giovedì 10 febbraio 2011

RADUNO INTERREGIONALE PQN A VALENZA
GIUDIZIO INEQUIVOCABILE: OTTIMA ESPERIENZA

Dal 2 al 6 di febbraio sono stato a Valenza per conto del Settore Squadre Nazionali nell'ambito del Raduno del Progetto di Qualificazione Nazionale riguardante l'annata 1997. Quattro giorni di allenamenti e partite con il solo scopo di valutare i ragazzi presenti, dando qualche indicazione tecnica in più rispetto agli allenamenti del proprio club. Come allenatore del gruppo è stato molto bello e interessante (oltre che impegnativo) cercare di sviluppare nell'arco del raduno allenamenti di buon profilo tecnico senza tralsciare un aspetto agonisitco e di divertimento comunque imprescindibile per ragazzi così giovani. Qui di seguito l'articolo pubblicato sul sito del Comitato Regionale Lombardo e le foto degli staff (Staff Tecnico - in azzurro; Staff Giovani Allenatori - in rosso; Giovani Arbitri - in grigio).

Riscontri decisamente positivi per la spedizione lombarda che ha partecipato al recente Raduno Interregionale Nord svolto a Valenza Po dal 2 al 6 febbraio. A tirare le somme del lavoro effettuato sotto gli occhi del tecnico federale Gaetano Gebbia è Andrea Schiavi: l’RTT della Lombardia ha infatti diretto gli allenamenti che hanno coinvolto i 24 migliori prospetti dell’annata 1997 provenienti da un’ampia area geografica (rappresentate le regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto).

Tra i protagonisti del raduno c’erano ben sette prodotti dei vivai “nostrani”: gli orobici Leonardo Bassi, Alberto Norbis e Nicola Savoldelli, i milanesi Manuel Di Meco e Ronaldo Loizate, il varesino Filippo Testa ed il canturino Curtis Nwohoucha. Inoltre tra gli assistenti di Schiavi era presente anche Giorgio Gerosa (il tecnico di Cantù che convidide con Riccardo Cornaghi la guida della selezione 1996), mentre a completare la spedizione c’erano Andrea Manetta di Varese e Sara Canali di Bergamo in rappresentanza delle categorie di giovani allenatori ed arbitri previsti nell’ambito del PQN.
“Il raduno è andato molto bene: si è lavorato in un clima sereno e molto collaborativo, evidenziando un buonissimo livello sia fisico che tecnico – afferma Schiavi - Sul primo aspetto la punta era rappresentata dai 204 centimetri di Pozza di Marostica, ma anche i nostri Loizate, Di Meco e Nwohoucha sono elementi di prima fascia; e comunque vedere ragazzi che a dispetto dei soli 13 anni e mezzo sa esprimersi tecnicamente già molto bene fa ben sperare per il futuro. Con due allenamenti al giorno i ritmi erano molto serrati con le partitelle finali per coronare il lavoro svolto; nel complesso l’esperienza è stata super positiva e super formativa: nel giro di 4 giorni Gaetano Gebbia ha fatto vedere ai ragazzi che tipo di attività e di atteggiamento servono per raggiungere gli alti livelli”.
Il prossimo appuntamento che coinvolge l’annata 1997 sarà quello del torneo “Impariamo Insieme” che dal 26 aprile all’1 maggio metterà in scena i 96 convocati per i raduni interregionali (possibile l’inserimento di qualche altro elemento lombardo nel raduno “suppletivo” che si svolgerà a metà aprile dopo le tappe Centro e Sud).

sabato 25 dicembre 2010

NATALE ALLE MALDIVE... MA NON E' UN FILM
IMMAGINI DALL'ALTRA PARTE DEL MONDO

Se vedete che non vi rispondiamo ai tanti messaggi di auguri che ci state inviando in queste ore, non vi preoccupate. Non possiamo rispondere per due semplici motivi: uno di tipo economico... davvero un salasso telefonare o mandare sms da qui, il secondo motivo potreste intuirlo da soli... !!

Auguri a tutti.
Daniela e Andrea










martedì 21 dicembre 2010

FOTO STORICA: NEVE A FOLLONICA
IL VILLAGGIO MARINO IMBIANCATO PER NATALE


Non capita spesso di vedere il Villaggio Marino di Follonica innevato. E' quello che è successo nei giorni scorsi prorpio alla nostra vecchia e cara Colonia Marina. Non siamo certo abituati ad immaginare il posto del nostro soggiorno estivo sotto la neve. La foto che pubblichiamo, passa quindi alla storia.

sabato 4 dicembre 2010

LUNEDI' 13 DICEMBRE A MORTARA (PV)
DIBATTITO SUL BASKET GIOVANILE IN ITALIA

Lunedì 13 dicembre a Mortara (ore 20.45) presso la Sala Contrattazioni Borsa Merci (Piazza Trieste 32), si svolgerà un dibattito sul Basket Giovanile dal titolo: "Basket Giovanile in Italia. Quandto torneremo a riavere una nostra Scuola di Pallacanestro?"

Sono previsti interventi di Stefano Bizzozi (Settore Squadre Nazionali), Massimo Faraoni (Dirigente Virtus Bologna), Pino Gonnella (Segretario Generale LNP), Gianni Lambruschi (Bennet Cantù) Luigi Ottobrini (Presidente del Comitato Provinciale di Pavia).

Moderatore dell'incontro sarà Giorgio Gandolfi.

giovedì 2 dicembre 2010

INTERVISTA INUSUALE SU GABRIELPIROLA.COM
SE AVETE TEMPO DA PERDERE VA BENISSIMO


Gabriele Pirola qualche tempo mi aveva fatto un intervista video, che riguardava il mio modo d'insegnare la pallacanestro ai giovani giocatori. Sapevo benissimo che la qualità dell'intervista era stata decisamente bassa... ma la dimostrazione (solo se volete) è qui davanti a voi.

Cliccando poco sotto potete collegarvi al Blog di Gabriele, che sentitamente ringrazio per le belle parole di preambolo. 

http://gabrielepirola.blogspot.com/2010/12/intervista-ad-andrea-schiavi.html

domenica 28 novembre 2010

CORSO DI PERFEZIONAMENTO SPORTIVO
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BERGAMO


Non poteva andare meglio la prima giornata presso l'Università di Bergamo, nell'ambito del Corso di Perfezionamento dal titolo: "Gestire le organizzazioni sportive, realizzare progetti educativi" a cui grazie al contributo del Comitato Provinciale della FIP di Bergamo mi sono potuto iscrivere nei giorni scorsi.

Un corso rivolto, oltre che agli studenti della Facoltà di Scienza della Formazione, anche ad operatori del settore con la necessità di migliorare la propria formazione sotto tanti punti di vista. Pedagogia e psicologia dello sport, dinamiche di gruppo, organizzazione eventi, aspetti normativi, sicurezza, studio delle relazioni con atleti, famiglie e territorio... sono solo alcuni dei temi che il corso in 130 ore intende orientarsi nei prossimi mesi.

Naturalmente, visto che necessariamente in questi ultimi tempi non ho più avuto l'accortezza di aggiornare il mio blog, letto da pochi ma conosciuto da molti, e grazie anche alla richiesta che il coordinatore del corso ha illustrato agli astanti di tenersi un "Diario di Bordo" del percorso formativo, inizio a rendervi partecipi di questa nuova avventura.

Innanzitutto la sensazione di tornare studente è una delle più belle cose che ho provato questa mattina. Non tanto perchè quando ero giovane ero bravo a scuola, tutt'altro, ma perchè le consapevolezze maturate in questi anni di "pratica sul campo" mi hanno reso oltre che cuoriso d'imparare cose nuove, anche abbastanza convinto di quello che conosco.

Oltretutto i processi educativi sono, da sempre, stati per me terreno fertile di studio e di confronto. Quindi quale migliore occasione di recuperare il terreno perduto negli anni addietro?

Programma sabato 27 novembre 2010
Ore 8.00 inizio del corso presso la Casa dello Sport (Centro Coni) a Bergamo in Via Gleno
Tema: Introduzione al corso e saluto dei promotori. Inquadramento e introduzione al percorso in chiave antropologica e pedagogica. Confronto con attese dei partecipanti.
Modalità di lavoro: Docenza introduttiva - Lezione
Docenti: Prof. Lizzola (Preside Facoltà Scienze della Formazione di Bergamo) e Prof. Gianluca Bocchi (Epistemologo e filosofo della Scienza Università di Bergamo)

Primo intervento (Lizzola): Il mondo planetario dell'attività sportiva ha una valenza (sotto tanti punti di vista) di vitale importanza. Fare attività sportiva ha come fondamenta: 1) la percezione di se stessi e il miglioramento che ne deriva; 2) ha una ricaduta globale inevitabile sullo stile di vita 3) può migliorare notevolmente i rapporti che esistono negli altri ambiti educativi (eventuali conflitti con genitori e insegnanti), avendo l'allenatore grande possibilità di leadearschip nei confronti dei minori; 4) aiuta il confronto con l'altro non solo nel senso della competizione agonistica, ma come riconoscimento del (più) debole da rispettare e (più) forte da apprezzare e capire.

Iniziare a fare le cose per gioco, è di fatto una bella inizzazione alla vita reale, di grande utilità. Lo sport in questi senso è avanti rispetto a tutti gli altri ambiti educativi, perchè allena il potenziale che c'è nei minori in età evolutiva. Non riempie un contenitore, ma attreverso la cooperazione (motivazione) rende le persone più "grandi".

L'Allenatore ha da par suo un grande compito che non può disattendere: 1) Accoglienza: "Il ragazzo che aspetta il suo allenatore da lui impererà tutto." Far sentire bene i propri atelti in un ambiente sicuro e accogliente; 2) Orientare: Il progetto di crescita è un divenire continuo e all'interno delle persone che crescono ognuno ha (avrà) un proprio ruolo di ricoprire. Il miglior Allenatore è colui il quale riconosce per primo il potenziale di ognuno dei ragazzi che ha davanti; 3) Famiglie: relazionarsi con le famiglie, trovando una/due volte in un anno il momento in cui fermarsi e progettare il divenire. Portare anche un modello di uomo e donna che non può che passare dall'esempio della propria esistenza. E' difficile voler costruire qualcosa d'importante in altre persone se noi per primi non siamo al meglio noi stessi;  4) Territorio: avere le competenze e i contatti per capire e sviluppare al meglio la propria attività all'interno del territorio dove si agisce.

Secondo intervento (Bocchi): Siamo inseriti in una Società Mondiale di attività sportiva. Non possiamo pensare di fare attività sportiva senza avere i riferimenti storici, di regole e di internalizzazione dello sport. Lo sport a contrario di politica e finanza... ha trovato velocemente nel corso della sua evoluzione terreno fertile di cooperazione, per cui prima in ogni continente, stato, città, paese si giocavano dei giochi con la palla, diversi, ma molto simili. L'adesione collettiva alle regole ha determinato in maniera repentina lo sviluppo dello sport che intendiamo oggi, anche se nei College inglesi dove sono nati giochi simili al calcio e al rugby non c'erano ancora regole standardizzate.

Lo sport nasce (in Inghilterra appunto) perchè lo strumento educativo della pratica sportiva restituiva agli insegnati il coltello dalla parte del manico. Infatti fine 700 inizio 800 non era lo stato a pagare gli insegnanti ma gli stessi studenti. Creando di fatto un conflitto che con le pratiche sportive (e il suo strumento educatico annesso) si è potuto parzialmente ovviare.

Il secondo passaggio fondamentale è stato il professionismo dello sport. La prima attività sportiva che permetteva di vivere attreverso la pratica sportiva è stata la boxe. La motivazione è quella che in Inghilterra dopo aver scommesso sulle corse di cani e cavalli, si è iniziato a scommettere sugli uomini. E così ai primi incontri di boxe (fine del 700) in cui c'erano un gran numero di scommesse, gli atleti  che garaggiavena pretendevano anche dei riconoscimenti in denaro.

Il calcio in Inghilterra ha preso da subito la strada del professionismo, mentre il rugby no. E' probabile che scelte diverse avrebbero forse provocato orientamenti diversi anche nel numero dei praticanti. Proprio in Inghilterra visto che si erano sviluppate molte squadre di professionisti si è passati dal torneo a eliminazione diretta ai così detti campionati con il girone all'italiana (erroneamente all'italiana perchè l'idea è anglosassone).

L'adesione collettive alle regole è un fenomeno planetario che ha permesso di arrivare alla stesura dei calendari agonistici delle competizioni internazionali che conosciamo (Olimpiadi, Mondiali, Europei...).

Sport quindi come Unità nella diversità.

La pratiche educative dovrebbe "rubare" dalla pratica sportiva la necessaria cooperazione esistente tra chi insegna lo sport (allenatore) e chi fa l'atleta. Di fatto nella scuola e nell'università la formazione della persona passa anche attraverso l'esame se uno ha studiato quello che è stato insegnato o meno. Gli studi possono essere fatti propri dagli studenti, ma possono anche essere in qualche modo superati senza troppo "entrarci dentro". La performance sportiva invece presuppone un grande coinvolgimento, per cui difficilmente si può barare. O ti alleni bene e metti dentro tutto te stesso, oppure perdi, e perdi prima ancora che con degli avversari con te stesso.

Prossimo appuntamento: sabato 17 dicembre.
Titolo: Psicologia dello Sport in età evolutiva: orientamenti e problemi (Dott. Fornasa) - Sociologia dello Sport - La società complessa e le rappresentazioni dello sprt. (Dott. Tomellari).

venerdì 5 novembre 2010

SELEZIONI REGIONALI MASCHILI IN LOMBARDIA
ANDREA SCHIAVI NOMINATO RTT IN LOMBARDIA



Passa ufficialmente dalle mani di Enrico Rocco a quelle di Andrea Schiavi il “testimone” nel ruolo di Referente Tecnico Territoriale per quanto riguarda la Lombardia. Lo scorso 26 ottobre il Settore Squadre Nazionali Maschili ha infatti ratificato la nomina del tecnico varesino nel compito previsto dal Programma di Qualificazione Territoriale. Per il 43enne coach attualmente responsabile del vivaio della Blu Orobica seguendo in prima persona i gruppi Under 17, Under 15 ed Under 14 si tratta di una promozione sul campo: nelle ultime stagioni infatti il tecnico tre volte campione d’Italia con le giovanili di Varese (1999 Bam, 2000 e 2003 Allievi con i gruppi 1986 e 1988 dei vivai della “città-Giardino”) che lo scorso anno giunse a giocarsi il titolo tricolore Under 17 alla guida della Comark Bergamo aveva già svolto la mansione di coordinatore tecnico delle selezioni regionali a supporto del RTT in carica. Il mandato di Schiavi avrà durata annuale, comunque rinnovabile per un triennio.

“Quello di RTT è un ruolo che Andrea si è meritato sul campo, coronando un percorso che aveva già iniziato ad affrontare a fianco di Rocco – commenta il presidente regionale Enrico Ragnolini – Conoscendo già i meccanismi del lavoro da svolgere Schiavi ha ben chiare le sue mansioni e le sue responsabilità, e sono convinto che svolgerà il compito in maniera ottimale. Colgo l’occasione per ringraziare Enrico Rocco, che è giunto alla conclusione del suo percorso: mi aspetto altrettanta dedizione al lavoro da parte del suo successore, compiendo un percorso motivazionale formativo nei confronti dei suoi collaboratori come è accaduto nei suoi confronti da parte del precedente RTT”.

La prima uscita di Schiavi nel nuovo ruolo di Referente Tecnico Territoriale coinciderà con il quadrangolare dell’annata 1997 in programma domenica e lunedì a Bernareggio. In fase di allestimento c’è anche il progetto della “Settimana Azzurra”, una sorta di “full immersion” dal 5 al 9 dicembre nella quale è stato invitato in Lombardia un tecnico del Settore Squadre Nazionali Maschili che potrà assistere ad una serie di raduni ed eventi “mirati”. In cantiere ci sarebbe un allenamento dei prospetti più interessanti dell’annata 1997, una selezione dei giocatori fisicamente più interessanti delle annate 1994 e 1995 e il quadrangolare per selezioni regionali a Treviglio – Veneto e Piemonte saranno ospiti della Lombardia, che parteciperà con due gruppi suddivisi per fascia geografica – per l’annata 1996, parte iniziale del lavoro “propedeutico” in vista del Trofeo delle Regioni 2011.


DAL SITO DEL COMITATO REGIONALE LOMBARDO
INTERVISTA AL NUOVO RTT ANDREA SCHIAVI

Dal sito internet del Comitato Regionale.

Parla a ruota libera ed a cuore aperto Andrea Schiavi: il 43enne tecnico varesino esprime le sue prime sensazioni dopo aver assunto l’incarico di Referente Tecnico Territoriale sostituendo Enrico Rocco (ossia l’allenatore che lo aveva coinvolto nello staff delle Selezioni Regionali Maschili), cui il responsabile delle giovanili della Blu Orobica dedica un ringraziamento sentito per l’opera prestata negli scorsi anni:
“Il primo ringraziamento fatto con il cuore va al Presidente Enrico Ragnolini e al Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Lombardo per aver portato avanti la mia candidatura come Referente Tecnico Territoriale. Il secondo “grazie” va a Enrico Rocco, per il lavoro svolto in questi ultimi tre anni a servizio dell’attività cestistica della Lombardia e i due secondi posti al Trofeo delle Regioni con le annate 93 e 94 sono il segno più evidente di un lavoro fatto con cura, intelligenza e capacità. L’emozione di essere l’RTT della Lombardia è forte e sinceramente non pensavo si potesse pensare a me come alla persona giusta per questo tipo di lavoro”.

Il nuovo RTT “fotografa” così la situazione del movimento giovanile regionale e ribadisce il valore delle esperienze delle selezioni CRL come ulteriore punto di crescita dei giovani prospetti delle annate coinvolte dal PQT, senza sovrapporsi al lavoro di base svolto nel contesto delle società:

“La Lombardia ha tanti bravi allenatori di settore giovanile e ha al proprio interno tante società che si stanno adoperando, soprattutto nell’ultimo periodo, per migliorare qualitativamente la nostra attività giovanile. Sono certo che questi sforzi porteranno benefici innegabili anche all’attività delle selezioni regionali. I primi obiettivi come RTT sono quelli di provare a far condividere in maniera più forte e più sentita una attività provinciale e regionale che, a mio modo di vedere, rappresenta una possibilità in più per i ragazzi inseriti nei vari progetti. Sono convinto della bontà delle tante società che operano al meglio nella nostra regione con i giovani e per i giovani; ma avere una possibilità in più, come solo le selezioni regionali - o in un successivo momento le selezioni nazionali - sanno fare, deve rappresentare un obiettivo condiviso da tutti gli operatori del settore. Un altro obiettivo riguarda i tanti ragazzi coinvolti nelle varie selezioni (provinciali, regionali ed eventualmente nazionali). L’auspicio è quello di trovare sempre più persone valide a livello fisico e tecnico. Ma spesso questo non basta. Saper interiorizzare sani valori come impegno, dedizione, sacrificio edapplicazione, necessari per arrivare al meglio di loro stessi, sarà necessariamente un importante metro di valutazione”.

Schiavi ricorda comunque che le selezioni regionali coinvolte nel PQT rappresentano soltanto la parte iniziale di un percorso di crescita che deve essere vissuto con la giusta mentalità e senza aspettative “fuorvianti”:

“In Nazionale ci arriveranno in pochi, forse nessuno. Ci interessa, e molto, far capire che anche se non si arriva alla Nazionale Italiana, si può comunque con umiltà, sacrificio, passione e anche un certo indispensabile divertimento, progredire al meglio di noi stessi. Nel corso di questi anni di attività di allenatore – istruttore delle categorie giovanili mi sono sempre chiesto come fare per essere migliore, come fare per sbagliare meno in ambito tecnico e educativo con i ragazzi che avevo in palestra. Vorrei che questa voglia di migliorarsi a prescindere dal traguardo finale possa essere percepita e fatta propria dai ragazzi che frequenteranno le nostre attività territoriali e le nostre selezioni”.

Infine Schiavi lancia un appello a tutti gli operatori dei vivai lombardi per rendere ancor più valido e competitivo il movimento giovanile regionale:

“Abbiamo un territorio vasto e una popolazione di 10 milioni di abitanti, pari se non superiore a tante nazioni che nel basket di vertice assoluto ci mettono sempre dietro. Penso a Serbia (10 milioni), Croazia (5), Slovenia (2), Bulgaria (8), Lituania (4). Provare a migliorare la nostra èlite è una scommessa che vorrei provare a vincere insieme alle tante società e ai tanti allenatori che cercano di operare al meglio per l’attività giovanile in Lombardia. Nella mia carriera a Varese e a Bergamo ho sempre cercato di ottenere il meglio possibile per le realtà dove ho allenato. I risultati non sono tutto ma spesso mi hanno aiutato a far migliorare le persone. Spero proprio di riuscire nell’impresa anche come RTT della Lombardia”.

L'articolo lo puoi vedere in originale QUI

mercoledì 20 ottobre 2010

INTERESSANTE ARTICOLO DI LELE DI TRIESTE
ESPERIENZE DAL VIVO IN AMERICA E LITUANIA

Articolo tratto dal house organ dell'Azzurra Trieste.

Nella mia esperienza americana, mi sono accorto che la nostra maniera di lavorare e’ molto simile a quella dei coaches dell’universita’ USA, ossia cura del particolare, fondamentali tecnici e tattica collegata a principi tecnici precisi.

La grande differenza la fa preparazione fisica e l’intensità’. Per quanto riguarda la preparazione fisica la differenza è fatta da una diversa cultura scolastica, che reputa la cura dell’educazione fisica alla pari delle materie piu’ importanti assegnando un numero congruo di ore.

Purtroppo da noi non e’ cosi’ e nelle ore di palestra pomeridiane non credo che possiamo fare piu’ di quello che si fa, invece per quanto riguarda l’intensita’ possiamo migliorare.

Soprattutto cambiando nella testa dei nostri istruttori il concetto di intensita’. Infatti l’intensita’ non deve essere collegata al ritmo dell’allenamento ma deve essere un principio da infondere ai nostri ragazzi.

Per fare un esempio: un giocatore dell’universita’ americana quando arriva in palestra non fa un tiro che non sia allenante, mi spiego: lui entra in palestra e comincia ad allenare le sue capacita’, entra un play e fa palleggio arresto e tiro, entra un lungo e magari si mette spalle a canestro e tira dopo un lavoro di piede perno.

Tutto questo da soli, prima dell’arrivo del coach. Ovviamente non dobbiamo copiare questo tipo di lavoro, ma (dal mio punto di vista) inculcare questo tipo di mentalita’, che secondo me responsabilizza i ragazzi e anche li migliora e qualifica.

Seguendo gli allenamenti di Chicago University questa e’ la cosa piu’
importante che mi e’ saltata agli occhi, e che mi ha dato modo di vedere veramente un bel basket giovanile, dove grazie all’intensita’ tutti riescono a rendersi utili in campo.

Per quanto riguarda la Lituania, la mia esperienza e’ basata sugli Europei under 18, che ho visto qui a Vilnius, il recente mondiale nella quale la Lituania ha brillato, su alcune testimonianze di amici che ho conosciuto in questo periodo, e sulle sensazioni che ho provato.

Innanzitutto bisogna partire dal fatto che qui il basket e’ religione, e’ vissuto con la stessa passione che da noi ha il calcio ma senza alcun isterismo. All’europeo under 18 c’era sempre un buon numero di persone a vedere tutte le partite e quando giocava la Lituania il palazzetto era almeno mezzo pieno con la punta di tredicimila per la finale per altro vinta. La squadra era formata da una generazione di ragazzi che potranno essere interessanti per il futuro del basket lituano, cio’ nonostante non si e’ mai visto un atteggiamento al di fuori dalle righe o una protesta, tutti erano concentrati su quello che dovevano fare; e parliamo di ragazzi come Valanciunas che gioca fisso al Lyetuvos Rytas che fara’ l’Eurolega; ragazzi che sono gia’ protagonisti di campagne pubblicitarie.

L’atteggiamento, la concentrazione e la grande tecnica e lettura del gioco sono le caratteristiche che piu’ mi hanno colpito dei ragazzi lituani.

Altre importanti sensazioni lituane le ho avute seguendo la nazionale protagonista all’ultimo mondiale in Turchia, innanzitutto premetto che la tv nazionale ha seguito praticamente ogni giorno del ritiro, ha mostrato tutte le amichevoli pre campionato persino una con un Zalgiris Kaunas senza i nazionali e con pochissimi giorni di preparazione nelle gambe.

La squadra del bravissimo Kemzura e’ sempre migliorata di partita in partita, seguendo le regole e il programma sono arrivati a mio modo di vedere ad un bronzo miracoloso.