Si è svolta una nuova riunione a Bologna con i Responsabili dei Settori Giovanili di Serie A con i vertici della FIP ad ascoltare le proposte portate all'attenzione un po' di tutti.
Riduzione drastica dell'attività delle Nazionali Giovanili e revisione del Trofeo Bulgheroni i due temi più trattati dai presenti.
Alcuni allenatori delle Società maggiori hanno portato all'attenzione di Maifredi, Cardullo e Faraoni la necessità di ridurre l'attività delle squadre nazionali per incompatiblità che queste attività hanno con il rendimento scolastico dei ragazzi coinvolti.
A volte 20-30 giorni di scuola portati via dalla Nazionale in più 20-30 giorni portati via dalle esigenze e dell'attività del club sono troppi per essere sostenuti dai ragazzi in questione.
Il problema è alquanto complesso e di difficile soluzione però propongo un paio di considerazioni:
1) ho l'idea che sia da una parte (allenatore di società) sia dall'altra (allenatori-dirigenti del SSNM) si faccia di tutto per ostacolare il lavoro dei colleghi. In pratica poca stima reciproca per il lavoro svolto sugli atleti.
Sarebbe auspicabile invece cercare di trovare quell'armonia e quella comunione d'intenti che diventa indispensabile per poter migliorare un giocatore di altro profilo. Se non ci fosse tutta questa gelosia insomma sarebbe meglio...
Oltretutto il pensiero per cui i ragazzi che alleno sono miei ragazzi (errore che a volte faccio anch'io) se da un lato aiuta lo spirito di appartenenza ad un gruppo che ha cmq obiettivi comuni, dall'altro ci dovrebbe far ricordare invece che i ragazzi che allenaimo appartenengono alle nostre società sportive a cui noi cmq siamo legati solo da un contratto (scritto o verbale poco importa) ma senza nessun riferimento di proprietà sui giocatori e sopratutto che i ragazzi non appertenegono di fatto a nessuno se non a loro stessi.
2) gli allenatori di società si lamentano della pochezza del confronto a carattere regionale e nazionale negli incontri settimanale nei vari campionati? Cosa c'è di meglio allora della partecipazione ad allenamenti e tornei di alto livello con la Nazionale in cui questi ragazzi di sicuro futuro possano confrontarsi con il meglio che c'è in europa...??
3) gli allenatori della nazionali dovrebbero a mio avviso prendere parte (con la propria assidua presenza) agli allenamenti e partite dei vari giocatori interessati durante lo svolgimento dell'attività normale di club, quella di tutti i giorni, per meglio capire il ruolo di ognuno dei prospetti conclamati adeguandosi anche a problematiche relative alla crescita, alla maturazione e anche al rendimento scolastico di ognuno. Invece poco o nulla di tutto questo. Le valutazioni sui giocatori vengono fatte per telefono... e poi partono i raduni. Quindi troppo poca presenza sul territorio, nonostante la bella idea dei referenti tecnici territoriali...
4) in ultimo pochi dirigenti che sappiano realmente mettere mano e dare impulsi positivi a tutta questa attività. Faccio il bell'esempio di Biella. La squadra allenata di Federico Danna Under 19 gioca in C/2. Grande cosa. Questi ragazzi sperimentano sul campo ogni giornata del proprio campionato un effettivo e repentino migliormamento. Questa scelta è una bella scelta fatta a tavolino da allenatori e dirigenti con la testa sulle spalle. Altro esempio: Aver messo Melli in prima squadra dando del minutaggio importante al giovane reggiano, poteva ad inizio anno essere quantomeno azzardato. Invece questa scelta fatta dai dirigenti di reggio emilia è risultata essere molto utile sia a Niccolò che alla Società.
In realtà molti dirigenti si riempiono la bocca con la propria attività... ma di fatto facendo poco per la base... la Lega scrive che sono stati investiti 10 milioni di euro per l'attività giovanile, quando tutti sanno che di questi 10 milioni, tre sole Società in Italia ne spendono praticamente la metà già loro, reclutando il melgio con i relativi costi alle stelle...
Insomma... idee poche e per lo più confuse!!
Per quanto riguarda invece il Trofeo Bulgheroni gli allenatori presenti hanno posto l'accento sulla effettiva possibilità di smettere di creare avvenimenti del genere che di fatto a loro avviso creano agonisomo esasperato non rispettando l'età anagrafica ed evolutiva dei giovani atleti.
Sapete già come la penso ma aggiungo:
1) tenere i nostri ragazzi chiusi nelle nostre palestre fino a 15 anni a fare fondamentali individuali, fa perdere a questi giovani atleti un periodo florido e molto istruttivo per il proprio migliormamento... e non parlo a livello di tecnica. Far sperimentare con continuità e attitudine esperienze formative e agonistiche e di vita comunitaria di alto profilo come possono essere tornei in giro per l'itlaia e finali... fortifica la persona, rende più maturo un carattere che si sta formando... e di sicuro comunque non deprime la mente di questi ragazzi!!
2) tutti quelli che hanno un figlio sanno che a 8-9-10 anni i bambini chiedono di poter fare le prime partite... chiudeono un confronto con avversari dello stesso livello.... chiedono di poter sperimentare!!
Lo chiedono loro perchè si divertono e perchè imparano. S'impara a giocare, s'impara a vincere e soprattutto a perdere, s'impara a confrontarsi...
Ma se la nostra scelta politica chiude la possibiltà a questa prospettiva che fine faremo.
3) a 14 anni questi ragazzi, sotto certi aspetti, la sanno già molto più lunga di noi. Dobbiamo infatti anche prendere in considerazioni che se in qualche maniera non riusciamo a soddisfare le loro esigene e le loro richieste, questi ultimi cercherenno altre strade, come il cambio per esempio della propria pratica sportiva, o altre strade... per soddisfare queste necessità.
Appena possibile, in previsione della definitiva stesura delle disposizioni organizzative per il prossimo anno, cercherò un ampio consenso tra società e allenatori interessati per il ripristino delle finali Under 14. Chi volesse partecipare a questa proposta concreta può farlo scrivendo al mio indirizzo di posta elettronica: andrea.schiavi at libero. it
lunedì 11 febbraio 2008
sabato 9 febbraio 2008
PUBBLICATE TUTTE LE INTERVISTE DEL TORNEOBRUNA MALAGUTI A SAN LAZZARO
BRUNA MALAGUTI A SAN LAZZARO

Sono state pubblicate on-line tutte le interviste dell'ultimo torneo Malaguti svolto durante le scorse vacanze di Natale a San Lazzaro di Savena.
Oltre alle interviste nel post partita di ogni incontro, da segnalare una lunga intervista al sottoscritto sull'attività che Bluorobica ha svolto e sta svolgendo in questi ultimi anni della sua neonata attività
La potete cercare cliccando qui.
giovedì 7 febbraio 2008
ECCO IL VERO SPIRITO DI GRUPPOTROVARE LA STRADA GIUSTA PER STARE INSIEME
TROVARE LA STRADA GIUSTA PER STARE INSIEME

Lo spirito di gruppo è l’elemento che fa la differenza nei moneti cruciali. Riuscire in qualche modo a divertirsi, godendo della compagnia reciproca, accresce il capitale d’intesa che intercorre tra i vari elementi e ne fortifica le intenzioni. Tutto ciò fa si che nei momenti difficili, il gruppo, con questa forza maggiore possa superare ostacoli che all’apparenza sembrerebbero insuperabili.
Per essere un vero gruppo una squadra dovrebbe possedere delle caratteristiche fondamentali:
- numero ristretto di persone (fino a 13-14 potrebbe funzionare)
- storie differenti con un fine comune
- profili e competenze complementari
- molto uniti nella crescita di squadra ma capaci di gestire l’interdipendenza
- condivisione di obiettivi, mezzi e scopi
- responsabilità del proprio agire, rispetto al risultato finale
Chi gioca per se gioca per gli avversari. Chi gioca per la squadra gioca per se! (Gianni Asti)
Affinché le persone si sentano riconosciute all’interno di un gruppo è importante che ogni componente consideri i propri punti di forza e le proprie debolezze come elementi distintivi e caratterizzanti sui quali fondare sia la crescita del gruppo in quanto tale, sia anche la propria maturazione.
Ogni gruppo infatti a mio avviso dovrebbe avere delle persone tipo che ora elencherò grossolanamente che fanno parte integrante di un gruppo e che ne certifichino in qualche maniera sia la diversità individuale, sia la grande armonia complessiva:
- IL LEADEAR: colui il quale approva o non approva (anche in maniera non palese ma solo con atteggiamenti) quello che viene costruito dall’allenatore
- IL REALIZZATORE: colui il quale avendo l’approvazione più o meno palese del leadear cerca di rendere operativo il progetto del coach
- IL FACILITATORE: colui che rende semplice, con la proprie qualità, quello che viene approvato e progettato
- L’INNOVATORE: colui che magari un po’ fuori dagli schemi, cerca e spesso trova soluzioni migliori rispetto a tutti gli altri
- L’ESECUTORE: colui che inizia per primo e finisce per ultimo. Di solito è quello che si prende sempre il primo e l’ultimo tiro di una partita equilibrata
- L’ESEMPIO: colui che da sempre l’esempio in quello che pratica. Difficile farlo andare fuori dagli schemi
- L’ETERNA PROMESSA: nel gruppo c’è sempre qualcuno considerato da tutti gli altri come quello che pur avendo dei mezzi molto alti non risponde ancora per quello che gli altri si aspettano da lui
- IL JOLLY: colui che riesce per caratteristiche personali e per qualità morali ad essere un po’ tutti questi ruoli
- LA PEDINA: possono essere più d’uno all’interno della squadra. Paragonabili alla pedina degli scacchi, non hanno magari all’interno del gruppo un ruolo primario, ma se messi in condizioni possono anche diventare la regina
- LA LUNA NERA: c’è sempre qualcuno all’interno di ogni gruppo che non riesce ad esprimersi per quello che vale realmente.
Per fare un gioco divertente e un po’ crudele, se volete potete abbinare ad ogni ruolo un componenete della vostra squadra.
REGOLA DEL 18/40/60
Credete in voi stessi – Regola del 18/40/60
La regola del 18/40/60 di Daniel Amens.
Quando hai 18 anni ti preoccupi di quello che gli altri pensano di te. Quando ne hai 40, non ti interessa nulla di quello che pensano gli altri di te. Quando arrivi a 60, ti rendi conto che effettivamente nessuno ti ha mai pensato.
La regola del 18/40/60 di Daniel Amens.
Quando hai 18 anni ti preoccupi di quello che gli altri pensano di te. Quando ne hai 40, non ti interessa nulla di quello che pensano gli altri di te. Quando arrivi a 60, ti rendi conto che effettivamente nessuno ti ha mai pensato.
DAL SEMPLICE PENSIERO AL DESTINO
Attento ai tuoi pensieri, diventano parole.
Attento alle tue parole, diventano azioni.
Attento alle tue azioni, diventano abitudini.
Attendo alle tue abitudini, diventano carattere.
Attento al tuo carattere, diventa il tuo destino.
(Frank Otlaw)
Attento alle tue parole, diventano azioni.
Attento alle tue azioni, diventano abitudini.
Attendo alle tue abitudini, diventano carattere.
Attento al tuo carattere, diventa il tuo destino.
(Frank Otlaw)
STORIA CHE FA RILFETTERE
“La vita è un lungo cammino pieno di sorprese e di sfide. Va seguito con la curiosità di un bambino, l’energia di un campione e la saggezza di un anziano.”
Quando ero giovane e libero e la mia immaginazione non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo. Crescendo e diventando più saggio mi resi conto che il mondo non sarebbe cambiato e così decisi di accorciare i miei orizzonti e cambiare solo il mio paese. Ma anche questo sembrava immutabile. Appena entrai negli anni d’argento, in un ultimo tentativo disperato, sperai di poter cambiare la mia famiglia e quelli vicini a me, ma anche questo caso nessuno ne voleva sapere.
Adesso sono qui sul mio letto di morte e mi rendo conto, forse per la prima volta, che se solo avessi cambiato me stesso per primo, poi come esempio avrei potuto influenzare la mia famiglia e con il suo incoraggiamento e supporto avrei potuto cambiare in qualche modo il mio paese e chissà: avrei potuto cambiare anche il mondo!
Quando ero giovane e libero e la mia immaginazione non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo. Crescendo e diventando più saggio mi resi conto che il mondo non sarebbe cambiato e così decisi di accorciare i miei orizzonti e cambiare solo il mio paese. Ma anche questo sembrava immutabile. Appena entrai negli anni d’argento, in un ultimo tentativo disperato, sperai di poter cambiare la mia famiglia e quelli vicini a me, ma anche questo caso nessuno ne voleva sapere.
Adesso sono qui sul mio letto di morte e mi rendo conto, forse per la prima volta, che se solo avessi cambiato me stesso per primo, poi come esempio avrei potuto influenzare la mia famiglia e con il suo incoraggiamento e supporto avrei potuto cambiare in qualche modo il mio paese e chissà: avrei potuto cambiare anche il mondo!
sabato 2 febbraio 2008
TANTI CONSIGLI PER ESSERE MIGLIORIC'E' SEMPRE QUALCUNO CHE NE SA PIU' DI NOI
C'E' SEMPRE QUALCUNO CHE NE SA PIU' DI NOI

1. Mantieni in forma il tuo fisico
Un esperimento eseguito su alcune cavie (roditori) lo ha dimostrato, questo può essere spiegato dal fatto che correre, prepararsi per un evento sportivo o anche giocare a calcetto con gli amici riduce lo stress e aumenta la soddisfazione, nelle cavie si sono anche formati nuovi neuroni a seguito di queste attività che però vanno svolte solo se ne abbiamo la voglia, non dev’essere una forzatura.
2. Esercita la tua mente
Il cervello non si sviluppa solo allenando il proprio corpo. Importante è anche sforzarsi di pensare e ragionare in modi sempre nuovi in modo da stimolare diverse aree del cervello, anche contemporaneamente. Stare attenti a profumi e odori che ci circondano, toccare le cose cercando di riconoscerle senza guardarle, fare i gesti abituali con la mano non dominante, percorrere nuove strade per raggiungere il lavoro (o la scuola), queste sono tutte cose e situazioni che ravvivano e migliorano il cervello.
3. Domanda perché
I nostri cervelli sono fatti per essere curiosi, la nostra mente ha il bisogno naturale di conoscere le cose ma soprattutto il loro funzionamento. Domandati il perché delle cose, come mai esse succedono, chiedilo anche a persone più competenti di te; anche se di un argomento conosci tutto prova a scoprire cose nuove, rimarrai esterrefatto di quante cose non sai.
4. Ridi
Gli scienziati dicono che ridere fa bene, vero. La risata in quanto tale non è importante, ma con questo gesto viene rilasciata una grande quantità di una sostanza che rivitalizza il corpo e ci fa sentire meglio.
5. Sii una testa di pesce
Gli oli Omega-3 che sono stati trovati in certi animali come i pesci danno un grande aiuto al cervello e non solo perché aumentano la circolazione d’ossigeno, sembra anche che aiutino direttamente i neuroni e questo sarebbe spiegato dal fatto che le popolazioni che consumano più pesce soffrono meno di depressione, demenza e deficit di attenzione. E’ possibile quindi che le prestazioni del tuo cervello migliorino sensibilmente consumando questi alimenti.
6. Ricorda
Riesuma una vecchia foto del liceo o della tua compagnia di amici, il tuo cervello è una macchina della memoria, dagli quindi di che lavorare!. Spendi del tempo a ricordare con più particolari possibili eventi e vicende del passato e in più scrivile, oltre ad uno sforzo (proficuo) otterrai una mini-autobiografica fatta con passione.
7. Elimina il grasso
Ridurre il consumo dei grassi è un’ottima pratica per migliorare lo stile di vita e l’intelligenza, recenti studi hanno confermato che queste sostanze riducono la percentuale di ossigeno che il sangue può trasportare e così c’è una variazione in negativo anche delle potenzialità.
8. Fai un puzzle
Non conta se sono puzzle, cruciverba o giochi matematici, ma passare il tempo libero a esercitarsi in questi giochetti fa molto bene alla mente, soprattutto se fatti con regolarità e costanza.
9. L’effetto Mozart
In tanti lo affermano, ma in pochi ci credono, eppure ascoltare le melodie e la musica di Mozart fa bene. Attenzione però, non tutti i soggetti su cui si è sperimentato hanno risposto allo stesso modo, in certi casi si notano miglioramenti sostanziali, in altri minimi.
10. Migliora le tue capacità nelle cose che già sai fare
Tutte le attività comunemente classificate come hobby sono utili al cervello, ma importante è migliorare il modo in cui si fanno e scoprire nuove tecniche per farle.
11. Sii un pensatore, non un bevitore
L’idea che l’alcool uccida le cellule celebrali è vecchia e sbagliata, però un recente studio su uomini giapponesi ha sottolineato il fatto che bere moderatamente, tipo un bicchiere al giorno, a lungo andare aumenta le capacità sensoriali e la memoria, invece gli alcolizzati hanno seri problemi dato che l’alcool impedisce la creazione di nuovi neuroni e connessioni (non le distrugge, però).
12. Gioca
Prenditi del tempo per giocare, organizza tornei di carte, sfida i tuoi amici ai videogiochi, crea presupposti per avvincenti partite di Risiko, in sostanza giocare migliora sia animo che cervello.
13. Impara e dormici su
Se devi imparare certi argomenti per il giorno dopo, può essere un esempio un esame o un concorso pubblico, dormi la notte prima dell’evento stesso e se proprio non riesci a chiudere occhio scrivi tutto ciò che ti passa per la testa, questo ti aiuterà a prendere sonno.
14. Fai l’amore per il tuo cervello
In una serie di studi è stato scoperto che regolari rapporti sessuali hanno un importante impatto sulla psiche e le emozioni di una donna. In questi studi l’occorrenza di un orgasmo non è importante come l’attività sessuale stessa, infatti contano molto di più l’intimità e le emozioni che il sesso porta. Altri studi sul cervello hanno mostrato che la diminuizione del livello degli estrogeni porta ad una diretta diminuzione dell’attività celebrale e di memorizzazione.
15. Gioca con passione
Non puoi fare un gran lavoro senza appagazione personale. Quando le persone aumentano la loro esperienza e la creatività sono più appagate e danno il 127% in più nel loro lavoro. Diverti te stesso e diverti il mondo. Ricorda cosa ti piaceva fare da bambino e porta l’essenza di questa/e attività nel tuo lavoro. Questo è importantissimo per il tuo genio, per le tue capacità naturali e per i tuoi talenti. Leonardo da Vinci, Edison, Einstein e Picasso amavano giocare ed esplorare.
16. Impara qualcosa di nuovo
Questo potrebbe sembrare ovvio, ma non è così. Imparare cose nuove è il miglior modo per migliorare la resa del cervello, ad esempio ci potrebbe essere qualcosa a lavoro di cui conosci poco o nulla, ottimo, approfondisci quell’argomento.
Se non hai argomenti a cui pensare, prova a imparare una nuova parola presa a caso dal vocabolario, ogni giorno. C’è una stretta correlazione tra il nostro personale dizionario (le parole che si conoscono) e la nostra intelligenza, infatti parole nuove significano anche nuovi modi di esporre le proprie idee e nuovi modi di pensare. Metti il tuo cervello a lavorare, questa è una delle migliori cose che puoi fare.
17. Scrivi per essere letto
E’ molto soddisfacente scrivere per se stessi, ma scrivere per gli altri o per essere letto è un’attività che valorizza di gran lunga il cervello e lo fa lavorare continuamente. Il più grande beneficio dello scrivere è che esso espande le tue capacità celebrali, potresti trovare nuovi modi di esporre le cose, raccontare aneddoti sulla gioventù o anche mantenere un blog.
18. Bevande alternative
Il caffè e le bevande che contengono caffeina aiutano molto a migliorare i risultati dei ragazzi nei test scolastici, ma non sono ancora chiare le conseguenze che può avere sul cervello e soprattutto le conseguenze al lungo termine sul fisico e la mente. Invece del caffè si potrebbero allora consumare bevande come gingko biloba e i tè alle erbe gotu kola. Entrambi aumentano le capacità celebrali migliorandole.
19. Esercita, esercita, esercita
Circondarsi di persone con hobby e passioni diverse dalle tue aumenta è un modo per aumentare la creatività. Compra delle riviste di cui non conoscevi neppure l’esistenza, crea delle connessioni tra persone, posti e cose per scoprire nuove opportunità, trova soluzioni ai problemi.
Ricorda che non conta la tua età o il tuo lavoro, il tuo cervello ha bisogno di essere costantemente messo alla prova per essere sempre al suo massimo in termini di prestazioni. Fai giochi di logica, memorizza frasi linee di poesie di Shakespeare, impara una nuova lingua, tieni insomma il tuo cervello occupato, se non vuoi che diventi come una macchina senza ruote. Inutile.
giovedì 31 gennaio 2008
IL CONFRONTO E' LA STRADA GIUSTA PER PROGREDIRE E MIGLIORARE
RISPOSTA AL VERBALE DEL 12 GENNAIO
PER PROGREDIRE E MIGLIORARE
RISPOSTA AL VERBALE DEL 12 GENNAIO
Avendo a cuore le questioni mi permetto di avanzare un commento personale al verbale ricevuto dando un segnale certamente positivo per l’iniziativa intrapresa da questi 11 Allenatori. Sono convinto che effettivamente solo discutendo e proponendo “cose nuove” si possa in effetti migliorare la nostra attività. Quindi un plauso a queste persone che con passione e dedizione si sono prodigate per trovare spunti di miglioramento per la nostra attività.
Nel dettaglio delle considerazioni emerse da questa riunione che ha coinvolto 11 responsabili di settore giovanile di serie A, tra cui Virtus Bologna, Montepaschi Siena, Benetton Treviso, Scavolini Pesaro, Snaidero Udine, Premiata Montegranaro, Upim Bologna, Eldo Napoli… su molte cose però mi trovo in antitesi con quanto verbalizzato.
Farò considerazioni, certe magari dure, ma comunque motivate, che non hanno nessun interesse di sorta alle spalle. Non faccio politica per la “poltrona”, ma scrivo delle cose (come del resto le hanno scritte queste persone liberamente) per il gusto del buon senso. Per poter in qualche maniera migliorare un movimento in crescita che però spesso smarrisce la propria strada di maturazione, anche grazie al cambio repentino delle persone che indirizzano la politica di crescita dell’attività giovanile.
E’ già capitato nel passato. Cambiando le persone che influiscono sull’indirizzo politico cambiano anche le regole. Questa continua rivoluzione di prospettive non aiuta certo il movimento a crescere e maturare.
Comanda uno. Pone delle regole. Tutti si adeguano. Arriva al “potere” un altro. Cambia queste regole e tutti di nuovo si devono adeguare. Allora non mi sta più bene. Eclatante in questo senso il cambio delle annate voluto nella scorsa estate dopo anni di battaglie per equiparare i nostri campionati al livello europeo.
Allora il bene comune non è più un ideale da raggiungere, ma è solo il tornaconto della propria attività che la fa da padrona. Questo non lo accetto. Se diciamo delle cose che coinvolgono tutti, non possiamo dirle o scriverle solo guardando al nostro piccolo orticello. Abbiamo il dovere di guardare ad ampio respiro a zone in Italia molto diverse, che per caratteristiche storiche, sportive e pratiche, non hanno tutte le stesse peculiarità.
Fare considerazioni generali per il miglioramento del bene comune è missione di tutte le persone a cui la crescita e la maturazione del nostro movimento sta a cuore. E’ anche per questo che do seguito a questa lettera dei responsabili di Società di Serie A che inevitabilmente hanno sotto i propri occhi realtà comunque di alto livello e poco vicine alla consuetudine della maggior parte delle piccole o medie Società Sportive sparse in giro per l’Italia. Fare delle proposte concrete significa saper guardare con occhi critici e mentalità aperta da Moncalieri a Palermo dando il giusto peso alle diversità strutturali di ognuno.
Nel verbale viene scritto: “si ritiene necessario che i giovani della fascia d’età corrispondente alle scuole medie inferiori (fino under 14) debbano essere preservati da ogni tipo di esasperazione agonistica. In questo senso: si approva che l’attività agonistica abbia termine a livello regionale; si chiede che venga evitata qualsiasi di tipo di attività di selezione a qualsiasi livello.” e ancora: “si auspica che le finali regionali di categoria under 13 ed under 14 diventino eventi (non solo agonistici) in grado di dare maggiore visibilità, supporto ed opportunità di crescita alle piccole società ed ai giovani allenatori, confidando anche nel coinvolgimento dei tecnici del SSN e degli istruttori CNA;”
A mio parere preservare i ragazzi da ogni esasperazione agonistica a 14 anni significa in poche parole svilire il movimento. Nei paesi più inclini a far progredire i giovani a livello cestistico, a 16 anni quelli buoni giocano già in serie A (grazie a Melli di esistere). Noi aboliamo le Finali Nazionali Under 14 per preservarli dall’agonismo!! Mah.
Non si capisce del tutto, il concetto per cui finire le fasi dei campionati a livello regionale preservi dall’esasperazione agonistica.
Come dire che giocare per un titolo regionale o per una partita a livello anche locale, provinciale, è meno importante e motivante dal punto di vista strettamente competitivo di una gara di una Finale Nazionale.
I ragazzi che giocano a Basket s’impegnano a prescindere dalla competizione dove stanno giocando. E’ chiaro che arrivare a giocarsi una Finale Nazionale non può che migliorare uno stato mentale di progressione al miglioramento insito nei giovani. Ma farlo a livello locale, regionale o nazionale poco importa.
E come se un insegnate dicesse ai propri alunni: “Ragazzi vi insegno le addizioni e le sottrazioni però le moltiplicazioni e le divisioni no, perché vorrei preservare la vostra mente dagli sforzi che dovrebbe fare per reggere questi grandi ostacoli. Il discorso a mio avviso non sta in piedi.
Tutti sanno che le società medio/piccole, quelle del paese o della piccola città, quelle costruite dal minibasket o quelle di piccole aggregazioni come stanno ormai nascendo un po’ in ogni dove, non aspettano altro che arrivare a questi importanti appuntamenti agonistici per avere un confronto “alla pari” con le Società più blasonate e titolate, prima che queste ultime usurpino con un reclutamento alle volte selvaggio proprio i roster di queste piccole realtà. Togliere questi confronti è una mortificazione del basket e non solo di quello giovanile. Ripristiniamo le Finali Nazionali Under 14 al più presto. Ogni anno perso è uno passo indietro nella crescita del movimento. Vi prego. In allegato proposta concreta per le suddette finali da inserire già nelle DOA 2008-2009 in stesura in queste settimane.
Nel verbale appaiono anche queste considerazioni: “In merito all’organizzazione dei campionati giovanili si avanzano le seguenti richieste: Campionato Under 17 Eccellenza e Under 19 Eccellenza: si chiede di ridurre il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 1° fase. Campionato Under 19 Eccellenza: si chiede di aumentare il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 2° fase.”
Non capisco veramente la motivazione di queste richieste. Ogni regione organizza la propria prima fase regionale in base alle proprie caratteristiche. C’è chi ha due gironi, chi ha un girone a 16, chi ha un girone a 14, c’è chi per scarsità di squadre non fa nemmeno l’eccellenza e si adatta ai campionati provinciali.
Molte regioni, molte realtà. E’ chiaro che l’obiettivo è cercare partite equilibrate e con scarti di punteggio non del tanto a pochi. Ma ridurre le squadre e di conseguenza le partite non è a mio avviso la strada giusta per evitare gli scarti oceanici. Cercare avversari del proprio livello è l’obiettivo di ogni allenatore a inizio stagione.
Pensando di poter contare su un gruppo eccezionale a livello Under 17, l’obiettivo sarà magari quello di giocare contro squadre Under 19. Se dovessi avere un buon gruppo Under 19 cercherò di poter far giocare i miei ragazzi a livello di squadre di Serie C/2 o D. Questa potrebbe essere una buona logica. Non ridurre le partite, ma trovare avversari di livello.
Apro una parentesi. Capita già in alcuni paesi europei. Le partite che superano i 40 punti di scarto vengono continuate a giocare senza tenere più il punteggio sul tabellone. Prosegue la partita, si finisce con il tempo, ma la gara viene omologata con il punteggio con il massimo scarto di 40 punti. Questa potrebbe essere una iniziativa positiva per cercare di limitare e livellare le differenze.
Ci sono allenatori in gamba e con competenza che questa tattica l’adottano già da diverso tempo, senza regole scritte. E’ chiaro che una partita con potenziali 60 punti di scarto, facendo le giuste rotazioni o non convocando i ragazzi più bravi verrebbe vinta di 20 o di 30. Questa è la giusta filosofia. Se poi ci fosse qualcuno che vuole continuare nell’abusare dell’avversario, allora mettiamo la regola del limitatore. Sopra di 40 si chiude il referto!
“Seconde fasi più lunghe.” Ma questi allenatori che nella prima parte del verbale danno indicazioni morali sulla qualità della vita e dello studio dei giovani giocatori non si rendono conto che le seconde fasi più lunghe rovinano di fatto la vita scolastica (e non) dei ragazzi coinvolti obbligati a trasferte “da serie A” con partenza mattutine e rientri in nottata, con la conseguenza ovvia dell’assenza scolastica anche per il giorno successivo alla partita?
Possibile che non ci si renda conto che per fare una partita interregionale (tralasciando l’aspetto puramente economico) il costo dell’operazione crea vantaggi di natura tecnica, inducendo però a dei sacrifici enormi a livello di vita quotidiana per i ragazzi e le proprie famiglie!
Nel verbale si prosegue con: “Difesa a zona proibita fino a livello under15 compreso”
Prima ancora che prendere una posizione sull’utilità o meno dell’insegnamento della zona a livello Under 15 e Under 14, la proposta in questione potrebbe essere meritevole di considerazione se ci fosse la possibilità di far rispettare eventualmente la regola.
Siccome sappiamo tutti benissimo che questa regola non è pensabile farla rispettare perché la classe arbitrale e le competenze tecniche dei giovani arbitri che evoluiscono in questi campionati non è in grado di valutare la questione, proseguirei nella scelta fatta già un paio di anni fa.
A mettere regole, che poi non possono essere rispettate per mancanza di controlli, ci pensa già il Parlamento… non mi ridurrei a questo livello.
Si prosegue con: “si chiede di valutare con i tecnici del SSN e del Settore MiniBasket l’opportunità di disputare il campionato “esordienti” con i canestri bassi.”
Non prendo neppure in considerazione il fatto che la maggior parte degli impianti sportivi e di conseguenza molte delle Società che fanno del Basket e del Minibasket la propria attività non hanno la possibilità di avere nelle proprie dotazioni i canestri bassi, ma voglio far solo riferimento ad un altro ragionamento.
Da una parte il verbale pone l’accento sulla non esasperazione agonistica a livello di categorie giovanili di fascia bassa, dall’altra con questa proposta si esalta di fatto la forza fisica abbassando i canestri con la ovvia conseguenza che l’esasperazione agonistica non solo raddoppierebbe, ma si creerebbero di fatto dei veri e propri tornei di serie A in miniatura.
Parlo per esperienza personale. Ho visto e ho partecipato a tornei con i canestri bassi con schiacciate, forza fisica all’eccesso, scontri molto duri per avvicinarsi al canestro… insomma vere e proprie partite senior in miniatura. Anche se il ragionamento iniziale teorico è giusto, l’implicazione pratica è a mio modo di vedere altamente negativa.
Rimanendo a disposizione di chiunque per le delucidazioni del caso, esorto tutti gli allenatori e istruttori con idee innovative (ma anche no) e con motivazioni forti, a emergere dal silenzio di regime che spesso accompagna le nostre stagioni agonistiche. E’ facile far finta di niente e pensare che sia sempre qualcun altro a decidere per noi. E’ più difficile riordinare le idee e cercare di prospettare il miglior bene comune per le nuove generazioni. Vi assicuro che ve ne saranno grate.
E per ora è tutto.
Grazie dell’attenzione.
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Nel dettaglio delle considerazioni emerse da questa riunione che ha coinvolto 11 responsabili di settore giovanile di serie A, tra cui Virtus Bologna, Montepaschi Siena, Benetton Treviso, Scavolini Pesaro, Snaidero Udine, Premiata Montegranaro, Upim Bologna, Eldo Napoli… su molte cose però mi trovo in antitesi con quanto verbalizzato.
Farò considerazioni, certe magari dure, ma comunque motivate, che non hanno nessun interesse di sorta alle spalle. Non faccio politica per la “poltrona”, ma scrivo delle cose (come del resto le hanno scritte queste persone liberamente) per il gusto del buon senso. Per poter in qualche maniera migliorare un movimento in crescita che però spesso smarrisce la propria strada di maturazione, anche grazie al cambio repentino delle persone che indirizzano la politica di crescita dell’attività giovanile.
E’ già capitato nel passato. Cambiando le persone che influiscono sull’indirizzo politico cambiano anche le regole. Questa continua rivoluzione di prospettive non aiuta certo il movimento a crescere e maturare.
Comanda uno. Pone delle regole. Tutti si adeguano. Arriva al “potere” un altro. Cambia queste regole e tutti di nuovo si devono adeguare. Allora non mi sta più bene. Eclatante in questo senso il cambio delle annate voluto nella scorsa estate dopo anni di battaglie per equiparare i nostri campionati al livello europeo.
Allora il bene comune non è più un ideale da raggiungere, ma è solo il tornaconto della propria attività che la fa da padrona. Questo non lo accetto. Se diciamo delle cose che coinvolgono tutti, non possiamo dirle o scriverle solo guardando al nostro piccolo orticello. Abbiamo il dovere di guardare ad ampio respiro a zone in Italia molto diverse, che per caratteristiche storiche, sportive e pratiche, non hanno tutte le stesse peculiarità.
Fare considerazioni generali per il miglioramento del bene comune è missione di tutte le persone a cui la crescita e la maturazione del nostro movimento sta a cuore. E’ anche per questo che do seguito a questa lettera dei responsabili di Società di Serie A che inevitabilmente hanno sotto i propri occhi realtà comunque di alto livello e poco vicine alla consuetudine della maggior parte delle piccole o medie Società Sportive sparse in giro per l’Italia. Fare delle proposte concrete significa saper guardare con occhi critici e mentalità aperta da Moncalieri a Palermo dando il giusto peso alle diversità strutturali di ognuno.
Nel verbale viene scritto: “si ritiene necessario che i giovani della fascia d’età corrispondente alle scuole medie inferiori (fino under 14) debbano essere preservati da ogni tipo di esasperazione agonistica. In questo senso: si approva che l’attività agonistica abbia termine a livello regionale; si chiede che venga evitata qualsiasi di tipo di attività di selezione a qualsiasi livello.” e ancora: “si auspica che le finali regionali di categoria under 13 ed under 14 diventino eventi (non solo agonistici) in grado di dare maggiore visibilità, supporto ed opportunità di crescita alle piccole società ed ai giovani allenatori, confidando anche nel coinvolgimento dei tecnici del SSN e degli istruttori CNA;”
A mio parere preservare i ragazzi da ogni esasperazione agonistica a 14 anni significa in poche parole svilire il movimento. Nei paesi più inclini a far progredire i giovani a livello cestistico, a 16 anni quelli buoni giocano già in serie A (grazie a Melli di esistere). Noi aboliamo le Finali Nazionali Under 14 per preservarli dall’agonismo!! Mah.
Non si capisce del tutto, il concetto per cui finire le fasi dei campionati a livello regionale preservi dall’esasperazione agonistica.
Come dire che giocare per un titolo regionale o per una partita a livello anche locale, provinciale, è meno importante e motivante dal punto di vista strettamente competitivo di una gara di una Finale Nazionale.
I ragazzi che giocano a Basket s’impegnano a prescindere dalla competizione dove stanno giocando. E’ chiaro che arrivare a giocarsi una Finale Nazionale non può che migliorare uno stato mentale di progressione al miglioramento insito nei giovani. Ma farlo a livello locale, regionale o nazionale poco importa.
E come se un insegnate dicesse ai propri alunni: “Ragazzi vi insegno le addizioni e le sottrazioni però le moltiplicazioni e le divisioni no, perché vorrei preservare la vostra mente dagli sforzi che dovrebbe fare per reggere questi grandi ostacoli. Il discorso a mio avviso non sta in piedi.
Tutti sanno che le società medio/piccole, quelle del paese o della piccola città, quelle costruite dal minibasket o quelle di piccole aggregazioni come stanno ormai nascendo un po’ in ogni dove, non aspettano altro che arrivare a questi importanti appuntamenti agonistici per avere un confronto “alla pari” con le Società più blasonate e titolate, prima che queste ultime usurpino con un reclutamento alle volte selvaggio proprio i roster di queste piccole realtà. Togliere questi confronti è una mortificazione del basket e non solo di quello giovanile. Ripristiniamo le Finali Nazionali Under 14 al più presto. Ogni anno perso è uno passo indietro nella crescita del movimento. Vi prego. In allegato proposta concreta per le suddette finali da inserire già nelle DOA 2008-2009 in stesura in queste settimane.
Nel verbale appaiono anche queste considerazioni: “In merito all’organizzazione dei campionati giovanili si avanzano le seguenti richieste: Campionato Under 17 Eccellenza e Under 19 Eccellenza: si chiede di ridurre il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 1° fase. Campionato Under 19 Eccellenza: si chiede di aumentare il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 2° fase.”
Non capisco veramente la motivazione di queste richieste. Ogni regione organizza la propria prima fase regionale in base alle proprie caratteristiche. C’è chi ha due gironi, chi ha un girone a 16, chi ha un girone a 14, c’è chi per scarsità di squadre non fa nemmeno l’eccellenza e si adatta ai campionati provinciali.
Molte regioni, molte realtà. E’ chiaro che l’obiettivo è cercare partite equilibrate e con scarti di punteggio non del tanto a pochi. Ma ridurre le squadre e di conseguenza le partite non è a mio avviso la strada giusta per evitare gli scarti oceanici. Cercare avversari del proprio livello è l’obiettivo di ogni allenatore a inizio stagione.
Pensando di poter contare su un gruppo eccezionale a livello Under 17, l’obiettivo sarà magari quello di giocare contro squadre Under 19. Se dovessi avere un buon gruppo Under 19 cercherò di poter far giocare i miei ragazzi a livello di squadre di Serie C/2 o D. Questa potrebbe essere una buona logica. Non ridurre le partite, ma trovare avversari di livello.
Apro una parentesi. Capita già in alcuni paesi europei. Le partite che superano i 40 punti di scarto vengono continuate a giocare senza tenere più il punteggio sul tabellone. Prosegue la partita, si finisce con il tempo, ma la gara viene omologata con il punteggio con il massimo scarto di 40 punti. Questa potrebbe essere una iniziativa positiva per cercare di limitare e livellare le differenze.
Ci sono allenatori in gamba e con competenza che questa tattica l’adottano già da diverso tempo, senza regole scritte. E’ chiaro che una partita con potenziali 60 punti di scarto, facendo le giuste rotazioni o non convocando i ragazzi più bravi verrebbe vinta di 20 o di 30. Questa è la giusta filosofia. Se poi ci fosse qualcuno che vuole continuare nell’abusare dell’avversario, allora mettiamo la regola del limitatore. Sopra di 40 si chiude il referto!
“Seconde fasi più lunghe.” Ma questi allenatori che nella prima parte del verbale danno indicazioni morali sulla qualità della vita e dello studio dei giovani giocatori non si rendono conto che le seconde fasi più lunghe rovinano di fatto la vita scolastica (e non) dei ragazzi coinvolti obbligati a trasferte “da serie A” con partenza mattutine e rientri in nottata, con la conseguenza ovvia dell’assenza scolastica anche per il giorno successivo alla partita?
Possibile che non ci si renda conto che per fare una partita interregionale (tralasciando l’aspetto puramente economico) il costo dell’operazione crea vantaggi di natura tecnica, inducendo però a dei sacrifici enormi a livello di vita quotidiana per i ragazzi e le proprie famiglie!
Nel verbale si prosegue con: “Difesa a zona proibita fino a livello under15 compreso”
Prima ancora che prendere una posizione sull’utilità o meno dell’insegnamento della zona a livello Under 15 e Under 14, la proposta in questione potrebbe essere meritevole di considerazione se ci fosse la possibilità di far rispettare eventualmente la regola.
Siccome sappiamo tutti benissimo che questa regola non è pensabile farla rispettare perché la classe arbitrale e le competenze tecniche dei giovani arbitri che evoluiscono in questi campionati non è in grado di valutare la questione, proseguirei nella scelta fatta già un paio di anni fa.
A mettere regole, che poi non possono essere rispettate per mancanza di controlli, ci pensa già il Parlamento… non mi ridurrei a questo livello.
Si prosegue con: “si chiede di valutare con i tecnici del SSN e del Settore MiniBasket l’opportunità di disputare il campionato “esordienti” con i canestri bassi.”
Non prendo neppure in considerazione il fatto che la maggior parte degli impianti sportivi e di conseguenza molte delle Società che fanno del Basket e del Minibasket la propria attività non hanno la possibilità di avere nelle proprie dotazioni i canestri bassi, ma voglio far solo riferimento ad un altro ragionamento.
Da una parte il verbale pone l’accento sulla non esasperazione agonistica a livello di categorie giovanili di fascia bassa, dall’altra con questa proposta si esalta di fatto la forza fisica abbassando i canestri con la ovvia conseguenza che l’esasperazione agonistica non solo raddoppierebbe, ma si creerebbero di fatto dei veri e propri tornei di serie A in miniatura.
Parlo per esperienza personale. Ho visto e ho partecipato a tornei con i canestri bassi con schiacciate, forza fisica all’eccesso, scontri molto duri per avvicinarsi al canestro… insomma vere e proprie partite senior in miniatura. Anche se il ragionamento iniziale teorico è giusto, l’implicazione pratica è a mio modo di vedere altamente negativa.
Rimanendo a disposizione di chiunque per le delucidazioni del caso, esorto tutti gli allenatori e istruttori con idee innovative (ma anche no) e con motivazioni forti, a emergere dal silenzio di regime che spesso accompagna le nostre stagioni agonistiche. E’ facile far finta di niente e pensare che sia sempre qualcun altro a decidere per noi. E’ più difficile riordinare le idee e cercare di prospettare il miglior bene comune per le nuove generazioni. Vi assicuro che ve ne saranno grate.
E per ora è tutto.
Grazie dell’attenzione.
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mercoledì 30 gennaio 2008
11 RESPONSABILI DI SETTORE GIOVANILEPROPONGONO QUANTO SEGUE
PROPONGONO QUANTO SEGUE
Pubblico il verbale di una riunione svolta da 11 responsabili di settore giovanile di società di serie A, in cui gli esimi allenatore fanno considerazione e proposte per il bene comune, da consegnare ai vertici federale per la messa in atto. Pubblico dapprima integralmente il verbale. In un secondo momento aggiungerò i miei commenti personali.
Il 12 gennaio 2008 si è tenuta la riunione dei responsabili Tecnici dei Settori Giovanili delle società della Lega di serie A; erano presenti i rappresentanti di 11 club ed il delegato della Lega di SerieA nella Commissione Attività Giovanile della FIP.
Scopo dell’incontro era di confrontare le esperienze di chi quotidianamente si misura con le tematiche relative alla crescita ed alla formazione dei giovani giocatori, con l’obiettivo di elaborare proposte volte al miglioramento di tale attività.
Le prime esigenze emerse con grande forza e condivisione sono quelle relative al rispetto dello sviluppo psico-fisico dei ragazzi, alla tutela della loro attività scolastica ed alla tutela della possibilità dei club di programmare efficacemente l’attività tecnica, fisica ed agonistica dei giovani atleti.
In quest’ottica si ritiene necessario che i giovani della fascia d’età corrispondente alle scuole medie inferiori (fino under14) debbano essere preservati da ogni tipo di esasperazione agonistica.
In questo senso:
• si approva che l’attività agonistica abbia termine a livello regionale;
• si chiede che venga evitata qualsiasi di tipo di attività di selezione a qualsiasi livello.
Si ritiene che l’attività di selezione (raduni regionali, Torneo delle Regioni e raduni SSNM) debba iniziare solo a livello di primo anno di scuola superiore (da under15) e comunque solo nei periodi di sospensione dell’attività scolastica ed agonistica.
Per quanto riguarda la fascia di età fino ad under19 (scuole superiori), si è valutato come nell’ultimo decennio il SSNM abbia svolto (in un periodo di riconosciuta latenza dell’impegno nell’attività giovanile da parte dei club di serieA) un importante ruolo, anche formativo, nei confronti dei giovani giocatori.
Attualmente, l’auspicata e realizzata ripresa dell’impegno e degli investimenti delle società di vertice sui vivai, garantisce di nuovo un’attività formativa di alto livello che, si ribadisce, necessita di un’adeguata possibilità di programmazione.
Si richiede di conseguenza che il SSNM programmi l’attività delle Nazionali Under16 ed Under18 al termine dell’attività agonistica e scolastica.
In merito all’organizzazione dei campionati giovanili si avanzano le seguenti richieste:
• Campionato Under17Eccellenza e Under19Eccellenza: si chiede di ridurre il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 1° fase
• Campionato Under19Eccellenza: si chiede di aumentare il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 2° fase
• Difesa a zona proibita fino a livello under15 compreso;
• si auspica che le finali regionali di categoria under13 ed under14 diventino eventi (non solo agonistici) in grado di dare maggiore visibilità, supporto ed opportunità di crescita alle piccole società ed ai giovani allenatori, confidando anche nel coinvolgimento dei tecnici del SSN e degli istruttori CNA;
• si chiede di valutare con i tecnici del SSN e del Settore MiniBasket l’opportunità di disputare il campionato “esordienti” con i canestri bassi.
Il 12 gennaio 2008 si è tenuta la riunione dei responsabili Tecnici dei Settori Giovanili delle società della Lega di serie A; erano presenti i rappresentanti di 11 club ed il delegato della Lega di SerieA nella Commissione Attività Giovanile della FIP.
Scopo dell’incontro era di confrontare le esperienze di chi quotidianamente si misura con le tematiche relative alla crescita ed alla formazione dei giovani giocatori, con l’obiettivo di elaborare proposte volte al miglioramento di tale attività.
Le prime esigenze emerse con grande forza e condivisione sono quelle relative al rispetto dello sviluppo psico-fisico dei ragazzi, alla tutela della loro attività scolastica ed alla tutela della possibilità dei club di programmare efficacemente l’attività tecnica, fisica ed agonistica dei giovani atleti.
In quest’ottica si ritiene necessario che i giovani della fascia d’età corrispondente alle scuole medie inferiori (fino under14) debbano essere preservati da ogni tipo di esasperazione agonistica.
In questo senso:
• si approva che l’attività agonistica abbia termine a livello regionale;
• si chiede che venga evitata qualsiasi di tipo di attività di selezione a qualsiasi livello.
Si ritiene che l’attività di selezione (raduni regionali, Torneo delle Regioni e raduni SSNM) debba iniziare solo a livello di primo anno di scuola superiore (da under15) e comunque solo nei periodi di sospensione dell’attività scolastica ed agonistica.
Per quanto riguarda la fascia di età fino ad under19 (scuole superiori), si è valutato come nell’ultimo decennio il SSNM abbia svolto (in un periodo di riconosciuta latenza dell’impegno nell’attività giovanile da parte dei club di serieA) un importante ruolo, anche formativo, nei confronti dei giovani giocatori.
Attualmente, l’auspicata e realizzata ripresa dell’impegno e degli investimenti delle società di vertice sui vivai, garantisce di nuovo un’attività formativa di alto livello che, si ribadisce, necessita di un’adeguata possibilità di programmazione.
Si richiede di conseguenza che il SSNM programmi l’attività delle Nazionali Under16 ed Under18 al termine dell’attività agonistica e scolastica.
In merito all’organizzazione dei campionati giovanili si avanzano le seguenti richieste:
• Campionato Under17Eccellenza e Under19Eccellenza: si chiede di ridurre il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 1° fase
• Campionato Under19Eccellenza: si chiede di aumentare il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 2° fase
• Difesa a zona proibita fino a livello under15 compreso;
• si auspica che le finali regionali di categoria under13 ed under14 diventino eventi (non solo agonistici) in grado di dare maggiore visibilità, supporto ed opportunità di crescita alle piccole società ed ai giovani allenatori, confidando anche nel coinvolgimento dei tecnici del SSN e degli istruttori CNA;
• si chiede di valutare con i tecnici del SSN e del Settore MiniBasket l’opportunità di disputare il campionato “esordienti” con i canestri bassi.
FINALI NAZIONALI GIOVANILI UNDER 14ECCO L'IDEA PER IL RIPRISTINO
ECCO L'IDEA PER IL RIPRISTINO
Premesso che:
1) il movimento giovanile in Italia ha certamente bisogno di momenti formativi per poter crescere;
2) che se le finali Under 14 sono state ripristinate nel 2000 dopo diversi anni di buco un motivo valido ci sarà pure stato;
3) che le finali della categoria Under 21 andranno inesorabilmente a scomparire visto la poca attenzione delle maggior parte dei club
4) che a livello Under 14 la competizione agonistica ha la sua importanza;
5) che la maggior parte delle Società di medio livello hanno la possibilità di competere a discreti livelli, prima che le Società a caratura più elevata facciano reclutamento;
6) che può essere un momento valido per poter visionare i futuri atleti anche per il Settore Squadre Nazionali.
Considerato anche:
A) che i costi per l’organizzazione di una Finali Nazionale per la Federazione non penso incidano per nulla o quasi sul budget di spesa corrente della FIP;
B) che i tempi tecnici per inserire nel calendario una nuova Finale Nazionali ci sono;
C) che la caratura del campionato resterebbe comunque a carattere regionale, senza per questo far incidere la regola della tessera “Allenatori” (2009-2010) per lo svolgimento di questo campionato, dando la possibilità di confronto ai giovani allenatori con la tessera di Allenatore di Base;
Si propone il ripristino delle Finali Nazionali Under 14 da inserire nelle DOA per la stagione 2008-2009 e seguenti.
PROPOSTA:
1° fase: (entro il 30 Aprile) Campionato a livello regionale (come avviene normalmente)
2° fase: (metà maggio) Ammissione di 32 Squadre alla seconda fase in base al numero delle squadre iscritte presso i vari Comitati Regionali (i Comitati Regionali che hanno più squadre iscritte al Campionato Under 14 avranno più accessi a questi 32 posti)
32 Squadre ammesse. (Ipotetico passaggio del turno: Piemonte+Valle d’Aosta 2, Abruzzo+Molise 1; Basilicata+Calabria 1; Liguria 2; Lombardia 4; Trentino 2; Veneto 2; Friuli 2; Emilia Romagna 3; Toscana 3; Marche 2; Lazio 3; Campania 2; Sicilia 1; Sardegna 2)
Da 32 a 16 con spareggio secco in campo neutro. Spareggi interprovinciali con carattere geografico.
3° fase: (dopo le finali Under 15) 16 Squadre Ammesse
1) il movimento giovanile in Italia ha certamente bisogno di momenti formativi per poter crescere;
2) che se le finali Under 14 sono state ripristinate nel 2000 dopo diversi anni di buco un motivo valido ci sarà pure stato;
3) che le finali della categoria Under 21 andranno inesorabilmente a scomparire visto la poca attenzione delle maggior parte dei club
4) che a livello Under 14 la competizione agonistica ha la sua importanza;
5) che la maggior parte delle Società di medio livello hanno la possibilità di competere a discreti livelli, prima che le Società a caratura più elevata facciano reclutamento;
6) che può essere un momento valido per poter visionare i futuri atleti anche per il Settore Squadre Nazionali.
Considerato anche:
A) che i costi per l’organizzazione di una Finali Nazionale per la Federazione non penso incidano per nulla o quasi sul budget di spesa corrente della FIP;
B) che i tempi tecnici per inserire nel calendario una nuova Finale Nazionali ci sono;
C) che la caratura del campionato resterebbe comunque a carattere regionale, senza per questo far incidere la regola della tessera “Allenatori” (2009-2010) per lo svolgimento di questo campionato, dando la possibilità di confronto ai giovani allenatori con la tessera di Allenatore di Base;
Si propone il ripristino delle Finali Nazionali Under 14 da inserire nelle DOA per la stagione 2008-2009 e seguenti.
PROPOSTA:
1° fase: (entro il 30 Aprile) Campionato a livello regionale (come avviene normalmente)
2° fase: (metà maggio) Ammissione di 32 Squadre alla seconda fase in base al numero delle squadre iscritte presso i vari Comitati Regionali (i Comitati Regionali che hanno più squadre iscritte al Campionato Under 14 avranno più accessi a questi 32 posti)
32 Squadre ammesse. (Ipotetico passaggio del turno: Piemonte+Valle d’Aosta 2, Abruzzo+Molise 1; Basilicata+Calabria 1; Liguria 2; Lombardia 4; Trentino 2; Veneto 2; Friuli 2; Emilia Romagna 3; Toscana 3; Marche 2; Lazio 3; Campania 2; Sicilia 1; Sardegna 2)
Da 32 a 16 con spareggio secco in campo neutro. Spareggi interprovinciali con carattere geografico.
3° fase: (dopo le finali Under 15) 16 Squadre Ammesse
mercoledì 23 gennaio 2008
LOMBARDIA TERRA DI SACCHEGGIO??PER EMERGERE MEGLIO EMIGRARE??
PER EMERGERE MEGLIO EMIGRARE??

Di certo in questo ultimo periodo le domande fatte nel titolo della news nascono in effetti spontanee e repentine.
Veniamo al nocciolo della questione. Con la dismisisone parziale o totale dei vivai da parte dei settori giovanili delle Società di Serie A Lombarde (Varese, Milano e Cantù) in controtendenza invece con le realtà di prima fascia a livello nazionale come Siena, Treviso e Bologna, ad un giovane giocatore di belle speranze, che con la propria attitudine al basket voglia emergere ad alto livello in Lombardia cosa viene proposto?
Poco. In effetti. Molto poco. Varese, oltre al problema "retrocessione", nell'ultimo anno si sta aggrappando al settore giovanile del Campus e della Robur per poter integrare almeno le risorse umane dell'undicesimo e del dodicesemo giocatore per poter affrontare gli allenamenti con la serie A senza per questo schierare giovani provenienti dai campionati provinciali. Cantù ha in teoria rilanciato il progetto giovanile con in testa Pierluigi Marzorati, poco più di annetto fa; ma a tutt'oggi i vari allenatori delle giovanili canturine stanno facendo quello che possono con delle squadre che nascono di fatto dal minibasket e da un reclutamento locale e provinciale che il più delle volte è però difficoltoso e pieno di ostacoli, e non solo per la vicinanza geografica ad alte realtà locale emergenti. Milano sembra sempre alla ricerca di qualcosa o qualcuno che possa definitivamente far cambiare i rusultati di gestioni che seppur con qualche acuto importante non hanno nella critica degli addetti ai lavori il miglior giudizio.
In effetti le passate esperienze di Masciadri e Mantoan di Desio ceduti alla Virtus, Martinoni dalla Robur a Treviso, Da Ros passato da Monza a Bologna (e non solo per le pressioni di Pillastrini allenatore in Nazionale e allenatore anche di club a quel punto) nel passato i travasi evitati solo per ragioni regolamentari di Rosignoli a Siena e quello poi in effetti concretizzato di Francesco Gergati, sono solo gli ultimi casi di tanti esempi che si potrebbero fare dislocandoli in un tempo maggiore.
E allora non stupiamoci se poi De Vico del 94 di Monza vada a Treviso per poter svolgere un torneo natalizio con la Benetton Treviso, oppure se la Virtus Bologna si presenta a Treviglio a fare un torneo Under 13 con un ragazzino di Nerviano alto 1.96.
Le belle realtà minori e locali come Desio, il nuovo progetto Pentabasket, la stessa Monza... non parlo per conflitto d'interesse chiaramente di Bluorobica... ma Società sana e floride a livello giovanile come Bernareggio, Gorgonzola, Cremona, Lonato e tante altre... cosa possono proporre ai massimi livelli per giovani che in prospettiva (almeno iniziale) possano davvero pensare al meglio. E' vero che è sempre più difficile diventare giocatori di serie A facendo le giovanili e arrivando in prima squadra direttamente come ha fatto Andrea Meneghin o Antoniutti o Mancinelli o tanti altri che non sono passati dalle minors per lo svezzamento... ma è altrettanto vero che questo appiattimento di ideali e motivazione porta inevitabilmente ad un abbassamento del movimento davvero critico.
Se non si pensa in grande in Lombardia (prima regione in Italia per tante belle cose) e se le Società di Serie A non ci mettono un po' del loro per poter essere motori trainanti in un sistema che sotto certi aspetti, vive proprio di fatti concreti e di risorse investite, la recessione stigmatizzata all'orizzonte ci farà certamente visita sempre più con preoccupante vicinanza.
domenica 20 gennaio 2008
DEDICATO A TUTTI GLI ADULTI MODERNIUN PO' NEURO-IPOCONDRIACI
UN PO' NEURO-IPOCONDRIACI

Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio. Anche un'arancia per la vitamina C e una tazza di tè verde senza zucchero, per prevenire il diabete.
Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d'acqua (sí, e poi pisciarli, che richiede il doppio del tempo che hai perso in berteli).
Tutti i giorni bisogna mangiare un Actimel o uno yogurt per avere gli “L. Casei Immunitas”, che nessuno sa bene che cosa cavolo sono, peró sembra che se non ti ingoi per lo meno un milione e mezzo di questi batteri tutti i giorni, inizi a vedere sfocato.
Ogni giorno un'aspirina, per prevenire l'infarto, e un bicchiere di vino rosso, sempre contro l'infarto. E un altro di bianco, per il sistema nervoso. E uno di birra, che giá non mi ricordo per che cosa era.
Se li bevi tutti insieme, ti puó venire un’emorragia cerebrale, peró non ti preoccupare perché non te ne renderai neanche conto.
Tutti i giorni bisogna mangiare fibra. Molta, moltissima fibra, finché riesci a cagare un maglione. Si devono fare tra i 4 e 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone. Facendo i calcoli, solo in mangiare se ne vanno 5 ore.
Ah, e dopo ogni pranzo bisogna lavarsi i denti, ossia: dopo l'Actimel e la fibra lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo il banano i denti... e cosí via finché ti rimangono dei denti in bocca, senza dimenticarti di usare il filo interdentale, massaggiare le gengive, risciacquarti con Listerine...
Meglio ampliare il bagno e metterci il lettore CD, perché tra l'acqua, le fibre e i denti, ci passerai varie ore lí dentro.
Bisogna dormire otto ore e lavorare altre otto, piú le 5 necessarie per mangiare = 21. Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico. Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno...
Giá, ma non si puó, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz'ora (per esperienza: dopo 15 minuti torna indietro, se no la mezz'ora diventa una).
Bisogna mantenere le amicizie perché sono come le piante, bisogna innaffiarle tutti i giorni. E anche quando vai in vacanza, suppongo.
Inoltre, bisogna tenersi informati, e leggere per lo meno due giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica.
Ah!, si deve fare sesso tutti i giorni, peró senza cadere nella routine: bisogna essere innovatori, creativi, e rinnovare la seduzione. Tutto questo ha bisogno di tempo. E senza parlare del sesso tantrico (in proposito ti ricordo che bisogna lavarsi i denti dopo che si mangia qualsiasi cosa!).
Bisogna anche avere il tempo di scopar per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane o ... dei FIGLI???
Insomma, per farla breve, i conti mi danno 29 ore al giorno. La unica possibilitá che mi viene in mente é fare varie cose contemporaneamente; per esempio: ti fai la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta cosí ti bevi i due litri d’acqua. Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l'amore (tantrico) al compagno/a, che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi anche per terra.
Ti é rimasta una mano libera? Chiama i tuoi amici! E i tuoi! Bevi il vino (dopo aver chiamato i tuoi ne avrai bisogno). Il BioPuritas con la mela te lo puó dare il tuo compagno/a, mentre si mangia la banana con l'Actimel, e domani fate cambio.
E meno male che siamo cresciuti, se no dovremmo trangugiare un ALPINITO Extra Calcio tutti i giorni.
Uuuuf!
Adesso vi lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d’acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, giá non so piú cosa sto facendo, sento peró che devo andare urgentemente al cesso. Così ne approfitto per lavarmi i denti....
UN GRAZIE SPECIALE A MARCO PASSERA

Grazie Marco.
Grazie di cuore per quello che ho potuto vedere questa sera in tv contro Treviso.
Grazie per non aver ceduto alla tentazione di essere prestato in qualche squadra di Legadue, dopo diversi ne nella nuova gestione di Bianchini.
Grazie perchè i quotidiani sportivi e non, dopo la gara di questa sera si occuperanno tanto della bella prova di Lloreda, Sky come accade spesso, esalterà la solita prova tutta sostanza di Galanda, il gossip avrà Holland come bersaglio principale, ma tu nonostante questa poca attenzione mediatica sei riuscito stando nel cuore alla stragande maggiornaza dei tifosi di Varese a giocare ogni azione della tua partita al massimo del potenziale, con la consapevolezza di aver dato tutto e forse qualcosa in più, per la tua città, per la tua squadra del cuore.
Grazie perchè in un mondo di professionisti, il fatto di vedere un ragazzo di Casciago poter lottare alla pari di tutti gli altri diventando importante per la propria squadra e per la propria società ci fa certamente sentire meglio ridandoci anche molta fiducia per il futuro.
giovedì 17 gennaio 2008
ESERCIZI DI RISCALDAMENTO ECCO IL TIRO
ECCO IL TIRO
Nei miei allenamenti, sopratutto quelli che precedeno una partita faccio molti esericizi di tiro. Le mie squadre dal primo giorno di raduno fino all'ultima partita di campionato usano molto il tiro dal perimetro, ma più in generale penso che un buon giocatore per essere completo abbia la necessità d'inserire nel proprio bagaglio un tiro che gli permetta di affrontare ogni situazione tecnica e tattica.
Nel corso degli anni per questo fondamentale mi sono sempre attenuto su tre o quattro principi. Uno: importanza della posizione dei piedi e delle spalle. Due: lasciar tirare liberamente a livello tecnico il proprio atleta con la massima naturalezza e semplicità nel gesto, nel suo gesto (non sempre quello che è scritto sul libro può essere applicato a tutti i giocatori) Tre: fiducia incondizionata nei mezzi a disposizione. Quattro: molte ripetizioni con diversi angoli, velocità, ritmo, pressione, situazioni... e pochi consigli utili.
Pur pretendendo una base solida tecnica di meccanica di tiro, magari affinata nei primi anni di settore giovanile, penso proprio che per il tiro sia necessaria molta pratica. E allora se è vero che i grandi tiratori, si mettevano li tutti i giorni a tirare mille e mille volte ancora, per i nostri ragazzi è un po' più difficile. In poco tempo dobbiamo cercare di liofilizzare un prodotto bello e pronto.
Allora poche parole, molti esercizi. Se partite dall'esrcizio di mio nonno quello della palla tirata con una mano e l'altra dietro la schiena ecc... per favore cercate di motivare la gente che lo fa con una gara. Niente mano dietro la schiena e si fa veloce. Si tira sempre ad una mano, ma chi segna 6 canestri da una parte va dall'altra e chi finisce per primo vince.
Poi fate spesso tirare da tre punti. Gare di squadra o individuali, poco importa, ma create abitudine al poter tirare liberamente.
Infine ogni tanto fate esercizi di tiro non convenzionali. Per esempio, tiro da tre di tabella, tiro da dietro il tabellone, l'altro giorno durante l'allenamento della selezione della Lombardia un ragazzino in azione di gioco ha tirato con le spalle al canestro effettuando un vero e proprio tiro al contrario spezzando pure il polso. Insomma un genio. Mai visto prima. Ma prenderò spunto per fare un esercizio con questo tipo di tiro...
Nella gare di tiro tra squadre, ponete (se vedete che le cose vanno per le lunghe) limiti di tempo. Secondo il mio parere a livello giovanile (under 14 o 15) direi che 15 canestri da tre si dovrebbero fare sotto i tre minuti. Magari per gli under 17 due minuti dovrebbero bastare.
Inoltre nelle gare oltre l'arco dei tre punti mettete dei bonus per chi compie l'impresa di fare tre o quattro canestri a fila. Per esempio: si arriva a 15 di squadra, dal terzo di fila il punto vale doppio. Vi assicuro che se si apre una serie di 4, 5 canestri il primo che sbaglia si sentirà una merda... e sarà molto più motivante per lui quella sensazione che piuttosto mille vostri suggerimenti...
Nella mia esperienza di istruttore ho visto spesso tre diversi tipi di tiratori: Uno: quello che ha il canestro a casa e che lo usa tutti i giorni per allenarsi. Questo di solito è il più sicuro. Si allena per conto suo. Meglio di così... Di solito è anche quello che se messo in ritmo da una bella azione di squadra non sbaglia mai. Due: quello che tira da ignorante. Questo è quello che pensa: "sono il più forte, tiro e segno." Ecco questo tenetevelo da parte per i tiri decisivi. Serve anche lui. Tre: tutti gli altri. Cioè gente normale che se ha un buon allenatore nelle giovanili diventerà uno dei due casi precendenti, altrimenti potrà ringraziarvi per averlo fatto rimanere nella mediocrità.
Ecco alcuni esercizi di squadra per milgiorare il tiro da tre:
Due squadre 6 giocatori, 5 palloni. Partenza in angolo. Un tiro a testa, si arriva al 15 il terzo vale doppio. gara sulle 5 posizioni.
Due squadre 6 giocatori 6 palloni. Partenza in angolo. Chi segna cambia posizione, deve però aspettare che tutti i suoi compagni abbiano segnato.
Due squadre da 5 giocatori, un giocatore per ogni posizione, 3 palloni. Si arriva al 25 chi tira prende il suo rimbalzo e passa la palla a quello libero che è già fuori da tre per tirare.
Due squadre da 6 giocatori, 5 palloni. Partenza in angolo. Tre su quattro per cambiare posizione. gara sulle 5 posizioni
Due squadre da 6 giocatori, 5 palloni. Partenza in angolo. Tre su quattro più un canestro appena fuori dall'area per cambiare. Se si sbaglia quello da due si torna da tre per fare 3/4.
5 giocatori in angolo con la palla. Ognuno va per se. Chi segna cambia posizione (5 posizioni). Chi finisce in un canestro va nell'altro.
Stessa cosa con un canestro da tre e uno appena fuori area, quindi 10 posizioni.
Di solito evito il classico esercizio a coppie, quello di toccare la metà campo e poi tirare. Dopo 1 minuto la gente non è più motivata a correre fino a metà campo e l'intensità scende, fino al deprimente raggiungimeto del traguardo, che è chiaramente stato rubato aggiungendo canestri inesistenti. Inoltre tirare quando un altro tira non è bello...
E per oggi è tutto...
Ah, dimenticavo... nella foto Mattia che proprio ieri sera ha fatto registrare alle cronache un 5 su 6 da tre, di cui 4/4 nel primo tempo quando la gara era cmq ancora bella viva. Beh... in ritmo Mattia è veramente micidiale. Il resconto fotografico cmq ne rende già abbastanza l'idea.
lunedì 14 gennaio 2008
ESERCIZI DI RISCALDAMENTO ECCO IL PASSAGGIO
ECCO IL PASSAGGIO

Come promesso. Esercizi alla rinfusa sul fondamentale più bello da insegnare:
A coppie (come nella foto) Un pallone. Uno corre indietro, l'altro in avanti. Passaggi dal petto, da sopra la testa, al volo, fra le gambe. Tenere la distanza iniziale 4-5 metri. Passaggi tesi e forti.
4 file in una metà campo. 2 palloni agli angoli opposti. Chi ha la palla fa dai e vai con il compagno sullo stesso lato passando poi alla fila dove era partito l'altro compagno con l'altro pallone. Poi si scala per poter ruotare. Esercizio, alemeno da 12 ragazzi. Preso il ritmo, secondo e terzo passaggio anche al volo. Poi terzo passaggio con un giro dorsale. Poi usare solo mano debole. Poi cambiare anche senso nei passaggi e nelle rotazioni.
3 file sulla riga di fondo. Ogni terzetto ha un pallone in angolo. Ogni lato del campo ha tre punti. Angolo-Centro-Angolo. I ragazzi s'iniziano a passare la palla, chi passa corre sul punto successivo, disegnano un otto su tutto il campo. Si può fare anche a metà campo. Usare i perni necessari. Dopo la ricezione obbligatorio fare un palleggio, prima di passare al compagno al posto successivo. Si può fare anche tutto campo andata e ritorno senza fermarsi.
4 file sulla riga di fondo. Angolo-Spigolo. Gara di passaggio. Corsa al massimo passandosi la palla, normale, al volo, dietro schiena, in tap-in... una coppia contro l'altra.
A terzetti. Disporsi a triangolo. Tutti con il pallone. Al via passare la palla a quello a sinistra, schiacciato, al volo, dietro schiena... Cambiare giro. Oppure al fischio del coach si cambia giro.
A terzetti. Disporsi a triangolo. Uno solo con tre palloni. Passaggio dei tre palloni al compagno successivo in maniera veloce. Chi riceve mette il primo pallone tra le gambe, il secondo e il terzo in mano. Poi passa i tre palloni al compagno successivo.
A terzetti. Disporsi a triangolo. Tutti con un pallone in mano. Passaggi con un quarto pallone, dove si vuole e a chi si vuole. Stessa cosa palleggiando.
A terzetti. Disporsi a triangolo. Tutti con un pallone. Il pallone del giocatore A viene passato a sorpresa o a B e o C che deve rispondere immediatamente passando il proprio pallone al passatore iniziale.
Se fate la treccia dovete fare obbligatoriamente la controtreccia. Quattro file. Al contrario della treccia dove chi passa la palla corre dietro a colui a cui la passata, nella contro treccia chi passa la palla corre dietro all'opposto del passaggio.
Discesa a tre: nella discesa a tre solo andata, la palla non parte nella fila centrale, ma parte su un lato, possibilmente a sinistra. Infatti correndo al massimo e passandosi forte la palla tirerà proprio quello che aveva la palla sulla riga di fondo. Quindi 4 passaggi. Matematico.
In tutti gli esercizi di andata e ritorno in contropiede con passaggi tesi e forti, esericzi di condizionamento che possono essere fatti durante l'anno per prendere confidenza anche con questi fondamentali, chi tira prende l'apertura continuando la propria corsa, chi passa al tiratore prende il rimbalzo e apre, chi non fa nulla tocca la riga laterale (di solito sul prolungamento del tiro libero) e poi torna indietro per tirare a sua volta.
...continua
sabato 12 gennaio 2008
RICEVO PER MAIL E PUBBLICO SUL BLOG
Ciao Andrea,
sono Francesco, di Pistoia, ti scrivo a questo indirizzo sperando di non sbagliare destinatario, è l'unico recapito che ho trovato sul tuo blog ma non sono iscritto a messenger quindi non ti posso contattare in quel modo.
Ho visto i tuoi allenamenti sul bel sito del Basket Legnano, scovato tramite il tuo blog. Oltre alla grande chiarezza espositiva, capacità che spero di affinare con l'esperienza - sono un istruttore-allenatore piuttosto inesperto - mi hanno colpito molto gli esercizi da te proposti.
Ti scrivo per chiederti se hai materiali video di altri allenamenti, clinic o lezioni da te tenuti. Se possibile, mi farebbe molto piacere inserirli nella mia piccola videoteca, per prendere nuovi spunti da riportare in palestra con i gruppi che alleno (esordienti '96 e under 15 regionale).
Sperando di non aver sbagliato indirizzo, ti ringrazio per la disponibilità e soprattutto per l'apporto che, con il tuo blog, stai dando al movimento.
A presto
Francesco
Grazie Francesco della mail che mi hai mandato e che come vedi ho ricevuto. Ti risponso subito per dirti che purtroppo non ho molto materiale da proporti. L'unico clinc che ho tenuto a Bergamo e che hammo messo in rete lo trovi cliccando qui
Dell'altro materiale tecnico lo trovi anche sul Blog della selezione regionale 94 che alleno in Lombardia. Ecco l'indirizzo: http://selezionelombardia1994.blogspot.com/
Ti posso fare però una promessa: nei prossimi giorni pubblicherò sul blog una serie di esericizi di riscaldamento, spero non scontati e poco conosciuti, con cui iniziare il proprio allenamento. Iniziare un allenamento con qualcosa di divertente, utile, motoriamente valido e sempre diverso motiva i ragazzi e fa divertire l'allenatore.
A presto.
sono Francesco, di Pistoia, ti scrivo a questo indirizzo sperando di non sbagliare destinatario, è l'unico recapito che ho trovato sul tuo blog ma non sono iscritto a messenger quindi non ti posso contattare in quel modo.
Ho visto i tuoi allenamenti sul bel sito del Basket Legnano, scovato tramite il tuo blog. Oltre alla grande chiarezza espositiva, capacità che spero di affinare con l'esperienza - sono un istruttore-allenatore piuttosto inesperto - mi hanno colpito molto gli esercizi da te proposti.
Ti scrivo per chiederti se hai materiali video di altri allenamenti, clinic o lezioni da te tenuti. Se possibile, mi farebbe molto piacere inserirli nella mia piccola videoteca, per prendere nuovi spunti da riportare in palestra con i gruppi che alleno (esordienti '96 e under 15 regionale).
Sperando di non aver sbagliato indirizzo, ti ringrazio per la disponibilità e soprattutto per l'apporto che, con il tuo blog, stai dando al movimento.
A presto
Francesco
Grazie Francesco della mail che mi hai mandato e che come vedi ho ricevuto. Ti risponso subito per dirti che purtroppo non ho molto materiale da proporti. L'unico clinc che ho tenuto a Bergamo e che hammo messo in rete lo trovi cliccando qui
Dell'altro materiale tecnico lo trovi anche sul Blog della selezione regionale 94 che alleno in Lombardia. Ecco l'indirizzo: http://selezionelombardia1994.blogspot.com/
Ti posso fare però una promessa: nei prossimi giorni pubblicherò sul blog una serie di esericizi di riscaldamento, spero non scontati e poco conosciuti, con cui iniziare il proprio allenamento. Iniziare un allenamento con qualcosa di divertente, utile, motoriamente valido e sempre diverso motiva i ragazzi e fa divertire l'allenatore.
A presto.
giovedì 10 gennaio 2008
STARCHANNEL.IT ON-LINE DELLE PARTITEDEL TORNEO DI SAN LAZZARO DI SAVENA
DEL TORNEO DI SAN LAZZARO DI SAVENA

Sono state pubblicate on-line le prime partite del Memorial Bruna Malaguti svolto a San Lazzaro durante le vacanze di Natale. Potete visionare le gare della prima giornata cliccando qui
DAL MONDO ON-LINE: IL RUOLO DELL'ALLENATORE
IL RUOLO DELL'ALLENATORE

Ho iniziato la ricerca sul mondo on-line del ruolo dell'allenatore giovanile. Il primo link che google mi ha proposto è un saggio di Marina Gerin molto interessante con molti punti di riflessione.
Per leggerlo potete cliccare qui
martedì 8 gennaio 2008
DI RITORNO DAL MEMORIAL MALAGUTIALCUNE CONSIDERAZIONI TECNICHE
ALCUNE CONSIDERAZIONI TECNICHE
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Di ritorno dalla 19° edizione del Memorial Bruna Malaguti svolto a San Lazzaro, torneo Under 17 riservato a 12 tra le migliori formazioni in questo momento in Italia, ritengo sia utile non solo parlare e scrivere come stanno facendo un po' tutti (giornali, tv e siti internet...) delle migliori squadre (naturalmente Siena e Virtus Bologna su tutte) o dei migliori prospetti [l'annata 91 in questo senso mi sembra davvero ricca di talento: Melli, Moraschini, Amici, Iannuzzi, Centanni, Baldi Rossi, e Tommasini di fatto sono l'ossatura insieme a Fiorito della Nazionale Italina, ma a questi aggiungerei talenti in continua crescita fisica e tecnica come l'esterno della Virtus Matteo Negri, ma anche Giorgio Sgobba di Siena. Questi ultimi due mi hanno particolarmente impressionato per la loro pulizia nel gioco e il loro potenziale ancora in continua evoluzione] ma parlerei anche di come questi ragazzi vengono messi in campo e gestiti dagli allenatori e non solo.
Ecco allora il capitolo delle cose poco edificanti, che prendendo spunto dal torneo, posso raccontarvi.
Primo capitolo: Sistemi offensivi. Ho visto nel passato, ma anche questo ultimo torneo ne è stata la testimonianza più recente, l'uso, ma direi più abuso del penetra e scarica. A mio modo di vedere nell'insegnamento del basket giovanile bisognerebbe cercare di ridurre questo sistema offensivo ad alcuni casi ogni partita e non alla stragrande maggiornaza delle azioni. Questo penetra e scarica, a lungo andare, desertifica il gioco in un complesso di azioni più simili al gioco della pallamano che della pallacanestro. E allora la ricerca dell'utilizzo dei passaggi al post (basso, medio, alto, fate come volete) o la maggiore ricerca da parte di alcuni degli alleantori del gioco senza palla dei propri giocatori, sia con la ricerca del back-door, sia le letture della difesa sul lato debole, sia in ultimo l'utilizzo e lo sfruttamento dei blocchi (che siano ciechi o di altro tipo, poco importa) aiuta ad aumentare il bagaglio dei nostri giovani giocatori.
Secondo capitolo: Gestione dei cambi. Vedo troppi allenatori che usano il cambio come motivo punitivo e di frutrazione per i propri ragazzi. Errore: fuori! Sbagli un tiro: fuori! Sbagli un passaggio: cambio!
Mi permetto di sottolineare che anche un errore dovuto ad una scelta sbagliata, (dando per scontato [anche se forse proprio scontato non è] che sugli errori di esecuzione su scelta comunque corretta nessuno si sogna di far partire un cambio) bisognerebbe ogni tanto soprassedere a far respirare comunque aria pulita a questi giovani atleti che di fatto hanno il diritto di sbagliare.
Non fate sempre cambi punitivi. Io personalmente, tranne rare eccezioni cerco sempre di non farne. Può capitare ogni tanto, ma non ne faccio una regola fissa e matematica. Conviviamo con gli errori. Vince di solito chi sbaglia meno. Siamo noi allenatori molto spesso i primi a farne. Dovendo prendere tante decisioni, spesso ci capita di sbagliare, ma nessuno ci verrà a dire: "Beh... fuori!!" Almeno fino alla fine dell'anno, per lo meno. Quindi mi raccomando, abbiate pietà dei vostri ragazzi e perdonate loro qualche errore. Sappiate che se sarete capaci di fare questo con i vostri ragazzi, lo stesso faranno loro nei vostri confronti quando a cadere in errore sarete proprio voi.
Terzo capitolo: Arbitri: Vedo decine e decine di arbitri ogni anno. Tolgo quelli che mi amano (con cui chiaramente non potresto mai..) e quelli che mi odiano (con cui protesto sempre a prescindere anche quando hanno ragione...) parlo a tutti gli altri.
Sappiate capire e distinguere quando una cosa viene detta ai fini della sola mera protesta fittizia perchè si sta magari perdendo o si sta prendendo un break sfavorevole cercando in qualche maniera di consizionare l'operato dell'arbitro di turno e invece una considerazione di carattere tecnico. Non rintanatevi nel vostro guscio senza poter aprirsi ad una dialettica che se civile e moderata porta il miglioramento del movimento e non la sua umiliazione. In questo senso la maggior parte degli arbitri emiliani spesso considerano l'interlocutore un perfetto ignorante in materia. Ma ogni tanto, me escluso naturalmente, non è così. Sappiate anche ascoltare.
Quarto capitolo: Televisione e nuove tecnologie: Durante il torneo il canale internet starchannel.it ha effettivamente svolto un gran lavoro di ripresa e di registrazione di tutte le partite, tra l'altro intervistando ad ogni fine gara sia un giocatore sia l'allenatore delle due squadre contendenti. Beh a mio giudizio un ottima cosa che nel calcio con una partita primavera su sky già da diverso tempo fanno già. Mi piacerebbe sapere se ci fosse qualcuno interessato a portare in tv partite giovanile di un certo spessore. Sarebbe bello per il movimento, sarebbe importante per migliorare ulteriormente la ripresa definitiva dei vivai a cui la FIP sta ambendo ormai da un po'. Una bella iniziativa potrebbe essere proprio questa da parte di Cardullo e soci.
Quinto capitolo: Strada spianata per il successo: Negli ultimi anni con l'avvento della globalizzazione e via dicendo, tutti sanno tutto di tutti, o per le meno chi s'informa può sapere davvero molto su ogni cosa. Internet in effetti ha prodotto e produce ogni giorno una marea di notizie. Questa sorta di palcoscenico perenne per i nostri giovani giocatori di basket non dev'essere però usata da loro come il fine ultimo della propria crescita. Nel senso: beh sono bravino, sono anche su internet e sui giornali, sto diventando famoso, magari mi chiama pure un procuratore... allora siginifica che sono arrivato al dunque.
Non credete, cari giovani, di essere arrivati da nessuna parte. Se qualcuno si è accorto di voi, proprio in quelo momento inizia la vostra vera fatica. Proprio in quelo momento sarete chiamati a migliorare giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita. Sta a voi da quel momento garantirvi un futuro. Non pensate che basti essere nominati in giro per i forum di basket caffè o altro. Non pensate che il successo vi sia dovuto a prescindere. Date tutto voi stessi, migliorando nella tecnica e nella tattica, sfruttando le occasioni che vi vengono proposte, ascoltando tutte le persone che stimate, ma sopratutto preservando in prima istanza la vostra umiltà. E' l'unica maniera per diventare davvero grandi rimanendo in fin dei conti profondamente se stessi.
lunedì 7 gennaio 2008
ALLENAMENTO A LEGNANO CON I 94-95POI INTERVISTA DOPPIA CON MOSTI
POI INTERVISTA DOPPIA CON MOSTI
Cliccando su legnanobasket.it si può vedere la news dell'allenamento svolto nella palestra di Via Dante con il gruppo misto Legnano-Nerviano nella giornata del 2 Gennaio 2008.
Inoltre l'amico e collega Maurizio Mosti con i suoi più fidi collaboratori, ha architettato e realizzato anche una bella intervista doppia pubblicata on-line sempre sul sito internet della società legnanese da poter visionare cliccando su LBTV (pellicola che scorre) e andando poi sul canale 5 aprendo la tendina apposita.
lunedì 31 dicembre 2007
mercoledì 26 dicembre 2007
ARRIVATO L'ALBUM DELL'8 SETTEMBREPER PRENOTAZIONI RIVOLGERSI AI COMMENTI DEL BLOG
PER PRENOTAZIONI RIVOLGERSI AI COMMENTI DEL BLOG

Dopo un'attesa durata quasi tre mesi è arrivato finalmente a destinazione l'album di nozze prodotto dal fotografo Paolo Agostini di Follonica e rappresentante i migliori scatti dell'8 Settembre 2007.
Ecco a voi quindi una rapida carrellata su una selezione delle foto pubblicate sull'album. Foto inedite per quanto riguarda il Blog che possono essere visionate dietro prenotazione da aggiungere ai commenti del Blog stesso.
Buona visione.













venerdì 21 dicembre 2007
DAL SITO INTERNET LEGNANOBASKET.IT

21/12/07 - IL SETTORE GIOVANILE DEL LEGNANO BASKET E' FELICE DI OSPITARE IL PLURICAMPIONE D'ITALIA ANDREA SCHIAVI IL GIORNO 02/01/2008 DALLE 18.00.
Maurizio Mosti presenta la prima riunione del 2008.
"L'idea è nata da Luca Morelli, affascinato dalle 'teorie' di Andrea, per cui l'abbiamo contattato ed ha accettato con gioia di venire. Ci sarà un allenamento di Andrea Schiavi con un gruppo misto 94/95. L'allenamento è aperto a tutti gli allenatori del nostro settore giovanile e a tutte le società che collaborano con noi.
L'argomento :COSTRUZIONE DI UN SISTEMA DIFENSIVO NEL SETTORE GIOVANILE.
A fine allenamento, come di consueto per le nostre riunioni tecniche, ci sarà una simpatica pizzata in palestra in modo da proseguire la discussione senza avere premura di andare a casa a mangiare.
Ho avuto la fortuna di fargli da vice a Varese, ha un talento smisurato coi bambini, le scene piu' belle pero' non ve le posso raccontare se non dal vivo assieme a lui... ragazzo splendido, che ridisegna il concetto di allenatore di settore giovanile, sono molto contento che venga da noi! Andrea non si puo' racontare, bisogna 'viverlo' "
In breve la carriera del nostro ospite. Nato a varese una quarantina di anni fa, scartato dal gruppo di cui faceva parte tale STEFANO RUSCONI, Andrea inizia subito ad allenare all'età di 16 anni, lunga trafila nel settore giovanile della sua amata Robur Et Fides. I suoi successi iniziano pero' quando nel 1996 passa alla Pallacanestro Varese e inizia un sodalizio con Cedro Galli che porterà i maggiori successi alla società di Via Pirandello.
I gruppi 84 e 86 devono molto a lui se hanno avuto successo per tutta la loro carriera... Poi viene scelto da Treviglio per rilanciare il proprio settore giovanile e nel progetto Blu Orobica Andrea si butta con tutto il suo mestire fino a portare 3 gruppi a tre finali nazionali nello stesso anno.
Se volete vedere la notizia sul sito di riferimento cliccate QUI
Grazie Maurizio... troppo buono!!
giovedì 20 dicembre 2007
DIFFERENZE TRA UN BUON ALLENATORE E UN BUON ISTRUTTORE
E UN BUON ISTRUTTORE

Mi permetto di porre un distinguo tra un buon allenatore e un buon istruttore giovanile che abbia voglia di progredire:
Allenatore: Amministra
Istruttore: Cerca d'innovarsi
Allenatore: E' una copia
Istruttore: Cerca di essere originale e sorprendente
Allenatore: Conserva
Istruttore: Cerca di sviluppare
Allenatore: Ha in testa i suoi sistemi
Istruttore: Pensa ai suoi ragazzi
Allenatore: Cura il dettaglio
Istruttore: Chiede il perchè delle cose
Allenatore: Imita
Istruttore: Inventa e sperimenta
Allenatore: Fa eseguire
Istruttore: Fa risolvere
Allenatore: Dice quello che tutti pensano che dica
Istruttore: Pensa a quello che dice...
Allenatore: Impone il rispetto delle regole
Istruttore: Rispetta le regole senza alcuna imposizione
Allenatore: Da fiducia a chi la merita
Istruttore: Merita fiducia
Non è importante il livello di potere che detenete, ma il grado di influenza che riuscite a esercitare sui vostri ragazzi. Ma attenzione!! Il perfetto Istruttore è però colui che saprà "investire" anche sulle potenzialità di chi è diverso da lui, consapevole che nella diversità sta il germe della creatività e dell'innovazione.
Ma perchè vi dico queste cose??
Come disse Brown: "Invece di versare conoscenza nelle teste delle persone, abbiamo bisogno di aiutarle a inforcare un nuovo paio di occhiali da vista così che possano vedere il mondo in un modo nuovo."
SI PARLA SPESSO DI SUCCESSO...MA IL VERO SUCCESSO E' QUESTO
MA IL VERO SUCCESSO E' QUESTO

Spesso si parla di successo. Molte volte si demonizza il successo nelle partite giovanili. Ogni tanto si sente dire: "Se vinci a livello giovanile, significa che non alleni il migliormamento dei giocatori".
A prescindere che non sono d'accordo sul luogo comune che ogni tanto in giro per clinic o forum viene proclamato come oro colato... e che molto spesso questa cosa viene detta di chi nella propria vita non ha mai vinto nulla, in pratica anche per giustificare i propri insuccessi... però vado oltre e mi permetto di dire in effetti cosa sta sopra questo tipo di successo. C'è infatti qualcosa che sta oltre il successo di una partita, di un torneo o di un campionato.
Il tutto è riassunto splendidamente da una frase attribuita erroneamente a Ralf Waldo Emerson che dice esattamente così:
"Ridere spesso e molto; conquistare rispetto di persone intelligenti e l'affetto dei bambini; guadagnare i complimenti dei critici onesti e sopravvivere ai tradimenti di falsi amici; apprezzare la bellezza e trovare il meglio che risiede in ogni persona; lasciare un mondo un po' meglio di come lo si è trovato, che sia per la guarigione di un bambino, un piccolo spazio verde o il recupero di una condizione sociale; sapere che almeno una vita è stata più semplice grazie al fatto che sei vissuto. Questo è il successo."
INTERESSANTE INCONTRO CON AMICI APPASSIONATI DI BASKET

Torno proprio in queste ore da un bell'incontro che ho potuto fare nel pomeriggio a Milano con gli amici della Società Sportiva Pallacanestro Mojazza. Polisportiva dislocata in un quartiere della città di Milano che opera nel mondo giovanile cestistico con diverse formazioni a livello provinciale e con un florido settore minibasket.
Gli amici del Mojazza e precisamente l'allenatore della squadra Under 17, mi ha chiesto di poter far sperimentare ai suoi ragazzi un mio allenamento. Un oretta e mezza passata a proporre un po' di esercizi e d'idee certamente non codificate e non standardizzate dal sistema di formazione classico del cna che penso possano aver reso l'idea di un modo diverso e un po' alternativo d'intendere il migliormaneto dei giovani che praticano lo sport della pallacanestro.
Niente di particolarmente strano, se non la ricerca attraverso il divertimento e il gioco, di un migliormamento consapevole delle qualità dei ragazzi presenti. Notevole anche la presenza di allenatori e dirigenti della Società presenti all'incontro. A fine allenamento chiaccherata sul perchè di un certo modo di fare in palestra. Per qualcuno scenari mai visti.
Un modo anche a livello personale per un confronto che risulta essere sempre positivo e migliorativo. Anche se le vedute sono diverse c'è sempre da prendere spunto da tutti. Il bello dell'insegnamento è proprio il poter di fatto operare in un modo personale e personalizzato. Poi insegnare a giocare è ancora più bello.
Presto si replica. Proprio in tarda serata confermato da parte dell'amico Maruzio Mosti (ex Como B/2, Varese giovanili, Fidenza, Gallarate...) ora responsabile del settore giovanile della Pall. Legnano un incontro con allenamento di una loro squadra giovanile fissato per il 2 Gennaio 2008 alle ore 18 a Legnano.
Grazie degli inviti.
domenica 16 dicembre 2007
DA BASKETCOACH.IT INTERVENTO DI MATTEO LOSCO
Ecco l'intervento pubblicato su basketcoach.it scritto da Matteo Losco:
Il cna ha finalmente deliberato ed i tempi futuri si presumono grigi.
in sostanza:
- dalla stagione 2009/2010 i campionati di eccellenza potranno essere allenati solo da personale con la qualifica di "allenatore", per cui chi non ha la relativa tessera dovrà fare i dovuti corsi. E' prevista una deroga per chi ha allenato gruppi d'eccellenza almeno per tre stagioni negli ultimi 5 anni o ha vinto un titolo nazionale giovanile: a questi basterà partecipare al clinic nazionale del cna 2008 e 2009 per acquisire il passaggio di categoria. ( non
è chiaro peraltro come verranno considerati i campionati open b)
- dalla stagione 2007/2008 verrà varata un'attività di
formazione/aggiornamento obbligatoria per tutte le categorie di allenatori con incontri ( almeno 3 organizzati dai cna provinciali e due dai cna regionali) la cui partecipazione darà diritto a crediti che PERMETTERANNO, ove ottenuti, di MANTENERE la tessera anche per l'anno successivo
le norme approvate sono di un'ottusità assurda e vanno a colpire in primis la base del movimento cestistico con le società minori ed i gruppi meno competitivi per i quali sarà sempre più difficile reperire allenatori, ma anche quelle che aspirano a costruire un movimento serio ed ambizioso nella propria zona, magari alle spalle dei grandi centri nazionali.
Consideriamo singolarmente le due delibere:
1) gruppi d'eccellenza solo ad "allenatori". La norma sa molto di operazione economica visti i costi del passaggio di categoria. Peraltro smonterei anche la speranza di paperoniani introiti economici da parte della FIP in quanto non so quanti coaches esperti in ambito giovanile oggi - e quindi quanto meno over 30 -, con gli impegni di lavoro e familiari, possano sobbarcarsi tale onere.
Ah, già, c'è la deroga: ancora più assurda perché in pratica ci dice: se hai già allenato negli ultimi anni categorie d'eccellenza ( ma anche quelle ad iscrizione libera, vd U13? e come considerare i vice allenatori?) o hai vinto un titolo nazionale giovanile ( mi pare un riferimento un po'salvaqualcuno, che ne dite?) allora non serve il passaggio di categoria. A contrario non posso che dedurre allora che non è così necessario avere la qualifica di "allenatore" per operare materialmente nei campionati open ( se chi l'ha fatto negli ultimi anni senza il tesserino lo potrà fare anche in futuro...) e addirittura che si può vincere un TITOLO NAZIONALE GIOVANILE senza il tesserino di allenatore!
L'assurdità logica e giuridica maggiore però è la retroattività di tali norme; chi ha operato fin ad oggi con il beneplacito del cna, avendone osservato corsi e aggiornamenti ( che già c'erano peraltro, - qualcuno sa dirmi che fine ha fatto per esempio la figura di "istruttore settore giovanile" , ai tempi considerata obbligatoria dal cna per allenare dagli U17 in giù e poi sparita nel nulla?) di punto in bianco non è più considerato operativo dal cna stesso.
2) delibera in materia di aggiornamento: qui siamo alla pazzia pura anche perché l'argomento meritava ben altra impostazione in quanto veramente necessario allo sviluppo del movimento, anche alla luce dei tristi risultati che negli ultimi anni hanno contraddistinto le nostre realtà nazionali e la penuria di validi giocatori nostrani prodotti.
Aggiornamento e formazione continua non sono in discussione: quello che si discute è il fatto che senza tale aggiornamento non è più possibile allenare! E' una fattispecie al limite della costituzionalità perché il sottoscritto, come tutti voi, ha sostenuto dei corsi abilitanti ad allenare, paga un tesseramento annuale e questo deve bastare per allenare perché queste erano le regole in vigore al momento del corso stesso.
L'istituto dell'aggiornamento ( anche attraverso il sistema dei crediti come proposto) deve riguardare un secondo momento: quello appunto dell'approfondimento, del miglioramento individuale.
Sarebbe forse allora più saggio permettere che i crediti ottenuti possano differenziare gli allenatori sulla base, che so, di una graduatoria, per poter allenare - ecco allora sì - magari certe categorie rispetto ad altre o essere agevolato nei passaggi di categoria stessa. In questo modo fra l'altro si metterebbero anche tutti gli allenatori sullo stesso punto di partenza, occasione al momento persa, alla italiana maniera, tra deroghe e dettagli sparsi qua e là ( non è chiaro, per esempio, perché gli allenatori di base, a cui è preclusa l'attività a livello nazionale, debbano ottenere, per allenare, più crediti delle altre figure che sul campo si occuperebbero invece dei livelli più alti...).
Ancora, la retroattività della norma mette giuridicamente i brividi.
Da un punto di vista più generale comunque il cna non capisce - o lo capisce benissimo ma non se ne cura - che non tutti gli allenatori vogliono / possono diventare allenatori nazionali, né che tutte le società vogliono / possono economicamente avere allenatori semiprofessionisti, né, ancora, che professionismo e professionalità sono due termini non necessariamente abbinabili.
Matteo Losco
Gli spunti dell'intervento di Matteo (che saluto) sono certamente interessanti. Non nego, che i vertici del CNA siano partiti in quarta a fare riforme a livello di formazione allenatori, sopratutto in una fase di transizione tra le gestone Messina e quella nuova di Recalcati (e quindi Gebbia) senza però fare troppo conto della base e delle necessità vere di cui il movimento ha bisogno.
La regola dell'eccellenza penso che sia stata un'idea degli stessi allenatori "d'elite" che in questo modo si sono creati meno concorrenza e più possibilità di lavoro, oltre che una teorica migliore formazione per i giocatori più bravi.
La novità crediti invece, pur partendo da un'idea giusta e condivisibile sull'aggiornamento che le varie figure dei coach in giro per l'Italia dovrebbero avere per migliorare ulteriormente la propria professionalità, anche se a livello di volontariato o di piccole società locali, si scontra con una obbligatorietà che di fatto fa a pungi con la giurisdizione.
In effetti sarebbe interessante aprire un dibattito serio sulla questione, coinvolgendo un po' tutti i settori della questione. Allenatori in primis, ma anche Società piccole e grosse e Dirigenti.
Ma in effetti chi ha interesse nella questione??
Il cna ha finalmente deliberato ed i tempi futuri si presumono grigi. in sostanza:
- dalla stagione 2009/2010 i campionati di eccellenza potranno essere allenati solo da personale con la qualifica di "allenatore", per cui chi non ha la relativa tessera dovrà fare i dovuti corsi. E' prevista una deroga per chi ha allenato gruppi d'eccellenza almeno per tre stagioni negli ultimi 5 anni o ha vinto un titolo nazionale giovanile: a questi basterà partecipare al clinic nazionale del cna 2008 e 2009 per acquisire il passaggio di categoria. ( non
è chiaro peraltro come verranno considerati i campionati open b)
- dalla stagione 2007/2008 verrà varata un'attività di
formazione/aggiornamento obbligatoria per tutte le categorie di allenatori con incontri ( almeno 3 organizzati dai cna provinciali e due dai cna regionali) la cui partecipazione darà diritto a crediti che PERMETTERANNO, ove ottenuti, di MANTENERE la tessera anche per l'anno successivo
le norme approvate sono di un'ottusità assurda e vanno a colpire in primis la base del movimento cestistico con le società minori ed i gruppi meno competitivi per i quali sarà sempre più difficile reperire allenatori, ma anche quelle che aspirano a costruire un movimento serio ed ambizioso nella propria zona, magari alle spalle dei grandi centri nazionali.
Consideriamo singolarmente le due delibere:
1) gruppi d'eccellenza solo ad "allenatori". La norma sa molto di operazione economica visti i costi del passaggio di categoria. Peraltro smonterei anche la speranza di paperoniani introiti economici da parte della FIP in quanto non so quanti coaches esperti in ambito giovanile oggi - e quindi quanto meno over 30 -, con gli impegni di lavoro e familiari, possano sobbarcarsi tale onere.
Ah, già, c'è la deroga: ancora più assurda perché in pratica ci dice: se hai già allenato negli ultimi anni categorie d'eccellenza ( ma anche quelle ad iscrizione libera, vd U13? e come considerare i vice allenatori?) o hai vinto un titolo nazionale giovanile ( mi pare un riferimento un po'salvaqualcuno, che ne dite?) allora non serve il passaggio di categoria. A contrario non posso che dedurre allora che non è così necessario avere la qualifica di "allenatore" per operare materialmente nei campionati open ( se chi l'ha fatto negli ultimi anni senza il tesserino lo potrà fare anche in futuro...) e addirittura che si può vincere un TITOLO NAZIONALE GIOVANILE senza il tesserino di allenatore!
L'assurdità logica e giuridica maggiore però è la retroattività di tali norme; chi ha operato fin ad oggi con il beneplacito del cna, avendone osservato corsi e aggiornamenti ( che già c'erano peraltro, - qualcuno sa dirmi che fine ha fatto per esempio la figura di "istruttore settore giovanile" , ai tempi considerata obbligatoria dal cna per allenare dagli U17 in giù e poi sparita nel nulla?) di punto in bianco non è più considerato operativo dal cna stesso.
2) delibera in materia di aggiornamento: qui siamo alla pazzia pura anche perché l'argomento meritava ben altra impostazione in quanto veramente necessario allo sviluppo del movimento, anche alla luce dei tristi risultati che negli ultimi anni hanno contraddistinto le nostre realtà nazionali e la penuria di validi giocatori nostrani prodotti.
Aggiornamento e formazione continua non sono in discussione: quello che si discute è il fatto che senza tale aggiornamento non è più possibile allenare! E' una fattispecie al limite della costituzionalità perché il sottoscritto, come tutti voi, ha sostenuto dei corsi abilitanti ad allenare, paga un tesseramento annuale e questo deve bastare per allenare perché queste erano le regole in vigore al momento del corso stesso.
L'istituto dell'aggiornamento ( anche attraverso il sistema dei crediti come proposto) deve riguardare un secondo momento: quello appunto dell'approfondimento, del miglioramento individuale.
Sarebbe forse allora più saggio permettere che i crediti ottenuti possano differenziare gli allenatori sulla base, che so, di una graduatoria, per poter allenare - ecco allora sì - magari certe categorie rispetto ad altre o essere agevolato nei passaggi di categoria stessa. In questo modo fra l'altro si metterebbero anche tutti gli allenatori sullo stesso punto di partenza, occasione al momento persa, alla italiana maniera, tra deroghe e dettagli sparsi qua e là ( non è chiaro, per esempio, perché gli allenatori di base, a cui è preclusa l'attività a livello nazionale, debbano ottenere, per allenare, più crediti delle altre figure che sul campo si occuperebbero invece dei livelli più alti...).
Ancora, la retroattività della norma mette giuridicamente i brividi.
Da un punto di vista più generale comunque il cna non capisce - o lo capisce benissimo ma non se ne cura - che non tutti gli allenatori vogliono / possono diventare allenatori nazionali, né che tutte le società vogliono / possono economicamente avere allenatori semiprofessionisti, né, ancora, che professionismo e professionalità sono due termini non necessariamente abbinabili.
Matteo Losco
Gli spunti dell'intervento di Matteo (che saluto) sono certamente interessanti. Non nego, che i vertici del CNA siano partiti in quarta a fare riforme a livello di formazione allenatori, sopratutto in una fase di transizione tra le gestone Messina e quella nuova di Recalcati (e quindi Gebbia) senza però fare troppo conto della base e delle necessità vere di cui il movimento ha bisogno.
La regola dell'eccellenza penso che sia stata un'idea degli stessi allenatori "d'elite" che in questo modo si sono creati meno concorrenza e più possibilità di lavoro, oltre che una teorica migliore formazione per i giocatori più bravi.
La novità crediti invece, pur partendo da un'idea giusta e condivisibile sull'aggiornamento che le varie figure dei coach in giro per l'Italia dovrebbero avere per migliorare ulteriormente la propria professionalità, anche se a livello di volontariato o di piccole società locali, si scontra con una obbligatorietà che di fatto fa a pungi con la giurisdizione.
In effetti sarebbe interessante aprire un dibattito serio sulla questione, coinvolgendo un po' tutti i settori della questione. Allenatori in primis, ma anche Società piccole e grosse e Dirigenti.
Ma in effetti chi ha interesse nella questione??
venerdì 14 dicembre 2007
LA STORIA DEL VASO ROTTO...
Una anziana donna cinese possedeva due grandi vasi, appesi alle estremità di un lungo bastone che portava bilanciandolo sul collo.
Uno dei due vasi aveva una crepa, mentre l'altro era intero. Così alla fine del lungo tragitto dalla fonte a casa, il vaso intero arrivava sempre pieno, mentre quello con la crepa arrivava sempre mezzo vuoto.
Per oltre due anni, ogni giorno l'anziana donna riportò a casa sempre un
vaso e mezzo di acqua.
Ovviamente il vaso intero era fiero di se stesso, mentre il vaso rotto si vergognava terribilmente della sua imperfezione e di riuscire a svolgere solo metà del suo compito. Dopo due anni, finalmente trovò il coraggio di parlare con l'anziana donna, e dalla sua estremità del bastone le disse: "Mi vergogno di me stesso, perché la mia crepa ti fa portare a casa solo metà dell'acqua che prendi".
L'anziana donna sorrise "Hai notato che sul tuo lato della strada ci sono sempre dei fiori, mentre non ci sono sull'altro lato? Questo succede perché, dal momento che so che tu hai una crepa e lasci filtrare l'acqua, ho piantato semi di fiori solo sul tuo lato della strada. Così ogni giorno, tornando a casa, tu innaffi i fiori.
Per due anni io ho potuto raccogliere dei fiori che hanno rallegrato la mia casa e la mia tavola. Se tu non fossi così come sei, non avrei mai avuto la loro bellezza a rallegrare la mia abitazione"
Ciascuno di noi ha il suo lato debole. Ma sono le crepe e le imperfezioni che ciascuno di noi ha che rendono la nostra vita insieme interessante e degna di essere vissuta.
Devi solo essere capace di prendere ciascuna persona per quello che è, e scoprire il suo lato positivo.
Buona giornata a tutti coloro che si sentono un vaso rotto, e ricordatevi di godere del profumo dei fiori sul vostro lato della strada!
Uno dei due vasi aveva una crepa, mentre l'altro era intero. Così alla fine del lungo tragitto dalla fonte a casa, il vaso intero arrivava sempre pieno, mentre quello con la crepa arrivava sempre mezzo vuoto.
Per oltre due anni, ogni giorno l'anziana donna riportò a casa sempre un
vaso e mezzo di acqua.
Ovviamente il vaso intero era fiero di se stesso, mentre il vaso rotto si vergognava terribilmente della sua imperfezione e di riuscire a svolgere solo metà del suo compito. Dopo due anni, finalmente trovò il coraggio di parlare con l'anziana donna, e dalla sua estremità del bastone le disse: "Mi vergogno di me stesso, perché la mia crepa ti fa portare a casa solo metà dell'acqua che prendi".
L'anziana donna sorrise "Hai notato che sul tuo lato della strada ci sono sempre dei fiori, mentre non ci sono sull'altro lato? Questo succede perché, dal momento che so che tu hai una crepa e lasci filtrare l'acqua, ho piantato semi di fiori solo sul tuo lato della strada. Così ogni giorno, tornando a casa, tu innaffi i fiori.
Per due anni io ho potuto raccogliere dei fiori che hanno rallegrato la mia casa e la mia tavola. Se tu non fossi così come sei, non avrei mai avuto la loro bellezza a rallegrare la mia abitazione"
Ciascuno di noi ha il suo lato debole. Ma sono le crepe e le imperfezioni che ciascuno di noi ha che rendono la nostra vita insieme interessante e degna di essere vissuta.
Devi solo essere capace di prendere ciascuna persona per quello che è, e scoprire il suo lato positivo.
Buona giornata a tutti coloro che si sentono un vaso rotto, e ricordatevi di godere del profumo dei fiori sul vostro lato della strada!
martedì 4 dicembre 2007
ECCO LE DECISIONI DEL CNA SULLA FORMAZIONE ALLENATORI
SULLA FORMAZIONE ALLENATORI
Sono state pubblicate sul sito del CNA le delibere dell'ultimo Consiglio Federale sulla formazione degli allenatori.
Ecco i link:
Delibera sulla obbligatorietà dei corsi a carattere biennale. QUI
Delibera sulla qualifica di Allenatore per i campionati d’eccellenza dal 2009. QUI
Programma di aggiornamento generale. QUI
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