sabato 26 settembre 2009

ANALISI DELLE RICHIESTE SPECIFICHE PER UN GIOVANE GIOCATORE DI PALLACANESTRO

Come promesso scrivo in base all'esperienza vissuta qualche giorno fa a Caorle, nell'ambito del Clinc Nazionale del CNA. A tenere la maggior parte delle lezioni, Nenad Trunic (ex giocatore nazionale serbo, anche in Italia con Udine) ora capo allenatore della nazionale serba categoria Under 16.

Fin dall'inizio mi ha colpito il suo modo di gestire la lezione, dando davvero importanza alle cose fondamentali (secondo lui) e poca a tutta la teoria che ci sta dietro.

Nelle cose certamente importanti (se non addirittura per lui la più importante) è l'allenamento integrato. Si gioca a pallacanestro facendo atletica. Unico modo per poter far migliorare i propri giocatori in maniera repentina ed efficace. Ma entriamo nel merito. Tutto quanto sto dicendo lo potete trovare nella brochure che il CNA ha preparato in occasione del Clinc (QUI).

Principi fondamentali (pagina 28):
- E' possibile sviluppare le qualitià fisiche durante il lavoro sul perfezionamento tecnico;
- Preparazione integrale (cioè fisica, atletica, tecnica, psicologica, tattica, morale);
- Allenamenti complessi (non solo tecnica pura quindi, ma balzi, scivolamenti, cambi di direzione, corsa, lancio, su una gamba, non in equilibrio...);
- Efficacia e precisione nella tecnica (tutto molto analitico e veloce);
- Automatismo - Intensità - Velocità.

Commento: posso dire che in Italia la gran parte degli allenatori-istruttori molto spesso si rivolgono soltanto all'ultimo punto in questione. Dapprima automatismo con mille ripetizioni (alle volte fino alla noia) poi cercano l'intensità e poi la velocità. Trunic invece prima di questo ci mette mille altre cose interessanti. Prima delle ripetizioni all'infinito, inserisce allenamenti fisici e atletici mentre fa tecnica.

Il volume dei suoi allenamenti è chiaramente mastondontico nei confronti della nostra semplice fila in cui uno esegue un cambio di mano e gli altri guardano. Lui in realtà mentre uno eseguo un cambio di mano, quello prima fa due piegamenti sulle braccia, quello prima ancora fa 10 balzi sul poso con un pallone medicinale da 2 kg, quello prima corre su un piede saltellando di qua e di la sulla riga laterale, quello prima fa pliometria...

Questo concetto non fa parte del nostro concetto di fare formazione. Difficilmente vedo allenatori che oltre a fare basket, svolgono anche funzione di preparatore atletico.

A Caorle mi ha dato conferma di questa sensazione anche il preparatore Supulcri, che per la prima volta (a suo dire) ha riconosciuto in Trunic un allantore che svolge con competenza sia il ruolo di allenatore di pallacanestro sia quello di preparatore atletico.

E in un basket che ogni giorno si sta evolvendo sempre di più a livello fisico e atletico come dar loro torto?

Proseguendo nel suo intervento Trunic dice:

Analisi dell'attività dei giocatori durante una partita:
- Camminata 4 minuti
- Corsa lenta 4 minuti
- Sprint 3 minuti
- Durata di uno sprint 1-5 secondi
- rimbalzi 41 secondi
- duranta media dell'attività 15 secondi
- uno sforzo intenso ogni 22 secondi
- movimenti avanti - indietro 48%
- movimenti laterali 31%
- salti (una gamba - due gambe) 21%

Analisia dell'attività agonistica nella pallacanestro:
- Massima intensità 40-60% del tempo di gioco
- Volume di corsa: play-guardie 6,5 km; ali 6 km; pivot 4,5 km.
- Durante una partita un pivot fa di media 52 rimbalzi le ali 37 e le guardie 31
- Durante una partita il 26% del tempo il battito cardiaco è sotto 160 battiti al minuto, e 74% tra 160 e 203 battiti al minuto;
- Durante una partita un giocatore fa di media: 190 accellereazioni (da 3 a 20 mt); le fasi attive durano circa 27-28 secondi; fase passive durano 20-21 secondi circa.

Il meglio deve ancora venire però. Ecco qua:

Volumi di carico:
- Alta correlazione tra volume e forma sportiva (qualità della performance)
- Giocatori di Eurolega 1.000 ore all'anno
- Giocatori Internazionali 800 ore all'anno
- Giocatori Nazionali 600 ore all'anno

Commento: se divido 600 ore diviso due fa 300 allenamenti in 300 giorni di attività (1 settembre-30 giugno) fa un allenamento al giorno sabato, domenica, natale e capodanno compresi... giusto per la cronaca!

Il settore giovanile:
- fino a 10 anni 3 volte 60/75 minuti alla settimana
- fino a 12 anni 3 volte per 90 minuti alla settimana
- 13 anni 4 x 90 alla settimana
- 14 anni 5 x 90 alla settimana
- 15 anni 6 x 90 alla settimana
- 16 anni 8 x 90 alla settimana

Trunic indica i tempi minimi di allenamento per i ragazzi che vogliono giocare a pallacanestro secondo uno standard serbo. Presumo che l'impegno sia escludendo la partita del sabato e della domenica.

Poi ci chiediamo perchè ogni volta che usciamo dal nostro ambito nazionale (campionati regionali, eccellenza e nazionali giovanili), le becchiamo da tutti.

La risposta è presto fatta. Paragoni improponibili con la maggior parte delle società in Italia.

Ma la notizia bomba deve ancora arrivare. Trunic alla fine di tutto questo discorso e avendo rappresentato questi dati, a cui noi (in Italia) non ci possiamo nemmeno avvicinare con la fantasia dice che:

"Tutto questo lavoro sui giovani rappresenta uno sviluppo graduale che porta i giovani giocatori ad avere un miglioramento costante e repenetino fino a 18/19 anni, che tutto ciò crea le migliori condizioni per una lunga vita sportiva (pochi infortuni) e che rimane la capacità di mantenere la forma sportiva per un periodo di lunga durata."

Praticamente ci sta dicendo che se facciamo più di quello che ci sta dicendo lui accelleriamo troppo i tempi e ragazzini si bruciano. Illuso!

Per finire alcuni stralci dal suo intervento a Caorle:

- Lavorare di più sulle attività ad intensità massima in tempo ristretto;
- Accelerazioni, forza esplosiva, agilità e resistenza aerobica sono qualità che dobbiamo far crescere assolutamente e costantemente nei nostri giovani giocatori;
- Nella squadre nazionali giovanili dovremmo avere dei giocatori che in ambito atletico potrebbero "giocarsela" con i campioni nazionali delle varie discipline;
- La pliometria rappresenta un sicuro, efficace e divertente modo di migliorare la preparazione della forma dei bambini rispettando le caratteristiche della loro età;
- Il salto rappresenta la forma naturale del movimento dell'infanzia
- Intensità che va oltre le esigenza di partita;
- Esercizi di contropiede con pallone medico (6 campi lunghi 16 1/4 di campo; 4-6 serie)

Beh... buon divertimento!

domenica 20 settembre 2009

COME ALLENARE IN MODO CORRETTO
DISPENSA TECNICA MASSIMO GALLI


Molti allenatori e istruttori spesso mi chiedono dispense per esercizi di pallacanestro o notizie utili al miglioramento dei propri giocatori. Pubblico volentieri in questo senso la dispensa che Massimo Galli, assistente allenatore della Nazionale Under 18 agli Europei in Francia lo scorso luglio e attualmente vice allenatore di Luca Bechi all'Angelico Biella, che mi ha inviato sul corso di Allenatore di Base che ha tenuto a Cattolica e svoltosi a giugno 2009.

Spesso infatti è inutile andare alla ricerca delle cose più complesse e complicate per esercitare e rinforzare i propri atleti a cose che poi vogliamo semplici e di facile esecuzione.

Per scaricare il Book cliccare QUI

venerdì 18 settembre 2009

CLINC NAZIONALE CNA DI PALLACANESTRO
CAORLE 12-13 SETTEMBRE 2009


Ho preso parte (obbligatoriamente) al Clinc Nazionale 2009 svolto a Caorle nello scorso fine settimana. La deroga n. 251 del Consiglio Federale mi obbligava a prendervi parte per poter allenare nei campionati d'eccellenza, visto la norma che da quest'anno vieta agli allenatori di base di sedersi in panchina come capo allenatore nell'eccellenza.
Dico subito che lo spessore del Clinc, rivolto in toto all'attività giovanile, ha chiaramanete subito un repentino cambio di veduta, sia sotto l'aspetto tecnico-tattico, sia sotto l'aspetto metodologico.

E' chiaro che lo scorso anno nel Clinc svolto a Castelfranco Veneto, Simone Pianegiani, pur avendo dimostrato qualità eccelse sia d'insegnante, sia di oratore, con una platea numerosa ma sempre attenta, ha presentato la propria esperienza di capo allenatore con Siena. Il riscontro in quella occasione (quello di tutti i giorni) sul campo per gli allenatore presenti è stato obbligatoriamente limitato. Pochi allenatori in Italia infatti possono contare su una struttura societaria che si possa avvicinare a quella di Siena. Quindi tutto molto interessante, ma difficilmente applicabile.

In questo ultimo appuntamento di Caorle, l'obiettivo settore giovanile era chiaro e il profilo pur abbassando i toni (quelli tecnico-tattici per interderci) ha certamente colpito di più i presenti, che potevano rivedere le problematiche delle proprie squadre all'interno degli allenamenti strutturati dai relatori.

Forse contenuti un po' poveri e nessuna novità particolarmente sconvolgente, se non l'allenamento integrato proposto da Trunic (di cui parlerò in un prossimo post) ma per il resto molto libro tencico e poco coraggio pedagogico.

Presente ovviamente il nuovo Presidente del CNA Giovanni Piccin che nel discorso di apertura del Clinic ha ricordato a tutti che la casa del CNA e la casa di tutti e che anche se qualcuno qualche volta si arrabbia per quello che viene cucinato in casa e/o per il programma televisivo scelto dalla maggior parte della famiglia, abbiamo il dovere di sentirci legati uno agli altri per il bene comune. Solo con il dialogo (educato) e con la formazione/aggiornamento si può progredire.

Ad maiora!











giovedì 17 settembre 2009

CITAZIONE DEL PRESIDENTE GIULIO ANDREOTTI:
"IL POTERE LOGORA CHI NON CE L'HA"


Vista e letta (sul sito Basketnet.it) la campagna denigratoria e di diffamazione nei confronti dell'ex Consigliere Federale Alberto Mattioli, in questi ultimi mesi (dopo le dimissioni dalla FIP) rientrato full time nella dirigenza Blu Basket, e "bersagliato" da articoli da parte del fondatore di basketnet (inizia da QUI) per poi passare QUI per finire a QUI ci viene spontanea una domanda.

Come mai il già citato Mattioli nelle ultime settimane portato a giudizio popolare attraverso corsi e ricorsi storici e paragonato in poche parole al potere occulto del Luciano Moggi di qualche anno fa, non è stato nei mesi scorsi inserito (dallo stesso sito internet) nei 25 Potenti del Basket italiano e neppure nei 50 personaggi importanti e neppure nelle 100 menzioni del basket nostrano?

Torno allora al titolo del post con un bel punto interegativo.

martedì 15 settembre 2009

UTILI CONSIGLI SULL'ALIMENTAZIONE
COSA IMPORTA SAPERE A UN GIOCATORE DI BASKET


Pubblico volentieri un articolo trovato casualmente su internet all'interno del sito della Sportlandia Tradate, nota società di pallacanestro fondata e gestita da due amici come Marco Carrara e Rolando Fogato.

Per leggere l'articolo basta cliccare QUI

Per collegarti al sito Sportlandia Tradate basta cliccare QUI

lunedì 14 settembre 2009

CLINIC NAZIONALE 2009 A CAORLE
INTERESSANTE INTERVISTA A COACH TRUNIC



Pubblico volentieri una bella intervista che il CNA ha pubblicato sulla dispensa che ha distribuito in occasione del Clinc Nazionale di Caorle a coach Trunic (allenatore della Nazionale Under 16 della Serbia).

LA PALLACANESTRO GIOVANILE E LA FORMAZIONE DEGLI ALLENATORI IN SERBIA

Attraverso un questionario, alle cui domande Coach Trunic ha risposto, proviamo a
conoscere alcuni aspetti della pallacanestro in Serbia.

CAMPIONATI GIOVANILI
1. Chi si occupa di definire le regole dei campionati giovanili? (esiste una commissione, formata da chi?) Esiste una commissione formata da membri che lavorano per la Federazione (5 regioni). I componenti la commissione hanno maturato esperienze diverse nell’ambito del basket (ex dirigenti, ex arbitri, ex giocatori...)

2. Quali sono le differenti categorie, indicando per la stagione 2009‐2010 l’annata di riferimento e l’età del minibasket? Per la stagione 2009‐2010 gli juniores saranno i ragazzi nati nel 1992 e 1993, i cadetti (U16) saranno i ragazzi nati nel 1994 e 1995, poi c’è la categoria che da noi si chiama “pioneers” che saranno i ragazzi nati nel 1996 e 1997, poi i “pioneers giovani” che saranno i ragazzi nati nel 1998 e 1999 e il minibasket dove giocheranno i ragazzi nati nel 2000 e più giovani.

3. Ci sono limitazioni per le dimensioni del pallone di gioco per alcune categorie? Soltanto il minibasket si gioca con il pallone più piccolo.

4. Ci sono limitazioni per l’altezza dei canestri per alcune categorie? La limitazione esiste solo per il minibasket (2.70).

5. Ci sono limitazioni per la durata di ogni singolo periodo e per quali categorie? Si, ci sta la limitazione: per il minibasket e i “pioneers giovani” si giocano 4 periodi da 8 minuti. Oltre a questo si gioca il sistema `passarella` (i primi due periodi devono giocare due diversi quintetti senza la possibilità di cambiare e soltanto nel terzo e quarto periodo l`allenatore può cambiare come vuole).

6. Quando inizia ogni singolo campionato giovanile e quando termina? Più o meno tutti i campionati giovanili iniziano nell`ultima settimana di settembre o nella prima settimana di ottobre. La durata del campionato del minibasket dipende dalle squadre iscritte (se sono poche si giocano i tornei ogni mese), però se ci sono tante squadre finisce in febbraio. Gli altri campionati finiscono con le finali nazionali che si giocano nel mese di aprile o all`inizio di maggio.

7. Ci sono finali nazionali per ogni categoria e quante squadre partecipano alle finali nazionali? Si, ci sono, e l`ultimo anno alle finali nazionali juniores e cadetti hanno partecipato 12 squadre e per i “pioneers giovani” e “pioneers” 8 squadre.

8. Ci sono regole speciali e per quali categorie (ad esempio divieto di giocare a zona, obbligo di utilizzo giocatori, divieto tiro 3 punti, etc.)? Le regole speciali esistono per i campionati sotto la categoria U16:
• E` vietato giocare la zona e la zona press
• L`attacco dura 35 secondi
• E` vietato fare i blocchi
• Non esiste il tiro da 3 punti
• Il giocatore non puo` stare fermo con il pallone in mano più di 5 secondi

9. Gli arbitri sono sempre presenti in tutte le partite di ogni categoria? Si, sono presenti sempre due arbitri in tutte le partite di ogni categoria.

10. A che età i ragazzi finiscono la scuola? Nel 2009 hanno finito la scuola elementare i ragazzi nati nel 1994 (in Serbia la scuola elementare comincia nell`età di 7 e dura 8 anni, poi c’è la scuola media che dura 4 anni, quindi l’università).

11. Sono possibili doppi tesseramenti, per quali età e con quali regole? Ci sono doppi tesseramenti soltanto per i seniores (per esempio i giocatori giovani che sono tesserati per la prima squadra possono contemporaneamente giocare al livello più basso: in Italia sarebbe che i giocatori di A1 possono giocare i campionati A2, B1, B2...). I giocatori della stessa squadra possono giocare contemporaneamente per le due categorie (per esempio per i cadetti ed i juniores).

12. Esiste un campionato di sviluppo per chi finisce i campionati giovanili? Esiste per i ragazzi che escono dagli juniores, però è di bassa qualità e credo che sarà sospeso.


FORMAZIONE ALLENATORI
1. A chi è demandata la formazione (federazione, associazione allenatori, università,
agenzie)?
La formazione è demandata all`Associazione Allenatori.

2. I docenti dei corsi di formazione devono a loro volta aver fatto una formazione per poter insegnare? No, perché hanno comunque il livello più alto di formazione.

3. Quali sono i livelli di qualifica e corrispondente abilitazione ad allenare quali categorie? Esistono i tre livelli:
• ``PERMESSO BIANCO`` (il campionato d`estate, il minibasket, il campionato regionale)
• ``PERMESSO BLU`` (tutte le categorie giovanili e il campionato del terzo livello – corrisponde alla A dilettanti italiana)
• ``PERMESSO ROSSO`` (per tutti i campionati; i titolari sono i membri del `World Association of Basketball Coaches` e ricevono il tesseramento FIBA Coach)

4. Mediamente quante ore (teoriche e pratiche) ci sono per ogni livello di formazione?
PERMESSO BIANCO: esistono i corsi di formazione permanente (4 volte per 3 giorni), sono obbligati a partecipare ai ``Giorni di allenatori del settore giovanile`` (un weekend all`anno; di solito si svolge durante il torneo finale di una categoria) e il Basketball Clinic (un weekend all`anno: si svolge alla fine dei play‐off).
PERMESSO BLU: tutto è lo stesso come per il permesso bianco, ma devono avere il minimo di 4 anni dell`esperienza di giocatore o allenatore delle categorie di sotto oppure devono essere gli studenti delle scuole per gli allenatori che fanno parte delle Università (io sono il professore in uno dei due Collegi di questo tipo che esistono a Belgrado; durano tre anni).
PERMESSO ROSSO: devono avere 8 anni di esperienza come allenatori del settore giovanile o ex giocatori al livello nazionale, la laurea ottenuta in questi collegi, presenza obbligatoria in Basketball Clinic.

5. Quanto costano i corsi di formazione permanente? I corsi di formazione permanente sono gratuiti.

6. Esistono esami di ammissione per ogni livello di corso? No.

7. Esistono esami finali per ogni livello di corso? No.

8. Esiste un percorso formativo specifico per allenare le categorie giovanili? Quanto dura? Non esiste oltre a quello che ho già detto, a parte che nei collegi dopo il terzo anno ci sta la specializzazione per allenare le categorie giovanili.

9. Esiste obbligo di fare tirocinio? In che misura e con quali modalità? L`obbligo non esiste però l`Associazione allenatori invia ogni anno una decina di allenatori a fare il tirocinio dai nostri allenatori migliori (Obradovic, Pesic...) o in NBA (2 allenatori due settimane all`anno).

10. Esiste un programma di aggiornamento obbligatorio?
Ogni anno devono essere presenti sui corsi di cui ho già parlato e devono pagare la tassa annuale.

11. Esiste una formazione a distanza? No.

12. Quanto spende mediamente un allenatore per la tessera annuale?
PERMESSO BIANCO: la tassa annuale e` piu` o meno 50 euro
PERMESSO BLU: la tassa annuale e` 80, 120 e 150 euro secondo il livello della competizione dove si lavora
PERMESSO ROSSO: la tassa è 300 euro per la A1 serba e 200 euro per la A2 serba

Tutta la brochure del Clinc la potete recuperare cliccando QUI

domenica 6 settembre 2009

SECONDO LA FIP CHI HA LA TESSERA PIU' ALTA E' PIU' BRAVO AD ALLENARE. ALMENO COSI' PARE!

Mi batto ormai da anni (inutilmente tra l'altro) per far passare il concetto che non sempre chi ha la tessera di allenatore nazionale sia più bravo e preparato di chi invece ha solo la tessera di allenatore di base o di allenatore.

Lotta chiaramente inutile perchè in un sistema dove al vertice (Consiglio Direttivo del CNA) non sono rappresentati tutti gli allenatori, ma solo parte di essi è difficile predisporre norme e regole che agevolino il lavoro di tutti.

Infatti della DOA 2009-2010 come un fulmine a ciel sereno ecco lo stralcio inquitante:

RESPONSABILE SETTORE GIOVANILE

Nell'ottica del miglioramento e della valorizzazione dei settori giovanili, si inserisce, a partire dalla stagione sportiva 2009/2010, la figura di un responsabile di settore giovanile con tessera di Allenatore Nazionale che lavori esclusivamente con i giovani e non con la prima squadra.
Nei Campionati Professionistici e nel Campionato di serie A Dilettanti l’istituzione del Responsabile del Settore Giovanile è obbligatoria già dall’anno sportivo 2009/2010, mentre nel Campionato di A1 femminile l’obbligo partirà dall’anno sportivo 2010/2011.

Campionati professionistici: tesseramento gare in esclusiva per squadre giovanile, impossibilità di inserimento nella lista N della prima squadra.
Serie A dilettanti e serie A1/F: tesseramento gare in esclusiva per squadre giovanile e impossibilità di inserimento nella lista N della prima squadra.

Per la stagione 2010/2011 e seguenti, dopo la sperimentazione e la riforma dei campionati, sarà valutata l’ipotesi di inserirlo gradualmente in tutti i campionati.


Questa regola introdotta nella DOA del Responsabile del Settore Giovanile che deve avere la tessera di allenatore nazionale, è un'altra bella trovata per mantenere un autopotere di nomina proposta e votata dai soliti "Baroni del Basket" che cercano a tutti i costi di mantenersi contratto e stipendio garantito anche in un periodo di crisi economica come quello di questo ultimo periodo.

Naturalmente sfido il Consiglio Federale a giudicare l'iniziativa (sperimentata nella stagione in corso) non idonea per il futuro. Che ridere...

Ah, piccolo problema. Nelle DOA non viene specificata la sanzione per chi non ottempera alla regola... quindi aspettiamoci di tutto.

FINALE A SORPESA PER I PUNTI PAO
UNA BUFALA GRANDE COME UNA CASA

Ci hanno fatto un mazzo così nel corso di questi ultimi tre anni con l'acquisizione dei punti PAO per tutti gli allenatori in Italia. Sembrava che il movimento dei coach con questa grande iniziativa (su disposizione CONI) avesse risolto gran parte dei problemi che la attanagliavano. Sia a Carlo Recalcati che a Gaetano Gebbia (di fatto i fautori e promotori dell'iniziativa) gli s'illuminavano gli occhi a parlare di Programma di Aggiornamento Obbligatorio. Allenatori pronti a tutto pur di conquistare i punti necessari all'acquisizione della tessera gara dell'anno successivo, gente disposta a macinare chilometri in giro per l'Italia alla ricerca di riunione tecniche pur di raggiungere gli agognati punti PAO...

Insomma per la prima volta, la FIP in prima battuta e il CNA in seconda parevano aver imboccato la strada del rigore e del migliormamento del movimento.

Invece ad un certo punto durante questa ultima calda estate cosa succede? A pochi giorni dalla fine del primo periodo dei PAO (settembre 2007 - settembre 2009) vengono pubblicate delle considerazioni del nuovo Presidente del CNA Giovanni Piccin di cui riporto qualche stralcio un po' sibilline:

In relazione alle richieste pervenute circa la necessità di spiegazioni sulle modalità di chiusura del Programma di Aggiornamento Obbligatorio dell’ultimo biennio, ritengo necessario puntualizzare alcuni importanti aspetti che hanno portato alle decisione deliberate.

1. l’aggiornamento introdotto a livello nazionale nell’anno 2007 deve considerarsi sperimentale, quindi perfettibile sia nella modalità che nell’applicazione; (mmm...)

3. si è ritenuto prevenire le possibili richieste di deroga per assecondare indiscriminatamente gli inadempienti; (ma come... ci siamo fatti un mazzo così... inadempienti!!)

8. si è ritenuto applicare una sanzione amministrativa non indiscriminata, ma ai soli soggetti che hanno dimostrato la volontà di aggiornarsi con un numero minimo di crediti, senza peraltro aver potuto completare il percorso di aggiornamento per vari ed a volte plausibili motivi; (validi e plausibili motivi...)

9. ritenere la sanzione amministrativa non un mero ritorno economico, ma l’evidenziazione di una diversità di rapporto verso coloro che non hanno rispettato le regole;

Convinto di aver operato al meglio nei confronti del movimento rimango, unitamente ai componenti del Consiglio Direttivo, a disposizione degli iscritti e del movimento in generale per migliorare operativamente la struttura del CNA.

Cordiali saluti
Giovanni Piccin


Quindi tutto quanto detto sull'importanza legata al miglioramento della categoria grazie alle riunione obbligatorie di aggiornamento era pure falsità? Quindi tutto il castello legato ai crediti obbligatori adesso si riduce sempicemente ad una tassa da pagare?

Rimango sconcertato.

A presto.

In allegato le considerazioni del Presidente del CNA Piccin in versione integrale

Tutto o quasi una questione di soldi

Interessante lettera dal Piemonte

Interessante lettera dal Veneto

mercoledì 17 giugno 2009

INIZIATA LA STAGIONE ESTIVA A FOLLONICA
FINITA LA TREGUA... SI FA SUL SERIO


Domenica 14 giugno alle ore 17.00 con l'arrivo di tre pullman da Milano (Foro Bonaparte) tre pullman da Roma (Aereporto di Fiumicino) e un pulmino da L'Aquila è iniziata ufficialmente la tanto sospirata stagione numero 54 presso il Villaggio Marino di Follonica.

Con l'inizio della stagione estiva in colonia, rallenta anche la possibilità materiale di aggiornamento del mio blog.

Potete comunque seguire l'attività di Follonica cliccando sul Blog del Villaggio che trovate QUI

Nell'attesa di nuove news sul basket un saluto a tutti.

Se volete avere un aggiornamento statistico interessante sulle ultime finali Under 19 a Salsomaggiore potete collegarvi a questo link e scaricare l'allegato in excel.

giovedì 11 giugno 2009

SI TORNA ALLE CARICA DEL BASKET GIOVANILE
QUALCHE CHICCA DOPO LE FINALI A SALSO


Dopo qualche giorno dalle Finali Nazionali Under 19 a Salsomaggiore prendo carta e penna come si faceva una volta per scrivere le impressioni sulla massima manifestazione giovanile. Userò come già successo nel passato il mitico alfabeto per richiamare gli argomenti più appetitosi.

A come Arbitri: a mio parere ottimo livello. Ho avuto 4 coppie una meglio dell’altra. Tutti arbitri che ho visto arbitrare durante la stagione regolare della serie A dilettanti e che sono certamente il miglior ricambio generazionale per quelli che stanno ai piani superiori. E’ chiaro che posso essere stato fortunato nelle designazioni (ho letto qualche commento negativo sui grigi sul forum di basket caffè) mi sembra però di aver visto gente disponibile al dialogo e non chiusa in un silenzio difficile da penetrare. Voto 9

B come gruppo B: continuo a non capire la sostanza del gruppo B. E’ vero che le regioni che non organizzano le fasi d’eccellenza di fatto non avranno mai la possibilità di una ribalta nazionale (come successo per esempio per Francavilla quest’anno) però mi sembra un po’ eccessivo (e anche illusorio) organizzare tutta sta roba per questa motivazione. Piuttosto facciamo le Final Four delle squadre sotto età, con i rispettivi Comitati Regionali che organizzano la fascia open B Under 18. Voto 4

C come Coach: è chiaro che alle Finali Under 19 ci dovrebbero essere i migliori allenatori in giro per l’Italia a livello giovanile. Se mi posso permettere una piccola osservazione (non ho gli strumenti, ne la presunzione di giudicare i colleghi) è difficile sentire dalla panchina consigli, sgridate, modi di dire… utili da aggiungere al proprio bagaglio. Non ho potuto vedere tante partite, ma quelle poche che ho visto, ho sentito solo cose scontate. Un po’ di fantasia dai. Voto 6

D come Deretano: quello che abbiamo avuto noi di Bergamo alle seconda e decisiva partita contro Biella. Due secondi dalla fine del secondo quarto, rimessa da fondo, due palleggi di Lele Deligios, tiro da metà campo, ciuff netto. Quelli di Biella mani nei capelli. Noi tutti in gas. Un bel segnale visto poi come è finita la gara (vittoria Bergamo ndr). Ogni tanto un po’ di culo ci vuole.

E come Eugenio: ho visto Eugenio Crotti (Presidente del Consiglio Direttivo del Settore Giovanile) vestito ogni giorno con colori sgargianti o con abiti “da prima”. Ogni giorno qualche particolare sorprendente. Voto 10 per l’esuberanza.

F come Fabio: mi hanno raccontato di un Fabio Corbani un po’ in difficoltà sul meno 8 nel secondo periodo nella finalissima contro Siena. Beh, penso che sia stato un bene, un momento di debolezza e anche un po’ di crisi, visto che vincere l’ennesima partita di 30 o 40 punti di scarto non avrebbe dato un po’ di sale ad una vittoria annunciata. Alle volte mantenere le premesse iniziali è già un bel successo. Da valutare meglio la polemica contro gli allenatori dai pantaloni corti. Voto 8 ½

G come Girone B: il girone B quello nostro di Biella, Bergamo, Rimini e Stella Azzurra, non aveva sulla carta una squadra che potesse vincere il girone a mani basse. Questa era stata la considerazione degli addetti ai lavori prima dell’inizio. E in effetti dopo due giornate tutte e quattro le squadre potevano arrivare prime e ultime. Sulla carta Bergamo doveva essere la quarta e Roma la prima. Alle volte però le quotazioni iniziali non bastano. Voto 10 ai primi dieci minuti di fuoco di Stella Azzurra contro di noi (7/8 da tre e grande intensità)… poi però voto 5 per i restanti 11 periodi.

H come Hotel: Grazie all’imboccata di Cristian (allenatore di Udine), siamo stati molto bene all’Hotel Bolognese. Un 4 stelle, anche se non eccezionale, bello e confortevole. Grazie. Voto 9

I come Italia: durante le finali ci sono stati diversi giocatori che possono far gola alla nazionale di Ramagli e Galli in vista per l’europeo in Francia. Qualcuno anche magari non proprio conosciuto e visionato perfettamente dal SSNM come ad esempio Torgano di Desio. Giocatore quadrato, utile, ben “fisicato” e con buon talento. Peccato che la lista dei 24 sia già stata consegnata alla FIBA.

L come Livorno: pare abbastanza scontato che il giudice sportivo abbia visionato il filmato della gara Livorno Palestrina prima di prendere i provvedimenti disciplinari, dopo il famoso parapiglia verso fine gara. Anche perché dopo la beffa della sconfitta in volata per Palestrina in effetti il danno poteva bastare.

M come Melli: è chiaro che Niccolò avrebbe fatto carte false per giocare con i suoi amici queste finali. E’ altrettanto chiaro che a guardare da lontano sulla scelta di Reggio Emilia c’era il Settore Squadre Nazionali con convocazione probabile con la Nazionale A, quella certa dell’Under 20 e quella obbligatoria dell’Under 18. Quindi capisco la difficoltà di affrontare l’argomento con la dovuta leggerezza. Sarebbe stato bello vedere Niccolò in campo con Reggio Emilia alle finali, perchè il basket è soprattutto giocare con passione con i propri amici, per poi rivederlo in Francia con i ragazzi dell’Italia Under 18… ma alle volte al cuore bisogna anteporre gli affari.

N come NOOOOO!: a 2 munti dalla fine più sette con Udine per l’accesso alle semifinali. Due triple di Udine (Maganza e Contento) partita prima riaperta e poi persa. Ma no cazzo!!

O come Oltretomba: molti i personaggi delle prima repubblica del basket resuscitati anche in questa nuova legislatura (e qualcuno presente anche a Salso). Ora bisogna capire se è meglio avere a che fare con uno che capisce di basket affossato dalla vecchia legislatura e che cerca di ricostruirsi un ruolo per provare a spiccare di nuovo il volo, oppure uno che chiamato a rappresentare il nuovo non sa nemmeno se il basket si gioca in 5 o in 6? Giusto per farmi qualche amico in più, voto 3 a entrambi.

P come Procuratori: fino a qualche anno fa i ragazzi fino a 20 anni non se li filava nessuno. Solo magari il talento più futuribile veniva avvicinato da questa o quell’altra agenzia. Adesso invece mi sembra che si stia esagerando. Troppo spesso i procuratori hanno un modo di avvicinarsi ai giocatori minorenni che potrebbe far incorrere in segnalazioni alla procura della repubblica. Stiamo attenti a quello che succede perché passare da una richiesta di amicizia su face-book ad una denuncia per pedofilia con titolone sul giornale è cosa molto più probabile di quello che si pensi.

Q come Querelle: durante le giornate di Salso molte sono state le querelle. Momenti più o meno simpatici tra gli addetti ai lavori. Il massimo però è quando vedi due addetti che parlano in amicizia tra di loro e dopo pochi secondi li ritrovi in posti diversi con persone diverse che sputtanano l’amico “presunto” di prima. Che tristezza.

R come Ridimensionamento: in molti hanno parlato durante le finali di ridimensionamento delle spese nel mondo del basket più in generale, ma anche nel mondo giovanile. Qualche squadra di serie A, vorrebbe spendere meno ottenendo però qualcosa in più. Per ora tutta questa crisi ha portato molti allenatori professionisti a non avere ancora la panchina. Per cui a parità di qualità (è chiaro che tra Messina e Schiavi le differenza si notano) quello che costa meno, magari professore di educazione fisica o proprietario di una farmacia con altro reddito a disposizione, quest’ultimo abbassando l'ingaggio ha salva la panca. Voto 6

S come Salsomaggiore: ho sempre sostenuto la candidatura di posti come Salsomaggiore o Montecatini per l’organizzazione delle Finali nazionali giovanili. Posti comodi da raggiungere un po’ per tutti, grande ricettività alberghiera e palestre capienti. E’ vero che il Palazzetto di Salso avrebbe bisogno di un restyling però non accetto le critiche a prescindere. E’ vero c’era il 24 secondi che non funzionava bene… ma per carità meglio stare a Salso (con tutti gli addetti ai lavori presenti e con una finalissima davanti a 1.500 spettatori) piuttosto che andare nel profondo sud con il palazzetto nuovo di zecca ma con nessuno in tribuna. Piuttosto non capisco cosa aspetti la FIP a “vendere” l’organizzazione delle Finali nazionali a chi fa di questa passione il proprio lavoro. Tutte le Finali da quelle Under 19 a quelle (speriamo) Under 14 del prossimo anno dovrebbero essere organizzate da Giuseppe Zucconi e la sua band. Cosa aspettiamo. Abbiamo visto che funziona… con un Trofeo delle Regioni impeccabile nell'organizzazione... perché non proseguire su quella strada!!! Voto 9

T come TV: Starchannel con il mitico e instancabile Ginaluca Menini ha fatto un gran lavoro. Purtroppo per problemi legati alla connessione data da Telecom, molte delle partite che dovevano andare in diretta non si sono potute vedere per il grande afflusso nella home page di Starchannel. Si parla di oltre 30 mila contatti al giorno. Vi assicuro che non è poco. Complimenti a Starchannel. Non mollate. Anche se c’è qualche furbo che vi ha chiesto il dvd per ridarvelo dopo qualche minuto facendo la copia a sbaffo e senza pagarlo, sappiate che ci saremo sempre noi e Desio che usufruiremo del vostro servizio consapevoli del grande lavoro che fate. Grazie. Voto 10

U come Udine: la Snaidero Udine Under 19 è stata la grande sorpresa della Finali Under 19. Ha vinto nel girone contro la Virtus Bologna. Ha raggiunto le semifinali, lottando fino all’ultimo pallone con Siena per l’accesso alla finalissima. E’ stata l’unica squadra delle quattro arrivate alle semifinali a giocare tutti i giorni. Ha vinto 5 partite all’ultimo minuto durante le finali e ne ha vinte almeno altre cinque nella fase interregionale. Dopo l’eliminazione negli ultimi due anni per differenza canestri (Montecatini e Barletta) la buona sorte ha ridato indietro tutto quello che Contento e Maganza avevano in credito. Coach Braidotti ha fatto in 4 anni un grande lavoro e gran parte del merito per questa splendida vittoria sportiva è suo. Peccato che al momento non sia confermato a Udine e che cerchi una panchina. Voto 10

V come Virtus Bologna: nel ranking iniziale della Finali di Salso era dietro le altre due big (Siena e Treviso) avendo tutta la squadra (tranne Mantoan) sotto età. E’ chiaro che la sconfitta nel girone con Udine e i troppi punti di scarto in semifinale con Treviso non solo un bel segnale per un gruppo di giocatori che fino a qualche mese fa era paragonato ai migliori tra i prospetti che ci sono in Europa. Non vorrei che tra un paio d’anni ci fosse la solita differenza di valore tra i nostri (relegati ai campionati di serie B e C) e quelli dei club stranieri invece protagonisti assoluti in Eurolega. Speriamo in bene. Voto 6

Z come Zelante: se sono state troppo zelante fatemelo sapere…

A presto.

giovedì 4 giugno 2009

A SALSOMAGGIORE IL MEGLIO DEI GIOVANI
OTTIMO IL LIVELLO DEGLI ARBITRI PRESENTI


Nei prossimi giorni avrò più tempo e anche modo di parlare un po' più in maniera approffondita di quello che sta succedendo in questi giorni a Salsomaggiore, nell'ambito delle Finali Nazionali Under 19.

Oggi volevo solo dire che nelle prime tre giornate ho avuto con la mia squadra tre arbitraggi davvero buoni. A mio modo di vedere al limite della perfezione. Lo dico non solo nelle due gare vinte (Rimini e Biella) a cui forse sarebbe facile fare abbinare considerazioni del genere, ma anche nella partita con Stella Azzurra Roma persa in volata, seppur i due arbitri (uno tra l'altro sosia di Paparesta) abbiano lasciato un po' correre sull'eccessiva aggressività iniziale di Roma, il livello medio delle chiamate è stato certamente sopra categoria.

E' chiaro che gli arbitri presenti rappresentino il meglio che ci sia a livello di fischietti in carriera, ma altrettanto vero che le note polemiche sul ricambio generazionale denunciato dalla categoria non ha proprio tutti i fondamenti, vedendo i fischietti presenti a Salso.

Gli arbitri ci sono e sono anche bravi. Come con i giovani, alle volte basta un po' di coraggio in più e un po' di faziosità in meno.

La nota più positiva a mio parere è stata in queste tre partite, il possibile dialogo e il buon rapporto di vicinato tra arbitri e allenatori. Se l'allenatore di turno con educazione e buon senso vuole dire la sua, i due grigi sono li anche per quello e magari una battuta al momento giusto e nel modo giusto può diventare spunto di riflessione anche per gli arbitri.

Per ora nelle mie partite è stato così. E' facile per gli arbitri (la maggior parte con poca esperienza) nascondersi dietro ammonizioni, tecnici o sguardi intimidatori da lontano. E' più difficle invece (ma forse anche più intigrante) mettersi a disposizione di allenatori e giocatori per far migliorare il movimento, ascoltando e capendo le ragioni degli uni e degli altri... Quindi grazie.

ps. volete sapere una delle battute giusta di ieri? eccola:

Io: Baldini, Baldini (arbitro di Firenze), ma non erano passi quelli del lungo?
Baldini: Senza la palla in mano è dura fare passi! E comunque non mi chiamare Baldini.
Io: Ah scusa, anche perchè altrimenti il collega lo dovrei chiamare Fiorello e non è bello!
...tutti e due a ridere...

giovedì 28 maggio 2009

DALLA PREALPINA DI LUNEDI' 25 MAGGIO 2009


Rimadesio si conferma ai vertici nazionali

In attesa di definire la posizione di Rocco



Conferma importante ai vertici del movimento nazionale per il settore giovanile dell’Aurora Desio. Le finali nazionali Under 19 raggiunte dal gruppo 1990-1991-1992 grazie al terzo posto nel girone D dell’Interzona interregionale riportano infatti la cittadina brianzola tra le migliori 16 d’Italia a 9 anni di distanza dall’ultima "comparsata" (legata al gruppo 1980 - rafforzato da Matteo Formenti, oggi in LegAdue a Casale Monferrato - di Enrico Ferrari che si qualificò per le finali di Reggio Calabria nell’ormai lontano 99/2000).

Risultati che fanno nuovamente inserire il vivaio della società bluarancio tra i migliori in assoluto della Lombardia, come conferma il coach Enrico Rocco:
«Lo scorso anno abbiamo raccolto tantissimo in termini di risultati, conquistando l’accesso a due finali nazionali più lo scudettino B con gli Under 19 ed il titolo provinciale Under 14; per la stagione ancora in corso possiamo comunque essere altrettanto soddisfatti, considerando il ritorno tra le migliori 16 squadre d’Italia Under 19 - sostiene il referente regionale Fip - Pur con qualche alto e basso di troppo per le categorie Under 17 ed Under 14 il nostro settore giovanile resta un punto di riferimento molto importante. I motivi di soddisfazione sono quelli di vedere 6 giocatori delle giovanili avere minutaggi e ruoli importanti in prima squadra, e quello di portare alle finali Under 19 un gruppo composto quasi interamente da atleti "sotto età". Anche se ribadisco che il vivaio di Desio è paragonabile ad una eccellente scuola superiore ma il ruolo delle università dovrebbe toccare ai club di serie A».

In vista della fase finale dell’annata sportiva in corso - tra le finali di Salsomaggiore e l’Interzona Under 15 al via domenica a Fossò - tra le priorità della società del presidente Papaianni c’è proprio quella di definire il ruolo di Rocco, che al di là dell’opzione-Milano ormai sfumata (potrebbe invece essere il "cavallo di ritorno" Marco Gandini - attualmente vice di Marco Crespi a Casale Monferrato - il candidato per il ruolo di responsabile delle giovanili dell’Armani Junior) vuole "delimitare" di più e meglio i suoi impegni con l’Aurora:

«L’obiettivo della società è quello di proseguire il rapporto ma al momento è giusto concentrarsi sui prossimi impegni e definire le strategie dopo le finali Juniores - conferma il tecnico di Desio che quest’anno ha guidato la prima squadra di C1 ed i gruppi Under 19 ed Under 17 - In linea di massima sarei disponibile a mantenere l’incarico alla guida della prima squadra con un gruppo giovanile, però gli impegni con la Nazionale A mi terranno lontano per qualche mese e pensare di fare l’allenatore-manager come lo scorso anno non è possibile. Resta comunque chiaro che il vivaio dell’Aurora sarebbe ottimo anche qualora io dovessi prendere altre strade: in questi anni sono cresciuti in casa allenatori molto validi come Federico Castoldi e Davide Villa, e lo stesso Gabriele Ghirelli sta seguendo un percorso di formazione e crescita assai importante, non trascurando il ruolo fondamentale di Turati ed Illiano per formare giocatori nelle fasce basse dell’attività».

mercoledì 20 maggio 2009

RISOLUZIONI DEL TEST SCRITTO PER L'AMMISSIONE AL PRIMO ANNO DEL CORSO ALLENATORI

Grazie alla collaborazione di un corsista che come me ha preso parte il 20 aprile a Milano al pre-esame del corso allenatori (primo anno), posso pubblicare finalmente le risposte esatte al test. Dopo aver avuto la certezza delle risposte confermo anche che la "bagarre" e le lamentele un po' di tutti i corsisti erano ampiamente giustificate. Ha fatto bene quindi il Consiglio Direttivo del CNA a trasformare le zero errori per l'ammissione a due errori possibili.

In rosso le risposte esatte. Per visualizzare meglio potete cliccare sull'immagine.

martedì 19 maggio 2009

IL SETTORE GIOVANILE (FORSE) COMPONE I GIRONI DELLE FINALI NAZIONALI UNDER 19 A SALSO

Alle ore 21.00 circa di lunedì 18 maggio con una mail a tutte le Società coinvolte nelle finali di Salso sono usciti i gironi della Finali Nazionali Under 19 d'eccellenza. Ecco il comunicato del Settore Giovanile:

Il Settore Giovanile, sentito il Responsabile Tecnico del Settore Squadre Nazionali maschili, ha composto i 4 gironi eliminatori di 4 squadre ciascuno, che si incontreranno con la formula all’italiana con gare di sola andata, vale in via definitiva per la classifica dei quattro gironi l’art. 113 R.E.

Le prime classificate dei quattro gironi saranno ammesse direttamente ai quarti, le seconde e terze classificate disputeranno degli spareggi. Le vincenti degli spareggi saranno ammesse ai quarti. Le vincenti dei quarti saranno ammesse alle semifinali. Le due perdenti delle semifinali disputeranno la finale per il 3° e 4° posto, le due vincenti delle semifinali disputeranno la finale 1° e 2° posto. Alla prima classificata sarà assegnato il titolo di Campione d’Italia 2009.

Girone A
US Palestrina
Snaidero Udine
Pall. Don Bosco Livorno
Medusa Virtus Pall. Bologna

Girone B
Basket Rimini Crabs
Stella Azzurra Roma
Banca Sella Pall. Biella
Comark Bergamo

Girone C
Virtus Siena
Benetton Treviso
Banca Tercas Teramo
Victoria Lib. Pall. Pesaro

Girone D
Montepaschi Siena
Virtus Roma
Trenkwalder Pall. Reggiana
Rimadesio Pall. Aurora Desio

Fin qui non ci sarebbe nulla di male se non che ieri (lunedì 18 maggio) verso le ore 14.00 mi arriva una telefonata di un allenatore toscano che mi chiede filmati video della Snaidero Udine che è inserita nel loro girone alle finali nazionali e che era nostra avversaria nel girone interregionale.

Finisco la telefonata, dicendogli che non riprendiamo le partite e che quindi non ho nulla da dare, e mi collego alla casella di posta elettronica della mia Società, essendo certo della comunicazione dei gironi e del calendario da parte della FIP. Invece, a sopresa, nessuna comunicazione.

Allora ritelefono all'allenatore toscano e gli chiedo come avesse saputo la composizione dei gironi, visto che ufficialmente non era uscito ancora nulla. "Ma sai mi ha chiamato il nostro dirigente e me gli ha detti!"

Un noto allenatore lombardo di taglia XXL, con cui avevo parlato di sta roba, a quel punto chiama la FIP di Roma, ufficio Settore Giovanile e la gli dicono che il comunicato non è ancora pubblico in quanto stavano aspettando il risultato di una partita.

"Ma se un allenatore toscano mi ha già detto il loro girone e il nostro" - questo il commento del "grande" allenatore lombardo al telefono con la FIP. Silenzio dall'altra parte.

Va beh... avete già capito tutto. Il problema non è tanto che il coach toscano con il suo dirigente amico del solito ex federale che gli ha fatto sapere i gironi prima ancora che li pubblicassero... quello alla fine ci sta... anche Moggi sapeva gli arbitri della sue partite prima ancora che ci fossero le designazioni...

Il problema è che il comunicato è chiaro: Il Settore Giovanile, sentito il Responsabile Tecnico del Settore Squadre Nazionali ha redatto...". In realtà bisognerebbe scrivere: "Il Settore Giovanile sentito il Responsabile Tecnico del Settore Giovanile che a sua volta ha sentito l'allenatore più ricco d'Italia, quello più rosso, quello più verde, per poi sentire anche il dirigente X piuttosto che quello Y ha redatto i gironi...

che ridere che mi fanno... ma va bene così...

Buon divertimento a Salso...!!

sabato 16 maggio 2009

PILLASTRINI: AMORE PER LA PALL. VARESE
PRIMA PERO' VOTO DI FIDUCIA!!!


Riporto una frase sibillina di coach Pillastrini sul suo futuro a Varese. Non mi è piaciuta per niente, non perchè l'ha detta, ma perchè dietro a quella frase si nascondono problemi economici che se non verranno superati metterebbero a rischio il progetto intrapreso il giorno dopo la retroccesione. Queste parte dell'intervista (che potete leggere interamente su www.laprovinciadivarese.it)

Articolo di Caielli: ... Però è arrivato il momento di parlare un po' del futuro: tre settimane fa, dopo la partita con Veroli, ci aveva pregato di non chiedergli nulla su quello che sarebbe successo da lì in avanti, perché aveva voglia di godersi quel momento meraviglioso. Ora è passato un po' di tempo, e il Pilla non ha problemi a guardare avanti, provando a rispondere a qualcuna delle domande che tutti in città si stanno facendo: «Ci sono - dice - delle scadenze burocratiche di competenza della società: bisogna chiudere l'annata scorsa e assolvere gli adempimenti per iscrivere la squadra al prossimo campionato».

"Assolvere gli adempimenti" a casa mia significa solo una cosa e la frase non è bella per iniziare a programmare il futuro.

mercoledì 13 maggio 2009

ESISTE UNA DEONTOLOGIA DELL'ALLENARE?
MEGLIO VALUTARE ALLENATORI O PERSONE?


Sono andato alla ricerca di un codice deontologico degli allenatori. Non solo quelli di pallacanestro, ma più in generale degli Allenatori di qualsiasi sport, non a caso Allenatori con la A maiuscola.

Nel mondo web ci sono diversi documenti che riguardano per lo più codici di autoregolamentazione di Allenatori che si associano tra di loro per salvaguardare interessi comuni.

E' difficile però trovare un codice etico deontologico che riguardi l'attività di Allenatore fine a se stessa, senza associazioni o contornismi vari.

Dovrebbe essere il CONI forse, che dovrebbe farsi carico di una editto del genere.

Uno degli aspetti deontologici di un Allenatore, dovrebbe essere quello di non parlare mai male in pubblico (ma forse anche in privato) di un collega. Ma questa volta non esiterò alla poca osservanza di questa regola, per mettere a frutto quello che ormai sto pensando da giorni.

Dicevo, non si dovrebbe mai parlare mai di colleghi. Però mi permettto di dissintire su atteggiamenti di "qualcuno" visto e incontrato nelle ultime settimane per un semplice fatto di cronaca che riporto.

Quando si affronta una partita, ognuno di noi ha più o meno motivazioni in base alla gara che devi giocare, agli avversari con cui ti devi confrontare e all'altro allenatore che devi cercare di "fregare" (in termini sportivi naturalmente). Ci sono state partite quest'anno, ma più in generale, nel corso della mia ormai quasi trentennale carriera, in cui ero comunque poco motivato a dare il mio contributo alla causa e altre invece dove fin dall'inizio, con l'argento vivo addosso, mi muovevo saltando di qua e di la lungo il box della panchina.

Tutto questo penso faccia parte del gioco e la gioia e il divertimento di sedermi in panchina quasi 100 volte all'anno, mi ha fatto passare con allegria e felicità questi miei primi 40 anni.

Passiamo alla cronaca. In tutti questi anni di militanza non mi era mai capitato di vedere un allenatore avversario così carico per affossare gli avversari e l'altro allenatore che sono rimasto non solo stupito, ma anche molto deluso e "arrabbiato".

Cercare di vincere una partita ci sta. Farlo con ardore e passione sono la base dello sport, ma superare nei modi, negli atteggiamenti e nelle parole in campo (e fuori) quelle norme non scritte di correttezza e lealtà allora qua si precipita da un altra parte.

L'esaltazione immotivata, il fomentare le persone al seguito e il mancato rispetto degli avversari sono cose che non dovrebbero far parte dei comportamenti di nessuno. A maggior ragione quando si parla di Allenatori giovanili.

Nel passato ho commesso molti errori, alle volte giustamente ho dovuto tornare indietro e chiedere scusa. Ma questa volta, caro amico, hai sbagliato pure tu di grasso... cioè grosso.

martedì 12 maggio 2009

VARESE: 11 MAGGIO 1999 - 11 MAGGIO 2009
UNO SCUDETTO CHE VALE UNA STELLA


Non posso non festeggiare una giornata storica per la pallacanestro a Varese. Non posso non fermarmi un attimo e ricordare quella serata dell'11 maggio a Varese. La serata dello scudetto numero 10 di Varese. La serata della stella.

Gara tre a Varese: Varese Rooster-Benetton Treviso. Un ora prima della partita seduto sui gradini zona distinti, con il solito biglietto omaggio degli allenatori della giovanili. Dopo poco tutto esaurito. Palazzetto oltre quota 5.000, forse 6.000. Tutti stipati per vedere scrivere la storia.

Il ricordo più vivo, oltre al balletto di Pozzecco con il naso rotto, dopo un canestro pazzesco con l'inerzia tutta biancorossa, il rumore di quelle migliaia di bombolette... Un rumore assordante per ore, che non durò ovviamente solo durante la gara, ma anche prima, oltre tutto il riscaldamento... ma che rimase dentro le mie orecchie per due-tre giorni.

Rumore... rumore... gioia di un azione e rumore che già alto, si alzava ancora di più. Rumore assordante per minuti interi che diventava ancora più forte quando Varese segnava.

Difficile ritrovare momenti simili. Saranno emozioni uniche e irripetibili.

Che ricordi. Che gioia. Grazie Varese. Grazie Rooster.

Articolo Varese News
Rooster Campioni d’Italia

giovedì 7 maggio 2009

PROCURATORI ALL'ASSALTO DEI GIOVANI
DUBBI E PERLPESSITA'!! FORSE SOLO GELOSIA!!


Nella mia carriera come allenatore giovanile non sono mai stato contattato da nessun procuratore. Neppure negli ultimi anni, dopo il trasferimento da Varese a Bergamo, che poteva aprire potenzialmente un mercato del sottoscritto nelle varie panchine libere di impegni, nessuno mai si è fatto avanti.

Questo disinteresse mi ha sempre riempito di tristezza perchè:

1) di fatto significa e conferma (ma alle volte lo scordo) che non conto davvero un caizer, e come mi disse un tempo un mio ex giocatore del 78 della Robur, sono l'ultima ruota del carro...
2) perchè mi sarebbe piaciuto ascoltare la proposta e poi dire: "No grazie, non m'interessa!".

Ma non è di me che volevo parlare.

Volevo fare quattro chiacchere parlando di procuratori più o meno famosi all'assalto dei giovani, alle volte giovanissimi giocatori del basket giovanile d'eccellenza in giro per l'Italia, ma anche e soprattutto in giro nella nostra regione.

Penso che con il dilagare di queste figure fantomatiche, dovuto al grande mercato che lo svincolo (sul tesseramento) ha posto nella legge della domanda e dell'offerta del mercato giocatori, il moltiplicarsi di agenzie più o meno serie e più o meno valide sia di fatto un segnale molto difficile da controllare e da gestire, sia da parte della FIP (che ha istituito l'esame per procuratori per tutelarsi) sia per gli stessi giocatori, "vecchi", ma sopratutto nell'ultimo periodo "giovani" o "molto giovani".

Le agenzie (con all'interno procuratori e relativi collaboratori) sono aumentate e la loro concorrenza una con l'altra di fatto ha aumentato in maniera (a mio parere preoccupante) la ricerca del talento nascosto o di quello ancora acerbo, che avrebbe bisogno di tutto, ma non certo di una procura.

In ultimo le grandi potenzialità dei mezzi telematici ti permettono al giorno d'oggi nel giro di pochi minuti di cercare e trovare tutte le persone che vuoi. E questo facilita molto i contatti e le relazioni (alle volte segrete agli stessi genitori).

Tutto questo sarebbe un bene, se portasse ad un migliormaneto del movimento. Ma di fatto non vedo che cosa ci possa essere di positivo per un ragazzino (tra l'altro magari non ancora maggiorenne) oppure maggiorenne ma alle soglie della sua carriera cestistica affidarsi ad una persona che deve curare i suoi interessi senza conoscere storia, vita, necessità, potenzialità e peculiarità.

Mi sembra qualcosa che sia forzatamente prematura e decisamente pericolosa se non gestita nella giusta maniera da famiglia, società di appartenenza, giocatori/compagni di squadra, allenatori e persone care vicine.

Tra l'altro l'articolo 13 del Regolamento dei Procuratori scrive testualmente al punto 1: E’ vietato al Procuratore svolgere qualsivoglia attività contrattualmente formalizzata e comunque retribuita a favore o nell’interesse di atleti appartenenti ai settori giovanili di società italiane e estere, con età inferiore ad anni 18.

Altro punto importante che pochi sanno: Articolo 1 punto 2: Si definisce Procuratore la persona fisica che, dietro compenso e avendo ricevuto specifico mandato o incarico scritto, nel rispetto di quanto disciplinato nel presente Regolamento e dalle norme FIP, rappresenta un Giocatore in vista della stipula di un contratto di
prestazione sportiva con una Società ai sensi della Legge, 23 marzo 1981, n. 91 e succ. modif.


Questo se non vado errando significa che possono essere sotto procura giocatori maggiorenni che stanno per firmare contratti con società di Serie A e Legadue professionistiche. Ma non giocatori dilettanti che giocano nelle minors

Potrei sbagliare, ma se è così... come al solito la realtà supera davvero la fantasia, anche quella più incallita.

Qua stiamo parlando che tra un po' Alessandro Spatti del 1995 (giusto per fare un esempio che potrebbe riguardarmi, visto che lo alleno) convocato per due volte dal SSNM riceva telefonate, oltre che da qualche responsabile di settore giovanile di Società di serie A, magari del (quasi) nord Italia (ma qui siamo nella norma) per convincerlo ad andare a evoluire da loro, anche mail, richieste di amicizia su face-book, messaggi su msn e quant'altro... da procuratori che con fare da maniaci della procura si fanno sotto per migliorare (a dir loro) la vita, e non solo, di sto povero ragazzo.

Ma giocare, divertirsi, migliorare, crescere... come i ragazzini di una volta no e...!!!

Anche qua, mi spiace proprio ma stiamo rasentando la follia...

E via con nuovi amici!!!

Questa volta a letto presto... evvai!! Notte.

Per opportuna conoscenza: Regolamento dei procuratori italiani cliccando QUI

martedì 5 maggio 2009

LA FIBA APPROVA CINQUE NUOVE REGOLE
DAL 2010 SEGNARE DA TRE VALE DI PIU'


Regole Ufficiali 2010

Sono cinque i cambiamenti approvati dalla FIBA che entreranno in vigore dalla stagione sportiva 2010-2011. Eccoli:

Art. 2.2.3: Area dei tre secondi
Le aree dei tre secondi devono essere rettangolari e non più trapezoidali.

Art. 2.2.4: Area di tiro da tre punti
La distanza della linea da tre punti deve essere tracciata a m 6,75.

Art. 2.2.6: Linee delle rimesse
Le due piccole linee devono essere tracciate fuori dal campo, sul lato opposto dal tavolo degli Ufficiali di campo e panchine, con il bordo esterno a m 8,325 dal bordo interno della linea di fondo, in altre parole in corrispondenza del punto della linea da tre punti più vicino alla linea di metà campo.

Durante gli ultimi due minuti sia del tempo regolamentare sia del tempo supplementare, a seguito di un time-out richiesto dalla squadra in possesso di palla nella propria metà campo, la rimessa successiva deve avvenire dal lato opposto del tavolo degli UdC, dalla linea della rimessa e non dalla linea di metà campo.

Art. 2.2.7: Semicerchi “no-sfondamento”
I semicerchi “no-sfondamento” devono essere tracciati sul campo di gioco, sotto i canestri. La distanza del bordo interno del semicerchio dal centro del canestro (sul campo) deve essere di m 1.25 .

Un fallo di sfondamento (offensivo) non deve MAI essere fischiato se il contatto del giocatore in attacco avviene con un difensore all’interno del semicerchio.

Art. 29: Ventiquattro secondi
Per una rimessa da effettuare nella propria metà campo, se richiesto dalle regole di riferimento, il cronometro dei 24 secondi deve essere resettato a 24 sec.

Per una rimessa da effettuare nella metà campo d’attacco, se richiesto dalle regole di riferimento, il cronometro dei 24 secondi deve essere resettato come segue:
• Se quando il tempo viene bloccato il display segna 14 sec o più, il cronometro dei 24 non va resettato e deve rimanere com’è.
• Se quando il tempo viene bloccato il display segna 13 sec o meno, il cronometro dei 24 sec. deve essere resettato a 14 sec.

lunedì 4 maggio 2009

PRESENTAZIONI DELLE FINALI U.17 A BARLETTA
LA PUGLIA REGINA NELLE SCELTE FIP


Riprendo l'articolo pubblicato su fip.it sulla presentazione delle Finali Nazionali a Barletta a livello Under 17:

Presentata a Palazzo di Città di Barletta la Finale Nazionale del campionato under 17 maschile (trofeo Mario Monti), che si svolgerà nella cittadina pugliese dal 15 al 21 giugno. E’ il secondo anno consecutivo che Barletta ospita questo importante manifestazione. «La finale Under 17 maschile è un appuntamento importante – ha dichiarato Carlo Recalcati, ct della Nazionale maschile, che è intervenuto alla presentazione- che permette ai giocatori e alle società di confrontarsi ad alto livello, crescendo a prescindere dai risultati che si otterranno. Sono felice di presentare a Barletta questa manifestazione e farlo tra due pugliesi come il presidente del Comitato Regionale Puglia Margaret Gonnella e il consigliere federale Angelo Barnaba, che ogni volta che c’è da supportare il proprio territorio profondono il massimo impegno».
Per questa seconda volta di Barletta con le Finali Nazionali U17 soddisfatto il consigliere federale, Angelo Barnaba: «Portare un evento come la finale under 17 maschile al Sud è sempre difficile, perché si deve superare lo scetticismo generale. Ma vista la buona esperienza fatta sempre a Barletta lo scorso anno, è stato certamente più facile riportare in questa città un evento di prestigio come la finale del torneo Monti».
«Il nostro Comitato Regionale – ha quindi aggiunto il presidente del Comitato Regionale Puglia Margaret Gonnella - non può che essere soddisfatto che queste manifestazioni tornino in Puglia, perché il nostro movimento ha estremo bisogno di guardare bella pallacanestro, in particolar modo giovanile. Proprio per questo abbiamo tutti lavorato perché, dopo il trofeo “Impariamo Insieme”, in questi giorni e fino al 3 maggio in corso nel Brindisino, a luglio avessimo anche il raduno delle nazionali Under 16 maschile a Cisternino (BR), Under 20 maschile a Molfetta (BA), Under 16 femminile a Lucera (FG) e Under 20 femminile a Taranto».


Non ho nulla di personale contro la Puglia e tutti i suo referenti politici e tecnici inseriti nella Federazione... per loro in questi mesi il lavoro è stato duro e capisco la gioia di poter presentare alla stampa un evento del genere. Però (come al solito) non posso sottacere a un diffuso malumore comune degli addetti ai lavori e quindi non esprimere il mio personale scetticismo per una scelta che rasenta l'incredibile.

Ci sono almeno 10 buone ragioni per non fare le Finali Nazionali Under 17 a Barletta. Come ce ne sono almeno altre 10 per non svolgere il torneo "Impariamo Insieme" (torneo organizzato dal SSNM per l'annata 1995) nel brindisino.

Presumo che siano scelte politiche, ma che stridono alla grande con la recessione economica che il nostro paese sta attraversando e soprattutto allontanano le gente comune dal nostro sport. Perdurare una causa persa in partenza è certamente beneficio di pochi. Ecco noi siamo così! Facciamo di tutto per perdere le nostre cause, anche quelle belle e coinvolgenti come possono essere delle Finali Nazionali.

Giusto per far capire ai federali che la loro scelta non è condivisa, ecco alcuni motivi validi per non andare in Puglia a fare le finali:

1) Distanza impossibile da percorrere con pulmini e macchine per le squadre che si qualficano. Quindi tutti in aereo con costi aggiuntivi non preventivati.

2) Logistica impossibile a Barletta da affrontare senza i mezzi di proprietà, tra trasporti aereporto-albergo; albergo-campo da allenamento; albergo-campo per le partite...! Quindi squadra in aereo e autisti che viaggiano per 10 ore per raggiungere la squadra con i pulmini della squadra, con l'aggiunta di altri costi.

3) Impianto numero due assolutamente non idoneo per una Finale Nazionale. Anche se a pochi metri di distanza dal primo impianto, tribuna troppo piccola e solo dietro un canestro, pochi posti, aria condizionata inesistente... Ricordo l'anno scorso che alla rottura di un canestro Desio e Siena hanno dovuto aspettare in mezzo al caldo delle tre del pomeriggio della Puglia più di due ore prima di poter riprendere il gioco.

4) Pochissime possibilità per i genitori di seguire le squadre durante la manifestazione per la distanza dalle proprie città che non permette viaggi in giornata e neppure in due giorni. Di fatto uno o prende le ferie per una settimana oppure le partite se le vede sul net casting della fip (e meno male che c'è quello!)

5) Pochissime possibilità per gli addetti ai lavori di seguire le squadre durante il torneo. In ogni finale nazionale che ho avuto la fortuna di poter frequentare allenatori di altre squadre, arbitri, dirigenti ma anche semplici appassionati di pallacanestro sono sempre presenti per vivere in prima persona belle manifestazioni giovanili. A Barletta niente di tutto questo. Qualche procuratore e poco altro.

6) Cittadini di Barletta alle partite davvero pochi. Tutti gli appassionati della palla a spicchi della città, la maggior parte giustamente dentro nel Comitato Organizzatore, ma la città e i suoi abitanti sono lontani da questo tipo di manifestazioni

7) Logistica alberghiera per lo meno rivedibile. In questo caso non parlo del nostro albergo dell'anno scorso comunque accettabile (anche se il ristorante era da un altra parte a 5 minuti a piedi) ma per certe altre squadre è stata dura

8) Mi sembra una follia che alla fine del girone eliminatorio le squadre che passano ai quarti di finale debbano cambiare albergo? Così è stato l'anno scorso.

In ultimo (visto che ci siamo) organizzare un torneo come quello inserito nel progetto di qualficazione nazionale in una zona del sud così lontana da tutti a prescindere dai convocati (tra l'altro oltre i 100) è una vera e propria follia collettiva. In aggiunta i soldi per i rimborsi aerei non ci sono e non ci sono neppure i soldi per i rimborsi del treno per gli accompagnatori...

Va beh... buona notte!

sabato 2 maggio 2009

INSEGNARE I FONDAMENTALI? SI MA COME?
MERA RIPETIZIONE O ESALTARE LE QUALITA'?


Un noto professore universitario, David Ausubel (non so chi sia però l'ho letto da qualche parte) lanciò questa provocazione: "Se volete avere degli alunni che vi seguano nelle lezioni e che da voi impareranno tutto, iniziate ad insegnare le cose che loro già conoscono!"

"La conoscenza è costruita nella mente di colui che impara"

Sono rimasto folgorato che da questa intuizione di sto tipo che di fatto esalta l'allievo e depone meno potere all'insegnante.

Nella formazione degli allenatori di basket, ma si potrebbe tranquillamente parlare di qualsiasi altro tipo di formazione, la lezione "Ex cathedra" dove il professore di turno possiede la verità e la spiega a quelli di fronte a lui, è il metodo più diffuso per concepire insegnamento e apprendimento.

Ho sempre sostenuto e lo ribadisco ancora di più oggi, che il vero insegnante di pallacanestro non è colui che cerca di travasare quello che lui ha imparato dai libri, dai corsi o dalla propria esperienza personale, vomitandolo addosso ai suoi inermi allievi, ma al contrario il vero insegnante è colui che con capacità sopraffina pone le basi dell'apprendimento cooperativo, dando "soltanto" degli spunti di crescita.

Giusto per farmi nuovi amici arrivo al dunque del titolo: "Insegnare i fondamentali? Si ma come? Mera ripetizione o esaltare le qualità!"

Nel passato, fino a 15 anni fa, credevo che la mera ripetizione di esercizi uno contro zero potesse portare ad un miglioramento dei fondamentali dei miei ragazzi. Ero convinto di sta roba, ci credevo e passavo le ore a pensare nuovi esercizi, a studiare progressioni sempre più interessanti e non mi rendevo conto che perdevo solo del gran tempo.

Da un po' di anni a questa parte ho abbandonato questa politica e con esercitazioni sempre più mirate e complesse, cerco di far esplorare ai ragazzi che alleno, in parte quello che loro già conoscono bene, rinforzando le certezze ed esaltando le qualità, e in parte cerco di allenare le persone a eseguire scelte e movimenti più velocemente del pensiero che le accompagna. Tutto questo per: 1) dare qualche certezza in più (vale il discorso del professore di prima) 2) trovare il modo di entrare nell'intimo degli allievi 3) aperta la porta della mente entrare a fare ordine 4) cuorisità, interesse e divertimento possono essere una buona base di partenza, per poter progredire.

Cose difficili in effetti da spiegare.

Faccio un esempio che così io per primo mi chiarisco le idee.

Ho avuto nel recente passato un ragazzo che pur essendo uno dei più forti giocatori che io abbia mai allenato, non pallaggiava mai con la mano debole. Non lo faceva neppure con la pistola puntata alla tempia.

Tutti gli allenatori del mondo l'avrebbero preso e gli avrebbero legato la mano forte, per obbligarlo a usare anche l'altra mano.

A contrario di questa logica comune e largamente condivisa dalla maggior parte delle persone normali, (di cui io non faccio parte) in un primo momento non ho fatto nulla di particolare, se non cercando di migliorare ancora di più l'utilizzo della sua mano forte, dandogli qualche strumento in più per superare il problema di usare una mano sola.

Ma come? Dirà la maggior parte di voi. In effetti è stato così. Ho rinforzato ancora di più le sue qualità cercando di nascondere le debolezze. In un secondo momento è stato lui stesso (sinceramente non so ancora il perchè e mi guardo bene dal chiedere a lui sta roba) a venire da me a chiedere di poter migliorare la sua mano debole.

A questa richiesta ho ceduto volentieri perchè la situazione a volte era davvero imbarazzante e da "bravo" allenatore mi sono messo a disposizione per poter farlo migliorare anche da quella parte. Il risultato conseguito ad oggi è sufficiente, anche se si potrebbe fare certamente meglio, però quello del risultato finale è un altro tipo di discorso. Mi interessa chiarire il concetto di insegnamento-apprendimento.

Cosa ho ottenuto da questo fatto?

Beh semplice. Se fossi stato io il primo a fare la prima mossa (come la maggior parte dei bravi allenatori avrebbe fatto) avrei posto la mia figura sopra la sua, con tutti i problemi che una gestione di questo tipo comporta. Qua si parla di un problema relativamente semplice, tipo l'utilizzo della mano debole, ma con un po' d'immaginazione e di fantasia sarà facile per voi trasferire questa veduta delle cose a fattori e o a prerogative un più importanti. La forte personalità di un ragazzo a contrasto con quella dell'allenatore, la caparbietà che a volte si trasforma in egoismo pericolosa per la crescita di un gruppo, il troppo affidarsi al talento a discapito della concretezza... potrebbero essere tutti temi importanti per cui a volte nascono conflitti determinanti per carriere di giocatori o allenatori stroncate sul nascere.

Nel nostro caso quindi la scelta personale di questo giovane di chiedermi di farlo migliorare ha cambiato le carte in tavola e mi sono ritrovato con uno che voleva a tutti i costi migliorare, perchè lui riteneva un problema questo stato delle cose. Non io, lui!

Potrà sembrare banale, ma vi assicuro che se applicato a molte delle cose che facciamo, diciamo e pensiamo tutti i santi giorni, questo piccolo trucchetto fa cambiare la veduta di molte cose. Non siete voi che volete insegnare ai vostri giocatori come si gioca, sono loro che vogliono imparare. Cambia la prospettiva.

E' diverso. E questa diversità, alle volte fa la differenza!

Non fate ripetere a vuoto ore e ore i fondamentali che vi hanno insegnato nei corsi allenatori, esaltate le qualità dei vostri ragazzi e vi ritroverete delle menti aperte in mano da poter far progredire.

martedì 28 aprile 2009

LA VARESE DEL BASKET TORNA NELL'OLIMPO
IL CUORE BATTE SEMPRE PER VARESE



Come si fa a non festeggiare una squadra come quella di Varese, promossa meritatamente in serie A dopo un campionato condotto in testa alla classifica dalla prima all'ultima giornata.

I ragazzi che dieci anni fa (l'anno della stella) erano in galleria a festeggiare le scorribante dei vari Pozzecco, Mrsic, Meneghin e Vescovi adesso sono li in prima linea con canotta bianco-rossa e pantaloncini a mettere orgoglio, tecnica, e tanto impegno per riportare nel posto che merita di stare una squadra come quella della Cimberio.

Un progetto serio e lungimirante prima che vincente, qualità morali indiscutibili nelle persone, prima che piena di campioni, gioia e passione per uno sport praticato fin da piccoli nella propria città. Questi gli ingrediendi che vedo in una vittoria che rilancia la città giardino.

Grazie ai vari Lollo Gergati, Marco Passera e Niccolò Martonini, tre esempi di cosa significa praticare uno sport e far avverare un sogno. Giocare nella propria città, vincere davanti alla propria gente. Idee e contenuti che appartengono al passato e che ritrovati dalla dirigenza varesina non potranno più essere persi nel futuro.

Grazie Ragazzi. Bentornati in A/1

domenica 26 aprile 2009

ESITO DEL PRE-ESAME CORSO ALLENATORI
AMMESSO A SOSTENERE LA PROVA PRATICA


Ricevo dal CNA Nazionale

La commissione didattica del CNA, valutati gli esiti dei pre - esami di ammissione al primo anno del corso allenatore, ha ritenuto di ammettere alla successiva prova pratica tutti i candidati che hanno risposto positivamente ad almeno otto domande.

E’, dunque, ammesso a sostenere la prova pratica.

Con una comunicazione successiva saranno fornite indicazioni su sede e data del pre esame.


Cordiali saluti.

Giovanni Piccin
PRESIDENTE C.N.A.