sabato 17 gennaio 2009

IL BLOG CASSA DI RISONANZA IN ITALIA PER UN SETTORE GIOVANILE MIGLIORE


Mi piace pensare che con un semplice blog e con il giusto sano confronto sui contenuti si possa migliorare l'attività che con passione e dedizione ogni giorno dell'anno, aimè da molti anni nel caso specifico, portiamo avanti nelle nostre realtà.

Mi fa molto piacere che anche il sito internet APG Allenatori Pallacanestro Giovanile abbia pubblicato i contenuti della nostra discussione, non meno importate delle molte chiacchere che si fanno nei retrobottega di uno o dell'altro politico federale...

Anzi proprio contro questa modalità sbagliata e legata al passato che sta il mio personale accanimento. Voglio sapere chi pensa che cosa e perchè lo pensa. Tutto qua.

E' per questo che sto tenendo aggiornato il post sulle risposte degli operatori del settore, pubblicato poco sotto, dando vita ad un vero e proprio dibattito virtuale. Stiamo ottenendo qualcosa d'importante. Mi spiace per quelli che per motivazioni diverse non possano portare il loro contributo.

S'intravede all'orizzonte anche un po' di movimento a livello di testate giornalistiche specializzate e un diffuso interessamento sui vari temi di molti addetti ai lavori. Solo con il contributo di tutti possiamo procedere per il meglio. Di questo ne sono convinto e pur essendo forse un po' utopista e illuso penso ancora che il meglio debba ancora venire.

A SORPRESA GIORNO DI RIPOSO DURANTE LE FINALI NAZIONALI DELLE VARIE CATEGORIE GIOVANILI


Come un fulmine a ciel sereno il 2 gennaio viene pubblicato sul nuovo sito internet del Settore Giovanile FIP la notizia per cui durante le Finali Nazionali di Under 17 e Under 15 verrà osservato un giorno di riposo per le squadre che saranno ammesse ai quarti di finali.

Questo il comunicato integrale:

Dalla corrente stagione sportiva 2008/09 nei campionati Under 19 f.le, Under 17 e Under 15 m.le e f.le è stato previsto, come richiesto da molte società partecipanti alle precedenti finali, il giorno di riposo al termine della fase di qualificazione.

Calendario tipo U19 f.le
1° giorno - 1a giornata qualificazione
2° giorno - 2a giornata qualificazione
3° giorno - 3a giornata qualificazione
4° giorno - Riposo per le 4 squadre semifinaliste e Finali 5°/8° posto
5° giorno - Semifinali 1°/4° posto
6° giorno - Finali 1°/4° posto

Calendario tipo U17 e U15 m.le e f.le
1° giorno - 1a giornata qualificazione
2° giorno - 2a giornata qualificazione
3° giorno - 3a giornata qualificazione
4° giorno - Riposo
5° giorno - Quarti di Finale
6° giorno - Semifinali 1°/4° posto
7° giorno - Finali 1°/4° posto


Ve lo dico subito sarò duro. Sono diverse le considerazioni che mi vengono in mente e le elenco velocemente:

Punto primo: nessuna menzione di questa iniziativa sulla DOA, vademecum per tutta l'attività, dove vengono annotate anche i minimi dettagli. Su questo nulla. Solo l'aggiunta sibillina di un giorno nelle varie date delle finali
Punto secondo: a parte la Napoli serie A che non c'è più, quali sono le Società che hanno fatto questa richiesta. Voglio i nomi. Se scrivi sul sito FIP "come richiesto da molte società partecipanti alle scorse finali" mi devi dire chi sono. Come Bluorobica abbiamo preso parte alle ultime 6 Finali Nazionali negli ultimi due anni e nessuno ci ha chiesto nulla.
Punto terzo: ma la FIP e queste fantomatiche Società non si rendono conto gli sforzi economici che tutti quanti fanno per portare a termine un lungo percorso formativo di settore giovanile e che passare il turno di fatto porterebbe ad altri sforzi non necessari...???
Punto quarto: come mai vengono ascoltate solo delle Società specifiche mentre per altre Società che da ormai tre anni si battono per il ripristino delle Finali Nazionali Under 14 ci sia solo silenzio
Punto quinto: come mai vengono ascoltate solo delle Società specifiche mentre per il sottoscritto che insieme ad altri allenatori ha portato alla luce (in tempi non sospetti) l'infelice concomittanza programmata dalla FIP (Settore Giovanile) tra la fase interzonale Under 15 (31 maggio 1-2 giuno) e le Finali Nazionali Under 19 (1-6 giugno) nessuno abbia fatto nulla. Si poteva (ascoltando le Società) trovare valide soluzioni alternative che non avrebbero portato a grosse problematiche logistche per le Società che saranno chiamate a questo doppio impegno in contemporanea. Invece risposte effimere e silenzio.
Punto sesto: mi chiedo se non sia arrivato il momento di passare ad una condivisione delle iniziative della FIP (e la cassa di risonanza di questo blog, sta portando i primi frutti) piuttosto che ad un accanimento terapeutico sul settore giovanile, svolto sempre dagli stessi personaggi salvaguardando non so quale interesse o ideale...

MAURIZIO MASSARI PORTA IL SUO CONTRIBUTO ALLA DISCUSSIONE "GIOVANILI"


Pubblico interamente l'intervento di Maurizio Massari ricevuto per mail, perchè lo considero molto importante alla luce del dibattito che stiamo facendo riguardo al migliormento dell'attività giovanile in Italia.

"Dirò una cosa scontata, ma la mia sensazione è che finché le società senior non saranno realmente motivate alla crescita tecnica, fisica e mentale dei giovani giocatori che hanno in organico (di proprietà o in prestito che siano) e continueranno a considerarli "under necessari" anziché giocatori da migliorare PERCHE' SENSIBILMENTE MIGLIORABILI NELL'ARCO DELLA STAGIONE (vista la giovane età) è poco significativo dibattere su come organizzare le nostre cose...

Credo si dovrebbe fare fronte comune anziché frammentarsi in discussioni su dettagli e dire forte e chiaro al movimento che tra i 19 e i 22 anni (periodo oltremodo fertile nel miglioramento del giocatore) si disperde la gran parte delle potenzialità di crescita dei giovani che noi quotidianamente cresciamo e formiamo fino ai 18-19.

Credo sinceramente che la questione sostanziale sia questa, e sarebbe molto più proficuo avere noi operatori di settore giovanile un fronte univoco e proporlo al resto del movimento, piuttosto che sentire e leggere la solita solfa che non si lavora più sui giovani, non c'è ricambio, ecc. ecc. e noi si sta a discutere sulle finali U12 o se fare uomo o zona...

Serve che i giocatori in uscita dai settori giovanili non solo trovino campo a livello senior ma anche ulteriori percorsi formativi, fatti di lavoro fisico specifico, di tecnica individuale e soprattutto di supporto mentale. Come? Non ho risposte... Ma se condividete il mio punto di vista, cerchiamole insieme!"

Maurizio Massari

Maurizio pur aumentando il volume d'affari della nostra discussione dice cose giuste e condivisibili. Penso che Recalcati e Meneghin siano proprio orientati a capire come fare a risolvere questo tipo di problema, prima di prendere una decisione definitiva sugli argomenti discussi. L'incarico che il nuovo Presidente Federale, Dino Meneghin, ha data proprio in questi giorni a Gaetano Gebbia, nel capire l'iter formativo delle altre nazioni europee a livello giovanile e in particolare il "modus operandi" per non disperdere talento, passione e potenzialità, penso che vada proprio in quella direzione.

giovedì 15 gennaio 2009

COMMENTI AUTOREVOLI SUI PROGETTI PER UN SETTORE GIOVANILE MIGLIORE


Resoconto risposte ottenute sulla eventuale modifica alla programmazione annate da parte della FIP

Questi sono stati i commenti nello specifico:

Alessandro Sogli (Terranuova):
- per l'attività giovanile direi che fino alla fine della presente delibera debbano rimanere le annate così come state deliberate
- proporrei fino ad u14 compresa di togliere il tiro da tre da 6,25 metri di permettere le difese a zona per chi le vuol fare, ma di considerare tiro da 3 punti, tutti tiri fatti al di fuori della campana
- finali nazionali a 8 squadre anche per u13 e u14, perchè l'agonismo è insito nel gioco e non possiamo non condividere questo
- under 19 direttamente ai gironi interregionale
- riqualificazione del campionato u21, in quanto in questa fascia di età i ragazzi(giocatori) sono ancora ben allenabili e farli marcire in panchina nei campionati senior è un delitto di gravità inaudita per il movimento

Paolo Sfriso (Impa Casier)
- lascerei le annate così come sono, non serve cambiare di nuovo
- più possibilità di confronto ci sono meglio è per il movimento giovanile
- pallone n. 6 per i ragazzi Under 14 che devono sforzarsi a tirare da lontano con il 7
- fine attività tra aprile e maggio
- lasciare il mese di giugno come mese dei fondamentali individuali e recupero fisico
- possibiltià per le squadre Under 19 di giocare in campionati senior (come nel volley)
- dalla serie A/Dil fino alla Promozione in 12 in panchina, mentre in serie A in 10
- attenta valutazione dei parametri di svincolo a favore delle società che svolgono attività giovanile

Mario Bergamo (Badia Polesine - Chioggia - Formatore Nazionale)
- non serve cambiare di nuovo strategia
- si deve partire dal miglioramento degli istruttori di Minibasket
- determinante il bene comune e non esigenze personali

Andrea Avesani (Robur Saronno):
- gli esempi di Desio e Biella sono da copiare
- il campionato Under 21 è da ripensare anche se a livello provinciale può servire

Marco Mazzali (Ju.Vi Cremona):
- Under 13 sì raddoppi no zona
- Under 14 sì raddoppi sì zona (reintegro campionato Eccellenza) cambi per queste due categorie come Trofeo delle Regioni (5+5+2 o 5+4+3) con l'obbligo di andare in panchina almeno in 10; riduzione della pausa tra 2° e 3° quarto (4 o 5' massimo)
- riorganizzazione delle categorie come area FIBA ma creazione da parte dei comitati regionali di una categoria Under 15 che terminerebbe a livello regionale

Massimo Galli (ex Crabs Rimini - Vice Allenatore Nazionali Giovanili)
- a partire dalla stagione 2010 2011:
- Campionato under 20 riservato ai nati 91 92 93 potendo anche mettere dei fuori quota come per la primavera del calcio, con formula simile al camp sub 20 spagnolo (da rendere obbligatorio alle società di serie A)
- Campionato under 18 riservato ai 93 94 piu’ due o tre fuoriquota con formula interregionale dopo la prima fase regionale
- Campionato under 16 riservato ai 95 e seguenti con formula per fase interzona a sei squadre a carattere interregionale (tra regioni confinanti) con partita da giocare il sabato o domenica, questo per aumentare competitività del campionato, abituare i nostri giocatori a viaggi, partite di piu’ alto spessore e soprattutto acquisire esperienza di cui spesso quando si gioca in campo internazionale manca.
- Campionato under 14 riservato ai 97 e seguenti, d’eccellenza prima di tutto, con conference regionali magari nord ovest, nord est, centro, sud dopo una prima fase regionale.
- nessuna regola per cambi, zone, tiro da tre... tutto come nei campionati senior

Paolo Carasso (Responsabile Santarcangelo - membro commissione attività giovanile):
- quando un ragazzo esce a 19 anni dalle giovanili non è pronto
- DOBBIAMO CREARE UN CAMPIONATO PER GIOCATORI DI 21 ANNI - con vere finali nazionali - essere allenati da allenatori del settore giovanile preparati ed esperti - gli allenatori devono avere il contratto con minimo di stipendio per le soc. professionistiche (richiesta già effettuata al vecchio consiglio ma cestinata) - dai 19 ai 21 anni si può e si deve ancora crescere !
- Basta doppi tesseramenti inutili - facciamo crescere i giocatori allenandoli bene e programmando la loro crescita tecnica e tattica nella loro società.
- I ragazzi non possono fare in una settimana due partite con squadre diverse, due allenamenti con una squadra e due con l'altra (di soli 5 vs 5 perchè devono provare i giochi . . .) così si muore e non si cresce !

Maurizio Mosti (Responsabile Marcora Legano):
- non continuare a cambiare annate
- per la stagione 2010-2011 Under 20 (91-92) Under 18, 16, 14, 13, 12
- riqualificazione del campionato Under 20 partendo dall'annata 1991 che in Italia rappresenta un bell'investimento per il futuro
- negli altri paesi la pallacanestro è una sola, cambi, zone, tiro da tre... tutto come nei campionati senior, e dalle altre parti i giocatori vengono fuori... Prima si insegna, prima si impara.
- Under 14 d’eccellenza con finali nazionali, assolutamente si! (Ci sono ragazzine che a quell età fanno le olimpiadi di ginnastica artistica/ritmica vivendo fuori di casa e facendo scuole private, e noi teniamo i bambini a casa sennò prendono freddo?!?!

L’idea di obbligare le società di B/C ad avere degli under nei loro rosters ha portato di fatto al saccheggio dalle squadre giovanili, con ragazzi acerbi e immaturi (cestisticamente) che mal consigliati girano con la valigia, in cerca di soldini (?) rimanendo dei “prospetti” mai arrivati o della serie “da piccolo era buono poi si è perso …”.

I ragazzi buoni ci arrivano lo stesso !!!!

Non mi sembra che i giocatori delle annate interessanti abbiano tratto giovamento dalla riforma.

Mattia Ferrari (Allenatore Cecina)
- primo obiettivo accordo tra FIP Settore Giovanile e Lega Nazionale Pallacanestro riqualificando il campionato Under 20 facendo diventare la C/dil tutta Under 22, la B/dil con 4-5 under 23 la A/dil con 2-3 under 23 ragionando al contrario della riforma Curioni
- per la stagione 2009-2010 tutto deve rimanere come già programmato
- per la stagione 2010-2011 Under 20 (91-92) Under 18, 16, 14, 13, 12
- riqualificazione del campionato Under 20 partendo dall'annata 1991 che in Italia rappresenta un bell'investimento per il futuro
- in questa maniera molte società di riferimento giovanile potrebbero avere la loro prima squadra in C/dil come sta avvenendo per Biella bell'esempio da copiare
- Under 14 e Under 15 finali nazionali con ammissione diretta dai comitati regionali senza passare da interzona o conference, in base al movimento cestistico
- nessuna regola speciale, il basket è uno
- imbuto per l'accesso all'eccellenza (solo per la vera elite)
- abolizione campionato open B - riqualificazione dei campionato provinciali
- allargare gli obblighi degli Under in C/2 e in D
- abolizione doppi tesseramenti
- tempi da 12 minuti Under 18 e Under 16
- Under 15 no 24' Under 17 si 30' Under 19 si 24'


Gianni Chiapparo (Sportlandia Tradate):
- no a campionati d'eccellenza almeno fino all'Under 15
- la ex annata "Allievi" Under 15 penso sia molto formativa e possa aiutare a non far disperdere molto del talento in giro per l'Italia, cosa che la doppia annata Under 16 potrebbe invece far verificare
- abolizione del campionato Under 21 che ha perso valore e interesse

Giovanni Rubino (Olimpia Campobasso):
- no a cambio categorie fino a scadenza programmata;
- uso zone non prima degli U15, per consentire tempi giusti di programmazione tecnico/tattica agli Istruttori ma soprattutto agli Atleti;
- premio FIP a Progetti Giovanili riconosciuti seri su base provinciale da favorire (ad esempio consentendo doppio tesseramento agli atleti ed ai tecnici coinvolti) in modo da favorire crescita tecnica dei prospetti migliori permettendo loro di confrontarsi in campionati di Eccellenza e di pari passo permettendo alle Societò di appartenenza di tenere in vita i gruppi d'origine e partecipare a campionato regionale.


Enrico Rocco (Assistente Allenatore Nazionale A - Responsabile Desio)
- il problema vero è capire cosa fare per i giocatori quando finisce l'attività giovanile (si perdono troppi giovani per questa nostra inadempienza)
- rimane valida la proposta Under 19 (con F.Q.) 16, 14, 13, 12 dal 2010
- negli altri paesi la pallacanestro è una sola, cambi, zone, tiro da tre... tutto come nei campionati senior, e dalle altre parti i giocatori vengono fuori...

Maurizio Massari (Allenatore Fulgor Fidenza):
- la strada per migliorare i giovani non è discutere se è meglio fare gli Under 19 o gli Under 18, ma è trovare un fronte comune affinchè i nostri giovani tra i 18 e i 22 anni possano avere qualche speranza di gioco e di conseguenza di formazione nelle nostre prime squadre, non come Under obbligatori, ma come Under patrimonio delle società prima e del movimento cestistico italiano dopo
- migliorare i percorsi formativi fino ai 22 anni con potenziamento fisico, tecnico, atletico e psicologico.

Lorenzo Gandolfi (Allenatore Crabs Rimini):
- lascerei le annate Under 21 (riqualificazione obbligatoria), Under 19, 17, 15
- si per gli Under 14 d'eccellenza con finali nazionali
- Under 12, 13, 14 tempi da 10 cambi 5+3 tutti devono giocare
- Under 15 cambi liberi si zona
- sono interessato alla provocazione dei massimo 30 punti di scarto nel punteggio
- Incentivazione economica per chi fa giocare gli italiani in serie a
- riqualificazione Under 21: ho seguito da vicino per un anno in spagna la squadra under 21 che partecipava ad un campionato paragonabile alla nostra b2

Germano Arcangeli (Responsabile Stella Azzurra Roma)
- abolizione del campionato under 21 o riqualificazione sul modello spagnolo
- no ad un nuovo cambio di annate, tenere Under 19, Under 17, Under 15...
- no alle finali nazionali ed a un campionato d'eccellenza per gli Under 14
- Under 12 Under 14 tempi da 10 minuti
- Under 12, 13, 14 nessuna limitazione tecnica
- Under 15 e 17 gironi regionali, poi interzona
- Under 19 gironi interregionali da subito

Roberto Di Lorenzo (Dirigente Progetto Basket Napoli)
- le annate vanno bene come sono Under 19, Under 17, Under 15
- centralità dei ragazzi facendoli crescere gradualmente
- tutti alleati per il basket

Marco Mazzali (Ju. VI. Cremona):
- sarebbe importante riportare l’Under 14 a livello d’eccellenza

Marco Prati (Basket Pool Loano):
- non serve fare nessuna riforma, serve mantenere la programmazione già stabilita
- tenere le annate delle giovanili con le annate della scuola
- riportare l’Under 14 a livello d’eccellenza
- svolgere una fase interregionale anche per gli Under 17 (come per gli Under 19)

Bruno Bianchi (Pallacanestro Varese): mi farà sapere

Enrico Rocco (Aurora Desio):
- eliminazione totale del campionato Under 21
- si alla eventuale riforma dal 2010-2011
- tre fuori quota Under 19 negli Under 18 nelle stagioni 2010-2011 e 2011-2012, poi due

Federico Danna (Responsabile Pallacanestro Biella):
- no assoluto ad un nuovo cambio di annate, tenere Under 19, Under 17, Under 15...
- no alle finali nazionali ed a un campionato d'eccellenza per gli Under 14
- Under 12 Under 14 tempi da 10 minuti
- Under 12, 13, 14 si a zone, raddoppi, quello che si vuole. No 24 secondi
- Under 15 e 17 gironi regionali, poi interzona
- Under 19 gironi interregionali da subito con 8 gironi in tutta Italia

Luciano Raggi (Firenze):
- si fuori quota per gli Under 18 no per gli Under 16

Alberto Bennati (Presidente FIP Liguria):
- 1° priorità: settore giovanile pari alla scuola, si quindi a Under 19 con fuori quota e Under 16
- togliere l’Under 15 per disincentivare i trasferimenti prematuri di ragazzi ancora troppo giovani
- Trofeo delle Regioni ancora a livello Under 15
- Eliminare l’Under 21 dando accessi diretti ai campionati senior (in serie d o in promozione) a società che hanno già una prima squadra in un campionato senior
- Under 14 eccellenza con ripristino finali nazionali
- Under 13 tempi da 10 minuti senza clausole sui raddoppi

Giuseppe Sciascia (Giornalista Prealpina):
- diminuzione dei fuori quota 4-3-2 dal 2010 per poi andare a regime
- riqualificazione del campionato Under 21 – eventuali accesso diretti ai campionati senior per le squadre che a livello giovanile partecipano alle finali nazionali

Fabrizio Natola (Robur et Fides Varese):
- assolutamente Under 14 d’eccellenza con finali nazionali
- fuori quota per il primo anno almeno 4 per non svantaggiare ancora l’annata 1992

Matteo Cara (Oleggio Basket):
- non si dovrebbe cambiare nulla. E’ già stata fatta una programmazione si dovrebbe andare avanti con quella… in un momento di grande incertezza sarebbe buttare benzina sul fuoco
- si alle finale nazionali Under 14
- Under 21 da eliminare, non serve a nulla

Mario Fioretti (AJ Milano): mi farà sapere

Julio Trovato (Pall. Moncalieri):
- se si deve fare la riforma obbligatorio partire dal 2010-2011
- si fuori quota per avere più tempo per far migliorare i giocatori lunghi
- si alle finali nazionali Under 14
- necessario creare un gradino intermedio tra Under 14 e Under 16 con una fascia Under 15 che finisca in una finale regionale

Francesco Benedetti (Reyer Venezia):
- cambiare ancora le annate non dimostra serietà nella programmazione
- abolizione totale dell’Under 21
- blocco per almeno due stagioni delle annate così come sono adesso per poi passare a Under 19 e Under 16, Under 14 Under 13 nel 2011-2012
- si riqualificazione Under 14 nell’eccellenza con finali nazionali

Massimo Galli (ex Crabs Rimini – Vice Nazionali Giovanili)
- cercare una formula simile alla Spagna per riqualificare l’Under 21
- riqualificare l’Under 14 nell’eccellenza (negli altri paesi europei a parità di età i giocatori sono sempre più svegli perchè giocano di più e sognano di meno)

Leandro Canino (Ufficio Stampa CRL):
- si Under 18 – Under 16 – Under 14 con fuori quota solo per la stagione 2010-2011 poi annate vecchio stampo
- in questo caso si alle finali nazionali Under 14

Raffaele Martini (Assistente Blu Basket Treviglio):
- riqualificazione sul modello spagnolo del campionato Under 21

Gianni Chiapparo (Sportlandia Tradate):
- non mi sembra necessario cambiare ancora le annate

Maurizio Salvemini (Allenatore Piemontese):
- ripristinare Finali Nazionali Under 14
- l’anno 2010-2011 di transizione a livello Under 18 lasciare anche un campionato Under 17 per i 94

Lino Frattin (Allenatore Blu Basket Treviglio):
- si ai fuori quota per la transizione, darebbe l’opportunità progetti tecnici interessanti su qualche giocatore particolare

Giovanni Todisco (Campus Varese):
- si alla riforma. No ai fuori quota. Non servono
- assoluto bisogno di Under 14 eccellenza con finali nazionali

Tarcisio Vaghi (Allenatore in Svizzera):
- si ai fuori quota Under 19 partendo da tre e arrivando a zero

Antonio Bindi (Allenatore Arezzo):
- riqualificare Under 21 dando la possibilità di giocare anche agli Under 18 e Under 16, non si capisce infatti come mai un Under 16 possa giocare in prima squadra e non nell’Under 21

Luca Rossini (Pallacanestro Cantù):
- non si dovrebbero cambiare le annate ancora, non ha senso
- serve eventualmente introdurre regole per far giocare gli italiani in serie a
- se passa la riforma, serve una Under 21 con un senso non come è stata fatta negli ultimi 2 anni

Giancarlo Salvetti (Presidente FIP Varese):
- limiterei a 3 fuori quota per gli Under 19 e a 1 per gli Under 16 nel 2010-2011
- arriverei poi a zero fuori quota per gli Under 16 e a 2 per gli Under 19 a regime
- da verificare con i numeri l'attuazione degli Under 14 come eccellenza

Angela Albini (Consigliere Regionale Lombardia):
- si riforma dal 2010, no fuori quota
- si per un under 14 d’eccellenza

Matteo Losco (Allenatore Legnano):
- eliminazione del campionato Under 21
- no fuori quota, ma ammissione dei più giovani nella categoria più sopra

mercoledì 14 gennaio 2009

IDEE, OPINIONI, INNOVAZIONI PER FARE MEGLIO
IL SETTORE GIOVANILE IN ITALIA


Domani pubblicherò sul blog il resoconto di una ampia consultazione popolare che ho voluto fare tramite mail ad allenatori, dirigenti FIP, dirigenti di Società nei giorni scorsi sulla migliore programmazione possibile per la nostra attività giovanile in Italia.

Oggi invece pubblico quello che in base ai contenuti raccolti e alle varie opinioni sentite potrebbe essere una buona riforma per fare meglio il settore giovanile, secondo il mio modestissimo parere.

Non so se le idee riportate possano davvero dare nuovo impulso ad una attività che negli ultimi anni ha già intrapreso un ricco percorso di conversione, so però che quello che vado a scrivere è frutto della mia personalissima esperienza senza interessi di parte e senza dover sotto stare a nessuno tipo di regime. E già questo non è poco di questi tempi...

Da subito per le DOA stagione 2009-2010

Annate giovanili come già programmate:
- Under 21 (1989-1990) ammessi anche 1991-1992-1993-1994-1995
- Under 19 (1991-1992) ammessi anche 1993-1994-1995
- Under 17 (1993-1994) ammessi anche 1995-1996
- Under 15 (1995) ammessi anche i 1996
- Under 14 (1996) ammessi anche i 1997
- Under 13 (1997) ammessi anche i 1998
- Esordienti o meglio Under 12 (1998) ammessi anche i 1999

Under 12 o Esordienti: tempi da 10 minuti effettivi cambi 5+3, tutti devono entrare in campo
Under 13: tempi da 10 minuti cambi 5+3, tutti devono entrare in campo no zona si raddoppi
Under 14: cambi 5+3, tutti devono entrare in campo no zona si raddoppi
Under 15: cambi liberi si zona
Under 17 e Under 19: verificare tempi da 12 (eliminare intervallo)

Spunti e iniziative particolari per migliorare l’attività:
1) scarto massimo in una partita 30 punti, dopo di che canestro automatico anche alla squadra avversaria;
2) incentivazione economica per l’uso dei giocatori Under 19 nei campionati nazionali in base al minutaggio;
3) aumento della possibilità di schierare dei giocatori più giovani (come da tabella sopra);
4) allargare la forbice per i giocatori che possono rientrare nel doppio tesseramento (dall’89 al 94);
5) aumentare almeno a 4 i possibili doppi tesseramenti a favore di una società;
6) nei campionati senior possono giocare tutti fino agli Under 14 esclusi;
7) possibile trasferimento da campionato eccellenza a campionato regionale nel suppletivo anche dopo aver fatto più di tre gare e comunque entro la data del 31.12;
8) possibilità d’iscrizione di 12 atleti a referto nei campionati senior regionali (C/2, D, Promozione…);
9) equiparare i giocatori della società satellite ai giocatori della società madre;

Riforma a partire dalla stagione 2010-2011:

Annate giovanili:
- Under 21 (1990-1991-1992) ammessi 1993-1994-1995-1996 (leggi riqualificazione**)
- Under 18 (1993-1994) + 3/4 fuori quota del 92 – ammessi anche 1995-1996
- Under 16 (1995-1996) ammessi anche i 1997
- Under 14 (1997) ammessi anche i 1998
- Under 13 (1998) ammessi anche i 1999
- Esordienti o meglio Under 12 (1999) ammessi anche i 2000

Progetti e idee:
A) Possibilità di sperimentazione dei campionati intermedi Under 17 e Under 15 chiamati eccellenza B o open B. In pratica in ogni regioni ci saranno 4 categorie: Under 19 d'eccellenza (con fuori quota) accesso alle secondi fasi interregionali; Under 17 Open B (si finisce con una finale regionale) Under 16 d'eccellenza (diritto alle finali nazionali) e Under 15 Open B (si finisce con una finale regionale).
B) per i gruppi Under 21 validi (esempio vincenti regionale) i Comitati Regionale potrebbero garantire una iscrizione alle serie D o Promozione della propria regione, tramite accessi garantiti anche per società che hanno un altra prima squadra più su di categoria, con possibilità eventuale di doppio tesseramento;

Riqualificazione Under 21** - modalità spagnola

Obbligatoria partecipazione per società di Lega Serie A più altre società a iscrizioni libera:

periodo settembre: prima dell’inizio dei campionati senior, in ogni regione torneo dalle 8 alle 12 squadre che darà accesso ad altri concentramenti in base alla classifica.

periodo natale: in ogni conference (nord-ovest; nord-est; centro; sud) torneo dalle 8 alle 12 squadre con partecipazione in base al ranking e qualificazione alla fase successiva

periodo di pasqua: 2 raggruppamenti per tutta l'Italia (est e ovest) con torneo a 8 squadre con qualificazione per le prime 2 classificate per final four e scudetto

maggio: final four

BLUBASKET TREVIGLIO ASFALTA VADO LIGURE
FILMATO IL CANESTRO DI MARCO PLANEZIO

Treviglio vince con Vado Ligure e la fa alla grande. Durante il secondo quarto all'ingresso di Marco (classe 91) ho pensato che poteva essere carino riprendere la prima azione offensiva di Marco, sperando in un canestro. E così eccovi il filmato!

mercoledì 7 gennaio 2009

TROFEO DELLE REGIONI DI MONTECATINI
IMPRESSIONI E VALUTAZIONI IN MERITO


Dopo una giornata di pausa scrivo un alfabeto di idee sulla manifestazione di Montecatini appena conclusa:

A come Arbitri: a mio parere a Montecatini si sono viste buone individualità. Le due ottime coppie di arbitri delle due finali (maschile e femminile) mi sembra che possano rappresentare perfettamente il livello dei giovani arbitri presenti al torneo. Ottimi a mio parere anche i due arbitri della gara che abbiamo fatto contro il Friuli. Un buon livello tecnico e una discreta capacità di essere in campo in modo uniforme e convincente. Quello che appare veramente lontano dal Progetto di Qualificazione Nazionale che Gebbia ha impostato ormai un paio di anni fa è l’assoluto distacco arbitri-allenatori che gli istruttori di Montacatini (con in testa Albanesi) hanno voluto instaurare in un clima molto diverso da quello che per mesi ci ha unito durante tutti i raduni della preparazione alla competizione di Montecatini. Impossibile trovare un dialogo di qualsiasi tipo con i giovani grigi che indotti a comportarsi come robot, stando sempre a distanza dalle panchine, hanno legato molto tra di loro perdendo però quello che è alla base del progetto. La crescita di tutte le componenti della nostra pallacanestro con una logica diversa dai regimi passati e con una collaborazione serie e fattiva tra le varie parti mi sembrava la strada migliore per poter fare un bel passo in avanti. Sotto questo aspetto Albanesi mi ha deluso profondamente. Avrei preferito avere a che fare con i giovani istruttori che hanno portato avanti il progetto in questi mesi in Lombardia e che sapevano di che cosa si trattava, e non invece chi pur avendo qualità indiscusse sull’addestramento degli arbitri, pensa sempre che arbitri ed allenatore siano controparti, invece che parti comuni di un sistema ad ingranaggi.

B come Bombe: nella finale contro la Toscana abbiamo fatto un rotondo zero su 19. Purtroppo un limite della selezione lombarda durante il torneo è stato quello di fare poco canestro fuori. Il 17 su 96 nelle triple durante tutto il torneo la dice lunga sulle qualità balistiche del gruppo. Nelle squadre che alleno il tiro da tre punti riveste sempre molta importanza e sotto questo punto di vista non sono riuscito a trasmettere le necessarie alchimie.

C come CRL: mi è piaciuta molto la macchina organizzativa del Comitato Regionale Lombardo per questo Trofeo delle Regioni. Se ad un iniziale smarrimento nel vedere alcune cose che potevano essere ampiamente migliorate con una presa di coscienza maggiore di quello che stavamo cercando di costruire, poi ho dovuto dare atto alla FIP regionale di mettere a disposizione il meglio per poter essere al top.

D come due metri e sette centimetri: sono quelli di Federico Candussi, giocatore facente parte della Selezione del Friuli e che dei ragazzi visti giocare mi sembra inequivocabilmente il numero uno. Facile scoprirlo perché è già sulla bocca di tutti. Alla sua corte ci sono già diverse società per reclutarlo, anche se l’idea condivisa con Cedro Galli di girarlo in prestito alla vicina Olimpia Lubiana mi sembra l’unica idea giusta per un ragazzo del genere. Conoscendo le Società che fanno reclutamento in Italia finirebbe come gli altri a vedere le partite dalla TV o, se va bene, dalla panchina. A Lubiana questo ragazzo fra due anni ce lo ritroviamo in Eurolega a fare il protagonista.

E come Elezioni: tra due mesi ci saranno le elezioni del Presidente della Federazione (con la nomina scontata di Meneghin) e del relativo Consiglio Federale. Mi piacerebbe vedere un cambio di sistema. La FIP dovrebbe provare ad uscire dalle logiche del vecchio regime e del vecchio sistema della spartizione delle poltrone (una a me e una te) per far posto ad una logica più legata a meritocrazia e a competenze. Sarebbe bello, ma al momento i primi segnali non sono molto confortanti. Della serie tu mi dai questo e io ti rendo quello…

F come Fair Play: come Lombardia, dopo una ricerca accurata con i ragazzi che erano in selezione abbiamo instituito il saluto a fine partita a metà campo insieme ad avversari ed arbitri, consegnando prima della partita un invito scritto da parte del nostro capitano. Una bella idea, che ha trovato in molti allenatori e dirigenti avversari terreno fertile per essere condivisa un po’ in tutte queste tipo di manifestazioni.

G come GE7: durante l’allenamento svolto il giorno prima della partita inaugurale, abbiamo usato i palloni che erano stati acquistati dalla FIP per svolgere il torneo. Molten GE7. Per la più importante manifestazione in Italia per l’attività giovanile giocare con dei palloni che vanno bene per l’attività dei camp all’aperto mi sembra davvero una caduta di stile che neppure nella più forte recessione si può ne capire ne attuare. Risparmiare per carità è una cosa meritevole, ma farlo a spese come al solito delle cose che davvero sono indispensabili come i palloni con cui si giocano le partite mi sembra veramente un affronto. Oltretutto comunicare ai vari comitati regionali di portarsi 4/5 palloni per il riscaldamento avrebbe fatto risparmiare altre preziose risorse, facendo fare una figura sicuramente migliore sia all'organizzazione, che ai ragazzi costretti a molte "perse" per "maniglie" davvero improponibili.

H come Hotel pagati: proprio alla luce delle lettera G, mi piacerebbe avere un resoconto delle spese di albergo (e non solo) sostenute dalla FIP per salvaguardare i conti d’albergo di molte persone più o meno importanti, però capaci di far confluire voti importanti per il prossimo febbraio.

I come Interesse: ogni anno che passa mi sembra che ci sia sempre maggiore interesse per manifestazioni del genere. Sono momenti importanti per far crescere sotto tutti i punti di vista (tecnico-psicologico) dei ragazzi di 14-15 anni alle soglie di una quantomeno auspicabile carriera cestistica. Tra l’altro neppure le varie Finali Nazionali possono raggruppare in maniera così capillare i migliori elementi di una certa annata sparsi in giro per l’Italia.

L come Lombardia: arrivare come nel 2008 con entrambe le formazioni in finale, esalta in maniera perentoria (se ce n’era ancora bisogno) che in Lombardia si svolge la migliore attività giovanile in termini di qualità e anche di quantità rispetto alle altre regioni. Di fatto anche nelle competizioni che hanno le Finali Nazionali come fine dell’attività la Lombardia rappresenta spesso la regione che fa accedere il maggior numero di squadre. Poi magari non si vince, ma 3 o 4 squadre della Lombardia ci sono sempre tra le migliori 16. E tutto questo non è poco. Peccato che nessuno delle altre regioni o degli allenatori del SSN se ne sia mai accorto nel passato...

M come Meneghin: gli applausi e i riconoscimenti da parte dei ragazzi durante le varie apparizioni del Super-Dino hanno di fatto rappresentato la migliore promozione sul campo verso la Presidenza della FIP. Dino è stato acclamato, applaudito ascoltato e in parte anche venerato (visto tutte le fotografie che gli hanno scattato) durante i tre giorni di presenza. Le aspettative sono alte, come speriamo che sia alto lo spessore dei suoi più stretti collaboratori, per migliorare una situazione intricata e complessa come quella della FIP post Atene 2004!!

N come Nazionale: bella l’idea della serata dedicata alla Nazionale. Bella anche l’idea di collegarsi con il ritiro della Nazionale femminile o di premiare alcuni dirigenti FIP per la loro fattiva collaborazione con la Federazione. Peccato che non si sia capito praticamente nulla di tutto quello che i vari protagonisti hanno detto. Audio pessimo acustica improponibile. Problema luci del palazzetto accese… Insomma l’idea c’è ma l’esecuzione va certamente migliorata.

O come Onestà: quella che ho cercato di avere dovendo fare delle scelte, per assemblare la squadra che poi è venuta a Montecatini. Abbiamo visto 104 ragazzi del 1994. Sono rimasti in 12. E vi assicuro che lasciare a casa gente che per mesi ha svolto attività e allenamenti con dedizione e applicazione non è stato per nulla facile.

P come PQN: insisto nel dire che il progetto che Gebbia ha elaborato è giusto è ha portato indubbi vantaggi alla Nazionale e al movimento. Tra l’altro con l’annata 94 è finito il primo ciclo completo del suddetto PQN dopo il cambio delle annate voluto dai comitati regionali. Mi sembrerebbe più opportuno pur tenendo il Progetto così com’è anticipare il Trofeo delle Regioni all’annata più piccola, quest’anno per i 95. Iniziare i raduni interregionali avendo solo la valutazione degli RTT con i 10 nomi dei migliori di ogni regione, senza poter di fatto avere un raffronto sul campo se il nono del Veneto vale il quinto della Puglia mi sembra una cosa tanto necessaria quanto fondamentale per assicurarsi che le convocazioni abbiano un minimo di criterio tecnico e non solo quello geografico.

Q come Qualità: ho visto diversi giocatori di qualità. Non voglio fare un elenco di nomi, vorrei sottolineare come parlando con qualche allenatore, molti dei ragazzi presenti sarebbero stati presi al volo da questi allenatori per essere integrati con le loro prime squadre massimo fra un anno o due. Questo mi fa pensare che alla fine la luce in fondo al tunnel c’è… se avessimo soltanto un po’ più di coraggio...

R come Ragnolini e Rocco: non posso che ringraziare Enrico (Presidente) per quello che sta facendo per il nostro movimento in Lombardia, ma non solo. Ragnolini ha dentro di se il classico saper fare che contraddistingue le persone meritevoli. Non sono certo io quello che lo deve esaltare, ma vi assicuro che essere il migliore dei migliori, o il Presidente dei Presidenti non è una cosa che a lui capiterà per caso. Per quanto riguarda Rocco non scopro nulla se dico che Enrico (Coach) è uno degli allenatori più preparati dell'intero panorama cestistico a livello giovanile in Italia e che le sue linee guida insieme ad un modo di fare coinvolgente e intrigante sono e saranno un bell'investimento per il futuro della pallacanestro in Lombardia.

S come Sportevents: la gestione Zucconi mi aveva già convinto tre anni fa alle Finali Nazionali di Montacatini, quando facemmo le finali Under 16. L’ottima organizzazione del Trofeo delle Regioni è una gradita conferma. Grande professionalità, tutto al posto giusto, un servizio ragguardevole di notizie, indicazioni, belle sorprese e organizzazione.

T come Toscana: la selezione di coach Pinelli ha giocato una finale contro di noi da grande squadra. Si sono passati la palla, cercando sempre quello libero, erano più determinati e convinti. In tutti i frangenti in cui bisognava essere più decisi, hanno dimostrato che nonostante le assenze importanti erano i migliori. Complimenti.

U come Unicef: bella l’idea di dare in beneficenza da parte dei vari comitati regionali un euro per ogni tiro libero realizzato durante tutto l’arco delle manifestazione.

V come Veneto e in particolar modo Casa Veneto: ogni sera nel nostro albergo (dopo le ore 23) si apriva la sagra di Casa Veneto. Una sorta di festa patronale, dove i vari dirigenti/allenatori/presidenti regionali rappresentavano agli altri le migliori prelibatezze culinarie e vinicole della propria terra. Vino a volontà, formaggi, salami, dolci… insomma ogni sera ubriachi e contenti. Grazie di esistere.

Z come Grazie: Grazie Nik, grazie Andrea, grazie Leo, grazie Sera, grazie Stefano, grazie Matteo, grazie Teo, grazie Marco, grazie Dario, grazie Lorenzo, grazie Tommy. Un grazie speciale a Giovanni che con il suo gesto ha dato l’esempio e ci ha aperto gli occhi e la strada per poter conquistare la finale del torneo. Un grazie doppio a Ghiro, Gabriele, Leo, Pierangelo, Andrea e Nicola. E’ facile essere migliori con persone a fianco di questa natura e con questo spirito.

sabato 20 dicembre 2008

IL TALENTO DEL GIOVANE CESTISTA C'E'...
MANCA IL CORAGGIO DI FARLO EMERGERE!!



Sarò come al solito un illuso. Non riesco veramente a percepire qual'è il problema della poca sostanza delle nuove leve giovanili che a dire degli addetti ai lavori mancano di qualità, sia fisiche che tecniche...

Sono andato a vedere con una piccola analisi dei campionati scauttizzabili l'impiego in squadre senior dei ragazzi nati nel 1991 in Italia. Non prendo nemmeno come esempio il caso di Niccolò Melli vera "star" del basket nostrano che considero, come accadde per Danilo Gallinari, il talento "divino" ricevuto per grazia di chissà quale santo in paradiso. Prendo in considerazione però giovani atleti di seconda fascia nelle valutazioni del Settore Squadre Nazionali. Gente che è partita da lontano ed ora con fiducia di chi li allena e di chi li fa crescere e maturare trova spazi importanti nei vari campionati senior.

Il primo esempio è facile facile: Marco Planezio (Blu Basket Treviglio) gioca 8 minuti di media con un punto a partita in serie A dil. In questa serie è l'unico che gioca con minutaggi importanti per la propria squadra di questa annata. Ricordo che Marco pur facendo parte del raduno pre-europei non è stato scelto per rappresentare l'Italia alla massima competizione europea per nazioni. Questo mi fa pensare che se lui ha questi minutaggi e queste possibilità in una categoria importante come la serie A dil, così dovrebbero avere anche tutti i suoi compagni di Nazionale scelti nei 12 e in pratica più forti di lui.

In serie B dil. sono in diversi che se la giocano alla pari con i veterani:
- Gianmarco Stiatti (91), gioca Montevarchi con 16 minuti di media e 3 punti a partita;
- Francesco Dainelli (91), sempre Montevarchi, grazie alla fiducia di coach Baggiani (uno che da giovane la spiegava a molti) gioca 7 minuti di media con 1 punto realizzato ogni partita;
- Salvatore Raneri (91), gioca a Porte Empedocle 26 minuti con 11 punti a gara;
- Dario D'Orta (91, quasi 92) gioca a Maddaloni 10 minuti, 2 punti a uscita.

In serie C dil sono davvero in tanti quelli che hanno la possibilità di crescere facendo la cosa più utile al mondo... giocare!!
- Alessandro Amici (91) in doppio tesseramento Pesaro-Cagli gioca 26 minuti 14 punti di media
- Simone Fiorito (91) gioca a Desio 17 minuti 8 punti
- Stefano Potì (91) gioca a Lucca 13 minuti 7 punti
- Marco Torgano (91) gioca a Desio 11 minuti 4 punti
- Matteo Palermo (91) gioca a Santarcangelo 9 minuti 3 punti
- Pietro Montanari (91) gioca a Vicenza 28 minuti 10 punti
- Enrico Seganfreddo (91) sempre a Vicenza 14 minuti 6 punti
- Tommaso Pascon (91) gioca a Marghera 12 minuti 4 punti
- Nazareno Italiano (91) gioca a Rovigo 10 minuti 2 punti
- Alessandro Barbato (91) gioca a Roncade 8 minuti 3 punti
- Xavier Brown (91) a Desio 9 minuti 5 punti

- Tiberio Ventura (del 1992) gioca a Budrio 8 minuti 5 punti
- Filippo Piazzi (anche lui del 1992) e anche lui a Budrio 4 minuti 1,5 punti

Non aggiungo nemmeno la realtà Biella con il gruppo Under 19 impiegato per intero nel campionato senior di serie C. Una bella realtà già menzionata più volte.

Mi sembra quindi un quadro confortevole considerando che in teoria ci sarebbero molti altri ragazzi qualitativamente migliori di quelli citati come ad esempio il quintetto della Virtus Bologna: Moraschini, Baldi Rossi, Binelli, Fontecchio e Tommasini, relegati a una decina di presenze in serie A in totale e con alle spalle per qualcuno di loro addirittura minuti importanti in eurolega lo scorso anno.

Ma ci sono anche altri nomi importanti come: Simone Centanni (6 presenze con la Montepaschi per 2 minuti giocati dall'inizio dell'anno), il suo collega di Società Antonio Iannuzzi (1 prsenza), Marco Maganza (9 presenza con Udine), il terzetto Benetton Treviso Luca Trevisin, Eros Chinellato e Andrea De Nicolao, per finire a Massimo Ziliani (Pesaro 4 presenze) e certamente altri di cui mi sarò dimenticato...

A tutti questi giovani giocatori, non poteva essere concessa l'opportunità di giocare a livello senior dimostrando con i fatti che i giovani ci sono??

Allenarsi con le prime squadre è importante, progredire nella tecnica con la squadra Under 19 è utile, costruire un fisico d'eccellenza condivisibile... ma giocare in un campionato senior minuti importanti con la pressione giusta e con motivazioni forti penso sia la cosa più utile al mondo.

Le società di serie A dil si lamentano dell'inserimento di un altro under per la prossima stagione agonistica, così come previsto per il primo campionato non professionista in Italia. Beh prendiamo questa gente distribuendoli uno per Società, diamo loro 10-15 minuti di media per poter crescere e fra un paio d'anni nella competizione per nazioni Under 20 potremmo già raccogliere i primi risultati...

POSSIBILE DOVER PRENDERE SPUNTO DALLA PALLAVOLO PER MIGLIORARE LE COSE?


Prendo spunto dalla Pallavolo (e per un allenatore di Pallacanestro è tutto dire) per segnalare che qualche anno fa, passare dai dieci giocatori a referto agli attuale dodici per i campionati giovanile è stata una gran cosa. Ora passato qualche lustro da quella illuminazione vincente mi sembra arrivato il momento di passare alla fase successiva.

Vi prego eliminiamo l'intervallo e mettiamo quattro bei tempi da 12 minuti ciascuno.

Non vorrei sbagliare, mi sembra però che per un anno ci fu un esperimento del genere con i quarti da 12 minuti. Aggiungo però: aboliamo l'intervallo, come del resto capita nella Pallavolo. Non serve a nulla (salvaguarderebbe per altro la salute di un sacco di gente che fumerebbe una sigaretta in meno al giorno) e sopratutto potrebbe regalare minuti preziosi di gioco vero.

I primi a felicitarsi dell'eventuale eliminazione dell'intervallo sarebbero gli stessi ragazzi. Niente più lagne, insulti, elucubrazioni varie dell'allenatore di turno, ma più semplicemente altri otto minuti di gioco effettivo dove poter evoluire in campo (magari per quelli che giocano meno...)!

Sostituendo l'intervallo con due semplici minuti di sospenesione come capita tra il primo e il secondo e tra il terzo e il quarto quarto sarebbe possibile davvero dare una carta in più a chi dovendo gestire 12 ragazzi in panchina spesso deve fare i conti con la durezza di minutaggi stringati e poca possibilità di manovra.

Se poi vogliamo proprio allargare il discorso prevedendo questa cosa anche per i campionati senior, beh non mi sembrerebbe neppure qui una cattiva idea. In molti si chiedono come fare per poter far giocare i giovani nei campionati senior. Ecco qui serviti sul piatto ben otto minuti.

Ma forse... m'illudo troppo. Anche in quel caso ci sarebbero allenatori che farebbero "morire" in campo i propri giocatori più in la con l'età piuttosto di metter in campo uno di 17, 18 o 19 anni. Che sia mai...!!

Articolo Gazzetta

Alla prossima.

domenica 14 dicembre 2008

CLINIC TECNICO DI GUIDO SAIBENE A CERNUSCO
UN BEL MIX TRA SAGGEZZA E TECNICA


Si è svolta lunedì 8 dicembre a Cernusco sul Naviglio la riunione PAO organizzata dal CRL in occasione del Trofeo delle Province. La lezione tenuta egregiamente da Guido Saibene (assistente allenatore AJ Milano) ha trattato il tema del miglioramento individuale del giocatore in un sistema offensivo. Di seguito cercherò di riassumere quello che mi ha particolarmente impressionato di quanto sentito durante la riunione.

La prima considerazione riguarda il numero degli allenatori presenti, davvero ragguardevole a dimostrazione ancora una volta che l’aggiornamento obbligatorio è stata una scelta positiva da parte del CNA. C’è comunque “sete” di pallacanestro in giro tra gli allenatori. La speranza è che una volta raggiunti i fantomatici crediti, gli allenatori davvero appassionati di questo sport e coloro i quali credono fortemente nell’aggiornamento come formula per migliorare come persone e come coach possano confermare la loro presenza a prescindere dai punti acquisiti.

In questo senso sarebbe utile da parte del CNA creare una forma di riconoscimento supplementare per chi prosegue nella presenza alle riunione indette dai vari organi regionali e provinciali, nonostante il raggiungimento dei punti necessari al rinnovo della tessera di allenatore. Uno sconto economico sulla quota annuale di rinnovo tessera, piuttosto che una referenza in più rispetto alla partecipazione ai vari corsi indetti dalla FIP per il passaggio di tessera tra Allievo Allenatore, Allenatore di Base, Allenatore e Allenatore Nazionale, potrebbero essere due iniziative utili a stimolare ancora maggiormente questa bella scoperta.

Lezione a Cernusco (10.00-12.00):

“I dogmi della Pallacanestro, aiutano chi allena e non chi gioca” (Giudo Saibene)

“In una azione offensiva dovrei non sapere chi tirerà, perché non so come si comporterà la difesa sulle iniziative della mia squadra. So però una cosa: nel mio sistema offensivo dovrà tirare chi è più libero.” (Guido Saibene)

Esistono essenzialmente due modi di giocare 1 contro 1:
- statico: costruirsi un tiro dal palleggio (ad un certo punto un giocatore [esempio Fortè] prende la palla fa un passo indietro tutti i compagni riconoscono l’azione e si adeguano lasciando spazio… [qualcuno anche sbuffando, allargando le braccia non andando a rimbalzo offensivo, non facendo al meglio la transizione difensiva…]
- dinamico: costruire un tiro giocando negli spazi, occupando con palla e soprattutto senza palla il posto migliore, dove è più difficile per la difesa essere presente

Importanza fondamentale quindi tra costruirsi un tiro e costruire un tiro.

Questa differenza e la stessa che passa tra allenare i fondamentali individuali asettici (addestramento – grande quantità di esercitazione di 1 contro 0) e il miglioramento dei fondamentali applicato alle situazione (per cui io so che ad un comportamento difensivo dovrò rispondere con un fondamentale)

L’1 contro 1 statico esiste, perché capita di doverlo giocare (fine azione per 24 secondi, cambio difensivo, situazione particolari) ma attenzione: MANEGGIARE CON CURA!!
L’1 contro 1 dinamico esiste e dovrebbe essere il nostro principale obiettivo. Questo però non significa assolutamente che non si debba fare più addestramento.

“Lettura e Manualità sono i due pilastri tecnici su cui “costruire” il nostro giocatore.” (Guido Saibene)

“Partite sempre da quello che sanno fare i vostri giocatori, non da quello che avete imparato ai corsi allenatori” (Guido Saibene)

“Abbiamo dei marmi da scolpire. Sta a noi tirare fuori il meglio da ogni ragazzo. E’ chiaro che il miglior artista (allenatore ndr) tirerà fuori le migliori sculture”. (Guido Saibene)

Nel passato come allenatore di settore giovanile ho abusato delle esercitazioni asettiche di pura manualità, però mi sembra che negli ultimi anni si stia facendo l’errore opposto. Troppa tattica e poco addestramento. I ragazzi arrivano senza qualcosa. Un ritorno al passato in questo senso potrebbe aiutare la migliore costruzione di giocatori che rispetto agli altri giocatori in Europa hanno nel proprio bagaglio spessore minore nell’1 contro 1.

Commento: la lezione (fatta anche di esercitazioni pratiche) mi è piaciuta molto e sono passate quasi due ore senza nemmeno accorgersene. Tutto questo grazie anche alla grande capacità di Guido di essere allo stesso tempo molto concentrato e preciso sui contenuti da esprimere, ma anche molto distensivo in alcuni frangenti della lezione stessa sia con i ragazzi allenati che con gli allenatori. L’alternanza tra tensione è distensione è una delle migliori qualità che dovrebbe avere uno che insegna. C’è chi è serio su tutto o scherzoso su tutto. Sono due forme di volgarità assoluta.

Sono d’accordo al 100% che bisogna trovare un mix saggio e utile tra addestramento e applicazione. E’ vero anche che la maggior parte di noi allenatore difficilmente cambia i contenuti del proprio bagaglio. Pertanto al momento in Italia l’equilibrio tra le due componenti risulta bilanciato, ma non perché in molti adottano il migliore mix tra “addestramento” e “applicazione”, ma perché quelli che sono agli estremi (troppo addestramento e troppa tattica) sono ancora in troppi. Di fatto l’equilibrio generale c’è ma, sarebbe utile una apertura più generalizzata verso le nuove tendenze, tralasciando l’archivio storico delle nostre conoscenze.

Liberare la mente degli allenatori che si occupano di giovanili e far passare questo importante contenuto anche ai corsi di Allievo Allenatore dovrà essere una priorità da trasferire alle nuove leve.

Se dovessi riconoscere un difetto a Guido, quello forse di non aver dato durante l’allenamento spunti nuovi sulle varie esercitazioni svolte, poco innovative e molto legate al passato. Un segnale troppo forte di integralismo e di regime. Il rischio così è quello di compiere lo stesso errore che lui stesso ha dichiarato stando troppo dalla parte di chi addestra invece di chi si pone l’obiettivo di allenare facendo crescere teste pensanti.

venerdì 5 dicembre 2008

PER PROGREDIRE NON SERVONO REGOLE SERVONO DIRIGENTI LUNGIMIRANTI E A LUNGA VEDUTA

Interessante articolo di Roberto Cecchini sulle difficoltà che il movimento sta incontrando in questi ultimi anni. Roberto descirve come la prima causa di ogni male sia la poca lungimiranza dei dirigenti sportivi che per paura, egoismo e per poca fiducia nei confronti dei propri collaboratori tarpi le ali di un movimento che potrebbe essere migliore.

Mentre leggevo l'articolo immaginavo un dirigente storico in Lombardia che sta proprio compiendo questo errore... speriamo che prima o poi capisca!!! Dare fiducia ai propri collaboratori, magari più giovani e con l'entusismo e la passione non ancora compromesse dall'età, mi sembra la cosa più saggia da fare. D'altronde come avrebbe potuto costruire il miracolo della stella dei Rooster a Varese, Edo Bulgheroni, con alle spalle un padre che ne sapeva cento volte lui, ma che con il piglio del grande dirigente ha lasciato spazio alle qualità del figlio?

Per leggere l'articolo di Roberto basta cliccare QUI

Un nuovo articolo di Roberto Cecchini, per leggere clicca QUI

giovedì 4 dicembre 2008

PRIMI PASSI VERSO UN RINNOVAMENTO QUALITATIVO DEL COMITATO ALLENATORI

Dopo aver letto con piacere su alcuni siti di riferimento come Alaip.it (Associazione Allenatori del Lazio) e Allenatorigiovanili.it qualche proposta per meglio far funzionare la macchina organizzativa del CNA non posso tirarmi indietro e dico la mia.

1) Capitolo Elezioni Presidenti CNA - Mi sembra ragionevole pensare ad una elezione diretta del Presidente Nazionale CNA con voto diretto di tutti gli Allenatori. Queste votazioni potrebbero riguardare anche a livello locale sia la nomina dei Presidenti CNA Provinciali, che quella del Presidente del CNA a livello regionale.

La meritocrazia è alla base di questa scelta. Chi opera con buon senso e nel bene comune con il consenso degli Allenatori è giusto che prosegua nella sua opera, in altro modo invece ci saranno avvicendamenti. Solo così con un filo diretto tra gli Allenatori e le Istituzioni ci potrà essere un miglioramento del settore.

Di fatto molte delle proposte condivisibili lette nei siti di riferimento sono arrivate adesso grazie anche ad un immobilismo statalista della vecchia legislatura potratto nel tempo che ha davvero bloccato negli ultimi anni il progredire del movimento Allenatori in Italia.

2) Capitolo trasparenza e condivisione - La comunicazione diretta (con parere non vincolante) da parte del Consiglio Direttivo CNA ai Presidenti CNA (Regionale e Provinciale) sulle delibere che riguardano le attività degli allenatori (formazione/ruolo/campionati/regole del gioco...) potrebbe essere davvero un bel raggio di sole e di trasparenza, rispetto all'oscuro "dietro le quinte" a cui ogni delibera federale deve sottostare per essere legittimata.

Per aver una larga condivisione nei contenuti e un innegabile migliormaneto delle varie proposte un iter del genere potrebbe davvero aiutare alla nostra causa:
A) Il Consiglio Direttivo CNA o Commissione FIP (per esempio Attività giovanili) fa una proposta;
B) Inoltro ai Presidenti CNA (Regionali, Provinciali e relative Commissioni regionali e provinciali) con eventuale ritorno di parere non vincolante;
C) Redigere la proposta finale e presentarla al Consiglio Federale per l'approvazione;

Con questo meccanismo (che con le ultime tecnologie potrebbe avvenire con facilità e in tempo reale) si potrebbe aiutare chi è al potere a redigere norme e regole davvero per il bene comune.

3) Capitolo formazione allenatori - In Italia per Pallavolo, Calcio, Rugby... ci sono tre livelli formativi. Primo livello: corsi organizzati dai Comitati Regionali o Provinciali e "patentini" (come direbbero loro) che abilitano ad allenare nelle giovanili e fino alle categorie delle squadre senior più basse (1° categoria pallavolo - 2° categoria nel calcio). Secondo livello: corsi a carattere interregionale da sostenre durante la stagione agonistica, che abilitano ad allenare fino alle porte della serie A. Terzo livello: corsi gestiti dal comitato centrale con corsi residenziali (da 1 settimana fino a 20 giorni) per abilitare gli Allenatori a sedere in panchina in serie A.

Nella pallacanestro invece ci sono cinque livelli [Allievo Allenatore, Allenatore di Base, Allenatore (che si divide in due, ecco perchè 5 livelli) e Allenatore Nazionale] e già mi sembrano ampiamente troppi. La tessera che ti da la possibilità di allenare in serie A dovrebbe essere l'unica a necessitare corsi a carattere residenziale. Passare quattro settimane in due anni a studiare pallacanestro, tralasciando lavoro, famiglia e quant'altro mi sembra un po' eccessivo rispetto al piano dove si desidera allenare. C'è una grande differenza tra allenare in seria A e chi invece pur allenando con passione e dedizione in C e in B ha comunque altre attività a cui deve gioco forza rispondere, tutti i santi giorni.

Dopo aver detto ciò, non vorrei che passasse il concetto per cui chi allena in serie C dovrebbe allenare senza fare i relativi corsi di aggiornamento. Dico solo di non coinvogliare tutto quanto in quei fantomatici 15 giorni di luglio nella carneficina di Bormio, Norcia o di Martina Franca. A questo proposito vi linko un articolo interessante: News da APG

mercoledì 26 novembre 2008

LA PROVA MOLTO POSITIVA DI MARCO PLANEZIO CONTRO CASTELLETTO FA NOTIZIA


Pubblichiamo con piacere un articolo web a firma Marco Luraschi pubblicato sul sito internet Olimpia Albino Basket

Cosa dice il Duca: "Largo ai Giovani"

Questa settimana vorrei dedicare la rubrica a Marco Planezio, giovane promessa dell'Intertrasport, ed a tutti gli allenatori Bluorobica che lavorano da diversi anni nel settore giovanile e che finalmente hanno la soddisfazione di vedere i loro ragazzi giocare (e giocare veramente!) in prima squadra. E non in campionati qualsiasi ma in in serie B o A Dilettanti(ma anche in C).

E se alle capacità tecniche, al talento e all'umiltà si somma anche l'intelligenza del ragazzo in questione, allora forse è nata una stella.

Bene anche il buon Patrick, sempre spettacolare ma anche concreto, un giocatore che in questa Intertrasport avrebbe fatto comodo. In attesa di Milani, confermato Reati (anche a polveri bagnate), visto Gotti in campo, non resta che affermare: "Largo ai Giovani".

lunedì 24 novembre 2008

MELLI E MARTONI "GRANDI" TRA I GRANDI

Articolo del Resto del Carlino

24/11/2008 09:27 - BOLOGNA — SPESSO abbiamo scritto di lui. Nicolò Melli è un fattore per la Trenkwalder Reggio Emilia che, nel posticipo, espugna il campo di Brindisi. Se non vi bastano i 12 punti — non male considerando che Reggio si ferma a 58 — ci sono anche 18 rimbalzi. Se a tutto questo aggiungete 3 stoppate, potete capire come Nicolò sia un vero fattore. Con il pubblico di Brindisi, sportivo e competente, che al bimbo d’oro riserva pure un’ovazione. Non andrà sempre così, ma la strada che ha imboccato il baby reggiano è quella giusta.

Tra le imprese di giornata, il successo di Soresina a Scafati contro un’Harem che, prima dello stop di ieri, pareva lanciata. A Gramenzi non sono sufficienti gli 11 punti di Leo Busca. E Cioppi, sponda lombarda, ringrazia il paisà Dante Calabria (12 con 4/7 dalla lunga distanza) e Rudy Valenti. Blitz importantissimo, nell’anticipo, per l’Aget Imola che piega Roseto. Tra gli abruzzesi 13 punti e 6 assist per Fabio Ruini, mentre Imola si tiene stretta i suoi giovani. Sono 14 punti quelli di Canavesi, 19 quelli di un Federico Pugi sempre più convincente. Non è da meno Gennaro Sorrentino, classe 1985, cresciuto nella Fortitudo che pareva essersi smarrito. A Imola — i tre partono in quintetto — s’è ritrovato e, da diverse settimane, è uno dei più brillanti.

Non serve il cambio di allenatore a Pavia: la Cimberio passa con la forza dei suoi italiani. Brilla Martinoni, che tocca quota 17, ma è impossibile dimenticare Cotani (12) e Gergati (8). Con Stefano Pillastrini, forse non è un caso, gli italiani giocano e si prendono tante responsabilità.

FEDERICO DANNA PRESENTA LA SUA ATTIVITA'

Sollecitato a parlare del nostro progetto giovanile, esprimo alcune riflessioni.

Il progetto è partito 3 anni fa con la ns squadra u18 che partecipò al campionato di C2, ottenendo la deroga per poter utilizzare tutti i ragazzi della rosa in doppio tesseramento con la società Cestistica Biella. Arrivammo in semifinale. Lo scorso anno la ns squadra u19 vinse la C2 Piemontese(oltre 1500 spettatori presenti a gara 3 di finale play-off). Quest'anno quindi partecipiamo con il gruppo u19 alla C dil(4 vittorie e 6 sconfitte dopo 10 giornate).

Riflessioni: la normalità è che nei campionati nazionali dilettanti i giovani non giocano, nonostante le regole che obbligano l'iscrizione a referto di un certo numero di under.

Giocano i quarantenni, i trentacinquenni, i trentenni; i giovani, tranne qualche eccezione, stanno seduti.
Nei campionati professionistici stanno seduti gli italiani in genere, non solo i giovani, sempre tranne qualche eccezione e nonostante le regole sul numero minimo di italiani sotto contratto.
Quindi le regole attuali non hanno centrato l'obiettivo. Bisogna cambiarle, trovando un serio sistema che permetta ai giovani italiani di continuare a migliorare oltre i 19 anni.

Noi siamo una delle eccezioni: abbiamo semplicemente dimostrato che "normali" ragazzi diciottenni, cresciuti dal minibasket di Biella fino all'u19, tengono il campo dignitosamente in C dil.
Questo campionato ci permette di avere, settimanalmente, verifiche sul miglioramento dei ragazzi.

Giocando unicamente il campionato u19 ecc Piemontese, finora avremmo avuto solo 2 gare impegnative in oltre due mesi di campionato.
La federazione ha approvato il progetto, in deroga alle norme sui doppi tesseramenti, ma il progetto ha ancora troppi vincoli.

Ad esempio in C dil l'allenatore capo deve essere tesserato in esclusiva. Io devo andare a referto come aiuto, in quanto tesserato per Pall. Biella.
Possiamo tesserare in doppio tesseramento solo i ragazzi del 90-91, non ad esempio i ragazzi del 92-93, alcuni dei quali potrebbero avere beneficio dal giocare qualche minuto in Cdil.

Non possiamo far giocare in C dil Paolo Rotondo, che, per ora, fà panchina in A.
Lo farei giocare non per vincere una partita in più, ma per permettergli di continuare ad avere una esperienza agonistica positiva.
Rotondo, secondo me, per migliorare, deve allenarsi in A, quotidianamente, ma dovrebbe anche avere un impegno agonistico dove essere protagonista.

Questo è un discorso lungo ed impegnativo: mi si può obiettare"perchè Rotondo non è andato in prestito in A dil, ad esempio?" Ed allora torniamo alle regole che in teoria dovrebbero agevolare i giovani, ma in realtà vanno contro il loro sviluppo. I numero minimo di italiani, il "costo" del contratto minimo professionistico per le società, ha come reale situazione che Rotondo, e non solo lui, fa panchina!

domenica 23 novembre 2008

FEDERICO DANNA RISPONDE ALL'ARTICOLO SULLE PROPOSTE DEI SETTORI GIOVANILI IN ITALIA

Ricevo e pubblico con piacere.

Non sono per nulla d'accordo con le dichiarazioni di Andrea Schiavi e mi sento personalmente coinvolto, come operatore di settore giovanile, in questa intervista.
I campionati u19, u17, u15 sono una migliore razionalizzazione delle categorie giovanili nei confronti della scuola, rispetto ad u18 e u16.

Quest'anno il 90 frequenta la 5° superiore; se non fosse più attività giovanile, un ragazzo (sempre promosso), all'ultimo anno di scuola media superiore dovrebbe trovare una squadra senior. In molti casi non la potrebbe trovare al proprio paese.
Continuo a sostenere, e non certo per interesse di parte, che la vita di un ragazzo è fortemente condizionata dalla scuola.
La scuola elementare deve corrispondere agli anni del minibasket, le medie inferiori al basket senza selezioni, le medie superiori al basket giovanile impegnato, l'università ai campionati senior.
Perchè terminare l'attività giovanile in 4° superiore?

Mi sembra poi molto azzardata l'affermazione che 4 o 5 responsbili di settori giovanili di serie A decidano le sorti del basket giovanile.
Quando ci fu la richiesta di cambiare le annate dei campionati giovanili, sentii personalmente il parere di molte società piemontesi( la regione nella quale opero). La stragrande maggioranza delle società di base erano solidali con la proposta. Altrettanto so che fu fatto in altre regioni.
La lettera con la proposta fu firmata da moltissimi allenatori di società di base.

Caro Andrea, Tu parli " solo" con Ragnolini ed ambisci ad entrare a far parte della commissione giovanile per poter portare il tuo contributo.
Molti altri allenatori hanno probabilmente questa ambizione, io ad esempio, e non ne hanno la possibilità.
Perchè non aprire il dibattito partendo da dichiarazioni più pacate?

Tu sai che abbiamo idee opposte sulle finali nazionali u14( io sono decisamente contro, perchè le vedo come una esaperazione agonistica precoce con tutti i mali che ne consegue), sulle selezioni regionali e nazionali precoci, su molti temi.
Spero che il tuo blog e questo forum possano dare un contributo alla discussione.
Mi piacerebbe poi, in campagna elettorale, sapere quali sono le idee riguardo al settore giovanile, ai giovani italiani che scaldano le panchine dei campionati senior di vario livello( nonostante le regole sugli under obbligatori), non solo da parte degli allenatori, ma anche da parte dei "politici" che dovranno nei prossimi anni, prendere decisoni.

Federico Danna

RISPONDO PACATAMENTE A FEDERICO DANNA

Mi fa piacere ricevere da Federico Danna un commento riguardo all’articolo apparso qualche giorno fa su Varese Notizie. Per molti Allenatori, Dirigenti e appassionati di basket parlare del futuro della Pallacanestro Giovanile in Italia sembra essere un vero e proprio tabù. Questo disinteresse generalizzato sembra che vada nella direzione opposta all’importanza che i Settori Giovanile dovrebbero ricoprire in Italia. Trovare un interlocutore valido e con esperienza come Danna appunto, non mi fa sembrare più solo...

Di fatto in molti degli esimi personaggi pubblici che ricoprono importanti ruoli istituzionali e non, indicano come il miglioramento della gestione dei Settori Giovanili la cura di tutti i mali. Punto cruciale della crescita in Italia del nostro movimento, ma poi in realtà ci fosse uno straccio di qualcuno che muove un passo o proferisca parola in pubblico per smuovere le coscienze e cercare di fare opinione.

In apparenza tutto tace, anche perché la grande stampa di questi problemi non si cura più di tanto perché di certo non fanno vendere copie e poi alla fine non rendono neppure tanto simpatici. Non capisco… ma comunque mi adeguo.

Rispondo a Danna con cui ho già avuto modo di confrontarmi nel passato e non vorrei tornare sull’argomento del cambio delle annate giovanili, anche perché come già detto, personalmente lascerei così com’è adesso, non tanto per il discorso della scuola (pur condividendone le motivazioni) ma in quanto due anni fa le Società hanno fatto una programmazione e adesso ricambiare di nuovo tutto mi sembra davvero paradossale.

Parlando con qualche allenatore l’idea condivisa in larga maggioranza comunque è quella di lasciare come ultima annata giovanile quella Under 19 (con l’uso magari di 3-4 fuori quota), ma di trasformare le altre categorie in Under 13, Under 14 e Under 16. In questo modo sarebbe rispettato anche l’impianto scolastico perfettamente. I tre anni delle medie inferiori Under 12 (Esordienti, basta cambi obbligatori 5 e 5) Under 13 e Under 14, poi si passa alle superiori Under 16, fino in quinta con gli Under 19.

Per quanto riguarda le selezione che il PQN sta producendo il mio parere personale sarebbe quello di lasciare perdere tutto quanto. Smettere di fare attività provinciale e regionale non mi sembrerebbe poi così un idea malsana. Far tornare come nel passato i tecnici del SSNM in giro per l’Italia a vedere le partite giovanili, costruendo le squadre nazionali da queste prove tangibili, mi parrebbe più opportuno. Come allenatore della Lombardia però capisco anche che questo tipo di dismissione dell'attività di base non smuoverebbe poi più di tanto in regioni dove l’attività locale è comunque garantita da un numero di Società di buon profilo come per esempio in Lombardia, ma mortificherebbe in maniera sensibile certamente le zone d’Italia più depresse.

E’ vero anche che negli ultimi anni l’aumento repentino delle joint venture create in giro per l’Italia per mantenere di alto profilo il valore agonistico delle proprie formazioni o per meglio partecipare ai campionati d’eccellenza, in questo senso facilita (e forse potrebbe sostituire) l’attività provinciale e regionale dei vari comitati provinciali e regionali.

Non è vero come ha scritto la Lega di Serie A qualche giorno fa che tutti i giocatori convocati in nazionale Under 16 sono di proprietà delle Società di Lega A, è vero però che il controllo dei migliori prospetti di categoria giovanile in giro per l’Italia è spesso delle Società che si occupano di giovani con professionalità e dedizione (e non sempre sono le stesse che sono in Serie A). Pertanto il reclutamento per la Nazionale dev’essere a mio modo di vedere affidato gioco forza a queste Società satellite della Nazionale Italiana. Non vedo alternative.

In ultimo mi piacerebbe sapere un giudizio da Danna sull’esperienza che i suoi ragazzi del 90 e del 91 stanno facendo con la propria squadra che milita oltre che nel campionato giovanile Under 19 d'eccellenza in Piemonte anche nel campionato di Serie C.
Questa esperienza che oltre ad aprire la strada a molti spero faccia aprire anche gli occhi a quei dirigenti che considerano il giocatore trentacinquenne ormai un po’ appesantito dall’età una risorsa indispensabile per la propria squadra senior. Mi domando quanti ragazzi del 1989, del 1988 e così via abbiamo perso in giro per l’Italia che con una esperienza del genere potevano cambiare la sorte del loro futuro nella pallacanestro. E forse non solo il loro...

L’esperienze che stiamo facendo alla Bluorobica con il gruppo Under 19 “girato” per intero in doppio tesseramento nelle varie realtà locali senior è un'altra possibilità che darà certamente i suoi frutti. I 5 punti di questa sera di Marco Planezio in Serie A/Dil con una tripla una schiacciata un rimbalzo e due recuperi non sono il massimo possibile per un movimento che vuole ritrovare nei giovani il miglior trampolino di lancio per il prossimo futuro della pallacanestro?
Vedere Rullo giocare alla pari con il meglio del basket possibile in Italia, dando anche l'impressione a tratti di saperla davvero più lunga di quello che è chiamato a fare oppure vedere Melli tirare giù 18, e dico diciotto rimbalzi il Lega due non sono il sogno che ogni allenatore della Nazionale della propria nazionae vorrebbe vedere?

E allora non sarebbe utile smettere di parlare di crisi dei Settori Giovanili e incominciare a guardare attentamente ai talenti che mai come in questi ultimi 10 anni sono stati prodotti dai nostri vivai, sfruttando grande talento e non solo: 1985 Bargnani, 1986 Belinelli-Vitali, 1987 Da Tome, 1988 Gallinari, 1989 Renzi-Martinoni, 1990 Rullo, 1991 Melli, 1992 Ingrosso

venerdì 14 novembre 2008

INTERVISTA PUBBLICATA SU VARESE NOTIZIE

Varese Notizie, quotidiano on-line della provincia della Città Giardino ha pubblicato poprio oggi una lunga intervista fatta nei giorni scorsi sulle varie proposte del miglioramento dei settori giovanili in Italia. Per poter leggere l'intervista completa basta cliccare QUI

martedì 11 novembre 2008

SENZA PAROLE



Tra i moltissimi messaggi pubblicati sul sito della Eldo Caserta mi sento di pubblicare questo. Uno dei più significativi e veri:

Gianfranco Pace - TIMBERWOLVES POTENZA

30 anni d'attività, di trasferte, di tanti chilometri, tante partite vinte e perse allenando decine e decine di ragazzi. La felicità di accompagnare i tuoi giocatori “bambini” in giro è una sensazione straordinaria e solo chi lo fà o l'abbia fatto può capire quanto sia incredibilmente bello.
Genitori, quanti ne ho conosciuti, a volte con le loro domande imbarazzanti tipo: “mio figlio oggi ha giocato poco forse....” e tu fai finta di non sentire o rispondi in maniera vaga. Ma comunque loro sono sempre lì presenti, per accompagnarli in trasferta sempre disponibili per i figli e per tutti gli altri compagni di squadra, tutti figli.
Il giorno della trasferta, si stabilisce l'orario, qualche imprecazione per i ritardatari, ci sono sempre, finalmente siamo tutti, si parte.
Si decidono i posti nelle macchine. Spesso capita che il figlio preferisce non viaggiare con il padre, forse per evitare i pre-partita paterni conditi dai “mi raccomando oggi, stai attento, dobbiamo vincere” o i post-partita paterni “ hai sbagliato tutto, dovevi fare così....” o forse più semplicemente per viaggiare con il compagno di squadra “più amico” per parlare dei primi amori, di scuola, di pallacanestro e dei loro sogni di giocatori “bambini”.
Quanti discorsi ho ascoltato a tradimento, guidando e fingendo di essere distratto. Tutto pronto, si parte.
In genere chi conosce la strada fà da capo colonna. Si arriva nella città che ospita la gara, palazzetto, spogliatoio e si comincia. Palla a due.Purtroppo oggi non è andata così, la partita non è iniziata.
Il terribile destino ha deciso che questa era una partita che non si doveva giocare.Doveva essere la solita Domenica di gioia, felicità, divertimento per i giocatori “bambini” per i genitori dalle strane domande e non, per noi allenatori e invece...In questo momento quando nella tua mente si accavallano tanti ricordi, di tutto quello che è stato e pensando anche a quello che sarà, ti viene voglia di mollare tutto. Ma non sarebbe corretto e sicuramente Gigi, Emanuela, Gianluca e Paolo non lo vorrebbero e non lo farebbero al nostro posto.
Per Loro dobbiamo continuare, con tanta tristezza nel cuore e senza mai dimenticare, in trasferta con i giocatori “bambini” e i genitori dalle domande difficili. Ricordando Gigi, Emanuela, Gianluca e Paolo, per quello che hanno fatto per questo nostro meraviglioso sport e non finendo mai di ringraziarli, pregando per Loro e con la speranza che da lassù ci guidino ancora. Ciao

giovedì 6 novembre 2008

VOLETE CHE VI RACCONTI UNA FAVOLA?
STATE A SENTIRE QUA

Ora vi racconto una storia che
Farete fatica a credere
Perché parla di una principessa
E di un cavaliere che
In sella al suo cavallo bianco
Entrò nel bosco
Alla ricerca di un sentimento
Che tutti chiamavano amore

Prese un sentiero che portava
A una cascata dove l'aria
Era pura come il cuore di quella
Fanciulla che cantava
E se ne stava coi conigli
I pappagalli verdi e gialli
Come i petali di quei fiori che
Portava tra i capelli
Na na na na na na na na na…

Il cavaliere scese dal suo cavallo bianco
E piano piano le si avvicinò
La guardò per un secondo
Poi le sorrise
E poi pian piano iniziò a dirle
Queste dolci parole:

Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare per
Farti respirare e farti vivere di me
Vorrei essere la prima stella che
Ogni sera vedi brillare perché
Così i tuoi occhi sanno
Che ti guardo
E che sono sempre con te
Vorrei essere lo specchio che ti parla
E che a ogni tua domanda
Ti risponda che al mondo
Tu sei sempre la più bella
Na na na na na na na na na…

La principessa lo guardò
Senza dire parole
E si lasciò cadere tra le sue braccia
Il cavaliere la portò con se
Sul suo cavallo bianco
E seguendo il vento
Le cantava intanto
Questa dolce canzone:

(2 volte)
Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare per
Farti respirare e farti vivere di me
Vorrei essere la prima stella che
Ogni sera vedi brillare perché
Così i tuoi occhi sanno
Che ti guardo
E che sono sempre con te
Vorrei essere lo specchio che ti parla
E che a ogni tua domanda
Ti risponda che al mondo
Tu sei sempre la più bella
Na na na na na na na na na…



Se vuoi vedere veramente la favola clicca sopra e con un paio di passaggi ci arrivi.

PER UN SETTORE GIOVANILE MIGLIORE
PROPOSTE CONCRETE E DIBATTITO

Pubblico le proposte concrete che nel corso di queste settimane ho voluto rendere pubbliche verso Collaboratori Fip e Referenti Tecnici per poter migliorare (nel limite delle mie piccole conoscenze ed esperienze) nei confronti di idee e progetti in duscussione in questo periodo che potrebbero in un futuro cambiare gli scenari del Settore Giovanile attuale.

Nuova annate FIBA
Seconde fasi Under 19 d’eccellenza
Seconde fasi Under 17/15 d’eccellenza
Proposta Finali Nazionali Under 14
Ammissioni Eccellenza 2009-2010

Troppo spesso le riforme e le innovazioni vengono decise nelle stanze del potere senza quel necessario confronto per poter migliorare una cosa che con il contributo di tutto potrebbe essere ancora migliore.

In questo momento, molto delicato per la Pallacanestro in Italia, e importante per evenutali decisioni sul nuovo sistema da adottare, potrebbe essere utile un maggior confronto aperto e sincero sul dibattito in merito al miglioramento di una attività importante come quella del Settore Giovanile.

In più ambiti si sente parlare al centro di ogni discussione e di ogni meritevole proposta la centralità del problema "miglioramento settore giovanile".

A questo proposito il Blog vorrebbe avere la presunzione di trovare un luogo virtuale dove poter far emergere esigenze diverse e comunque tutte importanti per una valutazione finale. Sono convinto che siccome quello che decidono poche persone possa davvero cambiare l'attività di molti, sarebbe opportuno almeno una condivisione generale.

Le domande che mi faccio e che pongo a tutti sono:

1) Cosa serve davvero per poter migliorare il movimento giovanile in Italia?
2) Cosa serve davvero per poter migliorare la formazione degli allenatori di settore giovanile?
3) Cosa serve davvero per poter migliorare la crescita tecnica, tattica e fisica dei giovani giocatori presenti nei nostri settori giovanili?

Leggere gli interessanti commenti ed eventualmente spedire valutazioni a andrea.schiavi@libero.it

mercoledì 29 ottobre 2008

IL BISOGNO E LE GIUSTE MOTIVAZIONI ALIMENTANO IL SUCCESSO

Il bisogno alimenta il successo

Un vecchio adagio afferma che se desideriamo fortemente qualcosa, non abbiamo che impossessarcene. Dove c'è volontà, il modo non può mancare. Se vi sentite soli, potete fare qualcosa per alleviare la vostra solitudine. Se avete un amore conflittuale, potete fare qualche passo per superare gli ostacoli. Se al gioco della vostra squadra non vi riconoscete, è giusto ricordare a noi stessi, prima che agli altri, che ne siamo responsabili.

Abbiamo il potere di migliorare una situazione, ma dobbiamo avere anche la volontà per farlo. Le soluzioni possono essere a portata di mano, ma non si materializzano da sole. Esse scaturiscono dal desiderio profondo di fare realmente qualcosa.

Mancando del nerbo necessario per uscire da uno stato di perplessità, è facile cadere nel tranello di attribuire ad altri la colpa delle nostre mancanze. Chi mai avrà bisogno di migliorare se è sempre colpa degli altri?

Di qui tante belle frasi e parole di comodo. In realtà sebbene spesso si proclami la necessità di fare qualcosa, di fatto manca la volontà e la motivazione per poter attuare l'intento.

Quando invece cogliamo negli ostacoli che dobbiamo affrontare utili occasioni per rivedere interamente noi stessi, non soltanto riusciamo a trovare soluzioni più appropriate, ma in senso lato incrementiamo altresì, e in notevolissima misura, la nostra capcità di risolvere i problemi della vita.

Potete ottenere tutto ciò che volete... se lo desiderate con grande intensità. Potete essere tutto ciò che volete, avere tutto ciò che desiderate, realizzare tutto ciò che vi proponete... sempre che vi impegniate a tradurre in atto i vostri desideri con totale fermezza di propositi. (Robert Collier)

martedì 28 ottobre 2008

PUBBLICATE LE AMMISSIONI PER LE SECONDE FASI DEI CAMPIONATI GIOVANILI D'ECCELLENZA

Dal sito delle Lega Nazionale Pallacanestro:

Il giorno 21 ottobre u.s. si sono riuniti, presso la sede Federale di Roma, i Responsabili del Settore Giovanile, con i due Rappresentanti dei Comitati Regionali e i Referenti tecnici del SSN Maschile, nominati dal Commissario Straordinario, per predisporre le ammissioni alle seconde fasi (spareggi e interregionali) dei Campionati giovanili maschili Under 21, Under 19, Under 17 e Under 15.

Tutti i dettagli saranno inoltrati dai Presidenti regionali e provinciali a tutte le Società tramite i Comunicati Ufficiali degli Uffici Gara.

Per poter scaricare l'intero allegato basta cliccare QUI

CONCERTO IN SALA DA PRANZO A FOLLONICA
A FINE STAGIONE VALE TUTTO! LIVE DA FOLLONICA

Questo è il video dal regista Marco alla fine della Cena di Gala svolta a Follonica lo scorso 31 Agosto 2008 in cui i nostri "validi" animatori si esibescono in un live d'eccezione.
Inutili altri commenti, basta guardare!


PUBBLICATO SUL WEB FILMATO DI ADDIO ALLA COLONIA DI FOLLONICA DEI RAGAZZI DEL 1992

Pubblichiamo con piacere un filmato pubblicato in rete dal gruppo del 1992 che ha frequentato il Villaggio di Follonica durante l'estate per l'ultimo saluto alla loro cara e vecchia colonia.

Complimenti per l'iniziativa!!!

GRAZIE ALLA TECNICA DELLA "STOP MOTION"
UNA BELLISSIMA STORIA D'AMORE

"L’incantevole video “A short love story in stop motion” parla della storia d’amore immaginata da una bambina seduta nel suo banco di scuola. ... Il cortometraggio, un mix di animazione digitale ed illustrazione realizzato utilizzando la tecnica dello “stop motion”, è opera di Carlos Lascano. Sul sito dell’artista potete vedere alcune immagini del “making of” del corto".

Via: http://www.maestroantonio.it/

Fonte: http://www.buttimariagrazia.blogspot.com/

Pubblicazione: Daniela


A SHORT LOVE STORY IN STOP MOTION from Carlos Lascano on Vimeo.