domenica 2 giugno 2013
UNA NUOVA GRANDE IMPRESA SPORTIVA E UMANA IL GRUPPO 98-99 DELLA COMARK ALLE FINALI NAZIONALI
Nonostante le quindici finali nazionali raggiunte nel corso di questi 30 anni di carriere come allenatore di squadre giovanili, l'emozione che si sperimenta a raggiungere un obiettivo importante come appunto quello di qualificarsi alla kermesse più importante dell'annata è sempre qualcosa di unico, speciale e di irripetibile.
E così anche oggi, con la qualificazione del gruppo Under 15 di Bergamo alle Finali Nazionali di Cento, dopo le tre battaglie all'interzona di Fidenza, ho potuto (ri)vivere con grande gioia e fermento i momenti di felicità mistica che episodi del genere creano.
In più sperimentare tutto questo grazie a splendide persone che si dimostrano umili e semplici ancora spontaneamente genuine nei propri comportamenti, è cosa ancora più bella, degna e apprezzabile.
Un complimento speciale quindi a questi atleti, per quanto fatto in questi giorni e più in generale per tutta la loro storia. Ovviamente il raggiungimento di una Finale Nazionale è solo una tappa nel percorso, ma aver colto l'occasione al volo è sinonimo di volontà, forza e carattere che è giusto rimarcare.
sabato 1 giugno 2013
ECCO PUBBLICATO DAL FORUM DI BASKET CAFE INTERVENTO DEL FORUMISTA "BLU DELUSO"
Ecco pubblicato l'intervento del forumista "BLU deluso" apparso sul forum di basket cafè (QUI) nella sezione Under 13 Elite in data 30/05/2013, dopo la partita valevole come quarto di finale nelle fnali regionali tra la Comark Bergamo e Armani Milano.
COMARK-AJ
Innanzitutto sinceri complimenti ai ragazzi di Milano.
AJ ha imbrigliato ben benino i BLU, giocando come fa il gatto con il topo. La partita all'Innocentin è proprio servita allo staff milanese per prendere le giuste misure, cosa invece che, forse per presunzione, non ha fatto lo staff BLU.
Sono BLUdeluso in quanto genitore di uno dei miniatleti. Ho visto crescere questa squadra fin dal settembre 2011 e ho visto compiere a questo gruppo imprese veramente grandiose. Negli ultimi mesi però il giocattolo si è rotto, e tutto il merito va allo staff tecnico, con in testa il capo allenatore e responsabile tecnico, un certo sig. Schiavi.
Con le assurde politiche e il comportamento da padre padrone, che a suo insindacabile giudizio sceglie chi potrà diventare qualcuno e chi no, facendo fare differenti campionati e differenti sessioni di allenamento, è riuscito ad inculcare ai ragazzi la più malsana competitività, creando giocatori di serie A e di serie B, dimenticandosi che mai si vincono le grandi sfide solo con un paio di individui. Solo il gruppo affiatato e che sostiene di volta in volta le difficoltà dei singoli è vincente, e di queste esperienze il basket può raccontarne a migliaia.
Un responsabile tecnico dai poteri assoluti deve essere in primis un talent scout. Ma questo signore di talent deve averne ben poco.
Mi sono divertito a fare ricerche sul suo palmares. Ho trovato Schiavi eccellenti nel badminton, nel tcuckball e persino in quel curioso gioco chiamato curling che si fa con paioli della polenta e scopettoni!!! Ma nel basket nulla, sia come giocatore che come allenatore. Probabilmente il suo palmares è molto simile a quello di mia suocera, che a mala pena distingue una palla a spicchi da una ovale. La differenza che mia suocera, che si mantiene con la pensione e non con i soldi degli altri, è a parametro zero e porterebbe gli stessi risultati, ma con evidenti inferiori sforzi economici da parte di BO.
Sciascia in un suo libro parlava di uomini, mezzi uomini e quaqquaraqqua!!! A Bergamo abbiamo sufficienti quaqquaraqqua nostrani, non penso ci fosse bisogno di importarne uno.
Per puntellare al meglio la mia teoria sui totali fallimenti del soggetto, ricordo la finale nazionale di Desio U15 e quest'anno l'interzona U17. Con delle individualità di assoluta eccellenza, il fenomeno è riuscito a collezionare figure di palta a go go.
Un tipo che in un azienda porta questi risultati di norma viene cacciato e gli si chiedono pure i danni, morali ed economici.
Con questo mio sfogo non penso di aver offeso nessuno. D'altronde un personaggio pubblico deve accettare di buon grado gli elogi (credo che però ne abbia avuti gran pochi) e le critiche.
Quindi suvvia, un bel sorriso e magari si faccia fare un bel video da un suo amico e poi se lo riguardi. Forse nemmeno lei sopporterebbe una persona di tale arroganza, sia verbale che comportamentale.
Chiudo qui e faccio comunque i complimenti ai miei ragazzoni U13 (avreste dovuto vederli lo scorso anno mentre giocavano a nascondino durante la pausa pranzo di un torneo. Sono riusciti a togliermi le quattro dita di pelo che ho sul cuore e mi hanno fatto venire gli occhi lucidi).
Hanno dato il massimo.
Rinnovo i complimenti ai ragazzi AJ e al loro staff. Veramente bravi. Hanno capito tutto di questo gioco e ci hanno inferto una dura lezione.
Arrivederci all'Eccellenza del prossimo anno e un grosso "in culo alla balena" per i prossimi appuntamenti.
Commento: Ho letto
COMARK-AJ
Innanzitutto sinceri complimenti ai ragazzi di Milano.
AJ ha imbrigliato ben benino i BLU, giocando come fa il gatto con il topo. La partita all'Innocentin è proprio servita allo staff milanese per prendere le giuste misure, cosa invece che, forse per presunzione, non ha fatto lo staff BLU.
Sono BLUdeluso in quanto genitore di uno dei miniatleti. Ho visto crescere questa squadra fin dal settembre 2011 e ho visto compiere a questo gruppo imprese veramente grandiose. Negli ultimi mesi però il giocattolo si è rotto, e tutto il merito va allo staff tecnico, con in testa il capo allenatore e responsabile tecnico, un certo sig. Schiavi.
Con le assurde politiche e il comportamento da padre padrone, che a suo insindacabile giudizio sceglie chi potrà diventare qualcuno e chi no, facendo fare differenti campionati e differenti sessioni di allenamento, è riuscito ad inculcare ai ragazzi la più malsana competitività, creando giocatori di serie A e di serie B, dimenticandosi che mai si vincono le grandi sfide solo con un paio di individui. Solo il gruppo affiatato e che sostiene di volta in volta le difficoltà dei singoli è vincente, e di queste esperienze il basket può raccontarne a migliaia.
Un responsabile tecnico dai poteri assoluti deve essere in primis un talent scout. Ma questo signore di talent deve averne ben poco.
Mi sono divertito a fare ricerche sul suo palmares. Ho trovato Schiavi eccellenti nel badminton, nel tcuckball e persino in quel curioso gioco chiamato curling che si fa con paioli della polenta e scopettoni!!! Ma nel basket nulla, sia come giocatore che come allenatore. Probabilmente il suo palmares è molto simile a quello di mia suocera, che a mala pena distingue una palla a spicchi da una ovale. La differenza che mia suocera, che si mantiene con la pensione e non con i soldi degli altri, è a parametro zero e porterebbe gli stessi risultati, ma con evidenti inferiori sforzi economici da parte di BO.
Sciascia in un suo libro parlava di uomini, mezzi uomini e quaqquaraqqua!!! A Bergamo abbiamo sufficienti quaqquaraqqua nostrani, non penso ci fosse bisogno di importarne uno.
Per puntellare al meglio la mia teoria sui totali fallimenti del soggetto, ricordo la finale nazionale di Desio U15 e quest'anno l'interzona U17. Con delle individualità di assoluta eccellenza, il fenomeno è riuscito a collezionare figure di palta a go go.
Un tipo che in un azienda porta questi risultati di norma viene cacciato e gli si chiedono pure i danni, morali ed economici.
Con questo mio sfogo non penso di aver offeso nessuno. D'altronde un personaggio pubblico deve accettare di buon grado gli elogi (credo che però ne abbia avuti gran pochi) e le critiche.
Quindi suvvia, un bel sorriso e magari si faccia fare un bel video da un suo amico e poi se lo riguardi. Forse nemmeno lei sopporterebbe una persona di tale arroganza, sia verbale che comportamentale.
Chiudo qui e faccio comunque i complimenti ai miei ragazzoni U13 (avreste dovuto vederli lo scorso anno mentre giocavano a nascondino durante la pausa pranzo di un torneo. Sono riusciti a togliermi le quattro dita di pelo che ho sul cuore e mi hanno fatto venire gli occhi lucidi).
Hanno dato il massimo.
Rinnovo i complimenti ai ragazzi AJ e al loro staff. Veramente bravi. Hanno capito tutto di questo gioco e ci hanno inferto una dura lezione.
Arrivederci all'Eccellenza del prossimo anno e un grosso "in culo alla balena" per i prossimi appuntamenti.
Commento: Ho letto
mercoledì 29 maggio 2013
MODIFICHE AI CAMPIONATI GIOVANILI IN LOMBARDIA GIUSTO CERCARE SEMPRE DI MIGLIORARE LA NOSTRA ATTIVITA'
Nelle settimane scorse sono stato coinvolto nella piccola proposta di riforma dei Campionati d'eccellenza ed Elite in Lombardia. Essendo Referente Tecnico Territoriale e anche Coordinatore della Commissione Tecnica Regionale, ho cercato di portare il mio contributo nelle sedi istituzionali del Comitato per migliorare (per quanto possibile) l'organizzazione dei Campionati nella nostra regione.
Penso proprio che sia stato fatto un ottimo lavoro di rimodulazione della nostra attività giovanile. Le proposte hanno rigurdato trasversalmente tutti i livelli dei Campionati Giovanili con leggere modifiche anche per la tempistica delle fasi intertoto e anche un sensibile allungamento dei periodi di svolgimento dei Campionati Regionali.
Parte delle idee sono state trasformate in Delibera da parte del Direttivo del CRL (per leggere clicca QUI ). Ma alcune modifiche saranno più chiare solo dopo la pubblicazioni delle DOA Regionali.
domenica 19 maggio 2013
mercoledì 24 aprile 2013
DAL 26 AL 28 APRILE SI TORNA FELICEMENTE AD AREZZO TORNEO GUIDELLI CON GLI UNDER 14 BLU E CLINIC PAO
Dopo diversi anni di assenza dal 26 al 28 aprile finalmente riuscirò a tornare ad Arezzo per svolgere con il gruppo Under 14 Bluorobica la trentesima edizione del Trofeo Guido Guidelli. Sono molto contento di tornare ad Arezzo, città a cui sono legato per aver trascorso due stagioni sportive indimeticabili come Allenatore e Istruttore del Settore Giovanile.
Quando hai 20 anni pensi proprio di poter cambiare il mondo e la super esperienza positiva di aver allenato ad Arezzo con grande responsabilità rispetto al progetto intrapreso dalla Società aretina è stato certamente molto utile nei successivi anni della mia esperienza sportiva e lavorativa.
Concretamente nei due anni ad Arezzo ho allenato i giovani del Settore Giovanili con la competenza limitata di chi è all'inizio del proprio percorso formativo, ma quello che non è mai mancata è stata la passione e l'entusiasmo. Ed è forse per quello che ancora oggi, dopo diversi anni in cui ad Arezzo non ci metto più piede, persone, ex giocatori, amici... si fanno sentire per raccontarmi come vanno le cose e per chiedermi del mio ritorno.
In effetti qualche anno fa, grazie all'interessamento di un aretino doc, che per un periodo più o meno lungo è stato dirigente presso il Basket Arezzo, il pensiero di tornare nella città della Giostra del Saracino c'è stato e si è iniziato a parlare anche di progetto futuro. Poi le cose seguono il proprio percorso come fiumi in piena e non se ne è fatto nulla, ma la positiva sensazione e pensiero di varcare ancora le mura mi ha riportato indietro di venti anni.
Torno quindi ad Arezzo per il Torneo Guidelli di cui si possono leggere notizie cliccando QUI . Nella serata di venerdì 26 aprile sarò anche chiamato a svolgere un Clinic PAO per Allenatori, notizie QUI che verterà, come già fatto nel passato, sulla metodologia per allenamenti Under 14 e Under 15.
Vi terrò aggiornati.
martedì 23 aprile 2013
BREVE RESOCONTO DEL CLINIC PAO A CHIARI METODOLOGIA PER SQUADRE UNDER 14 E UNDER 15
Come anticipato dal precedente post nella serata di martedì 2 aprile mi sono recato a Chiari per un Clinic PAO in occasione della festa dei 30 anni di una delle Società più importanti della provincia di Brescia. Sul sito www.basketchiari.it sono state pubblicate le mille foto scattate durante la bella serata che ha visto anche la partecipazione straordinaria di Sergio Scariolo come relatore.
Nel corso dell'oretta a mia disposizione ho fatto vedere concretamente, cosa significa per me svolgere un allenamento giovanile. Ho cercato di illustrare più l'aspetto metodologico che quello tecnico che fino ad un certo punto di vista ritengo secondario. Infatti se un Allenatore pone l'insegnamento della tecnica come unico punto di riferimento della proposta in palestra, senza usare un buon metodo, l'insuccesso dell'attività sarebbe certamente più grave che il contrario.
Con gli Allenatori presenti quindi si è parlato di meteodo utile per il Settore Giovanile e in particolar modo per le categorie dei più giovani, Under 14 e Under 15.
Questi i concetti essenziali del Clinc:
Per fare l'allenatore (bene) bisogna avere un metodo. Cercare, sperimentare, costruirsi un buon metodo è la riuscita interazione tra le conoscenze teoriche e l'esperienza sul campo. Tanto più saprò trasferire in pratica le conoscenza tecniche che possego in forma teorica, tanto più riuscirò ad essere incisivo e vincente nel mio modo di essere istruttore e allenatore nei confronti dei ragazzi che alleno.
In ogni seduta di allenamento cerco di pormi questi obiettivi personali sull'allenamento che andrò a svolgere:
- l'allenamento serve per allenare le persona in forma pratica (si corre...);
- le cose che propongono devono far presa sugli atleti (devono essere motivanti);
- devo far scoprire piacevolmente alle persone davanti a me nozioni e valori (insegnare...);
- devo cercare di essere chiaro, coerente e lineare;
- devo cercare l'interazioni migliore tra allenatore e giocatori e tra gli stessi giocatori;
- di solito è giusto partire dal semplice, arrivaando poi al più complesso (più lento - più veloce);
- più che imporre movimenti da eseguire chiedere di risolvere problemi e situazioni.
E' quindi importante avere un buon metodo di allenamento che faccia risolvere problemi, prima ancora di dettare delle soluzioni, che possa portare a prendere delle decisioni autonome, piuttosto di far eseguire a memoria dei movimenti pre-ordinati. Alla fine tutta questa attività che tende a far interiorizzare le scelte porteranno le persone davanti a noi ad essere più autonome in maniera efficace e vincente.
Aiutare gli Atleti a trovare le risposte più efficaci e metodo unico per tirare fuori quello che è già dentro i giocatori che alleniamo. Solo con l'utilizzo costante del buon metodo aiuteremo veramente i nostri ragazzi a interiorizzare e a capire quanto sperimentato sul campo per poterlo usare la volta successiva.
L'obiettivo finale è quindi quello di avere un metodo per rendere autonomi i giocatori, ma forse ancor prima e ancora di più le persone.
In più, al contrario di altri ruoli educativi abbiamo un grande vantaggio... quello di insegnare lo sport più bello del mondo. I ragazzi che abbiamo di fronte spesso amano il nostro sport e la loro passione va alimentata in maniera esponenziale con il nostro esempio e con l'esercizio costante delle belle emozioni che il nostro sport ci regala in ogni occasione. Tecnica, tattica... strategia sono solo il mezzo per poter crescere con impegno verso l'importante obiettivo di divertirsi a migliorare.
lunedì 25 marzo 2013
MARTEDI' 2 APRILE RIUNIONE PAO A CHIARI (BS) ALLA FESTA DI CHIARI ANCHE SERGIO SCARIOLO
Qualche giorno fa sono stato contattato per svolgere una parte di Riunione PAO a Chiari, nell'ambito dei festeggiamenti per i 40 anni della Società bresciana. Ho accettato volentieri all'iniziativa perchè penso che la discussione e il confronto nelle mille modalità di fare l'allenatore di basket siano la base per poter progradire, cambiare, modificare, aggiustare i nostri comportamenti da tecnici.
La notizia è però un altra. Sarò relatore prima dell'intervento di coach Sergio Scariolo, bresciano di origine, attualmente allenatore dell'Armani EA7 Olimpia Milano. Vi terrò informati sull'evento.
Qui sotto potete leggere il comunicato della Società di Chiari che ringrazio per l'invito. Dal sito www.basketchiari.it
Comunicato Stampa
Nel 40° anniversario di Fondazione, Il BASKET CHIARI, per celebrare l'evento, promuoverà una serie di iniziative.
Le varie proposte coinvolgeranno l'intera Società, l'Amministrazione Comunale di Chiari, la Federazione Italiana Pallacanestro e vari personaggi di spicco del mondo del basket Nazionale e non e avranno luogo a partire dal mese di APRILE sino al 10 OTTOBTRE 2013, data esatta della costituzione della società.
Il primo evento organizzato si svolgerà al PALAZZETTO DELLO SPORT di Via Lancini n°2 a CHIARI (Bs) in data 02 Aprile dalle ore h. 20.30 alle h. 23.00. Si tratta di un Clinic per allenatori, i cui relatori saranno due esponenti di fama nazionale ed internazionale:
il primo sarà il Coach ANDREA SCHIAVI, allenatore e responsabile tecnico delle giovanili Bluorobica BG e responsabile tecnico delle giovanili F.I.P. della Lombardia, che tratterà l’argomento “METODOLOGIA D’ALLENAMENTO PER UNDER14 e UNDER15;
a seguire relazionerà il Coach SERGIO SCARIOLO, capo allenatore Armani Jeans EA7 MI, di origini bresciane e con un curriculum invidiabile con la Nazionale Spagnola e molti titoli vinti con diversi Club d’Europa, che esporrà sul tema “L’USO DEGLI SPAZI ATTACCANDO CON POST BASSO”.
Parteciperanno alla serata, le giovanili U14 e U17 della Società Basket Chiari. Per la cittadina Clarense sarà l’occasione di vedere riuniti molti tecnici di tutta la Lombardia.
giovedì 14 marzo 2013
LA GIBA VOTA PER DIMEZZARE I PARAMETRI NAS COSI' LA FINE DEI SETTORI GIOVANILI E' MOLTO VICINA
La GIBA che non è altro che l'Associazione che raduni i Giocatori Italiani di Basket, ha pubblicato recentemente un articolo apparso sul loro sito internet www.giba.it/ in merito a proposte riferite alla prossima riforma dei campionati e anche sulla delicata questione dei parametri NAS.
All'interno del'articolo comunicato, questo il preoccupante virgolettato del Presidente GIBA, Alessandro Marzoli: «Ascoltare il parere degli atleti è un nostro dovere. Siamo molto soddisfatti per l'attenzione e l'interesse suscitato nei giocatori dalla nostra intervista su temi su cui si concentrano preoccupazioni e aspettative di tanti. In un momento economico difficile per tutti, chiediamo al Presidente Petrucci una moratoria stagionale, mediante la quale venga dimezzato il costo dei parametri NAS per la stagione 2013-2014. Inoltre, chiediamo un diverso sistema di valorizzazione dei settori giovanili, che non preveda obblighi di impiego degli atleti under».
Dimezzare i parametri, anche solo per un anno, significa di fatto rischiare di far chiudere definitivamente tutte le Società che, nonostante le grandi fatiche economiche, strutturali e regolamentari di questi ultimi tempi, stanno ancora facendo bene il Settore Giovanile.
In Italia di Società che investono nel proprio Settore Giovanile con risorse spese per reclutamento, allenatori, preparatori fisici, impiantistica, attività agonistica di livello eccellenza... sono sempre meno e soprattutto sono sempre le stesse.
Molte di queste Società facendo oculati investimenti nel recente passato si stanno garantendo parte del budget per andare avanti proprio dagli introti dei paremetri dei giocatori che hanno formato e/o reclutato spendendo soldi veri, reclutando sul territorio e riconoscendo a volte a tante piccole Società risorse economiche utili per andare avanti.
Di fatto, queste Società lungimiranti, stanno iniziando a raccogliere quello che hanno seminato anni fa con fatica, dedizione e passione.
Spero proprio che la GIBA riesca a fare valutazioni generali del nostro movimento che non possono non tener conto degli sforzi fatti dalle Società che hanno fatto bene il Settore Giovanile.
Il futuro della Pallacanestro a livello giovanile in Italia dipende anche dalla scelta che si farà sulla eventuale rimodulazione dei parametri. Eliminare e/o abbassare i parametri significherebbe demolire un sistema che in questi ultmi anni ha salvaguardato (almeno in parte) la produzione dei giovani giocatori italiani.
giovedì 7 marzo 2013
mercoledì 6 marzo 2013
SI AVVICINANO I TORNEI DI PASQUA A VARESE I PRIMI PROGRAMMI DICONO NO FINALI AL PALAWHIRLPOOL
Le vacanze di Pasqua da sempre per me hanno rappresentato il modo migliore per intensificare in maniera repentina la mia passione di fare l'allenatore, girando per tutte le palestra della provincia di Varese, prendendo parte ai mitici Trofeo Garbosi e Torneo Barilà (ex Rizzi). Solo negli ultimi due-tre anni per la concomittanza con le Finali del Trofeo delle Regioni, ho saltato qualche giornata conclusiva al PalaWhirlpool... ma posso dire tranquillamente che nonostante gli scenari fossero di buon livello anche da altre parti, il mio cuore e il pensiero in quelle occasioni è sempre rimasto per Masnago, per il Garbosi e per il Barilà.
Il mattino del lunedì di Pasquetta per me, ma penso per moltissimi appassionati veri di basket, significa automaticamente, ormai da anni, andare a Masnago al Palazzetto a vedere le finali del Torneo Garbosi (al mattino), dando magari una mano per la preparazione della sfilata e, alla sera, sedersi comodamente sulle tribune del PalaWhirlpool per il grande spettacolo della finale del Barilà davanti ad una cornice di pubblico sempre più da serie A per numero di presenze e per competenza tecnica.
Purtroppo in questi giorni sono venuto a conoscenza che il PalaWhirlpool di Masnago, essendo la Cimberio di Serie A impegnata nella gara casalinga di lunedì di Pasquetta contro Roma, non può essere utilizzato ne per le finali del Garbosi ne per il nuovo Barilà (Torneo Giovani Leggende). La notizia mi ha abbastanza sconvolto.
Dopo tanti anni immaginare una finale del Garbosi (e la successiva sempre più suggestiva premiazione) non al Palazzetto dello Sport di Varese oltre a lasciarmi sconcertato mi riempie veramente di tristezza. Sapere che le squadre che arriveranno in finale (chiunque essi siano) non potranno giocare sotto la volta di uno dei Palazzetti più storici, più vincenti e più magici in Italia (e anche in Europa) è cosa che non riesco ad accettare così facilmente.
Spero tanto che ci possano essere ancora i margini per ritornare su una decisione che dall'esterno appare di difficile comprensione. Già nel recente passato la decisione di non annoverare tra gli impianti disponibili per il Trofeo Barilà, il Centro Sportivo Campus, è macchia indelebile per una città che vive di Basket e che fa della promozione sportiva una mission irrinunciabile. Ma questa della non disponibilità del PalaWhirlpool spero proprio che sia notizia non vera.
martedì 15 gennaio 2013
CREDERE FORTEMENTE DI RIUSCIRE E' IL PRIMO PASSO COME VINCERE AL MEGLIO LA PROPRIA BATTAGLIA
Quando si ascoltano interviste di Campioni della Sport che raggiungono risultati importanti sia a livello individuale che di squadra spesso si sentono parole come, bisogna crederci. Credere fino in fondo in quello che si fa. Crederci è la sola chiave che ti può portare in alto.
In effetti ciò che consideriamo impossibile da realizzare già in partenza non porterà buoni risultati finali. Al contrario, credere fortemente di raggiungere un obiettivo pare direttamente proporizionale alla possibilità di riuscirci davvero.
In più, una volta che si è aperta una strada, che qualcuno vicino a noi è riuscito nell'impresa, che un esempio concreto si è materializzato davanti ai nostri occhi, fa moltiplicare risorse e sforzi anche in altre persone. Anche il solo sfiorare un obiettivo importante, se interpretato nelle giusta maniera, apre nuove strade e pensieri efficaci per poter rifarsi la volta prossima.
Tra il 1998 e il 2004 a Varese, nel Settore Giovanile della Pallacanestro Varese (che dal 2002 è passato sotto l'egida del Campus), abbiamo sperimentato in maniera eclatante proprio questo percorso.
L'antefatto è la Finale Scudetto perso di un punto a Pesaro con il gruppo 84 Varese Roosters contro l'allora Glaxo Verona con due tiri sbagliati ad una manciata di decimi di secondo dalla fine della partita. Una beffa (Verona l'avevamo già battuta nel girone di qualificazione di una ventina di punti) che per lungo tempo è stata nelle mamoria di tutti i componenti di quella squadra. Un altro antefatto fu che nella primavera successiva (11 maggio 1999) i Roosters di Pozzecco, Meneghin, Vescovi, Mrscic e Santiago vinsero magicamente il decimo scudetto di Varese contro Treviso.
Questi due episodi furoni illuminanti per tutti i componenti di quel Settore Giovanile. Tutti avevano capito, potendolo sperimentare da vicino, che i percorsi erano giusti e che "bastava" aumentare la consapevolezza nei nostri mezzi e crederci un po' di più!
Il 9 luglio del 1999 il gruppo Bam Under 14 dei ragazzi nati nel 1986 battendo in finale la Virtus Bologna di Belinelli vinse dopo 24 anni il terzo scudetto giovanile della Pall. Varese. L'anno dopo sempre lo stesso gruppo nella categoria Under 15, giocando in finale contro la Scavolini Pesaro a Porto San Giorgio lo rivinse. Lo stesso anno il gruppo 84 (quello della finale persa con la Glaxo) vinse il Titolo Tricolore Under 17 e l'anno dopo lo rivinse anche a livello Under 19 con l'innesto dei 93 sotto le sapienti cure di coach Cedro Galli.
Nello stagione successiva, 2002-2003 fu la volta dello Scudetto a Salsomaggiore ancora contro Pesaro del gruppo Under 15 (nati nel 1988), che l'anno prima aveva perso di un soffio lo scudetto Under 14. L'anno successivo, Tarcisio Vaghi, potè festeggiare con lo stesso gruppo 88 lo Scudetto Under 16 dopo una gara al cardiopalma contro la corazzata UCC Assigeco dei vari Gallinari, Aradori, Poletti & c.
A Varese fu un periodo leggendario. Sei Campionati Italiani vinti in poco più di cinque anni. Non eravamo dei super uomini. Non avevamo cambiato radicalmente i nostri metodi di allenamento. Avevamo cercato e trovato la strada giusta per trasformare il nostro crederci nel miglior percorso possibile. Grazie a qualche bruciante sconfitta e all'esempio di chi ci stava vicino, è stato più facile diventare dei Campioni d'Italia.
A volte le differenze sono minime. Basta poco!
domenica 13 gennaio 2013
ECCO LA PAROLA CHE PARE PROPRIO APPROPRIATA DAL LIBRO DI PIERO TRABUCCHI "RESISTO DUNQUE SONO"
Lo spunto nasce, come spesso capita per caso, però pare proprio essere la parola giusta per affrontare con la giusta modalità le esperienze che incontriamo di volta in volta nel nostro cammino: Resilienza.
Breve tratto dal libro di "Resisto dunque sono" di Piero Trabucchi
"Desidero però dare fin d’ora la mia definizione personale di resilienza: la resilienza psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino. Il verbo «persistere» indica l’idea di una motivazione che rimane salda. Di fatto l’individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a «leggere» gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza."
venerdì 11 gennaio 2013
A SAN LAZZARO BEL RICONOSCIMENTO PERSONALE FACILE CON GRANDI PERSONE E OTTIMI GIOCATORI
Dopo un po' di giorni dall'evento e passata la sbronza dalle fatiche del periodo post capodanno con la presenza in contemporanea tra Montecatini (Trofeo delle Regioni dei 99), San Lazzaro (Torneo Malaguti) e Rimini (Torneo Fabbri con la Lombardia 98) vorrei ringraziare pubblicamente la Società BSL San Lazzaro per il Premio che mi hanno voluto riconoscere durante la cerimonia conclusiva della 24° edizione del Torneo Bruna Malaguti.
Sono convinto che non ci sarebbero Allenatori premiati se non ci fossero Squadre vincenti e soprattutto se non ci fossero ottimi giocatori. Nel gruppo Under 17 Bluorobica ci sono ragazzi intelligenti, giocatori di ottimo livello che ormai da tre anni sto vedendo maturare e crescere fertili sulle buone idee. Soprattutto un gruppo e una squadra vincente nell'applicazione di tutti i giorni in palestra. Persone che hanno pensato al meglio per loro e per i loro amici scegliendo di crescere e maturare con il gusto d'interpretare al meglio i loro rapporti intepersonali e il gioco del Basket.
Così è facile trasformare la propria passione in qualche cosa di più. Così è più facile giocare per se stessi, per i compagni, per vincere e per divertirsi. Tutte cose legate fra di loro, indissolubili e inscindibili.
Non penso che ci siano segreti particolari nel poter portare avanti un attività che possa quantomeno assomigliare a ciò che ognuno di noi aveva sognato, sperato e pensato in cuor suo. Non penso che si debbano avere chissà quali qualità per svolgere al meglio la propria passione. Non penso che questo status non sia possibile codificarlo e replicarlo.
Forse basterebbe pensare semplicemente, ogni volta che dobbiamo decidere come comportarci, quale sarebbe la cosa migliore per poter far crescere le persone che abbiamo di fronte in maniera autonoma e responsabile. Forse basterebbe non copiare gli altri per come fanno e per quello che dicono e fare in modo che a scegliere sia il nostro vero spirito e almeno parte del nostro cuore. Forse così sarebbe più facile essere migliori. Forse così non saremmo sempre dietro a rincorrere un sogno.
mercoledì 9 gennaio 2013
OPEN, IL LIBRO SCRITTO DA ANDRE AGASSI LA STORIA DI UNO DEI PIU' GRANDI CAMPIONI DEL TENNIS
Durante le vacanze di Natale ho letto il libro scritto da Andre Agassi dal titolo Open. Personalmente pur facendo molta fatica a leggere, ho trovato questo libro, interessante, avvincente e anche pieno di valori. Sarà stato il tempo che avevo a disposizione durante l'ultima vacanza, ma ci ho messo davvero poco a finire di leggere le 500 pagine della storia di uno dei tennisti più vincenti, contradditori e caparbi della storia del tennis.
Nello specifico non sono un appassionato di tennis anche se nel passato ho visto qualche partita dello stesso Agassi. Certo che appartenendo ad una generazione ormai "di una certa età" i miei idoli erano John Mcenroe o Jimmy Connors. Appena ho avuto la possibilità però, dopo aver letto il libro, mi sono precipitato a riguardare su youtube gli incontri più significativi e i momenti speciali di una carriera giocata e vissuta spesso, sul filo del rasoio.
Se vi piace leggere, ma comunque non necessariamente, vi consiglio questo libro, riconoscerete i cambiamenti di una persona speciale che ha sempre cercato di dare tutto.
martedì 8 gennaio 2013
LA COMUNICAZIONE DEI SITI INTERNET DELLE SOCIETA' SPORTIVE RICEVUTI TANTI COMPLIMENTI PER BLUOROBICA.COM
Ancora una volta girando l'Italia come ho fatto in questi giorni di vacanze di Natale, ho ricevuto innumerevoli complimenti per l'aggiornamento costante del sito www.bluorobica.com . Tante le testimonianze di persone, allenatori, addetti ai lavori che tutti i giorni si collegano al sito per vedere risultati, leggere i commenti, guardare le foto e perchè no avere anche qualche news in anteprima.
Tutto questo fa ovviamente molto piacere, visto che considero le forme accessorie di un Settore Giovanile (come appunto il sito internet), base fondamentale per poter attirare attenzioni e considerazioni non avendo il sex appeal di una prima squadra in Serie A o non avendo comunque le risorse economiche importanti di altri club.
Negli ultimi anni, queste forme di comunicazione, si sono davvero moltiplicate un po' in tutta Italia e oggi giorno è difficile che non ci sia una Società o una Squadra che non abbia il proprio sito internet aggiornato con i risultati i commenti e qualche foto.
Una cosa però che ritengo ancora insopportabile rispetto a quanto si sta facendo sotto l'aspetto comunicativo nelle nostre realtà giovanili è quando vedo che si pubblicano i tabellini di una gara omettendo il resoconto dei punti degli avversari e pubblicando solo i nomi dei propri giocatori. Qui mi piange veramente il cuore. Perchè?
Perchè non pubblicare anche il tabellino degli avversari? Perchè non aggiungere due righe all'articolo, scrivendo per bene tutti i nomi degli avversari (e perchè no) anche degli arbitri? Anche avversari e arbitri hanno fatto parte dell'evento! E' giusto scrivere tutti i nomi e riportare fedelmente i punteggi di ognuno.
Questa manchevolezza, (sarò maniacale), la ritengo un offesa pubblica e visto che non costa nulla (o comunque molto poco) aggiungere anche il tabellino degli avversari, penso che farlo o non farlo possa essere considerato come valutativo del rispetto che la Società che pubblica l'articolo merita.
HOUSE ORGAN UFFICIALE BSL SAN LAZZARO INTERVISTA CON TUTTE LE SOCIETA' PRESENTI AL TORNEO
Interessante iniziativa della Società BSL San Lazzaro che durante il Torneo Bruna Malaguti svolto dal 2 al 6 gennaio ha pubblicato nel suo house organ una serie di interviste ai Responsabili di Settore Giovanile che hanno preso parte al torneo. Qui sotto riporto la pagina che mi riguardava...
Ormai da diversi anni partecipiamo al Torneo Nazionale Cadetti perché lo riteniamo un appuntamento importantissimo, una sorta di anticipazione delle Finali Nazionali Under 17 che arriveranno a giugno. Per questo partecipare significa entrare in una sorta di Elite, e per la nostra Società è senza dubbio motivo di pregio. Non solo, perché si tratta di un investimento a 360° sia a livello economico che sotto il profilo tecnico. Si giocano partite di alto livello tutte ravvicinate tra loro per cinque giorni, confrontandosi con realtà diverse, spesso al di fuori della nostra Regione, e a maggior ragione ogni gara ti regala alte aspettative e motivazioni, match veri da guardare con bramosia.
Ultimamente il trend giovanile a livello nazionale sta cambiando. Negli ultimissimi anni c’è stato un buco grosso nella formazione di giocatori italiani, però negli ultimi cinque o sei anni le Società di estrema eccellenza, non necessariamente di Serie A – e qui mi viene in mente la Stella Azzurra Roma – stanno tornando a formare, anzi, a costruire giocatori. Il risultato della Nazionale Giovanile ’96 agli ultimi Europei è la testimonianza più concreta. Sto parlando di giocatori che, ovviamente, non sono pronti per sgomitare tra i professionisti, ma hanno tutte le possibilità per farlo. È chiaro che il problema non è tanto cosa stanno facendo i Settori Giovanili, che hanno Allenatori sempre più preparati, quanto cosa si potrà poi fare a 19 anni, quando l’attività giovanile finirà: questo è il fulcro del nostro problema tecnico. La riforma dei Campionati, con la possibilità concreta per tutti i ragazzi di giocare con continuità nei campionati Nazionali Dilettanti sta giovando, ma è altrettanto vero che la mentalità di molti miei colleghi Allenatori è che un “ragazzo di 19 anni non può giocare in prima squadra perché è giovane”. Dobbiamo rischiare di più, cercando un’apertura mentale più vicina a quella di altri paesi.
A Bergamo sono 10 anni che facciamo attività pertanto ci possiamo considerare una Società molto giovane nata da un’idea di togliere il “campanile”, che c’è troppo spesso in Italia, ed unire in un unico progetto i settori giovanili di Bergamo e di Treviglio, portando il Settore Giovanile della provincia ad un livello di eccellenza assoluta. I primi anni li abbiamo spesi a strutturare la Società, poi sono iniziati ad arrivare i risultati, in termini di vittorie sul campo e partecipazioni alle Finali Nazionali di categoria. Adesso, dopo 10 anni, il nostro “prodotto” sta iniziando ad uscire dal nostro contesto con la fine del cammino a livello giovanile di alcuni giocatori. Reati, classe ‘88 è stato un precursore, ma oggi abbiamo altri buonissimi giocatori con le annate ’90, ’91, ’92 e ’93 (qui abbiamo Tomasini e Carnovali in DNA a Treviglio). Bluorobica, infine, ha tutte le squadre giovanili che partecipano ai campionati di Eccellenza, che in Lombardia è sicuramente un livello molto alto, ed è molto premiante ed istruttivo confrontarsi con formazioni molto più attrezzate di noi. Infine siamo in un territorio dove possiamo fare reclutamento grazie alla collaborazione di diverse Società sparse in provincia.
DALLA FIP BELLE INIZIATIVE DI FORMAZIONE POSITIVI RADUNI E STAGE PER GIOVANI ARBITRI
Nel periodo delle vacanze di Natale, prendendo parte a diverse manifestazioni in giro per l'Italia, ho notato ancora più del passato la volontà, da parte della Federazione e del CIA (Comitato Italiano Arbitri), di voler migliorare ulteriormente la propria categoria di tesserati. Sia a Montecatini, durante il Trofeo delle Regioni per i 99, sia a San Lazzaro durante il Trofeo Malaguti, che a Rimini, durante il Torneo Fabbri (per Selezioni Regionali del 98) si sono svolti degli stage di formazione per gli arbitri e per gli ufficiali di campo presenti.
Una bella iniziativa che certamente non può fare che bene ad un movimento che sta crescendo molto, oltre che in quantità anche in qualità. A San Lazzaro a fine di ogni partita si potevano rivedere, insieme agli arbitri della gara e ai loro istruttori, 2-3 episodi dubbi che erano capitati durante il match, con le relative valutazioni del caso. Cosa molto interessante e direi anche educativa. Presenti a Bologna diversi Istruttori arbitri davvero di primo livello, con anche Fabio Facchini.
Anche a Montecatini con la collaborazione di due istruttori super come Denis Quarta e Roberto Radaelli ci si poteva confrontare a fine partita con valutazioni nel merito di che cosa si poteva migliorare per essere ancora più efficaci nel metro arbitrale e non solo.
Ovvio che cercare di uniformare il metro di giudizio è obiettivo comune difficile da raggiungere, ma essenziale per rendere le cose più chiare a tutti, ma sono convinto che iniziative del genere non possono che fare il bene della pallacanestro e del nostro movimento giovanile.
martedì 1 gennaio 2013
domenica 30 dicembre 2012
sabato 29 dicembre 2012
venerdì 28 dicembre 2012
mercoledì 26 dicembre 2012
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