lunedì 25 marzo 2013
MARTEDI' 2 APRILE RIUNIONE PAO A CHIARI (BS) ALLA FESTA DI CHIARI ANCHE SERGIO SCARIOLO
Qualche giorno fa sono stato contattato per svolgere una parte di Riunione PAO a Chiari, nell'ambito dei festeggiamenti per i 40 anni della Società bresciana. Ho accettato volentieri all'iniziativa perchè penso che la discussione e il confronto nelle mille modalità di fare l'allenatore di basket siano la base per poter progradire, cambiare, modificare, aggiustare i nostri comportamenti da tecnici.
La notizia è però un altra. Sarò relatore prima dell'intervento di coach Sergio Scariolo, bresciano di origine, attualmente allenatore dell'Armani EA7 Olimpia Milano. Vi terrò informati sull'evento.
Qui sotto potete leggere il comunicato della Società di Chiari che ringrazio per l'invito. Dal sito www.basketchiari.it
Comunicato Stampa
Nel 40° anniversario di Fondazione, Il BASKET CHIARI, per celebrare l'evento, promuoverà una serie di iniziative.
Le varie proposte coinvolgeranno l'intera Società, l'Amministrazione Comunale di Chiari, la Federazione Italiana Pallacanestro e vari personaggi di spicco del mondo del basket Nazionale e non e avranno luogo a partire dal mese di APRILE sino al 10 OTTOBTRE 2013, data esatta della costituzione della società.
Il primo evento organizzato si svolgerà al PALAZZETTO DELLO SPORT di Via Lancini n°2 a CHIARI (Bs) in data 02 Aprile dalle ore h. 20.30 alle h. 23.00. Si tratta di un Clinic per allenatori, i cui relatori saranno due esponenti di fama nazionale ed internazionale:
il primo sarà il Coach ANDREA SCHIAVI, allenatore e responsabile tecnico delle giovanili Bluorobica BG e responsabile tecnico delle giovanili F.I.P. della Lombardia, che tratterà l’argomento “METODOLOGIA D’ALLENAMENTO PER UNDER14 e UNDER15;
a seguire relazionerà il Coach SERGIO SCARIOLO, capo allenatore Armani Jeans EA7 MI, di origini bresciane e con un curriculum invidiabile con la Nazionale Spagnola e molti titoli vinti con diversi Club d’Europa, che esporrà sul tema “L’USO DEGLI SPAZI ATTACCANDO CON POST BASSO”.
Parteciperanno alla serata, le giovanili U14 e U17 della Società Basket Chiari. Per la cittadina Clarense sarà l’occasione di vedere riuniti molti tecnici di tutta la Lombardia.
giovedì 14 marzo 2013
LA GIBA VOTA PER DIMEZZARE I PARAMETRI NAS COSI' LA FINE DEI SETTORI GIOVANILI E' MOLTO VICINA
La GIBA che non è altro che l'Associazione che raduni i Giocatori Italiani di Basket, ha pubblicato recentemente un articolo apparso sul loro sito internet www.giba.it/ in merito a proposte riferite alla prossima riforma dei campionati e anche sulla delicata questione dei parametri NAS.
All'interno del'articolo comunicato, questo il preoccupante virgolettato del Presidente GIBA, Alessandro Marzoli: «Ascoltare il parere degli atleti è un nostro dovere. Siamo molto soddisfatti per l'attenzione e l'interesse suscitato nei giocatori dalla nostra intervista su temi su cui si concentrano preoccupazioni e aspettative di tanti. In un momento economico difficile per tutti, chiediamo al Presidente Petrucci una moratoria stagionale, mediante la quale venga dimezzato il costo dei parametri NAS per la stagione 2013-2014. Inoltre, chiediamo un diverso sistema di valorizzazione dei settori giovanili, che non preveda obblighi di impiego degli atleti under».
Dimezzare i parametri, anche solo per un anno, significa di fatto rischiare di far chiudere definitivamente tutte le Società che, nonostante le grandi fatiche economiche, strutturali e regolamentari di questi ultimi tempi, stanno ancora facendo bene il Settore Giovanile.
In Italia di Società che investono nel proprio Settore Giovanile con risorse spese per reclutamento, allenatori, preparatori fisici, impiantistica, attività agonistica di livello eccellenza... sono sempre meno e soprattutto sono sempre le stesse.
Molte di queste Società facendo oculati investimenti nel recente passato si stanno garantendo parte del budget per andare avanti proprio dagli introti dei paremetri dei giocatori che hanno formato e/o reclutato spendendo soldi veri, reclutando sul territorio e riconoscendo a volte a tante piccole Società risorse economiche utili per andare avanti.
Di fatto, queste Società lungimiranti, stanno iniziando a raccogliere quello che hanno seminato anni fa con fatica, dedizione e passione.
Spero proprio che la GIBA riesca a fare valutazioni generali del nostro movimento che non possono non tener conto degli sforzi fatti dalle Società che hanno fatto bene il Settore Giovanile.
Il futuro della Pallacanestro a livello giovanile in Italia dipende anche dalla scelta che si farà sulla eventuale rimodulazione dei parametri. Eliminare e/o abbassare i parametri significherebbe demolire un sistema che in questi ultmi anni ha salvaguardato (almeno in parte) la produzione dei giovani giocatori italiani.
giovedì 7 marzo 2013
mercoledì 6 marzo 2013
SI AVVICINANO I TORNEI DI PASQUA A VARESE I PRIMI PROGRAMMI DICONO NO FINALI AL PALAWHIRLPOOL
Le vacanze di Pasqua da sempre per me hanno rappresentato il modo migliore per intensificare in maniera repentina la mia passione di fare l'allenatore, girando per tutte le palestra della provincia di Varese, prendendo parte ai mitici Trofeo Garbosi e Torneo Barilà (ex Rizzi). Solo negli ultimi due-tre anni per la concomittanza con le Finali del Trofeo delle Regioni, ho saltato qualche giornata conclusiva al PalaWhirlpool... ma posso dire tranquillamente che nonostante gli scenari fossero di buon livello anche da altre parti, il mio cuore e il pensiero in quelle occasioni è sempre rimasto per Masnago, per il Garbosi e per il Barilà.
Il mattino del lunedì di Pasquetta per me, ma penso per moltissimi appassionati veri di basket, significa automaticamente, ormai da anni, andare a Masnago al Palazzetto a vedere le finali del Torneo Garbosi (al mattino), dando magari una mano per la preparazione della sfilata e, alla sera, sedersi comodamente sulle tribune del PalaWhirlpool per il grande spettacolo della finale del Barilà davanti ad una cornice di pubblico sempre più da serie A per numero di presenze e per competenza tecnica.
Purtroppo in questi giorni sono venuto a conoscenza che il PalaWhirlpool di Masnago, essendo la Cimberio di Serie A impegnata nella gara casalinga di lunedì di Pasquetta contro Roma, non può essere utilizzato ne per le finali del Garbosi ne per il nuovo Barilà (Torneo Giovani Leggende). La notizia mi ha abbastanza sconvolto.
Dopo tanti anni immaginare una finale del Garbosi (e la successiva sempre più suggestiva premiazione) non al Palazzetto dello Sport di Varese oltre a lasciarmi sconcertato mi riempie veramente di tristezza. Sapere che le squadre che arriveranno in finale (chiunque essi siano) non potranno giocare sotto la volta di uno dei Palazzetti più storici, più vincenti e più magici in Italia (e anche in Europa) è cosa che non riesco ad accettare così facilmente.
Spero tanto che ci possano essere ancora i margini per ritornare su una decisione che dall'esterno appare di difficile comprensione. Già nel recente passato la decisione di non annoverare tra gli impianti disponibili per il Trofeo Barilà, il Centro Sportivo Campus, è macchia indelebile per una città che vive di Basket e che fa della promozione sportiva una mission irrinunciabile. Ma questa della non disponibilità del PalaWhirlpool spero proprio che sia notizia non vera.
martedì 15 gennaio 2013
CREDERE FORTEMENTE DI RIUSCIRE E' IL PRIMO PASSO COME VINCERE AL MEGLIO LA PROPRIA BATTAGLIA
Quando si ascoltano interviste di Campioni della Sport che raggiungono risultati importanti sia a livello individuale che di squadra spesso si sentono parole come, bisogna crederci. Credere fino in fondo in quello che si fa. Crederci è la sola chiave che ti può portare in alto.
In effetti ciò che consideriamo impossibile da realizzare già in partenza non porterà buoni risultati finali. Al contrario, credere fortemente di raggiungere un obiettivo pare direttamente proporizionale alla possibilità di riuscirci davvero.
In più, una volta che si è aperta una strada, che qualcuno vicino a noi è riuscito nell'impresa, che un esempio concreto si è materializzato davanti ai nostri occhi, fa moltiplicare risorse e sforzi anche in altre persone. Anche il solo sfiorare un obiettivo importante, se interpretato nelle giusta maniera, apre nuove strade e pensieri efficaci per poter rifarsi la volta prossima.
Tra il 1998 e il 2004 a Varese, nel Settore Giovanile della Pallacanestro Varese (che dal 2002 è passato sotto l'egida del Campus), abbiamo sperimentato in maniera eclatante proprio questo percorso.
L'antefatto è la Finale Scudetto perso di un punto a Pesaro con il gruppo 84 Varese Roosters contro l'allora Glaxo Verona con due tiri sbagliati ad una manciata di decimi di secondo dalla fine della partita. Una beffa (Verona l'avevamo già battuta nel girone di qualificazione di una ventina di punti) che per lungo tempo è stata nelle mamoria di tutti i componenti di quella squadra. Un altro antefatto fu che nella primavera successiva (11 maggio 1999) i Roosters di Pozzecco, Meneghin, Vescovi, Mrscic e Santiago vinsero magicamente il decimo scudetto di Varese contro Treviso.
Questi due episodi furoni illuminanti per tutti i componenti di quel Settore Giovanile. Tutti avevano capito, potendolo sperimentare da vicino, che i percorsi erano giusti e che "bastava" aumentare la consapevolezza nei nostri mezzi e crederci un po' di più!
Il 9 luglio del 1999 il gruppo Bam Under 14 dei ragazzi nati nel 1986 battendo in finale la Virtus Bologna di Belinelli vinse dopo 24 anni il terzo scudetto giovanile della Pall. Varese. L'anno dopo sempre lo stesso gruppo nella categoria Under 15, giocando in finale contro la Scavolini Pesaro a Porto San Giorgio lo rivinse. Lo stesso anno il gruppo 84 (quello della finale persa con la Glaxo) vinse il Titolo Tricolore Under 17 e l'anno dopo lo rivinse anche a livello Under 19 con l'innesto dei 93 sotto le sapienti cure di coach Cedro Galli.
Nello stagione successiva, 2002-2003 fu la volta dello Scudetto a Salsomaggiore ancora contro Pesaro del gruppo Under 15 (nati nel 1988), che l'anno prima aveva perso di un soffio lo scudetto Under 14. L'anno successivo, Tarcisio Vaghi, potè festeggiare con lo stesso gruppo 88 lo Scudetto Under 16 dopo una gara al cardiopalma contro la corazzata UCC Assigeco dei vari Gallinari, Aradori, Poletti & c.
A Varese fu un periodo leggendario. Sei Campionati Italiani vinti in poco più di cinque anni. Non eravamo dei super uomini. Non avevamo cambiato radicalmente i nostri metodi di allenamento. Avevamo cercato e trovato la strada giusta per trasformare il nostro crederci nel miglior percorso possibile. Grazie a qualche bruciante sconfitta e all'esempio di chi ci stava vicino, è stato più facile diventare dei Campioni d'Italia.
A volte le differenze sono minime. Basta poco!
domenica 13 gennaio 2013
ECCO LA PAROLA CHE PARE PROPRIO APPROPRIATA DAL LIBRO DI PIERO TRABUCCHI "RESISTO DUNQUE SONO"
Lo spunto nasce, come spesso capita per caso, però pare proprio essere la parola giusta per affrontare con la giusta modalità le esperienze che incontriamo di volta in volta nel nostro cammino: Resilienza.
Breve tratto dal libro di "Resisto dunque sono" di Piero Trabucchi
"Desidero però dare fin d’ora la mia definizione personale di resilienza: la resilienza psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino. Il verbo «persistere» indica l’idea di una motivazione che rimane salda. Di fatto l’individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a «leggere» gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza."
venerdì 11 gennaio 2013
A SAN LAZZARO BEL RICONOSCIMENTO PERSONALE FACILE CON GRANDI PERSONE E OTTIMI GIOCATORI
Dopo un po' di giorni dall'evento e passata la sbronza dalle fatiche del periodo post capodanno con la presenza in contemporanea tra Montecatini (Trofeo delle Regioni dei 99), San Lazzaro (Torneo Malaguti) e Rimini (Torneo Fabbri con la Lombardia 98) vorrei ringraziare pubblicamente la Società BSL San Lazzaro per il Premio che mi hanno voluto riconoscere durante la cerimonia conclusiva della 24° edizione del Torneo Bruna Malaguti.
Sono convinto che non ci sarebbero Allenatori premiati se non ci fossero Squadre vincenti e soprattutto se non ci fossero ottimi giocatori. Nel gruppo Under 17 Bluorobica ci sono ragazzi intelligenti, giocatori di ottimo livello che ormai da tre anni sto vedendo maturare e crescere fertili sulle buone idee. Soprattutto un gruppo e una squadra vincente nell'applicazione di tutti i giorni in palestra. Persone che hanno pensato al meglio per loro e per i loro amici scegliendo di crescere e maturare con il gusto d'interpretare al meglio i loro rapporti intepersonali e il gioco del Basket.
Così è facile trasformare la propria passione in qualche cosa di più. Così è più facile giocare per se stessi, per i compagni, per vincere e per divertirsi. Tutte cose legate fra di loro, indissolubili e inscindibili.
Non penso che ci siano segreti particolari nel poter portare avanti un attività che possa quantomeno assomigliare a ciò che ognuno di noi aveva sognato, sperato e pensato in cuor suo. Non penso che si debbano avere chissà quali qualità per svolgere al meglio la propria passione. Non penso che questo status non sia possibile codificarlo e replicarlo.
Forse basterebbe pensare semplicemente, ogni volta che dobbiamo decidere come comportarci, quale sarebbe la cosa migliore per poter far crescere le persone che abbiamo di fronte in maniera autonoma e responsabile. Forse basterebbe non copiare gli altri per come fanno e per quello che dicono e fare in modo che a scegliere sia il nostro vero spirito e almeno parte del nostro cuore. Forse così sarebbe più facile essere migliori. Forse così non saremmo sempre dietro a rincorrere un sogno.
mercoledì 9 gennaio 2013
OPEN, IL LIBRO SCRITTO DA ANDRE AGASSI LA STORIA DI UNO DEI PIU' GRANDI CAMPIONI DEL TENNIS
Durante le vacanze di Natale ho letto il libro scritto da Andre Agassi dal titolo Open. Personalmente pur facendo molta fatica a leggere, ho trovato questo libro, interessante, avvincente e anche pieno di valori. Sarà stato il tempo che avevo a disposizione durante l'ultima vacanza, ma ci ho messo davvero poco a finire di leggere le 500 pagine della storia di uno dei tennisti più vincenti, contradditori e caparbi della storia del tennis.
Nello specifico non sono un appassionato di tennis anche se nel passato ho visto qualche partita dello stesso Agassi. Certo che appartenendo ad una generazione ormai "di una certa età" i miei idoli erano John Mcenroe o Jimmy Connors. Appena ho avuto la possibilità però, dopo aver letto il libro, mi sono precipitato a riguardare su youtube gli incontri più significativi e i momenti speciali di una carriera giocata e vissuta spesso, sul filo del rasoio.
Se vi piace leggere, ma comunque non necessariamente, vi consiglio questo libro, riconoscerete i cambiamenti di una persona speciale che ha sempre cercato di dare tutto.
martedì 8 gennaio 2013
LA COMUNICAZIONE DEI SITI INTERNET DELLE SOCIETA' SPORTIVE RICEVUTI TANTI COMPLIMENTI PER BLUOROBICA.COM
Ancora una volta girando l'Italia come ho fatto in questi giorni di vacanze di Natale, ho ricevuto innumerevoli complimenti per l'aggiornamento costante del sito www.bluorobica.com . Tante le testimonianze di persone, allenatori, addetti ai lavori che tutti i giorni si collegano al sito per vedere risultati, leggere i commenti, guardare le foto e perchè no avere anche qualche news in anteprima.
Tutto questo fa ovviamente molto piacere, visto che considero le forme accessorie di un Settore Giovanile (come appunto il sito internet), base fondamentale per poter attirare attenzioni e considerazioni non avendo il sex appeal di una prima squadra in Serie A o non avendo comunque le risorse economiche importanti di altri club.
Negli ultimi anni, queste forme di comunicazione, si sono davvero moltiplicate un po' in tutta Italia e oggi giorno è difficile che non ci sia una Società o una Squadra che non abbia il proprio sito internet aggiornato con i risultati i commenti e qualche foto.
Una cosa però che ritengo ancora insopportabile rispetto a quanto si sta facendo sotto l'aspetto comunicativo nelle nostre realtà giovanili è quando vedo che si pubblicano i tabellini di una gara omettendo il resoconto dei punti degli avversari e pubblicando solo i nomi dei propri giocatori. Qui mi piange veramente il cuore. Perchè?
Perchè non pubblicare anche il tabellino degli avversari? Perchè non aggiungere due righe all'articolo, scrivendo per bene tutti i nomi degli avversari (e perchè no) anche degli arbitri? Anche avversari e arbitri hanno fatto parte dell'evento! E' giusto scrivere tutti i nomi e riportare fedelmente i punteggi di ognuno.
Questa manchevolezza, (sarò maniacale), la ritengo un offesa pubblica e visto che non costa nulla (o comunque molto poco) aggiungere anche il tabellino degli avversari, penso che farlo o non farlo possa essere considerato come valutativo del rispetto che la Società che pubblica l'articolo merita.
HOUSE ORGAN UFFICIALE BSL SAN LAZZARO INTERVISTA CON TUTTE LE SOCIETA' PRESENTI AL TORNEO
Interessante iniziativa della Società BSL San Lazzaro che durante il Torneo Bruna Malaguti svolto dal 2 al 6 gennaio ha pubblicato nel suo house organ una serie di interviste ai Responsabili di Settore Giovanile che hanno preso parte al torneo. Qui sotto riporto la pagina che mi riguardava...
Ormai da diversi anni partecipiamo al Torneo Nazionale Cadetti perché lo riteniamo un appuntamento importantissimo, una sorta di anticipazione delle Finali Nazionali Under 17 che arriveranno a giugno. Per questo partecipare significa entrare in una sorta di Elite, e per la nostra Società è senza dubbio motivo di pregio. Non solo, perché si tratta di un investimento a 360° sia a livello economico che sotto il profilo tecnico. Si giocano partite di alto livello tutte ravvicinate tra loro per cinque giorni, confrontandosi con realtà diverse, spesso al di fuori della nostra Regione, e a maggior ragione ogni gara ti regala alte aspettative e motivazioni, match veri da guardare con bramosia.
Ultimamente il trend giovanile a livello nazionale sta cambiando. Negli ultimissimi anni c’è stato un buco grosso nella formazione di giocatori italiani, però negli ultimi cinque o sei anni le Società di estrema eccellenza, non necessariamente di Serie A – e qui mi viene in mente la Stella Azzurra Roma – stanno tornando a formare, anzi, a costruire giocatori. Il risultato della Nazionale Giovanile ’96 agli ultimi Europei è la testimonianza più concreta. Sto parlando di giocatori che, ovviamente, non sono pronti per sgomitare tra i professionisti, ma hanno tutte le possibilità per farlo. È chiaro che il problema non è tanto cosa stanno facendo i Settori Giovanili, che hanno Allenatori sempre più preparati, quanto cosa si potrà poi fare a 19 anni, quando l’attività giovanile finirà: questo è il fulcro del nostro problema tecnico. La riforma dei Campionati, con la possibilità concreta per tutti i ragazzi di giocare con continuità nei campionati Nazionali Dilettanti sta giovando, ma è altrettanto vero che la mentalità di molti miei colleghi Allenatori è che un “ragazzo di 19 anni non può giocare in prima squadra perché è giovane”. Dobbiamo rischiare di più, cercando un’apertura mentale più vicina a quella di altri paesi.
A Bergamo sono 10 anni che facciamo attività pertanto ci possiamo considerare una Società molto giovane nata da un’idea di togliere il “campanile”, che c’è troppo spesso in Italia, ed unire in un unico progetto i settori giovanili di Bergamo e di Treviglio, portando il Settore Giovanile della provincia ad un livello di eccellenza assoluta. I primi anni li abbiamo spesi a strutturare la Società, poi sono iniziati ad arrivare i risultati, in termini di vittorie sul campo e partecipazioni alle Finali Nazionali di categoria. Adesso, dopo 10 anni, il nostro “prodotto” sta iniziando ad uscire dal nostro contesto con la fine del cammino a livello giovanile di alcuni giocatori. Reati, classe ‘88 è stato un precursore, ma oggi abbiamo altri buonissimi giocatori con le annate ’90, ’91, ’92 e ’93 (qui abbiamo Tomasini e Carnovali in DNA a Treviglio). Bluorobica, infine, ha tutte le squadre giovanili che partecipano ai campionati di Eccellenza, che in Lombardia è sicuramente un livello molto alto, ed è molto premiante ed istruttivo confrontarsi con formazioni molto più attrezzate di noi. Infine siamo in un territorio dove possiamo fare reclutamento grazie alla collaborazione di diverse Società sparse in provincia.
DALLA FIP BELLE INIZIATIVE DI FORMAZIONE POSITIVI RADUNI E STAGE PER GIOVANI ARBITRI
Nel periodo delle vacanze di Natale, prendendo parte a diverse manifestazioni in giro per l'Italia, ho notato ancora più del passato la volontà, da parte della Federazione e del CIA (Comitato Italiano Arbitri), di voler migliorare ulteriormente la propria categoria di tesserati. Sia a Montecatini, durante il Trofeo delle Regioni per i 99, sia a San Lazzaro durante il Trofeo Malaguti, che a Rimini, durante il Torneo Fabbri (per Selezioni Regionali del 98) si sono svolti degli stage di formazione per gli arbitri e per gli ufficiali di campo presenti.
Una bella iniziativa che certamente non può fare che bene ad un movimento che sta crescendo molto, oltre che in quantità anche in qualità. A San Lazzaro a fine di ogni partita si potevano rivedere, insieme agli arbitri della gara e ai loro istruttori, 2-3 episodi dubbi che erano capitati durante il match, con le relative valutazioni del caso. Cosa molto interessante e direi anche educativa. Presenti a Bologna diversi Istruttori arbitri davvero di primo livello, con anche Fabio Facchini.
Anche a Montecatini con la collaborazione di due istruttori super come Denis Quarta e Roberto Radaelli ci si poteva confrontare a fine partita con valutazioni nel merito di che cosa si poteva migliorare per essere ancora più efficaci nel metro arbitrale e non solo.
Ovvio che cercare di uniformare il metro di giudizio è obiettivo comune difficile da raggiungere, ma essenziale per rendere le cose più chiare a tutti, ma sono convinto che iniziative del genere non possono che fare il bene della pallacanestro e del nostro movimento giovanile.
martedì 1 gennaio 2013
domenica 30 dicembre 2012
sabato 29 dicembre 2012
venerdì 28 dicembre 2012
mercoledì 26 dicembre 2012
sabato 24 novembre 2012
GIANMARCO POZZECCO L'INIZIO DI UNA CARRIERA? FORSE UN NUOVO MODO GENIALE DI ESSERE SE STESSO
Nelle settimane scorse ho ricevuto diversi pareri (alcuni anche contrastanti) sulla scelta di coinvolgere Gianmarco Pozzecco come allenatore della Selezione Regionale della Lombardia annata 1999. Gianmarco, che conosco dai tempi della sua permanenza a Varese come giocatore, mi ha da sempre colpito, oltre per il suo grande carisma, anche per il suo modo geniale di affrontare le cose.
Nel corso della sua permanenza a Varese, ma anche dopo seguendo da lontano la sua carriera, il Poz ha sempre cercato di manifestare (a suo modo) le idee che aveva, rispetto alla sua grande passione, la pallacanestro.
E' vero, l'ha fatto a suo modo e con modalità non certo convenzionali. Lo ha fatto (penso io) più per se stesso che per gli altri. Lo ha fatto per essere al centro di un qualcosa che a lui piaceva. Fin da giovane ha dimostrato che voleva scalare il mondo con il solo aiuto delle sue qualità e della sua apparente follia.
E' per questo che in una sera d'estate di qualche mese fa mi sono convinto che poteva essere la persona giusta per dare qualcosa in più ai giovani che avrebbe dovuto allenare con la Lombardia. Poteva essere la persona giusta per dare una visione di certo non convenzionale ma non per questo sbagliata dell'attività sportiva. D'altronde chi meglio di lui poteva dimostrare che con la forza di volontà, con la passione e con una certa pazzia si poteva arrivare in alto?
Pozzecco ha chiuso la propria carriera da giocatore ancora più forte di quando ha raggiunto i suoi risultati agonistici migliori a livello di squadra. Questo a dimostrazione che a quasi a 35 anni si divertiva ancora a migliorare. Questo ad avvalorare la tesi che la passione e la determinazione ti può portare dove decidi di andare.
In questi giorni nasce la sua carriera da allenatore e sono convinto che Gianmarco non possa fare che bene. L'ho visto allenare i ragazzini per qualche spezzone di allenamento, l'ho sentito dire delle cose non scontate, ma, vi assicuro, vere.
Pozzecco ha delle idee. Pensieri che in modo originale, sui generis a volte in forma bislacca ci farà conoscere e per chi lo vorrà, apprezzare.
Mi sa che sarò uno di quelli, perchè l'idea che lo sport sia passione, che giocare a pallacanestro significa (prima di tutto) vivere fino in fondo le proprie emozioni, che gioire o incazzarsi per un pallone che entra o che esce da un canestro, siano esattamente due facce della stessa medaglia, mi piace. Condivido questi pensieri e cerco di sperimentarli tutte le volte che entro in palestra ad allenare un gruppo di ragazzi.
Mi piace pensare che i ragazzi che alleno, gli atleti che cerco di far migliorare, i giocatori che cerco di istruire, abbiano più modalità di comportamento da dove poter trarre ispirazione. Sono convinto che sia più giusto far nascere delle domande piuttosto che far imparare a memoria delle risposte. Non c'è una sola strada da percorrere, non ci sono dogmi da seguire, c'è consapevolezza nel cercare in ognuno il percorso giusto, c'è condivisione che quello che stiamo facendo sia la cosa migliore, c'è la lucidità mentale che si gioca e ci si allena sempre al massimo perchè è divertente farlo, non perchè lo chiede l'allenatore...
E così, giorno dopo giorno, partita dopo partita, intervista dopo intervista, ne sono certo, Gianmarco ci farà sperimentare con la sua presenza, con la sua personalità, con le sue modalità (solo all'apparenza folli) quanto di vero ci sia nel suo modo di interpretare lo sport, ma più in generale la vita.
mercoledì 21 novembre 2012
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