venerdì 18 aprile 2008

A CASTELFRANCO IL CLINC INTERNAZIONALE

ALLENATORI IN VENETO IL 20-21-22 GIUGNO


Dal sito www.ciof.it

ED-Sport e ED-Promotion, associazioni sportive organizzatrici della Summer League Under 22 di Castelfranco Veneto, annunciano che è stata scelta proprio Castelfranco come sede per il Clinic Internazionale per Allenatori.

Il Clinic Internazionale CNA si svolgerà il 20, 21 e 22 giugno, in concomitanza con la Summer League U22, e per la prima volta assegnerà ai partecipanti crediti formativi a livello nazionale.

Si cominciano a delineare gli allenatori che terrranno questo importantissimo Clinic: la prima conferma è arrivata dal coach del momento in Italia, Simone Pianigiani, che sarà presente in tutti e tre i giorni del Clinic. Castelfranco Veneto tornerà ad essere la capitale del basket grazie a questi 2 eccezionali eventi.

Ricordiamo che tutte le partite della SLU22 sarano trasmesse in diretta gratuita internet sul sito sito:http://www.webtvsport.net/ Lo scorso anno si collegarono per vedere in diretta la Summer League circa 1100 computer di media al giorno per 4 giorni. Chiunque volesse aver maggiori informazioni sul clinic o sulla SLU22 può inviare una mail all’ind. info@slu22.com oppure chiamare i num. 0423/720250 o 348/3802984.
E’ possibile inoltre consultare il sito ufficiale della Summer League: www.slu22.com

A VARESE NASCE LA SANTA ALLEANZA

PALL. VARESE E ROBUR INSIEME PER I GIOVANI

Nella stagione sportiva 1995-96 a Varese succede qualcosa di veramente particolare. I due settori giovanili più importanti delle città e cioè la Pallacanestro Varese e la Robur et Fides decidono di comune accordo di firmare la così detta "Santa Alleanza", cioè un accordo sulle squadre giovanili da fare insieme nelle categorie Juniores, Cadetti e Allievi.

Grazie agli ottimi rapporti tra Antonio e Edoardo Bulgheroni e la dirigenza della Robur in città avviene qualcosa per cui nessuno di fatto è preparato. I migliori giocatori di una società e i migliori dell'altra società insieme per affrontare i campionati nazionali.

La storia dirà poi che questa inziativa presa dai dirigenti varesini anticipò di fatto quello che solo qualche anno dopo fecero in molti in giro per l'Italia. Ma quell'anno a Varese le cose non andarono proprio a finire bene. Inutile stare ad indagare sui problemi che affossarono di fatto l'accordo dopo un anno dalla sua nascita. Sta di fatto che forse i tempi erano troppo prematuri e forse per assemblare gente che aveva di fatto modi di stare in palestra molto diversi si sarebbe dovuto partire dal basso e non dall'alto.

Juniores d'eccellenza (1977-78)

Cadetti d'eccellenza (1979-1980)

Allievi d'eccellenza (1991)

Ecco tutte le altre squadre del Settore Giovanile Robur:

giovedì 17 aprile 2008

STORIA DELLA PALLACANESTRO AL CAMPUS

RACCONTO FOTOGRAFICO STAGIONE 2001-2002

Sul nascere del nuovo millennio al Campus di Varese abbiamo vissuto gli anni più belli della nostra gioventù. In mezzo alle mille iniziative che in quegli anni insieme con il Dott. Alberto Zocchi avevamo organizzato quella del calendario per portare alla ribalta i nostri sponsor è stata una della tappe più significative e divertenti.

Ecco nel dettaglio le foto del calendario in questione:
Gruppo del 1989. Tutti quelli forti erano alla Robur da Todisco. Noi al Campus però eravamo simpatici e poi a giocare comunque ci divertivamo e in certe partite siamo stati anche parecchio "cazzuti".

Alberto Zambelli (attuale coach ABC Varese) lavato da Davide Rosignoli (suo attuale giocatore) che se la ride!! Lo sponsor della squadra era BAGNI INDA!!

Una serie di personaggi mica da ridere. Partiamo da destra: Fabio Pilori (attualmente preparatore della Serie A di Varese); Prof. Aldo Monti (Direttore Minibasket a Varese); Massimo Galli (Assistente Allenatore a Rimini); Andrea "Puccio" Villa (era il mio fido vice); Pino Pinelli (Re degli Istruttori Minibasket a Varese); sullo sfondo il sottoscritto che ride come un pazzo (oltre che come uno scemo); Federico Eleni (ma non chiedetegli se è il figlio del più famoso Oscar Eleni); Alberto Zambelli (allenatore per diletto e intenditore di orologi per professione). Che dire una bella combriccola... Ah dimenticavo. Di spalle l'Art Director: Alberto Zocchi

Ecco la squadra al gran completo (età media anni 19) che ha svolto il campionato di serie B/2 in quella stagione. Da destra Lorenzo Colombo (attualmente in C/2); Leo Bettini (B/2); Federico Ponchiroli (C/1); Jack Ucelli (B/2); Chicco Riva (C/1); Andrea Laudi; Fabrizio Mariani (B/1); Lorenzo Gergati (B/1); Paolo Cecco (C/1); Riky Del Torchio (C/1).
Giusto per la cronaca sponsor della squadra: Banca Popolare di Luino e Varese. Ecco il perchè della frase in neretto.

Squadra Cadetti 85-86. Un gruppo stupendo per una stagione comunque non facile. Benissimo all'inizio, poi un calo. Finito tutto contro la Roma di Bargnani all'interzona di Pescara.

Gruppo del 91 del Campus. Angelucci in primo piano. Che facce!!

Gruppo misto del Minibasket del Campus. Annate 91-92-93... se riconoscete qualcuno potete pubblicare il nome nei commenti.

sabato 12 aprile 2008

PROGRAMMA TECNICO DI PALLACANESTRO

COSA FARE CON I GIOVANI


E' giunto il momento di pubblicare nel Blog quello che potrebbe essere un programma dettagliato di un settore giovanile di pallacanestro. Sono cose scritte dal sottoscritto (con qualche spunto rubato da uno che di pallacanestro se ne intende come Lorenzo Cipriani) qualche anno fa e che vengono vissute e rivisitate ogni volta che inizio ad allenare un gruppo nuovo.

LA SQUADRA SUPER
La Squadra Super per essere veramente tale ha dentro di se l'intelligenza, l'umità, la forza, il coraggio, la freddezza, l'organizzazione e lo spirito vincente.

L'Intelligenza perchè è importante pensare a quello che si deve fare in velocità;
L'Umiltà perchè è essenziale avere la voglia di sacrificarsi e di faticare per poter emergere non rimanendo una squadra normale;
La Forza di resistere, di reagire ad ogni errore, di non rinunciare mai, di continuare con lo stesso ritmo in difesa tenendo la stessa intensità in tutti gli uomini;
Il Coraggio di sfidare la paura, sapendo che l'ansia prima della gara fornisce energia positiva durante il gioco e che nessuna sfida è impossibile;
La Freddezza di non essere dominata dalla circostanze, prevedendole e se improvvise superandole con la forza del gruppo;
L'Organizzazione perchè si conosce e sa bene con precisione ciò che ogni singolo deve fare in qualsiasi momento;
Lo Spirito Vincente per chè non si stupisce di sbagliare o di subire, ma di non reagire. Il successo in una gara è l'insuccesso rovesciato e la SQUADRA SUPER sa rovesciare le situazioni negative e quanto più è colpita duramente e tanto più lotta aspramente.

E' certamente meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.

LA DIFESA - Principi Generali

Sacrificarsi in difesa significa VINCERE!
Stare bassi sulle gambe e alti con la testa
"Tenere" gli 1 contro 1
"Fintare" sull'attaccante con palla dando pochi punti di riferimento
"Indirizzare" verso la mano debole e in zone meno pericolose
"Attaccare" un avversario in difficoltà
Non mollare mai... c'è sempre la possibilità di subire uno sfondamento
"Costringere" ad uno smarcamento più difficile del solito
Nelle collaborazioni aiutarsi con la voce e con le mani
Sui blocchi pari altezza: cambio difensivo
Sui blocchi di diversa altezza: aiuto e recupero
Sulle penetrazioni perimetrali, aiutare BUMP, "togliendo il tempo"
Sugli scarichi alzare sempre un braccio recuperando forte
"Buttarsi" sulle palle vaganti
Ad ogni tiro corrisponde un tagliafuori
Capire le qualità del mio attaccante diretto
Capire le qualità della squadra avversaria

SISTEMA DIFENSIVO

Difesa "furba" metà campo - "Tenere"
non farsi battere mai 1 contro 1 - tenere
aiutare con le gambe ad un passaggio di distanza - togliere il tempo cercando la palla
recuperare in caso di scarico
sul recupero alzare un braccio dando l'impressione di potersi farsi battere, poi contenere
leggere il piede perno dell'avversario
su partenze sempre similari, buttarsi una volta per cercare la palla
mantenere equilibrio e faccia davanti alla palla
non concedere cambi di mano frontale troppo facili
spezzare il ritmo dei giochi avversari con iniziativa sui passaggi perimetrali
con palla pivot basso, buttare sul fondo
da dietro aiutare sulla virata raddoppiando - gli altri dentro
quando parte un tiro tutti un passo verso il proprio attaccante
sulle penetrazioni dirette con aiuto del lungo, scalare per il tagliafuori

Difesa forte tutto campo - "Insieme"
solo quando si fa canestro o su una rimessa da fondo
solo per brevi periodi con molta intensità
trend della gara già in possesso
chi marca la rimessa va a raddoppiare quando l'attaccante palleggia
i raddoppi arrivano solo da dietro le spalle, mai frontali e quasi mai in mezzo al campo
l'attaccante con palla non deve uscire dal raddoppio, abbassando la testa e non cambiando lato in palleggio ma tenendo cmq la palla vicino alla riga laterale
il difensore più vicino scala su quello che ha fatto la rimessa
il quarto difensore scala sul terzo attaccante
il quinto difensore rimane dietro senza uscire troppo e marca due attaccanti
anticipare i passaggi facili e rubare sui lanci lunghi o passaggi a parabola
se battuti correre tutti dentro l'area velocemente
il lungo nel 2 contro 1 protegge il pitturato e concede tiri dal perimetro

Difesa forte tutto campo - "Solo"
difesa a uomo tutto campo fintando molto mettendo più aggressvità della difesa furba
ci si può scambiare l'uomo con raddoppi frontali
chi la palla aggredisce con finte indirizzando
usare la linea di metà campo come alleato per cercare
all'attaccante con palla non è permesso di ragionare troppo, si aggredisce
anticipo forte sui primi ricevitori
in aiuto a due passaggi di distanza

SISTEMA OFFENSIVO

CONTROPIEDE - Principi generali
tutto quello che elenchiamo qui, nasce solamente se si è difeso forte
passare la palla sempre avanti ai compagni liberi altrimenti palleggiare
rimbalzo difensivo, lancio lungo, conclusione
rimbalzo difensivo, un palleggio lancio lungo, conclusione
rimbalzo difensivo, apertura, lancio lungo, conclusione
rimbalzo difensivo, apertura, apertura, conclusione
rimbazlo difensivo, apertura, palleggio, conclusione
cercare lo spazio migliore dove posizionarsi per ricevere
correre in cinque
se non si trova subito il tiro, "Arriva!" il lungo
se non c'è conclusione, ribaltare entrando nel gioco
eventualmente per situazione particolari, creare uno schieramento

L’ATTACCO - Principi Generali

Ritmo: sempre contropiede (velocità verticale); cercare di controllare il ritmo delle gare (capacità di andare piano quando si deve – break a sfavore, più azioni confusionarie…)
Organizzazione: movimenti semplici, ma efficaci, leggere la difesa, priorità; tutti sanno cosa devono fare, anche se il gioco va fuori dai giochi o dalla continuità; dare delle priorità sia all’interno dei giochi, sia in un situazioni di confusione.
Libertà e praticità: sfruttare le occasioni più ghiotte muovendosi tanto senza palla;
Continuità: tenere durante l’azione una velocità d’esecuzione elevata, anche se in particolari momenti è possibile sfruttare anche il fatto di andare piano per poi accelerare di nuovo.
Equilibrio: mantenere un equilibrio tra rimbalzo offensivo e copertura del contropiede.

OBIETTIVO OFFENSIVO:
a) tiro appoggiato al tabellone
b) tiro da tre-quattro metri
c) tiro da tre punti non marcato
d) evitare i tiri nella terra di nessuno (un metro dentro la linea da tre)
e) stessa responsabilità di tiro tra i giocatori perimetrali e quelli interni

DA EVITARE:
a) evitare l'abuso delle penetrazioni
b) limitare l’uso del palleggio
c) limitare i secondi in cui un giocatore tiene la palla in mano

SISTEMA OFFENSIVO:

- Schieramento iniziale 5 fuori (per udner 17 e under 19 schieramenti diversi durante l’anno)
- Si gioca in continuità
- Chi passa la palla si allontana
- A due passaggi dalla palla si taglia forte verso il canestro (dai e vai a tre)
- Chi è a più di due passaggi dal pallone rimpiazza nelle zone libere
- Chi riceve il primo passaggio oltre a guardare eventuali errori del proprio difensore, da la priorità al taglio dall’altro lato, poi ribaltamento
- Dopo il ribaltamento (in base alle categorie di gioco) ritaglio o blocco cieco.
- Chi blocca cieco si apre per ricevere.

giovedì 10 aprile 2008

FASE INTERREGIONALI UNDER 17 ECCELLENZA

ECCO LE PREVISIONI PER BARLETTA

A pochi giorni dalla fase interregionale per la categoria Under 17 d'eccellenza con la disputa degli spareggi per l'accesso alla Finali Nazionali di Barletta proverò a fare una previsione sulle gare in questione.

Interzona 1 - Consandolo (FE)
1) Comark Bergamo (Lombardia 1)
2) Moncalieri (Piemonte 2-Liguria 2)
3) Conegliano Hesperia (Veneto 2)
4) Porto Torres (Sardegna 1)

Interzona 2 - Piombino (LI)
1) Aurora Desio (Lombardia 2)
2) Scavolini Pesaro (Marche 1)
3) Maddaloni (Campania 3-Puglia2)
4) Granarolo Genova (Liguria 1)

Interzona 3 - Termoli
1) Virtus Bologna (Emilia 1)
2) Lottomatica Roma (Lazio 2)
3) Partenope Napoli (Campania 2)
4) Potenza - Calabria 1 (Basilicata 1-Calabria 1)

Interzona 4 - Fasso (VE)
1) Montepaschi Siena (Toscana 1)
2) Fortitudo Bologna (Emilia 3)
3) Perugia (Umbria 1)
4) Friuli 2 (Fanin Trieste)

Interzona 5 - Poppi (AR)
1) Benetton Treviso (Veneto 1)
2) Eldo Napoli (Campania 1)
3) Whirlpool Varese (Lombardia 4-Trento)
4) Pescara-Teramo (Abruzzo 1)

Interzona 6 - Monte di Procida
1) Virtus Siena (Toscana 2)
2) Stella Azzurra Roma (Lazio 1)
3) Brindisi (Puglia 1)
4) Ragusa (Sicilia 1)

Interzona 7 - Vado Ligure
1) Reggio Emilia (Emilia 2)
2) Alfa Omega Ostia (Lazio 3-Toscana 4)
3) Pall. Biella (Piemonte 1)
4) Pesaro 92 Falco (Marche 2)

Interzona 8 - Bolzano
1) AJ Milano (Lombardia 3)
2) Snaidero Udine (Friuli 1)
3) Crabs Rimini (Veneto 3-Emilia 4)
4) Pistoia (Toscana 3)

previsioni provvisorie...

lunedì 7 aprile 2008

DALLA PREALPINA DI LUNEDI' 7 APRILE 2008

NOVITA' DOA SUI CAMPIONATI GIOVANILI

Artcolo tratto dall'inserto sportivo della Prealpina
Giovanili, cambia la seconda fase dell’Under 19 Open


Qualche novità "sostanziosa" anche per quanto riguarda la "divisione" delle categorie giovanili per quanto riguarda le DOA 2008/2009. Invariate ovviamente le annate la cui programmazione era stata già mutata due anni fa andando "a regime" lo scorso anno, cambia invece la formula del campionato Under 19 Open, dove accogliendo la richiesta dei responsabili dei settori giovanili di serie A è stata aumentata la durata della fase interzona interregionale per aumentare il livello di competitività delle partite laddove in molte regioni - non però in Lombardia - ci sono divari troppo "schiaccianti" tra chi recluta e chi no (resta però da capire per quale motivo le esigenze pur importanti di poche società debbano prevalere senza possibilità di confronto rispetto a quelle della moltitudine dei club di base, ma tant’è...).

La prima "tranche" regionale dovrà infatti terminare entro il 20 gennaio, mentre i gironi della seconda fase saliranno da sei ad otto partecipanti, anche se per limitare le trasferte troppo lontane si dovrebbe ricorrere ad un criterio di vicinorietà geografiche "mischiando le forze" con le regioni limitrofe.

La ricaduta diretta di tutto ciò sarà una prima fase lombarda dove le 12 squadre al via verranno suddivise in gironi da 6 che termineranno già a fine novembre, "promuovendo" le prime tre ad una seconda fase ancora "locale" con altre sei partite di andata e ritorno contro le formazioni non ancora incontrate.
L’aspetto positivo di tutto ciò è che i posti per la seconda fase riservati alla Lombardia dovrebbero salire appunto da 4 a sei squadre, mentre chi non si qualificherà per la fase nazionale avrà comunque la garanzia di proseguire nel cammino sia pur nell’ambito di una fase di consolazione.

Confermato il divieto dell’utilizzo della difesa a zona esteso anche alla categoria Under 14 e non più solo all’Under 13 (resta poi da vedere se "chi di dovere" col fischietto è in grado di valutare questo aspetto tattico...).

Respinto l’ultimo assalto delle società "di provincia" - capitanate dal solito Andrea Schiavi - di rilanciare le finali nazionali anche la categoria Under 14, "soppresse" per il secondo anno di fila pur con la formula della possibilità di un patrocinio Fip per una manifestazione non ufficiale a carattere interregionale come avviene già sotto molti aspetti per il circuito Minibasket PSG. Dell’istanza si riparlerà comunque in occasione della prima riunione del Comitato Settore Giovanile Fip nell’ottica di reinserire un appuntamento su scala nazionale a partire dall’annata 2009/2010.

DALLA PREALPINA DI LUNEDI' 7 APRILE

NOVITA' DOA 2008-2009 CAMPIONATI NAZIONALI

Disposizioni Organizzative Annuali 2008/2009
Istruzioni per l’uso


Ecco un piccolo "estratto" delle DOA per il prossimo anno approvate sabato dal consiglio federale in attesa della diffusione presso le società attesa nel giro di qualche settimana.

SERIE B1 – Cambierà denominazione in “A dilettantistica” con trasformazione in società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro entro il 30 giugno 2009. Già dal prossimo anno ci saranno adempimenti burocratici relativi alla sottoscrizione dei contratti con i giocatori in vista dell’introduzione di un vero e proprio "salary cap" da fissare insieme con la Giba votato dai club di LNP per regolamento interno. Le DOA stabiliscono invece l’obbligo dell’iscrizione a referto di quattro Under obbligatori (due nati nel 1986 e seguenti e due nati nel 1988 seguenti), aumentando di uno la quota minima del 2007/2008: sarà il primo passo verso la trasformazione del primo campionato dilettantistico in campionato “propedeutico” votato alla crescita dei giovani, con l’aumento di un Under per ogni annata sportiva (cinque nel 2008/2009, sei nel 2009/2010) fino ad arrivare al limite di sette giovani (quattro Under 23 e tre Under 21) nel 2010/2011 in corrispondenza con l’entrata a regime dello svincolo a parametro per tutti i giocatori e non più solo per i 21enni dal 1985 in poi.

Sotto l’aspetto della formula si parte dai classici due gironi da 14 squadre ciascuno. L’ultima elaborazione proposta dai dirigenti LNP prevede che al termine della regular season di 26 partite si formano sette “mini-gironi” da quattro squadre ciascuna secondo le posizioni di classifica “mischiando” i gruppi originali (prima e seconda; terza e quarta; quinta e sesta; settima e ottava; nona e decima; undicesima e dodicesima; tredicesima e quattordicesima). Al termine delle ulteriori sei partite la vincente del gruppo 1 è promossa direttamente in LegAdue fregiandosi del titolo di campione d’Italia Dilettanti; le squadre piazzate dal secondo al diciassettesimo posto sommando i punti ottenuti tra le prime 26 giornate e i 6 ulteriori turni della seconda fase parteciperanno ai playoff “incrociati” tra gironi di partenza per determinare la seconda promozione tra i professionisti. L’ultima classificata del girone numero 7 retrocederanno direttamente in B2, mentre le formazioni piazzate dal diciottesimo al ventisettesimo posto disputeranno i playout. Ma nel "supplemento di lavori" imposto dall’impasse del consiglio federale sulle situazioni alternative (ancora possibile l’ipotesi delle 40 partite con poule promozione per le prime 7 e poule retrocessione per le ultime 7 "incrociando" i gironi dopo i 26turni "regolari") ci sono ancora varie ipotesi allo studio, tra le quali la conferma dell’attuale formula nella più classica delle scelte sul mantenimento dello "status quo": in ogni caso ultima parola al Settore Agonistico che dovrebbe esprimersi nei prossimi giorni. L’unica certezza acquisita è che nelle serie playout la squadra meglio piazzata giocherà la prima partita in casa.

SERIE B2 - La neo-denominata "B dilettantistica" avrà l’obbligo minimo di tre Under obbligatori a referto (uno in meno rispetto allo scorso anno): nel dettaglio due giocatori nati nel 1986 e seguenti e un nato nel 1988 e seguenti. L’obbligo della trasformazione della ragione societaria dovrebbe scattare in questo caso entro il 30 giugno 2010, Anche in questo caso la formula è ancora da mettere a fuoco, pur con l’ampia possibilità di una conferma del "format" attuale con l’unica variazione relativa alla retrocessione diretta in C1 dell’ultima classifica "regolare" e alla chiusura anticipata della stagione per la nona.

SERIE C1 - C dilettantistica mantenuta a 16 squadre con la formula attuale "perfetta", respingendo l’assalto dei comitati regionali che volevano l’aumento delle promozioni dalla C2 e la crescita a 4 delle "discese" da ogni girone (invece rimarranno tre, una diretta e due ai playout). Sul fronte dei giovani obbligatori regole analoghe alla B2 scendendo da 4 a 3 Under (due 23 e un 21).

MERCATO - Giro di vite assai impegnativo per quanto riguarda il periodo dei trasferimenti suppletivi. Possibile soltanto un rinforzo "correttivo" (lo scorso anno erano due dopo la "dead-line" ordinaria) dopo la chiusura del mercato normale fissata al 31 agosto, e soltanto nel corso della settimana a cavallo tra fine girone d’andata e inizio ritorno. Passi limitare gli eccessi fuori luogo delle ultime stagioni, ma forse così si è passato da un estremo all’altro facendo un passo indietro ventennale...

domenica 6 aprile 2008

LORENZO GERGATI NELLA GARA A TREVIGLIO

UNA CARRIERA COSTRUITA PER GIOCARE A BASKET


Questa sera ho rivisto Lorenzo giocare dal vivo dopo qualche anno. Ammetto subito: una bella emozione.

Ho allenato Lorenzo per cinque lunghi anni della sua giovinezza, e di fatto anche della mia. Ho subito capito dopo pochi allenamenti nel pallone della Robur delle qualità di questo ragazzino appassionato di basket con l'argento vivo addosso. Ho cercato di assecondarlo nella sua crescita. Ho provato a dargli gli strumenti per crescere tecnicamente non perdendo però di vista la sua forte personalità. Più volte ho gioito per le sue numerose belle imprese, soffrendo anche per i momenti più difficili. Da giovanissimo capitava spesso (sopratutto giocando con i più grandi) di vederlo in lacrime per i falli che subiva o per le botte che prendeva... ma le lacrime in campo con la palla in mano e con una azione successiva da risolvere sono stati il miglior modo di forgiare un carattere che questa sera ho riconosciuto adulto e maturo. Sono felice per te Lorenzo. Sono felice anche un po' per me...

Sono felice perchè solo lui può sapere quanti sacrifici ha dovuto sopportare per arrivare a ottimi livelli. Solo lui può veramente sapere le ore di palestra supplementari per affinare la tecnica, per superare i problemi fisici o comunque per avere una marcia in più rispetto agli altri.

Ecco il perchè di questo post. Ecco perchè ci tengo a rendere pubblica una bella storia di sport. So che in molti leggeranno queste righe. Lo fanno anche molti dei ragazzi che alleno quest'anno o che ho allenato nel passato e che farebbero di tutto per arrivare al suo livello. Ecco sappiate che arrivare li significa aver fatto tante cose e molte decisive, come allenarsi duramente per molte ore, crescere fisicamente con un potenziamento muscolare determinante per certi livelli oppure dare impulsi importanti alla propria mente creandosi obiettivi ben definiti.

Ecco tutto questo è la storia di Lorenzo, rivisto questa sera dopo tanto tempo.

Ho poututo vedere all'opera Lollo nella gara casalinga di Treviglio contro Lumezzane. La partita è stata vinta da Treviglio di quattro lunghezze e Lorenzo dopo un inizio di partita davvero esaltante ha chiuso con delle statistiche importanti, anche se il pupillo numero uno del sottoscritto, è stato impiegato nell'inusuale ruolo di playmaker (vista l'assenza di Tanfoglio) anzichè quello più consono di guardia.

Lascio stare la partita di questa sera e quanto accaduto nel finale del match che non m'interessa particolarmente. Volevo però prendere spunto dalla bella partita di Lorenzo a Treviglio per spendere due parole sulla "persona" Lorenzo Gergati e sul modo di poter programmare una vita da giocatore.

Ho allenato Lorenzo dall'età di 11 anni fino ai 16, seguando in tutto e per tutto il suo iter nei campionati giovanili. Prima alla Robur et Fides e poi con il nostro passaggio alla Pallacanestro Varese, anche sull'altro colle di Varese.

Alla Robur appena uscito dal minibasket Lorenzo giocava già con quelli di un anno più grandi e spesso faceva "il mazzo" a molti di quelli dell'83, compreso suo fratello Tommaso. La stirpe è di quelle giuste avendo il papà Piero, evoluito per diversi anni nella massima serie.

Le prime apparizioni nei vari campionati open sono notevoli. Alla Robur con il suo compagno Matteo Gualco (altro figlio di ex giocatore) la coppia di piccoli targati Robur ne combina davvero di tutti i colori, in campo e fuori. Il passaggio alla Pallacanestro Varese insieme a Moraghi, Cola, Hendricks, Manzo, Lavit e appunto i fratelli Gergati (c'è anche Francesco il più giovane) è di quelli da copertina.

Lorenzo viene inserito nel gruppo di quelli dell'83 che naturalmente alleno io con ottimi risultati. Quell'anno vinse Milano tre in Lombardia, ma nella gara a Basiglio contro la squadra allenata di Basin (adesso a Desio) Lorenzo diede il meglio.

Nel gruppo 84 invece c'è terreno fertile di buoni giocatori. Jack Uccelli, Federico Ponchiroli e Francesco Riva formano una bel gruppetto di gente con gli attributi. Si perde il titolo regionale con Milano, ma le speranze sulle individualità sono alte. Nell'anno successivo le finali nazionali a Pesaro rappresentano un obiettivo alla portata. E in effetti ci qualifichiamo proprio per le finali Under 15 (allora Allievi). Peccato che per Lorenzo proprio qualche giorno prima di raggiungere Pesaro, durante una delle gare del Trofeo Giove a Monza, il nostro Lollo sia incappato in uno degli infortuni più brutti e devastanti a cui ho assistito in diretta.

Terzo tempo classico su una palla recuperata e caviglia sfasciata in meno di un nano secondo sulla ricaduta solitaria sul terreno di gioco. Una vera e propria sfortuna recuperata soltanto dopo qualche mese di gesso oltre che una operazione di riduzione ossea comunque rischiosa.

Ecco da quell'episodio davvero sfortunato (ammetto di aver pianto per diversi minuti durante la prosecuzione dell'incontro con Lorenzo portato via in ambulanza) nasce si può dire la seconda vita sportiva di Lollo.

Il recupero fisico e tecnico è stato ben curato e grande è stata la determinazione messa in campo da Lollo che di fatto mi ha veramente colpito. Da quel momento, da quel recupero, da quella difficoltà a mio parere Lorenzo ha tirato fuori il meglio di sè diventando di fatto già un giocatore. Per volontà, per determinazione, per attitudine da quel momento la sua ascesa è stata un moto inarrestabile.

Dopo le annate Cadetti e Juniores con due scudetti cuciti sul petto, di cui uno con la nomina come migliore giocatore delle finali, le prime squadre del Campus (in B/2 a soli 17 anni da protagonista) e della Robur et Fides sono state la migliore esperienza per fare un po' di gavetta.

Poi la chiamata in serie A a Biella e dopo due stagioni quella successiva di Pavia con un ruolo da protagonista. Ecco la strada che porta al successo. Qualche mese di stop dopo lo sfortunato epilogo dei play-off promozione tra Pavia e Pesaro e il ritorno al basket giocato e Lumezzane.

E siamo arrivati velocemente a questo pomeriggio, all'abbraccio che mi ha voluto riservare all'incontro al palazzetto, agli sguardi di approvazione durante le azioni più importanti della gara ai saluti finali del post partita anche se con l'amarezza di una sconfitta.

Ma nemmeno la più bruciante delle sconfitte potrebbe intaccare di un solo centimetro tutto quello che è stato vissuto insieme per diventare quelli che siamo diventati.

"Grazie Lorenzo di essere stato un mio giocatore. Grazie di esserlo anche se non ti alleno più. Grazie di essere te stesso nel migliore dei modi."

CONSIGLIO FEDERALE DEL 4-5 APRILE

NESSUNA SORPRESA. TUTTO CONFERMATO!


Si è svolta nel pomeriggio di venerdì 4 Aprile 2008 la seduta del Consiglio Federale per l'approvazione delle Disposizione Organizzative Annuale per la prossima stagione e di sorprese purtroppo non ce ne sono state.

Nemmeno l'ultimo tentativo di ripristino delle Finali Nazionali Under 14 non ha portato esiti positivi. Purtroppo anche la proposta arrivata dal numero uno della FIP Fausto Maifredi (durante la discussione sulle DOA) su nostra indicazione non ha avuto esito positivo. La frase che insieme a un paio di rappresentanti del circuito PSG (De Franceschi - Di Lorenzo) avevamo proposto d'inserire era questa: “La Federazione si riserva la possibilità di organizzare o patrocinare una manifestazione che vedrà coinvolte le società vincenti i rispettivi campionati regionali”. Ci sembrava comprensibile da parte di tutti che una frase del genere avrebbe lasciato aperto una porta verso una iniziativa che in molti richiedono come prioritaria (Varese, Pesaro, Rimini, Venezia, Padova, Caserta, Lecce, Bergamo, Moncalieri, Milano... solo per citare alcune delle città che hanno dato parere favorevole). L'appoggio però sia del Presidente Federale che di Eugenio Crotti (Presidente Veneto) non è bastato però contro il giudizio totalmente negativo da parte di Cardullo che ha fatto pesare il parere anche del Direttivo Settore Giovanile, oltre quello dei responsabili di settore giovanile di Serie A.

Quindi nulla da fare anche questa volta. Proposta bocciata.

A questo punto mi sorgono due quesiti spontanei rispetto a questa bocciatura:
1) mi fa ridere Cardullo che da una parte esprime parere totalmente sfavorevole per il ripristino delle Finali Nazionali Under 14 per poi sul sito istituzionale del Settore Giovanile FIP e cioè www.minibasket.org pubblicizza e dispensa il patrocinio della FIP per le finali nazionali ad inviti che il circuito PSG organizzerà ad inizio luglio a Porto san Giorgio (nella foto pagina del sito minibasket.org che parla di queste finali);
2) mi fanno ridere tutti quelli che facendo parte della commissione attività giovanile dichiarano ogni volta che gli si critica sulle loro decisioni che non sono loro gli ultimi a decidere ma che ad avere l'ultima parola è il Consiglio Federale. Poi di fatto quando si arriva al Consiglio Federale nessuno dei presenti pensa di poter cambiare le carte in tovola rispetto alle decisioni prese dalle varie commissioni, per non entrare nel merito di decisioni che dovrebbero essere prese appunto dagli esperti della verie commissioni.

La cosa è quantomeno significativa.

Andiamo avanti.

VUOI L'INTER A CASA TUA... BASTA DIRLO!!


L'Inter a Bergamo... naturalmente sono passati sotto casa a trovarmi con il loro piccolo pullman!! Eccoli!!

Sulla sinistra Materazzi...

sabato 29 marzo 2008

MOLTI MI CHIEDONO I SEGRETI DELL'ESSERE

UN ALLENATORE IN GAMBA... DAL SITO AIPS


Intervento di Vincenzo Prunelli

Che cosa ci permette di avere autorità e di essere seguiti? Non una tecnica, ma il nostro modo di essere e la capacità di creare un clima che riconosca il rispetto, la cooperazione, la responsabilità di tutti, la somma delle idee e la valorizzazione dei contributi e delle intenzioni prima ancora che dei risultati concreti. Ma più ancora l'evitare ciò che crea distanza o ci rende vulnerabili.

Le motivazioni più prementi per un allievo, infatti, sono il rapporto con noi e il clima della squadra, il sentirsi apprezzato per ciò che fa o anche solo cerca di fare, il partecipare e constatare che ciò che gli insegniamo e chiediamo è sempre applicabile ed efficace.

È unanimemente riconosciuto che l'allenatore deve essere autorevole e non autoritario, ma il confine e le differenze tra autorità e autoritarismo non sono netti. Entrambe le posizioni possono dare peso agli atti e alle opinioni, ma sono due realtà del tutto diverse. L'allenatore che ha autorità ottiene consenso e stima, e stima egli stesso l'allievo, non vuole sottomissione ma iniziativa e partecipazione

L'autorità non ha bisogno di essere imposta, perché sono gli altri a volerci seguire e perché rispecchia la stima e il prestigio che abbiamo raggiunto.

Invece l'autoritarismo, con il quale si vuole imporre l'osservanza delle norme e l'esecuzione passiva dei comandi, non deriva dal prestigio acquisito, ma è uno strumento cui si ricorre per imporsi quando non si hanno altri mezzi per essere seguiti.

Oggi si parla meno di sergente di ferro, perché comportarsi in quel modo vuol dire mantenere condizioni in cui gli allievi restano soldatini che, se tutto va bene, eseguono, ma non arrivano alla sicurezza per proporre e fare da soli, o che, più spesso, diventano distruttivi. Il sergente di ferro, infatti, sa solo comandare e non concede spazio per decidere e agire, ma così va incontro a due risultati pressoché analoghi: un allievo passivo che si adegua o uno ostile che si ribella.

Nel caso di quello che si adatta avremo la mancanza di continuità, le gare sottogamba, i cali inspiegabili e tutte le situazioni in cui resta dipendente anche quando dovrebbe fare da solo, perché la creatività, l'entusiasmo, l'iniziativa e il coraggio di fare restano inattivi e spesso mortificati, e ciò provocherà l'incapacità di maturare l'impegno che nasce solo da forti motivazioni.

Nel caso di quello che si oppone avremo reazioni ostili come, fino a una certa età, i vari tipi di resistenza passiva, le delusioni o i veri e propri fallimenti. Più tardi avremo le trasgressioni, il disimpegno o le ribellioni più o meno palesi.

Vediamo tanti allenatori, sempre comunque apprezzabili, che, per mancanza di conoscenze e di una formazione specifica, mettono insieme buone intenzioni ed errori. C'è chi si impegna a rinunciare a certe durezze o pretese, ma non le sa sostituire con un vero rapporto fondato sulla partecipazione; chi cerca un rapporto più affettivo, magari basato sull'amicizia, ma perde autorità; dedica più tempo a spiegare, senza però cambiare il modo di farlo; chi chiede partecipazione, ma permette e si attende poco più che fedeli esecuzioni; e chi cerca di stimolare e incoraggiare con le parole oppure, con buone maniere, dà tutto già predisposto, e così anestetizza il desiderio di sapere e di sperimentarsi.

Molti allenatori sono burberi, magari urlano o si impongono con il comando, ma dietro questa facciata esteriore nascondono una durezza di maniera, un pudore affettivo che maschera una disponibilità che gli allievi avvertono e che esprime il rispetto per ciò che essi si impegnano a fare.


Condivido il trattato di questo psicologo intravedendo in molti modi che vengono descritti casi di allenatori e istruttori con cui ho avuto a che fare nel passato e che in qualche occasione mi capita ancora adesso di incontrare.

Aggiungo un particolare secondo me significativo. Spesso mi capita di vedere che più si scende di livello più c'è permessivismo, più si sale di categoria e di livello di società più c'è autorità.

Questo capita anche a stesse persone che magari buoni allenatori con un grado di autorità medio... salendo di livello e magari facendo carriera in società più blasonate o allenando gruppi più forti, aumentano in modo spropositato la loro autorità.

Di fatto l'autorevolezza cambia a mio parere con la maturità, ma non dovrebbe cambiare in base al posto dove sei o alle persone che ti circondano. Se ritieni giusto essere autorevole con un certo grado, non puoi cambiare perchè alleni a Treviso invece che a Lissone. E' vero (e parlo per esperienza personale) che il mio modo di fare di 15 anni fa nei confronti di uno che arrivava tardi all'allenamento, per esempio, è cambiato profondamente in questi ultimi anni con l'arrivo della così detta piena maturità, ma altrettanto vero che il modo di intendere i rapporti interpersonali e il trasferimento delle conoscenza tecniche che ho fatto e che faccio ogni giorno della mia vita da ormai diversi anni non si è poi così tanto modificato ne quando allenavo i gruppi B in Via Rainoldi in centro a Varese, ne quando allenavo le squadre serie alla Pall. Varese ne tantomeno adesso a Bergamo.

Sono mutati gli ambienti, ma i valori di rispetto, educazione (in senso letterale del termine: educere - tirare fuori) e fiducia nei confronti di tutti quelli che stai facendo maturare e crescere allenandoli ogni giorno dell'anno, sono rimasti di fatto immutati.

PER RIFLETTERE: ARTICOLO DA REPUBBLICA.IT

LA PUNIZIONE NON PAGA


I pedagogisti più illuminati lo sostengono da tempo, i ragazzi poi non possono che essere d'accordo: la punizione non paga. Ora lo sostiene anche una ricerca scientifica americana, secondo la quale il castigo è addirittura un comportamento da perdenti.

Nello studio, guidato da Martin Nowak della Harvard University e pubblicato su Nature, i ricercatori hanno valutato le diverse reazioni di un gruppo di volontari cui è stato chiesto di giocare al "Dilemma del prigioniero", un problema di teoria dei giochi ampiamente studiato come modello in economia e sociologia.

Il gioco cattura perfettamente la tensione che si crea fra gli interessi individuali e quelli del gruppo, e il classico paradigma della cooperazione. Lo studio ha rivelato che sono i perdenti a punire, mentre chi colleziona più punti al gioco tende invece a non punire mai. Non solo: un comportamento punitivo si associa a un vantaggio ridotto dal punto di vista individuale, e inesistente per la collettività.

Uno dei coautori della ricerca non usa mezzi termini: "I vincenti non puniscono" dice David G. Rand, della Harvard University. Non lo fanno perché il castigo genera una spirale di vendetta, che può avere conseguenze distruttive per tutte le persone coinvolte.

Nella versione del gioco utilizzata nell'esperimento, i volontari avevano diverse opzioni di vincita o perdita, collegate allo stesso tempo alle mosse degli altri. Ciascun giocatore può decidere di "cooperare" con gli avversari, di pensare solo ai propri interessi o di punire l'avversario, accettando al tempo stesso una perdita personale. Alla fine delle diverse prove, i cinque giocatori risultati in cima alla classifica dei vincitori avevano scelto di non punire mai l'avversario. All'estremo opposto si sono piazzati quelli che avevano usato la punizione frequentemente, perdendo.

Il castigo, concludono i ricercatori, non è una buona strategia per promuovere la cooperazione, ma corrisponde ad altre esigenze, come quella di rinforzare una gerarchia di comando o difendere una proprietà. E ammoniscono: in una società competitiva come quello di oggi, vince chi resiste alla tentazione di esasperare i conflitti, mentre chi sceglie di punire, perde, vittima della sua stessa arma.

link dell'articolo: http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/punizione-ricerca/punizione-ricerca/punizione-ricerca.html

mercoledì 26 marzo 2008

POCO PIU' DI SEI MESI... PAROLE SANTE


Solenne la sposa
di bianco vestita,
sale l'altare
ad abbracciar la vita.

E' il giorno più bello
e con grazia e splendore
corona, d'incanto,
il suo sogno d'amore!

Sul far della sera
c'è un grande fervore
e un raggio di luna
ne accende l'ardore:

uno sguardo, un sorriso,
una bella canzone
e i più teneri baci
d'intensa passione!

Quel filo d'argento
dal bianco chiarore
tesseva, sornione,
la sua trama d'amore.

BARILA' E GARBOSI IL BASKET STA CAMBIANDO?

EMERGONO LE NUOVE SCUOLE DI PALLACANESTRO


Anche l'edizione numero 29 del Trofeo Garbosi e la numero 4 del Barilà confermano che poche realtà in Italia sanno imporsi sempre e comunque. E' difficile trovare Società che dagli Under 19 fino agli Under 12 abbiano un dominio assoluto delle varie categorie giovanili.

Ogni annata vive di situazioni particolari o contingenti. La dimostrazione più lampante sono le classifiche finali dei vari tornei. Tutte le Società finite sul podio nelle varie categorie, nelle altre fasce d'età non appaiono tra le prime.

Questo segnale a mio parere non è negativo di per se, però è un chiaro sintomo che è difficile primeggiare in tutte le annate, proprio perchè in molti stanno facendo le cose seriamente.
Chi ha il proprio minibasket fatto bene come Varese, ma anche Saronno, Padova, Gorgonzola, Tradate per citare le prime che mi vengono in mente... investono molto in queste risorse, ma questo tipo di attività non garantisce di per se di primeggiare. Allora ci vuole qualcosa in più.

Che cosa può servire veramente per progredire nell'attività giovanile? La risposta non può che essere la creazione delle Scuole di Pallacanestro. Ogni singola Società Sportiva si deve creare al proprio interno un modo per progredire cercando e trovando ogni giorno il miglior modo per farlo con serietà e dedizione. E allora ben vengano manifestazioni come quella appunto del Garbosi o altri eventi speciali che possano dare impulso positivo al movimento.

La qualità però delle persone e degli Istruttori diventa determinante. E allora non mi scandalizzo se non ritrovo più città importanti come Varese e Pesaro tra le protagoniste assolute in tutte le categorie. Assemblare di per se non costituisce un milgioramento.

Il concetto è un po' questo. Tutti i ragazzi in età Scuola Media a Varese vogliono andare alla Scuola Media Dante. Scuola rinomata (sopratutto dalle altre scuole superiori della città giardino) per qualità d'insegnamento ed organizzazione. Ok. Ma i professori che arrivano alla Dante se ci sono venti prime medie non sono altro che gli stessi professori che avrebbero insegnato agli stessi alunni nelle altre scuole della città, se quest'ultimi fossero rimasti nei loro rispettivi quartieri. Di fatto tutti fanno più sforzi (trasferimeti più lunghi - classi sempre più piccole e anguste - orari più compelssi) ma il livello qualitativo dell'insegnamento inesorabilmente si abbassa.

Così forse tra i due colli. Adesso per avere nuovo impulso la città di Varese deve sperare che la Cimberio si svegli un po' fuori per la gestione della sua attività giovanile altrimenti il grigio sarà il colore sociale dei prossimi anni.

CONSIDERAZIONI FINALI SUI TORNEI A VARESE

BARILA' E GARBOSI VERE SCUOLE DI VITA E SPORT


Quando mi vengono a dire che la scuola è importante per i giovani d'oggi e che bisogna dare una impronta decisiva nella programmazione dell'attività sportiva giovanile dei nostri atleti, ad appannaggio appunto dei nostri istituti scolastici oltre a venirmi da sorridere, mi vengono in mente anche altre mille considerazioni.

E' vero che la scuola è importante (secondo ambiente educativo dopo la famiglia), è vero che la cultura è uno dei metodi più sostanziosi per far progredire la società civile, ma è altrettanto vero che una attività sportiva di alto livello come quella vista in questi giorni a Varese (durante il Memorial Barilà) non può che esaltare in modo sostanziale le caratteristiche individuali dando nei fatti quella progressione umana che nella scuola viene letta, studiata e alle volte memorizzata, ma che in realtà non viene quasi mai sperimentata in prima persona dagli studenti. Di fatto l'educazione fisica a scuola sta proprio in mezzo tra la prassi e la teoresi. Muoversi in una certa maniera è cultura, come il pensare a risolvere una equazione o citare l'interpretazione dei sogni di Freud. Non si capisce perchè per certi aspetti si ha rispetto e per altri no.

L'eucazione alla cultura non può essere fine a se stessa come capita nella maggior parte delle scuole, grazie ai programmi ministeriali di 40 anni fa. La preparazione alla miglior vita possibile è il nuovo concetto da intraprendere per fare le differenziazioni del caso. C'è chi sarà portato per la matematica e chi per la filosofia. Ma porca miseria possibile che in Italia quelli che sono portati per lo sport non abbiano nessuno strumento per poter progredire se non il volontariato di persone volentorose (e meno male che esistono) che costruiscono società sportive di livello.

Ecco allora l'esempio della squadra proveniente da Ulm (Germania) che ha creato un programma apposito di Liceo Sportivo reclutando in giro per la Germania prima e l'Europa dopo i migliori prospetti possibili ed immaginabili per quanto riguarda il basket, facendo vivere a questi ragazzi una full-immersion di basket e studio per cinque lunghi anni, determinanti per il loro avvenire.

Allora ecco che la Scuola si mette a completa disposizione di fisici nati per il basket, si sforza di esaltare le doti tecniche-tattiche di questi giovani giocatori, mettendo in primo piano la persona e non la cultura generalizzata.

In Italia questo tipo di idea non esiste, ma negli altri paesi europei (e non solo quelli della ex jugoslavia) questa cultura sportiva esiste e le cose si fanno seriamente.

Non si capisce cosa si aspetti in Italia a intraprendere una iniziativa del genere.

mercoledì 19 marzo 2008

BELLA LA NUOVA CANZONE DI JOVANOTTI

MA SORGE INESORABILE UN FORTE DUBBIO

Bella l'ultima canzone di Jovanotti "A te", ma ascoltando le parole di questa dolce melodia il dubbio rimane forte.
A che cosa si riferisce veramente Jovanotti??

Se vuoi ascoltare la canzone clicca QUI.

Ecco il testo:

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un' immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...

DA GIOVEDI' VARESE CAPITALE DEI GIOVANI

GARBOSI E BARILA' TORNEI UNICI


dalla Prealpina (Giuseppe Sciascia)

(G.S.) - Scaldano i motori le ventotto protagoniste dell'edizione 2008 del Memorial "Graziano Barilà", appuntamento ormai classico con il meglio a livello nazionale ed internazionale della categoria Under 17 che da giovedì 20 a lunedì 24 marzo trasformerà la provincia di Varese nel principale "polo d'attrazione" per il basket giovanile d'èlite. La capacità della "macchina organizzativa" capitanata da Giuseppe Livio di portare attrazioni nazionali ed internazionali all'attenzione di una platea ormai abituata a realtà d'èlite è stata una delle chiavi del successo di un torneo che - insieme con il "fratello minore" Garbosi - rappresenta un eccezionale biglietto da visita per il movimento di Varese e provincia, rappresentato in tutta Italia ed anche all'estero - vista la portata sempre più "internazionale" della kèrmesse - dalla fama raggiunta dal torneo...


Prendere parte a tornei e manifestazioni del genere ogni volta che vi partecipi ti rigenera e ti rintempra lo spirito. Vivere per qualche giorno tra una palestra e l'altra, tra la gioia di una partita vinta in volata e subito dopo quella persa per la maledizione di un pallone che non ne ha voluto sapere di entrare in quel funesto canestro. Tutto questo genera emozioni infinite, pensieri che si confondono nella grande marasma delle diverse edizioni.
Giornate che iniziano presto con le prime gare alle 9.00 e che fino a tarda sera con le gare dei più grandi veramente non finiscono mai. Giornate uniche ed indimenticabili che hanno il minimo comune denominatore di far vivere al meglio la propria la passione per il basket.

Ecco forse uno dei messaggi pubblicitari più belli in assoluto per il bene della pallacanestro giovanile.

Chi non ha vissuto una esperienza del genere non sa davvero quello che si è perso. E non c'entra neppure avere 12 o 40 anni. Ve lo assicura uno che dal 1980 vive sempre con la stessa ansia della vigilia e con il solito spirito da sportivo appassionato il perpetuarsi delle varie giornate prima e delle varie stagioni dopo.

Chi non sa cosa significhi tutto questo perde il vero gusto di giocare lo sport. E in un mondo che ogni giorno che passa sta di fatto perdendo il gusto dell'idendità e delle origini una bella cosa come questa va rimarcata e sperimentata.

Buon torneo a tutti.

martedì 18 marzo 2008

RECALCATI IN AMERICA DA BARGNANI E BELINELLI


Articolo tratto dal sito fip.it

Carlo Recalcati sta smaltendo il fuso orario al rientro dagli Stati Uniti: due notti insonni, prima di ripigliare il giusto ritmo, tra notte e giorno.
Recalcati, ct azzurro, è stato a San Francisco e a Los Angeles con Claudio Silvesti, responsabile delle squadre nazionali, per incontrare gli azzurri Andrea Bargnani, Marco Belinelli e Daniel Lorenzo Hackett: "Al di là delle cose circolate nei giorni scorsi -ha dichiarato Recalcati- mi fa piacere dire che i ragazzi mi hanno dato una risposta positiva ed incondizionata. Andrea, Beli e Daniel vogliono far parte del progetto azzurro. La loro disponibilità va rapportata, però, alla delle disponibilità delle due franchigie Nba e di Usc per Daniel. In pratica è ancora presto per avere una risposta precisa.

"Sono contento -ha continuato Recalcati- anche di come li ho trovati. Beli è contento della Nba anche se gioca poco. Sa però che Golden State ha rifiutato di cederlo, per cui sa che vogliono investire su di lui. Infatti la prossima estate dovrà essere a disposizione per la summer league. Bargnani ha voglia di giocare con la Nazionale, ma finita la stagione dovrà affrontare un lavoro personalizzato atletico e tecnico. Bryan Colangelo, general manager dei Toronto Raptors, mi ha assicurato che se Andrea dovesse rinunciare alla Nazionale sarebbe solo per le esigenze e la volontà del club. Infine il futuro di Hackett in Nazionale dipende dai programmi universitari. Non fanno sconti a nessuno: il suo coach Tim Floyd, che tra l'altro è stato contento di come Daniel è migliorato lo scorso anno, mi ha detto che per tutti gli studenti universitari il 25 agosto iniziano le lezioni. Vedremo cosa si potrà fare, ma avere la disponibilità dei giocatori era di per se importante."

Ufficio Stampa Fip

Tutto bello. Per dirsi tutte ste robe non si potevano scambiare una mail??

venerdì 14 marzo 2008

PAUSA DAL BASKET - IMPRESSIONANTE

PURA COINCIDENZA O TUTTO PROGRAMMATO


1) New York City ha 11 lettere.

2) Afghanistan ha 11 lettere

3) Ramsin Yuseb (il terrorista che minacciò di distruggere le Torri Gemellle nel 1993) ha 11 lettere.

4) George W Bush ha 11 lettere. Questo può essere pura coincidenza, però ora la cosa si fa più interessante

1) New York è lo stato numero 11.
2) Il primo aereo che si schiantò contro le Torri Gemelle fu il volo numero 11.

3) il volo numero 11 aveva 92 passeggeri. 9 +2 = 11

4)Anche il volo numero 77 si schiantò contro le T Gemelle,
e portava 65 passeggeri. 6+5 = 11

5) La tragedia accadde l' 11 Settembre, o meglio: 9/11.
9+1+1=11

6) Il giorno è uguale al numero di emergenza della polizia negli Stati Uniti 911. 9+1+1=11.
Pura coincidenza??? Continua a leggere...

1) Il numero totale di vittime in tutti gli aerei fu
di 254. 2+5+4= 11.

2) L'11 Settembre è il giorno 254 del calendario. Di nuovo 2+5+4=11.

3) Le esplosioni di Madrid accaddero il giorno 3/11/2004. 3+1+1+2+4= 11.

4) La tragedia di Madrid accadde 911 giorni dopo l' incidente delle Torri Gemelle 9+1+1=11....

Ora è quando la cosa si fa più misteriosa.

Uno dei simboli più conosciuti degli Stati Uniti,
dopo le stelle e le strisce, è l' Aquila.

La seguente strofa è tratta dal Corano, il libro sacro Islamico 'Perchè è stato scritto che il figlio dell' Arabia sveglierà una terribile Aquila. La forza dell' Aquila si sentirá in tutte le terre di Allah, mentre alcune persone tremeranno di disperazione però in fondo si rallegreranno: perchè la forza dell' Aquila pulirá le terre di Allah e ci sarà pace .'

Questa strofa è la numero 9.11 del Corano.

Ancora non sei convinto....?!

Fai questo e poi me lo dici:

Apri Microsoft Word e:

1. Scrivi maiuscolo Q33 NY . Questo è il numero di
volo del primo aereo che si schiantó contro le Torri Gemelle.

2. Cambia la dimenzione del carattere a 48.

4. Cambia il carattere a WINGDINGS.

E ORA CHE PENSI?!?!!?

mercoledì 12 marzo 2008

MASSIMO GALLI TRACCIA LE SUE LINEE GUIDA

PER MIGLIORARE L'ATTIVITA' GIOVANILE


Massimo Galli al momento è Assistente Allenatore dei Crabs Rimini in Lega due. Nel passato però oltre a ricoprire il ruolo di Referente Tecnico Territoriale in Lombardia per il SSNM è stato anche Responsabile del Settore Giovanile della Pallacanestro Varese prima e del Campus Varese dopo, allenando in prima persona i migliori prospetti della città giardino. Due titoli italiani vinti e tanta attività giovanile di alto profilo. Ecco il suo intervento:

Leggendo l'indubbia interessante discussione e avendo (nel passato purtroppo) svolto attività giovanile ad alto livello ecco le mie idee:

Attività giovanile:

Under 19 d'eccellenza: Non credo che aumentando le squadre si migliori la qualità delle partite perchè aumentando le squadre inevitabilmente diminuisce la qualità tecnica delle stesse. Meglio secondo me creare un circuito di 4/5 tornei ad inviti in diversi periodi dove le squadre migliori si possono confrontare(esempio: Piombino, Rho, Lissone dove però spesso capita che le squadre migliori non vanno perchè o troppo impegnativi o come succede concomitante con seconda fase del campionato o perchè magari al confronto con realtà internazionali si rischia di perdere).

Per aumentare il numero delle partite di qualità organizzare un evento dove le squadre che passano all'interzona giocano semifinale e finale con assegnazione di titolo di campione regionale.

Under 17 d'eccellenza: Si puo' seguire la traccia di quest'anno.

Under 15 d'eccellenza: Fase regionale e poi delle conference magari nord, centro, sud. Posti da assegnare poi per le finali nazionali a seconda della qualità delle regioni (esempio 2 posti per il sud, 6 per il centro, 8 per il nord). Così ci sarebbe più qualità nelle partite sia della seconda fase, sia alle finali.

Under 14: Fase regionale e poi finali nazionali con due Conference Centro nord e Centro Sud da 16 squadre ognuna (32 squadre qualificate) Per ragazzi di questa età è stimolante e gratificante prendere parte a manifestazioni del genere.

Le vincenti delle due conference poi si incontrano per stabilire la vincente nazionale, partita da giocare prima di un grande evento (esempio: prima della super coppa, o di una partita della nazionale oppure prima di una partita di una squadra nba).

Under 13: Fase regionale più tornei vari.

Attività settore squadre nazionali:
Under 19-17: da fare nelle festività e non in concomitanza con i tornei. Farei un indagine per sapere quanti tra i ragazzi ospitati in foresteria da parte dei club vanno bene a scuola.
Incentrare l'attività nei mesi estivi.

Under 15: Attività prevalentemente estiva, raduni solo nelle vacanze scolastiche

Under 14: torneo delle province e poi delle regioni con raduni giornalieri. Camp estivi a invito per i migliori con allenatori qualificati.

Under 13: Selezioni provinciali più torneo tra province della stessa regione.

lunedì 10 marzo 2008

FINALI NAZIONALI UNDER 14

RIPRISTINO O ABOLIZIONE?? ECCO I PARERI

Ho chiesto un parere alle Società che hanno preso parte alle ultime Finali Nazionali Under 14 a Bormio vinte dal Campus Varese. Ripristinare o abolire questo tipo di attività! Ecco le risposte: (la news si aggiorna appena ricevo pareri...)

Invito tutti a dire la propria cliccando su commenti. Lasciate pure il messaggio. Verrà pubblicato appena possibile.

Massimo Galli (Assistente Crabs Rimini): Fase regionale e poi finali nazionali con due Conference Centro nord e Centro Sud da 16 squadre ognuna (32 squadre qualificate) Per ragazzi di questa età è stimolante e gratificante prendere parte a manifestazioni del genere.

Le vincenti delle due conference poi si incontrano per stabilire la vincente nazionale, partita da giocare prima di un grande evento (esempio: prima della super coppa, o di una partita della nazionale oppure prima di una partita di una squadra nba).

Andrea Villa (Allenatore di Varese): ho preso parte da vice allenatore alle finali nazionali Bam nella stagione sportiva 1999-2000 a Bormio. E' stata una esperienza unica e irripetibile che mi ha formato decisamente come giovane allenatore. Al mio secondo anno di attività non capita spesso di vincere uno scudetto. Ripristinare le finali under 14 dev'essere una necessità più che una possibilità. La necessità è quella di stare al passo con i tempi e visto che le finali c'erano non si capisce come mai sono state tolte facendo un bel colpo di mano alla crescita dei nostri ragazzi appassionati di basket.

Enzo Belloni (Responsabile Settore Giovanile Scavolini Pesaro): La mia personalissima opinione riguardo le finali nazionali per gli Under 14 è: ASSOLUTAMENTE DA FARE!!!!!!
Permette anche alle piccole società di darsi una vetrina ed ai ragazzi di farsi una esperienza importante. La delusione per una partita persa passa con il tempo... mentre i ricordi positivi di una esperienza intensa restano!!
In ultimo forse è meglio andare a fare le finali nazionali (anche se sarebbe meglio che una famiglia non debba sostenere i costi) che partecipate ad un camp. Capisco l'interesse economico che ci sta dietro, ma una Finale Nazionale è un momento unico, irripetibile e storico per la formazione caratteriale, umana e tecnica dei nostri giovani giocatori!!
Enzo Belloni

Mario Fioretti e Stefano Bizzozero (Armani Jeans Milano): L'esperienza delle Finali Nazionali rappresenta un momento molto importante e certamente positivo nella crescita dei giovanissimi giocatori. I ragazzi hanno sicuramente dei vantaggi a prendere parte a delle manifestazioni del genere e il consiglio alla FIP è quello del ripristino di questo evento.

Matteo Cara (Responsabile Settore Giovanile Oleggio): Le Società importanti cercano sempre di partecipare a Tornei Nazionali ed Internazionali con le loro squadre U13 ed U14, a volte anche con gli Esordienti. Anche le Società più piccole quando hanno dei buoni gruppi cercano sempre delle manifestazioni di buon livello per far competere i loro giovani atleti contro squadre di valore. Ritengo che per un gruppo Under 14 sia una bellissima esperienza sportiva e di vita partecipare ad un Torneo d'alto livello "fuori casa". Credo che riproporre le Finali Nazionali per la Categoria Under 14 non sia inutile o diseducativo...

Credo sia giusto riproporre nuovamente le Finali Nazionali Under 14 anche per dare delle soddisfazioni a quelle piccole Società che lavorano bene nelle fasce basse, producendo tanti giovani atleti interessanti, atleti che un giorno forse saranno reclutati da Società importanti. Credo sia giusto anche per ringraziare quei giovani atleti che si allenano quotidianamente insieme al "talentino" della loro Società che un giorno verrà reclutato, permettendogli di lavorare in ogni caso nel modo migliore possibile, anche se è molto più bravo dei suoi compagni.

Sono pro Finali Nazionali Under 14.

Sono però contro all'utilizzo della difesa a zona fino alla Categoria Under 15. Renderei "legale" la difesa a zona solo dall'Under 15 in poi però c'è il solito problema della scarsa preparazione degli arbitri e la loro incapacità (o poca volontà) di riconoscere quando un nostro collega sta facendo il "furbo" andando contro il regolamento e schierando in campo una "finta difesa ad uomo". Come cerchiamo di affrontare questo problema con l'Under 13 possiamo farlo tranquillamente anche con l'Under 14.

Matteo Cara

Gianfranco Ucelli (Play ABC Robur et Fides Varese): Ai miei tempi si chiamavano “Finali Nazionali categoria Allievi d’eccellenza”, ricordo ancora oggi la grande attesa con cui ci si avvicinava a quell’evento.
Il campionato a livello regionale era filato via liscio condito solamente dalle sfide contro Milano, l’avversario per eccellenza, contro Pavia e contro Cantù. Ora, però, c’era la possibilità di sfidare tutte “le più forti d’Italia”.
Ricordo l’interminabile mese di preparazione dove in campo ci si allenava come non mai e in spogliatoio, ogni volta che si pronunciavano “le finali nazionali”, ci si illuminavo gl’occhi.
Per affinare la preparazione avevamo partecipato anche al Torneo Internazionale “Giove”, dove arrivammo in finale, contro il Cibona Zagabria, nonostante il brutto infortunio alla gamba che purtroppo occorse a “Lollo Gergati” e che non gli permise di giocare le imminenti finali.
Finalmente era giunto il giorno della partenza e della prima partita: destinazione BPA PALAS di Pesaro (palazzetto da 12000 posti!!) sfidanti: Roma Monterotondo. Qualche notizia (o forse meglio leggenda!) ci era giunta: si fantasticava su un certo “Fagiani, uno dei più forti giocatori al mondo”. Era buffissimo perché si andava a giocare contro dei ragazzini come noi, ma per il fatto che fossero le finali nazionali e che si giocasse in quel palazzetto si aveva la sensazione di andare incontro a dei marziani imbattibili. I più temuti erano il suddetto Fagiani e Suero della Fortitudo Bologna; come squadra invece si parlava un gran bene della Muller Verona, poi vincitrice della manifestazione.

Sul campo è andata benissimo, peccato solo per la sconfitta in finale contro Verona, fuori dal campo: un’esperienza indimenticabile. Con i miei compagni (anzi i miei amici!) si stava insieme tutto il giorno: c’era il tempo per divertirsi con qualche mattinata al mare, i giri in Risciò o, ad esempio, incollati al televisore a tifare per la vittoria dell’Italia; quello in cui si attendeva la partita e si cercava di stemperare la tensione facendoci forza l’un l’altro (ricordo la mattina della finale le facce di tutti a colazione!); quello delle immense gioie dopo le vittorie e ahimè quello delle delusioni dopo le sconfitte.

Non so se si è capito ma ho solo dei gran bei ricordi di quell’esperienza perché, senza alcun dubbio, è stata una delle prime volte in cui ho capito veramente che cosa volesse dire far parte di una squadra!

Gianfranco Ucelli.

domenica 9 marzo 2008

VERBALE TAVOLA ROTONDA DI CARAVAGGIO

PROPOSTE CONCRETE - BASKET GIOVANILE


Cercherò di trascrivere le cose più importanti emerse durante la tavola rotonda di sabato. E' chiaro che se ci fosse qualche intervento non riportato correttamente prego i diretti interessati a farmi avere gli eventuali aggiustamenti del caso.

Benvenuto inziale sia da parte di Enrico Ragnolini che di Fausto Maifredi.

Alberto Mattioli (Responsabile Nazionale A): E' essenziale salvaguardare gli investimenti (sia in termini economici che in termine di forza lavoro) che le Società di pallacanestro fanno per la crescita dei propri giovani.

Paolo Andreini (Presidente Bluorobica): Prima domanda considerazione: Questi sistemi di selezione non è che per caso alimentano di fatto più il "sistema" reclutamento delle società di serie A, lasciando solo in secondo piano l'effettivo miglioramento dei giovani coinvolti? Seconda considerazione: L'effettivo coinvolgimento di tante persone (Atleti, RTT, Allenatori, Allenatori Under 25, Arbitri) sarebbe tutto bello se ci fosse anche il coinvolgimento delle Società. A volte queste ultime sono lasciate ai margini. Basterebbe che il SSNM fosse più presente sul territorio con i propri massimi rappresentanti per dare segnali di crescita (e anche indirizzo, se si vuole) per i vari dirigenti sportivi e non solo.

Enrico Rocco (RTT Lombardia - Responsabile Settore Giovanile Aurora Desio): Per l'annata 94 in Lombardia abbiamo copiato di fatto il PQN riportandolo in piccolo alla nostra realtà. Così faremo con l'annata 95 partendo proprio dalla riunione di questa mattina svolta con i referenti CNA provinciali. Monitorare il territorio in tutte le sue parti e dare imput positivi su come fare attività di base è la nostra missione.
Per quanto i ragazzi coinvolti concordo con la proposta di aumentare il confronto agonistico per i ragazzi dell'annata 94. Abbiamo visto in questi giorni giovani atleti davvero interessanti sia dal punto di vista fisico che tecnico che hanno tutto il diritto al massimo confronto possibile.
Riguardo alla regola del NON trasferimento di tesserati in regioni diversi sotto l'Under 16 mi sembra inutile dire che fatta la regola trovato l'inganno. Non porto neppure esempi eclatanti in tal senso, capitati negli anni passati. Pertanto lasciamo decidere alle famiglie cos'è bene e cos'è male per i propri figli e non deve essere la FIP ad auto eleggersi patria potestà su tesserati under 16.

Gaetano Gebbia (Responsabile PQN): Sono contento di questo utile confronto che reputo importante per poter progredire. Partiamo dall'obiettivo base però: il ragazzo prima e il giocatore che subentrerà in lui durante il perpetuarsi delle sua attività.
Nell'ultimo periodo sembrava che avessimo intrapreso la strada meritocratica della crescita. Tutto a tutti in modo diverso e con i tempi giusti. Dare certamente modalità di confronto è uno dei nostri obiettivi.
Un altro obiettivo importante però è la crescita anche degli allenatori che hanno a che fare tutti i giorni con questi ragazzi. Più faremo grandi gli uni e più saranno grandi gli altri.
Per non fare danni ci vuole più cultura sportiva. Seguiamo le esigenze effettive di queste persone e diamo loro la possibilità di crescere.
Il PQN si sta sforzando di migliorare tutto il nostro movimento dalla base. Oltre 150 allenatore coinvolti, molti arbitri che crescono insieme ai nostri giovani giocatori.
Riguardo alla regola che potrebbe entrare nelle DOA per la non possibilità di reclutamento tra giocatori con residenza tra regioni diverse, la considero una forzatura che il movimento non ha bisogno.
Ci sono località che sono a mezz'ora dalla città della regione limitrofe rispetto a città della stessa regione con distanze ragguardevoli (esempio: Messina-Reggio Calabria, rispetto a Trapani).

Massimo Faraoni (Responsabile SSNM): Sperimentiamo le nuove proposte in cantiere e poi eventualemte dopo aver valutato che non vanno bene torniamo indietro nelle scelte.
I ragazzi giovani Under 15, Under 14 e Under 13 subiscono a mio avviso troppa pressione. Genitori, Società sempre più inclini al successo, Allenatori in carriera che alle volte oltrepassano quella linea deontologica necessaria e insita nel dna di qualsiasi educatore, procuratori sempre più pronti a scovare il talento in erba... tutti fattori che danno implicazioni negative al movimento giovanile. Detto questo diamo tempo al tempo e non esasperiamo l'attività.
I vari Comitati Regionali devono essere da supporto per migliorare le Società sportive della propria regione. Su venti regioni il 40% non è riuscita a terminare il PQN. Non tutte le regioni sono come la Lombardia o il Veneto.
Si per il campionato Under 21 provinciale.
Si per più presenza fattiva degli allenatori SSNM
Si per fare di tutto per poter migliorare i risultati delle nazionali giovanili e non solo per poter ottenere più richiamo mediatico, più importanza a livello europeo e più contributi da parte del CONI.
Si per l'allungamento delle secondi fasi a livello Under 19 aumentando il numero delle squadre ammesse alla seconda fase (da 30 a 40).

Federico Danna (RTT Piemonte - Responsabile Settore Giovanile Biella): Al centro di tutto c'è il Ragazzo, la sua crescita e l'aspetto umano. Di conseguenza grande importanza la darei alla scuola. Non possiamo danneggiare questi ragazzi con una attività troppo pronunciata per poi cadere nel tranello di trasformare dei giovani giocatori di basket in piccoli professionisti.
L'attività sportiva dev'essere modellata quindi alla scuola. Minibasket attività ludica. Scuole Medie attività di formazione e semina. Scuola Superiore vera e propria attività agonistica.
No alle finali nazionali Under 14, si gioca solo per il risultato e non per far crescere le persone.
No alla zona nell'Under 14
Accorpare le regioni limitrofe per la seconda fase Under 19
Meno giorni di scuola persi per i raduni del SSNM durante la stagione

Germano Foglieni (Giornalista Video Bergamo - L'Eco di Bergamo): Non si capisce come mai venga denigrata la zona a livello Under 14 e non vengono denigrate quelle difese a tutto campo di pressione che fanno finire alcune gare 150 a 10. Se vietiamo la zona cerchiamo anche di vietare anche atteggiamenti del genere che sono forse più gravi di fare un po' di zona a livello giovanile.
Mi domando davvero che cosa serva il Trofeo delle Regioni? Poi forse qualcuno mi risponderà in merito.
Inutili i diritti divini per le Società di Serie A per i campionati d'eccellenza. Se una Società fa attività giovanile ad alto livello fa l'eccellenza perchè il campo lo premia, se un altra Società non lo vuole fare fatti loro. Perchè dobbiamo far cadere dall'alto questi diritti divini??
Gestioni date finali nazionali. Da un lato si predica bene (scuola) dall'altro si tolgono i libri in mano ai maturandi prima degli esami con le finali Under 19. Forse un po' di programmazione migliore non sarebbe male.

Alberto Mattioli (replica): In questo senso aver allungato l'attività fino a livello Under 19 ha proprio creato questo problema. Se tutto fosse rimasto come prima... con le annate parificate all'attività FIBA non si sarebbe posto il problema.

Giusppe Zucconi (Referente Territoriale Pavia - Responsabile Sportevents): In Spagna la Federazione promuove incontri tra Società e Nazionali all'interno del lavoro quotidiano all'interno delle stesse Società. Sono gli stessi allenatori giovanili del settore squadre nazionali spagnoli che si recano in giro per la Spagna a fare addestramento. In questo modo non vengono toccate le attività alternative alla pallacanestro: scuola e famiglia.
In Spagna a Pasqua il trofeo delle Regioni vedrà coinvolti i ragazzi del 96 del 97 e del 98. Selezioni regionali che si sfidano ad altissimo livello per quattro, cinque giorni di torneo. In Italia siamo a quelli del 93.

Claudio Albanese (Presidente CNA Veneto): Quando c'erano poche regole si stava meglio. Questa nuova regola del NON trasferimento mi sembra non positiva. La vera differenza tra una attività discreta e una ottima passa attraverso la formazione degli allenatori. Dobbiamo concentrare gli sforzi li.
Dobbiamo inoltre cercare di arrivare in tutte le parti delle nostre zone in Italia. Spesso ci accontentiamo di far progredire le solite note, dando pochi strumenti a chi forse ha già meno possibilità.
Di agonismo ne abbiamo bisogno, non abbiamo bisogno di esasperazione all'agonismo.
Sono d'accordo per l'abolizione della possibilità di fare zona Under 14 perchè si approffitta della debolezza dell'avversario. In Veneto Under 13 stiamo sperimentando la regola che se il mio avversario è dentro l'area il difensore può stare dentro l'area. Se l'attacante è fuori dall'area, il difensore deve stare fuori.

Carlo Recalcati (Commissario Tecnico Nazionale A): Al centro di tutta questa attività c'è certamente il ragazzo e la sua crescita. Come organo centrale dobbiamo quindi avere a cuore la migliore formazione degli allenatori che poi avranno a che fare con questi ragazzi. Pertanto ecco la motivazione alla tessera di "Allenatore" per i campionati d'eccellenza. Gli allenatori più formati e qualificati alleneranno i giocatori più evoluti.
I sacrifi economici e non solo per fare i corsi allenatori sono inevitabili. Gli hanno fatti tutti e in questo senso non vedo alternative.

Andrea Schiavi (Responsabile Comark Bergamo): In questo senso non si capisce come mai allora gli ex giocatori con un po' di storia alle spalle da giocatore debbano saltare a piè pari la maggior parte di questi corsi presentandosi solo per gli esami. Non sarebbe meglio far affrontare anche a loro (alle stregua degli altri) questi secrifici?

Fausto Maifredi (Presidente FIP): Sono convinto della bontà del confronto per migliorare il più possibile la nostra attività. Sul ripristino delle Finali Nazionali appare difficile che si possa arrivare al dunque essendo molte Società non d'accordo e poi c'è una programmazione date che diventerebbe complicata.
La proposta dei 12 giocatori e referto mi sembra irrealizzabile.
Il limiti dei doppi tesseramenti è fatto perchè alcune Società se ne approffiterebbero di fatto dismettendo la propria attività giovanile.
Solo in Lombardia ed Emilia la prima fase dell'Under 19 è equilibrata, quindi appare sensato allungare le seconde fase creando più possibilità di confronto.



A seguito della tavola rotonda ricevo e pubblico gli interventi di persone che possono dare una mano al miglioramento qualitativo della discussione:

Roberto Cecchini (Allenatore di Pallacanestro da sempre): Un caro saluto a tutti coloro che hanno a cuore le sorti, l'avvenire e lo sviluppo dell'attività giovanile della pallacanestro italiana. Ho con grande piacere partecipato alla tavola rotonda sull'attività giovanile. Premetto che la mia presenza è avvenuta essenzialmente in qualità di uditore. Ho ritenuto che fosse meglio stare ad ascoltare i diretti interessati che fare interventi da puro spettatore. Sono fermamente convinto che solo il mestolo sa cosa c'è nella pignatta e, in questo momento io vedo solo dal di fuori quel che è diventata la pallacanestro giovanile.

Dopo aver appreso da Andrea i contenuti delle proposte portate all'attenzione della FIP, ho con attenzione ascoltato tutti coloro che hanno attivamente portato la loro testimonianza. Devo dire che ogni intervento ha espresso contenuti importanti. Ci vorrebbe molto tempo per cercare di sviluppare i tanti temi che sono emersi dagli interventi. Limitandomi a circoscrivere il tutto entro i limiti posti dall'ordine del giorno stilato da Andrea, credo che tutte le proposte fatte siano da analizzare attentamente. Andrea, nell'esporre i punti in questione, non si limita ad elencare gli argomenti ma spiega il perché e, a volte il come arrivare a modificare lo stato attuale delle cose.Saltando a piè pari tutti i dubbi e le perplessità che le varie parti coinvolte nella discussione hanno posto sul tavolo, credo che lo scoglio principale che emerge è quello che l'Italia e un paese formato da realtà eterogenee ed ogni decisione sul modificare regole di ogni genere deve essere ben ponderato.

Partendo della questione relativa alla reintroduzione delle finali nazionali Under 14, voglio fare qualche considerazione.Ammetto che prendere decisioni potendo analizzare con attenzione le conseguenze che ogni modifica potrebbe portare è cosa assai saggia. Ritengo però che anche ritardare ogni decisione sia una sorta di rallentamento allo sviluppo di un movimento che oggi sembra risentire della concorrenza di altri sport che si stanno affermando, oltre che dell'antagonismo delle nazioni europee che già hanno dimostrato di aver saputo superare alcuni limiti che l'Italia si è auto imposta ( l'intervento di Zucconi ha contribuito a chiarire come in Spagna sono impostati i campionati e le relative finali).Il mio lavoro è sempre stato il fare il coach. Il mio compito è da sempre il cercare di creare grandi opportunità. Aumentare le occasioni di confronto è sicuramente meglio che escluderle a priori. Incrementare i raffronti aiuta a crescere, questo è indubbio. Non venite quindi a chiedermi se è opportuno organizzare finali nazionali per ragazzi di terza media sia giusto o meno. La risposta sta nella domanda. Senza voler fare esempi che riguardano la fattispecie in esame, faccio una associazione di idee riguardante un altra tipologia di competizione. Mi sembra di ricordare che se non fossi stato così poco atletico, avrei potuto pure io partecipare ai giochi della gioventù organizzati dalla mia scuola ai tempi delle medie inferiori. Un mio amico che li ha fatti, ne parla ancora come se avesse fatto le Olimpiadi. Non è diventato uno “spostato”, anzi... ha avvicinato i propri figli allo sport.

Era presente Carlo Recalcati. Il suo intervento, pacato, corretto, equilibrato come sempre, mi ha portato a riflettere su questioni più ampie.Se le regole che ci auto imponiamo devono servire a far crescere il movimento pensando che la “qualità” sia scorporabile dalla “quantità”, ossia che occorra avere una base ampia per poter poi scegliere il maggior numero possibile di talenti, esse (le regole) non devono poi essere limitanti e produrre l'effetto contrario. Ho la sensazione che tutti gli scrupoli che ci poniamo per non andare a creare “mostri”, “spostati”, “falliti”, alla lunga siano servite maggiormente per tutelare “fannulloni”, “viziati”, “menefreghisti”.

Per anni abbiamo cercato di fare in modo che l'esasperazione della competitività non facesse danni disumani, dimenticando che il “buonismo”, a tutti i livelli, ha fatto forse maggiori rovine.Alla tavola rotonda sul basket giovanile ho rivisto persone che da almeno 20 anni sono protagonisti attivi nella pallacanestro. Gente che ha fatto sacrifici per arrivare e far giungere a soddisfazioni coloro che hanno “sposato” il loro modo di intendere lo sport. Persone che hanno sacrificato tempo, salute e carriere nel mondo del lavoro per inseguire il sogno di contribuire ad innalzare il livello del nostro sport. Per loro non sono state fatte leggi speciali dello stato. Non riceveranno pensioni maggiori o gratifiche. Siamo in un mondo competitivo. I nostri giovani, tra qualche anno dovranno confrontarsi, in ambienti diversi, in situazioni lavorative molto concorrenziali. Possiamo anche tutelare i ragazzi con regole ad hoc fin che saremo in grado di farlo, ma poi il confronto ci sarà. Non posso prevedere se tutti i partecipanti di una finale under 14 potranno diventare grandi campioni di basket. Forse neppure uno diventerà un giocatore incredibile. Sono però convinto che l'esperienza sarà incancellabile e propedeutica ad uno sviluppo umano ineguagliabile. Sono altresì convinto che il fatto che qualcuno abbia partecipato ad una finale nazionale scateni quella sana competizione che viene innescata dal processo di emulazione e poi competitivo che è la base per ogni miglioramento evolutivo.

Concludo il mio intervento facendo i miei complimenti a Andrea che non solo è capace di sollevare i problemi ma anche di proporre soluzioni, lasciando la responsabilità delle scelte future a chi ha avuto la fiducia del movimento cestistico nazionale per la guida dell'attività giovanile.

Roberto Cecchini

Massimo Farinatti (Presidente ASD Robbiate): Ho partecipato con piacere alla proficua tavola rotonda di ieri dove si sono discussi parecchi ed interessanti contributi per il miglioramento del movimento giovanile del
nostro basket.
Ho rilevato un grande interesse dei partecipanti, anche con posizioni contrastanti, al momento di formazione e sviluppo del giocatore non disgiunto dalla formazione e sviluppo dell'individuo.
Riprendendo i punti che hai proposto alla riflessione comune, vorrei dare il mio contributo per due punti che mi paiono importanti. Sono d'accordo sul fatto di ripristinare le finali nazionali per gli U14, con anche la possibilità di accesso delle migliori formazioni provinciali.

In più, a mio parere, i comitati regionali dovrebbero farsi carico, dopo il lavoro di selezione svolto nell'anno, della creazione di una rappresentativa regionale
formata dai giocatori esclusi con le proprie società dalle seconde e terze fasi per proseguire nel processo di crescita tecnica iniziato.

Sorvolo sui punti intermedi, dove mi pare siano scaturite posizioni piuttosto interessanti, per arrivare all'ultimo punto relativo alla zona.
Sono in completo disaccordo sull'uso che se ne può fare negli U14 ed anche negli U15. Trovo che l'applicazione della zona, in queste annate, sia in contrasto con quanto asserito dai più.

In ultimo trovo che un miglioramento del categoria arbitrale, sia di fatto motivo di vivo interesse sia per la FIP che per tutte le componenti di questo sport (società, allenatori, dirigenti e gli stessi ragazzi). Già le vocazioni nel settore sono poche... se poi ci permettiamo di trattare male le persone e di non apprezzarne il fattivo contributo... torna tutto a nostro danno.

Massimo Farinatti

Matteo Cara (Responsabile Settore Giovanile Oleggio): Di tutto quanto discusso in queste pagine di blog (grazie Andrea) non entro nel merito avendo preso atto degli autorevoli interventi precedenti. C'è un argomento in particolare però su cui vorrei avere dei chiarimenti precisi però: divieto di reclutare giocatori da fuori regione prima del sedicesimo anno di età.

Mi interessa perchè per il Responsabile del Settore Giovanile di Oleggio, che dalla Stagione 2007-08 ha iniziato a fare "reclutamento" nella sua zona, è un argomento importatissimo per la programmazione del lavoro per la prossima stagione e quelle a seguire.

Il confine dell'estremo est del territorio della città di Oleggio dista esattamente 1 km dalla Lombardia. Per una Società come la nostra è importantissimo creare e mantenere buoni rapporti con le Società del varesotto più vicine alla nostra zona (Casorate Sempione e Lonate Pozzolo ad esempio). Lonate Pozzolo - Oleggio sono 10 minuti di strada. Per noi è molto più facile convincere un ragazzo di Lonate a venire a giocare da noi piuttosto che uno di Trecate ad esempio.

Non sto parlando di reclutamento d'alto livello. Sto parlando di completare i nostri gruppi con ragazzi volenterosi e di discreto valore che possono alzare il livello qualitativo dei nostri allenamenti e quindi aiutare nella loro crescita i nostri atleti e quelli "reclutati".

Le prime volte che ho letto le nuove proposte/idee non ho dato tanto peso alla cosa per quanto riguardava il "nostro" lavoro. Ho pensato subito alle Società importanti ed ai trasferimenti di lunga distanza, al Renzi, il Rotondo di turno, ecc.. Ho letto il pensiero di Enrico Rocco e sono d'accordo con lui quando dice che anche se dovessero mettere una regola verrebbe raggirata facilmente. Con questa regola tenterebbero di limitare le "spese estive" di MPS, Benetton, ecc.. Rovinerebbero anche il lavoro dell' Oleggio Basket di turno però. Ad Oleggio potremmo far giocare un 94 si Cuneo (almeno 3 ore di macchina) e non potremmo far giocare un 94 di Lonate Pozzolo (10 minuti di macchina)??? Mi sembra il colmo!