venerdì 16 novembre 2007

PROSEGUE LA QUERELLE DELLA NORMA "ALLENATORI"


Continua inesorabile la "querelle" sulla norma che il CNA in prima istanza e la FIP in seconda sta per approvare sulla obbligatorietà per gli allenatori che vogliono sedersi sulle panchine delle squadre che partecipano ai campionati d'eccellenza di avere la qualifica di "Allenatore". Con questa norma infatti dalla stagione 2008-2009 la tessera di Allenatore di Base non basterebbe più.

Questo l'articolo apparso sul sito Basketcoach.it a firma Andrea Etrari: Clicca qui per leggere.

Dopo il raseconto che ho già riportato sul Blog dell'incontro alle scorse Finali Nazionali Under 16 di Montecatini con il Presidente del CNA Antonio Pozzati in cui il massimo dirigente degli Allenatori in Italia mi aveva rassicurato per chi come il sottoscritto era un po' di anni che frequentava tali campionati, potendo in qualche modo condonare questa norma con un corso ad hoc.

Le ultime notizie in merito dovrebbero essere ratificate nel Cosniglio Federali del 1 Dicembre con l'istituzione di un Master per Allenatori di Base che negli ultimi tre anni abbiano allenato campionati di eccellenza e che potrebbero iscriversi appunto ad un corso creato appositamente della durata di tre giorni, con carattere biennale. I corsi dovrebbero essere tenuti a livello locale, e comunque con diverse sedi in giro per l'Italia e avranno carattere cmq di aggiornamento proprio sulle squadre giovanili. Questo corso biennale per un totale di due fine settimane darà la possibilità a queste persone di bypassare la norma che varrà invece inequivocabilemente per le nuove generazioni di corsisti. Così pare.

Questo è tutto. Se ci sono aggiornamenti vi terrò informato.

mercoledì 14 novembre 2007

OBBLIGATO A PUBBLICARE LA FOTO


Mi hanno obbligato a pubblicare questa foto, donata gentilmente da un mio collega di Milano... non so cosa dirvi!!

Però giusto per far notare le differenze...

martedì 6 novembre 2007

LIVELLO CAMPIONATO UNDER 14 OPEN

Proprio nell'edizione quotidiana dell'inserto sportivo de "La Prealpina" il noto giornalista Giuseppe Sciascia scrive questa considerazione nella parte riservata al Campionato Under 14 Open (ragazzi nati nel 1994):

Ma in generale, alla luce dei già numerosi risultati modello "tanti a pochi", certamente del tutto contrari allo "spirito" formativo della qualità ad alto livello dell'Eccellenza giovanile, delle due l'una: o ha sbagliato il CRL ad accordare troppa "buona fede" alle società ammettendo indiscriminatamente tutte le iscritte senza stabilire un criterio minimo di selezione, oppure chi ha chiesto di partecipare alla fascia Open senza averne i mezzi ha commesso un errore di (sopra) valutazione delle proprie forze piuttosto evidente…

Sono stato, insieme ad altri allenatori, il fautore dei campionati open anche a livello di Under 13, nelle fasce non coperte dalle finali nazionali di categoria. Ho sempre sostenuto che il confronto fisico, tecnico e di abilità dev'essere parte integrante di un processo di miglioramento, tra forze che più o meno si equivalgono. Con l'aiuto e la benevolenza di Enrico Ragnolini dall'annata dei 91 quando erano Under 13 il CRL ha istituito il Campionato Under 13 Open, trovando terreno fertile in alcune storiche società lombarde che hanno accettato di buon grado il fatto di poter partecipare a questo campionato d'elite.

L'esperienza è continuata in maniera positiva e meritoria in questi anni, tale da essere di fatto "copiata" da altre regioni d'Italia. Purtroppo nota dolente è sempre stata la questione arbitrale... ma ogni buon istruttore giovanile, sacrifica pure uno, due successi all'anno per arbitraggi casalinghi piuttosto di partite dallo scarto oceanico nei propri rispettivi campionati provinciali.

Fino ad oggi, quindi tutto bene.

Ora con la riforma dei campionati e la dismissione delle finali nazionali Under 14 voluta dai vertici della FIP ha fatto retrocedere gli attuali Under 14 ad un livello di gioco di per se meno importante e meno motivante per tutti. Come dire che il ritorno dell'istituzione delle finali nazionali della categoria Under 14 (ufficialmente proprio dall'anno 2000 in cui il sottoscritto allenava l'annata 86 alla Pallacanestro Varese) dopo diversi anni di "Titolo non assegnato" è stato un errore di valutazione.

Totale generale cosa voglio dire.

L'errore grossolano in prima istanza è stato fatto della Commissione Attività Giovanile della FIP che ha tolto, cancellato in un sol colpo e senza chiedere niente a nessuno (come capitava spesso nel passato) le finali nazionali Under 14 (di cui chiedo a gran voce il ripristino già dalla stagione 2008-2009) per poter rendere importante un campionato che seppur svolto da ragazzi di 14 anni ha la sua importanza e valenza anche a livello di risultato finale e per tutte quello che ne consuegue.

Dicevo che con la cancellazione delle finali nazionali Under 14 il campionato ha perso di valore e il CRL non ha ritenuto di effettuare nessuna "selezione all'ingresso", seguendo il trend delle scelte dei vertici della FIP. Purtroppo questo allargamento per iscrizioni volontarie non ha aiutato certo l'innalzamento del livello, (anzi l'ha di fatto abbassato con molti scarti altisonanti) ma quale piccola società con magari un paio di elementi di buon livello non avrebbe fatto la stessa sclta pur di mantenere intatto un gruppo che in alternativa avrebbe potuto sgretolarsi in società limitrofe iscritte all'eccellenza??

Da una parte quindi comprensibile la scelta di qualche società piccola che ha cmq sbagliato in effetti la valutazione delle forza del proprio gruppo... ma se dovessi anche trovare qualche altro errore, penserei alla possibilità di due fase di torneo. Un primo girone di tipo magari geografico, con gare di sola andata che sarebbe dovuto terminare a dicembre con una prima classifica che avrebbe potuto dare una sorta di wild-card alle formazioni migliori che avrebbero proseguito tra di loro per il titolo lombardo, mentre le altre di seconda fascia avrebbero certamente trovato maggiori benefici scontrandosi tra di loro.

In effetti, se ci pensiamo bene a quello che capità già per l'eccellenza e l'open nelle categorie dei più grandi.


Ma non perdiamoci d'animo e prendiamo la palla al balzo per fare bene nelle prossime stagioni.

domenica 4 novembre 2007

GUIDO SAIBENE (LOTTOMATICA ROMA):

IDEE SULLA PALLACANESTRO

Ho trovato queste nozioni di Guido Saibene (attuale vice allenatore alla Lottomatica) e grande esperto d'insegnamento giovanile sulle metodologia d'insegnamento per quanto riguarda la pallacanestro giovanile. Ve la propongo, poi la commento:


Come insegnare: il metodo
Per metodo si intendono l’insieme delle operazioni che permettono di strutturare e organizzare il lavoro, per permettere agli allievi di raggiungere gli obiettivi previsti.

Nella programmazione si deve:
1. pensare a situazioni di partita. Ricreare situazioni che si verificano nel gioco. Non dobbiamo pensare al palleggio al passaggio al tiro fini a se stessi.
2. creare problemi che il giocatore deve risolvere. Proporre degli
esercizi in cui creeremo dei problemi che il giocatore dovrà risolvere
autonomamente trovando la soluzione più opportuna. Questo aspetto è fondamentale.
3. stimolare alla creatività, alla responsabilità, all’autonomia.
I ragazzi devono essere messi nella condizione di essere creativi, prendersi delle responsabilità, sbagliare. L’errore è semplicemente un errore, non va demonizzato. Significa che in quel modo non va bene e bisogna procedere in un altro. Per favorire questo percorso dei nostri ragazzi dobbiamo prestare attenzione al nostro atteggiamento, al modo di rapportarci con loro per non inibire questo processo.
4. l’obiettivo è la risoluzione del problema non la forma del movimento. Per questa ragione sarà sempre opportuno che l’atleta debba eseguire gli esercizi tenendo conto del loro scopo e non solo della loro forma esterna o della conformità con un modello ideale di riferimento.


Il punto uno dice di non pensare a situazioni di fondamentali fini a se stessi. Niente o quasi direi 1 contro 0 o esercizi troppo analitici. I fondamentali applicati, più che fondamentali fini a se stessi. Parole sante!

Punto due: creare esercizi con problemi da risolvere più che soluzioni da memorizzare. Esercizi diversi e variegati con situazioni di gioco da dover superare e risolvere sempre più con meno tempo a disposizione. Faccio un esempio che spero possa chiarire. Se fate un esercizio di 1c1, l'azione offensiva non può durare più di tre, quattro secondi, 2c2 direi 5, 6 secondi; 3c3 8, 9 secondi e così via. Più spazio meno tempo.

Punto tre l'errore: sugli errori di esecuzione su scelta corretta date sempre un imput positivo, pur facendo notare (con dolcezza mista a incazzatura) che l'esecuzione faceva cagare. Sugli errori di scelta interrempote l'esercizio e fate rivivere la situazione al vostro ragazzo domendando a lui quale sarebbe stata la soluzione migliore. Il più delle volte rivivendo mentalmente il percorso la scelta cambia e l'apprendimento diventa repentino.
Non per forza quello che sapete voi, lo sanno anche i vostri giocatori. E per trasferire questa conoscenza dovete aiutarli nella comprensione. Non cazziandoli e facendo discorsi (inutili) di poco impegno (se l'impegno c'era...) ma risolvendo insieme a loro il problema.

Punto quattro: non credo ai miei occhi!! "l’obiettivo è la risoluzione del problema non la forma del movimento." Non preoccupatevi se la forma non è corretta. Se il problema viene risolto va bene così. Mi viene in mente un esempio. Se uno tira di destro a sinistra o viceversa in terzo tempo o arresto, quello che è... superando in qualche modo l'ostacolo del difensore, non cazziate la gente per nulla. Il tiro ha risolto il problema?? Se si, non dite nulla. Imparate a risolvere il problema con un metodo diverso dalla vostra (anche mia intendiamoci...) limitata visione delle cose.

Grazie Guido. Già ti stimavo molto... adesso ancora di più.

martedì 30 ottobre 2007

LA FOTO CHE IN MOLTI NON AVREBBERO MAI VOLUTO VEDERE


Grazie alla collobarazione del mio testimone Stefano di Varese ecco a voi una delle immagini più inquetanti della mia giovinezza.

FOTO INEDITE DELL'8 SETTEMBRE 2007

Pubblico alcune foto giunte proprio in queste ora da Franco, allenatore di Daniela della squadra di Spirano.











sabato 27 ottobre 2007

PER RENDERE VISIBILE QUALCOSA D'IMPORTANTE


Non ho mai scritto nel dettaglio del capolavoro che la mia squadra Cadetti ha compiuto durante la stagione scorsa con il raggiungimento del podio, firmato con un bronzo a Montecatini che vale comunque come un oro.

Scrivo adesso delle sensazioni vissute nei mesi scorsi, per diversi ragioni. Uno di carattere pratico. Con l’inizio della stagione estiva a Follonica e con l’imminente matrimonio, molto del tempo dedicato alle faccende personali, come appunto aggiornare il proprio diario non potevano trovare soluzione di continuità. Due perché ho la netta sensazioni, vissuta proprio in questi giorni in modo forte, che il grande risultato che abbiamo ottenuto a Montecatini lo scorso anno sportivo possa in qualche modo aver fatto maturare nei ragazzi e in tutto l’ambiente una sorta di certezza assoluta sulla presenza di uno stile unico, inimitabile e vincente, che potrebbe portarci a nuovi risultati importanti.

Mi confidavo in questi giorni con i miei collaboratori che molte delle situazioni che stiamo vivendo in questa stagione sportiva appena iniziata, mi si erano presentate (a livello personale) nel passato già in occasioni particolarmente importanti come per esempio nell’annata dello scudetto con il gruppo 88 al Campus.

Diversa è la storia dei due gruppi. Quello di Varese nato dal minibasket con già 3 allenatori cambiati nel giro della annate under 12, under 13 e under 14 (Pinelli, Zambelli e appunto il sottoscritto). A Bergamo invece dopo le due stagioni con Raffa Martini, al gruppo 91 sono ormai legato da quattro anni, anche se abbiamo comunque guadagnato molte dei pezzi pregiati della squadra in corso d’opera.

Ma unica è la similitudine nel modo di affrontare, allenamenti, partite e se posso andare oltre, anche nel modo di intendere l’impegno della pallacanestro. Grande passione per il gioco, grande capacità di saper apprendere il meglio da tutte le situazioni e ottima attitudine al sacrificio per il proprio miglioramento e per il progredire della squadra.

Con gli 88 di Varese, arrivavo dopo l’anno abbastanza complesso e complicato passato ad allenare il gruppo cadetti 85 e 86 del Campus, ritrovando di fatto dopo pochi giorni grande serenità nello stare in palestra, ottimo feeling con la stragrande maggioranza dei ragazzi e un buon clima tecnico. Insomma tutti per uno, uno per tutti, se vogliamo usare un luogo comune. Giocavamo le partite con serenità e scioltezza rifilando venti, trenta punti a molte delle squadre che ci avrebbero dovuto dare fastidio in campionato. All’interzona qualcosa che assomiglia ad una passeggiata. E alle finali di Salsomaggiore, tralasciando la prima gara giocata con Bologna, sponda Fortitudo, in cui abbiamo palesato limiti di tenuta fisica (anche per la partenza fissata alle 7 del mattino da Varese, con la gara alle tre del pomeriggio) per il resto tutto in scioltezza fino al più venti in finale con Pesaro.

Ugualmente con il gruppo Bluorobica di quest’anno, anche se siamo solo ad inizio stagione e anche se da domani potrebbe veramente cambiare tutto, ho le stesse sensazioni di quell’anno. Tutti sanno cosa devono fare, con poco spazio a gelosie e invidie, nella consapevolezze che è vero che le squadre vincenti sono fatte da giocatori forti e bravi, ma anche che alle volte, conta di più un buona “chimica di squadra” (oddio che brutta sta definizione, ma ormai mi è uscita così) che piuttosto un ragazzo in più a rovinare il gruppo nella sua interezza e unicità.

So di essere molto egocentrico, pazzo e un po’ anche presuntuoso… ma come disse qualcuno più famoso di me: “I sogni solo la misura del nostro carattere”. Ed allenare un gruppo del genere come quello Under 17 Comark Bergamo al momento non si deve nemmeno sognare. Ci sono i fatti. Le partite. Gli allenamenti. Le facce ad uno sguardo incrociato. Beh, lasciatemi godere di ciò che rimane invisibile a molti… ma non a tutti!

Ci risentiamo tra un po’. Buona stagione.

sabato 20 ottobre 2007

MEMORIAL BARILA' - NUOVO SITO INTERNET


Nella più classica delle marchette vi propongo di visitare il nuovo sito internet del torneo cadetti che ogni anno si svolge a Varese e che nello scorso mese di aprile è arrivato come Memorial Barilà alla terza edizione.

La cosa carina è nella sezione video, tutti i resoconti filmati andati in onda sulle televisioni private e non, riguardanti l'edizione 2007.

Ecco il link: www.memorialbarila.it

venerdì 19 ottobre 2007

VINTO AL PALALIDO CON GLI UNDER 17


Nonostante i molti anni di militanza nei campionati giovanili e nonostante ne sia passata di acqua sotto i ponti in questi quasi 30 anni di onorata carriera al servizio della palla spicchi le emozioni sono ancora forti e intense.

Quella di ieri sera è stata certamente bella tosta e prorompente. Gara Under 17 d'eccellenza con il mio gruppo 91-92. Trasferta a Milano contro l'Armani Jeans. Si gioca chiaramente nella palestra secondaria del Palalido.

Battaglia portentosa e vittoria nel finale, grazie ad una percentuale nelle triple ragguardevole ed anche ad un pizzico di talento in più rispetto ai milanesi.

Vincere al Palalido da sempre una emozione particolare. Le scarpette rosse (anche se nel campo delle giovanili) hanno da sempre rappresentato per tutti i lombardi un mito.

Per il sottoscritto poi, nato e vissuto per qualche decennio sotto il Sacro Monte di Varese, battere l'Olimpia Milano rappresentava vincere lo scudetto.

Dicevo... è vero che ho molti anni di militanza e molte volte sono uscito con la testa china da sconfitte brucianti... però è altrettanto vero che quando riesci ad uscire dall'ingresso posto sul retro con il referto rosa in mano, la strada del ritorno è tutta un altra cosa!!

Poesia sull'asfalto dell'A4!!

Grazie Ragazzi.

martedì 16 ottobre 2007

RINGRAZIAMENTI TARDIVI... MA SENTITI

PER L'8 SETTEMBRE

Con un po' di ritardo sulla tabella di marcia sono a pubblicare la news per i ringraziamenti un po' particolari riguardanti la giornata dell'8 Settembre. E non si parla del Vday piuttosto che dell'armistizio del 43 proclamato da Badoglio, bensì del mio matrimonio con Daniela.

Innanzitutto grazie a tutti quelli che hanno in qualche modo collaborato fattivamente alla preparazione della cerimonia e della festa prima e dopo la funzione religiosa. Grazie ai miei testimoni e a quelli di Daniela che ci hanno reso la vita un po' più semplice. Grazie di cuore a Don Luigi che si è sobbarcato un bel viaggetto da Cassago Brianza (dove fa il Parrocco) per venire a sposare fino in Toscana uno dei suoi prediletti (forse). Un grazie grosso come una casa a tutti gli amici e parenti che hanno voluto condivedere con noi questa giornata particolare e per me e Daniela unica.

Spero proprio che il ricordo di questo giornata possa annoverarsi tra quelli belli e simpatici da mantenere intatti e inalterati per lungo tempo, come si fa con una foto a cui siamo particolarmente legati.

Grazie, Grazie, Grazie!

FABIO VARESE
SILVANO LUCCA
ROBERTO LUCCA
GIORGIO VARESE
PAOLO VARESE
DINO VARESE
MARIATERESA VARESE
FRANCO MALNATE
REDAELLI CASSAGO BRIANZA
PAOLO AREZZO
MASSIMO RIMINI
GIORGIA BERGAMO
ADRIANO MILANO
ROBERTO VARESE
MATTEO VARESE
STEFANIA MILANO
GIORGIO MILANO
EVERARDO VARESE
STEFANO VARESE
STEFANO VARESE
SALVATORE VARESE
MAURIZIO MASNAGO
MARIO MASNAGO
GIANNI MILANO
PAOLO LUCCA
CRISTINA LUCCA
JOSETTE LUCCA
GIOVANNI MILANO
ALDO VARESE
MAURIZIO GALLARATE
GIULIANO VARESE
GIUSEPPE FAGNANO
NUCCI VARESE
AUGUSTA MARIANO C.SE
MAURIZIO VARESE
PRIMO FOLLONICA
DON PIETRO FOLLONICA
DARIO FOLLONICA
SERGIO MONTESCUDAIO
MAURIZIO SCARLINO SCALO
NICOLA FOLLONICA
STEFANO PIOMBINO
ANDREA-ELENA FOLLONICA
SANDRA FOLLONICA
MERI FOLLONICA
LUCYNA JOZEFA FOLLONICA
NICOLETTA PIOMBINO
JOLANDA FOLLONICA
FRANCO FOLLONICA
PATRIZIA FOLLONICA
FABIO FOLLONICA
GIANNI FOLLONICA
ROBERTA FOLLONICA
RITA FOLLONICA
ANTONELLA FOLLONICA
SERENA FOLLONICA
CINZIA FOLLONICA
JADWIGA FOLLONICA
SABRINA FOLLONICA
MARILENDA FOLLONICA
MATTEO SCARLINO
LISA CECINA
MICHELA FOLLONICA
MARIA FOLLONICA
SARA GROSSETO
SIMONETTA FOLLONICA
MARIA FOLLONICA
LORE FOLLONICA
VANIA FOLLONICA
GIORGIA FOLLONICA
MIRIANA FOLLONICA
AGNIESZKA GROSSETO
EMANUELE CALDANA
NATASCIA FOLLONICA
ILARIA PESCHIERA BORR.MI
MARCO CORBETTA
ELENA CREMA
DANIELE CINISELLO BALSAMO
SARA INDUNO OLONA
FEDERICO MILANO
ANDREA AGRATE
SARA MILANO
MATTIA MERCALLO
LAURA CREVOLADOSSOLA
EROS MILANO
ANGELA PIA MILANO
FRANCESCA CORNAREDO
ILARIA VOGHERA
ILARIA TRAVACO' SICC
MARTA BARENGO
LUCA BIASSONO
FABIO SEGRATE
CAROLINA LEGGIUNO
TOMMASO ROMA
MATTEO ROMA
DORIANA MILANO
PAOLA MILANO
JACOPO MILANO
IRENE VARESE
MARIO E DIANA VARESE
PIETRO E SILVIA VARESE
FULVIO E NUCCIA AZZATE
MARIO E MARIUCCIA VARESE
PAOLO VARESE
EDOARDO MARTINENGO
ANDREA BERGAMO
GUIDO BERGAMO
MARCO BERGAMO
NICOLA BERGAMO
CLAUDIO BERGAMO
MATTIA ALME’
DAVIDE ALBINO
ROBERTO BERGAMO
MARCO NEMBRO
TOBIA BERGAMO
ANDREA TREVIGLIO
TOMMASO MELZO
SIMONE CARAVAGGIO
PAOLO BERGAMO
STEFANO E VIVIANA TREVIGLIO
ELISABETTA BERGAMO
CARLO TREVIGLIO

I 50 ANNI DI BEPPE REGNI

Non potevano certo passare inosservati i 50 anni di Beppe Regni che proprio lo scorso 7 Ottobre 2007 ha festeggiato il mezzo secolo di vita.

Allenatore in carriera delle giovanili della Pallacanestro Varese sul finire degli anni 80 con a carico il fatto di aver fatto diventare giocatori veri tipi come Andreas Brignoli, Stefano Rusconi, Gianluca Castaldini, Paolo Nicora e molti altri ancora, purtroppo a livello di risultati non ha mai ottenuto sul campo quello che costruiva ogni santo giorno in palestra con parsimonia, dedizione e grande passione.

Personalmente è stato uno dei primi allenatori (inutile dire che non mi faceva mai giocare... ma aveva certo buone ragioni...) e successivamente gli ho anche fatto da vice...

Di espisodi da raccontare su Beppe Regni ce ne sarebbero a bizzeffe. Potremmo scrivere un libro o pubblicare un blog specifico solo per le sue malefatte. Basti pensare che a 50 anni ormai suonati alla mia telefonata fatta per porgere i miei più sinceri auguri per il suo compleanno ho riso per circa un ora al telefono per le continue battute e cazz...

Con la seguente news volevo solo augurare a Beppe BUON COMPLEANNO e ricordargli che presto festeggeremo insieme con gli amici Giacomo e Roberto. D'altronde cosa c'è di più bello di una cenetta con gli amici del cuore che non si dovrebbero scordare mai!!

Auguri per i primi 50...

A presto.

giovedì 11 ottobre 2007

NON AVETE MAI VOLATO?? ECCO IL DETTAGLIO DI UN VOLO DI 10 ORE


Niente di strano e niente di particolarmente grave nelle foto che vi propongo per il viaggio di ritorno da Mauritius dove abbiamo passato il nostro viaggio di nozze. Solo la cuorisità di sapere nel dettaglio che cosa è avvenuto dall'arrivo in aereoporto, fino all'atterraggio a Malpensa.


Prima di tutto l'aereoporto. Quello di Mauritius non particolarmente grande e sopratutto con pochi voli sia in arrivo che in partenza. La compagnia di bandiera chiaramente la fa da padrona assoluta, ma ho visto aerei degli emirati arabi, aerei inglesi e francesi. La sala d'aspetto sembra quella di una classica ASL in Lombardia, ma non ci lamentiamo. Sopratutto io e Daniela non ci possiamo proprio lamentare avendo potutto usufruire (grazie alla buisness) di un invito special presso una sala carina e confortevole dell'aereoporto. Colazione, giornali e riviste (anche Donna Moderna), televisione... insomma carino. Ah solo un piccolo particolare. A pochi secondi dalla chiamata del volo, black-out in aereoporto. Piccolo ritardo, ma nulla di più.
Aboliti quasi sempre i pulmini navetta... passaggio diretto dall'aereoporto all'aereo. Molto più confortevole e carino... e anche pratico.


Non sapevo ci fosse una classe superiore alla buisness. Ecco nel dettaglio la FIRST. Prima classe di lusso. Seggiolone mega galattico in pelle umana e spazio per un campo da bach tra un sedile ed un altro. Presenti sul nostro aereo diversi personaggi in Firts.

Volo di circa 10 minuti sull'isola. Mare fantastico, barriera corallina facilmente visibile e nella parte interna grandi piantagioni di canna da zucchero. Il tutto con qualche nuvola, per un posto sempre verde e che nel verde trova la sua risorsa numero due.




Purtroppo le foto del deserto del Sharaa non sono venute molto bene. Qui siamo già sulle coste del Libano e precisamente a Banghazi prima di affacciarci sul Mediterraneo. Ma l'essere passato sopra (anche se a 11 mila metri di altezza) a posti come Mogadishu, Adis Abeba, Khartorum, città nominate alle volte nei nostri telegiornali non mi rassicurava molto.

E dopo tanto finalmente Italia. Ecco l'Etna con sotto Giarre.

Isola d'Elba, di fronte a Follonica.

La Liguria. Si vede sullo sfondo tutta la mezza luna della regione ligure

E ad oltre 400 km allora atterraggio non proprio morbido a Malpensa. Accessione dei telefonini. Smog da grande città. Traffico da tangenziale. Bentornati in Italia.