abbiamo perso un amico, un allenatore capace e una persona che a Bergamo era riuscito ad essere profeta in patria. Il ricordo di Raffa e di tante altre persone che non ci sono più che però hanno rappresentato esempi virtuosi e figure importanti nella mia crescita come il già citato Bruno Brumana, Gianni Asti (mio grande tutor personale), Tarcisio Vaghi, Marco Guerzoni, Aldo Monti... mi danno tutti i giorni la carica per essere al meglio me stesso, ricordando anche che (anche se facciamo fatica ad ammetterlo) non siamo immortali.

S come scatto fotografico: Ho sempre amato scattare fotografie. Il ricordo di una foto non ti fa invecchiare, anche dopo anni, ti rende protagonista della scena. Questa è una grande cosa. In molti mi prendono in giro perchè sono l'unico allenatore al mondo che scatta le foto mentre allena. E' vero... non è consuetudine farlo ma d'altronde la voglia di immortalare quel momento è troppo forte. In più non avendo scattato ancora la foto perfetta, sono sempre alla ricerca di quella immagine di cui andare fiero per l'eternità. Ma d'altronde ho solo 50 anni...

T come Titoli: I tre Titoli Italiani nelle categorie giovanili vinti nel 2000, 2001 e 2003, oltre a farmi conoscere ed apprezzare la qualità dei tanti ragazzi del 1986 e 1988 di Varese, hanno rappresentato delle belle occasioni di crescita e maturazione. A 36 anni avevo partecipato a tre Finali Nazionali vincendo bene tutte e tre le volte il Titolo di Campione d'Italia. Nei dieci anni successivi (tra Bluorobica e il Campus) ho partecipato ad altre 15 Finali Nazionali collezionando risultati dal secondo posto in giù. I giorni delle vittorie degli scudetti (Bormio con le lacrime agli occhi, Porto San Giorgio e Salsomaggiore) sono stati veramente giornate indimenticabili, insieme a persone che saranno legate per sempre da qualcosa di magico. Gli anni dei secondi posti in giù si è vissuto comunque in maniera importante e intensa il percorso di avvicinamento. Non c'è mai stato il coronamento del sogno, ma ci sono state delle belle imprese sportive che hanno legato in maniera indissolubile tante persone che sapevano cosa fare per essere al meglio se stesse. Qualcuno più famoso di me diceva che di un impresa sportiva alla fine potevano rimanere i Titoli vinti e il rapporto tra le persone. Ecco rivedere nel video che Daniela ha confezionato per i miei 50 anni tante di queste persone con il sorriso pensando alle tante belle cose costruite insieme è una emozione forte, unica e che sarà per sempre.


U come Urania Milano: nell'estate del 2014, dopo la toccata e fuga del ritorno a Varese ad allenare, la chiamata in Urania (grazie all'intuito del GM Biganzoli) mi ha aperto uno scenario che considero ancora adesso (dopo diverso tempo) la migliore scelta professionale (e aggiungo anche di vita) che potessi fare. Ho conosciuto una realtà fortemente motivata e che ha già fatto dei grandi passi in avanti nella propria organizzazione, nell'affidabilità e nel concretizzare la propria mission. Ho conosciuto anche meglio la realtà difficile, variegata e complessa della città di Milano. Tra l'altro nei mesi scorsi qualcosa ho già scritto su questo blog per l'indecenza rispetto alle poche disponibilità di palestre che a Milano mancano. Nonostante tutti i problemi annessi e connessi alla città penso che Urania nel suo complesso, ma nello specifico per il Settore Giovanile, sia sulla buona strada per diventare una realtà big. Abbiamo numeri e quantità sufficienti per essere tra i migliori anche se non al top. Con un po' più di reclutamento (che a Milano è davvero complicato) potremmo davvero fare il salto in avanti che meriteremmo. Questi ultimi quattro anni in Urania sono stati sempre di più un vortice di belle cose e di riconoscimenti del lavoro fatto. Il percorso è all'inizio e si può fare ancora molto me le persone che insieme a me (tra tutte oltre a Luca, Max Sangiovanni e Giuseppe Pizzo) hanno condiviso questo percorso sono da elogiare e ringraziare per le modalità positive con cui superano ogni giorni i mille problemi del quotidiano. Avanti così.

V come Varese: oltre ad essere la mia città di nascita è stata anche la culla per i miei primi 36 anni. Mi ha dato l'energia per crescere, potendo fare grandi esperienze in ambito sociale, presso gli Oratori  di San Vittore prima e Masnago dopo e in ambito sportivo (Robur, Pall. Varese e Campus). E' sempre bello tornare (de emigrante) nella città che hai conosciuto e vissuto da bambino e da ragazzo anche se la lontananza forzata non è mai stato un problema di sorta.
Varese è stata anche fondamentale per la mia carriera da allenatore. Prima inserito come istruttore nel Minibasket dell'era di Vincenzo Crocetti (persona avanti 15 anni rispetto agli altri per modalità di insegnamento e contenuti tecnici). Dopo i due anni ad Arezzo ad allenare le giovanili della Saima, approdo alla Robur et Fides, grazie alle buone referenze di Roberto Pacchetti (altra persona a cui devo parecchio e a cui ho fatto il vice allenatore per un po' di anni proprio alla Robur). Dopo gli anni molto intensi passati in Via Marzorati, trasferimento alla Pall. Varese grazie alla chiamata di Massimo Cedro Galli (che oltre ad essere un amico è anche un ottimo allenatore). Con Cedro, Alberto Zambelli, Maurizio Mosti, Gianfranco Pinelli e tanti altri amici abbiamo scritto, dopo l'era di Gianni Asti, (forse) le pagine più importanti della storia della pallacanestro giovanile a Varese. Diversi Titoli Italiani subito dopo nel post Bosman con tanti giovani di Varese a diventare bravi a giocare a Basket in un sistema voluto e gestito alla grande dalla Famiglia Bulgheroni.
Poi con la scissione proprio dei Bulgheroni dalla Pall. Varese l'era delle giovanili del Campus. Anni di tanta bella attività in un grande clima di collaborazione per il bene dei giovani giocatori che avevamo a disposizione.
Oltre al Basket Varese per me ha rappresentato anche quattro anni (quasi) al lavoro presso l'edicola di Via Como, praticamente a 3 minuti dal centro storico della Città Giardino. Anni di grande sacrificio per qualità di vita e intensità lavorativa. E' stata comunque una grande esperienza e anche se la sveglia suonava alle 5.45 tutte le mattine, la gestione organizzativa di una attività del genere, ha avuto dei risvolti positivi sia in termini di responsabilità, sia di conoscenza delle persone. Avere a che fare tutti i giorni con tante persone, tutte diverse, oltre ad aprirmi gli occhi su tante cose, ma ha fatto conoscere meglio il genere umano.

Z come Poesia Finale:
La vita è un insieme di luoghi e di persone che scrivono il nostro tempo.

Noi cresciamo e maturiamo collezionando queste esperienze. Sono queste che poi vanno a definirci. Alcune sono più importanti di altre perché formano il nostro carattere. Ci insegnano la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, la differenza tra il bene e il male. Cosa essere e cosa non essere. Ci insegnano chi vogliamo diventare.
In tutto questo alcune persone, alcune cose si legano a noi in modo spontaneo e inestricabile. Ci sostengono nell’esprimerci e nel realizzarci. Ci legittimano nell’essere autentici e veri. E se significano veramente qualcosa, ispirano il modo in cui il mondo cambia e si evolve. E allora appartengono a tutti noi e a nessuno.