mercoledì 12 giugno 2013

LA FINE DEL RAPPORTO CON BLUOROBICA IN REALTA'
HA UNITO ANCORA DI PIU' RAPPORTI E STORIE PERSONALI


Queste ultime due giornate, dopo le dimissioni a Bergamo, sono state da una parte complicate per la gestione di una notizia improvvisa che in pochi si aspettavano, dall'altra bellissime e speciali per una serie infinita di messaggi di stima e affetto che ho ricevuto da tantissime persone; atleti, genitori, allenatori, amici... del mondo Bluorobica, ma anche da avversari, persone neutre, semplici appassionati.

Poi un giorno mi piacerebbe condividere con tutte le persone che seguono il mio blog i tanti messaggi ricevuti. Questa sera però mi permetto di pubblicare (con il permesso dell'autore, anche se celerò il nome) la lettera che mi ha fatto emozionare forse di più. Parole con un peso specifico importante. Parole che mi hanno fatto bene.

Grazie a questa persona per le belle parole spese... e con lui grazie davvero a tutti quelli che si sono sentiti di spedirmi un sms, scrivermi una mail, chiamarmi... per dimostrare affetto, comprensione e simpatia. Grazie a tutti!



Caro Andrea, trovare le parole per descrivere ciò che hai fatto sia per me e sia per Bluorobica non è facile... come penso non sia stato facile scrivere la tua lettera d'addio pubblicata stamattina dalla società.

Tanto per cominciare ti vorrei ringraziare per quello che mi hai fatto apprendere durante questi quasi XX anni in cui ti ho conosciuto. In tutto questo arco di tempo ho riconosciuto in te una figura a due volti:
- il primo molto serio che a tratti mette soggezione e che è molto consapevole di ciò che fa e dice;
- il secondo molto diverso dal primo, capace di scherzare con i ragazzi e che riesce a intrattenere tutti con la sua intraprendenza.

A questi due propositi mi potrei sbilanciare dicendo che tu e Raffaele Martini siete i due migliori allenatori con cui io abbia mai "collaborato"... e si... lo penso veramente. I tuoi atteggiamenti e il tuo comportamento dentro e fuori dal campo sono sempre azzeccati... anche ogni tua decisione mi pare corretta (vedi per esempio la risposta a BLU DELUSO su Basket Cafè).

La tua decisione di lasciare questa GRANDE FAMIGLIA mi ha lasciato davvero a bocca aperta e credo che tutti i traguardi ottenuti da Bluorobica con "la gestione Schiavi", saranno difficili da replicare.

Non metto in discussione la tua scelta ma l'apprezzo con rispetto.

Appena ho letto la notizia sul sito ho pensato: "Ma oggi è il 1^ Aprile giusto?? Non può essere vero!!". Poi mi sono ricordato di dov'ero e ho capito che la scuola era finita e quindi eravamo quasi a metà giugno... Niente pesce d'Aprile purtroppo.

Ho un grande rammarico che penso di portarmi dietro per molto....

E' proprio vero "Oggi finisce una grande storia sportiva" ed aggiungerei umana. Ma con tutto ciò posso dire di essere stato fortunatissimo a conoscere un GRANDE come te che mi ha dato molto ed aiutato nella mia crescita personale.

In queste poche righe ho cercato di esprimere i miei riconoscimenti e ringraziamenti nei tuoi confronti. Ti vedrò sempre come una persona modello per il resto della mia vita.

Questa lettera non è un "addio" ma è un "alla prossima" per continuare a condividere gioie e dolori. Speriamo più gioie... Nella vita non si sa mai...

Un grosso in bocca al lupo per la tua prossima avventura...

Con affetto

martedì 11 giugno 2013

OGGI FINISCE UNA GRANDE STORIA SPORTIVA E UMANA
ANDREA SCHIAVI E BLUOROBICA DOPO 9 ANNI SI SEPARANO

 
Lettera aperta per Bluorobica

E’ veramente difficile da parte di chi per anni ha narrato in terza persona, proprio sul sito di Bluorobica, le gesta e le avventure agonistiche di tanti ragazzi appassionati di pallacanestro, scrivere di proprio pugno un addio importante. Oggi purtroppo, con grande rammarico, si interrompe la mia personale collaborazione con la Società Bluorobica Bergamo. Un addio, fino a qualche tempo fa, davvero inimmaginabile. Ma tant’è, mi trovo a comunicare che, dopo novi splendidi anni di rapporto intenso tra il sottoscritto e il Settore Giovanile Bluorobica Bergamo, dal prossimo mese di luglio non sarò più ne Allenatore ne il Responsabile del Settore Giovanile della Comark Bergamo.

“C’è un momento giusto per andarsene, anche quando non si ha posto dove andare” così diceva qualcuno più famoso di me tempi addietro, e in questi giorni, pur soffrendo, sono parole che considero mie a tutti gli effetti.

In questi nove anni a Bergamo sono stato benissimo e la Società nelle persone di Paolo Andreini e Carlo Ballini mi hanno reso la persona più importante della terra affidandomi l’incarico di far crescere una Società e un patrimonio di idee davvero inestimabile.

Tutto è nato a Vedano Olona, in uno di quegli spareggi interprovinciali tra la mia ex squadra del Campus Varese e una banda ragazzini del 91 marchiati già Bluorobica. Dopo la prima chiacchierata a fine partita proprio con Ballini, ho subito intravisto del potenziale, ho creduto fortemente in quel gruppo ristretto di persone e ho pensato che Bergamo potesse davvero rappresentare una bella occasione di crescita per il sottoscritto. Ed è stato proprio così. Sono maturato molto come persona, modificando profondamente i miei credo e ho fatto esperienze agonistiche di prima fascia realizzando tutti i sogni possibili.

Ho ricevuto tantissimo sia in termini di esperienza tecnica che di natura più personale. Emozioni e sensazioni legate alle tante amicizie nate in questi anni. Giocatori ma soprattutto Persone con cui ho stretto legami forti di cui andare fiero. Ringrazio per questo i tanti giovani del 91 (e relativi genitori) che più di altri mi hanno accolto come un fratello maggiore, (a volte come un padre), dimostrando tutti i giorni: rispetto, fiducia e affetto. Non posso dimenticare però anche la seconda, terza “ondata” di atleti di qualità assoluta prodotti in casa Comark, dai ragazzi del 92 e del 93 fino ai giovanissimi del 1999.

Persone speciali con cui ho condiviso giorni indimenticabili, esperienze uniche e momenti direi mistici per qualità e intensità. In ogni occasione di gruppo che avevamo la possibilità di vivere, mi accorgevo proprio che le persone che avevo di fianco, crescevano per come avevo sempre immaginato, sperato e lottato.

Fatti e sensazioni che ovviamente non solo rimarranno impressi nella memoria personale di ognuno di noi, ma anche nella storia di questa Società. Far crescere le persone è stata da sempre Mission fondamentale di questa splendida Società e spero che la cosa possa proseguire in maniera fattiva, concreta e forse migliore, anche in mia assenza.

Lascio in punta di piedi una Società come Bluorobica, una realtà che ha saputo crescere in maniera costante e repentina, oltre che avvalendosi a dovere del deciso carattere dei ragazzi di Bergamo (per non fare torti da precisare, anche qualcuno di Brescia e Milano) gente umile, seria e motivata, ma anche sfruttando un potenziale umano e tecnico enorme per il futuro. Tutto questo spero possa garantire a questo Settore Giovanile di rimanere in alto nelle gerarchie della Pallacanestro che conta. Bluorobica se lo merita, Andreini, Ballini, e tutti quelli che hanno la stella di Bluorobica cucita nel cuore (come il sottoscritto) se lo meritano.

Lascio delle amicizie vere e leali. Dei rapporti costruiti nel tempo nella quotidianità di rapporti sempre più consolidati, nonostante la mia proverbiale e fantomatica (come direbbe qualcuno) poca capacità di comunicazione.

Lascio un gruppo di allenatori e di collaboratori che ha saputo prendere quel poco di utile intravisto in me, maturando al meglio, nel tempo, le proprie significative convinzioni.

Lascio dei valori su cui ho cercato di fondare atteggiamenti e modi di fare, sforzandomi prima di tutto di essere un esempio. Impegno, dedizione, perseveranza… rispetto, libertà, fiducia… tutte cose in cui ho creduto fortemente per far crescere delle giovani persone, prima ancora che dei giocatori di

pallacanestro. Darsi da fare per migliorare la capacità di discernimento in tutti i giovani avuti in palestra nei tanti giorni di questa lunga esperienza orobica, è stata strategia vincente e qualità indispensabile per poter vedere le persone maturare e crescere al meglio.

Lascio delle sconfitte (come non ricordare la partita persa a Riva del Garda nella prima interzona Under 16 con il gruppo 90-91 contro la Scavolini Pesaro, oppure proprio l’ultima con San Severo con i 96-97 nell’interzona Under 17 svolto qualche giorno fa a Roma), ma anche tante importanti vittorie. Dopo i primi due anni di costruzione della fondamenta, Bluorobica è riuscita ad arrivare al top della qualità in Italia avendo a disposizione ideali più che risorse economiche, motivazioni forti più che giocatori reclutati, grandi sogni più che meri obiettivi. Il successo di questo importante risultato è da dividere equamente tra tutti gli attori principali di un sistema meritocratico, fondato sul: “Dai tutto, avrai tutto” che ha aiutato le persone a diventare “Grandi”.

Lascio (mio malgrado) anche molti errori. Il mio mentore nonché grande Allenatore, Gianni Asti dice sempre che l’Allenatore più bravo è colui che commette meno errori. Ho sbagliato tante volte. Quando mi sono accorto degli errori ho chiesto subito scusa delle mancanze. Non sempre sono riuscito a convincere tutti della bontà delle idee che avevo in mente e per questo mi scuso se ho tradito attese, mancato in qualche merito, assecondando magari poco esigenze importanti per qualcuno. Ho cercato però (pur con i limiti di una personale normale quale mi considero) di essere onesto, leale e sincero con tutti, ma chiedo scusa ancora una volta se qualcuno si è sentito tradito nell’intimo.

Lascio tante persone, tanti affetti e tante cose certe. Al momento non so sinceramente cosa possa accadere della mia vita professionale futura in ambito pallacanestro, ma m’interessa relativamente. Voglio finire bene una stagione complessa in casa Bluorobica, voglio continuare ad essere orgoglioso di indossare una maglia importante come quella di Bergamo. Nel tempo che rimane da oggi fino a metà luglio, vorrei poter dare tutto quello che posso ai ragazzi che alleno e a tutti quelli che ancora

giovanissimi non ho potuto conoscere in maniera così approfondita. A questi ultimi il mio più sincero in bocca al lupo per il loro più roseo futuro.

In questo ultimo periodo, (soprattutto dopo la prematura dipartita di Raffa Martini) mi sono sentito molto in discussione su idee e contenuti, che ritenevo, dopo un po’ di anni che faccio questo mestiere, pietre fondanti del mio “modus operandi” di essere allenatore. Per anni ho ritenuto che l’idea che avevo in mente fosse quella condivisa. Evidentemente in alcuni casi, non era così. Mi limito a prenderne atto senza esprimere giudizi. Ovvio pensare che dopo un periodo di tempo comunque molto lungo, ci sia la volontà delle parti di costruirsi il proprio futuro in maniera differente rispetto ad un passato che non può e non deve pesare per nessuno.

Bergamo rimane comunque la mia più forte e positiva esperienza professionale e personale sotto tutti i punti di vista. Aver vissuto questo tipo di possibilità a cavallo degli anni della maturità, mi ha certamente aiutato molto ad allargare le vedute ed è stata chiarificatrice di idee non ancora espresse pienamente. Sono convinto della bontà delle cose fatte e sono altresì strafelice che i riscontri quotidiani vissuti in questi anni non possano per nessun motivo perdersi. Solo chi ha vissuto il clima delle varie squadre dall’interno, conosce i sacrifici fatti, le fatiche superate e anche le tante gioie vissute. Solo chi era presente può sapere realmente di cosa stia parlando. Tutto il resto conta relativamente. Qualcuno dice che alla fine di una stagione sono due le cose che dovrebbero rimanere: un risultato importante e il rapporto tra le persone del gruppo. In questi anni spesso abbiamo raggiunto entrambe le due finalità con lungimiranza, umiltà ed efficacia. E di questo devo ringraziare soprattutto i ragazzi che ho allenato. Senza le loro qualità non avremmo potuto fare nulla. Ancora Grazie! Siete e sarete per sempre nei miei ricordi e nel mio cuore.

Lascio un sogno. Si, lascio il sogno di aver pensato di essere la persona giusta in qualunque

situazione, con qualunque difficoltà, con qualsiasi condizione e al di la di spazio e tempo. Al di la anche dei giudizi personali e delle normali difficoltà di rapporti in evoluzione. Penso sia stato normale aver pensato tutto questo, con presunzione e onnipotenza. Credevo veramente di poter proseguire per sempre in questo percorso di vita professionale qui a Bergamo. Il risveglio è duro e il sogno rimarrà tale, anche se, detto sinceramente, ho creduto che potesse cambiare qualcosa fino a qualche minuto prima che iniziassi a scrivere questa lettera.

In ultimo, un pensiero speciale ad una persona che ho imparato ad apprezzare solo con il passare del tempo qui a Bergamo. Un amico, che attraverso la fattiva collaborazione di tutti i santi giorni negli anni scorsi si è trasformato da normale “collega di reparto” ad alleato sincero e leale. “Niente impedisce di essere diversi e in perfetta armonia.” Così mi piace racchiudere questo splendido rapporto con lui. Un Grazie davvero immenso a Raffaele Martini, vero cuore pulsante di una Società (città), che senza persone di valore assoluto, come appunto il mio amico Raffa, non avrebbe potuto compiere la strada percorsa in questi anni.

Difficile scrivere la parola fine, ma tant’è qualcuno la deve scrivere. E allora meglio che lo faccio io.

Ormai tre anni fa è mancato uno dei miei più grandi amici, Tarcisio Vaghi. Un allenatore di Varese come me, stroncato a 41 anni dalla leucemia. Due anni di sofferente malattia, ma prima di lasciarci mi ha fatto sapere che affrontava la morte con la serenità di chi ha dato tutto nella vita e che non aveva nessun rimpianto. Prendo lo spunto dell’amico Tarci, che anche in questo caso mi ha insegnato una grande verità, per concludere la mia esperienza a Bergamo.

Parto per qualche meta, ancora da definire, ma sono molto sereno e felice per aver vissuto qualcosa di unico e irripetibile in mezzo a tante belle persone. Alla fine di un viaggio, mentre si preparano le valigie per tornare a casa, si pensa ai luoghi più belli dove si è stati, alle persone a cui si è voluto bene, alle tante sensazioni uniche e irripetibili cercate, vissute e sperimentate. Per tutto quanto

successo in questi anni non penso che le parole possano bastare. Ed è questo il vero motivo per cui ho scattato foto in tutte le occasioni. Per ricordare volti, colori e dettagli e per farlo a lungo. Il ricordo più bello è un immagine. Io ne ho due o tre in mente ben chiare e indelebili che mi tengo stretto nel mio cuore. Ognuno ha le sue e se me ne vorrete regalare qualcuna delle vostre saranno ovviamente ben accette.

Potrei andare avanti a scrivere della storia di questi ultimi nove anni a Bergamo per pagine e pagine, ricordando fatti, persone, episodi, aneddoti, emozioni… I tanti volti delle persone che ho allenato. Gli sguardi dei miei giocatori felici di aver giocato anche per me… divertiti da esercizi alternativi inventati al momento, curiosi di sapere che cosa avrei detto e fatto nell’azione dopo, contenti di essere “guidati” da una voce presente e riconoscibile, da una persona mai scontata che chiedeva e pretendeva da tutti impegno, fatica e allegria…

L’inizio è fissato indelebile il 7 settembre del 2004 al primo allenamento della squadra Bluorobica Under 16 (nati nel 1989-90) alla palestra Gatti di Treviglio. Questa semplice lettera di addio dove con il cuore in mano saluto e abbraccio tutti quelli che mi hanno apprezzato, stimato e voluto in questo lungo periodo, è la “Fine”.

Con sincerità e affetto Buon Basket a tutti quelli che mi hanno voluto bene. Ve ne sarò sempre riconoscente.

Grazie Bergamo, Grazie Bluorobica.


Andrea Schiavi


Bergamo, giugno 2013



Un Grazie sincero a:

Dario Acquaroli, Nicolo' Agazzi, Andrea Alari, Paolo Andreini, Gabriele Andreini, Edoardo Andreol, Tommaso Angeleri, Paolo Annoni, Andrea Armandi, Matteo Arnoldi, Marco Azzola, Patrik Baldassarre, Federico Baldi, Carlo Ballini, Matteo Baraldi, Alessandro Bassani, Leonardo Bassi, Giulio Bassi, Andrea Battaioni, Alessandro Bellazzi, Andrea Belloni, Andrea Belotti, Stefania Belotti, Tautvydas Belotti, Eugenio Beretta, Lorenzo Bergamini, Sebastiano Bianchi, Edoardo Biffi, Massimiliano Baffi, Eugenio Boccafurni, Federico Bolis, Alberto Bombassei, Viviana Bonacina, Alemayehu Bonalumi, Nicola Bosatelli, Giorgio Bosco, Massimo Botti, Raffaele Braga, Paolo Brambilla, Francesco Brembilla, Venanzio Brescianini, Maurizio Briguglio, Carlo Briolini, Luca Bronzini, Alessandro Bugada, Alessandro Cacace, Matteo Cancelli, Thomas Capelli, Stefano Carminati, Filippo Carminati Molina, Tommaso Carnovali, Luca Caraglio, Giorgio Carrara, Alessandro Cavina, Guido Casappa, Mirko Casappa, Riccardo e Sandra Casappa, Roberto Castelli, Stefano Cavenaghi, Alessandro Cavina, Gabriele Celeri, Riccardo Celeste, Fabrizio Centonze, Roberto Cesani, Erik David Chamba, Francesco Chiari, Leonardo Cimili, Cesare Ciocca, Filippo Cioli, Luca Coita, Mauro Colonello, Alessandro Comerio, Gianni Comerio, Matteo Conti, Marco Conti, Lorenzo Conti, Federico Cornaro, Sebastiano Corno, Marco Cornolti, Daniele Cortesi, Riccardo Crippa, Michele D'adda, Federico Dalmagioni, Omar Darwish, Antonio De Robertis, Enrico Degli Agosti, Alessandro Del Ben, Emanuele Deligios, Giovanni Deligios, Marco Della Torre, Giacomo Della Volta, Luca Delli Paoli, Nicholas Dessi', Alberto Dominelli, Mattia Donadoni, Alessandro Epis, Roberto Erba, Alessandro Esposito, Matteo Facchetti, Matteo Fagiuoli, Stefano Fagiuoli, Daniele Fanti, Edoardo Faranna, Mario Farella, Simone Ferrarese, Flavio Ferrari, Andrea Ferri, Carlo Finardi, Riccardo Finardi, Andrea Finazzi, Federico Finulli, Diego Flaccadori, Pietro Flaccadori, Paolo Foresti, Andrea Foresti, Matteo Fortarezza, Mattia Franzoni, Davide Franzosi, Pietro Franzosi, Lino Frattin, Pietro Frigeni, Daniele Fumagalli, Andrea Fumagalli, Dario Gaiti, Michael Galimberti, Alessandro Galimberti, Luca Gastoldi, Filippo Gerardi, Ottavio Gerosa, Loris Giacchetta, Anthony Giavarini, Andrea Giavazzi, Nicola Gibellini, Mario Gibellini, Edoardo Giosue', Claudio Gotti, Marzia Gotti, Massimo Gotti, Mattia Gritti, Tommaso Gritti, Gian Carlo Emì Gritti, Michele Guida, Sebastian Guzzetti, Euclide Insogna, Simone Lecchi, Andrea Leone, Federico Leone, Francesco Limonta, Cesare Locatelli, Stefano Longo, Antonio Lorenzetti, Alessandro Lorenzi, Simone Lorenzi, Simone Lottici, Elisabetta Lucchini, Davide Lussana, Fabio Lussana, Gianni Macario, Paolo Maffioletti, Luca Maggioni, Niccolo' Magnoli, Fabrizio Maldonado, Roberto Maltecca, Mattias Manara, Filippo Manenti, Alessandro Manzoni, Emanuele Manzoni, Lorenzo Marcolongo, Raffaele Martini, Roberto Marulli, Gianni Marulli, Andrea Mastrototaro, Michele Mazzola, Roberto Mazzoleni, Matteo Mazzoleni, Andrea Mazzucchelli, Piero Mazzucchelli, Cluadio Medolago, Fabrizio Meneghel, Andrea Mezzanotte, Daniele Milo, Michael Minoia, Luca Monopoli, Davide Monticelli, Massimo Monzio Compagnoni, Giulio Morescalchi, Davide Moretti, Alberto Moretti, Alessandro Mosconi, Livio Mostosi, Alex Motta, Matteo Nani, Filippo Nani, Marco Nani, Simone Natali, Francesco Nava, Gianluca Nava, Roberto Nicoli, Andrea Nissoli, Alberto Norbis, Michele Odelli, Bautista Oliva, Corrado Omari, Luca Onorati, Matteo Orlandi, Jonathan Ornaghi, Alessandro Padova, Francesco Paleari, Simone Pagani, Riccardo Paolini, Mattia Parsani, Nicola Patroni, Gioele Patroni, Luca Pedroni, Mattia Perico, Niccolo' Pescali, Alberto Pezzotta, Marco Pezzotta, Enrico Pezzotta, Roberto Piantoni, Nicholas Piccioli, Mohan Shing Pinotti, Gabriele Pirola, Stefano Pirrone, Tommaso Pirrone, Mattia Piziali, Marco Planezio, Mauro Planezio, Federico Pozzi, Giovanni Prada, Rossella Prandina, Ugo Provesi, Matteo Rabaglio, Federico Rabaglio, Davide Reati, Francesco Resmini, Denis Rigamonti, Davide Ripamonti, Filippo Ristoldo, Stefano Riva, Laura Rivoltella, Stefano Rivoltella, Daniele Rossi, Alberto Rossi, Filippo Rota, Lorenzo Rota, Giorgio Rumi, Alberto Rumi, Claudio Salvoldelli, Matteo Santinelli, Nicola Savoldelli, Nicola Scaini, Matteo Scaini, Antonio Scaravaggi, Tobia Scarrocchia, Sandro e Barbara Scarrocchia, Matteo Sena, Bruno Silva, Norma Silva, Cristian Sincinelli, Alberto Sironi, Simone Sirtori, Lorenzo Soldani, Luca Sonzogni, Marco Sonzogni, Ivana Sonzogni, Riccardo Sorace, Marcello Spatari, Alessandro Spatti, Luca Steiner, Gabriele Stucchi, Paolo Taddeo, Claudio Tanzariello, Andrea Taormina, Simone Taormina, Marco Tedoldi, Lorenzo Teri, Gianfranco Testa, Simone Tomasini, Francesco Tonini, Tommaso Tonsi, Laura Travaglini, Matteo Turelli, Alessandro Tusa, Sergio Ubbiali, Alessandro Ubezio, Andrea Ubezio, Lorenzo Ubiali, Sergio Ubiali, Gregorio Ubiali, Mirko Vaccaro, Elvis Vacchelli, Gianbattista Valotti, Francesco Veronesi, Andrea Verri, Paolo Verri, Pino Ventre, Marco Verzeroli, Antonio Viola, Davide Viola, Alessio Viviani, Mauro Zambelli, Jacopo Zanellato, Cristian Zanotti, Andrea Zappa, Michele Zinesi e Giovanni Zucchetti.

Ecco la mitica storia di questi nove anni:

2012-2013 - Bluorobica Bergamo Responsabile Settore Giovanile
Allenatore Under 17 d'eccellenza (1996-97) 3° in Lombardia 3° interzona di Roma
Allenatore Under 15 d'eccellenza (1998) 4° in Lombardia Finali Nazionali a Cento

2011-2012 - Bluorobica Bergamo
Responsabile Settore Giovanile
Allenatore Under 17 d'eccellenza (1995-96) 1° in Lombardia 3° in Italia Finali Nazionali a Vasto
Allenatore Under 15 d'eccellenza (1997) 1° in Lombardia 4° in Italia – Finali Nazionali a Desio

2010-2011 - Bluorobica Bergamo
Responsabile Settore Giovanile
Allenatore Under 17 d'eccellenza (1994-95) 4° in Lombardia 5° in Italia – Finali Nazionali a Bologna
Allenatore Under 15 d'eccellenza (1996-97) 2° in Lombardia 2° in Italia – Finali Nazionali a Caserta

2009-2010 - Bluorobica Bergamo
Responsabile Settore Giovanile Allenatore Serie C Regionale Borgo Basket - 6° classificati
Allenatore Under 19 d'eccellenza (1991-92) 2° in Lombardia 3° in Italia – Finali Nazionali a Bologna
Allenatore Under 17 d'eccellenza (1993-94) 1° in Lombardia 2° in Italia – Finali Nazionali a Vasto

2008-2009 - Bluorobica Bergamo
Responsabile Settore Giovanile
Allenatore Under 19 d'eccellenza (1990-91) 2° in Lombardia 5° in Italia – Finali Nazionali a Salsomaggiore
Allenatore Under 17 d'eccellenza (1993-94) 2° in Lombardia Interzona a Fano (4°)
Allenatore Under 15 d'eccellenza (1994-95) 4° in Lombardia 9° in Italia – Finali Nazionali a Bormio

2007-2008 - Bluorobica Bergamo
Responsabile Settore Giovanile
Allenatore Under 17 d'eccellenza (1991-92) 1° in Lombardia 5° in Italia – Finali Nazionali a Barletta
Allenatore Under 15 d'eccellenza (1993) 3° in Lombardia 5° in Italia – Finali Nazionali a Bormio

2006-2007 - Bluorobica Bergamo
Responsabile Settore Giovanile
Allenatore Under 16 d'eccellenza (1991-92) 3° in Lombardia 3° classificati in Italia – Finali Nazionali a Montecatini
Allenatore Under 14 d'eccellenza (1993) 1° in Lombardia 9° classificati in Italia – Finali Nazionali a Bormio

2005-2006 - Bluorobica Bergamo
Responsabile Settore Giovanile
Allenatore Under 16 d'eccellenza (1990-91) Interzona a Riva del Garda

2004-2005 - Bluorobica Bergamo
Allenatore Under 16 d'eccellenza (1989-90) 6° in Lombardia
Allenatore Under 14 d'eccellenza (1991) 6° in Lombardia Conference 2° fase perso con Amici Varese


domenica 2 giugno 2013

UNA NUOVA GRANDE IMPRESA SPORTIVA E UMANA
IL GRUPPO 98-99 DELLA COMARK ALLE FINALI NAZIONALI


Nonostante le quindici finali nazionali raggiunte nel corso di questi 30 anni di carriere come allenatore di squadre giovanili, l'emozione che si sperimenta a raggiungere un obiettivo importante come appunto quello di qualificarsi alla kermesse più importante dell'annata è sempre qualcosa di unico, speciale e di irripetibile.

E così anche oggi, con la qualificazione del gruppo Under 15 di Bergamo alle Finali Nazionali di Cento, dopo le tre battaglie all'interzona di Fidenza, ho potuto (ri)vivere con grande gioia e fermento i momenti di felicità mistica che episodi del genere creano.

In più sperimentare tutto questo grazie a splendide persone che si dimostrano umili e semplici ancora spontaneamente genuine nei propri comportamenti, è cosa ancora più bella, degna e apprezzabile.

Un complimento speciale quindi a questi atleti, per quanto fatto in questi giorni e più in generale per tutta la loro storia. Ovviamente il raggiungimento di una Finale Nazionale è solo una tappa nel percorso, ma aver colto l'occasione al volo è sinonimo di volontà, forza e carattere che è giusto rimarcare.

sabato 1 giugno 2013

ECCO PUBBLICATO DAL FORUM DI BASKET CAFE
INTERVENTO DEL FORUMISTA "BLU DELUSO"

Ecco pubblicato l'intervento del forumista "BLU deluso" apparso sul forum di basket cafè (QUI) nella sezione Under 13 Elite in data 30/05/2013, dopo la partita valevole come quarto di finale nelle fnali regionali tra la Comark Bergamo e Armani Milano.


COMARK-AJ
Innanzitutto sinceri complimenti ai ragazzi di Milano.
AJ ha imbrigliato ben benino i BLU, giocando come fa il gatto con il topo. La partita all'Innocentin è proprio servita allo staff milanese per prendere le giuste misure, cosa invece che, forse per presunzione, non ha fatto lo staff BLU.
Sono BLUdeluso in quanto genitore di uno dei miniatleti. Ho visto crescere questa squadra fin dal settembre 2011 e ho visto compiere a questo gruppo imprese veramente grandiose. Negli ultimi mesi però il giocattolo si è rotto, e tutto il merito va allo staff tecnico, con in testa il capo allenatore e responsabile tecnico, un certo sig. Schiavi.
Con le assurde politiche e il comportamento da padre padrone, che a suo insindacabile giudizio sceglie chi potrà diventare qualcuno e chi no, facendo fare differenti campionati e differenti sessioni di allenamento, è riuscito ad inculcare ai ragazzi la più malsana competitività, creando giocatori di serie A e di serie B, dimenticandosi che mai si vincono le grandi sfide solo con un paio di individui. Solo il gruppo affiatato e che sostiene di volta in volta le difficoltà dei singoli è vincente, e di queste esperienze il basket può raccontarne a migliaia.
Un responsabile tecnico dai poteri assoluti deve essere in primis un talent scout. Ma questo signore di talent deve averne ben poco.
Mi sono divertito a fare ricerche sul suo palmares. Ho trovato Schiavi eccellenti nel badminton, nel tcuckball e persino in quel curioso gioco chiamato curling che si fa con paioli della polenta e scopettoni!!! Ma nel basket nulla, sia come giocatore che come allenatore. Probabilmente il suo palmares è molto simile a quello di mia suocera, che a mala pena distingue una palla a spicchi da una ovale. La differenza che mia suocera, che si mantiene con la pensione e non con i soldi degli altri, è a parametro zero e porterebbe gli stessi risultati, ma con evidenti inferiori sforzi economici da parte di BO.
Sciascia in un suo libro parlava di uomini, mezzi uomini e quaqquaraqqua!!! A Bergamo abbiamo sufficienti quaqquaraqqua nostrani, non penso ci fosse bisogno di importarne uno.
Per puntellare al meglio la mia teoria sui totali fallimenti del soggetto, ricordo la finale nazionale di Desio U15 e quest'anno l'interzona U17. Con delle individualità di assoluta eccellenza, il fenomeno è riuscito a collezionare figure di palta a go go.
Un tipo che in un azienda porta questi risultati di norma viene cacciato e gli si chiedono pure i danni, morali ed economici.
Con questo mio sfogo non penso di aver offeso nessuno. D'altronde un personaggio pubblico deve accettare di buon grado gli elogi (credo che però ne abbia avuti gran pochi) e le critiche.
Quindi suvvia, un bel sorriso e magari si faccia fare un bel video da un suo amico e poi se lo riguardi. Forse nemmeno lei sopporterebbe una persona di tale arroganza, sia verbale che comportamentale.
Chiudo qui e faccio comunque i complimenti ai miei ragazzoni U13 (avreste dovuto vederli lo scorso anno mentre giocavano a nascondino durante la pausa pranzo di un torneo. Sono riusciti a togliermi le quattro dita di pelo che ho sul cuore e mi hanno fatto venire gli occhi lucidi).
Hanno dato il massimo.
Rinnovo i complimenti ai ragazzi AJ e al loro staff. Veramente bravi. Hanno capito tutto di questo gioco e ci hanno inferto una dura lezione.
Arrivederci all'Eccellenza del prossimo anno e un grosso "in culo alla balena" per i prossimi appuntamenti.


Commento: Ho letto

mercoledì 29 maggio 2013

MODIFICHE AI CAMPIONATI GIOVANILI IN LOMBARDIA
GIUSTO CERCARE SEMPRE DI MIGLIORARE LA NOSTRA ATTIVITA'


Nelle settimane scorse sono stato coinvolto nella piccola proposta di riforma dei Campionati d'eccellenza ed Elite in Lombardia. Essendo Referente Tecnico Territoriale e anche Coordinatore della Commissione Tecnica Regionale, ho cercato di portare il mio contributo nelle sedi istituzionali del Comitato per migliorare (per quanto possibile) l'organizzazione dei Campionati nella nostra regione.

Penso proprio che sia stato fatto un ottimo lavoro di rimodulazione della nostra attività giovanile. Le proposte hanno rigurdato trasversalmente tutti i livelli dei Campionati Giovanili con leggere modifiche anche per la tempistica delle fasi intertoto e anche un sensibile allungamento dei periodi di svolgimento dei Campionati Regionali.

Parte delle idee sono state trasformate in Delibera da parte del Direttivo del CRL (per leggere clicca QUI ). Ma alcune modifiche saranno più chiare solo dopo la pubblicazioni delle DOA Regionali.



mercoledì 24 aprile 2013

DAL 26 AL 28 APRILE SI TORNA FELICEMENTE AD AREZZO
TORNEO GUIDELLI CON GLI UNDER 14 BLU E CLINIC PAO


Dopo diversi anni di assenza dal 26 al 28 aprile finalmente riuscirò a tornare ad Arezzo per svolgere con il gruppo Under 14 Bluorobica la trentesima edizione del Trofeo Guido Guidelli. Sono molto contento di tornare ad Arezzo, città a cui sono legato per aver trascorso due stagioni sportive indimeticabili come Allenatore e Istruttore del Settore Giovanile.

Quando hai 20 anni pensi proprio di poter cambiare il mondo e la super esperienza positiva di aver allenato ad Arezzo con grande responsabilità rispetto al progetto intrapreso dalla Società aretina è stato certamente molto utile nei successivi anni della mia esperienza sportiva e lavorativa.

Concretamente nei due anni ad Arezzo ho allenato i giovani del Settore Giovanili con la competenza limitata di chi è all'inizio del proprio percorso formativo, ma quello che non è mai mancata è stata la passione e l'entusiasmo. Ed è forse per quello che ancora oggi, dopo diversi anni in cui ad Arezzo non ci metto più piede, persone, ex giocatori, amici... si fanno sentire per raccontarmi come vanno le cose e per chiedermi del mio ritorno.

In effetti qualche anno fa, grazie all'interessamento di un aretino doc, che per un periodo più o meno lungo è stato dirigente presso il Basket Arezzo, il pensiero di tornare nella città della Giostra del Saracino c'è stato e si è iniziato a parlare anche di progetto futuro. Poi le cose seguono il proprio percorso come fiumi in piena e non se ne è fatto nulla, ma la positiva sensazione e pensiero di varcare ancora le mura mi ha riportato indietro di venti anni.

Torno quindi ad Arezzo per il Torneo Guidelli di cui si possono leggere notizie cliccando QUI . Nella serata di venerdì 26 aprile sarò anche chiamato a svolgere un Clinic PAO per Allenatori, notizie QUI che verterà, come già fatto nel passato, sulla metodologia per allenamenti Under 14 e Under 15.

Vi terrò aggiornati.

martedì 23 aprile 2013

BREVE RESOCONTO DEL CLINIC PAO A CHIARI
METODOLOGIA PER SQUADRE UNDER 14 E UNDER 15


Come anticipato dal precedente post nella serata di martedì 2 aprile mi sono recato a Chiari per un Clinic PAO in occasione della festa dei 30 anni di una delle Società più importanti della provincia di Brescia. Sul sito www.basketchiari.it sono state pubblicate le mille foto scattate durante la bella serata che ha visto anche la partecipazione straordinaria di Sergio Scariolo come relatore.

Nel corso dell'oretta a mia disposizione ho fatto vedere concretamente, cosa significa per me svolgere un allenamento giovanile. Ho cercato di illustrare più l'aspetto metodologico che quello tecnico che fino ad un certo punto di vista ritengo secondario. Infatti se un Allenatore pone l'insegnamento della tecnica come unico punto di riferimento della proposta in palestra, senza usare un buon metodo, l'insuccesso dell'attività sarebbe certamente più grave che il contrario.

Con gli Allenatori presenti quindi si è parlato di meteodo utile per il Settore Giovanile e in particolar modo per le categorie dei più giovani, Under 14 e Under 15.

Questi i concetti essenziali del Clinc:

Per fare l'allenatore (bene) bisogna avere un metodo. Cercare, sperimentare, costruirsi un buon metodo è la riuscita interazione tra le conoscenze teoriche e l'esperienza sul campo. Tanto più saprò trasferire in pratica le conoscenza tecniche che possego in forma teorica, tanto più riuscirò ad essere incisivo e vincente nel mio modo di essere istruttore e allenatore nei confronti dei ragazzi che alleno.

In ogni seduta di allenamento cerco di pormi questi obiettivi personali sull'allenamento che andrò a svolgere:
  • l'allenamento serve per allenare le persona in forma pratica (si corre...);
  • le cose che propongono devono far presa sugli atleti (devono essere motivanti);
  • devo far scoprire piacevolmente alle persone davanti a me nozioni e valori (insegnare...);
  • devo cercare di essere chiaro, coerente e lineare;
  • devo cercare l'interazioni migliore tra allenatore e giocatori e tra gli stessi giocatori;
  • di solito è giusto partire dal semplice, arrivaando poi al più complesso (più lento - più veloce);
  • più che imporre movimenti da eseguire chiedere di risolvere problemi e situazioni.

In più sarà facile, alla fine di ogni allenamento, capire delle facce dei ragazzi che ho allenato, se la proposta sia stata utile oppure no. Se noto e vedo che le cose non sono andate bene, devo cercare, all'allenamento successivo, di far funzionare meglio le cose cercando meglio l'equilibro tra l'insegnamento teorico e la sua sperimentazioni sul campo. Non scordiamoci che se l'Allenatore è uno a cui piae insegnare, l'Allievo è uno a cui piace divertirsi.

E' quindi importante avere un buon metodo di allenamento che faccia risolvere problemi, prima ancora di dettare delle soluzioni, che possa portare a prendere delle decisioni autonome, piuttosto di far eseguire a memoria dei movimenti pre-ordinati. Alla fine tutta questa attività che tende a far interiorizzare le scelte porteranno le persone davanti a noi ad essere più autonome in maniera efficace e vincente.

Aiutare gli Atleti a trovare le risposte più efficaci e metodo unico per tirare fuori quello che è già dentro i giocatori che alleniamo. Solo con l'utilizzo costante del buon metodo aiuteremo veramente i nostri ragazzi a interiorizzare e a capire quanto sperimentato sul campo per poterlo usare la volta successiva.

L'obiettivo finale è quindi quello di avere un metodo per rendere autonomi i giocatori, ma forse ancor prima e ancora di più le persone.

In più, al contrario di altri ruoli educativi abbiamo un grande vantaggio... quello di insegnare lo sport più bello del mondo. I ragazzi che abbiamo di fronte spesso amano il nostro sport e la loro passione va alimentata in maniera esponenziale con il nostro esempio e con l'esercizio costante delle belle emozioni che il nostro sport ci regala in ogni occasione. Tecnica, tattica... strategia sono solo il mezzo per poter crescere con impegno verso l'importante obiettivo di divertirsi a migliorare.


lunedì 25 marzo 2013

MARTEDI' 2 APRILE RIUNIONE PAO A CHIARI (BS)
ALLA FESTA DI CHIARI ANCHE SERGIO SCARIOLO


Qualche giorno fa sono stato contattato per svolgere una parte di Riunione PAO a Chiari, nell'ambito dei festeggiamenti per i 40 anni della Società bresciana. Ho accettato volentieri all'iniziativa perchè penso che la discussione e il confronto nelle mille modalità di fare l'allenatore di basket siano la base per poter progradire, cambiare, modificare, aggiustare i nostri comportamenti da tecnici.

La notizia è però un altra. Sarò relatore prima dell'intervento di coach Sergio Scariolo, bresciano di origine, attualmente allenatore dell'Armani EA7 Olimpia Milano. Vi terrò informati sull'evento.

Qui sotto potete leggere il comunicato della Società di Chiari che ringrazio per l'invito. Dal sito www.basketchiari.it  

Comunicato Stampa 

Nel 40° anniversario di Fondazione, Il BASKET CHIARI, per celebrare l'evento, promuoverà una serie di iniziative.

Le varie proposte coinvolgeranno l'intera Società, l'Amministrazione Comunale di Chiari, la Federazione Italiana Pallacanestro e vari personaggi di spicco del mondo del basket Nazionale e non e avranno luogo a partire dal mese di APRILE sino al 10 OTTOBTRE 2013, data esatta della costituzione della società.

Il primo evento organizzato si svolgerà al PALAZZETTO DELLO SPORT di Via Lancini n°2 a CHIARI (Bs) in data 02 Aprile dalle ore h. 20.30 alle h. 23.00. Si tratta di un Clinic per allenatori, i cui relatori saranno due esponenti di fama nazionale ed internazionale:

il primo sarà il Coach ANDREA SCHIAVI, allenatore e responsabile tecnico delle giovanili Bluorobica BG e responsabile tecnico delle giovanili F.I.P. della Lombardia, che tratterà l’argomento “METODOLOGIA D’ALLENAMENTO PER UNDER14 e UNDER15;
a seguire relazionerà il Coach SERGIO SCARIOLO, capo allenatore Armani Jeans EA7 MI, di origini bresciane e con un curriculum invidiabile con la Nazionale Spagnola e molti titoli vinti con diversi Club d’Europa, che esporrà sul tema “L’USO DEGLI SPAZI ATTACCANDO CON POST BASSO”.

Parteciperanno alla serata, le giovanili U14 e U17 della Società Basket Chiari. Per la cittadina Clarense sarà l’occasione di vedere riuniti molti tecnici di tutta la Lombardia.

giovedì 14 marzo 2013

LA GIBA VOTA PER DIMEZZARE I PARAMETRI NAS
COSI' LA FINE DEI SETTORI GIOVANILI E' MOLTO VICINA


La GIBA che non è altro che l'Associazione che raduni i Giocatori Italiani di Basket, ha pubblicato recentemente un articolo apparso sul loro sito internet www.giba.it/ in merito a proposte riferite alla prossima riforma dei campionati e anche sulla delicata questione dei parametri NAS.

All'interno del'articolo comunicato, questo il preoccupante virgolettato del Presidente GIBA, Alessandro Marzoli:  «Ascoltare il parere degli atleti è un nostro dovere. Siamo molto soddisfatti per l'attenzione e l'interesse suscitato nei giocatori dalla nostra intervista su temi su cui si concentrano preoccupazioni e aspettative di tanti. In un momento economico difficile per tutti, chiediamo al Presidente Petrucci una moratoria stagionale, mediante la quale venga dimezzato il costo dei parametri NAS per la stagione 2013-2014. Inoltre, chiediamo un diverso sistema di valorizzazione dei settori giovanili, che non preveda obblighi di impiego degli atleti under».

Dimezzare i parametri, anche solo per un anno, significa di fatto rischiare di far chiudere definitivamente tutte le Società che, nonostante le grandi fatiche economiche, strutturali e regolamentari di questi ultimi tempi, stanno ancora facendo bene il Settore Giovanile.

In Italia di Società che investono nel proprio Settore Giovanile con risorse spese per reclutamento, allenatori, preparatori fisici, impiantistica, attività agonistica di livello eccellenza... sono sempre meno e soprattutto sono sempre le stesse.

Molte di queste Società facendo oculati investimenti nel recente passato si stanno garantendo parte del budget per andare avanti proprio dagli introti dei paremetri dei giocatori che hanno formato e/o reclutato spendendo soldi veri, reclutando sul territorio e riconoscendo a volte a tante piccole Società risorse economiche utili per andare avanti.

Di fatto, queste Società lungimiranti, stanno iniziando a raccogliere quello che hanno seminato anni fa con fatica, dedizione e passione.

Spero proprio che la GIBA riesca a fare valutazioni generali del nostro movimento che non possono non tener conto degli sforzi fatti dalle Società che hanno fatto bene il Settore Giovanile.

Il futuro della Pallacanestro a livello giovanile in Italia dipende anche dalla scelta che si farà sulla eventuale rimodulazione dei parametri. Eliminare e/o abbassare i parametri significherebbe demolire un sistema che in questi ultmi anni ha salvaguardato (almeno in parte) la produzione dei giovani giocatori italiani.


mercoledì 6 marzo 2013

SI AVVICINANO I TORNEI DI PASQUA A VARESE
I PRIMI PROGRAMMI DICONO NO FINALI AL PALAWHIRLPOOL


Le vacanze di Pasqua da sempre per me hanno rappresentato il modo migliore per intensificare in maniera repentina la mia passione di fare l'allenatore, girando per tutte le palestra della provincia di Varese, prendendo parte ai mitici Trofeo Garbosi e Torneo Barilà (ex Rizzi). Solo negli ultimi due-tre anni per la concomittanza con le Finali del Trofeo delle Regioni, ho saltato qualche giornata conclusiva al PalaWhirlpool... ma posso dire tranquillamente che nonostante gli scenari fossero di buon livello anche da altre parti, il mio cuore e il pensiero in quelle occasioni è sempre rimasto per Masnago, per il Garbosi e per il Barilà.

Il mattino del lunedì di Pasquetta per me, ma penso per moltissimi appassionati veri di basket, significa automaticamente, ormai da anni, andare a Masnago al Palazzetto a vedere le finali del Torneo Garbosi (al mattino), dando magari una mano per la preparazione della sfilata e, alla sera, sedersi comodamente sulle tribune del PalaWhirlpool per il grande spettacolo della finale del Barilà davanti ad una cornice di pubblico sempre più da serie A per numero di presenze e per competenza tecnica.

Purtroppo in questi giorni sono venuto a conoscenza che il PalaWhirlpool di Masnago, essendo la Cimberio di Serie A impegnata nella gara casalinga di lunedì di Pasquetta contro Roma, non può essere utilizzato ne per le finali del Garbosi ne per il nuovo Barilà (Torneo Giovani Leggende). La notizia mi ha abbastanza sconvolto.

Dopo tanti anni immaginare una finale del Garbosi (e la successiva sempre più suggestiva premiazione) non al Palazzetto dello Sport di Varese oltre a lasciarmi sconcertato mi riempie veramente di tristezza. Sapere che le squadre che arriveranno in finale (chiunque essi siano) non potranno giocare sotto la volta di uno dei Palazzetti più storici, più vincenti e più magici in Italia (e anche in Europa) è cosa che non riesco ad accettare così facilmente.

Spero tanto che ci possano essere ancora i margini per ritornare su una decisione che dall'esterno appare di difficile comprensione. Già nel recente passato la decisione di non annoverare tra gli impianti disponibili per il Trofeo Barilà, il Centro Sportivo Campus, è macchia indelebile per una città che vive di Basket e che fa della promozione sportiva una mission irrinunciabile. Ma questa della non disponibilità del PalaWhirlpool spero proprio che sia notizia non vera.

martedì 15 gennaio 2013

CREDERE FORTEMENTE DI RIUSCIRE E' IL PRIMO PASSO
COME VINCERE AL MEGLIO LA PROPRIA BATTAGLIA


Quando si ascoltano interviste di Campioni della Sport che raggiungono risultati importanti sia a livello individuale che di squadra spesso si sentono parole come, bisogna crederci. Credere fino in fondo in quello che si fa. Crederci è la sola chiave che ti può portare in alto.

In effetti ciò che consideriamo impossibile da realizzare già in partenza non porterà buoni risultati finali. Al contrario, credere fortemente di raggiungere un obiettivo pare direttamente proporizionale alla possibilità di riuscirci davvero.

In più, una volta che si è aperta una strada, che qualcuno vicino a noi è riuscito nell'impresa, che un esempio concreto si è materializzato davanti ai nostri occhi, fa moltiplicare risorse e sforzi anche in altre persone. Anche il solo sfiorare un obiettivo importante, se interpretato nelle giusta maniera, apre nuove strade e pensieri efficaci per poter rifarsi la volta prossima.

Tra il 1998 e il 2004 a Varese, nel Settore Giovanile della Pallacanestro Varese (che dal 2002 è passato sotto l'egida del Campus), abbiamo sperimentato in maniera eclatante proprio questo percorso.

L'antefatto è la Finale Scudetto perso di un punto a Pesaro con il gruppo 84 Varese Roosters contro l'allora Glaxo Verona con due tiri sbagliati ad una manciata di decimi di secondo dalla fine della partita. Una beffa (Verona l'avevamo già battuta nel girone di qualificazione di una ventina di punti) che per lungo tempo è stata nelle mamoria di tutti i componenti di quella squadra. Un altro antefatto fu che nella primavera successiva (11 maggio 1999) i Roosters di Pozzecco, Meneghin, Vescovi, Mrscic e Santiago vinsero magicamente il decimo scudetto di Varese contro Treviso.

Questi due episodi furoni illuminanti per tutti i componenti di quel Settore Giovanile. Tutti avevano capito, potendolo sperimentare da vicino, che i percorsi erano giusti e che "bastava" aumentare la consapevolezza nei nostri mezzi e crederci un po' di più!

Il 9 luglio del 1999 il gruppo Bam Under 14 dei ragazzi nati nel 1986 battendo in finale la Virtus Bologna di Belinelli vinse dopo 24 anni il terzo scudetto giovanile della Pall. Varese. L'anno dopo sempre lo stesso gruppo nella categoria Under 15, giocando in finale contro la Scavolini Pesaro a Porto San Giorgio lo rivinse. Lo stesso anno il gruppo 84 (quello della finale persa con la Glaxo) vinse il Titolo Tricolore Under 17 e l'anno dopo lo rivinse anche a livello Under 19 con l'innesto dei 93 sotto le sapienti cure di coach Cedro Galli.

Nello stagione successiva, 2002-2003 fu la volta dello Scudetto a Salsomaggiore ancora contro Pesaro del gruppo Under 15 (nati nel 1988), che l'anno prima aveva perso di un soffio lo scudetto Under 14. L'anno successivo, Tarcisio Vaghi, potè festeggiare con lo stesso gruppo 88 lo Scudetto Under 16 dopo una gara al cardiopalma contro la corazzata UCC Assigeco dei vari Gallinari, Aradori, Poletti & c.

A Varese fu un periodo leggendario. Sei Campionati Italiani vinti in poco più di cinque anni. Non eravamo dei super uomini. Non avevamo cambiato radicalmente i nostri metodi di allenamento. Avevamo cercato e trovato la strada giusta per trasformare il nostro crederci nel miglior percorso possibile. Grazie a qualche bruciante sconfitta e all'esempio di chi ci stava vicino, è stato più facile diventare dei Campioni d'Italia.

A volte le differenze sono minime. Basta poco!

domenica 13 gennaio 2013

ECCO LA PAROLA CHE PARE PROPRIO APPROPRIATA
DAL LIBRO DI PIERO TRABUCCHI "RESISTO DUNQUE SONO"


Lo spunto nasce, come spesso capita per caso, però pare proprio essere la parola giusta per affrontare con la giusta modalità le esperienze che incontriamo di volta in volta nel nostro cammino: Resilienza.

Breve tratto dal libro di "Resisto dunque sono" di Piero Trabucchi

"Desidero però dare fin d’ora la mia definizione personale di resilienza: la resilienza psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino. Il verbo «persistere» indica l’idea di una motivazione che rimane salda. Di fatto l’individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a «leggere» gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza."



venerdì 11 gennaio 2013

A SAN LAZZARO BEL RICONOSCIMENTO PERSONALE
FACILE CON GRANDI PERSONE E OTTIMI GIOCATORI


Dopo un po' di giorni dall'evento e passata la sbronza dalle fatiche del periodo post capodanno con la presenza in contemporanea tra Montecatini (Trofeo delle Regioni dei 99), San Lazzaro (Torneo Malaguti) e Rimini (Torneo Fabbri con la Lombardia 98) vorrei ringraziare pubblicamente la Società BSL San Lazzaro per il Premio che mi hanno voluto riconoscere durante la cerimonia conclusiva della 24° edizione del Torneo Bruna Malaguti.

Sono convinto che non ci sarebbero Allenatori premiati se non ci fossero Squadre vincenti e soprattutto se non ci fossero ottimi giocatori. Nel gruppo Under 17 Bluorobica ci sono ragazzi intelligenti, giocatori di ottimo livello che ormai da tre anni sto vedendo maturare e crescere fertili sulle buone idee. Soprattutto un gruppo e una squadra vincente nell'applicazione di tutti i giorni in palestra. Persone che hanno pensato al meglio per loro e per i loro amici scegliendo di crescere e maturare con il gusto d'interpretare al meglio i loro rapporti intepersonali e il gioco del Basket.

Così è facile trasformare la propria passione in qualche cosa di più. Così è più facile giocare per se stessi, per i compagni, per vincere e per divertirsi. Tutte cose legate fra di loro, indissolubili e inscindibili.

Non penso che ci siano segreti particolari nel poter portare avanti un attività che possa quantomeno assomigliare a ciò che ognuno di noi aveva sognato, sperato e pensato in cuor suo. Non penso che si debbano avere chissà quali qualità per svolgere al meglio la propria passione. Non penso che questo status non sia possibile codificarlo e replicarlo.

Forse basterebbe pensare semplicemente, ogni volta che dobbiamo decidere come comportarci, quale sarebbe la cosa migliore per poter far crescere le persone che abbiamo di fronte in maniera autonoma e responsabile. Forse basterebbe non copiare gli altri per come fanno e per quello che dicono e fare in modo che a scegliere sia il nostro vero spirito e almeno parte del nostro cuore. Forse così sarebbe più facile essere migliori. Forse così non saremmo sempre dietro a rincorrere un sogno.



   

mercoledì 9 gennaio 2013

OPEN, IL LIBRO SCRITTO DA ANDRE AGASSI
LA STORIA DI UNO DEI PIU' GRANDI CAMPIONI DEL TENNIS


Durante le vacanze di Natale ho letto il libro scritto da Andre Agassi dal titolo Open. Personalmente pur facendo molta fatica a leggere, ho trovato questo libro, interessante, avvincente e anche pieno di valori. Sarà stato il tempo che avevo a disposizione durante l'ultima vacanza, ma ci ho messo davvero poco a finire di leggere le 500 pagine della storia di uno dei tennisti più vincenti, contradditori e caparbi della storia del tennis.

Nello specifico non sono un appassionato di tennis anche se nel passato ho visto qualche partita dello stesso Agassi. Certo che appartenendo ad una generazione ormai "di una certa età" i miei idoli erano John Mcenroe o Jimmy Connors. Appena ho avuto la possibilità però, dopo aver letto il libro, mi sono precipitato a riguardare su youtube gli incontri più significativi e i momenti speciali di una carriera giocata e vissuta spesso, sul filo del rasoio.

Se vi piace leggere, ma comunque non necessariamente, vi consiglio questo libro, riconoscerete i cambiamenti di una persona speciale che ha sempre cercato di dare tutto.

martedì 8 gennaio 2013

LA COMUNICAZIONE DEI SITI INTERNET DELLE SOCIETA' SPORTIVE
RICEVUTI TANTI COMPLIMENTI PER BLUOROBICA.COM


Ancora una volta girando l'Italia come ho fatto in questi giorni di vacanze di Natale, ho ricevuto innumerevoli complimenti per l'aggiornamento costante del sito www.bluorobica.com . Tante le testimonianze di persone, allenatori, addetti ai lavori che tutti i giorni si collegano al sito per vedere risultati, leggere i commenti, guardare le foto e perchè no avere anche qualche news in anteprima.

Tutto questo fa ovviamente molto piacere, visto che considero le forme accessorie di un Settore Giovanile (come appunto il sito internet), base fondamentale per poter attirare attenzioni e considerazioni non avendo il sex appeal di una prima squadra in Serie A o non avendo comunque le risorse economiche importanti di altri club.

Negli ultimi anni, queste forme di comunicazione, si sono davvero moltiplicate un po' in tutta Italia e oggi giorno è difficile che non ci sia una Società o una Squadra che non abbia il proprio sito internet aggiornato con i risultati i commenti e qualche foto.

Una cosa però che ritengo ancora insopportabile rispetto a quanto si sta facendo sotto l'aspetto comunicativo nelle nostre realtà giovanili è quando vedo che si pubblicano i tabellini di una gara omettendo il resoconto dei punti degli avversari e pubblicando solo i nomi dei propri giocatori. Qui mi piange veramente il cuore. Perchè?

Perchè non pubblicare anche il tabellino degli avversari? Perchè non aggiungere due righe all'articolo, scrivendo per bene tutti i nomi degli avversari (e perchè no) anche degli arbitri? Anche avversari e arbitri hanno fatto parte dell'evento! E' giusto scrivere tutti i nomi e riportare fedelmente i punteggi di ognuno.

Questa manchevolezza, (sarò maniacale), la ritengo un offesa pubblica e visto che non costa nulla (o comunque molto poco) aggiungere anche il tabellino degli avversari, penso che farlo o non farlo possa essere considerato come valutativo del rispetto che la Società che pubblica l'articolo merita.

HOUSE ORGAN UFFICIALE BSL SAN LAZZARO
INTERVISTA CON TUTTE LE SOCIETA' PRESENTI AL TORNEO


Interessante iniziativa della Società BSL San Lazzaro che durante il Torneo Bruna Malaguti svolto dal 2 al 6 gennaio ha pubblicato nel suo house organ una serie di interviste ai Responsabili di Settore Giovanile che hanno preso parte al torneo. Qui sotto riporto la pagina che mi riguardava...

Ormai da diversi anni partecipiamo al Torneo Nazionale Cadetti perché lo riteniamo un appuntamento importantissimo, una sorta di anticipazione delle Finali Nazionali Under 17 che arriveranno a giugno. Per questo partecipare significa entrare in una sorta di Elite, e per la nostra Società è senza dubbio motivo di pregio. Non solo, perché si tratta di un investimento a 360° sia a livello economico che sotto il profilo tecnico. Si giocano partite di alto livello tutte ravvicinate tra loro per cinque giorni, confrontandosi con realtà diverse, spesso al di fuori della nostra Regione, e a maggior ragione ogni gara ti regala alte aspettative e motivazioni, match veri da guardare con bramosia.

Ultimamente il trend giovanile a livello nazionale sta cambiando. Negli ultimissimi anni c’è stato un buco grosso nella formazione di giocatori italiani, però negli ultimi cinque o sei anni le Società di estrema eccellenza, non necessariamente di Serie A – e qui mi viene in mente la Stella Azzurra Roma – stanno tornando a formare, anzi, a costruire giocatori. Il risultato della Nazionale Giovanile ’96 agli ultimi Europei è la testimonianza più concreta. Sto parlando di giocatori che, ovviamente, non sono pronti per sgomitare tra i professionisti, ma hanno tutte le possibilità per farlo. È chiaro che il problema non è tanto cosa stanno facendo i Settori Giovanili, che hanno Allenatori sempre più preparati, quanto cosa si potrà poi fare a 19 anni, quando l’attività giovanile finirà: questo è il fulcro del nostro problema tecnico. La riforma dei Campionati, con la possibilità concreta per tutti i ragazzi di giocare con continuità nei campionati Nazionali Dilettanti sta giovando, ma è altrettanto vero che la mentalità di molti miei colleghi Allenatori è che un “ragazzo di 19 anni non può giocare in prima squadra perché è giovane”. Dobbiamo rischiare di più, cercando un’apertura mentale più vicina a quella di altri paesi.

A Bergamo sono 10 anni che facciamo attività pertanto ci possiamo considerare una Società molto giovane nata da un’idea di togliere il “campanile”, che c’è troppo spesso in Italia, ed unire in un unico progetto i settori giovanili di Bergamo e di Treviglio, portando il Settore Giovanile della provincia ad un livello di eccellenza assoluta. I primi anni li abbiamo spesi a strutturare la Società, poi sono iniziati ad arrivare i risultati, in termini di vittorie sul campo e partecipazioni alle Finali Nazionali di categoria. Adesso, dopo 10 anni, il nostro “prodotto” sta iniziando ad uscire dal nostro contesto con la fine del cammino a livello giovanile di alcuni giocatori. Reati, classe ‘88 è stato un precursore, ma oggi abbiamo altri buonissimi giocatori con le annate ’90, ’91, ’92 e ’93 (qui abbiamo Tomasini e Carnovali in DNA a Treviglio). Bluorobica, infine, ha tutte le squadre giovanili che partecipano ai campionati di Eccellenza, che in Lombardia è sicuramente un livello molto alto, ed è molto premiante ed istruttivo confrontarsi con formazioni molto più attrezzate di noi. Infine siamo in un territorio dove possiamo fare reclutamento grazie alla collaborazione di diverse Società sparse in provincia.

DALLA FIP BELLE INIZIATIVE DI FORMAZIONE
POSITIVI RADUNI E STAGE PER GIOVANI ARBITRI


Nel periodo delle vacanze di Natale, prendendo parte a diverse manifestazioni in giro per l'Italia, ho notato ancora più del passato la volontà, da parte della Federazione e del CIA (Comitato Italiano Arbitri), di voler migliorare ulteriormente la propria categoria di tesserati. Sia a Montecatini, durante il Trofeo delle Regioni per i 99, sia a San Lazzaro durante il Trofeo Malaguti, che a Rimini, durante il Torneo Fabbri (per Selezioni Regionali del 98) si sono svolti degli stage di formazione per gli arbitri e per gli ufficiali di campo presenti.

Una bella iniziativa che certamente non può fare che bene ad un movimento che sta crescendo molto, oltre che in quantità anche in qualità. A San Lazzaro a fine di ogni partita si potevano rivedere, insieme agli arbitri della gara e ai loro istruttori, 2-3 episodi dubbi che erano capitati durante il match, con le relative valutazioni del caso. Cosa molto interessante e direi anche educativa. Presenti a Bologna diversi Istruttori arbitri davvero di primo livello, con anche Fabio Facchini.

Anche a Montecatini con la collaborazione di due istruttori super come Denis Quarta e Roberto Radaelli ci si poteva confrontare a fine partita con valutazioni nel merito di che cosa si poteva migliorare per essere ancora più efficaci nel metro arbitrale e non solo.

Ovvio che cercare di uniformare il metro di giudizio è obiettivo comune difficile da raggiungere, ma essenziale per rendere le cose più chiare a tutti, ma sono convinto che iniziative del genere non possono che fare il bene della pallacanestro e del nostro movimento giovanile.